La statua e il suo basamento, sono collocati nella nicchia semi-circolare "scavata" nella facciata in pietra del palazzo, alla base una vasca in marmo bianco. L'acqua sgorga dalla testa del leone riposta sul basamento della statua e viene raccolta nella sopra citata vasca ( la fontana è fotografata non in funzione).
La foto riprende di fianco il loggiato a tre arcate che precede l'ingresso di San Jacopo. La stretta strada, su cui si affaccia la chiesa, corre parallela al loggiato. Le ringhiere poste a protezione dello spazio coperto dalle tre volte, sono utilizzate per legare le biciclette. Eccezione fatta per l'arco centrale, in asse con l'ingresso della chiesa, sgombro dalla ringhiera e da altri impedimenti.
In primo piano l'articolata vasca in marmo che sporge a mensola, dall'angolo
dell'edificio. La vasca raccoglie l'acqua che fuoriesce dalla bocca di un
personaggio grottesco inserito nella sopra citata cantonata tra via dello
Sprone e Borgo San Jacopo.
Si nota, alla base dell' angolo formato dalle due strade, la decorazione
in pietra semi-circolare che protegge la fontana, e obbliga il fruitore
ad un approccio frontale rispetto al punto di uscita dell'acqua.
La foto, scattata dal Ponte Vecchio, mostra in una prospettiva centrale, le tre grandi arcate che compongono il ponte di Santa Trinita. Il riflesso sulle acque dell'Arno, raddoppiano l'immagine creando un particolare effetto visivo. Tre gabbiani, che probabilmente hanno risalito il fiume dal mare, in volo attraversano l'immagine.
La "Primavera" di Pietro Francavilla.
La statua è ripresa di spalle, e si nota sullo sfondo il palazzo che si affaccia sulla riva sinistra del fiume, tenendo le spalle al monte. Si nota come la statua sia priva di un braccio, andato perduto durante l'ultimo conflitto mondiale
L' "Autunno" di Giovanni Caccini.
Del medesimo gruppo decorativo, al lato opposto rispetto alla precedente
statua della primavera, è ripreso l'Autunno.
Il personaggio scolpito, raffigura un uomo barbuto coperto da una toga appoggiata
sulla spalla sinistra. L'uomo alza il braccio afferrando un grappolo d'uva.
L'immagine si staglia contro il cielo.
L' "Inverno" di Taddeo Landini.
La terza statua che decora il ponte, rappresenta l'inverno.
La foto ci mostra anche l'inizio del ponte, e la pendenza della strada .
Due turisti si appoggiano al parapetto, per meglio vedere il ponte Vecchio
.
Particolare del cartiglio di marmo.
Un particolare della decorazione marmorea che si incontra lungo il parapetto
del ponte.
La bianca decorazione si evidenzia sul colore rosastro, donato dalla luce
del tramonto, della pietra. Sullo sfondo si vede il campanile della chiesa
di Santa Maria Novella (vedi percorso due).
La foto è stata scattata dal centro del ponte Santa Trinita.
Il Palazzo, interamente realizzato in pietra non intonacata, si eleva su
cinque piani contornati da un ballatoio decorato con merli.
In orizzontale, il palazzo è scandito dalle aperture a terra con
grandi arcate e ai quattro piani superiori con finestre tra loro simmetriche.
Lungo via dei Tornabuoni abbiamo 12 file di aperture, mentre sul fianco,
in primo piano nella fotografia, ve ne sono due. Sullo sfondo si intravede
la colonna di Piazza Santa Trinita.
Scorcio da Piazza di Santa Trinita.
La foto, di repertorio, mostra uno scorcio della piazza. Scattata con le spalle a Piazza della Repubblica, la foto mostra il lato sinistro della chiesa di Santa Trinita che contiene il Sant'Alessio.
Palazzo Spini-Feroni, particolare della facciata.
Un particolare delle finestre che si aprono su Via dè Tornabuoni dal Palazzo. Si notano i ganci in ferro, murati nella facciata, e le grondaie in rame che incanalano l'acqua piovana raccolta dal tetto dell'edificio. La foto evidenzia le diverse sfumature che aquistano i blocchi di pietra della facciata.
la foto, di repertorio, mostra con una vista centrale, la facciata della
Chiesa. Con i tre ingressi sormontati da timpani circolari per le due porte
laterali, e triangolare per quella centrale.
Sopra la porta centrale, alta circa sette metri, si intravede la decorazione
scultorea della trinità.
Sul lato sinistro il tabernacolo di sant'Alessio. La chiesa è fotografata
dall'alto verso il basso, contrastata sullo sfondo dal colore chiaro del
cielo.
Il frontone raffigurante la Trinità.
la decorazione in pietra, in alto rilievo, raffigura dio che sorregge il cristo morente. Al centro, quasi spuntasse dalla barba della figura che rappresenta il Padre Eterno, la colomba dello spirito santo. Intorno al gruppo un serie di angioli, due dei quali, aprano l'ampia veste che copre Dio, quasi come aprissero il sipario della sacra rappresentazione.
Sant' Alessio, particolare della facciata.
La nicchia che ospitata la statua, si stacca dalla particolare lavorazione
di questo lato della facciata della Chiesa di santa Trinita.
Le pietre che rivestano la facciata della chiesa sono lavorate "a diamante".
In questo tipo di rivestimento, le pietre sono tagliate a forma di piramide,
con la base quadrata. La base è "ataccata" alla parete,
le punte delle piramidi sporgono orizzontali rispetto al piano della facciata,
e sono posizionate lungo una griglia. Al centro di questo "gioco"
la statua dentro l'edicola sormontata da un timpano di forma triangolare.
La colonna della Giustizia.
La foto da basso verso l'alto, rappresenta il fusto della colonna, sormontata dalla statua bronzea della giustizia. La statua si appoggia sul capitello della colonna, e mostra all'osservatore la bilancia, simbolo dell'equità.
Una immagine scattata dal lato del ponte di santa Trinita, ritrae la piazza. sulla destra la colonna della giustizia e al centro via Tornabuoni, sullo sfondo si notano i negozi dell'elegante strada.
Un primo piano della statua, che con lo sguardo verso l'orizzonte, al disopra
dei tetti che coprono i palazzi su Piazza Santa Trinita.
In evidenza la lavorazione del capitello che sorregge la statua. Il cielo
sullo sfondo ha una tonalita azzurro - grigio, tipica delle fredde e serene
giornate invernali.
La foto ritrae la facciata principale, suddivisa in tre livelli. Al piano terra, centrato rispetto alla facciata, rialzato da alcuni gradini , l'ingresso del palazzo. Al secondo livello tre grandi finestre, centrate rispetto al portone di ingresso, al terzo livello si ripropone il medesimo gioco decorativo.