con assistenza
accompagnatore
necessario
Il secondo tratto dell’itinerario ha la forma di una lunga ‘I’ e da via dei Martelli conduce in piazza San Marco.

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Attraversata
la piazza San Giovanni, entriamo nella breve
ma animatissima via dei Martelli
(nome derivato dall’antica e ricca famiglia di spadai che qui ebbe
case e botteghe) che percorreremo a diritto fino ad incontrare l’incrocio
con via de’ Pucci. In un largo sulla cantonata
sinistra si trova la chiesa di San
Giovanni Evangelista, più nota come San Giovannino degli Scolopi,
fondata nel 1351. Alla fine del Cinquecento la chiesa venne ampiamente ristrutturata
su disegno di Bartolomeo Ammannati il quale, a sue spese, fece costruire
una cappella (entrando, la seconda a sinistra), quale sepolcro suo e di
sua moglie, la poetessa Laura Battiferri. Nel
quadro soprastante l’altare
della cappella, Cristo e la Cananea,di Alessandro Allori, vediamo ritratto
l’Ammannati nella figura di San Bartolomeo e la moglie dell’artista
nella donna a destra.
Sulla cantonata destra all’altezza del primo piano del Palazzo Panciatichi, oggi sede del Consiglio della Regione Toscana, si trova un bel tabernacolo in pietra serena, dalla cornice in stile barocco con timpano ornato da due testine di cherubino e base a mensola definita da un elaborato cartiglio. Il breve vano quasi quadrangolare, ospita una copia di un bassorilievo in marmo di Desiderio da Settignano riproducente la Madonna col Bambino; l’originale si trova dal 1921 al Museo Nazionale del Bargello. La fedele imitazione a due terzi di figura, è modellata con piena vivezza e sottopone alla vista la Vergine seduta con Gesù Bambino sorridente in grembo.
Dal lato opposto si staglia il bellissimo Palazzo Medici Riccardi a bugnato di grandi pietre grossolanamente lavorate, oggi sede della Prefettura e dell’Amministrazione Provinciale. Il maestoso e sereno edificio a tre piani, venne costruito alla metà del Quattrocento dall’architetto fiorentino Michelozzo per volontà di Cosimo il Vecchio de’ Medici, nell’attuale via Camillo Cavour, già via Larga, in quanto, a differenza delle altre strade medievali, era spaziosa e rettilinea. Originariamente al piano terra, all’angolo con via de’ Gori, si apriva una loggia i cui archi furono in seguito parzialmente chiusi per ricavarne grandi finestre dette “inginocchiate” disegnate da Michelangelo. Da notare, sempre su questo angolo del palazzo, la lanterna in ferro battuto, pregevole manufatto di Niccolò Caparra, ed in alto lo stemma mediceo con le sei palle.
Nel
1659 il palazzo passò alla famiglia Riccardi (che lo ampliò
specialmente nella parte retrostante) e nel 1814 venne infine acquisito
dallo Stato Italiano.Se osserviamo attentamente i bugni esterni al piano
terreno detti “alla rustica”, notiamo
che molti hanno inciso un piccolo cerchietto
che si dice apposto direttamente da Michelozzo alle cave d’Oltrarno,
quale suggello d’idoneità. Dall’esterno, attraverso il
portale d’ingresso, si entra nel bel cortile a portico dominiato dall’Orfeo
di Baccio Bandinelli. Dal cortile si può accedere alla Cappella Medici
magistralmente dipinta a fresco da Benozzo Gozzoli, dal 1459 al 1463, che
riprodusse la Cavalcata dei Magi
a Betlemme raffigurando in alcuni personaggi i “big” di questa
famiglia.C’è chi addirittura riconoscerebbe Lorenzo il Magnifico,
nel più giovane dei tre re, in sella ad un bianco destriero. Lo stesso
autore volle firmare la sua opera comparendo in autoritratto con una berretta
rossa sul cui bordo spicca la scritta “opus Benotii”.
La maestosità dell’affresco, che ritrae il solenne corteo
medievale con i notabili intervenuti a Firenze al Concilio Ecumenico del
1439, per unificare le Chiese Orientale e Occidentale, ha
dato origine all’attuale splendido allestimento del “Laboratorio
di Lorenzo” che consente, per mezzo di due grandi schermi, l’avvicinamento
più naturale all’opera del Gozzoli favorendone una stimolante
comprensione.
La sala di consultazione multimediale è stata allestita in quella
che fu la camera estiva di Lorenzo, tra l’altro “ricostruita
tridimensionalmente” con arredi e opere che vi erano originariamente
collocati, come le tre pale della Battaglia di San Romano di Paolo Uccello.
Dopo questa suggestiva visita, ritornando nel cortile, si può visitare
direttamente l’ameno
giardino del Palazzo, ornato di aiuole,
statue, fontana e con tre stemmi raffiguranti una chiave posta in palo riproducente
lo stemma araldico dei Riccardi.
Addossata alla parete di fondo si nota, incorniciata da un grande arco, una fontana costituita da una statua marmorea, che sovrasta una vasca semicircolare.A tale antica scultura acefala - forse Ercole - durante i lavori di rinnovamento del palazzo, quando l’antica dimora dei Medici passò di proprietà dei Riccardi, venne innestata la testa del marchese Francesco Riccardi lasciandone così ai posteri le sembianze immortalate in quelle assai più imponenti del famoso eroe della mitologia greca.
Procedendo
sempre a diritto per via Cavour sullo stesso lato del marciapiede, al numero
civico 43, troviamo la Biblioteca
Marucelliana, una delle più preziose della città. Pochi metri
dopo aver oltrepassato questo edificio, al numero 49, vediamo il palazzo
del Comando Militare, quindi ci affacciamo in piazza San Marco nome derivato
dall’omonima chiesa con il convento-museo, polo spirituale fiorentino
del Quattrocento. Quasi sull’angolo di
via Cavour si trova il quattrocentesco tabernacolo
del miniaturista Gherardo di Giovanni, opera denominata Madonna della rosa,
che mostra la Vergine in trono con una rosa bianca ed il Bambino in piedi
sulle sue ginocchia, attorniati dai santi Giovanni Battista, Francesco e
Girolamo, a sinistra, e Domenico, Michele e Zanobi dall’altra parte.
Nel mezzo della piazza, un anonimo giardino con aiuole e panchine vede al suo centro, protetta da inferriata, la statua dello scultore Pio Fedi riproducente il generale Manfredo Fanti in divisa ottocentesca, ma a capo nudo. Constatando ciò, e paragonando questa scultura con l’altra sempre dello stesso artista, Il ratto di Polissena (sotto la Loggia dei Lanzi in Piazza Signoria) che mostra Pirro completamente nudo ma con tanto di elmo, i fiorentini, dimostrando ancora una volta il proprio ironico spirito, così commentarono:
Col vento che qui spira tutto l’anno
lei, generale, piglierà un malanno;
per evitare un raffreddor di testa
guardi se Pirro un po’ l’elmo le presta.
E lei, per far le cose da cristiano,
gli presti un pezzettin del suo pastrano.
Sulla destra, in angolo con via Ricasoli, s’innalza l’elegante loggiato antistante l’ex Spedale di San Matteo (più noto col nome di Lemmo, suo fondatore), adesso sede dell’Accademia di Belle Arti. Sul portone centrale di quella che fu una delle più importanti strutture sanitarie della città, è ancora visibile una bella lunetta in terracotta policroma invetriata di Andrea della Robbia riproducente La Madonna col Bambino e Santi. Fra tutti gli antichi spedali fiorentini, quello di San Matteo si differenziava dagli altri più piccoli sorti per ricoverare i senza tetto, perché era un vero e proprio nosocomio istituito “in benefizio degli infermi” per curare ed alleviare le umane sofferenze, accogliendo gli ammalati che vi ricorrevano. All’interno dello spedale era posta anche una fornitissima spezieria molto rinomata in città.
Sulla
cantonata opposta si trova il palazzo del Rettorato dell’Ateneo fiorentino,
quindi, volgendo lo sguardo verso Nord, la Chiesa
di San Marco.
L’architettura dell’intero complesso religioso con gli affreschi,
i dipinti, i codici miniati e le tante altre opere d’arte che l’adornano,
testimoniano l’importanza di questa struttura che risale alla fine
del XIII secolo. Voluta dai padri Silvestrini, nel 1436 passò ai
Domenicani che iniziarono da subito importanti lavori di restauro ed ampliamento
disposti da Cosimo il Vecchio e durati molti anni sotto l’attenta
guida dell’architetto Michelozzo.
L’attuale facciata della chiesa, in barocco toscano, venne eseguita
nel 1778 da fra Giovan Battista Paladini, mentre l’antecedente torre
campanaria fu realizzata nel 1512 da Baccio d’Agnolo.
Adiacente si trova il Museo
di San Marco, ambientato nell’antico convento
domenicano, definito il “Paradiso di Firenze”, perché
vi abitarono fra Giovanni da Fiesole detto il “Beato Angelico”
il quale lo decorò con splendidi affreschi,
il predicatore fra’ Girolamo Savonarola, Antonio Pierozzi che divenne
arcivescovo di Firenze, poi canonizzato col nome di Sant’Antonino,
e l’altro valente pittore fra Bartolomeo del Fattorino detto ‘Baccio
della Porta’. L’importante museo è costituito, come detto,
dagli stessi ambienti conventuali quali il chiostro,
i due refettori, la sala capitolare, l’ospizio dei pellegrini, la
foresteria, i dormitori, nonché la spaziosa,
elegante biblioteca michelozziana
a tre navate, la prima ad essere aperta al pubblico. In questi ampi locali
dall’armonioso susseguirsi delle colonne, si conservano preziosi libri,
manoscritti e codici miniati liturgici risalenti al Quattrocento e al Cinquecento.
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Si cammina in via dei Martelli in direzione Nord. Percorsi poco più di 100 metri si attraversa via dei Biffi, una stradina in cui il traffico è pressoché assente.
Poco dopo, via dei Martelli termina all’incrocio con via de’
Pucci che, come via dei Biffi, deve essere attraversata verso Nord. Qui,
però, l’attraversamento è regolato da un semaforo ed
il traffico è abbastanza intenso.
Su entrambi i lati di via dei Martelli ci sono le fermate di molti autobus
che percorrono un’ampia parte della città; di solito, vicino
alle fermate c’è un grande affollamento.
In via dei Martelli si incontrano vari tipi di negozi, bar, una libreria e una farmacia.
Tutti gli attraversamenti di via dei Martelli e della successiva via Camillo Cavour sono caratterizzati dalla presenza di rampette di raccordo e si eseguono procedendo a diritto, nella direzione del traffico parallelo.
Attraversata via de’ Pucci il percorso continua per via Cavour sul
lato Est sempre in direzione Nord.
Dopo aver attraversato via de’ Pucci, si prosegue sul lato Est di
via Cavour, ancora in direzione Nord.
Nel caso, però, si voglia raggiungere il maestoso Palazzo Medici Riccardi è necessario, subito dopo aver attraversato via de’ Pucci, compiere l’attraversamento di via Cavour verso Ovest.
La facciata è caratterizzata da un particolare trattamento parietale che sfuma, dal basso verso l’alto, dal grezzo al liscio.
Alla base della facciata si trova una panca in pietra
interrotta in corrispondenza delle entrate e delle grandi finestre inginocchiate,
opera di Michelangelo Buonarroti.
Al di sopra della panca le pareti del palazzo presentano grandi bugne sporgenti
di pietra.
Il portone di ingresso è delimitato da due cippi sempre in pietra.
Entrando e camminando sempre in direzione Ovest si trova il cortile.
Al centro del lato Est c’è la statua di Orfeo, posta su un piedistallo lapideo riccamente lavorato.
Con la statua alle spalle e procedendo in direzione Ovest, dopo una ventina
di metri si giunge al giardino monumentale del Palazzo.
All’inizio del giardino, sul lato Nord, ci sono dei servizi igienici
pubblici.
Sempre sul lato Ovest di via Cavour, superato il Palazzo Medici Riccardi, c’è un Ufficio informazioni turistiche, poco dopo, un posto telefonico pubblico e, ancora oltre, un noto negozio di giocattoli.
Proseguendo verso Nord, lungo il lato Est di via Cavour, dopo un primo tratto di circa 300 metri, si incontra l’incrocio con via degli Alfani. L’attraversamento è regolato da un semaforo sonoro a chiamata solo per chi attraversa la trafficatissima via Cavour in direzione Est/Ovest.
Per attraversare in direzione Nord ci si comporta come quando si è in presenza di un normale semaforo non sonoro. Infine, percorso un altro centinaio di metri, si arriva sul lato Sud di piazza San Marco.
Piazza San Marco è una grande superficie rettangolare di circa 7.000 metri quadrati costituita da uno spazio centrale pedonale circondato da strade con traffico intenso. Nello spazio pedonale sono presenti aiuole e panchine e la statua di Manfredo Fanti collocata nel mezzo e delimitata da una inferriata con punte aguzze, alta circa un metro.
Per raggiungere lo spazio pedonale occorre chiedere aiuto ad un passante.
Il lato Sud della piazza è costituito dalla facciata
di un grande edificio, dalla confluenza di via Cavour all’estremità
Ovest e dalla confluenza di via Ricasoli all’estremità Est.
Il lato Nord della piazza è costituito, nella parte
centrale, dalla facciata della Chiesa di San Marco e dal Museo di San Marco;
all’estremità Ovest, confluisce nella piazza via Cavour e all’estremità
Est via La Pira.
Il lato Est è costituito dalla confluenza di via
Cesare Battisti, situata in mezzo all’edificio del Rettorato dell’Università
(posto sulla parte Nord del lato) e a quello dell’Accademia di Belle
Arti (posto sulla parte Sud del lato).
Il lato Ovest è costituito dalla confluenza di via
degli Arazzieri situata in mezzo a due edifici e da un muro di cinta che
scorre verso Nord.
L’Accademia di Belle Arti è caratterizzata da un loggiato rettangolare ampio circa 300 metri quadrati, sostenuto da sette arcate, a loro volta sorrette da colonne in pietra serena. Quest’ultime poggiano su un muretto, alto poco più di un metro e lungo circa 60 metri.
Esso definisce il lato Ovest del loggiato, scorre lungo la piazza e si addentra per alcuni metri in via Ricasoli; è interrotto da tre cancelli d’ingresso: solo quello centrale e quello più vicino a via Cesare Battisti rimangono aperti tutta la giornata.
All’interno del loggiato, sul lato est, si trovano i tre portoni
d’ingresso all’Accademia.
Dal portone centrale, in particolare, si accede ad un chiostro
molto raccolto in cui sostano gli studenti. Ogni portone è sormontato
da una lunetta in terracotta con raffigurazioni sacre.
Per accedere al loggiato si salgono due gradini oltre al ciglio del marciapiede.
Al centro dei lati Nord e Sud di piazza San Marco sono collocate le fermate di molti autobus: quelli che si fermano sul lato Nord provengono dalla periferia Sud-Ovest della città e sono diretti verso il centro, la stazione di Santa Maria Novella e la periferia Nord-Est; gli autobus che si fermano sul lato Sud, invece, effettuano il tragitto contrario.
Lungo il lato Sud della piazza si trovano bar, negozi e un ristorante.
Davanti al Rettorato dell’Università la carreggiata stradale
è suddivisa in due corsie: lungo quella interna è posta la
fermata dell’autobus che porta al polo universitario.
Una stazione di taxi è presente nei pressi dell’angolo
Sud-Ovest dello spazio pedonale posto al centro della piazza, ossia pressappoco
di fronte all’estremità Ovest del lato Sud della piazza.
Il percorso prosegue dall’angolo che piazza San Marco forma con via
Cavour: si gira verso Est e si percorre tutto il lato Sud della piazza;
attraversata via Ricasoli e giunti sul lato Est, si percorrono una ventina
di metri verso Nord per raggiungere via Cesare Battisti.
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La rampetta di raccordo tra la sede stradale che delimita a Nord Piazza San Giovanni e via dei Martelli è ben realizzata; il percorso procede lungo il marciapiede Est (destro) di via dei Martelli.
Al numero civico 4 di via dei Martelli, presso il “Nova Bar”,
accessibile con assistenza per l’elevata pendenza della rampetta di
accesso, è presente un servizio igienico per disabili.
Nel bagno è presente il campanello di emergenza; è garantito
l’uso del wc sia con approccio frontale che diagonale e laterale destro.
Il bordo della tazza presenta un’apertura centrale, il wc è
dotato di doccetta igienica. Non è presente il maniglione reclinabile
sul lato libero del wc.
In via dei Martelli, la finitura rigata a spina di pesce
della pavimentazione in lastre di pietra serena, unita alla presenza di
giunti troppo larghi, produce delle fastidiose vibrazioni che rendono la
marcia disagevole.
Presso il “Caffè Martelli”, è presente un servizio
igienico per disabili, accessibile con assistenza. Il percorso
di avvicinamento al bagno richiede l’attraversamento di spazi angusti
di difficile fruizione da parte di una persona su sedia a ruote.
Il wc consente l’approccio sia laterale che diagonale destro. Sul
lato libero è presente il maniglione reclinabile.
Le rampette di raccordo in corrispondenza dell’attraversamento di via de’ Biffi impongono un certo impegno per la presenza di risalti e contropendenze.
Procedendo su via dei Martelli, si giunge all’incrocio con via de’ Pucci.
Le rampette di raccordo in corrispondenza dell’attraversamento sono simili alle precedenti con l’aggravante che quella di sbarco sul marciapiede lato Nord di via de’ Pucci presenta anche una leggera pendenza laterale. La sede stradale, in lastre di pietra, presenta un pronunciato dorso di mulo.
Complessivamente, l’attraversamento di via de’ Pucci, pur essendo abbastanza impegnativo, può ritenersi fruibile in autonomia.
A questo punto, per dirigersi verso Palazzo Medici Riccardi occorre attraversare via Camillo Cavour.
L’accesso al lato Ovest della strada non è possibile in autonomia per l’eccessiva contropendenza della strada in corrispondenza della rampetta. Quest’ultima, oltretutto, presenta un risalto molto alto. Le difficoltà sono accresciute dal fatto che occorre operare la manovra di rotazione di 90° su un piano inclinato.
Il marciapiede è pavimentato con lastre lapidee parzialmente logorate dall’uso che fanno emergere, a tratti, i giunti di malta.
L’accesso alla biglietteria di Palazzo Medici Riccardi (al
numero civico 3 di via Cavour), presenta tre gradini.
Si può utilizzare l’ingresso principale, a raso, del Palazzo,
al numero civico 1 di via Cavour, dove si possono chiedere informazioni
al personale di servizio e l’apertura del cancello interno annunciandosi
tramite un campanello segnalato dal simbolo internazionale dell’accessibilità.
Superato il cancello si accede al cortile interno, dal quale si raggiungono
i musei ed i servizi.
La pavimentazione del percorso e del cortile, in pietra, è molto sconnessa.
Il servizio igienico è posto sul lato destro del
cortile.
L’accesso all’antibagno e al bagno, per le dimensioni e la tipologia
delle porte di accesso, può essere di ostacolo alla persona che usa
la sedia a ruota. Nel bagno, sono presenti maniglioni laterali e appoggi
perimetrali.
È garantito l’uso del wc con approccio sia laterale destro
che frontale. Il bordo della tazza presenta un’apertura frontale,
il wc è dotato di doccetta igienica.
Nel servizio igienico è presente il campanello di emergenza.
Si consiglia la presenza di un assistente. La “Cappella dei
Magi” - al primo livello - non è accessibile.
All’entrata della Cappella sono presenti due scalini.
Il Salone di Luca Giordano, posto al secondo livello, è raggiungibile tramite un ascensore. Dal secondo al terzo livello la scala è dotata di servoscala.
Proseguendo lungo via Cavour si incontra un Ufficio informazioni;
tra questo e Palazzo Medici Riccardi sono presenti tre stalli di sosta per
disabili.
Ritornando al percorso base sul marciapiede sul lato Est (destro) di via
Cavour, si procede abbastanza agevolmente sebbene le rampette di alcuni
passi carrai generino fastidiose pendenze laterali.
All’incrocio tra via Cavour e via degli Alfani è indispensabile la presenza di un accompagnatore per la presenza di rampette mal raccordate alla sede stradale.
Superata via degli Alfani, si procede lungo l’ultimo tratto di via
Cavour più facilmente, grazie alla pavimentazione in asfalto del
marciapiede.
Giunti in piazza San Marco, la pavimentazione (in lastre lapidee) piuttosto
sconnessa del marciapiede lato Sud della Piazza, rende la marcia faticosa.
In piazza San Marco, proprio di fronte al Rettorato, sono presenti due stalli
di sosta per disabili.
L’isola pedonale al centro di piazza San Marco non è accessibile.
La chiesa di S. Marco non è accessibile per la mancanza di attraversamenti
pedonali e di rampette di raccordo in corrispondenza dell’ingresso
al relativo marciapiede.
Per accedere al Museo di San Marco è necessario un accompagnatore.
Una serie di rampette mobili raccorda i dislivelli presenti tra le stanze
del museo, al piano terreno.