Il manoscritto
della "Mummia di Zagabria" è un "liber linteus" eseguito a inchiostro
con un pennello su di un drappo di lino.
E' suddiviso in dodici riquadri rettangolari ognuno con 34 righe
della scrittura. Il drappo veniva ripiegato "a fisarmonica" seguendo
le linee verticali dei riquadri che funzionavano dunque come le
pagine di un libro.
Attualmente si conserva al Museo Archeologico di Zagabria ma è stato
ritrovato in Egitto, dove era stato "riciclato" tagliandolo orizzontalmente
in lunghe strisce, che furono utilizzate come bende per una mummia.
Solo alcune delle strisce sono conservate, per cui il manoscritto
ha grosse lacune.
Il testo è in assoluto il più lungo tra quelli etruschi, esso consta
infatti di 230 righe e di circa 1350 parole. |
Il testo
ha una storia molto curiosa: verso la metà dell'Ottocento un collezionista
croato (Mihail de Brariæ, scrittore della Regia cancelleria
ungherese) aveva riportato in patria dall'Egitto, secondo l'uso
dell'epoca, alcuni oggetti antichi, fra i quali una mummia. Qualche
tempo dopo ci si accorse che le bende del reperto erano coperte
da un testo scritto con l'inchiostro nero. Solo nel 1892 questo
testo, di oltre 1200 parole, venne studiato dall'egittologo Brugsch
e identificato come etrusco.
Dal 1947 mummia e bende vennero trasferite al Museo di Zagabria.
L'ultimo restauro è stato curato da un'équipe italiana
nel 1997.
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Si
tratta di un calendario rituale che specifica le cerimonie da
compiere nei giorni prestabiliti in onore di varie divinità. Le
prescrizioni di carattere religioso sono tipiche dell'area tra
Perugia, Cortona e Lago Trasimeno.
La
scrittura, molto precisa e accurata, è quella in uso nell'Etruria
settentrionale tra il III e il lI secolo a. C.
Un
esempio dalla III colonna, riga 3:
" celi huthis zathrumis flerxva Nethunsl sucri"
"Settembre sei venti offerte a Nettuno si dedichino "
ossia " il 26 settembre si dedichino venti offerte a Nettuno"
Si pensa che questo libro di lino, conosciuto come liber linteus
di Zagabria, appartenesse a un aruspice, e che sia stato poi ridotto
in strisce per fasciare la mummia.
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