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Il
territorio di Massa Marittima si trova al centro di una vasta zona
carsica ricca quindi di cavità naturali. Le prime ricerche archeologiche nelle grotte di Massa Marittima risalgono agli anni ‘20-30. ; dopo una seconda fase di ricerche negli anni ’80 (Riparo di Vado all’Arancio, Grotta del Sambuco, Grotta Prato) le indagini scientifiche nelle grotte di Massa Marittima si sono interrotte, mentre sono proseguiti instancabili gli scavi dei clandestini. |
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Dall’esigenza di salvare da una completa distruzione questo prezioso patrimonio storico è nato il progetto di censimento e documentazione di tutte le grotte d’interesse archeologico che il Comune di Massa Marittima e la Soprintendenza Archeologica della Toscana con la collaborazione dell’Unione Speleologica Pratese e dell’Istituto Geofisico Toscano hanno portato avanti a partire dal 2000. |
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Il
progetto denominato“Archeospeleologia a Massa Marittima” vede ora
esposti i primi risultati. L’esposizione
intende illustrare il rapporto uomo-grotta - la grotta come
rifugio-abitazione, come luogo di culto, come luogo funerario - così come
si è sviluppato a partire dalla Preistoria.
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Si è cercato di esporre, in maniera coinvolgente per i visitatori, materiali poco leggibili come quelli preistorici, attraverso percorsi didattici e quindi comprensibili anche ai non specialisti, ma che hanno tenuto conto in maniera rigorosa di tutte le problematiche scientifiche legate all’età preistorica. |
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pannelli, brevi testi in italiano ed inglese forniscono, con un linguaggio
semplice, informazioni di base ed approfondimenti, accompagnati da
immagini evocative e disegni ricostruttivi per facilitare la comprensione
delle diverse tematiche. |
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Avvalendosi
della collaborazione del Laboratorio dell’Effimero che consorzia gli
artefici dei carri del Carnevale di Viareggio, maestri nell’impiego
della cartapesta, vengono proposte due ricostruzioni di
“grotta-tipo” in dimensioni naturali: una grotta abitata
dagli uomini durante il Paleolitico ed una invece utilizzata come luogo di
sepoltura dagli uomini dell’età del rame
Particolare risalto nell’esposizione ha il recente scavo della Grotta
della Spinosa, dove è stato scoperto un livello di frequentazione
riferibile al Neolitico al disotto del livello funerario eneolitico. Gli
studi antropologici dei resti scheletrici dell’età del rame
raccontano in via preliminare chi e come erano i nostri antenati, ed un filmato
illustra lo scavo in grotta e le tecniche di documentazione impiegate,
fra cui il rilievo tridimensionale ottenuto con lo scanner laser.
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| Una
sezione infine è dedicata alla Speleologia ed in particolare alla nuova
disciplina la ”Archeospeleologia” che a Massa Marittima sta dando i
primi importanti risultati. |
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