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Il 25 ottobre si è aperta presso il Museo Archeologico Nazionale di Firenze la mostra “ModaCostumeBellezza nell’Antichità”, che rientra nel piano di valorizzazione e promozione annuale varato dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e che coinvolge tutte le Soprintendenze d’Italia. |
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Stele funeraria di Ramose |
| Testa di statuetta maschile |
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La mostra fiorentina si apre al piano superiore delle sale dell’ex Topografico con una piccola sezione sull’Egitto Faraonico: monili, oggetti di cosmesi, una serie importante di rilievi e sculture in pietra documentano acconciature ed abbigliamenti, usi e costumi degli antichi egizi. A questi preziosi materiali seguono quelli di età arcaica ed ellenistica provenienti da Cipro, finora sconosciuti al grande pubblico; di notevole rilievo sono la statua di flautista, che conserva ancora impercettibili tracce di colore e due teste maschili con corona, anch’esse di candida pietra dipinta. Ad essi sono associati piccoli contenitori di unguenti e profumi odorosi, fra cui anche quelli per l’uso di olii oppiacei.
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| Dopo Cipro, in questa linea che congiunge idealmente l’Oriente con il cuore della mostra – l’Etruria – troviamo la Grecia: apre questa sezione, in tutta la sua bellezza, la statua greca di età arcaica del Kouros A Milani, con la sua elaborata acconciatura a trecce ricadenti sul dorso, secondo la moda ed il gusto delle elites aristocratiche dell’epoca. Segue la ceramica, con il gruppo di unguentari configurati da Rodi, e la grande produzione attica introdotta dal Cratere François, che documenta l’abbigliamento greco dal VI al V sec. a.C. | ![]() |
KOUROS Milani |
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Corredi funerari dalla necropoli di Casale Marittimo |
La mostra quindi prosegue al piano inferiore, con l’Etruria. I primi documenti sono i corredi funerari di VII sec. a.C. di Casale Marittimo, sia maschili che femminili, di cui si conservano ancora in situ la disposizione dei monili per decorare le vesti, e strumenti per la tessitura delle stoffe (fusi, forcelle, pesi da telaio). | |
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Il secondo gruppo di materiali rimanda al periodo successivo, in cui appaiono sempre più marcate le influenze orientali sia nel vestiario che nell’acconciatura; sono esposti i documenti più importanti della scultura funeraria in pietra (Vetulonia e Chiusi), alcune lastre architettoniche da Murlo, fino ai buccheri configurati ed ai bronzetti della stipe di Brolio in Valdichiana. Al vestiario è associato un primo e consistente gruppo di oreficerie, quelle appunto funzionali alla decorazione dell’abbigliamento (fibule, cinture, lamine), cui seguono quelle a quelle utilizzate come ornamento personale (spilloni per capelli, fermatrecce, orecchini, collane, armille) ed una sezione dedicata alla cosmesi. |
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Fibula da Vetulonia |
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sarcofago policromo in terracotta di Larthia Seianti |
La terza parte del percorso offre le testimonianze relative al periodo classico, fino all’ellenismo. Sono presenti due fra i più importanti contesti di tutto il panorama archeologico etrusco, il corredo femminile della c.detta “Tomba delle hydriai di Meidias” (seconda metà del V sec. a.C.) che contiene, oltre una raffinata serie di vasellame e strumenti da simposio in bronzo) alcuni elementi da toeletta (specchio e pisside, anch’essi in bronzo) le due famose hydriai attiche decorate a figure rosse, ed il sarcofago policromo in terracotta di Larthia Seianti da Chiusi (II sec. a.C.), associato al suo corredo, una serie di contenitori e strumenti in argento per uso cosmetico. | ||
| Orecchini, anelli, collane d’età ellenistica chiudono la sezione etrusca, introducendo quella romana, con una serie busti e teste-ritratto femminili in marmo e bronzo associati a monete e cammei (questi ultimi selezionati fra i più significativi delle collezioni medicee), importanti documenti dell’evoluzione delle acconciature delle donne delle famiglie imperiali. |
Ritratto femminile tipo Faustina Minore |
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Sarcofago femminile dipinto |
Conclude la mostra infine la sezione dell’Egitto romano e copto (IV-VI sec.), con l’esposizione di vestiario infantile (tuniche, cuffie) oltre che un inedito sarcofago ligneo, decorato dall’immagine della defunta in abito romano dipinta sul fondo della cassa. Ad esso sono associate preziosissime stoffe copte policrome, in lino e lana. | |