In occasione dei lavori di restauro della sala X è stata leggermente modificata l'esposizione dei materiali, cercando di sfoltirne l'eccessiva quantità al fine di una loro più agevole lettura, privilegiando gli oggetti delle antiche collezioni medicee e lorenesi, cui è dedicato questo piano del museo: non sono stati esposti per esempio alcuni materiali pertinenti alle collezioni del museo Topografico, come le urnette fittili chiusine di età ellenistica dagli scavi ottocenteschi della Società Colombaria, la cui tipologia è ampiamente documentata nell'attigua sala IX; si è inoltre seguito, ove possibile, un più rigoroso criterio cronologico nella loro distribuzione: il coperchio di sarcofago chiusino detto dell'”Obeso” sarà esposto nella sala IX dedicata in particolare al periodo ellenistico.

   Questa sala, come quella attigua, pur essendo stata sempre dedicata alla scultura etrusca in pietra, aveva già subito nel tempo notevoli rimaneggiamenti: alle pareti  erano state appese le copie delle pitture delle tombe etrusche, poi utilizzate dal Minto per realizzare la Galleria della Pittura Etrusca al secondo piano del museo. Altri monumenti che vi erano esposti nel primo allestimento del Milani trovarono nel tempo una diversa collocazione, come il sarcofago fittile di Larthia Seianti, che sempre il Minto espose nella suddetta Galleria.

   Nell'allestimento attuale su una metà della sala sono stati raccolti gli esemplari di scultura arcaica chiusina in pietra fetida: oltre che da monumenti della scultura a tutto tondo, come i due xoana (busti femminili di piangenti con le mani al petto o in atto di tirarsi le lunghe trecce) collocati ai lati della porta di accesso al corridoio e una sfinge di stile “dedalico”, che dovevano essere collocate all’esterno degli ipogei, questa è documentata da basi, cippi e urnette cinerarie decorati a bassorilievo con scene legate ai rituali funebri (banchetto, danza, etc.), che costituiscono uno degli esiti più alti dell’artigianato chiusino: gli esemplari più antichi (prima metà del VI sec. a.C.) sono decorati ancora con soggetti animaleschi di gusto orientalizzante, mentre gli altri,  risentono prima dello stile delle colonie orientali della Grecia e in seguito di quello attico.

   Nella stessa metà della sala, insieme ad alcuni cippi aniconici sempre da Chiusi, sono esposte anche alcune urnette cinerarie in pietra fetida in forma di casa, una produzione che iniziò a Chiusi in epoca arcaica con esemplari a specchiature lignee e si diffuse nell'agro della città in epoca ellenistica; a queste si affiancano due urne con decorazione di tipo architettonico da Orvieto e Volterra, la seconda con resti di decorazione dipinta. Concludono l'esposizione di questa metà della sala alcuni elementi pertinenti alla decorazione architettonica di ipogei etruschi, come un capitello di tipo eolico da una tomba chiusina di età orientalizzante, un angolo di cornice arcaica con testa di ariete da Orvieto, parte di un frontone in nenfro di una tomba rupestre di età ellenistica dalla necropoli di Norchia e una porta di travertino a doppio battente da una tomba a camera chiusina anch’essa di epoca ellenistica.

    Al centro della sala oltre a un cippo e ad un' urnetta chiusini, di cui la seconda decorata sul bordo da una fila di teste di leone in bronzo che simulano dei gocciolatoi, sono esposti un leone in nenfro da Tuscania databile all'inizio del IV secolo a.C. e un sarcofago in peperino da Orvieto decorato sul coperchio con figure di animali a tutto tondo come acroteri e sul fastigio da teste femminili e di Acheoloo (divinità fluviale) come antefisse.

   Nella metà opposta della sala è esposta quasi integralmente la collezione di urnette cinerarie volterrane in tufo di epoca ellenistica dalle antiche collezioni del museo, gran parte delle quali erano pertinenti alla collezione di Giusto Cinci, che le aveva rinvenute tra il 1813 ed il 1834 nella necropoli del Portone presso Volterra e in quella di Belora presso il fiume Cecina; la raccolta fu acquistata dal Granduca Leopoldo II nel 1828. Queste urne sono decorate da soggetti legati al mondo dell’oltretomba più che dai soggetti mitologici più frequenti sulle urne in alabastro, esposte nella sala IX, attualmente chiusa per lavori, insieme ai sarcofagi e alle urnette fittili e in pietra di età ellenistica da Chiusi.