Il giorno mercoledì 20.11.2002 alle ore 17.00 nel Museo Archeologico Nazionale di Firenze sarà inaugurata la mostra “L’Efebo di via dell’Abbondanza. Da Pompei a Firenze per ritrovare se stesso”, che rimarrà aperta fino al 6.1.2003. Nella mostra, organizzata in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta, sarà presentata dopo il recente restauro la nota statua di bronzo, rinvenuta appunto a Pompei nel 1925 nell’atrio della casa di Publio Cornelio Tegete ancora stante sulla sua base. La statua originaria, forse raffigurante un atleta, databile tra il  20 e il 10 a.C., nei primi secoli dell’impero fu trasformata in un lampadoforo, per illuminare i banchetti notturni.  

Efebo da via dell'Abbondanza

 (prima del restauro)

Particolare dell'Efebo da via dell'Abbondanza

 (prima del restauro)

Mentre il vecchio restauro si era limitato ad una sommaria ripulitura e alla ricongiunzione delle parti distaccatesi e delle saldature che si erano aperte, quello nuovo, eseguito con maestria da Giuseppe Venturini nel Centro di Restauro della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, ha riportato la statua al suo primitivo splendore mediante integrazioni adeguate e una pulitura a fondo, che ha rimesso in luce, oltre alla patina originale del bronzo, notevoli dettagli tecnici, quali la resa in rame delle labbra e dei capezzoli; la statua inoltre è stata munita di un nuovo sistema di sostegno interno, che ne garantisce anche lo stato di conservazione. Le radiografie cui il grande bronzo è stato sottoposto confermano che la statua è un perfetto esempio dell’arte fusoria antica, i cui vertici non sono stati più eguagliati.
Data la vicinanza stilistica e la coincidenza della funzione, la statua di Pompei verrà esposta in una sala vicina all’ingresso del museo insieme al cosiddetto Idolino di Pesaro, la altrettanto nota statua di bronzo che fa parte delle collezioni medicee del museo fiorentino.  

 

Idolino di Pesaro