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Lungo il bacino idrografico del fiume Cecina, che unisce Volterra, polo villanoviano del comprensorio, con il mare, fiorirono tra il tardo VIII e il VII sec. a.C. numerosi piccoli centri, i più importanti dei quali sono Montescudaio, Canaglia e Casale Marittimo, gli ultimi due noti soprattutto per le monumentali tombe a falsa cupola (tholoi) dell’Orientalizzante recente (ultimo quarto del VII sec.a.C.). Questi monumenti e quanto resta dei corredi designavano già questa località come sede, nel VI sec.a.C., di un gruppo familiare di elevato rango sociale. |
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L’individuazione e l’accurata esplorazione, avvenuta nell’ambito di due successive campagne di scavo negli anni 1987-88, di una necropoli in loc. Casa Nocera, presso Casale Marittimo, consente ora di capire come monumenti di quel tipo si pongano al termine di un processo di evoluzione del rituale funerario che, nel volgere di due generazioni, porta dalle sepolture entro cassone litico e da quelle ad inumazione, a vere e proprie realizzazioni architettoniche di tombe a camera per più individui. |
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Le tombe scavate, relative ad un unico gruppo parentelare, si datano dalla fine dell’VIII sec. a.C. all’inizio del VI sec.a.C., con un momento di massima concentrazione nei decenni centrale del VII sec.a.C.; al centro era collocata la tomba più antica, quella del capostipite (tomba A), deposto all’interno di un cassone di pietra con un ricco armamento militare, tra cui il grande scudo in bronzo, le insegne del potere (scettro e lituo), la parure personale in oro, argento e ambra ed infine il vasellame metallico da banchetto, oltre alle ruote di un carro da guerra |
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Attorno a questa tomba si disponevano quelle dei discendenti che, in numero di sette, sono relative probabilmente a due generazioni (tombe B-E-F-G-H1-H2-L). Di estremo interesse i corredi di due sepolture a fossa (H1-H2) che contenevano le insegne del potere, fasci di asce deposti accento alla testa dei giovani guerrieri, realizzate in bastoni ricurvi di legno d’acero, rivestiti in lamina di bronzo e decorati con ocherelle fuse. Le tombe a fossa femminili restituiscono invece oggetti di ornamento personale; alla seconda fase della necropoli appartengono infine le due eccezionali sculture a tutto tondo in pietra, certamente i monumenti più antichi della statuaria etrusca. |
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La necropoli fu abbandonata durante la prima metà del VI sec.a.C..I corredi recuperati non documentano soltanto credenze e aspetti del cerimoniale funerario ma anche, con insolita evidenza, forme dell’immaginario del potere politico e sacrale di un clan gentilizio egemone. La mostra illustrerà cronologicamente e tipologicamente lo sviluppo della necropoli, con particolare attenzione al rituale funerario e ai rapporti tra le diverse sepolture.L’esposizione dei materiali è inoltre corredata da una adeguata illustrazione di carattere storico-topografico sulla realtà archeologica del territorio volterrano occidentale, da una ricca documentazione cartografica e fotografica, nonché da un plastico in scala 1:20 della necropoli. |
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