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L’esposizione, che si articola in tre sezioni, accoglie due importanti rinvenimenti effettuati di recente in Lunigiana – una nuova statua stele di guerriero da Sorano e la tomba di un guerriero ligure da Pulica – nonché il noto sarcofago delle Amazzoni da Tarquinia e l’esemplificazione di alcune fasi di restauro di vasi greci ed etruschi, un tempo parte della Collezione Vagnonville. L’apparente eterogeneità delle tre sezioni nasconde, in realtà, un unico filo conduttore costruito dal complesso e articolato insieme dei lavori di restauro, non di rado lunghi e particolarmente delicati, che sono preliminari e indispensabili alla definitiva esposizione del Museo. Nel caso della statua stele, ad esempio, è stato affrontato il problema della ricomposizione senza l’uso di perni ed è stato eseguito un calco. Per il corredo della tomba di guerriero, l’esame autoptico e le analisi metallografiche e radiografiche hanno consentito di individuare la rituale frattura o deformazione delle armi e, pertanto, non si è proceduto alla ricostruzione. Il sarcofago delle Amazzoni, poi, rappresenta un significativo esempio di quanto fondamentale sia un articolato programma di indagini, condotte soprattutto sui pigmenti delle figurazioni dipinte, per il corretto approccio alle fasi del vero e proprio restauro, che indubbiamente porterà ad apprezzare pienamente uno dei più significativi esempi della pittura etrusca. Infine, con l’esposizione di alcuni pezzi della Collezione Vagnonville, si è voluto mettere in evidenza, da un lato quali siano i delicati procedimenti di un intervento di restauro, dall’altro quanto tali interventi siano spesso fonte di conoscenza di inestimabile valore per la storia del reperto e per i differenti approcci che, nel corso del tempo, si sono avuti nei confronti delle problematiche poste dal restauro. |