Alla fine del diciassettesimo secolo il principe Filippo Corsini acquistò l’antica dimora di campagna dei Rinieri, che sorgeva fin dal Cinquecento a Castello, nei pressi della villa medicea della Petraia, ed affidò poi il progetto ed i lavori di ristrutturazione a Giovanni Battista Foggini, architetto alla corte dei Medici.

La villa, lo splendido giardino murato a ponente scandito da aiuole geometriche e il boschetto e la fonte con la statua del Fiume scolpita dal Tribolo - di cui parlava anche il Vasari - sistemati poi nuovamente dal Foggini, costituiscono oggi uno dei più importanti e preziosi monumenti architettonici del tardo Barocco presenti a Firenze e nell’intera Toscana.

Donata allo Stato negli anni Sessanta, dopo varie vicissitudini, alla metà degli anni Ottanta ha accolto nel suo interno importanti nuclei delle collezioni del Museo Archeologico, non più visibili al pubblico da ormai più di 50 anni.

Si segnalano fra gli altri la raccolta epigrafica greca e romana, formatasi con i materiali pervenuti dalla Galleria degli Uffizi e dalla collezione Strozzi di Montughi, le epigrafi etrusche della collezione Bucelli di Montepulciano e le urnette che costituirono il primo nucleo del museo etrusco lorenese, allestito sopra la Loggia dei Lanzi, oltre alla raccolta di sculture greche e romane , esposte nei primi decenni del ventesimo secolo sotto le arcate del giardino ed in seguito, solo in parte, all’interno del salone nel palazzo degli Innocenti, distrutto dall’alluvione. Nelle stanze e nelle cantine di Villa Corsini sono conservati inoltre quasi tutti i monumenti lapidei etruschi, sarcofagi, statue, stele, cippi, che fino a1 1966 si trovavano esposti nel Museo Topografico Centrale dell’Etruria ancora oggi non più ricostruito.

Grazie ad un primo finanziamento concesso dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e grazie alla collaborazione e all’impegno della Soprintendenza ai Beni  Ambientali ed Architettonici delle province di Firenze, Prato e Pistoia, con un contributo erogato dall’Ente Cassa di Risparmio di Firenze, sono stati restaurati , sia pure non compiutamente, il grande salone con gli affreschi che riproducono alcuni fra i più noti templi romani, ed il cortile disegnato dal Foggini con gli stucchi di Carlo Maria Passardi.

Nel salone sono stati collocati alcuni fra i marmi più significativi della raccolta del Museo Archeologico fra cui spiccano la straordinaria statua di Arianna dormiente, copia romana di un originale creato agli inizi del secondo secolo avanti Cristo in una officina di Pergamo o di Rodi, appartenuta alla collezione del cardinale Ferdinando dei Medici, la statua dell’infelice figlio di Niobe che aveva osato sfidare gli dei, replica di una esposta nella Galleria degli Uffizi , il busto colossale di Ercole già nel palazzo Portinari — Salviati di via del Corso, il leone di marmo, opera greca originale del quinto secolo avanti Cristo già conosciuto e disegnato nella Roma del Cinquecento ed altri pregevoli marmi.

Lungo le pareti del cortile hanno trovato posto numerosi sarcofagi etruschi in nenfro da Tuscania provenienti dalla tomba gentilizia degli Statlane risalenti al terzo e al secondo secolo avanti Cristo, oltre ad un pregevolissimo sarcofago da Tarquinia, appartenente ad una donna, decorato a bassorilievo con scene figurate cariche di valenze simboliche che alludono a riti e a culti salvifici.

L’esposizione e l’apertura al pubblico di parte delle collezioni del Museo Archeologico di Firenze sistemate nella villa Corsini a Castello non può e non deve essere scambiata con un allestimento museale.

Oltre a rendere nuovamente visibili opere da troppi anni chiuse negli scantinati, l’intento del progetto semmai è quello di provocare il dibattito sul ruolo del Museo Archeologico nella città di Firenze e sulle prospettive di un nuovo allestimento, coinvolgendo un più vasto pubblico.

 

ORARIO:

  • Mercoledì - 13.00-19.00

  • Sabato        8.30-19.30

  • Domenica   8.30-19.30