Museo Archeologico Nazionale di Firenze

Concerti al Museo Archeologico di Firenze

La dea Maat

Indirizzo:

Via della Colonna, 38 - 50121 - FIRENZE

Telefono:

+39 055 23575 (Soprintendenza per i Beni Archeologici)

Fax:

+39 055 242213 (Soprintendenza per i Beni Archeologici)

E-mail:

sat@comune.firenze.it

Biglietto:
intero E. 4.00, ridotto E. 2.00 per i cittadini dell'U.E. di età compresa tra i diciotto ed i venticinque anni nonché per i docenti con incarico a tempo indeterminato delle scuole statali (D.M. 28 settembre 1999, n.375)

Ingresso gratuito:
- per i cittadini dell'U.E. che non abbiano compiuto il diciottesimo o che abbiano superato il sessantacinquesimo anno di età
- per gruppi scolastici accompagnati dagli insegnanti. La qualifica di discente e di docente deve risultare da apposita certificazione rilasciata dal capo dell'Istituto competente: questa deve contenere il nome della scuola, i nominativi degli insegnanti, la classe, la sezione e il numero degli alunni.

Servizi:

book-shop, guardaroba custodito, sezione didattica, biblioteca.

Orario:

lunedì 14.00-19.00

martedì e giovedì 8.30-19.00

mercoledì, venerdì, sabato e domenica 8.30-14.00

La biglietteria chiude 30 minuti prima della chusura del Museo

Direttore:

dott. Angelo Bottini

Curatori:

dott.ssa Giuseppina Carlotta Cianferoni, dott.ssa Maria Cristina Guidotti, dott.ssa Anna Rastrelli,

Urna di Caco

Disposizioni per le visite scolastiche

Per le scolaresche che intendano visitare il museo è strettamente necessario (D.M. 11.12.97 n.507, art. 4) effettuare per tempo la prenotazione telefonica (gratuita) presso "Firenze Musei", concessionario dei servizi aggiuntivi per il polo museale fiorentino: piazza Pitti, 1, tel. 055-290112 (per le scuole), fax 055-264406, dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 18.30, sabato 8.30-12.30.

Nel caso che al momento della prenotazione l'insegnante richieda la visita guidata, questa avrà un costo di L.5.000 per alunno, da saldare all'ingresso del museo presso la biglietteria.

Agli insegnanti è richiesto il massimo rispetto degli orari di ingresso al Museo fissati in sede di prenotazione. Potrà infatti non essere consentito l'accesso al Museo a chi si presenti in orari diversi da quelli fissati e/o chi si presenti con gruppi scolastici senza prenotazione. Per improrogabili ragioni di sicurezza e di spazio, i gruppi in visita al Museo non potranno superare il numero di venticinque fra alunni e insegnanti. Si fa presente inoltre che quest'Ufficio e la Direzione del Museo declinano qualsiasi responsabilità su eventuali problemi che dovessero presentarsi per quelle scolaresche che, non avendo prenotato la visita, dovessero prolungare la sosta all'esterno dei locali del Museo.

Il Vaso FrançoisPresentazione del Museo

Trasferito nel 1881 nel secentesco Palazzo della Crocetta (edificato da Giulio Parigi per la principessa Maria Maddalena de' Medici, sorella di Cosimo II), il Museo Archeologico di Firenze si è arricchito -soprattutto per l'impegno del suo primo direttore, Luigi Adriano Milani- di capolavori del collezionismo mediceo-lorenese e dell'arte greca, etrusca e romana .

La prestigiosa collezione di grandi bronzi annovera fra l'altro la celeberrima Chimera, trovata ad Arezzo nel 1553; l'Arringatore, statua bronzea dell'etrusco Aule Meteli; e notissimi bronzi, quali l'Idolino, trovato a Pesaro nel 1530, la colossale testa di cavallo, modello per molte statue equestri d'età rinascimentale, le teste di poeti e filosofi greci dalle acque della Meloria e un torso della prima età classica, anch'esso proveniente dal mare di Livorno.

Altrettanto ricca e prestigiosa la collezione di ceramica attica figurata in cui spicca il grande cratere a figure nere noto come "Vaso François", firmato dal vasaio Ergòtimos e dal pittore Kleitìas (570 a.C. circa).

Il Museo accoglie anche una ricca collezione di sculture in marmo di cui fanno parte due koùroi arcaici greci, gli unici esistenti nell'Italia continentale, acquisiti al Museo da L. A. Milani insieme a numerose statue, per lo più varianti o copie ellenistico-romane di importanti originali greci. Non meno rilevante risulta la raccolta di sculture etrusche, di carattere funerario: urne cinerarie chiusine o volterrane, e sarcofagi in pietra e marmo fra cui il notissimo sarcofago dipinto detto "delle Amazzoni" (350-25 a.C.).

Di notevole pregio e ampiezza risulta, infine, l'adiacente Museo Egizio (vasi, sculture, sarcofagi con mummie, papiri), secondo in Italia solo a quello di Torino.


IL GIARDINO DEL MUSEO ARCHEOLOGICO

 

Il giardino del mediceo palazzo della Crocetta ricevette durante la prima metà del Settecento una fisionomia che in parte è possibile intravedere ancora oggi. Fu allora che, per volontà del Reggente (il principe di Craon), il giardiniere di Boboli Francesco Romoli suddivise gli spazi in una serie di aiuole rettangolari, delimitate da elementi in cotto e in pietra arenaria nonché destinate a ospitare un agrumeto (tre piante sono ancora conservate in prossimità dell'edificio degli Innocenti).
I successivi interventi non modificarono nella sostanza tale assetto, fin quando nel 1885 anche il giardino fu incorporato nel fiorentino Museo Archeologico, già da alcuni anni ospitato nel palazzo della Crocetta. A partire da quel momento, sotto le arcate della galleria del Palazzo (successivamente chiuse) e lungo i vialetti furono collocate sculture antiche di diversa provenienza; ma fu il primo direttore Luigi Adriano Milani che, soprattutto fra il 1900 ed il 1903, dette al giardino l'aspetto attuale, con l'intento di connettere concettualmente lo spazio aperto con le sale del pianterreno del Museo (in cui dal 1898 si trovava la sezione topografica dell'Etruria). Furono così collocati nelle e fra le aiuole interi monumenti archeologici, qui ricostruiti dopo essere stati smontati dalle rispettive sedi originarie: si venne pertanto creando un vero e proprio museo all'aperto, un percorso didattico fra le strutture tombali etrusche immerse nel verde del giardino.
Tra il 1929 ed il 1940 le sculture furono tolte dalle arcate della Galleria, mentre nel 1932 venne realizzato il tempietto moderno. In tale anno, inoltre, al muro che delimitava il giardino sul lato di via della Colonna fu sostiuita la cancellata in ferro recentemente restaurata.

Il Giardino del Museo Archeologico si può visitare il sabato mattina con visite accompagnate dal personale di custodia ai seguenti orari: 9.30, 10.15, 11.00, 11.45, 12.3