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Responsabili: dr. Giulia Pardi, dr. Donatella Venturi Via della Pergola, 65 - 50121, Firenze tel. 055-2357701/3, fax 055-242213 |
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Orario: lunedì – venerdì, 9 –15,30. La Biblioteca è riservata;
l’accesso è consentito agli Studiosi con lettera di presentazione. Le
raccolte sono organizzate a scaffali aperti. |

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É stata istituita nel 1871 come Biblioteca del Museo Etrusco di Firenze. Fino al 1899, Luigi Adriano Milani, direttore del Museo Archeologico, curò, parallelamente al trasferimento del patrimonio archeologico, quello dei volumi di egittologia, etruscologia ed archeologia greco-romana, fino allora conservati presso la Galleria degli Uffizi. A questo primo ed antico nucleo si sono aggiunte poi acquisizioni continue, grazie a donazioni di illustri archeologi - quali lo stesso Milani, Antonio Minto ed Anna Magi - e di privati - quali Berto Valori e Gilberto Manganotti. La quasi totalità del patrimonio così acquisito costituisce attualmente il fondo antico della biblioteca. |
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Ippolito Rosellini, I monumenti dell'Egitto e della Nubia..., t. 2. I monumenti civili. Pisa, presso Niccolò Capurro e C., 1834. - Pitture della tomba di Ramesse III nella Valle dei Re |
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Oggi le si affianca la Biblioteca dell'Istituto di Studi Etruschi ed Italici, istituito nel 1930, e l'incremento delle due collezioni è avvenuto in modo che l'una fosse complementare dell'altra. La Biblioteca della Soprintendenza ha incrementato la propria collezione anche di materiale non librario; l'esempio più significativo di queste acquisizioni, disponibili per gli Studiosi, è l'Index der Kunst und Architektur: Denkmäler des griechisch-römischen Altertums in der Photosammlung des Deutschen Archäologischen Instituts in Rome (in microfiches). Roma, Deutschen Archäologischen Instituts. http://www.dainst.de/de/abt/rom.html (versione tedesca) http://www.dainst.de/en/abt/rom.html (versione inglese) |
DIZIONARIO DEI SOGGETTI
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La catalogazione per soggetti del materiale bibliografico avviene mediante l’attribuzione di parole chiave desunte dai titoli, dai testi, dalle prefazioni, dagli abstracts, dagl’indici e dal linguaggio degli archeologi. Le parole chiave (tradotte in termini di indicizzazione che corrispondono ad: attività, oggetti, personaggi storici o mitologici, suddivisioni cronologiche, concetti giuridici o filosofici, soggetti iconografici, nomi convenzionali, toponimi) sono raccolte nel Dizionario del quale segue un brevissimo esempio con le spiegazioni per la compilazione delle voci.:
1. La chiave contiene la sequenza alfabetica dei lemmi o sintagmi e delle loro varianti sinonimiche 2. La principale dove è indicato se nel gruppo composto dalle varianti si tratta di quella scelta come principale 3. Il toponimo dove è indicato se si tratta di toponimo 4. Il gruppo contiene il lemma o sintagma scelto come principale e permette di ricondurre il sinonimo ad esso La definizione d’uso dove è indicato il significato che il lemma o sintagma assume in questo dizionario (più significati sono separati dalla congiunzione disgiuntiva ovvero) |
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Una sala della biblioteca |
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Per le necessità legate alle funzioni di tutela della Soprintendenza la Biblioteca ha acquisito anche carattere di centro di documentazione archeologica per l'intero territorio regionale. questa caratteristica ha suggerito, nell'ambito della catalogazione del materiale bibliografico, la compilazione del Thesaurus di Toponomastica Archeologica (TTA). L'idea di realizzare il TTA è nata da un'esigenza molto concreta, cioè quella di poter disporre di uno strumento che permettesse di individuare in tempi brevi e con certezza la localizzazione geografica dei siti archeologici; questo perché in bibliografia i siti che erano e sono tuttora corredati da minuziose descrizioni planimetriche, fino a non molti anni fa erano totalmente privi di carte geografiche. I toponimi sono stati registrati in una scheda della quale segue un esempio con le spiegazioni per la compilazione
1. Nel campo del toponimo è registrato quello in uso nella cartografia attuale; 2. Nel campo del toponimo alternativo sono registrate le varianti storiche e/o linguistiche; 3. Il numero delle occorrenze indica la quantità di pubblicazioni delle Biblioteche nelle quali è presente quel determinato toponimo; 4. Nel campo della definizione d’uso sono registrate, secondo determinate regole, le caratteristiche essenziali del sito corrispondente al quel determinato toponimo; 5. Nel campo delle correlazioni amministrative il toponimo (di cui al n. 1.) è legato alla sua struttura gerarchica amministrativa; 6. Nel campo delle indicazioni geografiche sono registrati: la scala, il foglio o la tavoletta, le coordinate UTM e/o Gauss Boaga e l’altitudine; 7. Nel campo della bibliografia sono registrati i titoli limitatamente al problema delle varianti toponomastiche |
Questo tipo di schedatura permette di ottenere un indice alfabetico dei toponimi accanto ad ognuno dei quali compare la
localizzazione amministrativa (segue esempio):

che rinvia ad un indice gerarchico nel quale ogni toponimo è subordinato alla struttura amministrativa nella
quale si trova con gli altri toponimi dello stesso livello (segue esempio):
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