ART ATHLETIC CENTER
SportS’ MuseuM
WALTER RONTANI
(dal 1964)
A Firenze, città d’arte per antonomasia, ricca di monumenti e di musei, ne esiste (anche) uno privato che ha però un enorme valore culturale: quello storico-sportivo e del manufatto.
Si trova nella antica via Maggio (angolo piazza Pitti) e Walter Rontani (fondatore del museo e recordman italiano di sollevamento pesi, categoria medio-massimi - F.I.d.C.F. -, nell’esercizio "Tricipiti su panca orizzontale" con bilanciere di kg. 98,400, effettuato in data 17/02/1969), nel pomeriggio della seconda domenica di ogni mese (dalle ore 16 alle ore 20, con ingresso gratuìto) fa gli onori di casa.
Il palazzo è al n° 39; nel Cinquecento ospitò i dottori accreditati alla corte medicea.
Su un angolo della facciata campeggia uno stemma con un leone rampante, simbolo dei trascorsi nobiliari della dimora.
L’ "ART ATHLETIC CENTER" MuseuM Walter Rontani (dal 1964), disposto su due piani, copre (circa) duecento metri quadri di superficie: qui si trovano oggetti e attrezzi usati dai pionieri dello sport.
Già il soffitto, con travi di legno (di quattrocento anni fa) e il caratteristico cotto dell’Impruneta, costringe il visitatore a guardare tanta bellezza.
Alle pareti, rivestite di legno, è disposta una miriade di "pezzi" che attirano l’attenzione del visitatore.
Talvolta è la curiosità ad avere il sopravvento, com’è nel caso del "cattura-insetti per pescare" o dei "segna-campo da tennis", costruiti dalla Slazenger agli inizii del secolo XX.
Sono oltre cento i "giuochi" che hanno un loro testimone nell’esposizione di Rontani.
C’è anche il modello (scala un mezzo) di una Fiat da turismo decappottabile del 1908 (motore a scoppio), perfettamente funzionante.
L’auto sembra uscita ora di fabbrica, con la sua vernice rossa e nera fiammante, e il proprietario sarebbe felicissimo di poterla guidare (in strada) per reclamizzare il suo SportS’ MuseuM.
Nella ricchissima collezione ci sono tutti i tipi di bracciali per il "giuoco del pallone col bracciale" che si praticava (anche) allo sferisterio delle Cascine (inaugurato nel 1895 per volere della giunta e dell’allora Sindaco Marchese Matteo Tolomei Biffi, oggi monumento nazionale; da segnalare quello di Antonio Scaino, che scrisse (nel 1555) il famosissimo "Trattato del giuoco della palla".
Vi sono poi sacche da golf, complete dei legni e dei ferri, selle, staffe e morsi molto antichi per cavalli.
Inoltre non mancano fioretti, palloni e scarpe da calcio d’epoca, racchette da tennis con il manico a coda di pesce che farebbero impazzire di gioia i big di oggi, come un violoncellista davanti a uno Stradivari.
In omaggio al ciclismo ci sono (anche) due velocipedi francesi del 1865 di tipo Michaux.
Insomma, una carrellata sugli "sports" di tanto, tanto tempo fa, sospesi fra l’epopea e l’avventura, fatta di incredibili sacrifizii non gratificati se non, semplicemente, attraverso il sapore della vittoria, soprattutto in quelle discipline dove al talento naturale dell’atleta occorreva abbinare coraggio e perseveranza.
"WARONOTES"
Il pre(sente) e il fu(turo) sono preda della nostalgia, e (forse) proprio per questo da evitare; l’impossibilità di ciò è sentimentalmente comprensibile, e pertanto da non prendere molto alla leggiera. Comunque, il passato fu (una volta) presente e il presente sarà (poi) passato.
Nei confronti di una città come Firenze, dove oltre agli antichi monumenti, panorami e magiche visioni, esistono anche i più conosciuti musei (grazie – particolarmente – ai Sigg.ri Stibbert, Horne, Bardini, etc.), è bello constatare ancora una volta che, come (quasi) tutte le iniziative culturali che da essa hanno avuto origine, nuovamente l’evento si riconferma (nel colmare una grave lacuna) con la nascita del "Museo degli Sports" voluto dal Sig. Walter Rontani di cui (spinti dalle numerose richieste) diamo alcuni cenni biografici.
Walter Rontani è nato a Firenze l’8 giugno del 1937.
Nel 1964 ha fondato l’ "ART ATHLETIC CENTER" – SportS’ MuseuM – (l’unico museo attrezzistico degli sports), con l’intento di promuovere la diffusione della cultura sportiva mediante lo studio delle radici storiche di ogni disciplina ginnastica (antica e moderna) e il reperimento di tutti gli attrezzi a esse relativi.
Per più di un decennio (dal 1965 al 1975) è stato fondatore, giocatore e presidente del "Gruppo Sportivo Tennis Postelegrafonici" di Firenze.
Nel 1969 ha stabilito il primato italiano di sollevamento pesi (F.I.d.C.F.) nell’esercizio "Tricipiti su panca orizzontale" (categoria Medio-Massimi) con bilanciere di kg. 98,400.
Nel 1990 ha arricchito di sublime contrasto ("in un dialogo ideale con gli attrezzi") i locali museali con una mostra permanente di arte moderna e contemporanea (36 opere fra pitture e sculture) del noto maestro Franco Ionda. Per questo il Suo museo è stato schedato in una prestigiosa pubblicazione: la GUIDA ALLA SCOPERTA DELLE OPERE D’ARTE DEL ’900 A FIRENZE, a cura di Daniela Salvadori Guidi, Firenze, Leo S. Olschki, 1996 (pagg. 127-128). Meravigliando (così) il visitatore attento, nel riscoprire il proprio corpo nella visione dell’arte che si fonde con lo spirito.
Nel 1995 la Sua ricerca sulla pratica sportiva della "Clava" è stata inserita, per conto del Presidente del C.I.O. Juan Antonio Samaranch (con apprezzata comunicazione del 7 novembre 1995), nella biblioteca del Museo Internazionale Olimpico di Losanna.
Nel 1996 ha pubblicato (in proprio) una raccolta di liriche, "Implosioni", che gli ha valso il Premio Internazionale di Poesia e Letteratura "Nuove Lettere" (edizione 1997 – Istituto Italiano di Cultura di Napoli).
Un nuovo volume di poesie, intitolato "Scarnificazioni", ha visto la luce nel 1997. Queste due opere sono già disponibili per la lettura nelle maggiori biblioteche fiorentine.
Per la Sua attività museale ha inoltre ricevuto numerose lettere e attestazioni di stima da parte di vari organi e istituzioni culturali.
Nel mese di aprile del 1999 gli è stato conferito il premio dell’Accademia Florentia Mater "Pro Bonis Artibus" con la menzione: BENEMERITO PER LO SPORT.
La Direzione del più grande e conosciuto museo scientifico in Italia, il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica "Leonardo da Vinci" di Milano, non avendo una sezione dedicata allo sport, ha inviato una stimata missiva (in data 25 agosto 1994) comunicando che, nell’eventualità di proposte di donazioni (a essa indirizzate) di attrezzature ginnico-sportive, darà comunicazione al mittente dell’attività della Fondazione Rontani, in modo tale da incrementare la Sua collezione, condividendo pienamente questa singolare filosofia della cultura sportiva.
Attualmente Walter Rontani vive e opera in Firenze completamente dedito alla Sua missione di volontariato sportivo nel ripetere – in via Maggio n° 39 (tel. 055.217.294) – la seconda domenica di ogni mese (dalle ore 16 alle ore 20 e con ingresso gratuìto) la mostra didattica dell’ "ART ATHLETIC CENTER" (Lo sport: attrezzi d’epoca) MuseuM Walter Rontani.
Poiché la mancanza di un museo attrezzistico degli sports era un clamoroso gap culturale e civile nel mondo.
Pagina a cura di: Francesco
Paciello
Data di verifica/aggiornamento: 01-09-2000