In una grande città il tempo assume sempre più una rilevanza strategica: ogni individuo deve fare i conti con un sistema sociale complesso e imprevedibile che tende, se non è governato, a penalizzare i soggetti meno tutelati. E' per questa ragione che negli anni più recenti si è sviluppata l'idea che anche il tempo possa e debba essere governato dall'Amministrazione comunale.
Per assolvere a questo mandato il Comune di Firenze ha ritenuto di dotarsi di un apposito "Piano di coordinamento dei tempi, degli orari e degli spazi della città". Il Piano includerà le regole generali per la modifica dei ritmi della città e dell'uso del tempo individuale nonché progetti sperimentali che a livello sociale potranno essere messi in atto per raggiungere una migliore qualità della vita.
Tra le diverse attività che contribuiscono a rendere più
faticosa la vita in città e a congestionare il traffico
vi sono quelle riguardano i servizi scolastici. Bisogna considerare
infatti che, tutte le mattine, per 6 giorni la settimana, nella
città di Firenze si muovono oltre 50.000 studenti, in modo
autonomo o accompagnati da familiari.
Le cifre
I dati forniti dal Provveditorato agli Studi di Firenze indicano che: i bambini che ogni giorno frequentano le scuole materne della città sono 8.008, di questi 2.683 provengono dalle scuole materne comunali, 3.850 dalle materne statali, 1.475 dalle materne private. I bambini che frequentano le scuole elementari sono complessivamente 12.539, dei quali 1.369 sono iscritti alle scuole elementari parificate, 871 alle scuole elementari private e 10.299 alle scuole elementari statali. I ragazzi iscritti alle scuole medie sono 8.192, di questi 886 provengono alle scuole medie inferiori private e 7.306 dalle medie inferiori statali. Gli studenti che sono iscritti alle scuole medie superiori dell'intera area metropolitana sono 25.648, di questi 3.777 frequentano istituti dei Comuni di Bagno a Ripoli, Scandicci e Sesto Fiorentino. Gli studenti iscritti alle scuole medie superiori della città di Firenze sono 20.385: di questi 1.486 provengono da istituti privati e 20.385 dagli istituti secondari statali.
Molto complessa e frammentata è la distribuzione dei plessi
scolastici: le scuole materne comunali sono 34, quelle private
40 e quelle statali 44, per un totale complessivo di 118. Le scuole
elementari sono 80, delle quali 54 sono statali, 15 parificate
e 11 private. Le scuole medie inferiori sono complessivamente
44, di cui 16 private e 28 statali (comprese 5 succursali). Infine
gli istituti superiori di secondo grado dell'area metropolitana
sono 77, di questi 7 sono dislocati al di fuori del territorio
del comune di Firenze. I rimanenti 70 istituti sono così
suddivisi: 19 privati, 51 statali (comprese 18 succursali dislocate
in altro plesso). Complessivamente le scuole di ogni ordine e
grado della città di Firenze sono 312.
La metodologia e i progetti
Si tratta di individuare sia le strategie di lungo periodo che i progetti sperimentali che a breve siano in grado di migliorare la qualità della vita degli studenti e dei lavoratori della scuola e più in generale dell'insieme della città.
In questo quadro appare essenziale il coinvolgimento del mondo scolastico in tutte le sue componenti: dal Provveditore agli Studi, ai presidi e direttori didattici, dal personale docente e non docente ai consigli di istituto, dagli studenti alle loro famiglie.
La prima attività che ha visto il coinvolgimento del Provveditore agli Studi è stata la predisposizione di un protocollo di intesa. E' indispensabile nella definizione delle politiche dei tempi, degli orari e degli spazi confrontarsi e attivare i soggetti sociali e istituzionali più rilevanti della città nonché gli enti pubblici e privati che forniscono servizi di particolare interesse per la collettività. Il protocollo di intesa è lo strumento che consente di coinvolgere nella predisposizione del "Piano di coordinamento" tutti i decisori pubblici e privati che possono, con le loro scelte, modificare i ritmi di vita della città.
In secondo luogo, al fine di conoscere la realtà cittadina, i vincoli e le opportunità, è opportuno promuovere, in merito a segmenti di particolare interesse, specifiche indagini.
In questo senso sono stati individuati due filoni di attività:
1) indagine (tramite questionario) in collaborazione con il Provveditorato agli Studi e l'Ataf, per studiare la mobilità degli studenti nell'area metropolitana, i mezzi di trasporto utilizzati, le principali direttrici dei flussi di traffico. Obiettivo di questa ricerca è la conoscenza, aggiornata e approfondita, della mobilità di questa fascia di popolazione. Contestualmente è stata avviata la raccolta degli orari di ingresso e uscita di tutte le scuole al fine di conoscerne con precisione l'attuale organizzazione. Le due rilevazioni attualmente in corso riguardano 54.387 studenti distribuiti in 319 scuole di ogni ordine e grado.
I dati raccolti potranno essere utili per:
b) attivare linee e servizi specializzati per gli studenti e rispondere meglio alle esigenze degli utenti.
2) Indagine tramite questionario, in collaborazione con
il Provveditorato agli studi, presso i giovani tra i 14 e i 19
anni delle scuole medie superiori della città (51). L'obiettivo
è conoscere le aspettative degli studenti in merito all'uso
del tempo pomeridiano e serale; l'interesse ad aperture prolungate,
rispetto all'orario attuale, di servizi pubblici e privati; le
esperienze e i progetti di l'utilizzo pomeridiano degli edifici
per attività extrascolastiche.
Predisporre nuovi orari per le scuole di ogni ordine e grado
Le informazioni raccolte con la ricerca potranno costituire alcune delle premesse per intervenire, per gradi, sullo sfalsamento degli orari delle scuole. In particolare, per quanto riguarda le scuole medie superiori, dove l'utenza è composta da studenti in larga parte autonomi e autosufficienti, potrebbero essere individuate, a partire dall'inizio dell'anno scolastico 1997-98, criteri e modalità di modifica del regime degli orari. In tal senso sarebbe utile analizzare:
- il numero degli iscritti per ogni singola scuola distinti tra residenti in città e provenienti dell'area metropolitana;
- i mezzi di trasporto utilizzati ed il tempo impiegato nel tragitto casa-scuola e viceversa;
- gli orari di inizio e di termine delle attività scolastiche e il loro scaglionamento;
- il numero degli studenti che si spostano contemporaneamente e le fasce orarie interessate;
- le punte di mobilità con relativo incremento dei veicoli in circolazione e della domanda verso il sistema di trasporto collettivo;
- l'aumento dell'emissione di inquinanti dovuta alla concentrazione di spostamenti dei mezzi di trasporto con relativo danno per la salute e per l'ambiente;
- numero di studenti abbonati ad Ataf, il percorso casa-scuola e le linee utilizzate.
Più in generale si tratta di individuare le principali direttrici di mobilità, i diversi mezzi di trasporto utilizzati, le distanze percorse, i tempi impiegati e incrociare questi dati con il luogo di provenienza e di destinazione di ogni singolo studente delle scuole di ogni ordine e grado della città. La conoscenza e l'elaborazione di questi dati permetterebbe:
1) attraverso un apposito software, già a disposizione dell'Ataf, di rapportare dimensione, dislocazione e mobilità dell'utenza con la rete delle linee e dei servizi forniti dall'azienda di trasporti con l'intento di meglio rispondere alle esigenze dei cittadini;
2) l'inserimento dei dati raccolti attraverso il questionario "Indagine sulla mobilità degli studenti e delle loro famiglie" nel sistema informativo territoriale geo-referenziato SIT, già a disposizione del Comune di Firenze, che permetterebbe di indicare su carta topografica le informazioni raccolte e di evidenziare i flussi di mobilità verso le singole scuole della città. Questi dati potrebbero essere utili anche nella fase di studio ed elaborazione del piano urbano del traffico (PUT);
3) attivare una importante connessione con lo studio, la campionatura e la definizione delle compatibilità e delle incompatibilità delle funzioni strategiche per la predisposizione del "piano delle funzioni". Varrebbe la pena di valutare la possibilità, in particolare, di introdurre parametri che misurino la fruibilità dei servizi scolastici legati alla qualità dell'offerta oltre che alla dislocazione spaziale.
Analizzati i dati sopra indicati, i provvedimenti da assumere per dare una soluzione al problema dell'eccessiva sincronia tra gli orari dei servizi della città, compresi quelli scolastici, sono diversi. Tra questi, allo stato attuale, appare di particolare interesse la possibilità di scaglionare gli spostamenti degli studenti in diversi gruppi (3 o 4) della stessa consistenza numerica in un più ampio arco di tempo rispetto a quello in cui oggi hanno inizio le attività didattiche. In linea di massima attualmente gli ingrassi sono concentrati nell'arco di 30 minuti. Potrebbe essere studiato uno scaglionamento differenziato, anche per ambito territoriale, da realizzare in 50 minuti o 1 ora. Una esperienza riferita alle sole scuole medie superiori, con pregevoli risultati, è in corso dall'anno scolastico 1993-94 a Padova.
Una seconda ipotesi, di più ampia portata, potrebbe prevedere di scaglionare la mobilità per lavoro e studio dei tre settori di rilievo nella vita della città: le scuole (ingresso per tutte tra le 8.00 e le 8.15), gli uffici comunali e statali (ingrasso del personale non prima delle 8.45 e apertura al pubblico dei servizi alle 9.00), gli esercizi commerciali (apertura, per quelli non alimentari, non prima delle 10.00). Una scelta simile è in via di sperimentazione a Napoli. Come si potrà notare si tratta dello scaglionamento per fasce del flusso di mobilità non solo degli studenti, ma dell'insieme dei cittadini, lavoratori e utenti.
Una terza ipotesi potrebbe prevedere uno sfalsamento degli orari di ingresso per ordine e grado scolastico differenziato per aree territoriali. In ogni caso è utile avviare una sperimentazione suscettibile di modifiche e costante monitoraggio.
Interventi come quelli descritti avrebbero effetti benefici anche per fluidificare gli spostamenti e per ridurre il numero di autoveicoli in movimento e di conseguenza la concentrazione di inquinanti nell'aria. Si potrebbe così ottenere una minore esposizione per i cittadini ai gas tossici e diminuire il numero di episodi acuti di allarme da inquinamento atmosferico.
Una nuova organizzazione degli orari di ingresso nelle scuole medie superiori potrebbe essere realizzata, avvalendosi anche del Decreto Legislativo n. 279 del 16/4/1994, in collaborazione con il Provveditorato agli studi, l'Assessorato alla Mobilità (che già lo scorso anno aveva avviato un primo rapporto con il mondo scolastico) e l'Ataf tenendo conto delle direttrici di traffico, dei flussi di spostamento degli studenti e dell'ubicazione dei vari istituti. Risulta opportuno valutare la predisposizione di nuovi orari di ingresso ed uscita da scuola in connessione con la possibilità per gli utenti di usufruire dell'insieme dei trasporti pubblici (dalle ferrovie all'azienda di trasporto metropolitana) e privati (le società di autotrasporto, che verso alcune direttrici sono particolarmente diffuse e capillari). E' evidente che è necessaria una modifica in sintonia tra i due sistemi di orari e servizi.
In tutti i casi, sarà essenziale il coinvolgimento e la
sensibilizzazione che si potrà creare in ogni singolo istituto,
in particolare del personale docente e non docente e degli studenti
poiché ogni singola scuola dovrà essere considerata
in relazione alla specificità che assume la collocazione
nel tessuto urbano.
Predisporre servizi specializzati per gli studenti e più in generale realizzare un servizio di bus che, per la frequenza e la tipologia, risponda alle esigenze degli utenti
La sperimentazione di un servizio dedicato agli studenti, realizzato a partire dall'anno scolastico 1994/95, (con le linee 81 e 82) e destinato a servire il complesso scolastico dell'I.T.T. Volta, ubicato nel Comune di Bagno a Ripoli (in prossimità del confine comunale di Firenze) ha avuto un esito molto positivo. Un seconda esperienza, altrettanto positiva, è stata realizzata con la linea 83 che collega i Comuni di Signa e Lastra a Signa con il plesso scolastico di Scandicci.
Anche nell'ambito urbano di Firenze, potrebbero essere sperimentate,
in collaborazione con Ataf, linee di autobus mirate agli
studenti delle scuole medie superiori che avranno la particolarità
di circolare solo negli orari di entrata e uscita. Un possibile
percorso privilegiato a partire dal bacino di utenza delle singole
scuole, individuato attraverso studi effettuati negli ultimi anni,
potrebbe riguardare e collegare tra loro, con una nuova linea,
il Liceo classico "G. Galilei", all'ITT "Marco
Polo" e all'ITC "Einstein". E' evidente che oltre
al percorso indicato ne potrebbero essere studiati altri, anche
in relazione alla disponibilità dei singoli istituti. L'incremento
di esperienze come quelle descritte potrebbe essere facilitata
dalla costituzione dell'Ufficio Tempi e Spazi della città
e dalla volontà da parte del Comune di Firenze di costruire
il "Piano di coordinamento dei tempi, degli orari e degli
spazi della città", nell'ambito del quale la promozione
di progetti mirati potrebbe trovare una naturale e produttiva
collocazione.
Infine è opportuno che l'Ufficio Tempi e Spazi promuova, in collaborazione con il Provveditorato agli Studi, alcuni progetti sperimentali da realizzare in porzioni limitate di territorio urbano. Più specificamente:
1) percorsi sicuri per i bambini e le bambine delle scuole elementari e medie inferiori nel tragitto casa-scuola, da realizzare in collaborazione con i Consigli di Quartiere. In questa direzione sono state individuate alcune zone, anche a partire dai suggerimenti e dalle indicazioni fornite dai singoli Presidenti di Quartiere. Potrebbero essere oggetto di intervento le aree comprese tra: S. Jacopino - P.zza Puccini; Via di Peretola - Via della Cavalla; Via Morandi - Via delle Panche; zona Monticelli del Quartiere 4. Nell'ambito di tale progetto potrebbe essere valutato l'utilizzo anche autobus.
I "percorsi sicuri" possono essere considerati uno strumento alla luce del quale ripensare la città costruita in funzione della vivibilità per tutti, a partire dai più piccoli. Ciò potrebbe significare più autonomia per i bambini e avere una ricaduta positiva sull'organizzazione e quindi sui tempi e sui ritmi di vita delle famiglie.
Una riflessione in merito a queste tematiche è significativa anche in relazione alle rilevanti modifiche che riguarderanno nei prossimi anni il territorio della città. I progetti di riorganizzazione urbanistica che individuano come una delle funzioni principali della città le relazioni sociali hanno come parametro il senso di appartenenza degli individui ai luoghi ed agli spazi; le diverse esigenze ed i bisogni nelle diverse stagioni della vita; l'identità dei cittadini che si riconoscono e vivono bene nella città. Un nuovo approccio alle problematiche urbane, che è sempre più diffuso, individua tra i criteri guida la lentezza e le trasformazioni dei corpi, un diverso sentire tra la persona e l'ambiente, una maggiore possibilità di usufruire di luoghi di socializzazione come strade, piazze e zone verdi.
La tipologia degli interventi da attuare (segnaletica ed arredo urbano, dimensione dei marciapiedi, attraversamenti di strade, cortili e aree verdi, ecc.) dovrà essere dimensionato al contesto urbano. La predisposizione di "percorsi sicuri" in aree in via di radicale trasformazione (Castello, Fondiaria, ecc.) dovrà rientrare nella progettazione dell'insieme delle aree dismesse (ma anche di quelle edificabili ad edilizia agevolata), mentre per quanto riguarda la città consolidata sarà necessario migliorare la fruibilità delle singole zone e dei quartieri rapportandosi all'esistente ed alla sua complessità;
2) uso pomeridiano degli edifici scolastici. La direttiva n. 133 del 3/4/1996 del Ministero della Pubblica Istruzione consente di utilizzare i plessi scolastici per "iniziative complementari e integrative dell'iter formativo degli allievi, e la creazione di occasioni e spazi di incontro". In ragione della cronica carenza di spazi e strutture in cui i giovani possano ritrovarsi e progettare attività è quanto mai opportuno promuovere l'utilizzo delle sedi scolastiche e, nelle scuole medie superiori, puntare al coinvolgimento delle associazioni studentesche come incentivo all'auto-organizzazione dei giovani.
Si renderà necessario lavorare per superare il principale vincolo che fino ad ora si è frapposto all'effettiva applicazione della direttiva: l'esistenza di un soggetto che assuma il ruolo di garante del bene pubblico e dell'incolumità degli studenti. In questo senso è di notevole interesse la recente approvazione da parte del Parlamento di un decreto legge con il quale si finanzia, per 40 miliardi, l'applicazione della circolare Lombardi e la predisposizione di un regolamento attuativo della direttiva citata, attualmente al vaglio del Consiglio di Stato.
3) sperimentazione di banche del tempo. Promozione presso alcune scuole da parte di insegnanti, genitori e studenti dello scambio di tempo tra i cittadini finalizzato a semplificare le attività quotidiane e migliorare la qualità della vita, alla valorizzazione di nuove forme di solidarietà e di relazioni di buon vicinato. La banca del tempo potrebbe essere una delle forme associative utili a garantire o a supportare l'apertura pomeridiana degli edifici scolastici (comma 1, art. 4, direttiva n. 133 del 3/4/1996).
A cura di Cristina Bevilacqua