PROTOCOLLO DI INTESA
tra
COMUNE DI FIRENZE, PROVINCIA DI FIRENZE, PROVVEDITORATO AGLI
STUDI DI FIRENZE (UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER LA TOSCANA
per
L'UTILIZZO IN ORARIO EXTRA-SCOLASTICO DELLE SCUOLE DI FIRENZE
IN ATTUAZIONE DELLA DIRETTIVA MINISTERIALE 133/1996
approvato con Delibera di Giunta Comunale n. 487 del 26/3/1999
PREMESSO
che la Direttiva del Ministero della Pubblica Istruzione n.133/1996 promuove l'apertura delle scuole in orario pomeridiano per la creazione di spazi di incontro da riservare agli studenti e per lo svolgimento di iniziative complementari e integrative dell'iter formativo, anche gestite direttamente dagli stessi, aprendo la scuola alle domande di tipo educativo e culturale provenienti dal territorio, in coerenza con le finalità formative e istituzionali;
che per l'applicazione della Direttiva suddetta il Comune di Firenze, tramite l'Ufficio Tempi e Spazi della città, e il Provveditorato agli Studi hanno realizzato un'indagine rivolta sia ai Capi di Istituto che agli Studenti degli istituti superiori della città di Firenze, al fine di conoscere gli interessi degli studenti rispetto all'uso individuale e collettivo del tempo libero, di evidenziarne le capacità propositive e le aspettative circa l'utilizzo degli spazi scolastici per attività extracurricolari, di rilevare le problematiche connesse alla piena attuazione della Direttiva Ministeriale 133/1996 e di valutare le risorse esistenti nei singoli plessi scolastici in vista di una loro più ampia utilizzazione;
che nel quadro del progressivo compimento dell'autonomia scolastica e della riorganizzazione dell'intero sistema formativo, la L.59/1997, capo IV, art.21, stabilisce al comma 8 che "l'autonomia organizzativa è finalizzata alla realizzazione della flessibilità, della diversificazione, dell'efficienza e dell'efficacia del servizio scolastico, alla integrazione e miglior utilizzo delle risorse e delle strutture", nonché "al coordinamento con il contesto territoriale", e al comma 10 prevede fra le iniziative da attuare nell'ambito dell'autonomia organizzativa e didattica anche l'utilizzo delle strutture e delle tecnologie scolastiche in orario extrascolastico;
che nell'esercizio dell'autonomia
organizzativa, secondo quanto previsto dal regolamento "Autonomia delle
Istituzioni scolastiche" emanato con D.P.R. 233/1998 art.5, le istituzioni
scolastiche curano "la promozione e il sostegno dei processi innovativi
e il miglioramento dell'offerta formativa", coerentemente con gli obiettivi
generali e specifici di ciascun tipo e indirizzo di studio e in riferimento
alla progettazione curricolare, extracurricolare, educativa e organizzativa
definita nel Piano dell'Offerta Formativa;
che nell'ambito della riorganizzazione del sistema formativo e nell'ampliamento
dell'offerta formativa le istituzioni scolastiche vengono a qualificarsi come
centri di promozione culturale sociale e civile aperte al territorio, che interagiscono
con la comunità civile e sociale di cui sono parte, secondo i principi
contenuti nella stessa Direttiva Ministeriale 133/1996 nonché nel Regolamento
attuativo della stessa emanato con D.P.R. 567/1996, e ribaditi nel Decreto del
Ministero della Pubblica Istruzione n.251/1998, che fra le iniziative da attuarsi
per la sperimentazione sull'autonomia comprende anche quelle mirate all'integrazione
della scuola con il territorio;
che, in un concetto di formazione volta alla "crescita della persona in tutte le sue dimensioni" e rispondendo ad una domanda di protagonismo espressa dal mondo studentesco, lo "Statuto delle studentesse e degli studenti" emanato con D.P.R. 249/1998, riafferma il diritto dello studente alla "partecipazione attiva e responsabile alla vita della scuola", esercitato anche tramite la possibilità di realizzare iniziative autonome all'interno della scuola, al fine di valorizzare la capacità dei giovani di assumere impegni e di amministrarsi;
che la L.285/1997 riconosce pieno diritto di cittadinanza ai minori, inteso come diritto di partecipazione alla vita della città, con particolare riferimento alla "partecipazione dei minori a livello propositivo, decisionale e gestionale in esperienze aggregative, nonché occasioni di riflessione su temi rilevanti per la convivenza civile e lo sviluppo delle capacità di socializzazione e di inserimento nella scuola" (art.6, che richiama esplicitamente il D.P.R. 567/1996 Regolamento attuativo della Direttiva Ministeriale 133/1996);
che per la realizzazione di percorsi formativi integrati nonché per la materia specificamente trattata dalla Direttiva Ministeriale 133/1996 le Istituzioni scolastiche possono collaborare con gli Enti Locali, anche tramite accordi o convenzioni, stipulati anche a livello locale;
che in base al principio di sussidiarietà, il Dlgs 112/1998, capo III conferisce compiti e funzioni in materia di programmazione e gestione amministrativa del servizio scolastico alle Provincie e ai Comuni, ciascuno per le proprie competenze, e fra questi anche il "piano di utilizzazione degli edifici e di uso delle attrezzature" (art.139, comma 1/d);
che la L.23/1996, art.1, comma 2/g stabilisce che la programmazione degli interventi in materia di edilizia scolastica deve garantire "la piena utilizzazione delle strutture scolastiche da parte della collettività";
che la L. 38/1998 della Regione Toscana "Governo del tempo e dello spazio urbano e pianificazione degli orari della città", definisce il coordinamento degli orari della città come "l'insieme dei progetti comunali che armonizzano i tempi della città, gli orari di apertura al pubblico dei servizi pubblici e privati, dei pubblici esercizi, degli esercizi commerciali e turistici, delle attività culturali e dello spettacolo" (art.5, comma 1) e fissa fra gli obiettivi del "Piano" degli orari anche l'accessibilità dei servizi scolastici (art.3);
che è compito delle istituzioni della città dare una risposta alle esigenze dei giovani, singoli o associati, rispetto alla creazione di opportunità culturali e di socializzazione, alla partecipazione attiva alla vita sociale e alla capacità di gestire le attività in forma associata, anche creando le condizioni per l'utilizzo di spazi e strutture, compresi quelli scolastici;
che è stato costituito con ordinanza n. 5659 del 4/9/1998 un Gruppo di lavoro Interistituzionale fra Comune, Provincia, Provveditorato agli Studi di Firenze rappresentato anche da alcuni capi di istituto e Consulta Provinciale degli Studenti con il compito di programmare progetti sperimentali per l'attuazione della Direttiva Ministeriale 133/1996 nella città di Firenze;
che è opportuno riaffermare la centralità della scuola nei processi formativi ed educativi dei giovani e riconoscere la sua piena autonomia progettuale, didattica e culturale, in un quadro di integrazione con il territorio per l'ampliamento delle opportunità formative, mediante un più razionale utilizzo delle rispettive risorse;
IL COMUNE, LA PROVINCIA E IL PROVVEDITORATO AGLI STUDI DI FIRENZE
- collaborare al pieno utilizzo delle strutture scolastiche di ogni ordine e grado nel rispetto dell'autonomia delle istituzioni scolastiche nonché dei presupposti e delle modalità indicate in premessa, al fine di creare le condizioni che consentano la piena applicazione della Direttiva Ministeriale 133/1996 nella città di Firenze;
- mettere in atto per il conseguimento del suddetto obiettivo le seguenti azioni:
Il Sindaco di Firenze
(Mario Primicerio)
L'Assessore alla Pubblica Istruzione
della Provincia di Firenze
(Piero Certosi)
Il Provveditore agli Studi di Firenze
(Giovanni Pedrini)
Pagina a cura di Sandra Benvenuti
Data di verifica/aggiornamento: 18-09-2003