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Modifica degli orari dei servizio del personale
e di apertura al pubblico del Comune di Firenze



Il tempo è diventato una risorsa che assume una grande rilevanza in questo scorcio di fine secolo. Si definisce in relazione alla vita quotidiana delle persone e disporre di più tempo significa dotarsi di un potente strumento di libertà individuale e di espressione di sé. Con la legge n.142/90, che individua nel Sindaco l'autorità preposta a coordinare e ad armonizzare i tempi e gli orari, il tema degli orari non è più solo un elemento di organizzazione interna al singolo ente ma è sempre più funzionale alla programmazione del vivere urbano, dei suoi tempi e ritmi, sempre più legato ai livelli di qualità della vita nell'ambito della città.

La strada da seguire è quindi quella del coordinamento e della programmazione degli orari, dei servizi pubblici (in primo luogo di quelli del Comune) e privati, in modo da ottenere risparmi di tempo per i cittadini e per gli erogatori dei servizi, oltre che razionalizzazioni e maggiore efficienza. In questo contesto è necessario gestire, nel miglior modo possibile i bisogni di tempo nei diversi cicli della vita - di lavoro, di formazione, di cura di sé e degli individui, di mobilità, di vita famigliare e relazionale - da parte delle cittadine e dei cittadini nella duplice veste di lavoratori e utenti.

I criteri di riferimento dovranno essere:

Il percorso da seguire implica il massimo di coordinamento con la realtà territoriale in cui si è collocati, attraverso il dialogo e la concertazione fra le istituzioni e i soggetti sociali coinvolti nel processo di modifica dei tempi e degli orari. Per questa ragione è stato predisposto un apposito "Protocollo di intesa" con l'intento di impegnare i soggetti che hanno il potere decisionale in merito agli orari dei servizi di maggiore rilevanza sociale della città ad una revisione degli orari. In questo quadro e in relazione alla legislazione vigente è evidente che il ruolo di promozione e coordinamento del Comune risulterà tanto più credibile quanto potrà dimostrare che è in corso una revisione degli orari dei suoi servizi.

Una delle priorità di lavoro dell'Ufficio Tempi e Spazi, costituito con il compito di elaborare un "Piano di coordinamento dei tempi, degli orari e degli spazi" della città di Firenze, consiste sia nel sollecitare la disponibilità degli altri soggetti coinvolti in ambito comunale (assessorato, settori e organizzazioni sindacali) che nel contribuire a elaborare/predisporre proposte relative alla modifica degli orari dei servizi gestiti dall'Amministrazione Comunale.

Le proposte dovranno riguardare contemporaneamente gli orari del personale in servizio presso l'ente che agli orari di apertura al pubblico, sia sotto forma di criteri che di strategie coerenti con l'obiettivo del coordinamento e dell'omogeneità, della valorizzazione delle differenze fra i servizi prestati e delle diverse tipologie di utenza.



La situazione attuale

Attualmente i servizi di sportello che effettuano apertura pomeridiana sono solo quelli anagrafici della sede di Palazzo Vecchio (giovedì dalle 15.30 alle 18.30). Nel giugno di quest'anno tra l'Amministrazione Comunale e le organizzazioni sindacali è stato siglato un accordo in merito agli orari. I punti più rilevanti riguardano:

  1. realizzare, nel triennio, l'apertura al pubblico tutte le mattine, incluso il sabato, dalla 9.00 alle 13.000 e tutti i pomeriggi, dal lunedì al venerdì, dalla 15.00 alle 16.30, salve le revisioni e correzioni che emergeranno dalla sperimentazione;
  2. creazione di un "Nucleo misto di valutazione", che dovrà valutare le proposte e classificare i servizi secondo l'anno di inserimento nel triennio;
  3. dal 1° novembre 1996 alcuni uffici, e cioè quelli di più ricorrente uso da parte degli utenti, saranno aperti nel pomeriggio oltre l'orario pomeridiano sperimentale di riferimento di apertura al pubblico;
  4. il servizio mensa sarà usufruito secondo la disciplina di cui all'accordo per la concessione dei buoni pasto pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 15 maggio 1996, salvo diverse pattuizioni; la pausa mensa avrà una durata minima di 30 minuti e massima di 60 minuti, salvo necessità particolari del dipendente per pause superiori;
  5. l'orario di apertura al pubblico e quello di servizio saranno disciplinati processualmente sulla base degli indirizzi e del quadro complessivo delle tipologie degli orari di servizio circa la corrispondenza fra orari e specifici bisogni dell'utenza, dai singoli dirigenti delle strutture apicali, previo esame con le organizzazioni sindacali, mediante loro atti di organizzazione dei quali dovrà essere garantito il massimo di evidenza, conoscenza e controllo;
  6. l'orario individuale di lavoro potrà essere ad orario unico di 6 ore per ogni mattina, oppure organizzato per turni, oppure di 6 ore la mattina con due o tre rientri il pomeriggio, oppure di orario prolungato in alcuni giorni della settimana o in alcune settimane del mese, previo esame con le organizzazioni sindacali a livello di settore;
  7. sarà disposta l'attivazione di una fascia di flessibilità al massimo di 60 minuti sia posticipando l'entrata che anticipando l'uscita;

i dipendenti in situazioni di svantaggio personale: handicap sociale e personale, problemi di cura familiare e personale relativi a figli e conviventi, bambini in età scolare primaria (primo e secondo ciclo) possono essere esonerati dai rientri pomeridiani o in alternava usufruire di una ulteriore fascia di flessibilità compatibile con le esigenze di servizio, ovvero essere privilegiati in sede di mobilità volontaria.



I criteri guida

Di seguito sono indicati alcuni criteri generali con l'intento di ampliare le possibilità di fruizione da parte degli utenti dei servizi forniti dall'ente pubblico, ma anche di tutelare le lavoratrici e i lavoratori addetti/e dal rischio di non poter gestire la propria vita personale, lavorativa e famigliare.

  1. In relazione all'orario di servizio: mantenimento della settimana su sei giorni lavorativi, orario di servizio la mattina e il pomeriggio, con modalità da definire, con esclusione del sabato pomeriggio, al fine di ottimizzare le risorse disponibili e permettere un'ampia articolazione degli orari di apertura al pubblico.
  2. Per quanto riguarda l'orario di apertura al pubblico: che venga modificato nel senso del suo ampliamento con alcune modalità quali, ad esempio prolungamento del servizio in alcuni pomeriggi la settimana (almeno due), da scegliersi in considerazione anche dei regimi di apertura/chiusura di altri settori dei servizi pubblici e privati. In questo senso è opportuno considerare il giorno di chiusura pomeridiana dei servizi commerciali della città (mercoledì). Una modalità da privilegiare nell'ambito del prolungamento è la forma "non stop"(ad esempio dalle 8.30 alle 18.30). Si ritiene opportuno lavorare per concordare con gli altri enti pubblici e privati una giornata di apertura comune dei servizi dell'intera città (ad esempio il "giovedì del cittadino").
  3. E' opportuno, nel definire l'orario di servizio, tenere conto di tutti gli istituti, previsti dai contratti collettivi (regimi di orario) nonché dei criteri di flessibilità e valorizzazione, e compatibilmente con le esigenze di servizio, dei bisogni relativi ai tempi del personale (7 ore e 12 minuti per 5 gg., orario su 5 giorni con completamento pomeridiano, orario su 6 giorni, ecc.).
  4. E' utile definire una fascia di flessibilità in entrata e in uscita, che agisca da forma di agevolazione, e che possa anche prevedere la possibilità individuale di anticipare o posticipare l'entrata, come fattore di desincronizzazione che incide sui flussi di traffico.
  5. A tutela delle pari opportunità, si ritiene utile garantire il titolo di precedenza nella scelta dei possibili regimi di orario di lavoro, a tutte quelle lavoratrici e quei lavoratori che rientrano, per la loro condizione, all'interno delle tipologie previste dalla legislazione in materia.
  6. E' essenziale individuare alcuni servizi sui quali attivare prioritariamente la sperimentazione degli orari. Tra questi i servizi di sportello dell'anagrafe, dei tributi, del piano regolatore nonché della stessa tipologia di servizi eventualmente decentrata nei quartieri. Risulta comunque evidente che il personale di back-office di questi servizi dovrà essere coinvolto nella sperimentazione. E' opportuno, in una fase immediatamente successiva, valutare la possibilità, con specifiche modalità, di estendere la modifica degli orari di altri servizi comunali (ad esempio asili nido e scuola materna).



Metodologia e obiettivi di lavoro

Al fine di predisporre alcune proposte (almeno 2, subordinate) da sottoporre alla discussione con le organizzazioni sindacali è necessario acquisire alcuni strumenti conoscitivi:

  1. una indagine da effettuarsi su un campione di 1200 residenti del Comune di Firenze in merito all'utilizzo dei servizi comunali, agli orari attuali, alle fasce orarie di maggiore gradimento, all'accessibilità e alla qualità del servizio, nonché alla conoscenza e all'utilizzo di alcuni servizi specifici come il certitel;
  2. una mappatura, a cura del settore organizzazione e risorse umane, dei servizi dei singoli settori dell'amministrazione comunale con indicazione delle seguenti informazioni: orari di servizio del personale e numero dei dipendenti, dislocazione territoriale e orari di apertura al pubblico, attività svolte, numero di utenti, nonché alcune esigenze o preferenze per il nuovo orario di servizio e di apertura al pubblico con le relative motivazioni.

Ottenere al più presto le informazioni e i dati conoscitivi è indispensabile al fine di predisporre proposte. Contestualmente dovranno essere valutate la compatibilità e la sostenibilità delle modifiche da introdurre con le scelte di carattere amministrativo ed economico-finanziario del Comune di Firenze.

Grande attenzione e rilievo dovrà essere posta al coinvolgimento ed alla discussione delle proposte per i nuovi orari con le organizzazioni sindacali. L'obiettivo potrebbe essere quello di avviare con i primi mesi del 1997 (aprile - maggio) la sperimentazione dei nuovi orari dei servizi comunali.

Infine, a sostegno della politica dei nuovi orari potrebbero essere portati alcuni importati argomenti:

  1. l'aspettativa dei cittadini verso un ente locale più efficiente, in grado di semplificare la vita quotidiana e far risparmiare tempo;
  2. la richiesta da parte di alcune associazioni di categoria (commercianti) e organizzazioni sindacali di dare un segnale di innovazione da parte del Comune;
  3. l'intenzione da parte di altri enti pubblici della città (in primo luogo del Ministero delle Finanze e della Questura) di andare a breve scadenza alla modifica degli orari dei propri servizi. In questa direzione sarebbe necessario valutare ipotesi di apertura negli stessi orari almeno in un giorno della settimana (esempio: giorno comune di apertura non stop).


A cura di Cristina Bevilacqua