ANALISI DELL'ILLUMINAZIONE IN ALCUNI MUSEI


Introduzione

Sono stati esaminati alcuni musei nell'area Fiorentina in relazione all'illuminazione con luce naturale ed ai vari sistemi di illuminazione artificiale utilizzati, i risultati sono stati riportati su schede predisposte.
La scelta di certi musei piuttosto che di altri è stata dettata dall'esistenza di moderni sistemi di illuminazione; quindi sono stati esclusi tutti i musei nei quali i sistemi di illuminazione non possono essere qualificati e che non soddisfano alle norme di sicurezza.
Dalle analisi effettuate nei musei emerge che fra quelli con sistemi di illuminazione della stessa epoca, alcuni hanno considerevoli difetti e forniscono limitato confort visivo, che dovrebbe essere al contrario la base di una buona disposizione museale, mentre altri hanno fatto grandi passi in avanti con tecnologie sofisticate, ponendo attenzione ai problemi dell'illuminazione ed ottenendo complessivamente degli eccellenti risultati.



Fondazione Museo Horne

Lo storico palazzo che ospita il Museo Horne ha essenzialmente mantenuto le più importanti caratteristiche della dimora fiorentina del quattro/cinquecento. Esso ospita una pregevole raccolta di arredi d'epoca oltre a numerose opere di pittura e di scultura di notevole valore. Le sale al piano terra sono principalmente destinate alla temporanea mostra di disegni e di collezioni minori quali monete, posate, ceramiche ecc.
L'illuminazione generale sfrutta la capacità delle volte ed avviene tramite una luce indiretta fornita da proiettori a parabola asimmetrica, cablati con lampade alogene da trecento watt, mentre l'illuminazione diretta è affidata a proiettori con lampada alogena da 50 watt con parabola dicroica, orientabili e posti su binari elettrificati sospesi a circa 400 cm dal pavimento.
La quantità di luce complessiva è di 180 lux, l'indice di resa cromatico è pari a 98, l'emissione di ultravioletti è inferiore a 30 microwatt/lumen. Nei piani superiori si snoda il vero percorso museale, con ambienti storici correttamente ricostruiti.
La presenza di oggetti varii ed eterogenei è decisamente un difficile problema illuminotecnico che è stato svolto utilizzando, sempre al soffitto ad un'altezza di circa 500 cm, dei binari elettrificati con proiettori a luce alogena e parabola dicroica, con potenza pari a 50 watt. Alcuni di questi hanno aperture di fascio strette vicino ai 10°, mentre altre sono a 38°. Gli effetti luminosi ottenuti, esaltano la suggestività dei luoghi ponendo nel giusto risalto la plasticità degli oggetti più piccoli ed illuminando in modo diffuso quelli più grandi, il tutto con una soglia luminosa mai al di sopra dei 180 lux medi e con un buon controllo delle luminanze. Come nelle sale del piano terra, l'emissione di ultravioletti è pari a 30 microwatt/lumen, mentre l'indice di resa cromatica è pari a 98.


Galleria d'Arte Moderna - Palazzo Pitti

Il museo occupa quasi tutto il secondo piano della reggia di Palazzo Pitti, in esso sono esposte numerose sculture oltre che ricchissime collezioni di pitture ottocentesche e del primo novecento italiano. L'illuminazione si avvale in alcune poche sale dei lampadari storici restaurati e cablati, mentre in una tutto il resto del museo, l'illuminazione è affidata a sistemi modulari con luce fluorescente in alcuni casi usata in modo indiretto, in altri, e questi sono i sistemi illuminanti più recenti, in modo diretto.
I lampadari utilizzano lampade ad incandescenza tradizionale, i sistemi fluorescenti a luce indiretta utilizzano tubi ad accensione elettronica dimmerabile diametro 26 mm, colore 41, mentre i sistemi ultimi sono cablati con tubi fluorescenti FM ad accensione elettronica diametro 7 mm, colore 83 (tono caldo). L'esame del museo ha evidenziato una sovraesposizione luminosa nelle sale che si affacciano sul cortile interno del palazzo e prospicienti il giardino di Boboli con elevate quantità di luce (350 - 1000 lux) provenienti dalle ampie finestre sprovviste di filtri anti U.V.
Le sale che si affacciano sulla piazza antistante il palazzo, grazie anche ad una più fortunata posizione rispetto all'irradiazione solare, hanno invece delle quantità luminose più opportune alla conservazione museale (100 - 200 lux) con una gradevole uniformità luminosa ed un discreto controllo delle luminanze.


Museo del Costume - Meridiana di Palazzo Pitti

I ricchi abiti esposti lungo il percorso museale sono illuminati in modo indiretto e diffuso da un sistema modulare cablato con tubi fluorescenti ad accensione elettronica del tipo FQ, diametro 16 mm, colore 83 (tono caldo), con una trascurabile emissione di ultravioletti che il gioco delle riflessioni elimina totalmente. Nel caso di questo delicato museo, una cura particolare è stata prestata anche al contenitore pregevolissimo e riccamente affrescato.
I sistemi fluorescenti sono posizionati a parete nei lati lunghi delle cornici perimetrali delle sale e sono inoltre dotati di sensori che, leggendo costantemente la luminosità presente nelle varie sale dove sono presenti delle finestre opportunamente schermate, autoregolano l'emissione luminosa dei tubi fluorescenti al variare delle mutevoli situazioni meteorologiche, mantenendo quindi una soglia luminosa costante e pari a 60 lux.
Il risultato che se ne ottiene è una luce morbida, omogenea e diffusa che non crea luminanze sulle superfici vetrate delle vetrine che contengono gli abiti. In molte sale sono presenti inoltre gli originali lampadari che, opportunamente restaurati e cablati con lampade ad incandescenza da 25 watt (schermate con globi di vetro sabbiato), emettono una lieve luce molto morbida (15 lux circa) che non entra in alcun caso in competizione con l'esistente illuminazione diffusa.
La resa cromatica che deriva dalla miscela delle diverse fonti luminose, è eccellente. Agli angoli delle sale sono stati posti dei piccoli proiettori cablati con lampade dicroiche da 20 watt a fascio largo dotate di griglie frangiluce. I proiettori sono orientati sulle vetrine poste solitamente al centro delle sale, vivacizzando così la resa cromatica ed il risultato visivo dei costumi. Il percorso museale che si snoda attraverso una articolata sequenza di sale, si presenta illuminotecnicamente omogeneo, confortevole ed equilibrato.


Museo degli Uffizi

Il museo presenta aspetti illuminotecnici decisamente vari e disorganici. Durante la visita diurna, pur constatando in generale dei livelli di illuminazione sufficienti tranne che in alcune sale decisamente sovrailluminate, tuttavia la presenza lungo il percorso museale di eterogenei sistemi illuminanti, tra loro diversi per tipologia, per caratteristiche illuminotecniche, per qualità e temperatura della luce, rende il percorso museale frammentario.
Nelle sale, soprattutto quelle nelle quali sono presenti dei lucernarii o delle finestre, l'esigenza di proteggere le opere d'arte con dei vetri provoca dei fastidiosi fenomeni di riflessione quando le opere sono poste di fronte o in prossimità degli stessi, ciò deriva dalla inopportuna posizione delle opere rispetto alle sorgenti luminose naturali e dalle poco efficaci schermature adottate.
Ma è soprattutto la visita notturna del museo che risulta penalizzata dai sistemi illuminanti esistenti. Il corridoio delle statue che si affaccia sul piazzale degli Uffizi e dal quale si dipartono i sale percorsi obbligati alla visita delle sale presenta una scarsa illiminazione (30 - 50 lux) ed ancora più buio esso risulta all'uscita di ambienti decisamente più illuminati. In alcune sale invece, l'illuminazione è elevata (Sala Botticelli 250 - 300 lux). e la posizione degli apparecchi rispetto alle opere provoca abbagliamenti derivanti dall'effetto specchio delle superfici pittoriche.
Inoltre, anche in sale contigue, si assiste alla presenza di illuminazioni con diverse temperature di colore e con differenti risultati di resa cromatica. Infine, gli apparecchi illuminanti posizionati nelle scale, a causa della ripidezza di quest'ultime, provocano notevoli abbagliamenti ai visitatori con gravi, conseguenti problemi di sicurezza.


Museo Donazione Contini - Bonacossi

Il museo è un delizioso contenitore di pregevoli e varie opere d'arte. In esso infatti sono presenti mobili ed arazzi, pitture sculture ed oggetti di notevole interesse. L'illuminazione è stata ottenuta dotando la maggior parte delle sale di un plafone in carton-gesso all'interno del quale perimetralmente, sono stati posti degli apparecchi illuminanti a luce fluorescente ed accensione elettronica (tubo fluorescente utilizzato - Lumilux/Osram, diametro 26 mm, colore 41).
La diffusione luminosa avviene tramite parabole asimmetriche opportunamente posizionate per ottenere una diffusione della luce omogenea e continua lungo tutte le pareti delle sale con una totale assenza di luminanze sugli oggetti esposti. La quantità di luce presente lungo le pareti è mediamente di 110 lux, mentre nelle zone centrali sottostanti i plafoni è di 90 - 100 lux.
In poche altre sale con caratteristiche morfologiche assimilabili al periodo ottocentesco, l'illuminazione stata risolta utilizzando lampadari in vetro di murano, cablati con lampade ad incandescenza da 40 watt, opportunamente dosate per ottenere un'uniforme illuminazione d'ambiente con valori intorno ai 150 lux e schermate per un efficace controllo delle luminanze.


Museo dell'Opificio delle Pietre Dure

Le opere esposte nella sala principale del museo, sono principalmente realizzate con materiale lapideo e spesso sono esposte in contiguità con i dipinti eseguiti come studi preparatori alle opere stesse. I primi, pur non essendo sensibili alla luce, lo sono invece al calore che potrebbe danneggiare i collanti utilizzati per connettere le varie pietre. Inoltre, le vetrine contenenti le opere, hanno pochissima profondità, pertanto in considerazione di quanto sopra detto, esse sono state illuminate da un sistema a fibre ottiche con illuminatori cablati con lampade alogene da 50 watt a parabola dicroica.
Sebbene le fibre siano state posizionate sul perimetro esterno della vetrina in basso ed in alto, la luce che si ottiene è puntiforme e disomogenea; è da notare però che la maggior parte delle opere esposte sono di piccola dimensione e ciò rende più accettabile l'effetto totale.
Il museo è illuminato con incassi cablati con due lampade alogene ciascuno, anch'esse dicroiche, ma da 20 watt e con fascio largo (60°). Gli incassi sono particolarmente profondi in modo che i fasci luminosi da loro emessi, non interferiscano, provocando spiacevoli effetti abbaglianti, con le superfici vetrate delle vetrine.
Nelle vetrine è presente un'illuminazione media pari a 70 lux, mentre l'illuminazione nelle sale del museo e di 160 lux medi. E' da osservare che le vetrine, sono purtroppo poste di fronte a dei finestroni che, pur schermati, in alcune ore del giorno non impediscono delle inopportune luminanze nelle vetrine stesse.
Sul piano ammezzato, sono invece esposte antiche vetrine contenenti il campionario storico delle pietre dure oltre a numerosi strumenti da lavoro tradizionali. L'illuminazione del tutto è affidata ad un binario elettrico continuo che supporta faretti orientabili cablati con lampade alogene dicroiche anch'esse con potenza di 20 watt, a fascio largo e dotate di una buona schermatura dark light, mentre l'illuminazione indiretta e diffusa di questa e di altre salette che fanno parte del nucleo originale del museo, è realizzata con apparecchi a luce indiretta cablati con lampade a ioduri metallici da 150 watt, colore "warm day light".
Sul mezzanino è misurabile una soglia luminosa media pari a 180 lux, mentre nelle salette storiche il livello luminoso è pari a 120 lux medi.


Museo Diocesano di Certaldo

Il museo, ricavato da piccoli ma suggestivi ambienti tre/quattrocenteschi, ospita numerose opere d'arte sacra. L'esposizione dei parati come degli arredi liturgici, è affidata a delle vetrine illuminate con fibre ottiche, ottenendo all'interno di esse, una luminosità media pari 50 lux.
Le sale sono invece dotate di incassi a luce orientabile posti nelle pareti, cablati con lampade AR 111 da 50 watt, con apertura di fascio pari a 24°. L'utilizzo delle fonti luminose puntiformi crea negli ambienti situazioni chiaroscurali che ben si intonano alla morfologia degli spazi museali ed alle opere in esso raccolte, situazioni delle quali approfittano le vetrine che scintillano alla luce delle fibre ottiche.
La quantità media di luce presente nelle sale espositive è di 120 lux. Nelle sale dedicate all'esposizione di pitture a soggetto sacro, l'illuminazione è invece affidata ad un sistema con proiettori a luce alogena dicroica, orientabili e regolabili, che forniscono una discreta uniformità luminosa ed un sufficiente controllo delle luminanze sulle superfici dipinte, fresche di restauro e pertanto particolarmente riflettenti.
Il museo nel suo complesso, è suggestivo interessante e mistico. L'illuminazione è un riuscito complemento di tale atmosfera.