Per concludere, è necessario fare qualche considerazione su quale sia il modo corretto di usare il metodo che abbiamo appena illustrato. Nell'esporre il metodo del fattore di utilizzazione, abbiamo sempre parlato di illuminamento medio. Questo metodo. infatti non riesce a dare nessuna informazione sulla distribuzione sul piano degli illuminamenti ma considera solo il valore medio di illuminamento. Non sappiamo dunque se (e dove, e quanto) i valori reali di illuminamento si discostano dal valore medio.
Questo pone la più grande limitazione pratica all'utilizzo di questa metodologia di calcolo. Ha senso parlare di illuminamento medio solo quando si desidera un illuminamento molto uniforme, cioè quando si vuole che tutti i valori siano il più possibile vicini al valore medio. La dislocazione degli apparecchi evidentemente. non potrà essere che uniforme su tutto il locale, per evitare di lasciare zone di ombra.
Progettare con questo metodo, ad esempio, l'illuminazione di una vetrina, non ha alcun senso perché, in quel caso, molto probabilmente si vorranno creare degli effetti scenografici giocando su zone con illuminamenti diversificati Il metodo è molto adatto, invece, per l'illuminazione degli ambienti di lavoro (uffici, officine, capannoni ecc.), dove si preferisce, nella maggior parte dei casi dare un illuminamento generale uniforme, in modo da avere la massima libertà nella dislocazione (e in eventuali successivi spostamenti) dei posti di lavoro. Anche questa tuttavia, non può essere presa come una regola generale perché spesso si preferisce operare in modo diverso, dando una quantità maggiore di luce dove realmente serve (sui posti di lavoro) e lasciando valori più bassi sulle zone di passaggio e di servizio. In questo ultimo caso, e in tutti i casi in cui si vogliano diversificare gli illuminamenti, bisogna ricorrere a metodi di calcolo più sofisticato che non possono essere discussi in questa sede e che fanno spesso ricorso a procedure informatiche automatizzate.
Poiché i progetti sviluppati con il metodo del flusso totale devono avere una illuminazione uniforme, bisognerà che il numero di apparecchi calcolato sia disposto nell'ambiente secondo una griglia regolare.
Bisogna fare molta attenzione a scegliere apparecchi che non abbiano un fascio troppo stretto rispetto alla maglia della griglia. Questo creerebbe infatti delle zone di ombra e delle zone di illuminazione più forte. L'illuminamento medio sarebbe quello desiderato, ma non avremmo l'uniformità necessaria a garantire la correttezza del metodo di calcolo. La larghezza del fascio può essere facilmente ricavata leggendo con attenzione la documentazione fotometrica dell'apparecchio.
Dunque, se dalla lettura della curva dovesse risultare che il fascio è troppo stretto per garantire una buona uniformità, bisognerebbe ripetere il calcolo con un apparecchio più adatto o, in alternativa, diminuire la distanza fra gli apparecchi (e dunque aumentare il livello di illuminamento).
Un altro grosso limite del metodo del fattore di utilizzazione è che esso consente di calcolare solo gli illuminamenti su piani di lavoro orizzontali. In molti casi questo tipo di calcolo si rivela del tutto inadeguato. Ad esempio, per una esposizione di quadri o anche per una semplice vetrina, l'illuminamento orizzontale non è di alcuna utilità: quello che interessa conoscere è l'illuminamento sui piani verticali Anche in questi casi bisogna ricorrere a metodologie di calcolo più sofisticate.
Dunque, il metodo del fattore di utilizzazione è uno strumento semplice, veloce, affidabile ed utilissimo, purché se ne conoscano i limiti e se ne tenga conto.
