La corrente elettrica è costituita da un flusso di elettroni nei conduttori solidi e di elettroni e di ioni positivi (atomi che hanno perduto uno o più elettroni) nei gas e nei vapori. Per stabilire la possibilità di misurare la corrente elettrica (che sarà tanto più intensa quanti più elettroni saranno in movimento e viceversa) stabiliamo di chiamare Q la quantità di elettricità che circola nel circuito. Questa ha un'unità di misura fissata internazionalmente che si chiama "coulomb".

La corrente elettrica "I" (misurata in Ampere = A), è la quantità di carica elettrica che passa in un conduttore in un tempo t:
Si chiama invece tensione elettrica "V" (misurata in volt = V, l'energia "E" (misurata in joule = watt x secondi) impressa dal generatore alla quantità di carica Q:
Le tensioni delle reti di distribuzione sono di 220/380V.
Le tensioni fornite da accumulatori sono di 6, 12, 24V. Le pile forniscono tensioni ancora più basse.
Si definisce potenza "P" (misurata in watt = W), l'energia sviluppata nell'unità di tempo:
Ricordando che:
si ottiene:
cioè la potenza che è data dal prodotto della tensione per la corrente (watt = volt x ampere)
