Il Progetto Villa Lorenzi

Stefano Superbi
Progetto Villa Lorenzi

Il Progetto Villa Lorenzi, ente ausiliario della Regione Toscana, si è costituito con lo scopo di indirizzare la propria attività nel campo della prevenzione.
Partendo dall'esperienza ormai consolidata del Programma Serale che si rivolgeva a giovani che pur con esperienza di droga avevano mantenuto un lavoro si è constatato che si poteva adattare anche ai consumatori di nuove droghe e ai minori a rischio.
L'idea era di offrire uno spazio che potesse diventare un punto di riferimento per adolescenti che manifestavano comportamenti devianti e che avevano iniziato a fare uso di droghe.
Sono 4 i punti che caratterizzano i nostri interventi:

1. i gruppi di auto-aiuto.
2. un percorso che si sviluppa in tre fasi.
3. un codice di regole concordate.
4. un programma parallelo per i familiari.

Nel corso di questi anni si sono sviluppati tre programmi diversificati, quello per giovani che usano cocaina attualmente sono una decina, il centro diurno per minori a rischio attualmente 40 ragazzi per lo più provenienti dal territorio del Quartiere 5, il programma giovani per il futuro che sono circa una ventina.
Mi soffermerò sul programma giovani per il futuro.
Il programma si propone di offrire a questi giovani un ambiente educativo caratterizzato da figure di riferimento significative e costanti tali da garantire un'accoglienza adeguata, una comprensione dei vari problemi e una socializzazione efficace quale premessa per mantenere o riprendere un corso di studi o partecipare ad un progetto di formazione professionale.
In parallelo ci si propone di svolgere un'attività di sostegno e di chiarificazione delle difficoltà del giovane con la famiglia attraverso una metodologia di gruppo.
La metodologia dell'intervento è la seguente:

1. valutazione psicologica preliminare e monitoraggio durante il percorso.
2. gruppi di condivisione condotti dagli educatori.
3. esperienza di espressione emotiva condotta con tecniche psicodrammatiche adeguate all'età.
4. attività di doposcuola.
5. programmi di educazione alla legalità e alla salute (educazione sessuale).
6. coinvolgimento in attività culturali (musica, teatro, cinema, lettura).

Questo programma dimostra ancora una volta che è illusorio per non dire fuorviante, particolarmente in soggetti che hanno una vita davanti a se, trattare il sintomo della droga indipendentemente dal disagio della persona e dei fattori che l'hanno determinato.
A questo proposito ricordiamo i risultati di una ricerca americana del 1993 del dott. Krumpfer, che individuava i fattori di rischio nel periodo adolescenziale:

FATTORI DI RISCHIO PER L'EMERGENZA DI DISAGIO IN EPOCA ADOLESCENZIALE

1) Fattori nell'ambiente familiare

2) Fattori nell'ambiente scolastico

3) Fattori nell'ambiente comunitario

Quindi è importante una strategia articolata e integrata fra i vari soggetti pubblici e privati, che possano costituire una rete efficace per affrontare il disagio giovanile.
A questo proposito si ricorda il progetto in via di elaborazione che si attua con l'Azienda Sanitaria, il Quartiere 5 e l'Associazionismo giovanile in esso presente (sportivo, musicale e ambientalista) di un corso di sensibilizzazione alle problematiche dell'adolescenza per animatori giovanili.

 

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Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001