Saluti delle autorità

Angelo Passaleva
Vicepresidente della Giunta regionale e Assessore alle Politiche Sociali-Regione Toscana

Desidero innanzitutto ringraziare, e con parole non formali, gli organizzatori: soprattutto il Comune di Firenze e l'Asl 10.
Ma desidero anche entrare subito nel merito.
Nella politica di contrasto all'uso delle sostanze che creano dipendenza, la Regione Toscana ha inserito il concetto della flessibilità. I servizi, in altre parole, devono essere in grado di adeguarsi alla evoluzione dei tempi: deve quindi essere sempre vigile l'attenzione rispetto ai nuovi fenomeni via via emergenti.
Aver pensato ad un coordinamento nazionale sul tema delle nuove droghe è dunque molto significativo.
Auguro che i risultati di questa giornata possano avere una buona ricaduta - in particolare per chi ha responsabilità di indirizzo a livello regionale - per una efficace programmazione della lotta alla droga.
L'approccio ai nuovi prodotti immessi sul mercato non può certo prescindere da una attenta analisi su quelle dinamiche del mondo giovanile che possono portare all'uso delle nuove sostanze. Quindi è particolarmente sul fronte della conoscenza e anche della prevenzione che occorre impegnarsi.
E' chiaro che non va trascurato il settore del recupero, ma credo sia di fondamentale importanza mettere in atto tutte quelle azioni necessarie per la prevenzione. In questo senso la Regione Toscana è molto sensibile perché, sia nel settore della tossicodipendenza classica che in quello delle nuove sostanze, ha promosso e promuove varie sperimentazioni attraverso il Fondo nazionale di lotta alle dipendenze: iniziative che si stanno sviluppando e già si sono sviluppate in diverse realtà toscane per studiare e prevenire il fenomeno.
Desidero ricordare, in particolare, le attività intraprese da alcune Asl: non solo insieme ai cosiddetti "operatori di strada" ma anche con organizzazioni più complesse e con particolare attenzione per quelle aree e per quelle zone di aggregazione giovanile in cui il fenomeno è più facile che si presenti e si estenda. Mi riferisco ai locali da ballo.
Nessuno di noi, certo, pensa o ritiene che le discoteche siano "centrali di diffusione" della droga. Non lo riteniamo, non lo affermiamo, non vogliamo neppure che lo si pensi. Però è anche certo che le discoteche sono luoghi nei quali è più facile che certe sostanze si diffondano e si usino. Ed è altrettanto certo che un'attenzione particolare a questi luoghi di divertimento finisce per dimostrare una sua inevitabile efficacia.
Ciò si inserisce in un progetto, partito a livello nazionale, basato su un protocollo di intesa che è stato siglato dal ministero degli Interni con gli imprenditori che operano nel settore delle sale da ballo. In questo protocollo è stato raggiunto un accordo che si sta estendendo e che ha trovato già dirette applicazioni nella nostra regione: un accordo che prevede tutta una serie di interventi per ridurre il rischio del ricorso a sostanze psicotrope.
Ricordo, in particolare, il progetto portato avanti in Toscana per le discoteche della costa, soprattutto nella provincia di Grosseto: il progetto che prende nome "discoteche doc".
I locali che intendono aderire si impegnano ad assumere alcune iniziative specifiche. In primo luogo ci si indirizza verso la formazione degli operatori all'interno della discoteca, formazione ad ampio raggio che prevede la possibilità di intervento anche dal punto di vista di primo soccorso in caso di necessità, ma anche formazione al dialogo, in modo da poter stabilire contatti efficaci con i giovani acquisendo specifiche cognizioni per facilitare il rapporto interpersonale volto alla prevenzione del fenomeno tossicodipendenza.
Accanto a questa, vi sono altre azioni che chi aderisce al protocollo deve attuare; azioni di ordine anche molto pratico: consentire la presenza di operatori Asl vicino o all'interno della discoteca, predisporre locali "di raffreddamento", anticipare la chiusura della discoteca, facilitare l'uso di bevande non alcoliche, anche attraverso la riduzione dei prezzi, abbassare il volume della musica, ridurre la frequenza delle battute.
Si tratta dunque di provvedimenti assai diversi fra loro ma tutti indirizzati verso la prevenzione della tossicodipendenze.
Questa iniziativa è partita e si tratterà adesso di vederne i frutti, valutandoli con l'attenzione necessaria.
Accanto a questo, alcune Asl hanno organizzato - davanti ai locali - la presenza di mezzi mobili che consentono, per chi lo vuole, di fare una verifica rispetto al tasso alcolico. Queste unità mobili di strada possono, attraverso la distribuzione di materiale e attraverso il colloquio con i giovani, lanciare messaggi di "allerta" nei confronti dell'uso di sostanze psicotrope di qualunque origine e quindi anche delle nuove droghe.
Ritengo che i fenomeni della dipendenza siano sempre, per un motivo o per l'altro, frutto di un disagio complessivo nel mondo giovanile. Credo che ogni impegno per ridurre i motivi di disagio debba anche servire a ridurre il ricorso alle nuove e vecchie droghe.
E mi auguro che questa giornata sia davvero una giornata "di lavoro", cioè che porti alla individuazione di percorsi concreti. Credo che tutti voi siete qui perché già impegnati nei Ser.t e in tutte le altre strutture pubbliche o private: sicuramente l'apporto che in questo settore può dare il volontariato è fondamentale, è indispensabile.
Al di fuori di riferimenti ideologici, penso davvero che l'impegno concreto e quotidiano di tutti noi per far uscire chi è caduto nel tunnel della droga, o per non farvi entrare altre persone, sia comunque fondamentale. Le istituzioni pubbliche, da sole, non possono farcela. La rete dei servizi formata dalle istituzioni pubbliche, dal volontariato, dalla cooperazione sociale è dunque una ricchezza le cui maglie sono, tutte, assolutamente indispensabili per affrontare un problema così complesso, tipico della società di oggi ma che in fondo, a livelli certo assai minori e con molto minori possibilità di diffusione, è stato anche un problema del passato.
Il mio augurio di buon lavoro sta tutto nella speranza che questo impegno possa presto produrre risultati concreti a tutto servizio di un problema così delicato e che ci interroga tutti.

 

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Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001