Presentazione del
Coordinamento Nazionale Nuove Droghe.
"Nuovi modelli di intervento e ipotesi per una ricerca intervento"
Claudio Cippitelli
Presidente Associazione Parsec, Roma
Già da una breve lettura delle schede di presentazione e dei lavori
implementati o in corso di realizzazione, pubblicati all'interno del Bollettino
SIRT che avete ricevuto all'ingresso (edito dal Comune di Firenze e all'Azienda
Sanitaria 10) potete rendervi conto di ciò che sto per illustrare.
Il Coordinamento Nazionale Nuove Droghe, CNND, è un'esperienza che nasce
nel '97 su un tema adiacente ma non specificatamente ed esclusivamente legato
a quello delle nuove droghe. Il Comune di Bologna, l'Ufficio Bologna Sicura,
in quella data convoca intorno ad un tavolo una serie di esperienze, su base
nazionale, che avevano cominciato a lavorare significativamente nella notte,
intesa come nuovo spazio di vita, di lavoro e di intrattenimento. Quindi questo
cartello, che oggi per semplicità chiamiamo Coordinamento Nazionale Nuove
Droghe, nasce dal tentativo di comprendere l'inedita presenza di due fenomeni,
per lo meno di due nuovi fenomeni importanti: il primo è la nuova tematizzazione
della notte intesa come spazio non più destinato esclusivamente al riposo
o riservato per le attività ludiche di piccole fette di popolazione;
il secondo attiene ai consumi che in questo nuovo spazio liberato di socialità,
di vita, di divertimento, di loisir, si vanno manifestando, e che in qualche
modo ci interessano, ci interrogano.
In questo percorso, che ricordo parte dal '97, siamo stati aiutati a tematizzare correttamente i due fenomeni appena citati, il mondo della notte e le nuove sostanze di uso e/o abuso, dalle esperienze e dalle riflessioni di coloro che, in modo pionieristico, avevano anticipato tali temi all'attenzione del Paese: le indagini di campo, valga per tutte le ricerche realizzate dalla Cooperativa C.A.T. di concerto con l'Ufficio tossicodipendenze del Comune di Firenze; le pubblicazioni di studiosi italiani, ricordo in particolare Maria Teresa Torti con i suoi studi e ricerche sulle culture giovanili, sul mondo della notte e del ballo; il lavoro di un gruppo di professionisti e ricercatori, di cui oggi ne abbiamo in sala un'autorevole rappresentanza, il Dottor Bricolo, che ci avvertiva della comparsa e dell'uso di sostanze che evidentemente interessavano non soltanto un ambito specifico di specialisti, ma un ambito più largo.
Il cartello che presento è costituito soprattutto da operatori, cosa
cui teniamo molto, ed è una struttura che raccoglie circa quaranta realtà
che vanno dal Triveneto fino alla Sicilia, tutte persone che comunque coordinano,
osservano, lavorano, operano direttamente a contatto con il campo. Noi riteniamo
che questa sia una condizione imprescindibile per comprendere fenomeni che sono
di una mutevolezza totale, assoluta, basta guardare il panorama delle sostanze
che si sono avvicendate dal '97 ad oggi sul mercato illegale, come anche per
interpretare cosa si vada sedimentando nell'immaginario della gente, troppo
spesso influenzata da notizie di fonte giornalistica piuttosto che da considerazioni
dettate dalla consapevolezza e dalla conoscenza. Riteniamo che rispetto a questo
tipo di fenomeno non sia sufficiente solo l'azione quotidiana, l'agire quotidiano,
ma proprio perché si tratta di un cartello di operatori, sentiamo la
continua necessità di momenti di confronto che ci aiutino a prevedere
i possibili sviluppi che mutano in continuazione i contorni del fenomeno, avviando
un confronto stabile con tutti coloro che, come noi, operano in questo contesto.
La novità è che ci siamo trovati subito a ragionare e lavorare
insieme, quasi naturalmente e senza problemi di competizione, operatori dei
servizi pubblici e operatori dei servizi del privato-sociale, provenienti da
quasi tutte le regioni del centro-nord e da alcune regioni meridionali, operanti
in grandi aree urbane come in territori con caratteristiche diverse, come ad
esempio la costiera romagnola. In verità all'interno del CNND sono poche
le esperienze comunitarie, e gli interventi dei due relatori che rappresentano
due importanti realtà di comunità terapeutica sul territorio fiorentino
hanno evidenziato come dalla comunità non si riesca ad osservare quello
che realmente accade nelle aree metropolitane, in quei contesti eterotopici
che caratterizzano la notte. E' stato quindi quasi naturale il coagularsi intorno
a questa tematica, la notte e i suoi nuovi confini, le nuove sostanze e i nuovi
stili di consumo, di persone, gruppi che erano più abituati a farsi domande,
a fare ricerca piuttosto che ad avere certezze. Rispetto a questo tema credo
che una tensione ideale forte del Coordinamento Nazionale sia rappresentate
proprio dal continuare a porsi domande. Oggettivamente in questi anni di risposte
risolutorie, valide per chiunque e in qualunque situazione, non ne abbiamo potuto,
né voluto dare: abbiamo preferito offrire un mosaico di esperienze, di
ricerche e di interventi nei diversi contesti giovanili interessati dal fenomeno;
esperienze, ricerche e interventi che hanno offerto prime risposte e che hanno
contribuito a delineare metodologie, tecniche e stili di intervento adeguati
ai giovani soggetti che incontriamo quotidianamente. Compito del CNND è
stato, e sarà nel futuro, individuare, conoscere e condividere i nuovi
confini verso i quali saremo chiamati a lavorare, tentando una tematizzazione
puntuale di quello che stiamo e andremo ad osservare. Questa rete ci serve,
ripeto, sicuramente per un confronto fra di noi, ma anche per tentare un monitoraggio
costante, in itinere, di un fenomeno di cui conosciamo pochissimo i confini:
e quando parlo di fenomeno parlo allo stesso tempo di consumo di nuove sostanze,
ma anche di nuovi confini del mondo della notte e dei nuovi attori che vi partecipano,
delle nuove possibili opportunità, anche lavorative, che questo modo
sta offrendo.
Vogliamo essere anche e soprattutto un punto di riferimento per la policy
community. Siamo consapevoli che ci sono delle punte di eccellenza in questo
settore, gruppi che hanno fatto esperienze assolutamente all'avanguardia, qui
ne è stata presentata una, la Cooperativa CAT, che è stata una
fra le prime esperienze che ha pubblicato ricerche sul fenomeno; ma siamo altrettanto
consapevoli della mancanza di una fascia intermedia di operatori e di strutture
che, sul territorio nazionale, siano in grado di intervenire congruamente sul
fenomeno dei nuovi consumi, magari prendendo metodologie sperimentate da altri,
rivisitarle per riproporle, adeguandole, ai loro contesti specifici. Compito
del Coordinamento è favorire la nascita di esperienze significative in
tutte le Regioni, organizzando momenti formativi, sulla progettazione, sulla
formazione e sulla comunicazione, con il contributo di coloro che, come nella
giornata di oggi, si prestano a seguire e orientare il nostro agire quotidiano.
D'altro canto ci rendiamo anche conto che dobbiamo insistere molto sulla ricerca,
e spero che oggi pomeriggio questa cosa emerga con forza. Noi abbiamo bisogno
di continuare a ricercare per conoscere, piuttosto che tirare delle somme che
troppo spesso risultano azzardate rispetto alla complessità indiscutibile
che il fenomeno presenta. Abbiamo continuamente bisogno di conoscere, e sicuramente
l'analisi delle polveri, in altre parole la possibilità di conoscere
cosa i nostri giovani stanno consumando, non è più un obiettivo
procrastinabile: non si può fare oggi un'adeguata riduzione del rischio
se continuiamo a brancolare nel vago, se ancora non abbiamo una qualche certezza
rispetto alla quantità e qualità delle sostanze presenti sul mercato
illegale, su quelle acquistate legalmente o oggetto di mercato grigio, insomma
se non possiamo disporre di una corretta, costante, metodica ricerca su quanto
questo fenomeno si stia espandendo o modificando, insomma su che tipo di realtà
abbiamo davanti. Accanto alla richiesta che sia resa possibile l'analisi delle
polveri, avanziamo la proposta che tutte le strutture che partecipano con progetti
di prevenzione e di riduzione dei rischi all'interno delle azioni finanziate
dal Fondo Nazionale concertino, scelgano insieme una batteria di item da proporre
in tutte quante le ricerche per avere alla fine di questi progetti triennali
un insieme di dati davvero interessante su base nazionale.
Che cosa è che ci sta particolarmente a cuore: la territorialità.
Mai come nel settore delle nuove droghe abbiamo la necessità di osservare
e di partire dal territorio. Io, come altri colleghi, giriamo continuamente
il territorio nazionale, partecipiamo continuamente a convegni e momenti di
pubblicizzazione delle attività. Vedo gruppi che utilizzano lo stesso
medesimo strumento, l'unità di strada, coniugandolo davvero intelligentemente
al tipo di territorio che hanno davanti. La territorialità è uno
dei nostri punti di riferimento più importanti, non possiamo pensare
che, come è stato nel passato, sia ancora possibile utilizzare dei progetti
fotocopia che vadano bene dappertutto. Abbiamo la necessità di utilizzare
al massimo le risorse che il territorio offre, tenendo in considerazione che
la notte non si declina nel medesimo modo dovunque, conoscendo approfonditamente
le abitudini nomadiche dei giovani di riferimento, le loro abitudini, i loro
consumi, i loro modi di eccedere e di rischiare.
La riduzione dei rischi è un altro nostro paletto. Per noi fare prevenzione
è senz'altro dissuasione rispetto a consumi che riteniamo pericolosi,
e sono state qui citate alcune sostanze che fino a qualche tempo fa non erano
neanche in tabella e che noi riteniamo davvero pericolose, come riteniamo pericolosi
i mix, ma consideriamo particolarmente pericolosa una cultura che non assume
fino in fondo il concetto di riduzione del rischio rispetto a dei fenomeni e
a consumi che non risultano essere eliminabili tout court.
In questo senso ci spaventa, e credo che sia un comune sentire non solo di tutto
il CNND, un'ipotesi di protocollo Stato - Silb se questo vuole significare soltanto
e semplicemente mettere in regola alcune situazioni commerciali e isolare, emarginare,
tagliare fuori di questa concertazione delle realtà che abitano
la notte a volte con modalità più interessanti rispetto delle
situazioni commerciali.
Inoltre molti locali da ballo sono fuori del Silb, e il protocollo non coinvolge
tutte quelle attività notturne dei centri sociali, dei rave, dei technival,
degli after che collaborano ad animare la scena notturna coinvolgendo migliaia
di partecipanti. Quindi è sicuramente giusto avere un'attenzione verso
le realtà commerciali dell'industria dell'intrattenimento, ma dobbiamo
al contempo evitare la marginalizzazione o, peggio, la repressione degli altri
attori che organizzano eventi nella notte, ricercando con intelligenza le forme
di concertazione possibile.
Chi lavora nella notte sa che si sta affacciando l'uso di nuove sostanze, come
la ketamina, e accanto ad esse si assiste ad una diffusione cospicua di sostanze
che fino a ieri erano assai meno diffuse, in particolare la cocaina. Quello
che noi crediamo e proponiamo come Coordinamento Nazionale è ancora una
volta tentare di resistere a chi ci vuole costringere a ragionare ed agire secondo
la solita, vecchia logica dell'emergenza. Su questi temi, che evidentemente
coinvolgono molto più profondamente di quanto si pensi le culture dei
giovani, non possiamo pensare di rispondere ancora una volta con interventi
dettati dall'urgenza e dall'emergenza: ancora meno con la repressione del consumo.
Non rispondere secondo una logica emergenziale significa potenziare i servizi
e i progetti che in questi anni hanno costruito una presenza quotidiana nei
diversi contesti giovanili, notturni come diurni, ampliando e rendendo stabile
la presenza di operatori in grado di offrire una vasta gamma di risposte articolate;
significa evitare di far orientare le scelte di politica sociosanitaria pubblica
dai boatos parascientifici o dalla sensazione giornalistica, scegliendo , al
contrario, la seria e rigorosa ricerca. Gli strumenti per la ricerca li conosciamo,
alcuni li usiamo, si tratta di migliorarli e in qualche modo di metterli in
rete.
Vorrei farvi tornare indietro nel tempo, quando nel novembre del '99 siamo stati
tutti coinvolti in quel delirio mediatico che si è scatenato dopo l'infausto
episodio che ha visto morire un ragazzo fuori di una discoteca del Bresciano.
Voi vi ricorderete come i giornali e alcuni programmi televisivi hanno sparato
in prima pagina l'ecstasy, e quanto tale campagna di stampa ci abbia messo in
difficoltà. Bene, uno dei giornali protagonisti di quella campagna, la
Repubblica, attraverso la penna di Vittorio Zucconi ieri interrogava i lettori,
ci interrogava così: "Dove erano i Fioranti, i Brambilla i Rosolino
mentre l'Italia si svegliava ogni mattina strappandosi i capelli sulla gioventù
dell'ecstasy, dei video giochi, dei sassi tirati dai cavalcavia…" E' paradossale.
Ci chiedono conto, e chiedono conto ai loro lettori, delle campagne che gli
stessi media costruiscono di volta in volta sull'ecstasy assassina, sui sassi
assassini, ecc.. Abbiamo in questi tipi di atteggiamenti uno dei nemici fondanti
del nostro agire quotidiano. Troppo spesso le cause della scarsa comprensione
tra le generazioni la si può leggere in cronaca; l'incomprensione verso
questa generazione che ha imparato a vivere giorno per giorno, che vive un tempo
che è diverso dal tempo concettualizzato fino a qualche anno fa, che
vive step per step, come è descritto stupendamente nel volume pubblicato
dal Distretto di Rimini sulle tossicodipendenze dal titolo "Nuove droghe
vecchie idee, vecchie droghe nuove idee", rasenta un disprezzo tanto rancoroso
quanto ingiusto. Al contrario ci troviamo indubbiamente di fronte a una generazione
che ci interroga in maniera congrua rispetto al tempo, rispetto all'idea di
tempo che la generazione adulta gli consegna, rispetto all'idea di progettualità
che sembra non trovare più cittadinanza tra i "grandi". Allora
il lavoro del CNND nei prossimi anni, si spera, sarà proprio questo:
continuare a porre domande, continuare a porre quesiti, fare ricerca, interrogarsi
su una generazione che della reversibilità delle scelte sembra abbia
fatto un suo punto di forza.
Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001