II SESSIONE
"Nuove Droghe:
La Situazione Attuale"
Discussione
Carlo Calvini
Presidente Provinciale del Sindacato Locali da Ballo (S.I.L.B.)
Vi ringrazio di darmi questa possibilità. Mi chiamo Carlo Calvini, ma
per molti poteri essere il diavolo perché sono il Presidente Provinciale
del Sindacato Italiano Locali da Ballo e sono anche Vice-Presidente Vicario
del Coordinamento Regionale; ma ho anche un'altra "colpa molto grave":
sono proprietario di una discoteca che è stata inaugurata 32 anni fa,
una delle prime discoteche d'Italia, almeno uno dei primi luoghi che si differenziavano
dalle balere di una volta: la discoteca Space Elettronic di Firenze.
Un'altra colpa che ho è quella di avere aperto un altro locale a Firenze
che si chiama Maracanà, dove le persone vanno per divertirsi più
o meno tutte le sere.
Quello che vi posso dire nella mia esperienza di 32 anni di contatto con i giovani
e dopo avere visto milioni di persone passare, perché in un locale che
esiste da così tanto tempo io avrò visto passare forse quattro
o cinque milioni di persone, è che ho avuto modo di vedere tante persone
che venivano là per soddisfare un bisogno, perché giustamente
come è stato detto dal Dott. Pierini la musica
è cultura, è qualcosa che noi abbiamo dentro e di cui abbiamo
bisogno; allora io credo che le nostre strutture abbiano la funzione sociale
di fornire musica e di soddisfare a questo bisogno sociale.
Ho visto entrare tante persone che richiedevano questo tipo di servizio e le
ho viste uscire appagate, non ho visto uscire dal locale molte persone completamente
"di fuori"perché drogate o perché ubriache.
Sono contento di avere sentito affermare da altri relatori, la Dott.ssa
Tedici ed il Prof. Bricolo, che questo è
un fenomeno che riguarda una minoranza, un fenomeno parziale.
I nostri figli, ed io ho due figlie una di sedici ed una di diciotto, per fortuna
non sono tutti drogati o vittime dell'alcol e questo mi conforta, perché
la nostra condizione di operatori in questo settore è pienamente cosciente
di quella che è la realtà odierna. Se la nostra categoria è
arrivata a firmare un protocollo di intesa, lo ha fatto perché la nostra
intenzione è di continuare a fornire questo tipo di servizio, che corrisponde
poi ad un bisogno sociale, perché noi crediamo veramente che la musica
sia parte della cultura di un popolo, crediamo nel valore che ha come elemento
di comunicazione, che vale al di fuori di ogni lingua e razza, con la musica
si parla qualunque lingua e tutti recepiscono il messaggio più o meno
nello stesso modo. Credo anche, e sono a conoscenza di questo perché
sono un architetto e faccio parte della commissione di vigilanza che opera nella
provincia di Firenze, che i nostri locali lavorino in condizioni di massima
sicurezza, o per lo meno quella che si può ottenere con la tecnica di
oggi: i nostri locali hanno una sicurezza, diciamo passiva, acquisita per essere
stati costruiti in un certo modo e questo avviene non solo perché le
leggi lo impongono, ma anche perché contemporaneamente è maturata
la coscienza da parte degli imprenditori che la sicurezza rappresenti un metodo
importante di gestione.
Come è già stato riferito da alcuni relatori, in particolare dal
Prof. Bricolo, noi, come discoteche, rappresentiamo solo una parte dei luoghi
dove i giovani si incontrano e si intrattengono per soddisfare questo bisogno
di musica.
Alcuni dati possono aiutarci comprendere meglio la situazione: a Firenze ci
sono 22 discoteche, nella provincia di Firenze ce ne sono 48, in tutta la Toscana
saranno circa 450, in Italia sono 4800. Sempre in Italia i luoghi dove la gente
si aggrega sono oltre 35000, in Toscana oltre 4000, in provincia di Firenze
oltre 1300, in Firenze oltre 350.
A questo punto io suggerirei, anche a voi che siete operatori come noi e avete
a cuore questo tipo di problema, di far sì che tutti i luoghi di aggregazione
giovanile, e non solo le discoteche, siano coinvolti in questo sforzo.
Allora direi che non soltanto noi come gestori dobbiamo essere considerati coloro
che determinano questo problema; quando si parla di droga si parla di discoteca,
quando si parla di discoteca si parla di droga e questo veramente è un
aspetto grave che molti di voi continuate ad alimentare, sebbene ci sia qualcuno
che ammette che le discoteche sono solo una parte di questo meccanismo.
Per concludere vorrei specificare che nel protocollo di intesa è stato
stabilito che le discoteche debbano chiudere tutte allo stesso orario e questo
è stato un suggerimento specifico del nostro sindacato, ma in realtà
le autorità locali non lo stanno attuando; qui a Firenze, con l'Assessore
Colonna abbiamo stabilito un orario per tutto il Comune di Firenze, le 4.00
come ora di cessazione della musica, con mezzora di comporto per l'uscita.
Le cose da dire sarebbero molte, ma lascio spazio agli altri e ringrazio per
l'attenzione che mi avete dedicato.
Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001