Saluti delle autorità
Giacomo Billi
Assessore alle Politiche Socio-Sanitarie, Firenze
Nei giorni scorsi - lo raccontavo ieri in conferenza stampa - commentando questa
nostra iniziativa, qualcuno mi ha fatto notare che dovevamo smetterla di definire
nuove droghe sostanze che sono in circolazione e di cui i giovani fanno uso
ormai da molti anni. In realtà questa obiezione tutta nominalistica non
coglie né la vera sostanza del problema ne il significato profondo che
abbiamo voluto attribuire a questo momento di riflessione e di confronto. Perché
se non sono nuove le così dette droghe sintetiche è certamente
recente la sempre più ampia diffusione di questo fenomeno, sono nuovi
rispetto al passato gli stili e le modalità di consumo, è nuova
la tendenza ad assunzioni plurime senza una netta preferenza e dipendenza da
una principale sostanza con non pochi problemi sia nell'ordine della classificazione
degli eventi che dei relativi rimedi. Sono nuove insomma le caratteristiche
di fondo di questo fenomeno e di conseguenza devono essere nuove e più
efficaci le nostre contromosse. Come ci ha spiegato nel maggio scorso, con un
documento di grande interesse, la consulta nazionale degli esperti e degli operatori
delle tossicodipendenze, "il fatto che le ritualità legate all'assunzione
di queste sostanze siano profondamente diverse da quelle che hanno caratterizzato
per esempio l'assunzione di eroina e che manchino spesso evidenti e precoci
segni di astinenza ha portato queste categorie di consumatori a non viversi
come tossicodipendenti e a disertare sistematicamente i presidi pubblici e privati
esistenti, ponendo problemi ulteriori di riassetto dell'organizzazione della
risposta istituzionale". Con grande preoccupazione - prosegue il documento
di maggio della Consulta - "si deve anche segnalare il crescente aumento
nel consumo di cocaina e di sostanze eccitanti che creano e creeranno non pochi
né piccoli problemi di contenimento di comportamenti aggressivi oltre
ai non semplici problemi terapeutici e di gestione dei trattamenti. La comparsa
poi di nuove forme di comportamento ascrivibili genericamente a modalità
compulsive e a forme originali di dipendenza da comportamenti, anziché
da sostanze, sembra complicare ulteriormente il variegato e mutevole mondo del
divertimento giovanile".
Se questi sono, in estrema sintesi e senza il livello di approfondimento a cui
giungeremo nel corso della giornata, i confini del fenomeno "nuove droghe"
così come sono stati tratteggiati dagli esperti della consulta, è
evidente che si aprono scenari completamente diversi dal passato che richiedono
un radicale ripensamento delle nostre strategie di intervento, il definitivo
abbandono di certezze e postulati che la realtà e la vita quotidiana
si preoccupano di smentire regolarmente e il superamento di un dibattito politico
parlamentare viziato anche in questi giorni da un approccio ideologico vecchio
e inadeguato. Credo che al contrario ciò che serve è la consapevolezza
che di fronte ai nuovi fenomeni a cui è dedicato questo nostro convegno,
la prima risposta è il confronto laico e sereno fra i nostri diversi
modi di lavorare, l'umiltà di riconoscere che nessuno ha in tasca ricette
miracolose, la sempre più stretta integrazione fra pubblico e privato.
Sono personalmente convinto che la collaborazione tra Enti pubblici, Comunità
di recupero, Organizzazioni di volontariato e altri soggetti privati, sia, soprattutto
in questo specifico campo, la parola d'ordine da cui non possiamo assolutamente
prescindere. Ne siamo talmente convinti che abbiamo speso molte delle nostre
energie per dare vita, in una città da sempre rissosa e divisa su quasi
tutto, ad un Coordinamento comunale sulle Nuove Droghe che ha messo intorno
allo stesso tavolo i soggetti pubblici e molti soggetti privati che a vario
titolo operano in questo settore. So bene che questa nostra fatica non è
particolarmente appetibile dal punto di vista giornalistico perché risse
e polemiche fanno molto più notizia della riuscita capacità di
collaborazione fra pubblico e privato, ma rimango dell'avviso che non dobbiamo
abbandonare questa strada anche perché il Coordinamento Comunale sulle
Nuove Droghe non si sta rivelando soltanto una sede di dialogo e di confronto,
e già questo sarebbe molto, ma anche lo strumento operativo che ci consentirà
di elaborare ed attuare progetti studiati e pensati insieme. Pur con caratteristiche
e modalità operative diverse, il Coordinamento Nazionale - che sarà
presentato più tardi e che oggi riceve una sorta di battesimo ufficiale
- si muove sulla stessa lunghezza d'onda, nasce da presupposti analoghi, si
pone gli stessi obiettivi di fondo.
Lasciatemi dire da fiorentino che ha la responsabilità, ma anche l'onore
di essere parte del governo di questa città, che sono particolarmente
lieto che questa nostra iniziativa si svolga in un Palazzo e in un salone che
hanno per tutti i cittadini di Firenze un grande valore simbolico.
Lasciando la parola ad Angelo Passaleva e Paolo
Menichetti auguro a tutti voi buon lavoro e auspico che da questo Convegno
possano scaturire idee e strategie all'altezza delle grandi sfide che abbiamo
di fronte.
Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 19-04-2001