SER.T DI CINISELLO B.MO
ASL3 MILANO
L'Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Milano 3 è
costituita da 63 Comuni dislocati su un territorio vasto ed eterogeneo sia rispetto
alle caratteristiche socio anagrafiche, che economico - ambientali. E' perciò
complesso trovare punti comuni su cui costruire modalità omogenee che
possano uniformare i diversi progetti presenti sul territorio. Ciò premesso
sono state evidenziate caratteristiche che , in qualche modo, possono essere
comuni a tutte le progettazioni per ciò che attiene la programmazione
degli interventi sui nuovi consumi.
Dalla mappatura del territorio si osserva una trasformazione nelle modalità
di aggregazione informale. Rispetto a qualche anno fa gli attuali gruppi tendono
più frequentemente ad avere caratteristiche migratorie e di instabilità
tali da rendere meno identificabili le ipotesi di intervento mirate alla singola
"compagnia" di quel quartiere.
E' alla luce di questi presupposti che sono stati ipotizzati e realizzati gli
interventi nel corso degli ultimi anni. Tali interventi sono stati progettati
fin dall'inizio con il privato sociale del territorio che, per tradizione, è
sempre stato cogestore di tutte le iniziative in ambito ASL.
Interventi con i giovani
Non costituendo eccezione rispetto all'andamento nazionale, anche sul territorio
l'incidenza del fenomeno dei nuovi stili di consumo ha contribuito a modificare
consuetudini e stili di vita dei giovani consumatori.
Si è perciò cercato un approccio di interventi improntato non
solo alla discussione e/o riduzione dell'uso di sostanze, ma più "globale"
rispetto agli stili di vita tout court e ad i rischi in essi connessi. Ciò
richiede un avvicinamento alla dimensione giovanile che sappia equilibrare la
necessità di sviluppare confronti significativi e condividere esperienze,
senza rinunciare ad agire un ruolo educativo adulto che possa rendere esplicite
conoscenze e modelli di comportamento altri.
Tutte le attività proposte nelle singole progettazioni hanno cercato
di coinvolgere i gruppi di giovani non solo come fruitori, ma soprattutto come
attuatori e ideatori delle stesse.
Lo sforzo è stato, inoltre, quello di utilizzare, laddove possibile,
strumenti multimediali quali la costruzione di ipertesti, l'apertura di siti
di ricerca e discussione in Internet, e la realizzazione di un videogioco interattivo.
Ad affiancare il lavoro di strada è stato realizzato un capillare intervento
nelle scuole medie superiori del territorio che ha visto coinvolti sia operatori
del pubblico che del privato sociale, con lo scopo di aumentare le informazioni
sui diversi tipi di comportamenti a rischio sia sui nuovi consumi che sulle
malattie trasmesse sessualmente.
Particolarmente significative sono state quelle sperimentazioni che hanno visto
impegnati, sia a scuola che nel lavoro di strada, gli stessi operatori che con
il tempo sono diventati adulti riconoscibili e autorevoli. Altra particolarità
di queste équipe è stata quella di essere integrate (pubblico/privato)
e di avere quindi momenti fissi di valutazione e progettazione.
Molti degli interventi hanno utilizzato tecniche di aggregazione sul territorio
che prevedono l'organizzazione di "eventi" (concerti, avvenimenti
sportivi, iniziative culturali).
Interventi con gli adulti
Se da un lato gli adolescenti rappresentano il target prioritario delle progettazione,
dall'altro gli adulti divengono il secondo interlocutore privilegiato per avviare
processi di comprensione e di riflessione sulle problematiche giovanili.
L'adulto variamente rappresentato dalla famiglia, dalla scuola, dall'associazionismo
presente sul territorio, è il destinatario di azioni di informazione,
formazione e confronto che favoriscono un avvicinamento ad un mondo sentito
come lontano, verso il quale si sentono impreparati ed inadeguati, ed al contempo
nei confronti del quale si sentono chiamati ad intervenire a vario titolo.
Il supporto che possono fornire i cosiddetti "esperti" non diventa
più, in questa ottica, vicariante rispetto ai propri compiti. L'adulto
coinvolto diventa portatore di informazioni ed esperienze di grosso aiuto e
stimolo per "gli addetti ai lavori", cre3ando in questo modo un clima
di scambio di esperienze che, per la nostra esperienza, è l'unico favorevole
ad una costruttiva progettualità comune che salvaguardi le responsabilità
e i ruoli di ciascuno.
All'interno delle singole progettazioni sono stati previsti quindi momenti di
formazione/informazione con gruppi adulti; e lo sforzo messo in campo è
stato, da parte degli operatori, quello di coinvolgere tutti nella progettazione
degli eventi/incontri con i gruppi giovanili e nella realizzazione del materiale
informativo e degli strumenti.
Lavoro di rete
Come accennato, il nostro territorio, ha un tradizione radicata per ciò
che riguarda il processo di integrazione pubblico privato per svariate cause,
non ultima quella della discreta stabilità delle realtà presenti
e di un buon numero di operatori.
Lungi dall'essere un'isola felice, il lavoro di rete è, in ogni caso
come da qualunque altra parte, un lento e faticoso processo che vede coinvolti
non solo singoli operatori, ma anche Enti con i loro apparati e la loro burocrazia.
La frammentazione di un territorio così diversificato e geograficamente
vasto porta in sé ricchezza di esperienze, ma anche differenze socio
culturali, ambientali e di modalità di intervento strutturate negli anni.
E' lapalissiano affermare che, soprattutto a livello pratico, si sente più
facilmente la fatica rispetto alle facilitazioni che la diversità porta
insita nel proprio concetto. Tuttavia lo sforzo fatto, soprattutto negli ultimi
anni, è stato proprio quello di lavorare per obiettivi trasversali che
vedessero coinvolti tutti gli enti e le associazioni chiamate ad intervenire
sulla fascia giovanile.
Sono stati creati tavoli di lavoro progettuale per area che inizialmente hanno
avuto come unica funzione la conoscenza reciproca e lo scambio di informazioni
rispetto agli interventi portati avanti da ciascuno.
L'evoluzione di questo primo momento di lavoro ha portato, per logica conseguenza,
ad una migliore distribuzione delle iniziative sul territorio, che a titolo
esemplificativo si traduce nel non fare in due lo stesso intervento nella stessa
classe, nel non organizzare due concerti a due giorni di distanza l'uno dall'altro
ecc.
Attualmente, anche stimolati dalla legge 45 Fondo nazionale lotta alla droga,
si sta cercando di trovare criteri di valutazione dell'efficacia degli interventi
che siano comuni ad un'intera area e non più solo calibrati su singolo
progetto. Il lavoro che ci attende per la prossima progettazione sarà
quello di pianificare, nell'ambito territoriale, progettazioni mirate alle reali
esigenze della popolazione, che possibilmente tengano in considerazione della
scarsità sia di risorse umane che economiche e che quindi vadano nella
direzione dell'ottimizzazione di tali risorse.
Pagina a cura di Nicola Gambi
Data di verifica/aggiornamento: 11-04-2001