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INTOLLERANZA AGLI ALIMENTI
Dott. Antonina Chiccoli
Pediatra
di famiglia
Laura Chiesi e M. Luisa Guidotti
Dietiste Servizio Dietetico Azienda
Ospedaliera A. Meyer
L'intolleranza agli alimenti indica un'esagerazione
della risposta fisiologica ad un alimento o ad un additivo (di diversa
entità, fino a manifestazioni patologiche anche gravi).
I sintomi (orticaria, diarrea, vomito ecc..) sono molto
simili a quelli dell'allergia alimentare (pseudoallergia), ma se ne distingue
per le alcune diverse caratteristiche:
non
è causata da reazioni immunologiche
può
essere correlata a componenti presenti negli alimenti (istamina del pesce)
o può essere legata a proprietà farmacologiche sostanze
contenute nell'alimento per esempio la tiramina dei formaggi stagionati)
può
derivare da caratteristiche metaboliche peculiari dell'ospite che quindi
non può assumere certi alimenti (per esempio deficit di lattasi)
la
gravità delle manifestazioni patologiche è correlata alla
quantità di alimento assunta
L'esempio
più classico di intolleranza
agli alimenti è il deficit di lattasi.
La lattasi è un enzima che si trova sulla mucosa
della prima parte dell'intestino e che serve a spezzare il lattosio (zucchero
composto da due molecole) in zuccheri più facilmente assorbiti.
Coloro che non hanno o hanno in scarsa quantità quest'enzima non
digeriscono il lattosio che richiama acqua nell'intestino, è digerito
dai batteri intestinali in acido lattico e provoca diarrea acquosa e acida.
Il lattosio che si trova nel latte, è scisso durante la preparazione
dei formaggi o digerito dai fermenti lattici durante la fermentazione
dello yogurt. Pertanto chi presenta deficit di lattasi non può
bere latte, ma può mangiare i formaggi e lo yogurt.
Altro esempio abbastanza frequente è l'intolleranza
ai benzoati.
Il sodio benzoato è un conservante antimicotico
e antibatterico molto diffuso tra gli alimenti.
Si può trovare:
nelle
bibite gassate alcoliche e non alcoliche (aranciata, coca cola)
nella
maionese
nelle
caramelle
nelle
marmellate o gelatine
nelle
patatine fritte
COSA SONO GLI ADDITIVI?
Sostanze prive di potere nutritivo impiegate
a scopo non nutritivo, che si aggiungono in qualsiasi fase della
lavorazione alla massa o alla superficie degli alimenti per conservarne
nel tempo le caratteristiche chimiche, per evitarne l'alterazione
spontanea, per impartire loro o esaltarne favorevolmente particolari
caratteristiche di aspetto, sapore, odore e consistenza. (D.M. 31/3/65)
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