COMUNE DI FIRENZE

DIREZIONE CULTURA

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

 

DLGS 626/94 Art. 4

 

   

VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO

 

DM 10.3.98 Art. 2

PALAZZO VIVARELLI COLONNA

 

 

Firenze, 1 Settembre 2005

 

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Giuseppe Gherpelli

Ufficio di progetto tematico - Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore dell'Ufficio di progetto tematico - Cultura
Dr. Sergio Goretti

Ufficio del Sindaco

Datore di lavoro - Il Direttore dell'Ufficio del Sindaco
Dr. Claudio Martini

---------------------------------------------------------------------------------

Responsabile Prevenzione e Protezione
Dr. Mario Leoni

 

rev. VICO_ML_GG_SG_CM_VR2005SET01_01

 

PARAGRAFO

INDICE DEGLI ARGOMENTI

   

1

INTRODUZIONE.

   

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

2.02

Particolarità attuali della sede e valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

2.05

Procedura metodologica.

   

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

   

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

   

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5.05

Esposizione al rumore.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

5.11

Rischio Mobbing

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

5.13

Guida automezzi.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

5.17

Rischio Rapina.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

   

6

SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT.

   

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

   

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

   

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

   

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

   

11

RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

   
 

SOTTOSCRIZIONI

 

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

1.

INTRODUZIONE.

Il presente documento è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura in collaborazione coi Datori di Lavoro ed il Medico Competente. I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono stati consultati ed informati dei contenuti dei documenti e ne hanno copia.

Questo documento di valutazione dei rischi annulla e sostituisce integralmente il precedente.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:

Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio, espositiva o di prestito, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.

Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.

Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:

Questo documento (valutazione dei rischi) è completato dal piano di emergenza e di evacuazione che ne costituisce parte integrante.

A lato:

Ambiente del Palazzo Vivarelli Colonna ove sono disponibili fisicamente copie dei documenti di sicurezza. Nell’immagine si nota anche un estintore debitamente segnalato ed una delle indicazioni delle vie di fuga.

COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

  1. possibilità di consultazione immediata da parte dei dipendenti dato che tutte le postazioni di PC del Comune possono accedere alla rete civica.
  2. migliorare la conoscenza dei documenti ed eventuali aggiornamenti.
  3. dare la possibilità di consultazione continua anche ai datori di lavoro che operano in edifici condivisi e che, come prevede la vigente normativa (DM 10/3/98 all. 8.2), debbono collaborare tra loro.
  4. trasparenza dei documenti anche verso l’esterno.

I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

La Direzione ha anche provveduto all’inizio del 2005 alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:

  1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
  2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
  3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente, scheda di rilevazione per videoterminalisti e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.

 

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

 

 

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

Ragione sociale

 

COMUNE DI FIRENZE

     

Sede legale

 

P.zza della Signoria 1 - Firenze

     

Partita I.V.A.

 

01307110484

Direzione

 

Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)

     

Direttore-Datore di lavoro

 

DIREZIONE CULTURA Dr. Giuseppe Gherpelli

UFFICIO DEL SINDACO Dr. Claudio Martini

Uff. prog. tematico cultura Dr. Sergio Goretti

     

Medico Competente

 

Dr. Ugo Cappelli

     

Responsabile Prevenzione e Protezione

 

Dr. Mario Leoni

     

Sede Direzione

 

Via Ghibellina 30

     

Servizi

 

Servizio Musei Comunali – Servizio attività culturali – Servizio Belle arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio 3 Sedi di assessorati (cultura, partecipazione democratica, attività produttive e turismo)

     

Dirigenti dei servizi

 

D.ssa Chiaretta Silla – D.ssa Luana Bigi –

Arch. Giuseppe Cini

     

Sede dei Servizi

 

Via Ghibellina 30

     

Sede di lavoro

 

Palazzo Vivarelli Colonna

     

Indirizzo sede di lavoro

 

Via Ghibellina 30

     

Settore di competenza dei

Servizi

 

Gestione dei musei, gestione attività culturali e bibliotecarie, progettazione e direzione lavori, funzionamento assessorati.

     

Estensione sede

Metri quadrati coperti: 3.070 (stima effettuata sulle piante).

Metri cubi: 12.920 (stima effettuata per h media = 4,5 m per il fuori terra e 2,5 per i sottosuoli)

 

 

A lato: Ingresso su Via Ghibellina del Palazzo Vivarelli Colonna.

Descrizione: Trattasi della parte del Palazzo Vivarelli Colonna. Attualmente utilizzato così:

3° piano

Servizio belle arti e fabbrica di PV

Arch. Giuseppe Cini

3° piano

Direttore Direzione Cultura

Direttore Dr. Giuseppe Gherpelli

2° piano conce

Servizio attività Culturali

D.ssa Luana Bigi

2° piano procura

Servizio belle arti e fabbrica di PV

Arch. Giuseppe Cini

2° ammezzato

Servizio belle arti e fabbrica di PV

Arch. Giuseppe Cini

1° piano

Assessorato alla Cultura

Assessore Dr. Simone Siliani

1° piano

Assessorato alla partecipazione democratica

Assessore D.ssa Cristina Bevilacqua

1° piano

Assessorato alle attività produttive e turismo

Assessore Dr. Silvano Gori

Terreno

Direzione Cultura

Direttore Dr. Giuseppe Gherpelli

Terreno

Servizio Musei

Dirigente D.ssa Chiaretta Silla

Terreno

Ufficio progetto tematico cultura

Direttore Dr. Sergio Goretti

Sottosuolo

Deposito

 

ORARIO DI LAVORO ED APERTURA AL PUBBLICO:

LUNEDI' - MERCOLEDI' - VENERDI' 08.00 – 14.00  
MARTEDI' - GIOVEDI' 08.00 – 14.00 14.30 - 17.30
SABATO - DOMENICA CHIUSURA  

Per esigenze di servizio l’orario può anche variare.

Organigramma della sede e relative posizioni giuridiche ordinato per servizio e cognome alla data del 19/07/05.

Nota: PS=Progressivo Servizio – PI=Piano - 0T=Terreno – 1P Primo Piano –
2AM Secondo Piano Ammezzato – 2PC Secondo Piano lato Via delle Conce –
2PP Secondo Piano lato Procura – 3P Terzo Piano

NOTA *** La Sig.ra Morandi è in servizio da Settembre.

PS

COGNOME

NOME

QUALIFICA

LIV

SERVIZIO

PI

1

Bevilacqua

Cristina

Assessore

Ass. partec. Democratica

1P

2

Donnini

Nicoletta

Istrut. Dir. Amm.

D3

Ass. partec. Democratica

1P

3

Marino

Mario

Obiettivo Lavoro (interinale)

Ass. partec. Democratica

1P

4

Misuri

Elisabetta

Istrut. Dir. Pedag.

D3

Ass. partec. Democratica

1P

5

Morandi

Elisabetta

Resp. di Segr.

***

Ass. partec. Democratica

1P

6

Moroni

Chiara

Istrut. Dir. Amm.

D3

Ass. partec. Democratica

1P

7

Peri

Simonetta

Istrut. Dir. Cult.

D3

Ass. partec. Democratica

1P

8

Zangirolami

Alberto

Funz. Biologo

D4

Ass. partec. Democratica

1P

1

Gardenti

Daniele

Consul. Artistico

Assessorato Cultura

2PC

2

Magnelli

Daniele

Resp. di Segr.

Assessorato Cultura

1P

3

Pagani

Mauro

Consul. Artistico

Assessorato Cultura

2PC

4

Sacconi

Stefania

Operat. Qualif.

B

Assessorato Cultura

1P

5

Sforzini

Emanuela

Istrut. Dir. Cont.

D3

Assessorato Cultura

1P

6

Siliani

Simone

Assessore

Assessorato Cultura

1P

7

Vaselli

Vilma

Esecutore Polivalente

B3

Assessorato Cultura

1P

1

Campacci

Antonella

Resp. di Segr.

Assessorato Turismo

1P

2

Cau

Luciana

Istrut. Dir. Amm.

D1

Assessorato Turismo

1P

3

Franciolini

Francesca

Istrut. Dir. Amm.

D1

Assessorato Turismo

1P

4

Gori

Silvano

Assessore

Assessorato Turismo

1P

5

Panaro

Gabriella

Istrutt. Amm.

C1

Assessorato Turismo

1P

1

Damiani

Chiara

Assoc. Firenze dei Teatri

2PC

2

Noferi

Cristina

Assoc. Firenze dei Teatri

2PC

1

Ganzerli

Rosaclelia

Associazione Dialoghi

2PC

1

Crescioli

Antonella

Add. Serv. Anticamera

Direzione

0 T

2

De Luca

Marco

Esecut. Poliv.

B1

Direzione

0 T

3

Gherpelli

Giuseppe

Direttore

Direzione

3P

4

Gorelli

Stefano

Tempo Determinato

Direzione

0 T

5

Goretti

Sergio

Direttore

Direzione

0 T

6

Laera

Piero

Esecut. Poliv.

B3

Direzione

0 T

7

Leoni

Mario

Istrut. Dir. Amm.

D3

Direzione

0 T

8

Liguori

Vincenzo

Esecutore Polivalente

B4

Direzione

0 T

9

Manetti

Giulio

Istrut. Dir. Amm.

D3

Direzione

0 T

10

Papini

Mara

Istrutt. Ammin.

C1

Direzione

0 T

11

Taverni

Graziano

Add. Serv. Gen.

A3

Direzione

0 T

1

Amedei

Alessandro

Funz. Ammin.

D4

Infrastrutture Culturali

2PC

2

Bignardi

Manuela

Istrutt. Ammin.

C1

Infrastrutture Culturali

2PC

3

Fantechi

Manuela

Istrut. Dir. Amm.

D3

Infrastrutture Culturali

2PC

1

Alidori

Fulvia

Opera Arte

0 T

2

Gorla

Enrico

Opera Arte

0 T

1

Baldini

Marco

Funzionario Edile

D5

Serv. belle arti e fabb.

2PP

2

Brogi

Cristina

Istruttore Amministrativo

C1

Serv. belle arti e fabb.

2AM

3

Cestelli

Claudio

Funzionario Edile

D5

Serv. belle arti e fabb.

2PP

4

Cinanni

Giovanni

Istr. Dir. Amministrativo

D3

Serv. belle arti e fabb.

2PP

5

Cini

Giuseppe

Dirigente del Servizio

Serv. belle arti e fabb.

2PP

6

Colombi

Rita

Istruttore Amministrativo

C1

Serv. belle arti e fabb.

2PP

7

Conticini

Silvia

Istruttore Amministrativo

C1

Serv. belle arti e fabb.

2AM

8

Di Tore

Pietro

Istruttore Edile

C4

Serv. belle arti e fabb.

2PP

9

Fabbrini

Adriano

Esecutore Polivalente

B1

Serv. belle arti e fabb.

2PP

10

Ferrini

Oriella

Istr. Dir. Edile

D3

Serv. belle arti e fabb.

2PP

11

Gualandi

Daniele

Istruttore Edile

C4

Serv. belle arti e fabb.

2PP

12

Lascialfari

Emiliano

Istruttore Edile

C3

Serv. belle arti e fabb.

2PP

13

Leuzzi

Natale

Istr. Dir. Edile

D3

Serv. belle arti e fabb.

2PP

14

Licciardello

Maria Rubina

Istr. Dir. Amministrativo

D3

Serv. belle arti e fabb.

2PP

15

Monaco

Salvatore

Istr. Dir. Disegnatore Prog.

D3

Serv. belle arti e fabb.

2AM

16

Moreno

Patrizia

Funzionario Edile

D5

Serv. belle arti e fabb.

2AM

17

Mugnaini

Lucia

Istruttore Edile

C4

Serv. belle arti e fabb.

2PP

18

Occupati

Massimo

Istruttore Edile

C4

Serv. belle arti e fabb.

2PP

19

Parigi

Alessandro

Istruttore Edile

C4

Serv. belle arti e fabb.

2PP

20

Pecchioli

Paolo

Addetto serv. generali

A1

Serv. belle arti e fabb.

2PP

21

Porco

Loredana

Istruttore Amministrativo

C1

Serv. belle arti e fabb.

2AM

22

Santetti

Sergio

Istr. Dir. Amministrativo

D3

Serv. belle arti e fabb.

3P

23

Senatori

Carlo

Addetto Tecnico

B6

Serv. belle arti e fabb.

2AM

24

Trimarco

Claudio

Istr. Dir. Disegnatore Prog.

D3

Serv. belle arti e fabb.

2AM

25

Useli

Sandro

Addetto Tecnico

B6

Serv. belle arti e fabb.

2PP

26

Vertone

Domenico

Esecutore Polivalente

B1

Serv. belle arti e fabb.

2AM

1

Baggiani

Maria Grazia

Esecutore Polivalente

B3

Servizio Att. Culturali

2PC

2

Barba

Alessandro

Tempo Determinato

Servizio Att. Culturali

2PC

3

Bardazzi

Elena

Tempo Determinato

Servizio Att. Culturali

2PC

4

Biagioli

Isabella

Istrut. Dir. Amm.

D2

Servizio Att. Culturali

2PC

5

Bigi

Luana

Dirigente

Servizio Att. Culturali

2PC

6

Cappelletti

Maria Grazia

Istrut. Dir. Amm.

D3

Servizio Att. Culturali

2PC

7

Capponcelli

Marta

Istrut. Dir. Amm.

D3

Servizio Att. Culturali

2PC

8

Ciullini

Daniele

Istrut. Dir. Cult.

D2

Servizio Att. Culturali

2PC

9

Davani

Fiorella

Istrut. Amm.

C3

Servizio Att. Culturali

2PC

10

De Cristoforo

Domenico

Stagista

Servizio Att. Culturali

2PC

11

De Felice

Alessandra

Istrut. Amm.

C3

Servizio Att. Culturali

2PC

12

Ducci

Caterina

Istrutt. Dir. Amm.

D1

Servizio Att. Culturali

2PC

13

Guidoboni

Gianfranco

Istrut. Dir. Amm.

D3

Servizio Att. Culturali

2PC

14

Hollesch

Susanna

Istrut. Dir. Cult.

D3

Servizio Att. Culturali

2PC

15

Iribas

Patricia

Stagista

Servizio Att. Culturali

2PC

16

Mirale

Francesca

Istrut. Dir. Amm.

D3

Servizio Att. Culturali

2PC

17

Recchia

Mariella

Istrut. Dir. Amm.

D3

Servizio Att. Culturali

2PC

18

Renzi

Maria

Addetto Amministrativo

B5

Servizio Att. Culturali

2PC

19

Sgherri

Paola

Istruttore Ammin.

C2

Servizio Att. Culturali

2PC

20

Valori

Silvia

Funz. Cont.

D4

Servizio Att. Culturali

2PC

1

Baldeschi

Daniele

Addetto Amm.

B5

Servizio musei

0 T

2

Cantini

Simonetta

Istrutt. Dir. Amm.

D3

Servizio musei

0 T

3

Gozzi

Silvia

Istrutt. Dir. Amm.

D2

Servizio musei

0 T

4

Magro

Antonella

Istrut. Dir. Amm.

D1

Servizio musei

0 T

5

Margheri

Gabriella

Funz. Ammin.

D4

Servizio musei

0 T

6

Pini

Serena

Istrutt. Ammin.

C4

Servizio musei

0 T

7

Piselli

Leonardo

Add. Serv. Gen.

A3

Servizio musei

0 T

8

Silla

Chiaretta

Dirigente

Servizio musei

0 T

9

Sorrentino

Sara

Istrutt. Dir. Amm.

D2

Servizio musei

0 T

10

Varesi

Roberta

Istrutt. Ammin.

C1

Servizio musei

0 T

1

Bollella

Patrizia

Stagista

Stagista

3P

2

Ferrari

Roberto

Stagista

Stagista

3P

1

Francini

Carlo

Istr. Dir. Edile

D3

Uff. Patrimonio UNESCO

1P

1

Fontanelli

Rosella

Istrut. Dir. Cult.

D3

Uo com. e coop. Culturalre

0 T

2

Forni

Vanna

Istrut. Dir. Cult.

D3

Uo com. e coop. Culturalre

0 T

3

Granelli

M. Francesca

Istrut. Dir. Cult.

D3

Uo com. e coop. Culturalre

0 T

4

Lotti

Marcello

Funz. Ammin.

D3

Uo com. e coop. Culturalre

3P

5

Pellerito

Maria Pia

Esecutore Polivalente

B1

Uo com. e coop. Culturalre

0 T

Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti diretti del Comune si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).

Le 103 unità di personale presente sono allocate come segue:

  • 26 persone al piano terra
  • 19 persone al piano primo
  • 8 persone al piano secondo ammezzato
  • 28 persone al piano secondo lato Via delle Conce
  • 17 persone al piano secondo lato Procura
  • 5 persone al piano terzo

Incaricati del servizio di primo soccorso sanitario:

1

BIAGIOLI

ISABELLA

ATTIVITA' CULTURALI

2

CANTINI

SIMONETTA

MUSEI

3

Cinanni

Giovanni

Serv. belle arti e fabb.

4

CONTICINI

SILVIA

Serv. belle arti e fabb.

5

di tore

Pietro

Serv. belle arti e fabb.

6

DUCCI

CATERINA

ATTIVITA' CULTURALI

7

FORNI

VANNA

UFF. PROM. SVIL.

8

GRANELLI

FRANCESCA

UFF. PROM. SVIL.

9

GUIDOBONI

GIANFRANCO

ATTIVITA' CULTURALI

10

HOLLESCH

SUSANNA

ATTIVITA' CULTURALI

11

LAERA

PIERO

DIREZIONE

12

Leoni

Mario

DIREZIONE

13

Mirale

Francesca

ATTIVITA' CULTURALI

14

MORANDI

ELISABETTA

ASS. PARTEC. DEMOCRATICA

15

OCCUPATI

MASSIMO

Serv. belle arti e fabb.

16

PARIGI

ALESSANDRO

Serv. belle arti e fabb.

17

PECCHIOLI

PAOLO

Serv. belle arti e fabb.

18

PORCO

LOREDANA

Serv. belle arti e fabb.

19

RENZI

MARIA

ATTIVITA' CULTURALI

20

SANTETTI

SERGIO

Serv. belle arti e fabb.

21

SENATORI

CARLO

Serv. belle arti e fabb.

22

USELI

SANDRO

Serv. belle arti e fabb.

23

VERTONE

DOMENICO

Serv. belle arti e fabb.

Il personale suindicato ha seguito o seguirà a breve il corso BLS in collaborazione con la ASL.

Incaricati del servizio di emergenza antincendio:

1

BIAGIOLI

ISABELLA

ATTIVITA' CULTURALI

2

CANTINI

SIMONETTA

MUSEI

3

Cinanni

Giovanni

Serv. belle arti e fabb.

4

di tore

Pietro

Serv. belle arti e fabb.

5

DUCCI

CATERINA

ATTIVITA' CULTURALI

6

FONTANELLI

ROSELLA

UFF. PROM. SVIL.

7

FORNI

VANNA

UFF. PROM. SVIL.

8

GRANELLI

FRANCESCA

UFF. PROM. SVIL.

9

HOLLESCH

SUSANNA

ATTIVITA' CULTURALI

10

LAERA

PIERO

DIREZIONE

12

Leoni

Mario

DIREZIONE

13

Mirale

Francesca

ATTIVITA' CULTURALI

14

OCCUPATI

MASSIMO

Serv. belle arti e fabb.

15

PARIGI

ALESSANDRO

Serv. belle arti e fabb.

16

PORCO

LOREDANA

Serv. belle arti e fabb.

17

RENZI

MARIA

ATTIVITA' CULTURALI

18

SANTETTI

SERGIO

Serv. belle arti e fabb.

19

SENATORI

CARLO

Serv. belle arti e fabb.

20

VERTONE

DOMENICO

Serv. belle arti e fabb.

Il personale suindicato ha avuto o avrà a breve la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO.

Al riguardo del rischio incendio si veda il punto 8 del documento.

Sul Documento di Evacuazione di Emergenza sono indicati gli incarichi specifici ed i nominativi di coloro che ne sono assegnatari.

2.02

Particolarità attuali della sede e valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06, quella seguente è una stima sull’affollamento effettivo.

Le 103 unità di personale formalmente presenti, per la turnazione della portineria e per eventuali assenze per ferie, malattia o servizio esterno ben difficilmente saranno presenti tutte assieme per cui l'affollamento medio lo si può ritenere al 90% del massimo teorico per cui risulta:

MASSIMO TEORICO

Tutto il personale presente

103

MEDIO

Presenza del 90% del personale

93

Nel Palazzo possono esservi visitatori nei vari uffici ed anche in questo caso vi può essere un'ipotesi massima ed una media:

MASSIMO

4 visitatori per ogni assessorato, per la direzione e per ogni servizio

28

MEDIO

2 visitatori per ogni assessorato, per la direzione e per ogni servizio

14

Quindi nel Palazzo possono trovarsi al massimo 131 persone, ma mediamente l'affollamento sarà di 107 persone.

Occasionalmente possono verificarsi eventi nella sala degli specchi al 1° piano (conferenze, riunioni, presentazioni) che implicano un affollamento concentrato in un solo ambiente del Palazzo, al punto 8.06 del documento viene esaminato questo aspetto.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.

A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.

In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

Il palazzo è stato restaurato per ricostruirne il più possibile l’aspetto storico originale e l’abbattimento delle barriere architettoniche. Il Palazzo deve tuttavia essere ancora sottoposto a lavori di adeguamento.

Per la realizzazione del presente documento si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.

2.05

Procedura metodologica.

Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:

1 Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.

2 L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.

3 L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.

4 Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5 Esposizione al rumore.

6 L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.

7 Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

8 L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

9 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

10 Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.

11 Rischio Mobbing.

12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.

13 Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.

Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:

14 Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone.

15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.

16 Possibilità di rapine.

17 Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.

Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:

  1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
  2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
  3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
  4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
  5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
  6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.

Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:

  1. il tipo di attività;
  2. i materiali immagazzinati e manipolati;
  3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
  4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
  5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
  6. il numero dei presenti, sia dipendenti che visitatori, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.

 

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

Le attrezzature elettriche utilizzate in questa sede sono i PC dotati di terminale video, fotocopiatrici, climatizzatori, ventilatori e aspirapolvere. Di fatto tutto il personale utilizza i videoterminali. A questo proposito si veda il punto 6 del presente documento.

Presso la Direzione Beni e Servizi, la segreteria dei servizi e della Direzione sono comunque disponibili gli inventari dei beni durevoli disponibili.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.

Il complesso di pronto soccorso è situato nei locali della segreteria della Direzione ed il personale ne conosce l’ubicazione.

Il contenuto minimo è basato anche sulle indicazioni dai medici competenti del Comune di Firenze ed è indicato sul contenitore medesimo.

Il contenuto minimo risulta il seguente:

Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.

 

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

In questa sede il personale svolge tipica attività impiegatizia d'ufficio, i tecnici del servizio belle arti i e fabbrica di Palazzo Vecchio hanno anche compiti di progettazione, gli addetti ai servizi generali hanno compiti di custodia, sorveglianza e portineria.

La pulizia dei locali viene effettuata da un'impresa esterna (vedi punto 5.09 del documento). Normalmente è effettuata manualmente, l'impiego di attrezzatura elettrica è solo occasionale. L'attrezzatura elettrica è costituita da normale aspirapolvere che non introduce nè rischio dovuto all'utilizzo nè un consistente rischio di incendio.

Dalle interviste effettuate al personale risulta una discreta coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata al punto 2.01 del documento.

 

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

Il registro degli infortuni della direzione cultura evidenzia tra il personale operante nella sede in oggetto 13 infortuni negli ultimi 5 anni.

Gli infortuni sono ripartibili nelle seguenti casistiche:

1

Infortuni in itinere

5

2

Infortuni durante servizio esterno (non nella sede)

6

3

Infortuni avvenuti nella vecchia sede di Via S. Egidio

1

4

Infortuni avvenuti all’interno della sede

1

Nel prospetto seguente si riportano gli estremi dell’infortunio effettivamente avvenuto nella sede di lavoro fino alla data del 20/07/2005:

DATA

*

*

ETA'

GIORNI

1

17/02/00

P

R

63

Inciampava cadendo sulle scale di ingresso di Via Ghibellina

TRUMA CRANICO CON FERITE

16

* In ottemperanza alle normative sulla privacy sono state riportate sole le iniziali degli infortunati.

N.B. l’età è quella del momento dell’incidente

Nella sede è avvenuto quindi un solo infortunio e con conseguenze di lieve entità. Non si evidenziano quindi infortuni ciclici e ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.

Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

5.05

Esposizione al rumore.

L’esposizione al rumore è definibile contenuta in quanto il complesso è in appoggio su un lato ed ha il giardino sul retro. Gli altri due lati si affacciano l’uno su Via delle Conce (strada relativamente tranquilla) e l’altro su Via Ghibellina ove saltuariamente il passaggio dei bus può provocare rumorosità.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

La movimentazione di materiali può aversi solo occasionalmente e comunque è relativa a piccoli manufatti non particolarmente infiammabili come scatole depliants o materiali promozionali, non rappresenta quindi un rischio consistente.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

In questa sede di lavoro l'attività ordinariamente svolta non comporta lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.

Alcuni dei tecnici che hanno l’ufficio in questa sede possono svolgere compiti pericolosi durante i sopralluoghi nei cantieri di cui dirigono i lavori, tali eventi avvengono quindi in luoghi diversi dalla sede di lavoro.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

In questa sede di lavoro, di fatto tutto il personale, opera con PC e terminali video. Le postazioni di lavoro sono state quindi adeguate alla loro funzione e dotate di sedie ergonomiche.

Il personale è informato sulla corretta illuminazione e disposizione del video dal Medico Competente che cura anche la sorveglianza sanitaria (vedi punto 6 del documento).

Sotto:particolare dell’illuminazione degli uffici.

Sotto: elemento di personale che opera con PC.

Il personale ha ricevuto inoltre una nota informativa predisposta dal Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze su cui è ben illustrata l'organizzazione dei posti di lavoro dotati di VDT secondo il DM 2/10/00 (vedi ultima parte del punto 1 INTRODUZIONE).

L’illuminazione delle postazioni di lavoro del Servizio musei è stata recentemente adeguata anche in collaborazione con gli RLS.

 

 

A lato: una delle lampade a luce diffusa negli ambienti del servizio musei, si nota anche uno dei cartelli che indicano le vie di fuga.

 

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

Il lavoro si svolge all'interno del Palazzo, quindi in locali chiusi di grande cubatura per cui talvolta possono esservi lievi difficoltà di climatizzazione.

Pur non esistendo rischi climatici per migliorare ulteriormente il confort dei lavoratori si sono adottate le seguenti misure:

Queste apparecchiature introducono un rischio elettrico e d’incendio che sarà valutato nel punto 8.03 del presente documento.

I servizi igienici sono così costituiti:

TERRENO

   
1 bagno portineria  
1 bagno Direzione con finestra attrezzato per handicap
1 bagno Direttore con finestra  
4 bagni Musei con finestre 1 attrezzato per handicap

1° PIANO

   
5 bagni uffici con finestre 1 attrezzato per handicap

2° PIANO

   
5 bagni uffici con finestre 1 attrezzato per handicap

2° PIANO LATO PROCURA

   
1 bagno con finestra attrezzato per handicap

2° PIANO LATO VIA DELLE CONCE

   
1 bagno rosa con finestra  
1 bagno verde con aspiratore  
AMMEZZATO    
3 bagni uffici con aspiratore 1 attrezzato per handicap

3° Piano

   
1 bagno con finestra  

Pulizie:

Effettuate da ditta esterna manualmente e con l’uso di macchine per lavatura o normale aspirapolvere.

Catania Multiservizi

Via Aldebaran 11

95127 Catania

095.7530511

Datore di lavoro: Avv. Mario Arena

Gli interventi di pulizia sono previsti giornalmente dal Lunedì al Venerdì.

Per i dettagli degli interventi è disponibile il capitolato presso la Direzione.

Se necessario talvolta il personale provvede a piccole pulizie.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 51 della L. 3/03, L. 584/75, Dir. D.P.C.M. del 14/12/95 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

VIETA DI FUMARE

IN TUTTI I LOCALI CHIUSI, BAGNI INCLUSI, CHE SIANO APERTI AL PUBBLICO O MENO.

Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori e dovrà essere evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

All’interno del Palazzo Vivarelli Colonna non è quindi consentito fumare.

I fumatori potranno farlo negli spazi interni prospicienti il giardino ossia:

  1. la corte con colonnato davanti alla vetrage principale dell’ingresso
  2. la corte con fontana davanti al Servizio Musei

Sotto: un dipendente che opera con PC, si nota il cartello di divieto di fumo su piantana ed un climatizzatore.

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).

La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

In questa sede di lavoro la superficie e le cubature (1.500 mq e 6.750 mc vedi punto 2.01 e 2.02) sono abbondantemente sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.

Esame della geometria delle scale presenti nel Palazzo:

DESCRIZIONE

PEDATA

ALZATA

LARG.

NOTE

Scala al piano strada

36

21

188

3 gradini

Scala interna ingresso

37

13

230

4 gradini

Scala principale fino al 2° piano

37

15

135

2 corrimano

Scala principale 2° piano -> 3° piano

31

18

130

1 corrimano

Scalone (con tappeto rosso)

35

15

248

2 corrimano

Scala sottosuolo lato portineria

30

21

96

1 corrimano

Scala sottosuolo dietro ascensore

28

22

80

Con corrimano

Scala sottosuolo lato Via delle Conce

33

20

76

Con corrimano

Gradini stanza del 3° piano

30

19

80

4 gradini

Scala 3° -> 2° piano

31

20

136

Con corrimano

Scala 2° piano sx -> 2° dx

31

20

121

Con corrimano

Scala 2° piano -> ammezzato

28

18

85

Con corrimano

Gradini fondo corridoio ammezzato

28

19

84

4 gradini Con corrimano

Scala principale si Via Ghibellina 28

30

20

117

Con corrimano

Le scala risultano di varie misure sia per esigenze estetiche (come lo scalone) che per esigenze di spazio (le scale di accesso ai sottosuoli).

Le misure non sono tutte adeguate a quanto previsto dai manuali professionali, pedata 28-30, alzata 16-18. Sono comunque dotate di corrimano.

Le scale sono utilizzate sia dal personale che dei visitatori tranne che quelle di accesso al sottosuolo, che vengono usate solo dai dipendenti e dai tecnici addetti alla manutenzione.

Il parapetto del pianerottolo alla sommità della scala principale e quello della porta finestra sono di altezza inferiore al metro.

In ottemperanza al DPR 547/55 art. 26 punto b è previsto l'intervento riportato al punto 9 del presente documento.

Al riguardo delle superfici vetrate di spessore inadeguato, in ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…), i vetri inadeguati debbono essere sostituiti i con quelli di sicurezza.

Come specifica il DPR 303/56 all’art. 7 appare chiaro che tutte le superfici vetrate fino all’altezza di un metro debbono necessariamente essere di sicurezza. La legge postula comunque che l’altezza minima di un metro può essere elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangono feriti qualora esse vadano in frantumi.

Dato che esistono diversi precedenti di cadute di schegge di cui uno con infortunio si ritiene di individuare i due seguenti requisiti di pericolosità per le finestre:

  1. indipendentemente dall’altezza di collocazione, se apribile e quindi soggetta a potenziali sbattimenti.
  2. in caso di rottura possibile caduta di frammenti e schegge su passaggi o comunque luoghi su cui vi si possano trovare o transitare persone.

Occorre quindi intervenire su:

Per le superfici indicate è previsto un intervento al punto 9 del documento.

In ogni caso tutte le superfici vetrate che arrivino sino ad altezza inferiore al metro o rispondano ai quesiti di pericolosità indicati debbono essere rese di sicurezza qualora non lo siano già.

5.11

Rischio Mobbing

Il mobbing normalmente è causato da azioni ostili e ripetute effettuate per un lungo periodo da una o più persone dirette sistematicamente contro un individuo.

I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.

Da colloqui effettuati con i dipendenti e frequenti visite negli ambienti di lavoro da parte del responsabile prevenzione e protezione in concerto col medico compente, del datore di lavoro e dai vari dirigenti non sono emersi ad oggi sintomi che possono far prevedere casi di mobbing.

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

In questa sede di lavoro l'attività è svolta all’interno dell'immobile.

Il giardino, con piante ad alto fusto, occasionalmente può essere frequentato da persone ed inoltre periodicamente è aperto al pubblico.

Occorre quindi che il ns. personale collabori con gli addetti alla manutenzione del verde al monitoraggio dell'alberatura del giardino per evitare il rischio di caduta accidentale di rami.

5.13

Guida automezzi.

Gli automezzi sono utilizzati quotidianamente, si tratta di normali autoveicoli e motoveicoli di cui alcuni a trazione elettrica di proprietà del Comune di Firenze, generalmente usati per effettuare sopralluoghi, accompagnamento di personale, movimentazione di materiale cartaceo o complementi di arredo.

Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:

  1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria B o superiore in corso di validità. Impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica, delle limitazioni di velocità e l’utilizzo delle cinture di sicurezza o del casco.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

Negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.

In questa sede di lavoro esiste un solo precedente non molto rilevante e senza conseguenze.

Il comportamento da tenere è comunque il seguente:

a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.

E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
  2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
  4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
  5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.
  2. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.

  3. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  4. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  5. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  6. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  7. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
  8. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  9. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.

Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:

  1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
  6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

 

5.17

Rischio Rapina.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Dato che in questa sede non viene effettuato maneggio valori una rapina potrebbe essere effettuata solo a danno di valori propri di dipendenti o visitatori. Il rischio rapina è quindi da ritenersi basso.

In caso di rapina occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello necessario in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

  1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
  2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
  3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
  4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
  5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.
  7. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.

  8. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia

113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

Data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.

In questa sede di lavoro esiste un precedente avvenuto nel 2002. In una busta della posta in arrivo fu rilevata la presenza di polvere rivelatasi poi innocua.

Generalmente gli agenti chimici o batteriologici si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).

L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.

Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.

In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o se di piccole dimensioni anche il cestino dei rifiuti o altro.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

Lavare le mani con acqua e sapone.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.

Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.

Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.

In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone.
Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.

Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.

 

6

SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

Il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici compet Il Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT.

Queste (ora disponibili anche sulla rete civica del comune di Firenze a cura del Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione) vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.

Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

NOTA:

Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:

 

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.

Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.

 

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia… ).

La valutazione del rischio d’incendio ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.

In questa sede sono installati i naspi.

Gli estintori sono correttamente installati e segnalati.

Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

 

Sotto: la cabina elettrica nel giardino, sulla destra tre estintori nella custodia da esterno.

In questa sede, durante i lavori di adeguamento effettuati, si è provveduto a:

    1. Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

L’attività è tipicamente quella impiegatizia e di progettazione per parte del personale del Servizio belle arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio. Gli addetti ai servizi generali hanno compiti di portineria.

La pulizie sono effettuate da una società esterna come gia specificato.

L'orario di lavoro/apertura della sede è così articolato:

Personale impiegatizio:

 

Mattina

Pomeriggio (normalmente martedì e giovedì)

08.00 - 14.00

14.30 - 17.30 Il personale delle segreterie può permanere fino alle 19

   

Sabato e Domenica:

Chiusura completa.

   

Addetti ai servizi generali:

 

Orario articolato su due tipologie: 7.30-13.30 e 9-19 con un’ora di pausa pranzo.

Il personale si alterna nelle tipologie di orario in modo da coprire ogni giorno dalle 7.30 alle 19 e di essere in servizio individualmente per 36 ore settimanali.

Per chiarimenti la segreteria della direzione potrà fornire tutti i dettagli.

Per esigenze di servizio talvolta l'orario può subire variazioni.

Non esistono:

Per la realizzazione dell'attività sopradescritta, nella sede possono trovarsi 103 unità di personale (come già esposto nell'organigramma) più un numero massimo di visitatori stimato in 28.

I rischi d’incendio legati al tipo di attività sono contenuti.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per materiali utilizzati per le pulizie, ripostigli con materiale cartaceo, arredi lignei o materiale comunque infiammabile.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio dei materiali per le pulizie.

Informare il personale dell’uso a soli fini di pulizia del materiale ed evitarne l’uso come fonte di calore, fornellini per caffè o simili.

Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali

Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico.

Prodotti infiammabili nei magazzini

Ridurre al minimo la quantità rispetto alle esigenze di utilizzo. Verifica dell’effettiva necessità di conservazione dei materiali ed in caso contrario provvedere allo smaltimento.

Innesco causato da sigarette

Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali (vedi anche il punto 5.09 bis del presente documento).

Innesco dovuto a cestini dei rifiuti

Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

L’attività come già sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature che possano introdurre rischi particolari.

In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.

Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

Talvolta vengono utilizzate stufe, climatizzatori e ventilatori è quindi opportuno valutare il rischio d’incendio o d’innesco soprattutto dovuto alla parte elettrica degli apparati.

E' necessario che i dipendenti che eventualmente utilizzano le stufe le dispongano distanziate dal materiale infiammabile e controllino che siano spente al termine del turno di lavoro prima di lasciare l’immobile.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio delle stufe elettriche, dei climatizzatori o dei ventilatori.

Il personale non rimuove parti o pannelli di protezione soprattutto della parte elettrica degli apparecchi. Utilizza prese elettriche dotate di conduttore di terra e protette da differenziale e sezionatore generale.

Innesco dovuto a guasto delle stufe al di fuori dell'orario di lavoro.

Il personale verifica che gli apparati siano spenti prima di lasciare l'ufficio al termine del turno di lavoro.

Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe.

Disporre l’apparato distante da arredi lignei e dai libri (anche per ragione di conservazione dei medesimi), possibilmente vicino alle pareti ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero dei cavi elettrici e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta.

Incendio di parti di arredo o materiali cartacei.

Evitare che in prossimità degli arredi o materiali cartecei vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Fare osservare il divieto di fumare come da relativa cartellonistica esposta.

Nel giardino è presente una centrale termica che alimenta l’impianto di riscaldamento di tutto il palazzo.
L’impianto alla data del 26/7/5 risulta affidato alla:

COFATHEC SERVIZI S.p.A. che ha la responsabilità degli interventi di riparazione e manutenzione dell’impianto.
Indirizzo: Via Danubio 12 – Sesto Fiorentino FI – tel. 055.30211 – 055.3436477
Responsabile di Area Ing. Stefano Dunin

 

A lato: l’ingresso della centrale termica con estintori all’interno ed uno installato nella custodia da esterno.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

Questo edificio rappresenta un tipico esempio di palazzo signorile fiorentino, sorto e cresciuto in contiguità con l’originario monastero delle Murate; ubicato nell’ultima parte di via Ghibellina si sviluppa, con l’annesso giardino, tra via Delle Conce e via Dell’Agnolo. Il palazzo si sviluppa su tre piani fuori terra ed al piano nobile troviamo numerose sale affrescate e decorate con stucchi di pregevole fattura.

Nell’edificio esiste anche un piano interrato dove si trovano alcuni locali adibiti a deposito di materiale cartaceo.

La struttura è completamente in muratura e pietra vi sono alcuni rivestimenti ed alcuni soffitti in legno che comunque sono piuttosto alti.

I rischi d'incendio dovuti a caratteristiche e materiali sono quindi bassi.

E' comunque opportuno usare le cautele già esposte nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

Entrando dal portone principale, l’edificio risulta così distribuito:

Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un’eventuale esodo, che dovranno quindi essere valutati.

 

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

1

Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali.

Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.

2

Pavimento in cattivo stato di manutenzione o inserti in legno sconnessi.

Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario.

3

Insufficiente illuminazione delle vie di uscita.

Illuminazione delle vie d’uscita con illuminazione d’emergenza.

Ascensori

Nel palazzo si trovano due ascensori utilizzati sia dal personale che dal pubblico che permettono anche il superamento delle barriere architettoniche. Il personale è avvertito che detto impianto non deve essere utilizzato in caso d'incendio e per il pubblico è esposta adeguata segnaletica fotoluminescente.

A lato: uno degli ascensori con relativa segnalazione di emergenza.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo complesso, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo influenzata dalle caratteristiche strutturali.

Valutazione dell'affluenza ammissibile nell'immobile.

Questo complesso è situato in posizione centrale, svolge la normale funzione di sede di uffici comunali con un'affluenza di visitatori piuttosto bassa; quest’ultima può aumentare in caso di manifestazioni od iniziative culturali, che si svolgono nel salone degli specchi (ex sala da ballo) posto al piano primo (a fine paragrafo seguono le specifiche per l'utilizzo del salone durante questi eventi).

Da un punto di vista della motilità dei presenti è da tener conto di quanto segue:

  1. Nessuna delle unità in servizio ha dichiarato di avere problemi di motilità o turbe di natura psichica che potrebbero ostacolare un eventuale esodo o lo svolgimento di compiti di prevenzione incendi e pronto soccorso.
  2. Il palazzo è comunque attrezzato per il superamento delle barriere architettoniche quindi possono trovarsi all’interno persone con difficoltà di deambulazione e ridotte capacità motorie.

Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.

Per questa stima si segue il punto 3.5 del DM 10/03/98 che commisura l'affollamento massimo alle capacità di deflusso del sistema.

Le vie di uscita sono le seguenti:

  1. Porta principale di uscita del palazzo su via Ghibellina, avente una larghezza di 186 cm, pari a 3 moduli unitari, con una capacità di sfollamento di 150 persone.

Dato che il DM 10.3.98 art. 3.11 non consente di utilizzare porte scorrevoli prive di meccanismo di apertura a spinta lungo le vie di fuga sono state adottate le seguenti misure sostitutive:

  • Utilizzo della porta a vetri che dall’ingresso conduce nel giardino. Questa porta ha una luce minima di passaggio di 220 cm e garantisce una capacità di sfollamento lievemente superiore o almeno equivalente alla porta principale.
  • All’inizio dell’orario di utilizzo del Palazzo Vivarelli Colonna il personale di portineria provvede allo sblocco della serratura della porta in modo che sia facilmente apribile dall’interno. La porta potrà essere richiusa al termine dell’orario di utilizzo.
  • Nel giardino, già luogo sicuro dinamico, a fianco dell’uscita su Via delle Conce è stata apposta una cassetta con vetro frangibile contenete la chiave per permettere in ogni momento l’apertura dall’interno.

Di fatto, in caso di necessità, anche se non rispondente perfettamente alla normativa perché di altezza inferiore ai 2 metri, è utilizzabile anche la porta riservata al superamento delle barriere architettoniche che consente di uscire su Via Ghibellina 28.

  1. Porta su via delle Conce, avente una larghezza di 125 cm , pari a 2 moduli unitari, con una capacità di sfollamento di 100 persone. Questa uscita è utilizzata soprattutto dai dipendenti del Servizio Musei. Per questa porta è previsto un intervento per renderne più facile e sicura l'apertura dall'interno, vedi punto 9 del documento principale
  2. Uscita su Via Ghibellina 28 con dimensione minima di passaggio di 117 cm. Pari a 2 moduli unitari (come previsto dal DM 10.3.98 art. 3.5 punto c rientrante nella tolleranza del 5%) con capacità di sfollamento di 100 persone..

Questa uscita è utilizzata soprattutto dal personale del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio.

Esame delle portate delle vie di fuga ai vari piani del palazzo

Piano secondo e terzo

Da questo ambiente si possono utilizzare tre vie di fuga distinte

  1. La scala di servizio, dimensione minima di passaggio di 103 cm. (1 modulo unitario).
  2. La scala di servizio del n. 28, lato Procura, dimensione minima di passaggio di 117 cm. (2 moduli unitari come previsto dal DM 10.3.98 art. 3.5 punto c rientrante nella tolleranza del 5%)
  3. La scala a "chiocciola", lato Via delle Conce, dimensione minima di passaggio di 60 cm.

Le vie di fuga, anche non considerando la scala a chiocciola che non risponde pienamente al requisito di larghezza prevista e non è agevolmente percorribile, costituiscono 3 moduli di uscita con una capacità di deflusso di 150 persone.

Come previsto dal comma E, punto 3.7 del D.M. 10/03/1998, sui piani è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Sotto: le vie di fuga rispettivamente dal terzo e secondo piano verso la scala di servizio con relativi cartelli di segnalazione.

Piano primo

Da questo piano, oltre che la scala a chiocciola non considerata per le ragioni suesposte, si possono utilizzare due uscite che portano a due vani scala distinti, la prima alla scala di servizio (larghezza minima 107 cm), la seconda allo scalone (larghezza minima 110). Le vie di fuga costituiscono due moduli di uscita con una capacità di deflusso di 100 persone. Tenendo conto che la via di fuga per la scala di servizio, che serve tra l’altro l'ex sala da ballo, ha un apertura di 68 cm che non risponde pienamente al requisito di larghezza prevista e non è agevolmente percorribile, è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 100 a 90 persone (riducendo del 20% la portata dell'uscita sulla scala di servizio) al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7 del D.M. 10/03/1998, al piano è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per di ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano terra

A questo livello possono essere utilizzare 3 uscite:

  1. la porta su via delle Conce, larghezza minima 125 cm, 2 moduli.
  2. Il portone principale, ora integrato dalla via di fuga aggiuntiva sul giardino di 220 cm. di larghezza, 3 moduli.
  3. La porta su Via Ghibellina 28 passaggio minimo 177cm, 3 moduli .

Le vie di fuga costituiscono 8 moduli d'uscita pari a 400 unita di deflusso massimo ammissibile. Tenendo conto che la porta su via delle Conce non è perfettamente rispondente alla norma (doppia con entrambe le aperture verso l'interno) è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 400 a 350 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione (riducendo da 100 a 50 la portata dell'uscita su Via delle Conce).

Come previsto dal comma E, punto 3.7 del D.M. 10/03/1998, al piano è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per di ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano interrato

In questo piano ci sono due uscite che portano al piano terra. Tenendo conto che entrambe le vie di fuga hanno un apertura di circa 70 cm, che non rispondono pienamente al requisito di larghezza prevista e che il percorso non è agevolmente percorribile, è opportuno intervenire procedendo ad una drastica riduzione dell'affollamento massimo consentito da 100 a 25 persone.

Considerazioni generali

Indipendentemente dalle valutazioni suesposte effettuate per ogni ambiente è da tener conto che le uscite del piano terra (su Via Ghibellina 30 o in alternativa sul giardino, Via Ghibellina 28 e Via delle Conce) possono garantire lo sfollamento complessivo di 350 persone. E’ quindi necessario provvedere ad una rimodulazione delle presenze massime consentite.

Rimanendo entro i limiti valutati per ogni ambiente, per non eccedere le 350 unità totali si stabilisce una limitazione delle affluenze massime come segue:

-------------------------------------------------

350 persone totali

Questa distribuzione delle presenze è sempre rispettata nel normale funzionamento degli uffici.

Di fatto l’affollamento massimo operativo risulterà come segue:

piano interrato

0

 

0

piano terreno

26

 

26

persone al piano primo (con evento in corso)

100

Senza evento in corso

19

piano secondo (attività culturali)

28

 

28

piano secondo e ammezzato (Serv, B. Arti e F P.V.)

25

 

25

piano terzo (Servizio Tecnico Belle Arti)

5

 

5

totale

184

103

Il numero di presenze consentite al primo piano tiene conto che talvolta vengono effettuate riunioni o conferenze nella ex sala da ballo ma la presenza al piano non eccede le 100 persone.

Come si può notare il normale regime di utilizzo dell’immobile, anche supponendo un evento in corso, prevede presenze consistenti ma sempre inferiori ai limiti imposti dalla normativa.

Nell’immobile è anche installato un rilevatore automatico d’incendio per ridurre ulteriormente il tempo di evacuazione, si veda comunque la nota al riguardo a fine capitolo.

MODALITA' DI UTILIZZO DEL SALONE IN CASO DI INIZIATIVE CULTURALI

In riferimento all’utilizzo della ex sala da Ballo (sala degli specchi) si devono tener presenti le norme specifiche del piano di valutazione rischi che prevedono, in regime di normale utilizzo della sede, un affollamento massimo di 90 persone distribuite per tutto il primo piano ed un totale di 350 per tutto il palazzo.

Dovendo concentrare l’affollamento nella ex sala da Ballo è necessario utilizzare i seguenti accorgimenti:

Con questi accorgimenti le vie d’uscita del salone risultano 2 per una capacità massima di deflusso di 100 persone.

  1. La scala di servizio raggiungibile con l’uscita di 68 cm.
  2. Lo scalone principale raggiungibile transitando dall’ufficio dell’Assessore, segreteria ed anticamera con una luce di passaggio minima di 90 cm.

Dato che per vincoli architettonici una delle via di fuga non risponde ai requisiti minimi di larghezza é comunque necessario introdurre come misura sostitutiva la riduzione dell’affollamento massimo ammissibile da 100 a 90 unità (riducendo del 20% la portata dell'uscita sulla scala di servizio).

E’ indispensabile che la porta a vetri atrio - giardino sia mantenuta aperta.

E’ consigliabile ma non indispensabile mantenere aperta la cancellata in ferro su Via delle Conce, la porta scorrevole elettrica ed il portone principale su via Ghibellina 30.

Con gli accorgimenti previsti la concentrazione di 90 persone nel salone risulta quindi ammissibile. Da questo numero è da detrarsi il personale e/o i visitatori che si trovano negli uffici degli Assessorati al Turismo ed alla partecipazione democratica dato che utilizzerebbero le stesse vie di fuga.

Con le misure prescritte una presenza contenuta in 10 persone la si può considerare ammissibile negli uffici dell'Assessorato alla Cultura dato che da questi uffici il percorso per raggiungere lo scalone principale è brevissimo e non presenta difficoltà.

Occorre comunque un coordinamento tra gli uffici perché è sempre necessario verificare che le presenze totali nel palazzo non superino le 350 unità.

Le direttive sull'affollamento massimo sono state comunicate al personale dell'immobile che dovrà rispettarle e farle rispettare da chiunque si trovi o abbia in uso l'immobile.

La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata sul documento di evacuazione di emergenza.

Dato che In questa sede di lavoro le barriere architettoniche sono estremamente ridotte e sono attuati gli accorgimenti por il loro superamento all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .

Altre misure sono riportate dal punto 8.31 che si riporta integralmente qui di seguito:

"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."

Sopra: il cartello che indica la dislocazione della sedia di evacuazione di emergenza.

Come già specificato nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:

  1. visitatori disabili o in ogni caso con difficoltà di deambulazione.
  2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

Nota al riguardo del dispositivo di rilevazione automatica d'incendio

Per migliorare l'efficacia del dispositivo si è previsto un intervento per incrementare l'udibilità del segnale diffuso in caso di allarme al punto 9 del documento.

 

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

Come previsto dal dlgs 626/94 si provvede a preparare un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.

Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del dlgs 626/94 art. 4 comma 12, la sicurezza dei locali e degli edifici sono a carico dalle amministrazioni tenute alla loro fornitura. Il datore di lavoro ha richiesto, contestualmente al presente documento ed in forma scritta, l’adempimento dei predetti obblighi ai soggetti che ne hanno l’obbligo giuridico.

Nel caso del Palazzo Vivarelli Colonna gli interventi previsti sono i seguenti:

Intervento 1

Sostituire con vetri antisfondamento o rivestire con pellicola trasparente antinfortunio le seguenti superfici:

Si ricorda comunque che tutte le vetrature ad altezza inferiore al metro debbono essere rese di sicurezza.

Rischio da ridurre: ferite da caduta di schegge di vetro.

Normativa: dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11. - Requisiti di pericolosità indicati nel documento. Vedi punto 5.10.

Intervento 2

Innalzamento fino ad oltre un metro il parapetto del corrimano del pianerottolo alla sommità della scala principale, quello della porta finestra e di tutti gli altri che non lo siano già, vedi punto 5.10.

Rischio da ridurre: rischio di caduta.

Normativa: DPR 547/55 articoli 10, 16 e 27

Intervento 3

Miglioramento dell'efficienza del dispositivo di avviso sonoro dell'apparecchiatura di rilevazione automatica d'incendio. Vedi punto 8.06.

Rischio da ridurre: eccessivo tempo di evacuazione d’emergenza.

Normativa: DM 10.3.98 all. 4.3

Nota – I soggetti competenti ad effettuare gli interventi relativi alla sicurezza dei locali hanno ricevuto copia del presente documento con l'informazione degli interventi previsti e lettera da parte del Direttore per provvedere alla loro esecuzione. I soggetti stessi renderanno noti i tempi necessari e prevedibili per gli interventi.

Analisi della priorità degli interventi

Per ogni intervento previsto si ritiene di dare un ordine di priorità correlato al rischio ad esso relativo. A questo scopo si utilizza la segue la seguente metodologia:

P=Probabilità del verificarsi di un evento dannoso a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

PROBABILITÀ di evento dannoso

Valore

Livello

Definizione

1

Improbabile

  • non sono noti episodi già verificatisi
  • la mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti

2

Poco probabile

  • sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi
  • la mancanza rilevata può provocare un danno in circostanze sfortunate di eventi

3

Probabile

  • è noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno
  • la mancanza rilevata può provocare un danno anche se non in modo automatico e diretto

4

Molto probabile

  • si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nell’azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili
  • esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori

D = Danno potenziale provocato dal rischio a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

entità degli effetti potenziali del DANNO

Valore

Livello

Definizione

1

Lieve

  • effetti rapidamente reversibili dovuti a esposizione cronica
  • inabilità rapidamente reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

2

Medio

  • effetti reversibili dovuti a esposizione cronica
  • inabilità reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

3

Grave

  • effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti dovuti a esposizione cronica
  • effetti di invalidità parziale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

4

Gravissimo

  • effetti letali o di invalidità totale dovuti a esposizione cronica
  • effetti letali o di invalidità totale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

Gli interventi sono tutti a rivolti a ridurre l’entità di rischi, con la moltiplicazione dei due valori si ottiene un indice sintetico chiamato R = Rischio qualitativo che misura la priorità dell’intervento legato al rischio esaminato.

L’indice può quindi assumere un valore tra 1 e 16 ed un valore elevato indica una priorità maggiore.

Qualora gQli interventi siano volti ad attuare misure espressamente previste dalla normativa sono comunque da considerarsi a Priorità Elevata (PE), indipendentemente dal valore dell’indice, in quanto il rispetto della normativa è di per se una priorità.

TABELLA DI RISCHIO QUALITATIVO

N.

INTERVENTO

RISCHIO

PROBABILITA’

DANNO

NORMATIVA

INDICE DI RISCHIO

1

Sostituire con vetri antisfondamento o rivestire con pellicola trasparente antinfortunio le seguenti superfici:

  • vetrinette stanza Sig.ra Recchia
  • 2 finestrine secondo piano ammezzato affacciate sulla scala
  • vetrinette anticamera eliocopia secondo piano ammezzato
  • vetratura porta interna del Servizio Musei, lato Via delle Conce
  • vetri sopra la porta del giardino dietro alla portineria

Vedi punto 5.10.

Ferite da caduta di schegge di vetro

3

3

SI

9 PE

2

Innalzamento fino ad oltre un metro il parapetto del corrimano del pianerottolo alla sommità della scala principale, quello della porta finestra e di tutti gli altri che non lo siano già, Vedi punto 5.10.

Caduta

2

4

SI

8 PE

3

Miglioramento dell'efficienza del dispositivo di avviso sonoro dell'apparecchiatura di rilevazione automatica d'incendio. Vedi punto 8.06.

Incendio – (riduzione del tempo di evacuazione)

2

3

SI

6 PE

 

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

Denominazione documento

Visibilità

Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Segreteria Direzione Cultura

Nomina del medico competente

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti antincendio

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti al primo soccorso

Segreteria Direzione Cultura

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Segreteria Direzione Cultura

Elenco formazione addetti antincendio

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Elenco formazione addetti al primo soccorso

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Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro

Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio

Schede di informazione sull'uso dei VDT

Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura

Cartelle sanitarie dei dipendenti

Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

Capitolato degli interventi per la pulizia (ditta esterna)

Segreteria Direzione Cultura

 

11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

Il documento illustra i riferimenti normativi le metodologie adottate nella preparazione dello stesso.

Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.

Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

I rischi d’incendio per questa sede legati al tipo di attività svolte, ai materiali contenuti, arredi rivestimenti, ed eventuali malfunzionamenti dell’impianto elettrico sono contenuti ma per questo tipo di rischi si sonno comunque previsti provvedimenti e misure come esplicitato nei punti 8.02 e 8.03 del documento. Sono anche attuate le misure di prevenzione previste al punto 8.5, ossia sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

Si è inoltre determinato in 350 il numero massimo di presenze per evitare il rischio dovuto all'affollamento, punto 8.06, senza compromettere l'operatività degli uffici che sono frequentati da una media di 107 presenze contemporanee con picchi di 131 (vedi punto 2.02). Di fatto sarà necessario aumentare la vigilanza sul numero dei presenti nei casi di eventi culturali nel salone come specificato al punto 8.06.

E’ da ritenersi che gli uffici siti nell'immobile , con le misure di prevenzione, con i provvedimenti sostitutivi attuati e con la realizzazione degli interventi previsti, possano funzionare in regime di sicurezza.

 

Seguono le sottoscrizioni:

Il direttore della Direzione Cultura
Il direttore dell’ufficio del Sindaco
Il Direttore dell'Ufficio di progetto tematico - Cultura
Il Responsabile Prevenzione e Protezione
I coordinatori delle operazioni di emergenza


Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 12-09-2005

 

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