COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA
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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI |
DLGS 626/94 Art. 4 |
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VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO |
DM 10.3.98 Art. 2 |
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PARTE A
PALAZZO VECCHIO
SALA D’ARME - TORRE DI ARNOLFO
Documento ultimato a Firenze il 3 Aprile 2006
Direzione Cultura
Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Giuseppe Gherpelli
Responsabile Prevenzione e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni
rev. PAVE_ML_GG_VR2006APR03_01
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PARAGRAFO |
INDICE DEGLI ARGOMENTI |
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1 |
INTRODUZIONE. |
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2 |
DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE. |
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2.01 |
Generalità della sede, organigramma, figure responsabili. |
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2.02 |
Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio. |
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2.03 |
Obbiettivo e scopo della valutazione. |
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2.04 |
Oggetto della valutazione e criteri. |
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2.05 |
Procedura metodologica. |
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3 |
IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE. |
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3 bis |
COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO |
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4 |
DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE. |
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5 |
Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. |
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5.01 |
Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti. |
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5.02 |
Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi. |
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5.03 |
Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi. |
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5.04 |
Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose. |
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5.05 |
Esposizione al rumore. |
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5.06 |
Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali. |
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5.07 |
Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale. |
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5.08 |
Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video). |
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5.09 |
Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro. |
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5.09 bis |
DIVIETO DI FUMO |
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5.10 |
Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro. |
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5.11 |
Rischio Mobbing. |
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5.12 |
Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante. |
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5.13 |
Guida di veicoli a motore. |
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5.14 |
Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone. |
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5.15 |
Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono. |
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5.16 |
Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno. |
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5.17 |
Rischio Rapina. |
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5.18 |
Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici. |
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5.19 |
Rischio Terremoto. |
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5.20 |
Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche. |
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6 |
SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT. |
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7 |
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO. |
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8 |
VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO. |
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8.01 |
Rischi d’incendio connessi al tipo di attività. |
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8.02 |
Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati. |
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8.03 |
Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi. |
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8.04 |
Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento. |
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8.05 |
Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro. |
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8.06 |
Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi. |
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9 |
PROGRAMMA DI INTERVENTI. |
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10 |
DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. |
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11 |
RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI. |
SEGUE
PARTE B
SALA D’ARME
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PARAGRAFO |
INDICE DEGLI ARGOMENTI |
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1 |
INTRODUZIONE. |
|
2 |
GENERALITA DELLA SEDE. |
|
3 |
DETERMINAZIONE DELL'AFFOLLAMENTO MASSIMO CONSENTITO DALLE DIMENSIONI DELLE VIE DI ESODO. |
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4 |
SINTESI CONCLUSIVA. |
PARTE C
TORRE DI ARNOLFO
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1 |
INTRODUZIONE. |
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2 |
GENERALITA DELLA TORRE. |
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3 |
DETERMINAZIONE DELLE MODALITA’ DI VISITA E DELL'AFFOLLAMENTO MASSIMO CONSENTITO. |
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4 |
TABELLA DEI TEMPI MEDI NORMALI DI EVACUAZIONE PREPARATA DAL RESPONSABILE PREVENZIONE E PROTEZIONE DELLA DIREZIONE CULTURA. |
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5 |
SINTESI CONCLUSIVA. |
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SOTTOSCRIZIONI |
N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
| 1 |
INTRODUZIONE. |
Il presente documento di valutazione dei rischi (Palazzo Vecchio quartieri monumentali), come da dlgs 626/94 art. 4 comma 6, è realizzato dal Datore di Lavoro in collaborazione col Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura ed il medico competente.
Il Responsabile Prevenzione e protezione della Direzione Cultura Dr. Mario Leoni ha utilizzato le informazioni ricevute dal Datore di Lavoro come previsto dal dlgs 626/94, art. 9 comma 2.
I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono stati consultati ed informati sui contenuti dei documenti e ne hanno copia.
Questo documento di valutazione dei rischi esamina:
Il presente documento annulla e sostituisce integralmente i precedenti.
Questo documento indica in copertina la data di ultimazione e nel testo, quando opportuno, la data di rilevazione dei dati perché talvolta possono esserci variazioni dal momento della rilevazione a quello di fine stesura.
Questo documento si integra con i documenti di sicurezza di Palazzo Vecchio Parte Uffici, realizzati dagli altri datori di lavoro di Palazzo Vecchio in collaborazione col rispettivo Servizio Prevenzione e Protezione.
Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:
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Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio, espositiva o di prestito, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.
Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.
La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.
Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:
Note significative:
COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:
I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
La Direzione ha anche provveduto all’inizio del 2005 alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:
N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.
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2 |
DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE. |
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| 2.01 |
Generalità della sede, organigramma, figure responsabili. |
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|
Ragione sociale |
COMUNE DI FIRENZE |
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Sede legale |
P.zza della Signoria 1 - Firenze |
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|
Partita I.V.A. |
01307110484 |
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|
Direzione |
Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96) |
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Direttore-Datore di lavoro |
DIREZIONE CULTURA - Dr. Giuseppe Gherpelli |
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|
Medico Competente |
Dr. Ugo Cappelli |
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Responsabile Prevenzione e Protezione |
Dr. Mario Leoni |
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|
Sede Direzione |
Via Ghibellina 30 |
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Servizi e Dirigenti (Organizzazione del lavoro e gestione del personale) |
Servizio Musei Comunali - D.ssa Chiaretta Silla Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazo Vecchio – Arch. Giuseppe Cini |
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Sede dei Servizi |
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Servizio Musei Comunali |
Via Ghibellina 30 |
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Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio |
PALAZZO VECCHIO - Piazza Signoria 1 Via Ghibellina 30 |
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Sede di lavoro |
PALAZZO VECCHIO |
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Indirizzo sede di lavoro |
Piazza Signoria 1 |
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Settore di competenza del Servizio Musei Comunali |
Esposizione museale |
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Settore di competenza del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio |
Direzione della Progettazione |
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Estensione sede |
Per avere un'idea dell'estensione complessiva della sede si è utilizzato uno studio sulla climatizzazione in collaborazione con Fiorentinagas, effettuato nel 1990, da cui risulta una superficie calpestabile di 18.000 mq., quindi ampiamente superiore ai minimi previsti per gli affollamenti consentiti. Pur essendo il volume non estremamente indicativo, in quanto la sede è un palazzo storico composto da cortili interni ed ambienti chiusi di dimensioni davvero ragguardevoli ed inusuali come il salone dei 200 e soprattutto il salone dei 500, si è provveduto, con la collaborazione dell’Arch. Claudio Mastrodicasa del Servizio Fabbrica di Palazzo Vecchio, a fare una stima semplificata (tramite CAD) della cubatura, per avere un'idea dell'ordine delle grandezze, con i criteri di seguito specificati:
La cubatura risulta quindi ampiamente superiore ai minimi previsti per gli affollamenti consentiti. |
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Sotto: Immagine esterna di Palazzo Vecchio e Piazza della Signoria. |
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Altri datori di lavoro relativi al comune di Firenze operanti in Palazzo Vecchio (data rilevazione 06/03/06):
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1 |
Il Sig. Direttore Generale |
|
Dr. Carlo Paolini |
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2 |
Il Sig. Direttore Dell'Ufficio Segreteria Generale ed Affari Generali |
|
Avv. Giampaolo Miniati Paoli |
|
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3 |
La Sig. ra Direttrice della Direzione Ragioneria |
|
D.ssa Sonia Nebbiai |
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4 |
Il Sig. Direttore della Direzione Avvocatura |
|
Avv. Claudio Visciola |
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5 |
Il Sig. Direttore dell'Ufficio del Consiglio |
|
Dr. Iacopo Giannesi |
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|
6 |
Il Sig. Direttore dell'Ufficio del Sindaco |
|
Dr. Claudio Martini |
|
|
7 |
La Sig. ra Direttrice della Direzione Servizi Demografici |
|
D.ssa Sandra Lastrucci |
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8 |
Il Sig. Direttore del Corpo Polizia municipale |
|
Dr. Alessandro Bartolini |
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|
9 |
Il Sig. Direttore della Direzione Servizi Tecnici |
|
Dr. Franco Tagliabue |
|
|
10 |
Il Sig. Direttore dell’Ufficio Area Metropolitana e Decentramento |
|
Dr. Piero Cipriani |
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|
11 |
Il Sig. Direttore della Direzione Organizzazione |
|
Dr. Adolfo Guadagni |
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|
12 |
Il Sig. Direttore della Direzione Sistemi Informativi |
|
Dr. Alessandro Villani |
Datori di lavoro di altri enti operanti in Palazzo Vecchio (data rilevazione 06/03/06):
|
13 |
Il Sig. Soprintendente dell'Opificio delle Pietre Dure |
|
D.ssa Cristina Acidini |
|
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14 |
Associazione il Museo dei Ragazzi Firenze |
|
D.ssa Chiaretta Silla |
Descrizione sintetica della parte di Palazzo Vecchio Utilizzata dalla Direzione Cultura.
NOTA: Per descrizione dettagliata e modalità di utilizzo dei locali della Associazione il Museo dei Ragazzi Firenze è opportuno rivolgersi al relativo datore di lavoro come specificato in seguito.
Metri quadrati: mq. 5.800= stima semplificata effettuata sulle piante riferita ai soli quartieri monumentali ed agli uffici del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio di competenza della Direzione Cultura.
Servizio Musei
Si tratta dell'estensione in pianta del percorso museale di Palazzo Vecchio, che si sviluppa dal sottosuolo fino al camminamento di ronda ed è così articolato:
Talvolta vengono allestite esposizioni nella Sala d'Arme (generalmente da enti diversi dal Comune). Le modalità di utilizzo sono riportate nella parte B del documento.
E' possibile che in futuro siano programmate anche visite alla Torre d'Arnolfo. Le modalità delle visite sono riportate nella parte C del documento.
Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio.
Il servizio è ubicato al quarto piano, i locali sono costituiti da varie stanze ed alcuni corridoi, vi sono alcune pareti divisorie di cartongesso che formano gli uffici.
ORARI DI LAVORO.
Orario Servizio Musei Comunali (data rilevazione 04/01/06)
Personale
|
Tutti i giorni escluso Martedì, Giovedì e festività infrasettimanali. |
08.00 - 19.00 2 turni 08. -14 e 13.00 – 19.00 |
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Martedì |
8.00 – 17.30 e 9.30 – 19.00 |
|
Giovedì e festività infrasettimanali. |
08.00 - 14.00 un solo turno |
Pubblico
|
Tutti i giorni escluso Giovedì e festività infrasettimanali. |
09.00 - 19.00 |
|
Giovedì e festività infrasettimanali. |
09.00 - 14.00 |
Per esigenze di servizio talvolta l’orario può subire variazioni.
Orario Servizio Fabbrica di Palazzo Vecchio (data rilevazione 04/01/06)
|
Da Lunedì a Venerdì |
08.00 - 14.00 |
|
Martedì e Giovedì come sopra con rientro |
14.30 - 17.30 |
Per esigenze di servizio talvolta l’orario può subire variazioni.
Orario dell’Associazione il Museo dei ragazzi (data rilevazione 10/01/06)
NOTA: l’orario ha valenza indicativa per i dettagli richiedere al relativo datore di lavoro come in seguito specificato
|
Da Lunedì alla Domenica escluso Giovedì |
9- 18 |
|
Giovedì e Festività infrasettimanali |
9- 14 |
Per esigenze di servizio talvolta l’orario può subire variazioni.
Orario dell’Opificio delle Pietre dure nel laboratorio di restauro degli arazz. (data rilevazione 10/01/06)
NOTA: l’orario ha valenza indicativa per i dettagli richiedere al relativo datore di lavoro come in seguito specificato
|
Inizio orario di lavoro |
Fine orario di lavoro |
|
|
Da Lunedì a Mercoledì |
07.00 – 09.00 (flessibile) |
17.30 |
|
Giovedì, Venerdì |
07.00 – 09.00 (flessibile) |
14.00 |
|
Sabato e Domenica |
Chiuso |
Per esigenze di servizio talvolta l’orario può subire variazioni.
| Orario Book shop (data rilevazione 09/01/06)
Sotto: L’addetto al Book shop che verifica il funzionamento dell’apertura a spinta. |
Il Book shop ricalca l'orario di apertura al pubblico dei musei comunali. NOTA: l’orario ha valenza indicativa per i dettagli richiedere al relativo datore di lavoro come in seguito specificato
Per esigenze di servizio talvolta l’orario può subire variazioni. |
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Organigramma della sede e relative posizioni giuridiche
Personale del Servizio Musei Comunali (data rilevazione 04/01/06)
|
N |
Cognome |
Nome |
Qualifica |
Livello |
|
1 |
Agresti |
Sandra |
Esecutore culturale |
B3 |
|
2 |
Alterini |
Vera |
Esecutore culturale |
B3 |
|
3 |
Balis |
Marco |
Addetto servizi generali |
A4 |
|
4 |
Berti |
Silvana |
Esecutore culturale |
B3 |
|
5 |
Berti |
Cristina |
Esecutore culturale |
B3 |
|
6 |
Caroti |
Lucia |
Esecutore culturale |
B3 |
|
7 |
Cecchi |
Riccardo |
Addetto servizi generali |
A3 |
|
8 |
Garzanti |
Annamaria |
Istruttore Direttivo Amministrat. |
D3 |
|
9 |
Gentili |
Rosanna |
Addetto Amministrativo |
B6 |
|
10 |
Guadagni |
Giuseppina |
Esecutore Culturale |
B1 |
|
11 |
Mochi |
Ugo |
Esecutore culturale |
B1 |
|
12 |
Ninci |
Roberta |
Addetto servizi generali |
A4 |
|
13 |
Pesciolini |
Maria |
Esecutore culturale |
B3 |
|
14 |
Sdelci |
Luciano |
Esecutore Culturale |
B3 |
|
15 |
Sottani |
Carlo |
Esecutore culturale |
B3 |
|
16 |
Tovoli |
Alessandro |
Esecutore Culturale |
B1 |
Personale Interinale in servizio a Palazzo Vecchio (data rilevazione 04/01/06):
|
N |
Cognome |
Nome |
|||
|
1 |
Corradini |
Nicoletta |
4 |
Gheri |
Stefania |
|
2 |
Del Vecchio |
Alessandro |
5 |
Montanelli |
Francesco |
|
3 |
Lacey |
Virginia |
6 |
Rontini |
Carlo |
Personale di società esterna (data rilevazione 04/01/06):
|
N |
Cognome |
Nome |
N |
Cognome |
Nome |
|
1 |
Aglietti |
Lidia |
15 |
Leoni |
Matteo |
|
2 |
Balli |
Silvia |
16 |
Maggipinto |
Gianni |
|
3 |
Brancolini |
Eloisa |
17 |
Meka Me nko’o |
Alfred |
|
4 |
Bernabei |
Alessandra |
18 |
Gaggino |
Eleonora |
|
5 |
Capanni |
Marco |
19 |
Nero |
Fatima |
|
6 |
Carloni |
Camilla |
20 |
Nerozzi |
Isabella |
|
7 |
Choochuay |
Vasana |
21 |
Onyshchenko |
Larissa |
|
8 |
D’andrea |
Giovanni |
22 |
Oneto |
Carlo |
|
9 |
Daddi |
Michela |
23 |
Occhineri |
Silvana |
|
10 |
Farina |
Dominique |
24 |
Sinfisi |
Lisa |
|
11 |
Francini |
Riccardo |
25 |
Tanahashi |
Hisako |
|
12 |
Giochetti |
Silvia |
26 |
Tagliaferro |
Francesca |
|
13 |
Gufoni |
David |
27 |
Trovato |
Gianluca |
|
14 |
Green |
Frances |
28 |
Tadde |
Stefano |
La società e:
|
Expofirenze S.r.l |
|
Via Burchiello 101 |
|
50124 Firenze |
|
Tel. 055.223722 – 333.7632228 |
|
p.iva-cf 04735590483 |
|
Titolare: Sig. ra Rossella de Murtas |
|
Iscrizione CCIIAA: 04735590483 del 18/04/1996 |
Personale del Servizio belle arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio operante in Palazzo Vecchio (data rilevazione 10/01/06):
|
N |
Cognome |
Nome |
Qualifica |
Livello |
|
1 |
Cini |
Giuseppe |
Dirigente |
|
|
2 |
Migliorini |
Elena |
Istruttore amministrativo |
C1 |
|
3 |
Falleni |
Alviero |
Addetto servizi generali |
A3 |
|
4 |
Ferrara |
Paolo |
Funz. Edile |
D5 |
|
5 |
Mannucci |
Patrizio |
Istrutt. Edile |
C3 |
|
6 |
Cozzi |
Luana |
Istrutt. Dir. Amm. |
D3 |
|
7 |
Coniglione |
Laura |
Addetto Amministrativo |
B3 |
|
8 |
Pieracci |
Oriella |
Istrutt. Dir. Edile |
D3 |
|
9 |
Ulivi |
Bruno |
Istrutt. Dir. Edile |
D3 |
|
10 |
Penna |
Silvia |
Istrutt. Dir. Amministrat. |
D1 |
|
11 |
Corti |
Laura |
Istrutt. Dir. Dis. Proget. |
D3 |
|
12 |
Bonelli |
Maria Giuseppa |
Funz. Edile |
D5 |
|
13 |
Mastrodicasa |
Claudio |
Funz. Edile |
D5 |
|
14 |
Fiorini |
Andrea |
Istruttore edile |
C4 |
|
15 |
Sforzi |
Fabio |
Istruttore edile |
C4 |
|
16 |
Rinaldi |
Stefano |
Istrutt. Dir. Edile |
D3 |
Personale dell'Associazione il Museo dei Ragazzi:
Il personale comprende non più di 30 unità.Per i dettagli è opportuno contattare il relativo datore di lavoro
Associazione il Museo dei Ragazzi Firenze
Presidente: D.ssa Chiaretta Silla
Ente non commerciale P.iva 05118160489
Residenza Fiscale: Via Nicolodi n. 2 - Firenze
Sede effettiva: Palazzo Vecchio – Piazza Signoria 1 – 50100 Firenze
Tel.:+39055.2768224
Personale dell’Opificio delle Pietre dure nel laboratorio di restauro degli arazzi:
Il personale comprende non più di 15 unità.
Per i dettagli è opportuno contattate il relativo datore di lavoro
Opificio delle Pietre dure
Soprintendente: D.ssa Cristina Acidini
Via Alfani 78 – 50121 Firenze
Tel.: 055.2651
Personale del Bookshop (data rilevazione 10/01/06)
|
N. |
Cognome |
Nome |
|
1 |
Casini |
Clarissa |
|
2 |
Taddei |
Michela |
|
3 |
Rea |
Silvia |
Nel Bookshop opera normalmente una o due unità a seconda dei momenti.
Per i dettagli è opportuno contattate il relativo datore di lavoro
Il Bookshop è gestito dalla Società:
Ingegneria per la Cultura S.r.l. - Gruppo Civita
Via A. Benigni 59 - 00156 Roma
Iscrizione CCIAA (RM) n. 685322
Titolare Dr. Albino Ruberti
Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti comunali si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).
Nota: Data la turnazione il personale dei vari enti non è mai tutto presente.
Di seguito la quantità e la disposizione di massima del personale durante il servizio:
Comune: circa 9 elementi generalmente così disposti:
dalle 13.00 alle 14.00 si ha un momento di sovrapposizione dei turni per cui il personale potrebbe arrivare a 16 elementi.
Società esterna: circa 11 elementi generalmente così disposti:
Personale Interinale: circa 3 elementi generalmente così disposti:
dalle 13.00 alle 14.00 si ha un momento di sovrapposizione dei turni per cui il personale potrebbe arrivare a 6 elementi.
Fabbrica di Palazzo Vecchio 16 elementi dislocati nei loro uffici.
Si ritiene comunque che il personale effettivamente presente per le normali assenze per malattia, ferie o servizio sia mediamente dell’80% pari a 13 unità.
Associazione il Museo dei ragazzi.
15 -18 elementi.
NOTA: questi elementi operano secondo le direttive del relativo datore di lavoro nei laboratori gestiti dalla Società quindi questa numerosità ha valenza indicativa.
Per i dettagli contattare il relativo datore di lavoro come sopra già specificato.
Bookshop.
Nel bookshop opera/no 1-2 elemento/i di personale a seconda dei momenti.
NOTA: questo/i element/i opera/no secondo le direttive del relativo datore di lavoro quindi questa informazione ha valenza indicativa. Per i dettagli contattare il relativo datore di lavoro come sopra già specificato.
Il totale del personale mediamente presente durante il giorno è di circa 53 unità.
Personale incaricato del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presente nella struttura (rilevazione del 10/01/2006):
|
N |
COGNOME |
NOME |
SEDE |
|
1 |
Agresti |
Sandra |
PALAZZO VECCHIO |
|
2 |
Alterini |
Vera |
PALAZZO VECCHIO |
|
3 |
BERTI |
CRISTINA |
PALAZZO VECCHIO |
|
4 |
Berti |
Silvana |
PALAZZO VECCHIO |
|
5 |
GARZANTI |
ANNAMARIA |
PALAZZO VECCHIO |
|
6 |
Guadagni |
Giuseppina |
PALAZZO VECCHIO |
|
7 |
PESCIOLINI |
MARIA |
PALAZZO VECCHIO |
|
8 |
SOTTANI |
CARLO |
PALAZZO VECCHIO |
|
9 |
FERRARA |
PAOLO |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
10 |
MANNUCCI |
PATRIZIO |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
11 |
Penna |
Silvia |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
12 |
RINALDI |
STEFANO |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
13 |
Coniglione |
Laura |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
Il personale indicato ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO ELEVATO, si veda il punto 8 del documento.
Personale incaricato del servizio di primo soccorso sanitario presente nella struttura (rilevazione del 10/01/2006):
|
n |
Cognome |
Nome |
SEDE |
|
1 |
Agresti |
Sandra |
P. Vecchio |
|
2 |
Alterini |
Vera |
P. Vecchio |
|
3 |
Berti |
Silvana |
P. Vecchio |
|
4 |
Garzanti |
Anna Maria |
P. Vecchio |
|
5 |
Pesciolini |
Maria |
P. Vecchio |
|
6 |
Berti |
Cristina |
P. Vecchio |
|
7 |
Ferrara |
Paolo |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
8 |
Mannucci |
Patrizio |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
9 |
Penna |
Silvia |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
|
10 |
Coniglione |
Laura |
FABBRICA PALAZZO VECCHIO |
Il personale suindicato ha seguito o seguirà a breve il corso BLS in collaborazione con la ASL.
Alcuni elementi di Expofirenze S.r.l. hanno formazione antincendio e pronto soccorso come da specchio seguente:
|
Cognome |
Nome |
Formazione |
|
Balli |
Silvia |
Antincendio a/r |
|
Farina |
Dominique |
Antincendio a/r |
|
Gufoni |
David |
Pronto soccorso |
|
Green |
Frances |
Antincendio - Pronto soccorso |
|
Maggipinto |
Gianni |
Antincendio a/r |
|
Meka Me nko’o |
Alfred |
Antincendio a/r - Pronto soccorso |
|
Trovato |
Gianluca |
Antincendio a/r |
|
2.02 |
Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio. |
Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06. Dato che il museo ha un'affluenza di visitatori decisamente "consistente" si ritiene opportuna anche una valutazione sull’affollamento effettivo.
Il personale operante è costituito da 57 unità, normalmente distribuito come indicato in precedenza. Di fatto l'affollamento risultante è fondamentalmente quello dovuto alla presenza di visitatori nel museo.
I dati del 2005 riportano un affluenza superiore a quella del 2004 pari a 417.727 visitatori per una media giornaliera di 1.160. La punta massima si è verificata in Aprile con 51.193 visitatori per una media giornaliera di 1.706.
Dato che l'apertura giornaliera del museo è di 10 ore, ritenendo la durata media di una visita pari ad 1 ora si ottiene i seguenti valori di presenze istantanee:
Valore medio annuale: 116
Valore medio nei periodi di maggior affluenza: 174
Ai valori stimati, debbono essere aggiunte le 57 unità di personale normalmente presente e si ottengono così i seguenti dati:
Annuale: 173 Nei periodi di maggior affluenza: 231
Come si può notare le presenze sono decisamente consistenti ma risultano compatibili con l'affollamento massimo ammissibile come illustrato al punto 8.06 del documento.
|
2.03 |
Obbiettivo e scopo della valutazione. |
L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.
A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.
In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.
|
2.04 |
Oggetto della valutazione e criteri. |
Per la realizzazione del presente documento si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.
N. B. Il presente piano di valutazione rischi esamina la zona museale di Palazzo Vecchio nonché il Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio di competenza della Direzione Cultura e si riferisce ai periodi in cui la zona museale è effettivamente usata come museo e non per altri scopi. Qualora nel Salone dei Cinquecento o nel salone dei Duegento si svolgano manifestazioni di vario genere, al difuori della competenza e quindi anche dal controllo della Direzione Cultura, il presente documento può solo dare indicazioni di utilizzo al riguardo di ipotesi di affollamento prevedibili ma non controllabili dal Direttore della Direzione Cultura (si veda il punto 8.06).
Sono quindi valutati i seguenti locali:
Talvolta viene utilizzata la Sala d'Arme si veda la parte B del documento.
In futuro è possibile che vengano organizzate visite guidate alla Torre di Arnolfo si veda la parte C del documento.
| 2.05 |
Procedura metodologica. |
Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:
1 Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.
2 L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.
3 L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.
4 Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.
5 Esposizione al rumore.
6 L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.
7 Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.
8 L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).
9 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.
10 Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.
11 Rischio Mobbing.
12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.
13 Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.
14 Rischio terremoto.
15 Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.
Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:
16 Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone.
17 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.
18 Possibilità di rapine.
19 Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.
Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:
Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:
In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.
|
3 |
IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE. |
Le attrezzature utilizzate sono essenzialmente quelle necessarie per la climatizzazione, l’inventario completo è nell’elenco dei beni durevoli disponibile presso la Direzione Beni e Servizi e nelle segreterie dei rispettivi Servizi.
Di seguito elenco e dislocazione delle apparecchiature rilevanti ai fine del presente documento.
PALAZZO VECCHIO QUARTIERI MONUMENTALI
|
Biglietteria |
2 pompe di calore |
|
Guardaroba |
1 stufa 1 ventilatore da tavolo |
|
Ufficio Servizio Musei |
1 stufa 1 condizionatore |
|
Associazione il museo dei ragazzi |
2 stufe 1 ventilatore 3 pompe di calore |
|
Salone dei 500 |
2 stufe 1 ventilatore |
|
Sala di leone X |
1 stufa 1 ventilatore a pale |
|
Mezzanino, Collezione Loeser, Laboratorio l’abito e il corpo |
6 stufe piccole 2 stufe grandi |
|
Quartiere degli Elementi |
5 fan coil 1 condizionatore 2 ventilatori a pale |
|
Quartiere di Eleonora |
14 fan coil |
| 3 bis |
COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO |
|
Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.
Il complesso di pronto soccorso è situato nei locali del corpo di guardia della Polizia Municipale.
Il contenuto minimo è basato anche sulle indicazioni dai medici competenti del Comune di Firenze ed è indicato sul contenitore medesimo.
Il contenuto minimo risulta il seguente:
Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante
|
4 |
DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE. |
L'attività è tipicamente quella espositiva delle opere entrocontenute, ed il personale svolge principalmente mansioni di sorveglianza e custodia. Alcuni dipendenti hanno il compito del rilascio e controllo dei biglietti. Altre attività risultano essere: piccole pulizie, movimentazione di piccoli manufatti (depliants o cataloghi) ed informazioni al pubblico.
Dai colloqui e dalle interviste effettuate al personale risulta una notevole coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata.
Le pulizie vengono effettuate il giovedì pomeriggio dalla ditta:
SILVA S.P.A – VIA DELLA TRECCIA 12 – 50145 FIRENZE
Durante le operazioni sono impiegate apparecchiature elettriche, monospazzole ed aspiraliquidi che non introducono né un consistente rischio d’incendio né rischio dovuto al loro utilizzo.
Il titolare della Società ha dichiarato che il personale ha ricevuto la formazione per il corretto uso.
I dipendenti provvedono comunque a piccole pulizie dalle 8 alle 9. Queste operazioni sono effettuate manualmente, Solo occasionale può essere utilizzato un aspirapolvere che non introduce né rischio dovuto all'utilizzo né un consistente rischio d’incendio.
|
5 |
Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. |
| 5.01 |
Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti. |
Il registro degli infortuni della direzione cultura evidenzia neI Servizio Musei Comunali e Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio 3 infortuni negli ultimi 5 anni come nel prospetto riportato (data rilevazione 17/01/06):
|
DATA |
* |
* |
ETA' |
GIORNI |
|||
|
1 |
06/02/01 |
B |
S |
55 |
SCIVOLAMENTO |
CONTUSIONE |
55 |
|
2 |
14/10/01 |
F |
F |
60 |
RIAPERTURA INF. DEL 24/10/95 |
22 |
|
|
3 |
24/07/04 |
S |
S |
61 |
INCIAMPO |
CONTUSIONE |
18 |
|
Media 59 |
Media 32 |
*In ottemperanza alle normative sulla privacy sono state riportate sole le iniziali degli infortunati.
Non sono riportati alcuni infortuni in itinere in quanto non rilevanti ai fini della sicurezza della sede di lavoro.
La numerosità degli infortuni è piuttosto bassa e la loro entità è normalmente lieve.
Al contrario si evidenzia un'invalidità temporanea di una certa consistenza, 32 gg, ciò è presumibilmente correlato all'età media abbastanza elevata.
Non si evidenziano infortuni ciclici e ricorrenti.
|
5.02 |
Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi. |
In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.
|
5.03 |
Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi. |
In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.
|
5.04 |
Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose. |
In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.
Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.
|
5.05 |
Esposizione al rumore. |
L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile in quanto l’attività espositiva-museale implica di per se un ambiente non rumoroso. La sede è inoltre situata in zona centrale con traffico limitato e l’attività è svolta solo all’interno.
|
5.06 |
Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali. |
La movimentazione di materiali può aversi solo occasionalmente relativa a piccoli manufatti non particolarmente infiammabili come scatole di depliants, materiali per pulizie, sedie, pioli (per le cordonature), leggii (in plaxiglas), stufette elettriche. Non rappresenta quindi un rischio consistente.
|
5.07 |
Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale. |
In questa sede di lavoro l'attività ordinariamente svolta non comporta lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.
|
5.08 |
Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video). |
In questa sede di fatto non esistono postazioni di lavoro, in quanto l’attività effettiva si sostanzia in sorveglianza e custodia delle opere. Le sole postazioni di lavoro fisse sono quelle situate nel piccolo Ufficio della Sig.ra Gentili e Garzanti e nella biglietteria (per attenuare il disagio climatico entrambe le postazioni sono dotate di condizionamento).
|
5.09 |
Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro. |
Il lavoro si svolge praticamente tutto al chiuso, nella zona monumentale di Palazzo Vecchio, le poche eccezioni sono rappresentate dai cortili, le terrazze ed il camminamento di ronda.
La complessità della struttura unita ad i notevoli volumi, come il salone dei 500, presenta difficoltà di climatizzazione in estate ed in inverno anche per la formazione di correnti d’aria interne.
Per ridurre i rischi così derivanti si sono adottate le seguenti misure:
|
5.09 bis |
DIVIETO DI FUMO |
Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 51 della L. 3/03, L. 584/75, Dir. D.P.C.M. del 14/12/95 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze
VIETA DI FUMARE
IN TUTTI I LOCALI CHIUSI, BAGNI INCLUSI, CHE SIANO APERTI AL PUBBLICO O MENO.
Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori e dovrà essere evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.
Tendo conto della natura museale dei quartieri monumentali di Palazzo Vecchio non è quindi consentito fumare neanche sul camminamento di ronda e sulla terrazza di Saturno.
E’ quindi consentito fumare solo negli spazi e cortili aperti esterni ai quartieri monumentali salvo diverse disposizioni degli altri datori di lavoro. A questo proposito si veda il documento di valutazione rischi Palazzo Vecchio Parte Uffici.
|
5.10 |
Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro. |
In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).
La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.
In questa sede di lavoro la superficie e le cubature (circa 18.000 mq. e 187.700 mc. vedi punto 2.01) sono più che sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.
Al ricambio d'aria dell'ambiente il personale provvede aprendo le finestre la mattina prima dell’apertura al pubblico dalle 8.00 alle 9.00 e qualora necessario durante il giorno.
I quartieri monumentali di Palazzo Vecchio sono intercollegati da numerose gradinate. Si ritiene di esaminare i possibili rischi riferiti a quelle principali, più usate sia dal pubblico che dai dipendenti essenzialmente per i seguenti motivi:
Esame della geometria delle scale principali situate nell’area monumentale di Palazzo Vecchio:
|
DESCRIZIONE |
PEDATA |
ALZATA |
NOTE |
|
Scala Vasariana |
38 |
12 |
Con corrimano |
|
Scala Piana |
41 |
11 |
Con corrimano |
|
Scala Ripida |
33 |
19 |
Con corrimano |
|
Scala per il camminamento 1° parte |
32 |
20 |
Con corrimano |
|
Scala di pietra per il camminamento 2° parte |
31 |
19 |
Con corrimano |
|
Scala del Duca di Atene -1°rampa |
30 |
20 |
Con corrimano - Questa scala comprende anche alcune rampe a chiocciola. |
|
Scala del Duca di Atene -2°rampa |
29 |
20 |
Con corrimano |
|
Scala del Duca di Atene -3°rampa |
29 |
19 |
Con corrimano |
|
Scala per il laboratorio magnifici apparati prospettici |
30 |
17 |
Con corrimano |
|
Scala dal mappamondo (guardaroba) al laboratorio civiltà rinascimentale |
30 |
17 |
Con corrimano |
|
Scala dalla Loeser alla Scala Piana |
32 |
17 |
Con corrimano |
|
Scala dal ballatoio Salone dei 500 al soffitto - Rampa inferiore |
28 |
18 |
Con corrimano |
|
Scala dal ballatoio Salone dei 500 al soffitto - Rampa superiore |
27 |
20 |
Con corrimano |
|
Scala per uffici Fabbrica di Palazzo Vecchio |
25 |
18 |
Con corrimano |
|
Scala per lo scrittoio di Cosimo |
28 |
19 |
Senza corrimano su lato aperto |
Le gradinate non hanno tutte misure conformi a quanto normalmente indicato dai manuali professionali (pedata 28-30cm, alzata 16-18cm). Fatto presumibilmente dovuto ad esigenze estetiche ed a mutamenti effettuati in periodi diversi del palazzo. Ovviamente data la storicità del luogo non è possibile intervenire fisicamente se non con una buona manutenzione ed illuminazione e raccomandando agli utilizzatori la massima attenzione soprattutto percorrendo le gradinate ad alzata maggiore.
I seguenti passaggi:
sono da considerarsi intrinsecamente pericolosi e non rispondenti alla normativa attuale. Il DPR 547/55 agli articoli 10, 16 e 27 richiede in corrispondenza anche di balconi, posti di lavoro o di passaggio l’esistenza di parapetti normali con arresto al piede o altre protezioni equivalenti.
Il parapetto normale con arresto al piede descritto all’art. 26 è costituito in materiale rigido di almeno un metro di altezza, almeno 2 correnti di cui quello intermedio a metà altezza circa, ben fissato per resistere al massimo sforzo cui può essere assoggettato e fascia continua poggiante sul piano di calpestio di almeno 15 cm.
In ogni caso è necessario rendere normali i parapetti dei passaggi citati e tutti quelli che non lo siano. A tale scopo sono stati previsti interventi al punto 9 del presente documento.
Le superfici vetrate, che arrivano fino ad altezze inferiori al metro, in ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…), devono essere di vetro di sicurezza o rivestite con pellicola antischegge. Occorre quindi intervenire sulla vetrinetta lato biglietteria-stanza book-shop. A tale scopo è stato previsto un intervento al punto 9 del presente documento.
|
5.11 |
Rischio Mobbing |
Il MOBBING è una forma di terrore psicologico che viene esercitato sul posto di lavoro attraverso azioni ostili ripetute effettuate nei confronti di un lavoratore per un lungo periodo da parte dei colleghi o dai datori di lavoro.
Si riporta qui di seguito la definizione contenuta nel DISEGNO DI LEGGE n. 122, Disposizioni a tutela dei lavoratori dalla violenza o dalla persecuzione psicologica:
Art. 1.
(Finalità e definizioni)
1. La presente legge è diretta a tutelare i lavoratori da atti e comportamenti ostili che assumono le caratteristiche della violenza o della persecuzione psicologica, nell’ambito dei rapporti di lavoro.
2. Ai fini della presente legge, per violenza o persecuzione
psicologica si intendono gli atti posti in essere e i comportamenti tenuti da
datori di lavoro, superiori gerarchici o pari grado nei confronti del lavoratore,
finalizzati a danneggiare quest’ultimo e svolti con carattere sistematico, continuato
e con palese predeterminazione.
3. Gli atti e i comportamenti rilevanti ai fini della
presente legge si traducono in maltrattamenti verbali, nell’ingiustificata rimozione
da incarichi già affidati, nell’esclusione dalla comunicazione di informazioni
rilevanti per lo svolgimento delle attività lavorative, nella svalutazione
dei risultati ottenuti, nella mancata prospettiva di progressione di carriera,
in trasferimenti non oggettivamente motivati e in altri atteggiamenti di carattere
manifestamente vessatorio e ingiustificato che modificano la personalità
del lavoratore e che possono indurlo ad abbandonare il lavoro.
Le forme che il mobbing può assumere sono molteplici: dalla semplice emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall'assegnazione di compiti dequalificanti alla compromissione dell'immagine sociale nei confronti del pubblico, dei collegi e dei superiori.
I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.
II datore di lavoro, in applicazione dell'art. 2087 c.c. che impone di adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, ha provveduto anche tramite il medico competente ed il responsabile prevenzione e protezione ad effettuare frequenti visite agli ambienti di lavoro e colloqui con i dipendenti per verificare la presenza o meno di sintomi di mobbing.
Ad oggi non né è stata rilevata alcuna forma.
|
5.12 |
Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante. |
In questa sede di lavoro, salvo i cortili, la terrazza di Saturno ed il camminamento di ronda, l’attività è svolta principalmente al chiuso. In ogni caso non vi sono cortili contenenti piante di alto fusto.
|
5.13 |
Guida di veicoli a motore. |
Non è previsto che il personale operante in questa sede utilizzi veicoli a motore.
Qualora ciò dovesse accadere sarebbero utilizzati normali autoveicoli e motoveicoli anche a trazione elettrica di proprietà del Comune di Firenze.
Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:
|
5.14 |
Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone. |
In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente ma negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.
Il comportamento da tenere è comunque il seguente:
a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.
E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:
|
5.15 |
Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono. |
Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:
|
5.16 |
Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno. |
Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.
Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:
|
5.17 |
Rischio Rapina. |
In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Ma il rischio viene comunque considerato.
In caso di rapina occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello necessario in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:
|
5.18 |
Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici. |
In questa sede di lavoro si è avuto un solo precedente, relativo però alla parte uffici, ma data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.
E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.
Generalmente gli agenti chimici o batteriologici si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).
L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.
Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.
In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:
Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.
PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.
Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.
Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.
In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o, se di piccole dimensioni, anche il cestino dei rifiuti o altro.
Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.
Lavare le mani con acqua e sapone.
Informare le autorità sanitarie e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.
Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.
Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.
Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.
In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.
In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.
Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.
Informare le autorità sanitarie e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.
|
5.19 |
Rischio Terremoto. |
Il terremoto consiste in un rapido movimento del suolo originato da fratture di strati rocciosi all’interno della crosta terrestre. L’energia sprigionata si propaga con onde elastiche che vengono avvertite come "scosse" della superficie terrestre.
Le scosse trasmettono una "vibrazione" ossia uno spostamento rapido in una direzione e successivamente nell’altra dei corpi solidi ancorati al terreno.
Le scosse di terremoto quindi sottopongono le strutture degli immobili a degli stress che possono causare anche il crollo.
Per il terremoto non è possibile prevedere il momento dell’evento ma è comunque possibile prevederne gli effetti e stabilire i comportamenti più idonei nel caso dell’evento.
Durante il terremoto il pericolo non viene dal fenomeno in quanto tale ma dai sui effetti ossia, crolli di immobili, strutture, ponti, tralicci, alberi, incendi dovuti a corti circuiti o fughe di gas da tubature rotte.
Quindi il comportamento deve essere diverso a seconda del fatto che ci si trovi dentro una struttura o all’esterno.
In caso di terremoto è importante non farsi vincere dal panico per poter agire con la necessaria lucidità per portarsi al sicuro. Durante lo spostamento meglio evitare di correre per limitare il rischio di cadute e di inciampo soprattutto se il suolo è ingombro di detriti corpi caduti dall’alto o crepe.
All’interno:
Durante la scossa:
Dopo la scossa:
Per portarsi all’esterno:
All’esterno:
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5.20 |
Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche. |
In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l’esposizione a vibrazioni meccaniche.
Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 4 punto 7 del dlgs 187/05 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi all’esposizione a vibrazioni non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.
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6 |
SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT. |
Dai dipendenti del Servizio musei sono utilizzati solo due videoterminali, della Sig.ra Gentili e della Sig. ra Garzanti.
Quasi tutto il personale del Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio utilizza videoterminali.
Il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti. Il Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT.
Le schede (ora disponibili anche sulla rete civica del comune di Firenze a cura del Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione) vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.
Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).
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NOTA: Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo: Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze |
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7 |
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO. |
La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.
Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.
Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:
In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.
Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.
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8 |
VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO. |
Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO ELEVATO come previsto alle lettere g ed n del punto 9.2 del DM 10.03.98 (Superficie superiore a 10.000 mq e possibile presenza di più di 1.000 persone ). Il personale comunale infatti ha la formazione antincendio per RISCHIO ELEVATO, come gia esposto al punto 2.01 del documento.
La valutazione ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.
In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti. Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.
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8.01 |
Rischi d’incendio connessi al tipo di attività. |
L’attività è tipicamente quella espositiva delle opere entrocontenute ed il personale ha compiti di sorveglianza e talvolta provvede a piccole pulizie. Alcune unità di personale curano il rilascio ed il controllo dei biglietti.
L’orario di lavoro è descritto al punto 2.01.
Non esistono:
Per la realizzazione dell'attività sopradescritta, fondamentalmente di sorveglianza alle opere esposte, piccole pulizie e bigliettazione la direzione impiega i dipendenti interni ed esterni come descritto in pianta organica al punto 2.01.
Si ritiene che i rischi d’incendio legati al tipo di attività siano contenuti.
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8.02 |
Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati. |
Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per:
Materiali utilizzati per le pulizie, ripostigli con materiale cartaceo, arredi lignei o materiale comunque infiammabile.
In particolare nei depositi prospicienti la collezione Loeser sono immagazzinati numerosi quadri con cornici lignee. In questi depositi il rischio d'innesco non è rilevante in quanto non dotati di impianto elettrico e accessibili solo da personale esperto e ben identificato.
Ai piedi della scala di pietra per il camminamento si trova un piccolo deposito di infiammabili del laboratorio di restauro degli arazzi, in esso sono contenute moderate quantità di stoffe, tessuti e prodotti chimici, anche infiammabili, utilizzati per il restauro.
Nell’interno non vi sono rischi di innesco, i prodotti chimici sono contenuti in armadio metallico ignifugo dotato di serratura, l’ambiente è servito da due estintori, ben chiuso ed accessibile solo da personale esperto e ben identificato.
Come previsto dal DM 10/3/98 allegato 2, punto 3, quarto comma la porta di detti depositi deve essere resistente al fuoco. A tale scopo è previsto un intervento al punto 9 del documento.
Sono adottate comunque le seguenti misure di prevenzione:
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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Uso improprio dei materiali per le pulizie. |
Informare il personale dell’uso a soli fini di pulizia del materiale ed evitarne l’uso come fonte di calore. |
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Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali |
Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico. |
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Innesco causato da sigarette |
Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali (vedi anche il punto 5.09 bis del presente documento). |
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Innesco dovuto a cestini dei rifiuti |
Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo. |
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8.03 |
Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi. |
L’attività come più sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature in quanto trattasi di attività di custodia.
In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.
Nel palazzo esistono due sezionatori di emergenza, uno nella sala degli elettricisti prospiciente il cortile della dogana e l’altro nel corpo di guardia dei vigili. Il sezionatore manuale è invece posto nello scantinato accessibile dal lato di via dei Leoni.
L’impianto elettrico, migliorabile in alcuni aspetti, è già oggetto di approfondimenti e studi effettuati dal servizio competente per valutare le tipologie di interventi necessari.
Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:
I rilevatori automatici d'incendio sono installati, dispongono di avviso ottico e sonoro sia sul posto che nel corpo di guardia della Polizia Municipale di Palazzo Vecchio, la Direzione competente per l'impiantistica provvede alla corretta manutenzione dell'impianto.
Gli estintori sono installati ed il personale controlla che venga effettuata la loro verifica con cadenza semestrale.
Si adottano inoltre le seguenti misure di prevenzione:
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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Uso di fiamme libere (fornellini). |
Il personale deve essere informato del divieto di uso di qualunque tipo di attrezzatura che generi fiamme libere come i fornellini di qualunque genere. |
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Uso improprio delle stufe elettriche |
Informare il personale di non rimuovere parti o pannelli di protezione soprattutto delle parti elettriche delle stufe. |
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Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe. |
Disporre l’apparato distante da opere lignee (anche per ragione di conservazione delle medesime), possibilmente vicino alla parete ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero del cavo elettrico e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta. |
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Incendio di parti di arredo. |
Evitare che in prossimità delle opere vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Vietare di fumare apponendo il relativo cartello di divieto. |
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Malfunzionamento dei rilevatori automatici d'incendio. |
La Direzione competente per l'impiantistica segue il piano di manutenzione stabilito per l'impianto automatico di rilevazione incendi. |
| 8.04 |
Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento. |
Il Palazzo Vecchio, sito nel centro di Firenze, fu eretto tra la fine del Duecento e l'inizio del trecento come sede del governo cittadino. L'antico nucleo architettonico, comprendente la Sala d'Armi, il Primo Cortile ed i locali attorno viene attribuito ad Arnolfo di Cambio.
Nel corso dei secoli il Palazzo ha subito ristrutturazioni ed ampliamenti; i più significativi risalgono al Quattrocento, per opera di Michelozzo, di Giuliano e di Benedetto da Maiano ed al Cinquecento, per opera del Vasari e dei suoi collaboratori, quando ,all'epoca di Cosimo I° dè Medici, il palazzo divenne sede del duca e della sua famiglia (1540).
Il ciclo artistico di Palazzo Vecchio può dirsi concluso sul finire del Cinquecento dopo il trasferimento della famiglia Medici nella nuova residenza presso la collina di Boboli. Da allora l'edificio cominciò a chiamarsi Palazzo Vecchio.
Durante il governo Lorena (1739-1859) e nell'intervallo di tempo che vide l'occupazione francese (1812-14), ma soprattutto nel periodo in cui Firenze divenne capitale d'Italia (1865), il palazzo fu progressivamente alterato nelle sue strutture per essere adattato alle esigenze d'uso che di volta in volta si presentavano più urgenti. Dal 1872 il Comune di Firenze vi ha stabilito la propria sede.
Il complesso è in gran parte in muratura e pietra. Alcune sale sono rivestite con arazzi e legno come pure alcuni soffitti a cassettone.
Il rischio d'incendio non è quindi particolarmente elevato. I soffitti sono molto alti ma gli arazzi ed i rivestimenti lignei possono arrivare fino al pavimento, è quindi opportuno adottare le misure di prevenzione come già esposto nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 ed in più:
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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Incendio di parti di rivestimento. |
Evitare che in prossimità dei rivestimenti vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Vietare di fumare apponendo il relativo cartello di divieto. |
| 8.05 |
Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro. |
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Sotto: Immagine della biglietteria a piano terreno. |
Il percorso museale di Palazzo Vecchio, che si sviluppa dal piano terreno fino al camminamento di ronda, è così articolato:
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NOTA - Nell’ambiente vi sono altri locali utilizzati dall’Associazione il Museo dei Ragazzi che fanno parte dell’area museale ma con caratteristiche particolari:
Per i dettagli è opportuno contattare il relativo datore di lavoro |
Nel Palazzo si trovano 2 ascensori:
E' installata apposita segnalazione che vieta l'uso degli ascensori in caso di emergenza.
Il complesso di Palazzo Vecchio comprende vari ambienti ed attività.
Il DM 569/92 all’art. 4 prevede che i locali in cui si svolgono le attività disciplinate dal DM stesso non siano in comunicazione con altri locali in cui si svolgono attività non in relazione a quella principale. Qualora ciò si verifichi la comunicazione deve essere protetta mediante infissi con caratteristiche REI 120.
E’ quindi necessario, nel corso del miglioramento della prevenzione antincendio prevedere, qualora non già esistenti, l’installazione di infissi aventi le caratteristiche necessarie sulle vie di comunicazione tra ambienti museali e quelli in cui si svolge attività diversa.
Tenendo conto della particolarità e della storicità dell’immobile, si ritiene che il responsabile del procedimento, in sede di adeguamento della struttura, valuti la possibilità di richiedere deroghe per non compromettere la conservazione storico-artistica dell’ambiente.
A tale scopo è previsto un intervento al punto 9 del documento.
Per limitare i rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, si adottano comunque le misure di prevenzione illustrate nella tabella:
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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Passaggi e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali |
Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero. |
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Pavimento in cattivo stato di manutenzione |
Mantenimento e conservazione dei passaggi con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione alla Direzione competente quando necessario |
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Insufficiente segnalazione di emergenza e/o indicazione/segnalazione delle vie di uscita. |
*** Mantenimento ed implementazione di una corretta segnaletica di emergenza e delle vie di uscita. |
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Insufficiente illuminazione della via di uscita. |
Buona illuminazione della via d’uscita anche tramite illuminazione di emergenza. |
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Soggetti bloccati negli ascensori in caso di emergenza. |
Mantenimento dell’apposita segnaletica che ne vieti l'uso in caso di emergenza. |
*** A questo scopo è previsto un intervento al punto 9 del documento.
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8.06 |
Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi. |
I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo complesso, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo influenzata dalle caratteristiche strutturali.
Questo complesso è situato in posizione centrale, molto conosciuto ed ha un'affluenza di visitatori piuttosto consistente, la media dei visitatori è elevata ed in periodi di particolare densità turistica si possono avere picchi di 1.700 visitatori giornalieri (vedi punto 2.02 del documento).
Da un punto di vista della motilità dei presenti si deve tener conto di quanto segue:
Passiamo qui di seguito a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.
Dato che nella sede hanno luogo attività diverse tra loro, musei, uffici, book shop ed attività istituzionali per questa stima si segue il disposto del DM 10/3/98 che commisura l'affollamento massimo alle capacità di deflusso del sistema.
Per effettuare la valutazione complessiva dei interi quartieri monumentali, vista la loro complessa articolazione, si ritiene opportuno suddividere la valutazione in 5 fasi:
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Fase 1 |
Valutazione delle presenze ammissibili teoriche io ogni singolo ambiente. |
CAMMINAMENTO
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Immagine dell’inizio della scala di pietra di uscita, si nota il cartello di segnalazione. |
Alla data del 24/01/2006 l’ambiente è chiuso al pubblico per lavori. Ipotizzando una possibile riapertura alle visite la valutazione viene comunque effettuata. Il Camminamento si sviluppa sul perimetro esterno dell’ala trecentesca di Palazzo Vecchio con annesso il laboratorio di restauro degli arazzi per una superficie di circa 530 mq. Nel laboratorio operano mediamente 8-9 persone con un massimo di 15. La via di uscita è unica, costituita da un'antica scala in pietra all'interno della torre di Arnolfo di 2 rampe (dimensione minima di passaggio di 70cm) che porta alla Scala Piana. Questa dal quartiere di Eleonora arriva fino al cortile (larghezza minima di 126 cm al cancelletto lato salone dei 200). Tenendo conto che il passaggio è unico, disagevole e non rispondente in ogni sua parte alla dimensione minima stabilita dal DM 10/3/98 è opportuno intervenire come previsto dal comma 8 punto A dell'all. 1.4.5 procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 50 a 30 persone. |
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L'accesso agli eventuali visitatori deve quindi essere regolato in chiave con la numerosità dei dipendenti presenti nel laboratorio di restauro come segue:
30 - (dipendenti presenti nel laboratorio) = visitatori che possono accedere al camminamento.
Quindi nei momenti di massima presenza nel laboratorio (15 persone) solo 15 (30-15) visitatori contemporaneamente potranno accedere al camminamento.
UFFICI FABBRICA DI PALAZZO VECCHIO
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Sotto: |
Trattasi di una serie di locali raggiungibili tramite una serie di rampe non molto ampie ed agevoli la cui larghezza di passaggio minima è di 86 cm.. I locali dispongono anche di altre due uscite di emergenza, una lato uffici con luce di passaggio minima di 80 cm ed una lato stanzone con luce di passaggio minima di 70 cm. Tenendo conto che uno dei passaggi non è perfettamente rispondente al minimo stabilito dal DM 10/3/98 è opportuno intervenire come previsto dal comma 8 punto A dell'all. 1.4.5 procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 150 a 90 persone. In questo ufficio opera un organico di 16 persone, ritenendo fisiologica la mancanza del 20% dell’organico per ragioni di servizio, ferie o malattia la presenza media effettiva è stimabile in 13 persone. Anche considerando la possibile presenza di alcuni visitatori nell’ambiente non si troveranno più di 20 persone. |
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Quartiere di Eleonora, SALA DELL'UDIENZA, SALA DEI GIGLI, GUARDAROBA E CANCELLERIA
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Sotto: |
Situato al piano terzo al disotto della zona del camminamento è un insieme di locali comunicanti con un estensione di circa 880 mq. Il locale ha 2 uscite, una costituita dal ballatoio del salone dei 500 (lato scala ripida) con un passaggio di dimensione minima di 76 cm nel ballatoio e piuttosto lunga, l'altra (lato scala piana) con passaggio minimo di 126 cm che porta direttamente nel cortile. Le vie di fuga costituiscono tre moduli di uscita con una capacità di deflusso di 150 persone. Tenendo conto però che le vie di fuga sono abbastanza lunghe ed una non è perfettamente rispondenti ai requisiti di dimensione minima di passaggio è opportuno intervenire come previsto dal comma 8 punto A dell'all. 1.4.5 del dm 10/3/98 procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 150 a 90 persone. |
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QUARTIERE DEGLI ELEMENTI
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Sotto: |
Situato al piano terzo nell'ala est del palazzo è un insieme di locali comunicanti con un estensione di circa 470 mq. Il locale ha una uscita costituita da una scala con un passaggio di dimensione minima di 117 cm. La via di fuga costituisce due moduli di uscita con una capacità di deflusso di 100 persone. Tenendo conto che la via di fuga è abbastanza lunga è opportuno intervenire come previsto dal comma 8 punto A dell'all. 1.4.5 del dm 10/3/98 procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 100 a 80 persone. |
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Dovendo coordinare il piano di emergenza dei Quartieri Monumentali con quello della parte di Palazzo adibita ad uffici nella valutazione complessiva è necessario tener conto che a metà della scala ripide si apre una porta utilizzabile in caso di emergenza dal personale proveniente dalla zona Avvocatura. E’ un passaggio costituito da un’antica porta apribile sulle due ante con maniglie a spingere ed in caso di emergenza, come comunicato dal Responsabile Prevenzione e Protezione dei datori di lavoro della zona uffici, potrebbe essere utilizzata da un massimo di 20 persone.
COLLEZIONE LOESER
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Sotto: |
Situata al piano secondo nell'ala ovest del palazzo è un insieme di locali comunicanti con un estensione di circa 880 mq. I locali hanno due accessi costituiti dalla porta a vetri con passaggio minimo di 110 cm e dalla porta sulle scale con passaggio minimo di 113 cm. Le due uscite costituiscono 2 moduli di uscita per una capacità di deflusso di 100 persone. Le due vie di fuga si affacciano comunque entrambe sulla Scala Piana la cui portata per le ragioni specificate in seguito è inferiore, quindi l’affollamento massimo ammissibile dovrà ridursi. |
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SALONE DEI CINQUECENTO E SALA LEONE X°
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Sotto: |
Il salone, situato al piano primo nella parte centrale del palazzo, è un unico locale con un estensione di circa 1400 mq., su un lato si trova la sala di Leone X° con un estensione di circa 200 mq. Il salone ha 3 uscite:
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Le vie di fuga sono quindi 3, tutte di dimensioni superiori a 120 cm, e rappresentano sei moduli unitari di uscita con una capacità di deflusso di 300 persone.
Di fatto esiste un’ulteriore uscita nella sala di Leone X che tramite un corridoio dell’ufficio del Sindaco porta alla scala che proviene dai piani superiori ed arriva in via dei Leoni. La luce minima di questo passaggio è di 105 cm per un modulo. Questa via di fuga è piuttosto lunga e serve anche altri utilizzatori che operano negli uffici. Come comunicato dal Responsabile Prevenzione e Protezione dei datori di lavoro della zona uffici, non è i ipotizzabile utilizzarla come via di fuga anche per i quartieri monumentali.
La capacità totale di deflusso dal Salone dei 500 è quindi di 300 persone.
NB. La capacità di 300 persone è ammissibile, come illustrato in seguito, solo nel caso che il museo o almeno la Collezione Loaser sia chiusa, non vi siano eventi nel salone dei 200, qli uffici chiusi o almeno quelli del primo piano vuoti per cui le tre uscite del salone siano tutte utilizzabili per lo sfollamento del salone stesso vedi prospetto seguente:
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N. |
Via di fuga |
Dimensione Cm |
Moduli di passaggio |
Capacità di deflusso |
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1 |
Uscita principale |
139 |
100 |
|
|
2 |
Uscita pedana delle udienze |
138 |
100 |
|
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3 |
Uscita lato corpo di guardia vigili |
123 |
100 |
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Totale cm |
400 |
6 in totale |
300 |
|
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Capacità massima teorica ammissibile ---------------à |
300 |
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Per la capacità effettiva del Salone durante il funzionamento del museo e degli uffici nonché della necessità del coordinamento tra datori di lavoro si veda le considerazioni seguenti sulle vie di fuga e sulle presenze effettive nell’ambiente.
|
Fase 2 |
Valutazione della portata effettiva delle vie di fuga, tenendo conto: del pubblico, del personale afferente ad altri datori di lavoro, presenze legate ad eventi istituzionali. |
VIA DI FUGA 1 - Scala Piana, prospiciente al Salone dei Gigli lato Gondi.
Questa scala ha una serie di cancelli in ferro battuto le cui semiante fisse, hanno un passaggio minimo di 142 cm pari a due moduli unitari, con una capacità massima di deflusso di 100 persone.
|
Sotto: |
I punti più stretti della Scala Piana lato Gondi sono rappresentati da 3 semicancelli in ferro battuto con una luce di passaggio minima di 145 cm che si trovano rispettivamente prima del recetto, dopo l’uscita dalla pedana delle udienze e sull’ultimo ramo della scala. Sarebbe possibile aumentare di 50 unità la capacità di deflusso rendendo apribili i semicancelletti dato che il passaggio minimo diverrebbe superiore a 180 cm pari a tre anziché due moduli. A questo scopo è prevista la valutazione di un possibile intervento al punto 9 del documento. |
|
|
Nei casi di emergenza questa scala sarà usata dalle persone provenienti da:
SERVIZIO MUSEI
I presenti nella Collezione Loeser, limitati a 35 unità (per le ragioni che saranno esposte in seguito), utilizzeranno il ramo della Scala Piana lato Gondi e ridurranno la capacità di sfollamento per il salone dei 500 di 35 unità.
In caso di consiglio comunale le presenze sono le seguenti [come comunicato dal servizio prevenzione e protezione dei datori di lavoro operanti nella zona non monumentale]:
1) consiglieri e personale 95
2) pubblico 55
3) visitatori al bar 25
per un totale di 175 unità di cui 100 utilizzeranno la Scala Piana lato Gondi e di fatto la renderanno totalmente inutilizzabile per primo ed il secondo piano del museo [piani adiacenti] per cui durante i consigli comunali è necessario chiudere la collezione Loeser.
VIA DI FUGA 2 - Scala Piana, lato Ninna.
Questa scala ha un cancello in ferro battuto le cui semiante fisse, hanno un passaggio minimo di 142 cm pari a due moduli unitari, con una capacità massima di deflusso di 100 persone.
Il cancello si trova sull’ultimo ramo della scala.
Sarebbe possibile aumentare di 50 unità la capacità di deflusso rendendo apribili i semicancelletti dato che il passaggio minimo diverrebbe superiore a 180 cm pari a tre anziché due moduli.
A questo scopo è prevista la valutazione di un possibile intervento al punto 9 del documento.
Nei casi di emergenza la Scala Piana lato Ninna sarà usata dalle persone provenienti da:
SERVIZIO MUSEI
1) Presenti nel salone dei 500
ALTRE UTENZE con portate [come comunicato dal servizio prevenzione e protezione degli altri datori di lavoro]
1) ufficio stampa 10
2) sala conferenze 15
3) sala incontri 25
4) sala degli 8 25
per un totale di 75 unità che utilizzeranno il ramo della Scala Piana lato Ninna e di fatto ridurranno la capacità di deflusso disponibile per il museo di 75 unità.
VIA DI FUGA 3 – Scala ripida - Salone dei cinquecento –Scala corpo di guardia
Questa scala ha un cancello in ferro battuto le cui semiante fisse, hanno un passaggio minimo di 128 cm pari a due moduli unitari, con una capacità massima di deflusso di 100 persone.
Il cancello si trova sull’ultimo ramo della scala.
Sarebbe possibile aumentare di 50 unità la capacità di deflusso rendendo apribili i semicancelletti dato che il passaggio minimo diverrebbe superiore a 180 cm pari a tre anziché due moduli.
A questo scopo è prevista la valutazione di un possibile intervento al punto 9 del documento.
Nei casi di emergenza la scala dietro al corpo di guardia sarà usata dalle persone provenienti da:
SERVIZIO MUSEI
1) Presenti nel salone dei 500
ALTRE UTENZE con portate [come comunicato dal servizio prevenzione e protezione degli altri datori di lavoro]
1) passaggio proveniente dall’Avvocatura [piano adiacente] 20
2) passaggio proveniente dalla Sala di Lorenzo. 40
per un totale di 60 unità che utilizzeranno il la scala dietro al corpo di guardia e di fatto ridurranno la capacità di deflusso disponibile per il museo di 60 unità.
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Fase 3 |
Adeguamento delle presenze ammissibili in ogni ambiente per renderle compatibili alle portate delle vie di fuga. |
Il dm 10.3.98 impone di verificare che le presenze nei due piani adiacenti di numerosità più elevata siano compatibili con le portate delle vie di fuga. Occorre quindi rimodulare le presenze ammissibili nei vari ambienti in modo da renderle compatibili con le portate delle vie di fuga; a tal proposito si veda la tabella seguente:
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Vie di fuga: |
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|
piano 5° |
|
vgondi |
= scala piana lato via dei Gondi |
|||
|
restauro arazzi |
15 |
vninna |
= scala piana lato via della Ninna |
|||
|
camminamento |
15 |
corpo guardia |
= scala ripida -Salone dei 500 – Scala dietro al corpo di guardia dei vigili |
|||
|
|
|
|
||||
|
piano 4° |
|
4-5 |
|
|
|
|
|
fabbrica |
20 |
vgondi |
20 |
eleonora |
|
|
|
vninna |
30 |
camminamento+restauro arazzi |
||||
|
corpo guardia |
|
|
|
|||
|
piano 3° |
|
3-4 |
|
|
|
|
|
eleonora |
65 |
vgondi |
65 |
quartieri di Eleonora |
||
|
elementi |
80 |
vninna |
100 |
fabbrica+quartieri elementi |
||
|
corpo guardia |
|
|
|
|||
|
piano2° |
|
2-3 |
|
|
|
|
|
Loeser |
35 |
vgondi |
100 |
loeser+quartieri di Eleonora |
||
|
Avvocatura |
20 |
-----┐ |
vninna |
100 |
quartieri elementi+avvocatura |
|
|
| |
corpo guardia |
|
|
|
||
|
| |
||||||
|
| |
||||||
|
piano 1° affollamento massimo |
|
| |
salone 5oo |
130 |
|
300-170=130 |
|
|
|
v |
|
|
||
|
sala di Lorenzo |
40 |
-->-┤ |
1-2 affollamento massimo |
|
||
|
uff.stampa |
10 |
v |
vgondi |
35 |
loeser |
|
|
Conferenze |
15 |
| |
vninna |
75 |
uff. stampa+ sala conf.+sala incontri+sala degli 8 |
|
|
sala incontri |
25 |
| |
|
|||
|
sala 8 |
25 |
| |
corpo guardia |
60 |
sala di Lorenzo+avvocatura |
|
|
totale ------------------> |
115 |
| |
totale |
170 |
|
|
|
| |
||||||
|
| |
||||||
|
piano 1° consiglio |
|
| |
salone 5oo |
65 |
|
300-235=65 |
|
loeser chiusa |
0 |
| |
|
|
||
|
consiglieri + addetti |
95 |
| |
1-2 consiglio |
|
||
|
Pubblico |
55 |
| |
vgondi |
100 |
consiglieri+(5 del pubblico) |
|
|
al bar |
25 |
| |
vninna |
75 |
(pubbico-5)+ presenti al bar |
|
|
|
175 |
└---> |
corpo guardia |
60 |
sala di Lorenzo+avvocatura |
|
|
totale |
235 |
|
|
|||
Per il salone dei 500 si ritiene di presentare due esempi "presumibili" di funzionamento:
|
1-2 affollamento basso infrasettimanale |
salone 5oo |
205 |
|
300-95=205 |
||
|
|
|
|||||
|
|
|
|
|
|||
|
sala di Lorenzo |
40 |
1-2 affollamento basso –infrasettimanale |
|
|||
|
uff.stampa |
0 |
vgondi |
35 |
Loeser |
|
|
|
Conferenze |
0 |
vninna |
0 |
uff.stampa+conferenze+sala incontri+sala8 |
||
|
sala incontri |
0 |
|
||||
|
sala 8 |
0 |
corpo guardia |
60 |
sala di Lorenzo+avvocatura |
||
|
totale -----> |
40 |
Totale |
95 |
|
|
|
|
piano 1° - uffici chiusi (Domenica) |
|
salone 5oo |
265 |
|
300-35=265 |
|
|
|
|
|
|
|||
|
Sala di Lorenzo |
0 |
piano 1° - uffici chiusi (Domenica) |
|
|||
|
uff.stampa |
0 |
vgondi |
35 |
Loeser |
|
|
|
Conferenze |
0 |
vninna |
0 |
uff.stampa+conferenze+sala incontri+sala8 |
||
|
Sala incontri |
0 |
|
||||
|
Sala 8 |
0 |
corpo guardia |
0 |
sala di Lorenzo+avvocatura |
||
|
totale --------> |
0 |
Totale |
35 |
|
|
|
Come si nota le 3 vie di fuga vengono impegnate per una portata massima di 100 persone e di fatto la capienza effettiva del salone dei 500 è costituita, come si evince dai due casi sopra considerati, dalla portata residua della massima consentita dalle 3 vie di fuga.
Di seguito si è provveduto a preparare un riepilogo dell’adeguamento delle presenze massime nei vari ambienti. Per il salone dei 500 si sono considerati i casi come nelle tabelle precedenti:
|
ambiente |
affollamento teorico ammissibile |
criteri di limitazione affollamento |
entità riduzione |
capacità compatibile con le portate delle vie di fuga |
|
Camminamento e laboratorio di restauro |
30 |
Nessuna limitazione |
0 |
30 |
|
Uffici Fabbrica di Palazzo vecchio |
90 |
Affollamento non superire alle necessità operative effettive dell’ufficio. |
70 |
20 |
|
quartieri di Eleonora |
90 |
Ridotto per mantenere la compatibilità con le portate delle vie di fuga. |
25 |
65 |
|
quartiere degli elementi |
80 |
Nessuna limitazione |
0 |
80 |
|
collezione loeser |
100 |
Ridotto per mantenere la compatibilità con le portate delle vie di fuga. |
65 |
35 |
|
salone dei 500 ESEMPIO 1 |
300 |
Ridotto per mantenere la compatibilità con le portate delle vie di fuga. CON CONSIGLIO COMUNALE ED UFFICI APERTI – MUSEO APERTO CON COLLEZIONE LOESER CHIUSA |
235 |
65 |
|
salone dei 500 ESEMPIO 2 |
300 |
Ridotto per mantenere la compatibilità con le portate delle vie di fuga. MUSEO ED UFFICI APERTI CON AFFOLLAMENTO MASSIMO AL 1°PIANO |
170 |
130 |
|
salone dei 500 ESEMPIO 3 |
300 |
Ridotto per mantenere la compatibilità con le portate delle vie di fuga. MUSEO ED UFFICI APERTI CON AFFOLLAMENTO MEDIO-BASSO AL 1°PIANO |
95 |
205 |
|
salone dei 500 ESEMPIO 4 |
300 |
Ridotto per mantenere la compatibilità con le portate delle vie di fuga. MUSEO APERTO ED UFFICI CHIUSI (DOMENICA) |
35 |
265 |
|
Fase 4 |
Sintesi e considerazioni sugli affollamenti ammissibili nel salone dei 500 |
Le 4 ipotesi esaminate evidenziano:
Si può quindi ritenere che quando nel Salone dei 200 non è in atto il consiglio comunale o manifestazioni di altro genere mediamente** un affollamento di 170 persone sia ammissibile nel Salone dei 500
|
**NOTA si rimarca il fatto che trattasi di affollamento medio in quanto le presenze ammissibili oscillano circa tra i valori di 130 e 205 e dipendono dall’affollamento effettivo del 1° e del 2° piano. L’affollamento ammissibile comunque risulta SEMPRE (come già specificato) dalla portata residua delle 3 vie di fuga che è pari a 300. |
|
Il servizio Centrale di Prevenzione e Protezione ha elaborato una serie di tabelle che valutano l’andamento PREVEDIBILE delle presenze al primo piano nei vari giorni della settimana e in vari momenti del giorno per cui indicano esattamente le presenze ammissibili nel salone. Ovvio che in caso di variazione nelle modalità di fruizione dei locali del primo piano i valori di presenza possono cambiare e quindi influenzare i dati di presenza ammissibile. |
** NOTA SUI LOCALI AL LIVELLO TERRENO-CORTILE
I locali siti al terreno dispongono di ingressi/uscite autonome nel cortile del Palazzo e di fatto non apportano alcuna variazione sul complesso dei quartieri monumentali ma solo sull'affollamento che si riverserà nel cortile.
Nei locali vi sono 4 uscite:
|
USCITA |
DIMENSIONE |
MODULI |
|
|
1 |
Porta principale biglietteria cortile |
133 |
2 |
|
2 |
Porta a vetri sul cortile |
108 |
1 |
|
3 |
Porta laboratorio lato vigili |
125 |
2 |
|
4 |
Porta laboratorio lato cortile |
133 |
2 |
|
Totale |
7 moduli |
La porta a vetri in orario di lavoro viene mantenuta sempre apribile dall’interno.
Le due porte del laboratorio ( 3 e 4) sono sempre apribili dall’interno anche se non dotate di maniglia a spinta.
La capacità di smaltimento teorica risulta quindi 350 persone.
Di fatto si stima l’affollamento massimo durante l’operatività di questi locali in 110 unità. Sarà quindi sufficiente fissare in 110 unità l’affollamento massimo per questi locali per operare con un ampio margine di sicurezza al riguardo dei rischi dovuti all’affollamento.
** NOTA SUL CORTILE
|
Sotto: |
In pratica si tratta di un ambiente formato da tre cortili intercollegati interni di Palazzo Vecchio. Il cortile rappresenta un punto nodale per tutte le vie di fuga degli ambienti di Palazzo Vecchio e con i provvedimenti messi in atto in seguito alle tensioni internazionali è opportuno soffermarsi su alcuni aspetti. Il cortile è un grande spazio formato da tre aree, il cortile dell’anagrafe, quello detto della dogana e quello di Michelozzo. Vi sono 4 ampie uscite verso l'esterno, normalmente senza alcun problema di viabilità interna per cui si può ritenere che una volta raggiunto il cortile l'uscita all'esterno è scontata. |
|
|
Descrizione delle 4 uscite vero l'esterno:
La totalità delle uscite rappresenta 15 moduli unitari di passaggio per una capacità di deflusso di oltre 750 unità.
Di fatto l’installazione del controllo tramite metal-detector, ha ridotto/modificato la possibilità di usufruire delle vie di fuga.
Le uscite su Via dei Gondi e su Piazza Signoria sono dotate di check-point con metal-detector ma dispongono di barriere facilmente rimuovibili ed il personale di controllo è informato sulle procedure di apertura di emergenza.
Le uscite su Via della Ninna e su Via dei Leoni sono mantenute in chiusura ma esiste una procedura per cui in caso di emergenza il personale della Polizia Municipale provvede all’apertura in tempi rapidi delle due uscite in questione.
N.B. La procedura è stata anche verificata durante l’ultima esercitazione antincendio effettua in Palazzo Vecchio con risultati positivi. Occorre comunque mantenere aggiornata la procedura per adeguarsi ad eventuali variazioni effettive della viabilità.
|
FASE 5 |
Specchio riepilogativo della capacità dei locali mussali. |
Il seguente prospetto comprende:
|
Ambiente |
affollamento ammissibile o stabilito |
|
|
Camminamento e laboratorio di restauro |
30 |
|
|
Uffici Fabbrica di Palazzo vecchio |
20 |
|
|
quartieri di Eleonora |
65 |
|
|
quartiere degli elementi |
80 |
|
|
collezione loeser |
35 |
|
|
Salone dei 500 |
(valore medio) 170 |
|
|
Totale presenze piani superiori |
------------------------------------> |
400 |
|
Locali al piano terreno |
110 |
|
|
Totale presenze |
------------------------------------> |
510 |
N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata sul documento di evacuazione di emergenza.
Rispettando le limitazioni previste per i vari ambienti ed attuando le misure previste le presenze massime nell’intero complesso rimarranno sempre compatibili con i massimi ammissibili.
In questa sede di lavoro le barriere architettoniche sono ridotte all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .
Altre misure sono riportate dal punto 8.31 del DM 10/3/98 che si riporta integralmente qui di seguito:
"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."
Nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:
|
9 |
PROGRAMMA DI INTERVENTI. |
Come previsto dal dlgs 626/94 si provvede a preparare un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.
Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del dlgs 626/94 art. 4 comma 12, la sicurezza dei locali e degli edifici sono a carico dalle amministrazioni tenute alla loro fornitura. Il datore di lavoro ha richiesto, contestualmente al presente documento ed in forma scritta, l’adempimento dei predetti obblighi ai soggetti che ne hanno l’obbligo giuridico.
Nel caso di Palazzo Vecchio gli interventi previsti sono i seguenti:
Intervento 1
Installazione di porta resistente al fuoco per l’accesso al deposito di materiali utilizzati dal laboratorio di restauro degli arazzi ai piedi della scala di pietra per il camminamento.
Rischio da ridurre: rischio di incendio.
Normativa: DM 10/3/98 allegato 2, punto3, quarto comma.
Riferimento: punto 8.02 del presente documento, pag. 34.
Intervento 2
Installazione di serramenti REI per separazione ambienti museali ed uffici, valutando le migliori soluzioni per il rispetto della normativa compatibili al carattere storico-artistico della sede.
Rischio da ridurre: rischio di incendio.
Normativa: DM 569/92 art. 4
Riferimento: punto 8.05 del documento, pag. 38.
Intervento 3
Installazione del corrimano sul lato aperto della scala del Corridoio di Cosimo e rialzo del parapetto del tratto superiore.
Rischio da ridurre: rischio di caduta.
Normativa: DPR 547/55 articoli 16 e 27.
Riferimento: punto 5.10 del documento, pag. 26.
Intervento 4
Rialzo del parapetto in pietra del passaggio intermedio del Camminamento di Ronda.
Rischio da ridurre: rischio di caduta.
Normativa: DPR 547/55 articoli 16 e 27.
Riferimento: punto 5.10 del documento, pag. 26.
Intervento 5
Rialzo del parapetto della scala per accedere al meccanismo dell’orologio sul Camminamento di Ronda.
Rischio da ridurre: rischio di caduta.
Normativa: DPR 547/55 articoli 16 e 27.
Riferimento: punto 5.10 del documento, pag. 26.
Intervento 6
Sostituire con vetri antisfondamento o rivestire con pellicola trasparente antinfortunio la seguente superficie:
Si ricorda comunque che tutte le vetrature ad altezza inferiore al metro debbono essere rese di sicurezza.
Rischio da ridurre: ferite da caduta di schegge di vetro.
Normativa: dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11.
Riferimento: punto 5.10 del documento, pag. 25.
Intervento 7**
Mantenimento e implementazione della segnaletica di emergenza e di indicazione delle vie di fuga.
[Questa operazione di fatto non è un intervento ma è un aggiornamento continuo della segnaletica all’interno del museo per seguire l’evoluzione della normativa e le variazioni di utilizzo dell’ambiente. Data la specificità del museo l’operazione necessita dell’iniziativa del Servizio Musei Comunali (che potrà anche valersi della collaborazione sia del Servizio Centrale di prevenzione e protezione del Comune che del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione) per mantenere compatibile la tipologia e l’ubicazione della segnaletica con l’ambiente.]
Rischio da ridurre: rischio di incendio.
Normativa: dm 10/3/98 allegato 3 punto 12, dlgs 14/8/96 n. 493, dm 20/5/92 n. 569 art. 3 punto 2 e art. 11 punto 4 e 5.
Riferimento: punto 8.05 del documento, pag. 38.
Nota - Il servizio Musei Comunali, competente per le: modalità di visita; conservazione e mantenimento sia delle opere che dell’ambiente; salvaguardia da danneggiamenti e furti delle opere e dell’arredo, ha ricevuto copia del presente documento e lettera da parte del direttore con l’incarico, relativo all’intervento n. 7, per il mantenimento e aggiornamento della segnaletica di sicurezza in conformità alla normativa vigente ed alle modalità di visita.
Intervento 8**
Valutazione delle possibilità di
per aumentare la capacità dei locali museali
Rischio da ridurre: eventualmente rischio da affollamento
Normativa: - si tratta di un intervento da effettuarsi solo se ritenuto opportuno per aumentare la capacità dei locali del museo.
Riferimento: punto 8.06 del documento, pag. 43,44.
Per questo intervento non si configura una "priorità" specifica, in quanto non si tratta di rimuovere un contrasto con alcuna normativa, ma solo di una possibilità per aumentare la capacità del complesso museale.
Nota – I soggetti competenti ad effettuare gli interventi relativi alla sicurezza dei locali hanno ricevuto copia del presente documento con l'informazione degli interventi previsti e lettera da parte del Direttore per provvedere alla loro esecuzione. I soggetti stessi renderanno noti i tempi necessari e prevedibili per gli interventi.
Analisi della priorità degli interventi
** NOTA per gli interventi 6 ed 7 non si ritiene di effettuare una valutazione della priorità in quanto per l’intervento 6 si tratta di mantenere un aggiornamento continuo e l’intervento 7 rappresenta solo la valutazione di un’opportunità.
Per gli altri interventi previsti si ritiene di dare un ordine di priorità correlato ai rischi relativi. A questo scopo si utilizza la segue la seguente metodologia:
P=Probabilità del verificarsi di un evento dannoso a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:
|
PROBABILITÀ di evento dannoso |
||
|
Valore |
Livello |
Definizione |
|
1 |
Improbabile |
|
|
2 |
Poco probabile |
|
|
3 |
Probabile |
|
|
4 |
Molto probabile |
|
D = Danno potenziale provocato dal rischio a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:
|
entità degli effetti potenziali del DANNO |
||
|
Valore |
Livello |
Definizione |
|
1 |
Lieve |
|
|
2 |
Medio |
|
|
3 |
Grave |
|
|
4 |
Gravissimo |
|
Gli interventi sono tutti a rivolti a ridurre l’entità di rischi, con la moltiplicazione dei due valori si ottiene un indice sintetico chiamato R = Rischio qualitativo che misura la priorità dell’intervento legato al rischio esaminato.
L’indice può quindi assumere un valore tra 1 e 16 ed un valore elevato indica una priorità maggiore.
Qualora gQli interventi siano volti ad attuare misure espressamente previste dalla normativa sono comunque da considerarsi a Priorità Elevata (PE), indipendentemente dal valore dell’indice, in quanto il rispetto della normativa è di per se una priorità.
TABELLA DI RISCHIO QUALITATIVO
|
N. |
INTERVENTO |
RISCHIO |
PROBABILITA’ |
DAN NO |
NORMATIVA |
INDICE DI RISCHIO |
|
1 |
Installazione di porta resistente al fuoco per l’accesso al deposito di materiali utilizzati dal laboratorio di restauro degli arazzi ai piedi della scala di pietra per il camminamento. |
rischio di incendio |
2 |
2 |
SI |
4 PE |
|
2 |
Installazione di serramenti REI per separazione ambienti museali ed uffici, valutando le migliori soluzioni per il rispetto della normativa compatibili al carattere storico-artistico della sede. |
rischio di incendio |
1 |
2 |
SI |
2 PE |
|
3 |
Installazione del corrimano sul lato aperto della scala del Corridoio di Cosimo e rialzo del parapetto del tratto superiore. |
rischio di caduta |
2 |
4 |
SI |
8 PE |
|
4 |
Rialzo del parapetto in pietra del passaggio intermedio del Camminamento di Ronda. |
rischio di caduta |
2 |
4 |
SI |
8PE |
|
5 |
Rialzo del parapetto della scala per accedere al meccanismo dell’orologio sul Camminamento di Ronda. |
rischio di caduta |
2 |
4 |
SI |
8PE |
|
6 |
Sostituire con vetri antisfondamento o rivestire con pellicola trasparente antinfortunio la seguente superficie: vetrinetta lato biglietteria-stanza book-shop. |
Ferite da caduta di schegge di vetro |
3 |
3 |
SI |
9 PE |
|
10 |
DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. |
|
Denominazione documento |
Visibilità |
|
Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. |
Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali |
|
Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1 |
Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali |
|
Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del piano di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Nomina del medico competente |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Nomina degli addetti antincendio |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Nomina degli addetti al primo soccorso |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Registro infortuni |
Segreteria della Direzione Direzione Organizzazione |
|
Verbali riunioni periodiche |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Elenco formazione addetti antincendio |
Direzione Organizzazione |
|
Elenco formazione addetti al primo soccorso |
Direzione Organizzazione |
|
Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi |
Direzione Beni e Servizi Segreteria dei rispettivi Servizi |
|
Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro |
Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio |
|
Schede di informazione sull'uso dei VDT |
Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura |
|
Cartelle sanitarie dei dipendenti |
Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze |
11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.
Il documento illustra i riferimenti normativi le metodologie adottate nella preparazione dello stesso.
Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.
Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.
Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO ELEVATO in quanto compresa nell’allegato 9.2 lettere g ed n del DM 10/3/98 (attività espositive con superficie aperta al pubblico superiore a 10.000 m2; possibile presenza di oltre 1000 persone).
I rischi d’incendio per questa sede non provengono molto da fattori legati al tipo di attività svolte, ma da materiali contenuti, arredi rivestimenti, eventuali malfunzionamenti dell’impianto elettrico.
Per questo tipo di rischi è stato possibile prendere provvedimenti e misure come esplicato nei punti 8.02 e 8.03. Si sono anche attuate le misure di prevenzione previste al punto 8.5, ossia sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.
Il numero massimo di presenze nel complesso viene sempre mantenuto compatibile con gli affollamenti teorici ammissibili, quindi il rischio dovuto all'affollamento è mantenuto nei limiti previsti dalla normativa, punto 8.06.
In questa sede sono contenuti musei, uffici, attrezzature, impianti facenti capo a Direzioni diverse. Il Salone dei 500 è anche usato per scopi non museali da Direzioni diverse dalla Cultura. E' quindi necessario mantenere la collaborazione ed il coordinamento fra i vari soggetti che hanno titolo a permanere od operare in questa sede.
E’ da ritenersi che il complesso PALAZZO VECCHIO-QUARTIERI MONUMENTALI nel suo insieme, rispettando gli affollamenti ammissibili ed adottando le misure di prevenzione e le procedure previste nel presente documento ed in quello di evacuazione di emergenza, possa funzionare in regime di sicurezza.

COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA
PARTE B
PALAZZO VECCHIO
SALA D'ARME
ESAME SUGLI AFFOLLAMENTI
AMMISSIBILI NEL LOCALE
|
** NOTA |
|
Questa parte del documento non ha subito modifiche per il fatto che non è intervenuta alcuna variazione nella viabilità del locale e nelle modalità di utilizzo. |
|
1 |
INTRODUZIONE |
La sede è un particolare locale di Palazzo Vecchio che occupa l'angolo Via dei Gondi con Piazza Signoria ed all'interno confina col cortile di Michelozzo.
Questo locale presenta dal punto di vista concettuale delle anomalie rispetto alle altre sedi della Direzione.
Le anomalie più evidenti ad un primo impatto sono le seguenti:
Gli organizzatori delle mostre, che risultano datori di lavoro per il proprio personale durante gli eventi, dovranno quindi effettuare, tenendo anche conto della natura e quantità delle opere esposte, una valutazione dei rischi.
La Direzione Cultura ritiene comunque opportuno effettuare una valutazione delle presenze massime ammissibili nella Sala d'Arme da trasmettere agli organizzatori dei vari eventi per verificare che l'affollamento sia compatibile con detti limiti.
Il presente documento è stato elaborato a cura del Direttore della Direzione Cultura, Dr. Sergio Goretti tramite il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura, Dr. Mario Leoni.
Questo documento viene trasmesso ai titolari delle attività operanti nella Sala D'Arme che dovranno adeguarsi alle indicazioni contenute e rispettare le capienze massime ammissibili.
Il documento e stato trasmesso anche ai dipendenti ed ai dirigenti comunali che hanno rapporti con le entità operanti in Sala D'Arme.
Nell'intento di migliorare ulteriormente la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
|
2 |
GENERALITA DELLA SEDE. |
La Sala d'Arme è un ampio locale sito in Palazzo Vecchio di cui occupa l'angolo su Piazza Signoria, delimitato da:
|
Sotto: |
Sotto: |
|
|
|
Il locale è di grandi dimensioni, circa 21 m di lunghezza, 13,50 di larghezza, soffitto a volte con altezza media di 9 m per una superficie di 284 mq ed una cubatura di circa 2.550 mc.
Nel locale sono presenti 7 estintori rispettando ampiamente la normativa anche per i locali a rischio medio d'incendio come vedremo nel seguito del documento.
L'uscita principale si apre sul lato Via de Gondi ed è costituita da un sistema di porte così composto:
Sul Cortile di Michelozzo si apre un'altra porta dotata di maniglia a spinta, dimensione minima di passaggio di cm 96.
La sala è normalmente vuota, non vi si svolgono lavorazioni e non ci sono cicli produttivi, viene utilizzata solo in caso di esposizioni ed altri eventi culturali o celebrativi, quindi il materiale che di volta in volta sarà contenuto è costituito da opere o manufatti che possono essere cartacei, in legno e materiali comunque infiammabili. Questi materiali saranno sempre disposti in allestimenti costruiti in materiale ignifugo, distanziati tra loro, non accatastati o ammucchiati, il carico d'incendio sarà quindi sufficientemente contenuto.
|
3 |
DETERMINAZIONE DELL'AFFOLLAMENTO MASSIMO CONSENTITO DALLE DIMENSIONI DELLE VIE DI ESODO. |
La normativa di prevenzione incendi che stabilisce i criteri è contemplata nel DM 10.03.98.
Occorre poi verificare che le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547 siano adeguate rispetto all'affollamento massimo prevedibile nel locale.
La presenza massima di pubblico ammissibile nel locale si stabilisce con i seguenti criteri:
La sede è da considerarsi a RISCHIO MEDIO d'incendio in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte e storia…..).
Il DM 1998 prevede un modulo unitario di passaggio di 60 cm (80 cm in caso di modulo unico) ogni 50 persone.
Esame delle vie di fuga:
La porta sulla via di fuga sul cortile di Michelozzo presenta una dimensione minima di passaggio di 96 cm quindi un modulo unitario per una portata di 50 persone.
L'uscita conduce nel cortile di Michelozzo, un luogo sicuro dinamico da cui l'uscita all'esterno è garantita da 4 passaggi. Il cortile è comunque già stato descritto nel presente documento al punto 8.06.
La via di fuga su Via de Gondi presenta una dimensione minima di passaggio di 163 cm nel punto ove è situata la porta a vetri scorrevole, per un totale di due moduli unitari e conduce direttamente all'esterno.
Nota sulla porta scorrevole.
Questa porta dispone di meccanismo per l'apertura automatica in caso di mancanza di alimentazione ed è dotata di supporto per l'apertura laterale manuale. Il personale deve essere informato su tale procedura. L'uscita dispone quindi di accorgimenti atti a garantire condizioni di sicurezza equivalente ad un'uscita con apertura nel verso dell'esodo. Nonostante i 2 moduli unitari di apertura come previsto dal dm 10.3.98 all. 3.9 l'uscita può servire un'area di affollamento non superiore a 50 persone.
Si richiama gli utilizzatori della sala al controllo giornaliero del funzionamento del meccanismo di apertura della porta scorrevole. Tale controllo è inoltre molto semplice dato che è sufficiente aprire il sezionatore generale ENEL e verificare che la porta si apra effettivamente. Richiudendo il sezionatore la porta riprende il normale funzionamento e la verifica è effettuata.
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Sotto: |
Durante il funzionamento delle mostre entrambe le porte dovranno essere mantenute non chiuse a chiave e facilmente apribili verso l'esterno (come previsto dal dm 10.3.98 allegato 3.10 e dal dpr 27.4.55 n. 547 art. 13 punti 6 e 7). |
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SINTESI CONCLUSIVA. |
Da un esame degli eventi che hanno richiamato più visitatori emergono questi dati sull'affollamento:
Il massimo si è avuto durante la mostra Riguardante Michelangelo che è stata visitata da 59.094 persone in 87 giorni con apertura di 9 ore giornaliere da cui si ricava:
680 visitatori giornalieri, stimando la durata media di una visita in 45 minuti si ricava un affollamento medio di 57 persone.
Altra mostra che ha registrato un affollamento medio-consistente è stata quella su Zeffirelli con i seguenti dati:
Visitatori 14.342 in 60 giorni con apertura di 9 ore giornaliere per un affollamento medio di 20 persone
Da quanto sopra si evidenzia che l'affollamento medio generalmente è molto inferiore al massimo ammissibile, quindi le mostre si svolgono in regime di sicurezza.
Se opportuno, per ragioni di sorveglianza delle opere esposte o altro, si potranno anche stabilire limiti di affollamento inferiori ai massimi consentiti.
E' anche necessario che gli organizzatori curino l'agibilità delle vie di fuga, controllando che durante il funzionamento delle mostre entrambe le porte non siano chiuse a chiave ed i percorsi di esodo sgombri. E' necessario anche operare in modo che le opere in esposizione o altri materiali non possano rallentare un eventuale esodo.

COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA
PARTE C
TORRE DI ARNOLFO
ESAME SUGLI AFFOLLAMENTI AMMISSIBILI
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** NOTA |
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Questa parte del documento non ha subito modifiche per il fatto che non è intervenuta alcuna variazione nella viabilità del locale e nelle modalità di utilizzo. |
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1 |
INTRODUZIONE |
Questo documento è stato preparato per consentire visite al pubblico di un luogo "particolare" di Palazzo Vecchio quale la Torre di Arnolfo.
Il Responsabile Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura di concerto con il Datore di lavoro ha provveduto ad effettuare vari sopralluoghi allo scopo di valutare lo stato di conservazione dell’ambiente, la possibilità di permettere visite, le eventuali modalità e la sicurezza complessiva.
La Torre presenta dal punto di vista concettuale delle anomalie rispetto alle altre sedi della Direzione.
Le anomalie più evidenti ad un primo impatto sono le seguenti:
Questo documento verrà trasmesso ai titolari delle attività relative che dovranno adeguarsi alle indicazioni contenute e rispettare le capienze massime ammissibili.
Nell'intento di migliorare ulteriormente la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
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2 |
GENERALITA DELLA TORRE. |
Alla torre si accede da una porta sul camminamento di ronda situata praticamente di fronte all'ingresso del laboratorio di restauro degli Arazzi. La porta si apre verso l'interno con serratura solo all'esterno per una semianta e 2 staffe a muro per l'altra. La luce di passaggio con entrambe le ante aperte è di 60 cm e rappresenta il punto più stretto della via di fuga.
La scala è costruita in blocchi di pietra con lievi sconnessioni tra blocco e blocco ma in buono stato di conservazione (al riguardo della sicurezza statica complessiva della struttura si veda la nota a fine paragrafo). E' formata da numerose rampe, il corrimano è presente da ambo i lati, i gradini sono a geometria variabile, pedata costante di 27 cm ma alzata da 16 a 22 cm per cui alcuni tratti risultano decisamente ripidi. Ricordo che i manuali professionali indicano come ottimale pedata 28-30 ed alzata 16-18).
L'illuminazione naturale è generalmente sufficiente, salvo in alcuni punti in cui è necessaria una particolare attenzione.
Non ci sono luci di emergenza.
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Camminamento scoperto. Il percorso si snoda sopra al camminamento di ronda ed è di buona accessibilità ma il parapetto, anche se di spessore consistente, è di soli 60 cm e salvo opportuni rialzi o distanziali è inadeguato, quindi il locale risulta inagibile. L'eventuale caduta dalla parte frontale da 40 mt di altezza avrebbe sicuramente conseguenze mortali. |
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La prima terrazza con gli smerli è sufficientemente sicura (tenendo conto della particolarità del luogo), il parapetto è di altezza adeguata (136 cm), ma non si deve consentire la salita sul gradone di base (43 cm) dato che lo sbalzo in quel caso si ridurrebbe a 93 cm. Nell’immagine i Vigili del Fuoco che stanno preparando nella terrazza l’attrezzatura per la discesa di ispezione alla struttura esterna. |
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La scala a chiocciola per giungere alla piattaforma sotto le campane a 75 mt di quota è decisamente pericolosa. I gradini in pietra hanno alzata 18 cm, pedata interna di cm 18 ed esterna di cm 30. Il Parapetto, scarsamente protettivo soprattutto se si dovesse scivolare all'indietro, è di soli 95 cm, privo di fermapiede, con un corrimano intermedio inclinato alto_basso non rispondente ai requisiti di legge. E' costituito da una struttura in ferro battuto che non sembra adeguata a reggere il peso del corpo di una persona in caso di inciampo o perdita di sensi improvvisa. La scala è situata all'estremità del Palazzo e della Torre per cui i tratti esterni risultano a sbalzo ed una caduta avverrebbe da ben 70 mt di altezza. |
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La piattaforma sotto le campane ha i parapetti ma è in legno e non potrebbe reggere il peso di molte persone, ma l'aspetto più pericoloso è la scaletta di accesso.
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Nell’immagine a fianco: |
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La struttura della torre è totalmente realizzata in blocchi di pietra.
Una struttura del genere presenta, dal punto di vista della sicurezza, aspetti sia vantaggiosi che svantaggiosi.
Aspetti positivi:
Rappresentano una controindicazione alle visite solo eventi straordinari ed imprevedibili che dovessero portare al collasso dell’intera struttura, ma ciò è valido per qualunque tipo di ambiente.
L'aspetto negativo è la lunghezza della via di fuga.
Occorre tener presente che l'uscita dalla torre porta sul camminamento di ronda, che prevede a sua volta come via di fuga un'altra scaletta di pietra stretta e ripida anche se di lunghezza inferiore. Dal termine della scala di pietra è ancora da percorrere la scala piana, ampia ed agevole ma lunga.
Nota ** Statica della Torre
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Nella primavera dell’anno corrente gli Architetti Claudio Mastrodicasa ed Ugo Muccini del Servizio Fabbrica di Palazzo Vecchio., in collaborazione con la sezione S.A.P. del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Firenze, hanno eseguito verifiche statiche atte a verificare lo stato di conservazione del paramento murario della torre. Nell’immagine l’Arch. Claudio Mastrodicasa (a destra) responsabile dell’U.O.C. Fabbrica di Palazzo Vecchio con l’Ing. Domenico Riccio (a sinistra) Comandante Provinciale dei Vigili del Fuoco mentre discutono sulle modalità di esecuzione delle verifiche. |
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La squadra S.A.F. dei Vigili del Fuoco di Firenze partendo dalla sommità ha effettuato una serie di discese in corda doppia sui 4 lati della Torre. In questo modo è stato possibile effettuare una ricognizione visiva dell’esterno della struttura che tramite adeguata attrezzatura (telecamera posta sopra il casco) è stata anche trasmessa alla stazione di ricezione realizzata in un Furgone dei Vigili del Fuoco che stazionava in Piazza Signoria. Da detta postazione i responsabili del Servizio Fabbrica di Palazzo Vecchio assieme ai Vigili del Fuoco hanno potuto verificare la tessitura muraria e videoregistrare le discese e lo stato del paramento lapideo.
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Nelle immagini: A fianco A destra |
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Questa operazione ha permesso di controllare finemente lo stato di conservazione della struttura evitando la necessità di ricorrere a difficili e costose ponteggiature raggiungendo un triplice risultato:
Le operazioni hanno dovuto far fronte a difficoltà operative inedite ed hanno avuto risvolti di innegabile spettacolarità.
Sono state infatti seguite da diversi media, dal comando e dettagliatamente dal Servizio di documentazione dei Vigili del Fuoco.
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Nelle immagini: A fianco A destra |
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DETERMINAZIONE DELLE MODALITA’ DI VISITA E DELL'AFFOLLAMENTO MASSIMO CONSENTITO. |
In linea di massima, visto quanto sopra le visite in sicurezza sono da ritenersi possibili salvo alcune limitazioni e alcune prescrizioni operative da seguire.
Limitazioni:
L'acceso al camminamento scoperto deve essere vietato salvo provvedere ad un sistema di sicurezza (distanziale o rialzo) del parapetto.
L'accesso alla scala a chiocciola per arrivare sotto le campane deve essere vietato, salvo l'installazione di un parapetto di robustezza ed altezza adeguata.
Le visite sono quindi consentite solo fino alla terrazza con gli smerli tenendo conto delle limitazioni suesposte e delle seguenti prescrizioni:
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4 |
TABELLA DEI TEMPI MEDI NORMALI DI EVACUAZIONE PREPARATA DAL RESPONSABILE PREVENZIONE E PROTEZIONE DELLA DIREZIONE CULTURA. |
TEMPI (IN FORMATO ORE, MINUTI,SECONDI)
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Dalla PIATTAFORMA LEGNO |
Uscita su: Via deGONDI |
Uscita su: Piazza SIGNORIA |
Tempo totale parziale |
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Discesa della Scala a chiocciola |
0.00.29 |
0.00.29 |
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TORRE SMERLI |
0.00.29 |
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Discesa scale interne torre |
0.02.01 |
0.02.01 |
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CAMMINAMENTO DI RONDA (COPERTO) |
0.02.30 |
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Discesa scala di pietra x camminamento |
0.01.02 |
0.01.02 |
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SALA ELEONORA/GIGLI |
0.03.32 |
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Discesa 1° parte rampa scala piana |
0.00.51 |
0.00.51 |
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MEZZANINO/LOESER |
0.04.23 |
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Discesa 2° parte rampa scala piana |
0.00.43 |
0.00.43 |
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RICETTO-SALONE 200 |
0.05.06 |
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Discesa 3° parte rampa scala piana |
0.00.53 |
0.00.53 |
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FINE SCALA PIANA |
0.05.59 |
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Attraversamento cortile Michelozzo |
0.00.36 |
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Attraversamento cortile Dogana |
0.00.48 |
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TEMPO TOTALE |
0.06.47 |
0.06.35 |
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GONDI |
SIGNORIA |
I tempi di evacuazione risultanti sono di circa 7 minuti, certamente non elevati. La prova è stata effettuata con un andatura "normale" per una persona "tranquilla" in un momento qualunque.
E’ comunque da tener presente che in un momento di emergenza, gli imprevisti o le difficoltà durante il percorso hanno una probabilità elevata e, vista anche la particolarità del momento, possono allungare molto i tempi di uscita teorici risultati nella prova.
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5 |
SINTESI CONCLUSIVA |
Le visite sulla torre di Arnolfo sono possibili con le prescrizioni adeguate.
La necessità principale è quella di accedervi in gruppi estremamente limitati e condotti da guide al massimo 12 persone.
Questo per due ordini di ragioni:
Dal punto di vista della conservazione e tenuta statica la struttura è stata di recente ispezionata con la collaborazione dei Vigili del Fuoco.
E’ quindi da ritenersi che le visite nella torre col rispetto dalle prescrizioni contenute nel presente documento siano possibili in regime di sicurezza.
Seguono le sottoscrizioni:
IL DATORE DI LAVORO
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
L' ADDETTO AL COORDINAMENTO DEL PIANO DI EMERGENZA
Il responsabile delle operazioni di emergenza della Fabbrica di Palazzo Vecchio
Il responsabile delle operazioni di emergenza del laboratorio di Restauro degli Arazzi
Il responsabile delle operazioni di emergenza del Museo dei Ragazzi
Il responsabile delle operazioni di emergenza del Book-shop
Il coordinatore delle operazioni di emergenza dei Quartieri di Eleonora e Ballatoio
Il coordinatore delle operazioni di emergenza dei Quartieri degli Elementi
Il coordinatore delle operazioni di emergenza del Mezzanino-Loeser
Il coordinatore delle operazioni di emergenza del Salone dei 500 - Sala di Leone X
Il coordinatore delle operazioni di emergenza del piano terreno-biglietteria
Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 27-04-2006