COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

 

DLGS 626/94 Art. 4

 

   

VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO

 

DM 10.3.98 Art. 2

     

REGOLAMENTO CONCERNENTE NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO PER GLI EDIFICI DI INTERESSE STORICO-ARTISTICO DESTINATI A BIBLIOTECHE ED ARCHIVI

 

DPR 30.6.95 N. 418

EX CONVENTO DELLE OBLATE

Firenze, 06 Giugno 2005

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Giuseppe Gherpelli

Responsabile Prevenzione e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni

 

rev. COBL_ML_GG_VR2005GIU06_01

 

PARAGRAFO

INDICE DEGLI ARGOMENTI

   

1

INTRODUZIONE.

   

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

2.02

Particolarità attuali della sede e valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

2.05

Procedura metodologica.

   

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

   

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

   

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5.05

Esposizione al rumore.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

5.11

Rischio Mobbing

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

5.13

Guida automezzi.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

5.17

Rischio Rapina.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

   

6

SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT.

   

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

   

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

   

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

   

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

   

11

RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

   
 

SOTTOSCRIZIONI

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

1

INTRODUZIONE.

Il presente documento è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura in collaborazione col Datore di Lavoro ed il Medico Competente. I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono informati dei contenuti dei documenti e ne hanno copia.

Questo documento di valutazione dei rischi annulla e sostituisce integralmente il precedente.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:

Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio, espositiva o di prestito, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.

Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.

Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto

Questo documento (valutazione dei rischi) è completato dal piano di emergenza e di evacuazione che ne costituisce parte integrante.

COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

  1. possibilità di consultazione immediata da parte dei dipendenti dato che tutte le postazioni di PC del Comune possono accedere alla rete civica.
  2. migliorare la conoscenza dei documenti ed eventuali aggiornamenti.
  3. dare la possibilità di consultazione continua anche ai datori di lavoro che operano in edifici condivisi e che, come prevede la vigente normativa (DM 10/3/98 all. 8.2), debbono collaborare tra loro.
  4. trasparenza dei documenti anche verso l’esterno.

I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

La Direzione ha anche provveduto all’inizio del 2005 alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:

  1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
  2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
  3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente, scheda di rilevazione per videoterminalisti e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

Ragione sociale

 

COMUNE DI FIRENZE

     

Sede legale

 

P.zza della Signoria 1 - Firenze

     

Partita I.V.A.

 

01307110484

Direzione

 

Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)

     

Direttore-Datore di lavoro

    Dr. Giuseppe Gherpelli  
     

Medico Competente

 

Dr. Ugo Cappelli

     

Responsabile Prevenzione e Protezione

 

Dr. Mario Leoni

     

Sede Direzione

 

Via Ghibellina 30

     

Servizio

 

Servizio Musei Comunali – Servizio attività culturali

     

Dirigente del servizio

 

D.ssa Chiaretta Silla – D.ssa Luana Bigi

     

Sede del Servizio

 

Via Ghibellina 30

     

Sede di lavoro

 

Ex Convento delle Oblate

     

Indirizzo sede di lavoro

 

Via S. Egidio 21

     

Settore di competenza dei

servizi

 

Conservazione e consultazione di materiale librario e documentario

Esposizione museale

Coordinamento SDIAF

     

Estensione sede

Metri quadrati coperti: mq. 1.500 (stima effettuata sulle piante relativa alle aree in disponibilità della Direzione Cultura).

Metri cubi: 6.750 (stima effettuata per h media = 4,5 m, quindi sicuramente per difetto.)

A lato: dall’interno la porta carraia scorrevole su via dell’Oriolo

Questa sede è costituita dall'ex Convento delle Oblate.

Segue una breve descrizione con cenni storici relativi all’immobile estratta dalla tesi di laurea della D.ssa Silvia Cortigiani dal titolo "L’architettura dell’ex-convento delle Oblate presso l’arcispedale di S. Maria Nuova di Firenze"- Università di Firenze, Facoltà di Lettere e Filosofia, a.a. 2003/04.

Nell’immagine: uno dei cortili interni

Nell’immagine: il chiostro

Cenni storici sull’ex-convento delle Oblate presso l’arcispedale di S. Maria Nuova a Firenze

L’ex-convento delle Oblate di Firenze, attualmente destinato ad usi completamente diversi dagli originali, nacque tra la fine del XIII secolo e l’inizio del successivo come sede sia della congregazione di religiose laiche fondata appositamente per rendere servizio presso l’ospedale antistante di S. Maria Nuova – la congregazione delle "Oblate" appunto- , sia come sede della corsia di degenza femminile dell’ospedale stesso; questa risultava dunque unita architettonicamente al convento delle Oblate e separata dal nosocomio vero e proprio, poichè infatti occupava l’attuale sede dell’Archivio Notarile Distrettuale e si estendeva per tutta la lunghezza di via Folco Portinari, delimitando così il lato occidentale del complesso conventuale.

Purtroppo non sappiamo con esattezza l’anno della fondazione dell’edificio e dei successivi ampliamenti, perchè i documenti relativi conservati nell’amplissimo Archivio dello Spedale di S. Maria Nuova sono scarsissimi e ci permettono soltanto di individuare e datare approssimativamente le principali fasi di costruzione, che in generale però seguono e riflettono quelle del nosocomio antistante, che sono invece ben documentate: il convento infatti e l’annessa corsia femminile erano parte integrante dell’ospedale e dipendente da questo amministrativamente ed economicamente. La corsia, il chiostro ad essa più vicino e alcuni ambienti a questo circostanti quali il Refettorio furono costruiti tra il secondo e terzo decennio del XIV secolo, al tempo dello Spedalingo Jacopo da Bibbiena (1308-32), e conclusi nel 1329; molto probabilmente però esisteva già un primo nucleo conventuale risalente a qualche anno indietro, tra la fine del XIII secolo e l’inizio del XIV, dato che la presenza delle Oblate è già attestata nell’anno 1301, ma ben presto ampliato per il rapido sviluppo dell’ospedale stesso a cavallo dei due secoli che richiese una grande corsia per le sue malate e un convento vero e proprie per le pie donne che vi facevano servizio. Nel corso del XV secolo poi l’edifico si è ulteriormente ingrandito, sempre verso oriente laddove era spazio disponibile, fino ad avere già all’inizio del XVI secolo l’attuale estensione con il secondo chiostro e gli ambienti circostanti; da allora non si sono verificati notevoli cambiamenti nella struttura esterna dell’edificio che sostanzialmente ancora intatta si presenta ai nostri occhi, mentre ben più notevoli sono stati gli stravolgimenti interni avvenuti nel tempo poiché gli ambienti hanno perso la loro destinazione originaria e sono subentrati nuovi proprietari: la corsia femminile, che già aveva perso la sua prima funzione dal XVII secolo, fu acquistata dall’Archivio Notarile nel 1884, mentre il convento passò al Comune di Firenze e fu destinato agli attuali usi dal 1936, quando le Oblate si trasferirono nella nuova sede dell’ospedale di Careggi divenuto il principale nosocomio della città, cosicché l’originario intrinseco legame tra l’edificio e l’ospedale di S. Maria Nuova per il quale esso era stato costruito è andato ormai perduto.

Attualmente l’utilizzo della sede è così ripartito:

Al piano terra

Al primo piano

Al secondo piano:

N.B. I locali/le istituzioni così contrassegnati [##] sono di competenza di datori di lavoro diversi da quello della Direzione Cultura.

PER GLI ORARI DI LAVORO ED APERTURA AL PUBBLICO SI VEDA IL PUNTO 8.01 DEL DOCUMENTO: RISCHI D'INCENDIO CONNESSI AL TIPO DI ATTIVITA'

Organigramma della sede e relative posizioni giuridiche

Servizio attività culturali

1

Gaggini

Francesa

Funz. Educ. Cult.

D5

Stanza Gaggini

2

Rosselli del Turco

Maria Preziosa

Ist. Dir. Bibl.

D3

Stanza Gaggini

3

Barducci

Manuela

Ist. Dir. Cult.

D3

Lavatoio

4

Bianchi

Maria Grazia

Ist. Amm.

C4

Lavatoio

5

Fabiani

Paolo

Ist. Amm.

C1

Lavatoio

6

Campeanu

Adriana

CoCoCo

Lavatoio

7

Campeanu

Florica

CoCoCo

Lavatoio

8

Carbone

Simona

CoCoCo

Lavatoio

9

Armeggi

Marilena

Esecutore Polivalente

B1

Front office

10

Bonapace

Valeria

Esecutore Polivalente

B1

Front office

11

Matteu

Patrizia

Esecutore Polivalente

B1

Front office

12

Pupilli

Italia

Esecutore Polivalente

B1

Front office

13

Sicari

Maria Grazia

Esecutore Polivalente

B1

Front office

14

Vigilante

Antonietta

Esecutore Polivalente

B1

Front office

15

** Amendola

Francesca

Ist. Dir. Bibl.

D1

** Lavatoio

16

** Dogliani

Andrea

Ist. Dir. Bibl.

D1

** Lavatoio

** NOTA Come da legge 68/99 tramite DD n. 578 del 19.01.04 il Comune ha provveduto ad una selezione pubblica per l’inserimento lavorativo di disabili. I due nominativi sono risultati vincitori della selezione ed opereranno a turno nel complesso delle Oblate o nella Biblioteca Palagio di Parte Guelfa per cui la presenza effettiva è di una sola unità.

Ufficio coordinamento Sdiaf

1

Brogioni

Luca

Ist. Dir. Bibliotecario

D3 + PO

Sdiaf

2

Caroli

Giuseppe

Ist. Dir. Bibliotecario

D3

Sdiaf

3

Piermartini

Marco Andrea

Ist. Amministrativo

C4

Sdiaf

4

Pinzani

Marco

Ist. Dir. Bibl.

D3

Sdiaf

5

Di Giovanni

Massimo

Inserimento terapeutico riabilitativo in ambiente lavorativo

Sdiaf

Servizio Musei Comunali

1

Lucchesi

Laura

Funz. Educ. Cult.

D4

Archivio Musei

2

Poggi

Cristina

Ist. Amministrativo

C4

Archivio Musei

Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti diretti del Comune si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).

Nei pressi dell’ufficio del Servizio Musei Comunali (sala lungo Via S. Egidio detta anche "treno") si trovano anche i dipendenti di:

Opera d’Arte Società Cooperativa
Piazza del Maccheroni, 1
50122 Firenze (FI)
telefono: 055.290184 • 055.2654696 • 055.210866
Iscrizione CCIIAA 03895810483
Presidente D.ssa Mariapia Cattolico

 

A lato: l’ufficio utilizzato dalla Società Opera d’arte con alcuni dipendenti

 

nome

Cognome

     

1

Gaia

Pieraccioli

2

Fulvia

Alidori

3

Lucilla

Baldassari

4

Angela

Buemi

5

Paola

Palmieri

6

Paola

Cammeo

7

Lucia

Fabiani

8

Enrico

Gorla

9

Antonella

Prunecchi

10

Debora

Scrofani

11

Saverio

Tornese

L’attività e l’orario di lavoro delle unità suindicate sono organizzate dalla D.ssa Gaia Pieraccioli dipendente della Società Cooperativa Opera d’arte il datore di lavoro è quindi riconducibile a tutti gli effetti alla Presidentessa di Opera d’Arte Società Cooperativa D.ssa Mariapia Cattolico.

Le 33 unità di personale presenti nell’immobile sono allocate normalmente come specificato nell’organigramma.

Dipendenti della Direzione Cultura incaricati del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presenti nella struttura:

1

BARDUCCI

MANUELA

2

BONAPACE

VALERIA

3

FABIANI

PAOLO

4

GAGGINI

FRANCESCA

5

MATTEU

PATRIZIA

6

PINZANI

MARCO

7

PUPILLI

ITALIA

8

ROSSELLI DEL TURCO

MARIA PREZIOSA

Dipendenti della Direzione Cultura incaricati del servizio di primo soccorso sanitario presenti nella struttura:

1

BONAPACE

VALERIA

2

FABIANI

PAOLO

3

GAGGINI

FRANCESCA

4

MATTEU

PATRIZIA

5

PINZANI

MARCO

6

PUPILLI

ITALIA

7

ROSSELLI DEL TURCO

MARIA PREZIOSA

Il personale indicato ha seguito o seguirà a breve il corso BLS in collaborazione con la ASL ed ha avuto o avrà a breve la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO.
Al riguardo del rischio incendio si veda il punto 8 del documento.

Sul Documento di Evacuazione di Emergenza sono indicati gli incarichi specifici ed i nominativi di coloro che ne sono assegnatari.

Nella struttura si trova anche il personale delle associazioni e degli istituti con le seguenti consistenze numeriche medie:

6 persone dell’Accademia Toscana di scienze e lettere "La Colombaria"
4 persone del Museo Fiorentino di Preistoria
10 persone dell'Istituto di Preistoria e Protostoria
1 persona della Società Toscana per la Storia del Risorgimento.
6 persone dell’Associazione conoscere Firenze.

2.02

Particolarità attuali della sede e valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06, quella seguente è una stima sull’affollamento effettivo.

Il nostro personale costituito da non più di 22 unità è normalmente distribuito come indicato nell’organigramma. Dato che è ragionevole pensare che la presenza effettiva del personale per ragioni di servizio, ferie ed assenze per motivi di salute sia mediamente del 90% dell'organico la presenza media sarà pari a 20 unità.

Di fatto l'affollamento sarà fondamentalmente quello dovuto alla presenza di utenti in biblioteca. I locali sono stati ampliati e non è facile una stima sull'affollamento prevedibile. I posti disponibili nei nuovi locali sono per 84 utenti. IL responsabile U.O.S. Biblioteca Centrale, la Sig.ra Maria Preziosa Rosselli del Turco, sostiene che presumibilmente le condizioni di pieno utilizzo permarranno e quindi l'affollamento medio quasi coinciderà con quello massimo, si ritiene che l’affollamento medio sia il 90% del massimo quindi 76 come da riepilogo seguente:

presenze massime 84+22 = 106 unità medie 76+20=96 unità.

 

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.

A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.

In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

Il complesso è stato sottoposto a grossi lavori di manutenzione, volti all'ottenimento del CPI ed abbattimento delle barriere architettoniche nonché al recupero di funzionalità connesse a funzioni espositive. Tali lavori sono stati effettuati per competenza dal Servizio Tecnico Belle Arti che potrà a richiesta fornire dettagli sull'importo e la natura dei medesimi.

Attualmente varie zone della sede sono chiuse per ulteriori lavori di adeguamento e la messa in sicurezza di tali zone è a cura della titolarità dei cantieri.

La presente valutazione è quindi riferita alla parte agibile, aperta al personale ed al pubblico.

Si è proceduto comunque svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.

2.05

Procedura metodologica.

Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:

1 Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.

2 L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.

3 L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.

4 Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5 Esposizione al rumore.

6 L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.

7 Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

8 L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

9 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

10 Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.

11 Rischio Mobbing.

12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.

13 Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.

Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:

14 Minacce da parte di eventuali vandali nei confronti delle opere o delle persone.

15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.

16 Possibilità di rapine.

17 Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.

Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:

  1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
  2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
  3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
  4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
  5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
  6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.

Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:

  1. il tipo di attività;
  2. i materiali immagazzinati e manipolati;
  3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
  4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
  5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
  6. il numero di persone presenti, siano esse lavoratori dipendenti che visitatori, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.

 

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

Le attrezzature elettriche utilizzate in questa sede sono i PC dotati di terminale video, fotocopiatrici, visori per microfilm, talvolta stufe nel periodo invernale, ventilatori e aspirapolvere. Di fatto tutto il personale utilizza i videoterminali. A questo proposito si veda il punto 6 del presente documento.

Presso la Direzione Beni e Servizi, la segreteria del servizio Attività Culturali e quella del Servizio Musei Comunali è comunque disponibile l'inventariazione di tutti i beni durevoli in disponibilità del servizio.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.
Il complesso di pronto soccorso è situato nei locali d’ingresso del lavatoio ed il personale ne conosce l’ubicazione.

 

A lato: Il complesso di pronto soccorso situato nell’ingresso del lavatoio, si nota anche un estintore a CO2 e relativo cartello segnaletico

Il contenuto minimo è basato anche sulle indicazioni dai medici competenti del Comune di Firenze ed è indicato sul contenitore medesimo.

Il contenuto minimo risulta il seguente:

Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.

 

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

In questa sede il personale svolge prevalentemente attività di ufficio, nonché di gestione della biblioteca ossia: schedatura ed inventariazione dei testi, assistenza all'utenza nella consultazione delle opere, coordinamento del servizio SDIAF nonché funzioni inerenti alla conservazione e consultazione museale. Gli addetti ai servizi generali hanno compiti di custodia, sorveglianza e il prelievo dei testi dai depositi.

La pulizia dei locali viene effettuata da un'impresa esterna. Normalmente è effettuata manualmente, l'impiego di attrezzatura elettrica è solo occasionale. L'attrezzatura elettrica è costituita da normale aspirapolvere che non introduce nè rischio dovuto all'utilizzo nè un consistente rischio di incendio.

Dalle interviste effettuate al personale risulta una discreta coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata al punto 2.01 del documento.

 

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

 

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

Il registro degli infortuni della direzione cultura evidenzia nel Servizio Attività Culturali e nel Servizio Musei 10 infortuni negli ultimi 5 anni. Dei 10 cinque sono avvenuti in itinere o comunque fuori dalla sede di lavoro. Nel prospetto seguente si riportano gli estremi degli infortuni effettivamente avvenuti nella sede di lavoro:

DATA

*

ETA'

GIORNI

1

03/04/00

G

A

39

distorsione ad un polso nel riprendere un poster che stava per cadere.

DISTORSIONE

13

2

16/08/01

F

V

34

lombalgia durante il riordino di uno scaffale.

LOMBALGIA ACUTA

11

3

06/12/02

B

V

51

mentre faceva delle fotocopie urtava la mano su una scaffalatura

TRUMA DISTORSIVO

15

4

10/11/03

S

M

38

inciampo con caduta, distorsione e frattura al piede.

DISTORSIONE E FRATTURA

25

5

19/11/04

B

M

50

durante la movimentazione di un fascicolo si incastrava sotto un dito.

DISTORSIONE

55

Età media 42

Media 24

*In ottemperanza alle normative sulla privacy sono state riportate sole le iniziali degli infortunati.

N.B. l’età è quella del momento dell’incidente

La numerosità degli infortuni è bassa e la loro entità non è particolarmente grave. Solo in un caso si evidenzia un’invalidità temporanea piuttosto elevata (costituita da diverse riaperture)

La natura degli infortuni è disomogenea non si evidenziano quindi tipologie di infortuni ciclici e ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.

Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

5.05

Esposizione al rumore.

L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile in quanto l’attività di consultazione implica di per se un ambiente non rumoroso ed è svolta in un immobile posto in un’area quasi esclusivamente pedonale costituito da un antico convento con cortili e chiostri.

Solo saltuariamente i lavori interni di adeguamento possono provocare rumorosità.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

Data la tipologia e l'attività della sede esiste la necessità di provvedere anche alla movimentazione di materiale cartaceo, operando su scale per raggiungere i piani più alti delle scaffalature. I piedi dell'operatore si mantengono sempre ad altezza inferiore ai 2 metri.

Per ridurre i rischi così derivanti si sono adottate le seguenti misure:

Quando possibile il personale opera in coppia anche per il fatto che normalmente i depositi sono privi di sorveglianza.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

In questa sede di lavoro l'attività ordinariamente svolta non comporta lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.

Salvo, eventualmente, l'attività di apertura di finestre poste ad altezza elevata descritta al punto 5.10.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

In questa sede di lavoro, di fatto tutto il personale, opera con PC e terminali video. Le postazioni di lavoro sono state quindi adeguate alla loro funzione e dotate di sedie ergonomiche.
Il personale è informato sulla corretta illuminazione e disposizione del video dal Medico Competente che cura anche la sorveglianza sanitaria (vedi punto 6 del documento).

A lato: particolare dell’illuminazione diffusa dell’ufficio Gaggini, si nota un ’estintore con relativa segnalazione ed una luce di emergenza sulla porta.

Il personale ha ricevuto inoltre una nota informativa predisposta dal Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze su cui è ben illustrata l'organizzazione dei posti di lavoro dotati di VDT secondo il DM 2/10/00 (vedi ultima parte del punto 1 INTRODUZIONE).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

I servizi igienici sono così costituiti:

TERRENO

Biblioteca

1 bagno utenti - con finestra

1 bagno utenti - con finestra - attrezzato per handicap

Stanza Gaggini

1 bagno - con finestra

Bagni chiostro

3 bagni - con aspiratore

Bagni antilavatoio

2 bagni - con aspiratore

1° PIANO

Bagno Uffici - Vicino vetrata

1 bagno - con finestra

Bagni locali ex deposito raccolta della ragione

4 bagni - con finestre ed aspiratore

1 bagno -con finestra ed aspiratore - attrezzato per handicap

1 bagno in costruzione

Bagni a sinistra scala chiostro

2 Bagni - uno utilizzato attualmente dal servizio musei.

Bagno a destra scala chiostro

1 bagno - con finestra

2° PIANO

4 bagni di cui uno attrezzato per handicap – in fase di ultimazione

Pulizie:

Effettuate da ditta esterna manualmente e con l’uso di macchine per lavatura o normale aspirapolvere.

Catania Multiservizi
Via Aldebaran 11
95127 Catania
095.7530511
Datore di lavoro: Avv. Mario Arena

Le pulizie dei bagni utenti e sala di lettura biblioteca sono effettuate con cadenza giornaliera.

Le pulizie degli uffici e dei relativi bagni con cadenza bisettimanale.

Se necessario talvolta il personale di qualifica adeguata provvede a piccole pulizie o puliture come ad esempio la spolveratura dei libri utilizzando un piccolo aspiratore elettrico.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 51 della L. 3/03, L. 584/75, Dir. D.P.C.M. del 14/12/95 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

VIETA DI FUMARE

IN TUTTI I LOCALI CHIUSI, BAGNI INCLUSI, CHE SIANO APERTI AL PUBBLICO O MENO.

Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori e dovrà essere evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

Nel complesso delle Oblate sarà quindi consentito fumare solo nel chiostro, nei cortili o sulle balconate aperte.

A lato: un cartello di divieto di fumo nella sala della biblioteca, si nota anche un estintore con relativo cartello di segnalazione

 

 

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).

La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

In questa sede di lavoro la superficie e le cubature (1.500 mq e 6.750 mc vedi punto 2.01 e 2.02) sono abbondantemente sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.

Al ricambio d'aria dell'ambiente si provvede ogni mattina tramite l'apertura delle le finestre.

Nei locali della biblioteca si trova una serie di finestre disposte a notevole altezza eventualmente raggiungibili con scale. Per aprirle/chiuderle l'operatore dovrebbe portarsi a quota ben superiore ai 2 mt.

Qualora si ritenga necessario aprire/chiudere queste finestre sarà quindi necessario seguire una delle procedure seguenti:

  1. utilizzare una scala di sicurezza con corrimano.
  2. Utilizzo di scala con gradini antiscivolo e l'operatore che sale per l'apertura/chiusura delle finestre è informato sulle modalità d'uso ed utilizza un DPI per l'ancoraggio.
  3. Supporto di prolunga per manovrare la finestra da terra.
Esame della geometria delle scale utilizzate dalla Direzione Cultura nel complesso delle Oblate:

DESCRIZIONE

PEDATA

ALZATA

Scala interna terreno-primo con corrimano

30

17,5

Scala principale S. Egidio corrimano-parapetto in muratura

36

17,5

Una gradinata ha misure conformi a quanto normalmente indicato dai manuali professionali (pedata 28-30cm, alzata 17-18cm) e l'altra ha pedata più lunga risultano meno inclinata.

Al riguardo delle superfici vetrate di spessore inadeguato, in ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…), i vetri inadeguati debbono essere sostituiti i con quelli di sicurezza.

Come specifica il DPR 303/56 all’art. 7 appare chiaro che tutte le superfici vetrate fino all’altezza di un metro debbono necessariamente essere di sicurezza. La legge postula comunque che l’altezza minima di un metro può essere elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangono feriti qualora esse vadano in frantumi.

Dato che esistono diversi precedenti di cadute di schegge di cui uno con infortunio si ritiene di individuare i due seguenti requisiti di pericolosità per le finestre:

  1. indipendentemente dall’altezza di collocazione, se apribile e quindi soggetta a potenziali sbattimenti.
  2. in caso di rottura possibile caduta di frammenti e schegge su passaggi o comunque luoghi su cui vi si possano trovare o transitare persone.

Tutte le finestre le cui vetrate arrivino sino ad altezza inferiore al metro o rispondano ai quesiti di pericolosità indicati debbono essere rese di sicurezza qualora non lo siano già.

I vetri impiegati nella porta–finestra sulla terrazza dell’ufficio coordinamento Sdiaf sono di spessore inadeguato per la sicurezza (sicuramente non stratificati perché di spessore inferiore ai 6 mm) sono quindi da sostituire o da rivestire con pellicola trasparente antinfortunio.

I vetri delle finestre apribili a compasso nella zona alta della sala della biblioteca sono di spessore inadeguato per la sicurezza (sicuramente non stratificati perché di spessore inferiore ai 6 mm) sono quindi da sostituire o da rivestire con pellicola trasparente antinfortunio.

 

A lato: una delle finestre

In ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…) sono stati previsti interventi al punto 9 del presente documento.

Alcuni dei parapetti esistenti nella struttura hanno misure di altezza minima inferiore al metro. Ne consegue quindi un’intrinseca pericolosità e la non rispondenza alla normativa attuale.

Il DPR 547/55 agli articoli 10, 16 e 27 richiede in corrispondenza anche di balconi, posti di lavoro o di passaggio l’esistenza di parapetti normali con arresto al piede o altre protezioni equivalenti.

Il parapetto normale con arresto al piede descritto all’art. 26 è costituito in materiale rigido di almeno un metro di altezza, almeno 2 correnti di cui quello intermedio a metà altezza circa, ben fissato per resistere al massimo sforzo cui può essere assoggettato e fascia continua poggiante sul piano di calpestio di almeno 15 cm.

I parapetti da rialzare sono i seguenti:

Per il corretto utilizzo della struttura tutti i parapetti debbono essere rialzati all’altezza di un metro come prevede la norma.

In particolare per i ballatoi, ad esempio, essendo la struttura in muratura, si può portare l’altezza minima ad un metro con un semplice corrimano superiore supplementare.

Al momento comunque non deve essere consentito l’utilizzo dei ballatoi salvo quanto segue:

Se si riterrà di chiudere la porta in ferro di accesso-uscita al secondo piano, per evitare utilizzi non previsti dei ballatoi, sarà comunque necessario fissare un cassettino con vetro frangibile sul lato interno, in modo da mantenere la possibilità di apertura dall’interno in caso di emergenza.

In ogni caso è necessario portare ad oltre un metro l’altezza di tutti i parapetti che non lo siano. A tale scopo è stato previsto un intervento al punto 9 del presente documento.

5.11

Rischio Mobbing

Il mobbing normalmente è causato da azioni ostili e ripetute effettuate per un lungo periodo da una o più persone dirette sistematicamente contro un individuo.

I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.

Da colloqui effettuati con i dipendenti e frequenti visite negli ambienti di lavoro da parte del responsabile prevenzione e protezione in concerto col medico compente, del datore di lavoro e dai vari dirigenti non sono emersi ad oggi sintomi che possono far prevedere casi di mobbing.

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

In questa sede di lavoro l'attività è svolta all’interno dell'immobile.

5.13

Guida automezzi.

Gli automezzi sono utilizzati raramente, trattasi di normali autoveicoli di proprietà del Comune di Firenze, generalmente usati per effettuare sopralluoghi, movimentazione di materiale cartaceo o complementi di arredo.

Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:

  1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria B o superiore in corso di validità.
  2. Impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica, delle limitazioni di velocità e l’utilizzo delle cinture di sicurezza.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

Negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.

In questa sede di lavoro esiste un solo precedente non molto rilevante e senza conseguenze.

Il comportamento da tenere è comunque il seguente:

a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.

E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
  2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
  4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
  5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.
    Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.
  2. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  3. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  4. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  5. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  6. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
  7. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  8. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.

Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:
  1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
  6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.17

Rischio Rapina.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Dato che in questa sede non viene effettuato maneggio valori una rapina potrebbe essere effettuata solo a danno di valori propri di dipendenti o visitatori. Il rischio rapina è quindi da ritenersi basso.

In caso di rapina occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello necessario in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

  1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
  2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
  3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
  4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
  5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.
    Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.
  7. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.

Data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

Generalmente tali agenti si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).

L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.

Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.

In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o se di piccole dimensioni anche il cestino dei rifiuti o altro.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

Lavare le mani con acqua e sapone.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.

Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.

Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.

In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.

Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.

 

6

SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

   

Il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti.

Il Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT.
Queste (ora disponibili anche sulla rete civica del comune di Firenze a cura del Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione) vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.

A lato: la D.ssa Gaggini Responsabile U.O.C. Biblioteche mentre opera al PC

Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

NOTA:

Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:

 

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.

Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.

 

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei……).

Il COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO DI FIRENZE in data 27/05/04 restituisce, in ottemperanza al DM 04/05/98, copia della dichiarazione di inizio attività presentata in data 22/04/04, volta all’ottenimento del CPI, quale atto di notorietà. Come previsto dalla normativa la stessa costituisce autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività ai fini antincendio.

La valutazione del rischio d’incendio ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.

In questa sede sono installati i naspi.

Gli estintori sono correttamente installati e segnalati.

Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

Sotto: un naspo nel chiostro, con segnalazione, accanto una mappa di orientamento con indicazione delle vie di fuga e la disposizione dei presidi antincendio.

 

Sotto: gli estintori posizionati nel locale detto "il lavatoio"

 

In questa sede, durante i lavori di adeguamento in corso, si è provveduto a:

8.01 Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

L’attività è quella tipica degli uffici e delle biblioteche: schedatura ed inventariazione dei testi, assistenza all'utenza nella consultazione delle opere. Gli operatori polivalenti hanno compiti di custodia, sorveglianza, riproduzione di microfilm e documenti originali, loro compito è anche il prelievo dei documenti. Il Servizio Tecnico Belle Arti svolge opera di coordinamento e direzione dei lavori. Sono svolte inoltre funzioni inerenti il coordinamento del servizio SDIAF ed alla conservazione e consultazione museale.

L’orario di lavoro è cosi articolato:

Biblioteca Centrale Lunedi-Venerdì
7.00 - 19.00
Sabato
7.00 - 14.00
   
Sdiaf: Lunedi-Venerdì
7.00 – 14.12
Martedì e Giovedì
14.30 – 17.30
Sabato
chiuso

Sabato
chiuso
Turno mattina
08.00-14.00
Turno pomeriggio
Martedì e Giovedì
14.30 – 17.30

Gli orari degli altri enti sono orientativamente i seguenti:

Opera d’Arte Società Cooperativa

08.00-17.30 dal Lunedì al Venerdi

La Colombaria

09.00-13.00 dal Lunedì al Venerdì.

Il Museo Fiorentino di Preistoria

09.30-12.30 dal Lunedì al Venerdì.

L'Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria

09.00-18.00 dal Lunedì al Venerdì.

La Società Toscana per la Storia del Risorgimento

15.30-18.30 dal Lunedì al Venerdì.
09.45-12.45 in Luglio
Agosto Chiusura

Conoscere Firenze

10.00-12.00 solo Lunedì e Giovedì

Per esigenze di servizio gli orari potrebbero essere variati.

Non esistono:

I rischi d’incendio legati al tipo di attività sono contenuti.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per:

Materiali utilizzati per le pulizie, ripostigli con materiale cartaceo, arredi lignei o materiale comunque infiammabile.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio dei materiali per le pulizie.

Informare il personale dell’uso a soli fini di pulizia del materiale ed evitarne l’uso come fonte di calore, fornellini per caffè o simili.

Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali

Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico.

N.B. L'impianto è stato adeguato durante i lavori effettuati.

Innesco causato da sigarette

Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali (vedi anche il punto 5.09bis del documento).

Innesco dovuto a cestini dei rifiuti

Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

 

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

L’attività come già sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature che possano introdurre rischi particolari.

In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.

Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

La pulizia viene attualmente effettuata manualmente. Solo raramente sono usati adeguati apparecchi elettrici.

Sono stati ultimati i lavori volti all'ottenimento del CPI effettuati per competenza sotto la supervisione del Servizio Tecnico Belle Arti che potrà a richiesta fornire dettagli sulla natura dei medesimi.

Nel quadro di tali lavori è prevista l’installazione di un impianto di climatizzazione. Attualmente possono essere utilizzate stufe elettriche.

E’ quindi necessario valutare il possibile rischio. Le stufe eventualmente utilizzate sono del tipo elettrico a sabbia ed olio e presentano moderati rischi d’incendio o d’innesco, soprattutto dovuti alla parte elettrica.

E' necessario che i dipendenti che eventualmente utilizzano le stufe le dispongano distanziate dal materiale infiammabile e controllino che siano spente al termine del turno di lavoro prima di lasciare l’immobile.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio delle stufe elettriche.

Il personale non rimuove parti o pannelli di protezione soprattutto della parte elettrica degli apparecchi. Utilizza prese elettriche dotate di conduttore di terra e protette da differenziale e sezionatore generale.

Innesco dovuto a guasto delle stufe al di fuori dell'orario di lavoro.

Il personale verifica che gli apparati siano spenti prima di lasciare l'ufficio al termine del turno di lavoro.

Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe.

Disporre l’apparato distante da arredi lignei e dai libri (anche per ragione di conservazione dei medesimi), possibilmente vicino alle pareti ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero dei cavi elettrici e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta.

Incendio di parti di arredo o materiali cartacei.

Evitare che in prossimità degli arredi o materiali cartecei vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Fare osservare il divieto di fumare come da relativa cartellonistica esposta.

Nel seminterrato è presente una centrale termica che alimenta l’impianto di riscaldamento di tutto il complesso. L’impianto è in carico alla Direzione Servizi Tecnici – PO Impianti termici e condizionamento; questo servizio ha la responsabilità dei relativi interventi di riparazione e manutenzione e può fornire le specifiche tecniche.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

L'immobile fu abitato dalle Pie Suore Oblate che prestavano servizio come suore di carità presso l'Arcispedale di S. Maria Nuova, fino al 1936 (si veda anche i "Cenni storici" al punto 2 del documento); dopo il trasferimento l'immobile fu acquistato dal Comune di Firenze che lo ha adibito a sede di alcuni uffici pubblici ed associazioni Culturali, oltre a individuare degli spazi museali che si articolano su tutti e tre i piani.

Questo complesso è situato in posizione centrale ed oltre a svolgere la normale funzione di sede di uffici comunali, è sede della biblioteca comunale centrale, della Opera d’Arte Società Cooperativa, dell’Accademia Toscana di scienze e lettere "La Colombaria", la Società Toscana per la storia del Risorgimento, del museo Fiorentino di Preistoria, dell'Istituto italiano di Preistoria e Protostoria e dell’Associazione Conoscere Firenze.

La struttura è completamente in muratura e pietra, vi sono alcuni rivestimenti ed alcuni soffitti in legno che comunque sono piuttosto alti.

I rischi d'incendio dovuti a caratteristiche e materiali sono quindi bassi.

E' comunque opportuno usare le cautele già esposte nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

Il complesso storico dell'ex convento delle oblate è così distribuito:

Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un eventuale esodo, che dovranno quindi essere valutati.

 

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

1

Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali.

Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.

2

Pavimento in cattivo stato di manutenzione.

Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario.

3

Insufficiente illuminazione delle vie di uscita.

Mantenimento dell'illuminazione delle vie d’uscita anche tramite illuminazione d’emergenza.

Le luci di emergenza sono installate, dotate di centralina atta a rilevare e segnalare eventuali malfunzionamenti situata nel locale tecnico lato S. Egidio.

E' comunque opportuno usare le misure di prevenzione già esposte nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo complesso, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo influenzata dalle caratteristiche strutturali.

Da un punto di vista della motilità dei presenti è da tener conto di quanto segue:

Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.

Per questa stima si segue la normativa del DM 10/03/98 per gli uffici e quella del DPR 418/1995 per la biblioteca.

Esame delle portate delle vie di fuga ai vari piani del complesso

Prima dell'analisi delle vie di fuga si fa presente che sono in corso i lavori di sistemazione per le varie destinazioni dei locali che interessano gran parte del complesso dell'ex convento delle oblate, possono quindi esistere cantieri temporanei che modificano momentaneamente la viabilità.

Analisi della struttura con relativi affollamenti.

Piano secondo

In questo piano si trova:

Piano primo

In questo piano si trova:

Piano terra

In questo piano si trova:
  • la biblioteca comunale centrale, l’ufficio per la distribuzione dei volumi e gli archivi della biblioteca, le due sale di lettura (una di nuovo utilizzo) e l'Archivio.
    La biblioteca con l'attuale ristrutturazione ha quattro uscite, rispettivamente di 128,132,112,100 cm. Come previsto dal DPR 418/95 art. 4 le larghezze delle uscite sono sommabili e costituiscono un totale di 5 moduli di uscita con una capacità di deflusso di 250 persone. Di fatto il normale regime di utilizzo della biblioteca è al massimo di 84 utenti pari ai posti a sedere e 6 dipendenti, quindi ben al disotto della capacità massima ammissibile. Solo in sporadici casi di particolari eventi culturali le presenze possono aumentare ma sicuramente non supereranno il limite massimo ammissibile delle 250 presenze.
  • la Società Toscana per la Storia del Risorgimento, che si sviluppa in un ambiente stretto e lungo, diviso in varie stanze contigue. Il locale ha 2 uscite, con una larghezza di 110 cm; e l’altra affacciata direttamente in Via S. Egidiola di 118 cm, la capacità di deflusso della vie di fuga (3 moduli) è quindi di 150 persone. In questi locali si trovano normalmente 1-2 persone con un massimo di 10.
  • l’Accademia Toscana di scienze e lettere "La Colombaria" che occupa quattro stanze di cui tre adibite ad ufficio e un ampia sala riunioni. L’associazione ha tre uscite rispettivamente di 110,120 e 130 cm che formano 5 moduli di uscita con una capacità di deflusso di 250 persone.
  • L’associazione conoscere Firenze, situata nel locale di ingresso del "lavatoio" ed cui possono trovarsi al massimo 10 persone (solo nei casi di riunione).

Gli altri due uffici (Stanza Gaggini ed il lavatoio) hanno delle porte rispettivamente di 90 e 80 cm che si affacciano direttamente in luogo sicuro. Le rispettive capienze massime ammissibili di 25 persone non saranno sicuramente mai raggiunte dato che in ognuno di questi uffici si possono trovare al massimo 10 persone.

Il personale dei vari enti che operano nel complesso ha spiegato durante i sopralluoghi del Responsabile Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura che gli affollamenti massimi teorici sono raggiunti solo raramente e normalmente nel complesso gli affollamenti sono più contenuti.

Esame delle portate delle vie di fuga comuni a più ambienti

Scala principale

Questa scala ha una larghezza di 120 cm, con una capacità massima di deflusso di 100 persone. In caso di emergenza simultanea questa scala sarà usata dalle persone provenienti da:
  • L'Istituto italiano di Preistoria e Protostoria, 10 collaboratori, 10 studenti ed, in caso di utilizzo, 40 utenti della sala riunioni. Massimo 60 persone che utilizzerebbero questa via di fuga.
  • Museo Fiorentino di Preistoria Come ci è stato confermato dal responsabile nel museo non è consentito accedere a più di 50 persone contemporaneamente. Il museo come già precisato dispone di due uscite per cui al massimo 25 persone utilizzerebbero questa via di fuga.
  • L’Archivio del servizio Musei Comunali e la Società Cooperativa a r. l. Opera d’Arte. Al massimo 13 persone utilizzerebbero questa via di fuga.

il totale di persone che si riverseranno su questa via di fuga è di 98 persone, numerosità compatibile con la capacità di smaltimento della scala.

Scala del chiostro

Questa scala ha una larghezza di 118 cm, con una capacità massima di deflusso di 100 persone.

Nei casi di emergenza questa scala sarà usata dalle persone provenienti da

  • L’ufficio di coordinamento Sdiaf (max 5 persone)

Per un totale di 5 unità.

La via di fuga descritta conduce al chiostro, un luogo sicuro dinamico che tramite il passo d’uomo pedonale sul cancello automatico permette di uscire su via dell'Oriolo.

Il passo d’uomo dovrà sempre essere apribile dall’interno.

Allo scopo di migliorare l’agibilità della via di fuga si può comunque prevedere l’installazione di una apertura a spinta per il passo d’uomo (vedi punto 9 del documento).

Portone principale

Il portone principale, posto su via S. Egidio, ha una larghezza di 173 cm, con una capacità massima di deflusso di 150 persone.

Tenendo conto degli affollamenti massimi dei singoli ambienti, in caso di emergenza simultanea questa via di fuga sarà usata dalle persone provenienti da:

  • Scala principale proveniente dal piano primo (max 100 persone)
  • l’Accademia Toscana di scienze e lettere "La Colombaria" (max 30 persone)
  • La Società Toscana per la Storia del Rinascimento ( max 5 persone)
  • Quota dell’uscita Est della Biblioteca comunale Centrale che si smaltirà sul cortile interno, l’uscita lato Via S. Egidio sarà utilizzata presumibilmente da un massimo di 15 persone.

Il totale di persone che si riverseranno su questa via di fuga è di 150 persone, numero compatibile con la capacità di smaltimento dell'uscita.

Il rispetto delle direttive sull'affollamento, la conoscenza del documento di valutazione rischi, sono parte integrante degli adempimenti da osservare de parte di chiunque abbia in uso l’immobile.

Le direttive sull'affollamento massimo sono comunicate al personale dell'immobile che dovrà rispettarle e farle rispettare a chiunque si trovi o abbia in uso l'immobile.

Il personale conosce i limiti di affollamento massimo dell’edificio e di piano ed agisce come segue:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Affollamento superiore massimo consentito.

Esposizione di avviso di capienza massima raggiunta. Il personale cura che il limite non venga superato.

N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata sul documento di evacuazione di emergenza.

All'interno della struttura potrebbero trovarsi persone disabili quindi, come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f, nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .

A lato: un montascale utilizzato per il superamento delle barriere architettoniche.

Altre misure sono contenute nel punto 8.31 (sempre del DM citato) che si riporta integralmente qui di seguito:

"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."

Come già specificato nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:

  1. visitatori disabili o in ogni caso con difficoltà di deambulazione.
  2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

 

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

Come previsto dal dlgs 626/94 si provvede a preparare un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.

Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del dlgs 626/94 art. 4 comma 12, la sicurezza dei locali e degli edifici sono a carico dalle amministrazioni tenute alla loro fornitura. Il datore di lavoro ha richiesto, contestualmente al presente documento ed in forma scritta, l’adempimento dei predetti obblighi ai soggetti che ne hanno l’obbligo giuridico.

Nel caso del complesso delle Oblate gli interventi previsti sono i seguenti:

Intervento 1

Portare ad almeno un metro l’altezza dei parapetti dei ballatoi del chiostro e di tutti gli altri che non lo siano già, punto 5.10.

Rischio da ridurre
: rischio di caduta.

Normativa: DPR 547/55 articoli 10, 16 e 27

Intervento 2

Rendere di sicurezza le superfici vetrate di altezza inferiore al metro. Porta–Finestra dell’ufficio di coordinamento SDIAF, Vedi punto 5.10 del documento

Rischio da ridurre: ferite da caduta di schegge di vetro.

Normativa: dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11.

Intervento 3

Rendere di sicurezza le superfici vetrate apribili e le cui schegge potrebbero cadere su persone, rispondenti ai requisiti di pericolosità indicati nel documento. Le finestre alte del salone della biblioteca, vedi punto 5.10 del documento.

Rischio da ridurre: ferite da caduta di schegge di vetro.

Normativa: requisiti di pericolosità indicati nel documento. Vedi punto 5.10.

Intervento 4

Installazione di apertura a spinta sul passo d’uomo dell’uscita di Via dell’Oriolo.

Vedi punto 8.06 del documento

Rischio da ridurre: facilitazione e diminuzione del tempo necessario in caso di evacuazione

Normativa: Intervento per ragione di opportunità.

Nota – Il soggetto competente ad effettuare gli interventi relativi alla sicurezza dei locali ha ricevuto copia del presente documento con l'informazione degli interventi previsti e lettera da parte del Direttore per la loro esecuzione. Il soggetto stesso renderà noti i tempi necessari e prevedibili per gli interventi.

Analisi della priorità degli interventi

Per ogni intervento previsto si ritiene di dare un ordine di priorità correlato al rischio ad esso relativo. A questo scopo si utilizza la segue la seguente metodologia:

P=Probabilità del verificarsi di un evento dannoso a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

PROBABILITÀ di evento dannoso

Valore

Livello

Definizione

1

Improbabile

  • non sono noti episodi già verificatisi
  • la mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti

2

Poco probabile

  • sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi
  • la mancanza rilevata può provocare un danno in circostanze sfortunate di eventi

3

Probabile

  • è noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno
  • la mancanza rilevata può provocare un danno anche se non in modo automatico e diretto

4

Molto probabile

  • si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nell’azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili
  • esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori

D = Danno potenziale provocato dal rischio a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

entità degli effetti potenziali del DANNO

Valore

Livello

Definizione

1

Lieve

  • effetti rapidamente reversibili dovuti a esposizione cronica
  • inabilità rapidamente reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

2

Medio

  • effetti reversibili dovuti a esposizione cronica
  • inabilità reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

3

Grave

  • effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti dovuti a esposizione cronica
  • effetti di invalidità parziale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

4

Gravissimo

  • effetti letali o di invalidità totale dovuti a esposizione cronica
  • effetti letali o di invalidità totale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

Gli interventi sono tutti a rivolti a ridurre l’entità di rischi, con la moltiplicazione dei due valori si ottiene un indice sintetico chiamato R = Rischio qualitativo che misura la priorità dell’intervento legato al rischio esaminato.

L’indice può quindi assumere un valore tra 1 e 16 ed un valore elevato indica una priorità maggiore.

Qualora gQli interventi siano volti ad attuare misure espressamente previste dalla normativa sono comunque da considerarsi a Priorità Elevata (PE), indipendentemente dal valore dell’indice, in quanto il rispetto della normativa è di per se una priorità.

TABELLA DI RISCHIO QUALITATIVO

N.

INTERVENTO

RISCHIO

PROBABILITA’

DANNO

NORMATIVA

INDICE DI RISCHIO

1

Portare ad almeno un metro l’altezza dei parapetti dei ballatoi del chiostro e di tutti gli altri che non lo siano già, punto 5.10.

caduta

2

4

SI

8 PE

2

Rendere di sicurezza le superfici vetrate di altezza inferiore al metro. Porta–Finestra dell’ufficio di coordinamento SDIAF, Vedi punto 5.10 del documento

Ferite da caduta di schegge di vetro

3

3

SI

9 PE

3

Rendere di sicurezza le superfici vetrate apribili e le cui schegge potrebbero cadere su persone, rispondenti ai requisiti di pericolosità indicati nel documento. Le finestre alte del salone della biblioteca, vedi punto 5.10 del documento.

Ferite da caduta di schegge di vetro

3

3

 

9

4

Installazione di apertura a spinta sul passo d’uomo dell’uscita di Via dell’Oriolo.

Vedi punto 8.06 del documento

facilitazione e diminuzione del tempo necessario in caso di evacuazione

2

2

 

4

 

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

Denominazione documento

Visibilità

Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Segreteria Direzione Cultura

Nomina del medico competente

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti antincendio

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti al primo soccorso

Segreteria Direzione Cultura

Registro infortuni

Segreteria della Direzione
Direzione Organizzazione

Verbali riunioni periodiche

Segreteria Direzione Cultura

Elenco formazione addetti antincendio

Direzione Organizzazione

Elenco formazione addetti al primo soccorso

Direzione Organizzazione

Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi

Direzione Beni e Servizi
Segreteria dei rispettivi Servizi

Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro

Servizio Tecnico Belle Arti

Schede di informazione sull'uso dei VDT

Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura

Cartelle sanitarie dei dipendenti

Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

Copia della dichiarazione di inizio attività presentata in data 22/04/04 volta all’ottenimento del CPI restituita dal COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO DI FIRENZE quale autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività ai fini antincendio. 

Segreteria Direzione Cultura
Segreteria del Servizio Musei Comunali

11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

Il documento illustra i riferimenti normativi le metodologie adottate nella preparazione dello stesso.

Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.

Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

I rischi d’incendio per questa sede legati al tipo di attività svolte, ai materiali contenuti, arredi rivestimenti, ed eventuali malfunzionamenti dell’impianto elettrico sono contenuti ma per questo tipo di rischi si sonno comunque previsti provvedimenti e misure come esplicitato nei punti 8.02 e 8.03 del documento. Sono anche attuate le misure di prevenzione previste al punto 8.5, ossia sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

Il numero massimo di presenze nei vari ambienti e nell’intero complesso si mantiene sempre compatibile con gli affollamenti teorici ammissibili, quindi il rischio dovuto all'affollamento è sufficientemente ridotto, punto 8.06. Anche affollamento della biblioteca è sempre compatibile alla massima capacità operativa teorica.

E’ da ritenersi che la biblioteca ed il complesso nel suo insieme, rispettando gli affollamenti ammissibili ed adottando le misure di prevenzione previste nel presente documento ed in quello di evacuazione di emergenza, possano funzionare in regime di sicurezza.

Ovviamente quando i locali attualmente in adeguamento saranno effettivamente utilizzati dal Servizio Attività Culturali sarà necessario valutarne le modalità di utilizzo per mantenere l'affollamento compatibile con la capacità di deflusso delle vie di fuga.

 

Seguono le sottoscrizioni:

Il direttore della Direzione Cultura
Il titolare della Società Opera d’arte
Il Responsabile Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura
Il Responsabile Prevenzione e Protezione della Società Opera d’arte
Il coordinatore delle operazioni di emergenza del Comune di Firenze
Il coordinatore delle operazioni di emergenza della Società Opera d’arte


Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 29-06-2005

 

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