COMUNE DI FIRENZE

DIREZIONE CULTURA

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

 

DLGS 626/94 Art. 4

     

VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO

 

DM 10.3.98 Art. 2

     

NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO PER EDIFICI STORICI DESTINATI A MUSEI

 

DM 20.5.92 N. 569

CHIESA DI S. MARIA DEL CARMINE

CAPPELLA BRANCACCI

 

Firenze, 14 Novembre 2005

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Giuseppe Gherpelli

Responsabile Prevenzione e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni

 

rev. CABR_ML_GG_VR2005NOV14_02

PARAGRAFO

INDICE DEGLI ARGOMENTI

   

1

INTRODUZIONE.

   

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

2.02

Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

2.05

Procedura metodologica.

   

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

   

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

   

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5.05

Esposizione al rumore.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

5.11

Rischio Mobbing

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

5.13

Guida di veicoli a motore.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

5.17

Rischio Rapina.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

   

6

SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT.

   

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

   

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

   

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

   

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

   

11

RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

   
 

SOTTOSCRIZIONI

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

1.

INTRODUZIONE.

Il presente documento di valutazione dei rischi, come da dlgs 626/94 art. 4 comma 6, è realizzato dal Datore di Lavoro in collaborazione col Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura ed il medico competente.

Il Responsabile Prevenzione e protezione della Direzione Cultura Dr. Mario Leoni ha utilizzato le informazioni ricevute dal Datore di Lavoro come previsto dal dlgs 626/94, art. 9 comma 2.

I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono stati consultati ed informati sui contenuti dei documenti e ne hanno copia.

Questo documento di valutazione dei rischi annulla e sostituisce integralmente il precedente.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:

Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio, espositiva o di prestito, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.

Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.

Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:

Questo documento (valutazione dei rischi) è completato dal piano di emergenza e di evacuazione che ne costituisce parte integrante.

COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

La Direzione ha anche provveduto all’inizio del 2005 alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:

  1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
  2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
  3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente, scheda di rilevazione per videoterminalisti e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.

 

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

 

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

Ragione sociale

 

COMUNE DI FIRENZE

     

Sede legale

 

P.zza della Signoria 1 - Firenze

     

Partita I.V.A.

 

01307110484

     

Direzione

 

Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)

     

Direttore-Datore di lavoro

 

DIREZIONE CULTURA - Dr. Giuseppe Gherpelli

     

Medico Competente

 

Dr. Ugo Cappelli

     

Responsabile Prevenzione e Protezione

 

Dr. Mario Leoni

     

Sede Direzione

 

Via Ghibellina 30

     
     

Servizi e Dirigenti

(Organizzazione del lavoro e gestione del personale)

 

Servizio Musei Comunali - D.ssa Chiaretta Silla

     

Sede dei Servizi

 

Via Ghibellina 30

     

Sede di lavoro

 

Cappella Brancacci

     

Indirizzo sede di lavoro

 

Piazza del Carmine

     

Settore di competenza dei Servizi

 

Esposizione museale

     

Estensione sede

 

Metri quadrati: mq. 3.760= stima effettuata sulle piante relativa all’estensione in pianta del complesso della Chiesa del Carmine di cui è parte la Cappella Brancacci.
Non è indicativo calcolare il volume in quanto la sede di lavoro è costituita da un grande chiostro aperto e da parte della Chiesa di notevole cubatura (circa 100.000 mc) per via dell’altezza dei soffitti. Sarebbe possibile attribuire una quota della cubatura della Chiesa del Carmine alla Cappella Brancacci ma lo si ritiene inutile, dato che qualunque criterio si utilizzi la cubatura risultante sarebbe sempre ampiamente superiore ai minimi previsti per gli affollamenti consentiti.

Nel complesso della Chiesa del Carmine sede opera anche:

Associazione il Museo dei Ragazzi Firenze

Presidente: D.ssa Chiaretta Silla

Ente non commerciale P.iva 05118160489

Residenza Fiscale: Via Nicolodi n. 2 - Firenze

Sede effettiva: Palazzo Vecchio – Piazza Signoria 1 – 50100 Firenze - Tel.:+39055.2768224

Questa sede di lavoro è costituita dal complesso monumentale dell'antica Chiesa del Carmine ed i suoi annessi ed è situata quasi nel centro di Firenze.

Il complesso è costituito dalla chiesa vera è propria formata da un'ampia navata e dal suo abside in cui sono ricavate, a sinistra, la Cappella Corsini e, a destra, la Cappella Brancacci.

In prossimità dell'abside vi sono altri locali tra cui l'antica sacrestia. In un altro locale di discrete dimensioni è attualmente dislocato il book-shop. Sul lato destro della chiesa è situato l'ampio chiostro rettangolare, circa 40,5x40,5 quindi oltre 1600 mq.

Per una descrizione particolareggiata si veda il seguito del documento al punto 8.04 (Rischi di incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento) ed al punto 8.05 (Rischi d’incendio connessi alle dimensioni e all’articolazione del luogo di lavoro).

L’ingresso del chiostro su Piazza del Carmine.

La Cappella Brancacci.

Nel chiostro, alla destra dell’ingresso del book-shop, si trova la sala del cenacolo, con due uscite, utilizzata dall’associazione il museo dei ragazzi per effettuare proiezioni ai visitatori. Segue poi l’ingresso alla SALA DELLA COLONNA che fa sempre parte del complesso ma è chiusa al pubblico.

ORARIO DI LAVORO.

Articolato su sei giorni con chiusura il Martedì.

Orario feriale 9-17, festivo 11-17.

Per esigenze di servizio talvolta l’orario può subire variazioni.

Orario per il pubblico feriale 10-17, festivo 13-17

La targa della sala del cenacolo.

L’ingresso del book-shop con a destra le due porte del cenacolo.

Organigramma della sede e relative posizioni giuridiche

1

Larucci

Mauro

Esecutore polivalente

B4

Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' stata successivamente effettuata una revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).

Una società esterna, periodicamente sostituita, fornisce unità di personale che svolgono compiti di sorveglianza e bigliettazione.

Attualmente la società è:

Expofirenze S.r.l

Via Burchiello 101

50124 Firenze

Tel. 055.223722 – 333.7632228

p.iva-cf 04735590483

Titolare: Sig. ra Rossella de Murtas

Iscrizione CCIIAA: 04735590483 del 18/04/1996

I 4 dipendenti sono:

1

Matteo

Bortolon

2

Francesca

Paterna

3

Chiara

Chini

4

Elisa

Colonici

Per ragioni di servizio, ferie o malattia gli elementi suindicati possono essere talvolta sostituiti generalmente da:

1

Maddalena

Guiggiani

2

Paolo

Omofoni

 

Il bookshop situato nei locali è condotto da un unità di personale a rotazione fra le seguenti:

1

Paola

Bianchini

2

Domenico

Tepedino

3

Raffaella

Anziano

La società di gestione è: Mandragora S.r.l. - Titolare Sig. Mario Curia

Piazza del Duomo 9

50122 Firenze

Iscrizione CCIAA n. 380229

I dipendenti riconducibili direttamente al comune sono 5, allocati normalmente come segue:

1 dipendente della cooperativa all’ingresso al punto di informazioni

1 dipendente della cooperativa alla biglietteria.

1 dipendente della cooperativa sorveglianza nella Cappella.

1 Dipendente della cooperativa controllo biglietti all’ingresso (nel salone del book-shop).

1 Dipendente del Comune (il Sig. Larucci) svolge compiti di sorveglianza e si sposta ove necessario.

Nella sede si trova anche:

Dipendenti incaricati del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presenti nella struttura:

1

Matteo

Bortolon

2

francesca

paterna

Il personale indicato ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO.

La società Expofirenze S.r.l. ha prodotto copia dei relativi attestati.

Al riguardo del rischio incendio si veda il punto 8 del documento.

Sul Documento di Evacuazione di Emergenza sono indicati e descritti gli incarichi specifici.

2.02

Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06, quella seguente è una stima sull’affollamento effettivo.

Tutto il personale operante è costituito da non più di 7 unità è normalmente distribuito come indicato in pianta organica. Di fatto l'affollamento sarà fondamentalmente quello dovuto alla presenza di utenti nel museo.

I dati del 2004 sono i seguenti: visitatori della cappella 84.059, visitatori del museo dei ragazzi 33.065. Anche se trattasi di operazione impropria, ritenendo di dover conteggiare l’affollamento massimo, si ritiene di sommare entrambi i valori ottenendo un totale di 117.124 visitatori. Dato che i giorni annui di apertura effettiva sono 308 (365 da cui si tolgono le domeniche e 5 giorni di feste istituzionali) si ha un’affluenza media di 380 visitatori per giorno, ipotizzando la durata media di una visita pari a 40 minuti (proiezione video circa 60 min e visita cappella massimo 20 min) si ottengono i seguenti valori:

Giorni feriali con apertura di 7 ore = 36 visitatori

Si può ritenere che nei giorni festivi la riduzione dell’orario di apertura si accompagni anche ad un aumento del flusso turistico per cui si può ragionevolmente supporre che le presenze medie siano le seguenti:

Giorni festivi con apertura di 4 ore = 63 visitatori

I valori stimati, tenendo conto delle 7 unità di personale normalmente presente danno i valori di presenza media di 43 persone nei feriali 70 nei festivi.

Le stime di cui sopra sono eseguite per eccesso dato che come illustrato si sono conteggiati anche i visitatori dell’adiacente Museo dei Ragazzi.

La presenza massima possibile la si può anche ricavare dal picco di visitatori giornalieri che si è verificato durante le festività natalizie del 2004, precisamente 711 visitatori che corrispondono ad un valore di 75 presenze istantanee, sempre compatibile con il massimo ammissibile

Qualora si dovessero svolgere manifestazioni o esposizioni particolari il numero dei visitatori potrebbe aumentare, in tal caso saranno prese misure adeguate (Vedi nota al punto 8.06).

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.

A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.

In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

Per la realizzazione del presente documento si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.

2.05

Procedura metodologica.

Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:

1 Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.

2 L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.

3 L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.

4 Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5 Esposizione al rumore.

6 L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.

7 Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

8 L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

9 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

10 Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.

11 Rischio Mobbing.

12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.

13 Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.

Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:

14 Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone.

15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.

16 Possibilità di rapine.

17 Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.

Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:

  1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
  2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
  3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
  4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
  5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
  6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.

Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:

  1. il tipo di attività;
  2. i materiali immagazzinati e manipolati;
  3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
  4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
  5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
  6. il numero dei presenti, sia dipendenti che visitatori, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

Le attrezzature di fatto utilizzate sono essenzialmente le stufe, un condizionatore e l’aspirapolvere, le cui caratteristiche sono evidenziate nella valutazione del rischio (vedi punto 8.03 del documento).

Presso la Direzione Beni e Servizi e la segreteria dei servizi sono comunque disponibili gli inventari dei beni durevoli disponibili.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.

Il complesso di pronto soccorso è situato nel locale di servizio ed il personale ne conosce l’ubicazione.

Il contenuto minimo è basato anche sulle indicazioni dai medici competenti del Comune di Firenze ed è indicato sul contenitore medesimo.

Il contenuto minimo risulta il seguente:

Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.

 

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

In questa sede il personale svolge principalmente mansioni di sorveglianza, custodia rilascio e controllo dei biglietti. Altre attività risultano essere: pulizia, movimentazione di piccoli manufatti ed informazioni al pubblico.

Il dipendente del comune provvede solitamente a tenere in ordine la sala del cenacolo e dare l’avvio alla proiezione del filmato.

La pulizia è effettuata manualmente, l'impiego di attrezzatura elettrica è solo occasionale.

I bagni sono puliti con cadenza giornaliera da ditta esterna come specificato al punto 5.09.

L'attrezzatura elettrica è costituita da un aspirapolvere che non introduce né rischio dovuto all'utilizzo né un consistente rischio d’incendio.

Dalle interviste effettuate al personale risulta una discreta coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata al punto 2.01 del documento.

 

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

Il registro degli infortuni della direzione cultura alla data del 27/9/2005 non riporta alcun infortunio tra il personale del Servizio Musei operante in questa sede.

Non si evidenziano quindi infortuni ciclici e ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.

Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

5.05

Esposizione al rumore.

L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile in quanto l’attività espositiva-museale implica di per se un ambiente non rumoroso. La sede è inoltre situata in zona centrale con traffico limitato e l’attività è svolta all’interno della chiesa e del chiostro.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

La movimentazione di materiali può aversi solo occasionalmente e comunque relativa a piccoli manufatti non particolarmente infiammabili come scatole di depliants o materiali per pulizie, non rappresenta quindi un rischio consistente.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

In questa sede di lavoro l'attività ordinariamente svolta non comporta lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

 

In questa sede la sola postazione fissa con videoterminale, sia pure atipica, è quella del punto di informazione all’ingresso.

 

 

A lato il punto di informazione.

 

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

Il lavoro si svolge parte all'aperto, nel chiostro oppure nei locali chiusi ma di grande cubatura e difficile climatizzazione, bookshop e Cappella Brancacci (parte della Chiesa del Carmine).

Esistono quindi difficoltà di climatizzazione delle postazioni di lavoro.

Per ridurre i rischi così derivanti si sono adottate le seguenti misure:

I servizi igienici situati subito alla destra dell’ingresso al chiostro sono costituiti da tre gruppi di servizi, tutti dotati di acqua calda, uno per il nostro personale e due riservati ai visitatori. Il corridoio antistante il bagno riservato al personale è utilizzato come spogliatoio dai dipendenti.

Alla pulizia dei servizi provvede con cadenza giornaliera una ditta esterna:

SILVA S.P.A – VIA DELLA TRECCIA 12
50145 FIRENZE
tel. 055.318141
Iscrizione CCIAA Firenze N. 372525

Nell'immagine l'ingresso dei servizi sotto il colonnato del chiostro.

I servizi non sono climatizzati ed il personale segnala che nel periodo invernale la temperatura è estremamente rigida. E’ quindi necessario provvedere ad installare dei dispositivi di riscaldamento negli ambienti, come ed esempio dei termoconvettori temporizzati (A questo scopo è previsto un intervento al punto 9 del documento).

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 51 della L. 3/03, L. 584/75, Dir. D.P.C.M. del 14/12/95 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

VIETA DI FUMARE

IN TUTTI I LOCALI CHIUSI, BAGNI INCLUSI, CHE SIANO APERTI AL PUBBLICO O MENO.

Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori e dovrà essere evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

All’interno del museo non è quindi consentito fumare.

I fumatori potranno farlo negli spazi aperti interni del chiostro.

A lato: un visitatore all’ingresso del museo nel chiostro.
Si nota un cartello di divieto di fumo.

 

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).

La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

In questa sede di lavoro la superficie e le cubature (circa 3800 mq e circa 100.000 mc. vedi punto 2.01) sono abbondantemente sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.

Al ricambio d'aria dell'ambiente si provvede mantenendo aperta la porta di uscita Cappella-chiostro e mantenendo aperto quando necessario quella del bookshop.

Esame della geometria delle scale utilizzate dalla Direzione Cultura nel complesso della Cappella Brancacci:

DESCRIZIONE

PEDATA

ALZATA

Scala dell book-shop

31

15

Gradini all’interno della Cappella

35

16

Scala di uscita

28

16

Come si nota tutte le gradinate hanno misure conformi a quanto normalmente indicato dai manuali professionali (pedata 28-30cm, alzata 16-18cm).

Al riguardo delle superfici vetrate di spessore inadeguato, in ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…), i vetri inadeguati debbono essere sostituiti i con quelli di sicurezza.

Come specifica il DPR 303/56 all’art. 7 appare chiaro che tutte le superfici vetrate fino all’altezza di un metro debbono necessariamente essere di sicurezza. La legge postula comunque che l’altezza minima di un metro può essere elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangono feriti qualora esse vadano in frantumi.

Dato che esistono diversi precedenti di cadute di schegge di cui uno con infortunio si ritiene di individuare i due seguenti requisiti di pericolosità per le finestre:

  1. indipendentemente dall’altezza di collocazione, se apribile e quindi soggetta a potenziali sbattimenti.
  2. in caso di rottura possibile caduta di frammenti e schegge su passaggi o comunque luoghi su cui vi si possano trovare o transitare persone.

Le vetrate nella sala delle biglietteria e del book-shop sono di spessore 5 mm, quindi sicuramente non stratificate e non rispondenti ai criteri di sicurezza. Dato che arrivano fino al livello pavimento sono da sostituire con vetrature di sicurezza o rivestire con pellicola antischegge. A questo scopo è stato previsto un intervento al punto 9 del documento.

In ogni caso tutte le superfici vetrate che arrivino sino ad altezza inferiore al metro o rispondano ai quesiti di pericolosità indicati debbono essere rese di sicurezza qualora non lo siano già.

5.11

Rischio Mobbing

Il MOBBING è una forma di terrore psicologico che viene esercitato sul posto di lavoro attraverso azioni ostili ripetute effettuate nei confronti di un lavoratore per un lungo periodo da parte dei colleghi o dai datori di lavoro.

Si riporta qui di seguito la definizione contenuta nello:

SCHEMA DI TESTO UNIFICATO PER I DISEGNI DI LEGGE N. 122 E CONNESSI IN MATERIA DI TUTELA DEI LAVORATORI DAL FENOMENO DEL MOBBING

Articolo 1.

(Definizione ed ambito di applicazione)

1. Ai fini della presente legge, si intende per violenza o persecuzione psicologica ogni atto o comportamento adottati dal datore di lavoro, dal committente, da superiori ovvero da colleghi di pari grado o di grado inferiore, con carattere sistematico, intenso e duraturo, finalizzati a danneggiare l’integrità psico-fisica della lavoratrice o del lavoratore.

2. Le disposizioni di cui alla presente legge si applicano a tutte le tipologie di lavoro, pubblico e privato, indipendentemente dalla loro natura, nonché dalla mansione svolta e dalla qualifica ricoperta.

Le forme che esso può assumere sono molteplici: dalla semplice emarginazione alla diffusione di maldicenze, dalle continue critiche alla sistematica persecuzione, dall'assegnazione di compiti dequalificanti alla compromissione dell'immagine sociale nei confronti del pubblico, dei collegi e dei superiori.

I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.

II datore di lavoro, in applicazione dell'art. 2087 c.c. che impone di adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, ha provveduto anche tramite il medico competente ed il responsabile prevenzione e protezione ad effettuare frequenti visite agli ambienti di lavoro e colloqui con i dipendenti per verificare la presenza o meno di sintomi di mobbing.

Ad oggi non è stata rilevata alcuna forma di mobbing.

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

Nel chiostro prospiciente al book-shop, all’interno della struttura, si trovano alcune piante ad alto fusto di ragguardevole altezza. In seguito ad una caduta accidentale di un ramo un tecnico della Direzione Ambiente ha effettuato un sopralluogo per verificare lo stato di salute delle piante e ne ha rilevato la buona conservazione. Nel suo referto il tecnico informa che la caduta accidentale di un ramo dalla chioma delle piante rappresenta un evento altamente improbabile, ma pur sempre possibile.

E’ necessario quindi che il ns. personale collabori con la Direzione Ambiente con le modalità specificate nella tabella seguente:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Caduta accidentale di rami nel chiostro.

Segnalare prontamente evidenti anomalie dell’alberatura al personale della Direzione Ambiente.

Dato che, seppur remota, la possibilità di danni alle persone per questo tipo di evento esiste è esposto un cartello di avviso plurilingue con la dicitura: "Non sostare sotto le piante."

E’ necessario che i visitatori, comunque seduti sui muretti del chiostro, siano invitati ad allontanarsi dalle piante.

Sotto: la veduta esterna del chiostro.

Sotto: un visitatore di fronte all’avviso plurilingue di non sostare sotto le piante.

5.13

Guida di veicoli a motore.

Non è previsto che il personale operante in questa sede utilizzi veicoli a motore.

Qualora ciò dovesse accadere sarebbero utilizzati normali autoveicoli e motoveicoli anche a trazione elettrica di proprietà del Comune di Firenze.

Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:

  1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria adeguata al tipo di mezzo utilizzato (A per i motoveicoli e B o superiore per gli autoveicoli) in corso di validità.
  2. impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle normali regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica, delle limitazioni di velocità e l’utilizzo delle cinture di sicurezza o del casco.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente ma negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.

Il comportamento da tenere è comunque il seguente:

a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.

E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
  2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
  4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
  5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.
    Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.
  2. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  3. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  4. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  5. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  6. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
  7. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  8. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.

Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:
  1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
  6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.17

Rischio Rapina.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Viene effettuato maneggio valori di media entità (cassa biglietteria e cassa bookshop). Il rischio rapina è da ritenersi basso.

In caso di rapina occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello necessario in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

  1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
  2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
  3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
  4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
  5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.
    Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.
  7. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia 113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente ma data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.

Generalmente gli agenti chimici o batteriologici si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).

L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.

Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.

In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o, se di piccole dimensioni, anche il cestino dei rifiuti o altro.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

Lavare le mani con acqua e sapone.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.

Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.

Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.

In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.

Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.

 

6

SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

In questa sede è utilizzato solo un videoterminale al punto di informazioni. Qualora necessario il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti. Il Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT.

Le schede (ora disponibili anche sulla rete civica del comune di Firenze a cura del Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione) vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.

Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

NOTA:

Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.

Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.

 

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia… ).

La valutazione del rischio d’incendio ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.

In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti. Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

L’attività è tipicamente quella espositiva delle opere entrocontenute ed il personale ha compiti di sorveglianza e provvede alla pulizia dei locali. Una delle unità di personale cura il rilascio dei biglietti.

Ll'attività sopradescritta, fondamentalmente di sorveglianza alle opere esposte, pulizia e per la bigliettazione è effettuata da 1 dipendente interno e 4 dipendenti esterni.

In più nella sede si trova un dipendente dell’Associazione il Museo dei Ragazzi ed il conduttore del book-shop.

L’orario di lavoro è descritto al punto 2.01.

Non esistono:

** Esistono delle piccole fiamme libere costituite dalle candele votive nella chiesa.

Si ritiene che i rischi d’incendio legati al tipo di attività siano contenuti. E' opportuno comunque osservare la tabella che segue:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Innesco dovuto alle fiamme libere delle candele votive.

Disporre i relativi candelabri lontano da parti infiammabili della struttura e degli arredi o viceversa allontanarne arredi infiammabili. Il personale ecclesiastico nella chiesa provvede a spegnere la candele al momento della chiusura (normalmente alle ore 12) ed a riaccenderle il giorno successivo all'apertura, per cui le fiammelle non risultano accese senza la presenza di personale.

 

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

Il rischio d’incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per materiali utilizzati per le pulizie, ripostigli con materiale cartaceo, arredi lignei o materiale comunque infiammabile.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio dei materiali per le pulizie.

Informare il personale dell’uso a soli fini di pulizia del materiale ed evitarne l’uso come fonte di calore.

Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali

Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico.

Innesco causato da sigarette

Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali (vedi anche il punto 5.09 bis del presente documento).

Innesco dovuto a cestini dei rifiuti

Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

 

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

L’attività come già sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature che possano introdurre rischi particolari.

In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.

Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

Per la climatizzazione della nuova biglietteria è utilizzato un condizionatore-riscaldatore PANASONIC modello CW-A91AE, con marcatura CE provvisto di manuale d'uso, capacità 2,67-2,68 2,55-2,57 Kw, potenza 960-1030 W 820-880 W, normativa ISO 5151.

La pulizia viene attualmente effettuata manualmente. Solo occasionalmente può essere usato un apparecchio elettrico (aspirapolvere POLTI modello AS800 da 1200 Watt con marcatura CE provvisto di manuale d’uso, conforme alla direttiva EC 89/336 modificata dalla 93/68 EMC e direttiva 73/23 modificata dalla 93/68).

Gli estintori sono installati ed il personale controlla che venga effettuata la loro verifica con cadenza semestrale.

E’ opportuno comunque valutare i rischi provenienti dalla stufe utilizzate per riscaldare l’ambiente nel periodo invernale.

Le stufe utilizzate sono le seguenti:

I prodotti elencati presentano moderati rischi d’incendio d’innesco dovuti alla parte elettrica. Gli arredi e le opere esposte sono costituiti da opere lignee, quadri, arredi sacri che presentano parti infiammabili costituite da legno, tela e stoffe. Le opere sono disposte alle pareti sufficientemente distanziate, non accatastate e quindi costituiscono un rischio d’incendio basso.

Quando vengono utilizzate stufe o climatizzatori e ventilatori è quindi opportuno valutare il rischio d’incendio o d’innesco soprattutto dovuto alla parte elettrica degli apparati.

E' necessario che i dipendenti che utilizzano le stufe le dispongano distanziate dal materiale infiammabile e controllino che siano spente al termine del turno di lavoro prima di lasciare l’immobile.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio delle stufe elettriche o dei ventilatori.

Il personale non rimuove parti o pannelli di protezione soprattutto della parte elettrica degli apparecchi. Utilizza prese elettriche dotate di conduttore di terra e protette da differenziale e sezionatore generale.

Innesco dovuto a guasto delle stufe al di fuori dell'orario di lavoro.

Il personale verifica che gli apparati siano spenti prima di lasciare l'ufficio al termine del turno di lavoro.

Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe.

Disporre l’apparato distante da arredi lignei e dai libri (anche per ragione di conservazione dei medesimi), possibilmente vicino alle pareti ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero dei cavi elettrici e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta.

Incendio di parti di arredo o materiali cartacei.

Evitare che in prossimità degli arredi o materiali cartecei vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Fare osservare il divieto di fumare come da relativa cartellonistica esposta.

 

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

Questa sede è un'antica chiesa monumentale nel centro di Firenze. Questo complesso è costituito dalla chiesa vera è propria formata da un'ampia navata e dal suo abside in cui sono ricavate la Cappella Corsini a sinistra e la Cappella Brancacci a destra. In prossimità dell'abside vi sono altri locali ed in uno ha sede l'antica sacrestia. In un altro locale di discrete dimensioni è attualmente dislocato il book-shop. Sul lato destro della chiesa è collocato l'ampio chiostro rettangolare, circa 40,5x40,5 quindi oltre 1600 mq.

La struttura è completamente in muratura e pietra vi sono alcuni rivestimenti in legno fra cui il soffitto della sacrestia che comunque è molto alto.

I rischi d'incendio dovuti a caratteristiche e materiali sono quindi bassi.

E' comunque opportuno usare le cautele già esposte nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

Il complesso è costituito da:

  1. Navata della chiesa di forma rettangolare circa 15,5x60 circa 970 mq.
  2. Cappella Corsini al lato sinistro dell'abside di circa 100 mq.
  3. Cappella Brancacci sul lato destro dell'abside di circa 60 mq.
  4. Vari locali di servizio fra cui la sacrestia.
  5. Ampio locale di circa 110 mq. accanto alla Cappella Brancacci in cui è alloggiato il bookshop.
  6. Il chiostro situato sul lato destro della chiesa di forma rettangolare di oltre 1600 mq.

L'ingresso è situato alla destra della facciata della chiesa ed immette alla biglietteria e da qui direttamente al chiostro.

Il chiostro è un luogo aperto di grandi dimensioni che non contiene alcunchè a rischio d'incendio e quindi può ritenersi un luogo sicuro.

 

Nell'immagine veduta del chiostro, sullo sfondo al centro, l'entrata lato book-shop.

Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un eventuale esodo, che dovranno quindi essere valutati.

 

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

1

Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali.

Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.

2

Pavimento in cattivo stato di manutenzione.

Mantenere e conservazione il pavimento in buono stato con frequenti controlli ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario.

3

Insufficiente illuminazione delle vie di uscita.

Miglioramento dell'illuminazione delle vie d’uscita anche tramite illuminazione d’emergenza.

Al riguardo del punto 3 è necessario installare una adeguata illuminazione di emergenza come previsto dal dpr 547/55 art. 13 punto 11 e dal dm 10.3.98 all. 3.13.

La presenza di illuminazione di emergenza riveste un carattere di obbligatorietà in quanto si tratta di un preciso obbligo di legge

Il potenziamento dell’illuminazione d’emergenza rappresenta inoltre una misura compensativa come previsto dal dm 10/3/98 all. 1.4.5 punto A comma 5.

E' necessario provvedere per il percorso di esodo dalla Cappella al chiostro attraverso il bookshop e attraverso le scale piccole dalla Cappella direttamente al chiostro.

Nell'immagine le scale che portano dalla Cappella al bookshop e poi al chiostro.

I punti luce di emergenza da installarsi sono 4 così dislocati:

  1. Soffitto dell’interspazio tra le due porte Cappella Corridoio.
  2. Sotto la lampada di illuminazione in cima alle scala book-shop corridoio.
  3. Soffitto della rampa di scale corridoio book-shop
  4. Sulla parete del corridoio delle scale piccole dalla cappella al chiostro.

E' opportuno dotare di illuminazione di emergenza anche il passaggio chiostro, punto di informazione, Piazza del Carmine.

I punti luce di emergenza da installarsi sono 2 così dislocati:

  1. Sopra allo stipite dalla porta corridoio-chiostro, lato punto di informazione.
  2. Ad altezza adeguata sulla parete fronte biglietteria circa a metà del passaggio chiostro-Piazza del Carmine

Sono stati quindi previsti due interventi come descritto al punto 9 del documento.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo complesso, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo influenzata dalle caratteristiche strutturali.

Questo complesso è situato in posizione centrale, molto conosciuto ed ha un'affluenza di visitatori piuttosto consistente (vedi punto 2.02 del documento).

Da un punto di vista della motilità dei presenti è da tener conto di quanto segue:

Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.

Per questa stima si segue il disposto del DM 20/5/92 n.569 che commisura l'affollamento massimo alle capacità di deflusso del sistema.

La cappella costituisce parte dell'abside della chiesa del Carmine. Vi si accede attraverso un locale utilizzato come bookshop con apertura sul chiostro di 145 cm. Tramite un corridoio con passaggio, di dimensione minima di 94 cm, si arriva alla Cappella vera e propria nella parte destra dell'abside della chiesa.

La visita prevede che il flusso dei visitatori esca da una porta laterale che immette nel chiostro di dimensione minima di passaggio di 75 cm.

 

 

Nell’immagine a sinistra: l'uscita laterale della Cappella vista dall'interno (segnalata da apposito cartello)

 

 

 

 

A destra: l'uscita laterale della Cappella vista dall'esterno.

Dato che la cappella è parte integrante della navata della chiesa, in caso di emergenza, è possibile fino alle ore 12 utilizzare l'uscita principale su piazza del Carmine costituita da due semiante laterali di 70 cm con apertura a spinta verso l’esterno. Il portone in legno durante l’apertura della chiesa viene mantenuto aperto.

Riepilogo accessi/uscite

  1. Passaggio principale dal bookshop dimensione minima cm 94
  2. Uscita normale visitatori sul chiostro dimensione minima cm 75
  3. 2 uscite della chiesa su Piazza del Carmine, dimensione minima di 70 cm ognuna (fino alle ore 12).

Per il conteggio effettivo delle uscite, il DM 20/5/1992 art. 3 punto 5, consente di computare anche gli ingressi che consentono un facile deflusso verso l'esterno in caso di emergenza.

Le uscite utilizzabili risultano quindi:

- passaggio principale 1 modulo

- uscita sul chiostro 1 modulo

- 2 uscite su piazza del Carmine 2 moduli (fino alle 12)

Come prevede l'art. 3 punto 3 del DM 20/5/1992 il massimo affollamento consentito potrà essere di 60 persone per ogni modulo.

L’affollamento ammissibile dalle 10 alle 12 sarà quindi diverso che dalle 12 alle 17 per la chiusura dell’uscita principale su Piazza del Carmine.

Affollamento ammissibile :

Utilizzabili 4 moduli per un totale di 240 presenze.

Dato che il modulo di uscita sul chiostro ed i due su piazza del Carmine non sono perfettamente conformi alle prescrizioni normative occorre procedere secondo il DM 20/5/1992 art. 3 punto 6 ed il DM 10/3/1998 all. 1.4.5 parte A punto 8, alla riduzione dell’affollamento quale misura di sicurezza compensativa, come previsto dal DM 10/3/1998 all. 1.4.5 secondo capoverso.

Ritenendola ampiamente compensativa si provvede ad una riduzione del 50% della capacità di deflusso dell’uscita sul chiostro e dell’uscita su piazza del Carmine. La valutazione risulterà la seguente:

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

60.                                             2 uscite su Piazza del Carmine

Dalle 10.00 alle 12.00 la capacità di deflusso totale delle vie di fuga sarà quindi di 150 persone.

Dalle 12.00 in poi non sono più utilizzabili le 2 uscite su piazza del Carmine e la valutazione risulterà la seguente:

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

Dalle 12.00 alle 17.00 la capacità di deflusso totale delle vie di fuga sarà di 90 persone.

Il personale agirà quindi come segue:

Dalle 10.00 alle 12.00 - Controllo dell'affollamento nella cappella fino al massimo di 150 previsto ed interruzione dell'ulteriore flusso e della bigliettazione per non eccedere il limite previsto.

Dalle 12.00 alle 17.00 - Controllo dell'affollamento nella cappella fino al massimo di 90 previsto ed interruzione dell'ulteriore flusso e della bigliettazione per non eccedere il limite previsto.

*** NOTA Procedure in caso di manifestazioni o esposizioni particolari

Qualora si verifichino eventi che portassero ad aumentare l’affluenza al di sopra dei limiti ammissibili è possibile operare come segue:

La porta dovrà essere mantenuta aperta e sarà necessario disporre la relativa segnaletica che indichi la disponibilità dell’ulteriore via di fuga.

In questo modo le capacità ammissibili diverranno le seguenti:

Con la possibilità di utilizzo delle 2 uscite su Piazza del Carmine

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

60.                                             2 uscite su Piazza del Carmine

120.                                          porta laterale della navata destra della Chiesa

In questo caso la capacità ammissibile è di 270 persone.

Senza la possibilità di utilizzo delle 2 uscite su Piazza del Carmine

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

120.                                          porta laterale della navata destra della Chiesa

In questo caso la capacità ammissibile è di 210 persone.

Per ragioni di opportunità e sorveglianza il museo viene normalmente utilizzato con presenze decisamente inferiori a quelle massime ammissibili.

Le direttive sull'affollamento massimo sono comunicate al personale dell'immobile che dovrà rispettarle e farle rispettare a chiunque si trovi o abbia in uso l'immobile.

N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata sul documento di evacuazione di emergenza.

Rispettando le limitazioni previste per i vari ambienti ed attuando le misure previste le presenze massime nell’intero complesso rimarranno sempre compatibili con i massimi ammissibili.

In questa sede di lavoro le barriere architettoniche sono ridotte all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .

Altre misure sono riportate dal punto 8.31 che si riporta integralmente qui di seguito:

"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."

Nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:

  1. visitatori disabili o in ogni caso con difficoltà di deambulazione.
  2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

Come previsto dal dlgs 626/94 si provvede a preparare un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.

Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del dlgs 626/94 art. 4 comma 12, la sicurezza dei locali e degli edifici sono a carico dalle amministrazioni tenute alla loro fornitura. Il datore di lavoro ha richiesto, contestualmente al presente documento ed in forma scritta, l’adempimento dei predetti obblighi ai soggetti che ne hanno l’obbligo giuridico.

Nel caso del Palazzo Vivarelli Colonna gli interventi previsti sono i seguenti:

Intervento 1

Installazione di illuminazione di emergenza sulle vie di fuga (vedi punto 8.5 del documento).

I punti luce di emergenza da installarsi sono 4 così dislocati:

  1. Soffitto dell’interspazio tra le due porte Cappella Corridoio.
  2. Sotto la lampada di illuminazione in cima alle scala bookshop corridoio.
  3. Soffitto della rampa di scale corridoio book-shop.
  4. Sulla parete del corridoio delle scale piccole dalla cappella al chiostro.

Rischio da ridurre: rischio di caduta – eccessivo tempo di evacuazione in caso di emergenza.

Normativa: dpr 547/55 art. 13 punto 11 e dal dm 10.3.98 all. 3.13.

Intervento 2

Installazione di illuminazione di emergenza nel passaggio chiostro, biglietteria, Piazza del Carmine (vedi punto 8.5 del documento).

I punti luce di emergenza da installarsi sono 2 e potrebbero essere così dislocati:

  1. Sopra allo stipite dalla porta corridoio-chiostro, lato biglietteria.
  2. Ad altezza adeguata sulla parete fronte biglietteria circa a metà del passaggio chiostro-Piazza del Carmine

Rischio da ridurre: rischio di caduta – eccessivo tempo di evacuazione in caso di emergenza.

Normativa: L’intervento è emerso dalla valutazione dei rischi effettuata per il miglioramento della sicurezza dei lavoratori ex dlgs 626/94.

Intervento 3

Servizi igienici. Installazione di dispositivi di riscaldamento negli ambienti. Eventualmente termoconvettori temporizzati. (vedi punto 5.09 del documento).

Rischio da ridurre: esposizione dei lavoratori a temperature inadeguate.

Normativa: DPR 303/56 art. 11.

Intervento 4

Sostituire con vetri antisfondamento o rivestire con pellicola trasparente antinfortunio le seguenti superfici:

Si ricorda comunque che tutte le vetrature ad altezza inferiore al metro debbono essere rese di sicurezza.

Rischio da ridurre: ferite da caduta di schegge di vetro.

Normativa: dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11. - Requisiti di pericolosità indicati nel documento. Vedi punto 5.10.

Nota – I soggetti competenti ad effettuare gli interventi relativi alla sicurezza dei locali hanno ricevuto copia del presente documento con l'informazione degli interventi previsti e lettera da parte del Direttore per provvedere alla loro esecuzione. I soggetti stessi renderanno noti i tempi necessari e prevedibili per gli interventi.

Analisi della priorità degli interventi

Per ogni intervento previsto si ritiene di dare un ordine di priorità correlato al rischio ad esso relativo. A questo scopo si utilizza la segue la seguente metodologia:

P=Probabilità del verificarsi di un evento dannoso a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

PROBABILITÀ di evento dannoso

Valore

Livello

Definizione

1

Improbabile

  • non sono noti episodi già verificatisi
  • la mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti

2

Poco probabile

  • sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi
  • la mancanza rilevata può provocare un danno in circostanze sfortunate di eventi

3

Probabile

  • è noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno
  • la mancanza rilevata può provocare un danno anche se non in modo automatico e diretto

4

Molto probabile

  • si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nell’azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili
  • esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori

D = Danno potenziale provocato dal rischio a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

entità degli effetti potenziali del DANNO

Valore

Livello

Definizione

1

Lieve

  • effetti rapidamente reversibili dovuti a esposizione cronica
  • inabilità rapidamente reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

2

Medio

  • effetti reversibili dovuti a esposizione cronica
  • inabilità reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

3

Grave

  • effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti dovuti a esposizione cronica
  • effetti di invalidità parziale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

4

Gravissimo

  • effetti letali o di invalidità totale dovuti a esposizione cronica
  • effetti letali o di invalidità totale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

Gli interventi sono tutti a rivolti a ridurre l’entità di rischi, con la moltiplicazione dei due valori si ottiene un indice sintetico chiamato R = Rischio qualitativo che misura la priorità dell’intervento legato al rischio esaminato.

L’indice può quindi assumere un valore tra 1 e 16 ed un valore elevato indica una priorità maggiore.

Qualora gQli interventi siano volti ad attuare misure espressamente previste dalla normativa sono comunque da considerarsi a Priorità Elevata (PE), indipendentemente dal valore dell’indice, in quanto il rispetto della normativa è di per se una priorità.

TABELLA DI RISCHIO QUALITATIVO

N.

INTERVENTO

RISCHIO

PROBABILITA’

DAN

NO

NORMATIVA

INDICE DI RISCHIO

1

Installazione di illuminazione di emergenza sulle vie di fuga.

I punti luce di emergenza da installarsi sono 4 così dislocati:

  1. Soffitto dell’interspazio tra le due porte Cappella Corridoio.
  2. Sotto la lampada di illuminazione in cima alle scala bookshop corridoio.
  3. Soffitto della rampa di scale corridoio bookshop.
  4. Sulla parete del corridoio delle scale piccole dalla cappella al chiostro

rischio di caduta – eccessivo tempo di evacuazione in caso di emergenza.

2

2

SI

4 PE

2

Installazione di illuminazione di emergenza nel passaggio chiostro, biglietteria, Piazza del Carmine

I punti luce di emergenza da installarsi sono 2 e potrebbero essere così dislocati:

  1. Sopra allo stipite dalla porta corridoio-chiostro, lato biglietteria.
  2. Ad altezza adeguata sulla parete fronte biglietteria circa a metà del passaggio chiostro-Piazza del Carmine

rischio di caduta – eccessivo tempo di evacuazione in caso di emergenza

2

2

NO

4 PE

3

Servizi igienici. Installazione di dispositivi di riscaldamento negli ambienti. Eventualmente termoconvettori temporizzati.

esposizione dei lavoratori a temperature inadeguate.)

2

2

SI

4 PE

4

Sostituire con vetri antisfondamento o rivestire con pellicola trasparente antinfortunio le seguenti superfici:

  • vetri stanza book-shop e biglietteria

Si ricorda comunque che tutte le vetrature ad altezza inferiore al metro debbono essere rese di sicurezza.

Ferite da caduta di schegge di vetro

3

3

SI

9 PE

 

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

Denominazione documento

Visibilità

Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del piano di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Segreteria Direzione Cultura

Nomina del medico competente

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti antincendio

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti al primo soccorso

Segreteria Direzione Cultura

Registro infortuni

Segreteria della Direzione

Direzione Organizzazione

Verbali riunioni periodiche

Segreteria Direzione Cultura

Elenco formazione addetti antincendio

Direzione Organizzazione

Elenco formazione addetti al primo soccorso

Direzione Organizzazione

Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi

Direzione Beni e Servizi

Segreteria dei rispettivi Servizi

Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro

Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio

Schede di informazione sull'uso dei VDT

Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura

Cartelle sanitarie dei dipendenti

Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

 

11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

Il documento illustra i riferimenti normativi le metodologie adottate nella preparazione dello stesso.

Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.

Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

I rischi d’incendio per questa sede legati al tipo di attività svolte, ai materiali contenuti, arredi rivestimenti, ed eventuali malfunzionamenti dell’impianto elettrico sono contenuti ma per questo tipo di rischi si sonno comunque previsti provvedimenti e misure come esplicitato nei punti 8.02 e 8.03 del documento. Sono anche attuate le misure di prevenzione previste al punto 8.5, ossia sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

Le presenze effettive debbono sempre essere mantenute compatibili con il massimo teorico per evitare il rischio dovuto all'affollamento, punto 8.06, questa limitazione comunque non compromettere l'operatività del museo come si evince dai punti 2.02 e 8.06.

E’ da ritenersi che il complesso della Cappella Brancacci, rispettando gli affollamenti ammissibili ed adottando le misure di prevenzione previste nel presente documento e le procedure previste in quello di evacuazione di emergenza, possa funzionare in regime di sicurezza.

 

Seguono le sottoscrizioni:

Il direttore della Direzione Cultura
Il Responsabile Prevenzione e Protezione
Il coordinatore delle operazioni di emergenza


Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 02-12-2005

 

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