COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

 

DLGS 626/94 Art. 4

PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

 

 

VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO

 

DM 10.3.98 Art. 2

 

 

 

NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO PER EDIFICI DI INTERESSE STORICO DESTINATI A BIBLIOTECHE ED ARCHIVI

 

DPR 30.6.95 N. 418

 

PALAZZO BASTOGI – ARCHIVIO STORICO

 

Firenze, 18 Gennaio 2005

 

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura

Dr. Sergio Goretti

 

Responsabile Prevenzione e Protezione

della Direzione Cultura

Dr. Mario Leoni

 

rev. ARST_ML_SG_VR2005GEN18_02

PARAGRAFO

INDICE DEGLI ARGOMENTI

 

 

1

INTRODUZIONE.

 

 

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

2.02

Valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

2.05

Procedura metodologica.

 

 

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

 

 

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

 

 

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5.05

Esposizione al rumore.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

5.11

Rischio Mobbing

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

5.13

Guida automezzi.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

5.17

Rischio Rapina.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

 

 

6

SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT.

 

 

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

 

 

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

 

 

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

 

 

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

 

 

11

RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

 

 

 

SOTTOSCRIZIONI

  

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

1

INTRODUZIONE.

Il presente documento è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura in collaborazione col Datore di Lavoro ed il Medico Competente. I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo.

Gli RLS sono informati dei contenuti dei documenti e ne hanno copia.

Questo documento di valutazione dei rischi annulla e sostituisce integralmente il precedente.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:

Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio o espositiva, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.

Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

Dato che la conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.

Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:

N.B. Questo documento è completato dal piano di emergenza e di evacuazione che ne costituisce parte integrante.

COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

I documenti della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

La Direzione ha anche provveduto alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:

  1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
  2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
  3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.

 

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

Ragione sociale

 

COMUNE DI FIRENZE

 

 

 

Sede legale

 

P.zza della Signoria 1 - Firenze

 

 

 

Partita I.V.A.

 

01307110484

 

 

 

Direzione

 

Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)

 

 

 

Direttore-Datore di lavoro

 

DIREZIONE CULTURA Dr. Sergio Goretti

 

 

 

Medico Competente

 

Dr. Ugo Cappelli

 

 

 

Responsabile Prevenzione e Protezione

 

Dr. Mario Leoni

 

 

 

Sede Direzione

 

Via Ghibellina 30

 

 

 

Servizio

 

Servizio Attività Culturali

 

 

 

Dirigente del servizio

 

D.ssa Luana Bigi

 

 

 

Sede del Servizio

 

Via Ghibellina 30

 

 

 

Posizione Organizzativa Archivi

 

D.ssa Laura Leoncini

 

 

 

Sede di lavoro

 

PALAZZO BASTOGI – Archivio Storico

 

 

 

Indirizzo sede di lavoro

 

Via dell’Oriolo 33

 

 

 

Settore economico

 

Archiviazione e consultazione di documenti

 

 

 

Estensione sede

 

 

 

Metri quadrati: mq. 2.300 (stima effettuata sulle piante)

Metri cubi: mc. 9.200 (stima effettuata per h media = 4 m, quindi per difetto )

 

 

 

 

 

A lato:

immagine dell’ingresso dell’Archivio Storico in Via dell’Oriolo.

 

Questa sede è costituita dall’estensione in Pianta dello storico Palazzo Bastogi così utilizzato:

ORARIO DI LAVORO ED APERTURA AL PUBBLICO:

Lunedì

7-14

Martedì

7-18

Mercoledì

7-18

Giovedì

7-18

Venerdì

7-14

Sabato

Domenica

CHIUSO

CHIUSO

Per esigenze di servizio talvolta l'orario può subire variazioni.

Organigramma della sede e relative posizioni giuridiche

1

Cassola

Maria

Istr.Dir. Cult.

D3

2

Cuscito

Giuseppe

Istr.Dir.Cult.

D3

3

Epifanio

Anna

Esecutore Polivalente

B3

4

Giannini

Marco

Esecutore Polivalente

B3

5

Leoncini

Laura

Funz. Educ. Cult.

D5

6

Pranzini

Fabio

Esecutore Polivalente

B4

Sono presenti anche sette incaricati della Cooperativa Cooplat (Via Menabrea 1 - 50136 Firenze), che collaborano alla schedatura dei documenti:

Bischi Sylva

Grazini Barbara

Fanciulli Monica

Paterna Donata

Questa Marta

Barbis Roberta

Saettone Riccardo

 

 

In questa sede opera anche:

Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).

Le 15 unità di personale presente sono allocate normalmente al primo e secondo piano. Solo saltuariamente per prelevare materiali vi sono delle presenze nei depositi al secondo e terzo piano

Incaricati del servizio di primo soccorso sanitario, emergenza antincendio ed evacuazione:

CASSOLA

MARIA

ARCHIVIO STORICO

CUSCITO

GIUSEPPE

ARCHIVIO STORICO

PRANZINI

FABIO

ARCHIVIO STORICO

Sul Documento di Evacuazione di Emergenza sono indicati gli incarichi specifici ed i nominativi di coloro che ne sono assegnatari.

Il personale indicato ha seguito il corso BLS in collaborazione con la ASL ed ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO.

Al riguardo della formazione antincendio si veda anche il punto 8 del documento.

2.02

Valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06, quella seguente è una stima sull’affollamento effettivo.

Quindi la presenza massima è di 27 unità e quella media, per le ragioni suesposte, è ragionevolmente stimabile in circa 20 unità.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e dei visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.

A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.

In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

Si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.

2.05

Procedura metodologica.

Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:

1 Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.

2 L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.

3 L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.

4 Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5 Esposizione al rumore.

6 L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.

7 Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

8 L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o

no di terminali video).

9 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

10 Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.

11 Rischio Mobbing.

12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.

13 Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.

Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico , sono possibili anche i seguenti eventi:

14 Minacce da parte di eventuali vandali nei confronti delle opere o delle persone.

15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.

16 Possibilità di rapine.

17 Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.

Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:

  1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
  2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
  3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
  4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
  5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
  6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.

Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:

  1. il tipo di attività;
  2. i materiali immagazzinati e manipolati;
  3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
  4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
  5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
  6. il numero di persone presenti, siano esse lavoratori dipendenti che visitatori, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.

 

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

Le attrezzature elettriche utilizzate in questa sede sono i PC dotati di terminale video fotocopiatrice, scanner planetario e visori per microfilm.

Di fatto tutto il personale utilizza i videoterminali. A questo proposito si veda il punto 6 del presente documento.

Presso la Direzione Beni e Servizi e le segreterie dei servizi è comunque disponibile l'inventariazione di tutti i beni durevoli in disponibilità di ogni servizio.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.

Il complesso di pronto soccorso è normalmente situato nei locali d’ingresso ed in ogni caso a disposizione del personale di portineria.

Il contenuto minimo è basato anche sulle indicazioni dai medici competenti del Comune di Firenze ed è indicato sul contenitore medesimo.

Il contenuto minimo risulta il seguente:

Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.

 

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

In questa sede il personale svolge la tipica attività di gestione di un archivio: schedatura ed inventariazione dei documenti, consultazione dei documenti da parte dell’utenza esterna, restauro, promozione ecc. Gli addetti ai servizi generali hanno compiti di custodia, sorveglianza, riproduzione di microfilm e documenti originali, loro compito è anche il prelievo delle unità archivistiche (filze) dai depositi.

Le altre unità di personale utilizzano un proprio videoterminale. I terminali a disposizione nelle sale di consultazione vengono utilizzati dagli utenti e dal funzionario di sala ed occasionalmente anche da altri elementi di personale.

La pulizia dei locali viene effettuata normalmente da un'impresa esterna:

SILVA S.P.A – VIA DELLA TRECCIA 12
50145 FIRENZE
tel. 055.318141
Iscrizione CCIAA Firenze N. 372525

Normalmente è effettuata manualmente, l'impiego di attrezzatura elettrica è solo occasionale. L'attrezzatura elettrica impiegata è costituita da un normale aspirapolvere che non introduce ne rischio dovuto all'utilizzo ne un consistente rischio di incendio.

Dalle interviste effettuate al personale risulta una discreta coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata al punto 2.01 (pag. 7 del documento).

 

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

Il registro degli infortuni della direzione cultura non registra nella sede in oggetto alcun infortunio negli ultimi 5 anni. E’ registrato solo un infortunio in itinere di lieve entità. Non si evidenzia quindi l’esistenza di alcuna tipologia di infortuni ciclici e ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.

Solo per il restauro di materiali cartacei antichi la restauratrice utilizza:

Le attrezzature indicate (di proprietà o comunque messe a disposizione dal Comune) vengono utilizzate solo dalla restauratrice che ha dichiarato di conoscerne le modalità di utilizzo e di aver avuto la relativa formazione nei 3 tirocini di restauro frequentati (all’Archivio di Stato; al Gabinetto Viesseux entrambi a Firenze; Istituto Centrale per la Patologia del Libro a Roma).

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.

Solo per il restauro di materiali cartacei antichi la restauratrice utilizza (tra parentesi le quantità medie di stoccaggio) :

Le sostanze sono conservate in armadietto metallico con chiusura a chiave.

Al momento dell’utilizzo le quantità prelevate sono a livello di grammi.

Solo nel caso delle colle che vengono preparate per più utilizzi si può raggiungere l’etto.

Le sostanze indicate vengono utilizzate solo dalla restauratrice che ha dichiarato di conoscerne le modalità di utilizzo, le potenziali pericolosità e di aver avuto la relativa formazione nei 3 tirocini di restauro frequentati (all’Archivio di Stato; al Gabinetto Viesseux entrambi a Firenze; Istituto Centrale per la Patologia del Libro a Roma).

Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

5.05

Esposizione al rumore.

L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile. L’attività dell’archivio implica un ambiente non rumoroso e comunque l’immobile si trova in un’area centrale quasi esclusivamente pedonale.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

 

Sotto:

immagine degli scaffali e della
scala utilizzata, dotata di corrimano.

Data la tipologia e l'attività della sede esiste la necessità di provvedere anche alla movimentazione di materiale cartaceo, operando su scale per raggiungere i piani più alti delle scaffalature. I piedi dell'operatore si mantengono sempre ad altezza inferiore ai 2 metri.

Per ridurre i rischi così derivanti si sono adottate le seguenti misure:

  • Utilizzo di scale di altezza moderata ma sufficiente a raggiungere i piani più alti degli scaffali.
  • Gli scaffali dispongono di fissaggio antiribaltamento.
  • Disposizione dei volumi più pesanti ad altezza moderata.

Sarebbe comunque opportuno che il personale operasse in coppia anche per il fatto che normalmente i depositi sono locali privi di sorveglianza.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

In questa sede di lavoro l'attività svolta dal personale non comporta lo svolgimento di compiti pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

Come già evidenziato in questa sede di lavoro di fatto tutto il personale opera con PC e terminali video. Le postazioni di lavoro sono state quindi adeguate alla loro funzione e dotate di sedie ergonomiche. Le sorgenti luminose producono luce diffusa di adeguata intensità (in conformità alla norma UNI 10380). I fili elettrici sono stati sistemati in apposite canalette per limitare i rischi d'incendio e di inciampo.

Il personale è informato sulla corretta illuminazione e disposizione del video dal Medico Competente che cura anche la sorveglianza sanitaria (vedi punto 6 del documento). Il personale ha ricevuto inoltre una nota informativa predisposta dal Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze su cui è ben illustrata l'organizzazione dei posti di lavoro dotati di VDT secondo il DM 2/10/00.

nell’immagine:

Particolare dell’illuminazione. Impianto a luce dfiffusa con griglia antiabbagliamento.

nell’immagine:

Particolare dell’illuminazione. Impianto a luce diffusa con dispositivo antiabbagliamento verso il basso.

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

Il lavoro si svolge all'interno del Palazzo, in locali chiusi di grande cubatura, ad oggi non condizionati di conseguenza ci sono forti escursioni termiche ed in estate si raggiungono temperature piuttosto elevate.

I servizi igienici sono costituiti:

Alla Pulizia provvede la ditta esterna.

RISCHIO IGIENICO PER LA SALUTE DOVUTO ALLA PRESENZA DI STRUTTURE CONTENENTI AMIANTO

Le finestre interne dell'ufficio si affacciano sul tetto del vecchio Teatro dell'Orioulo, struttura in eternit.

La struttura ha un estensione di circa 400 mq. L'accessibilità è piuttosto difficile e la conservazione da un punto di vista del rilascio delle fibre non è cattiva. La struttura non è sottoposta ad alcun tipo di lavorazione o di degrado salvo quello dovuto ai normali agenti atmosferici.

La struttura è in disuso fin dal 1994 (circa) sono allo studio dell'Amministrazione varie ipotesi i di recupero o di ristrutturazione ma non è ancora chiaro se e quando la copertura in eternit verrà rimossa.

Pur non essendo l'immobile di competenza di questa Direzione, data l'immediata vicinanza, la situazione è stata segnalata tramite scheda di rilevamento della presenza di amianto al "Servizio di Prevenzione e Protezione" del Comune di Firenze, nonché alla Direzione Patrimonio ed alla Direzione Servizi Tecnici.

La Direzione Servizi Tecnici, in base anche alla richiesta della Direzione Cultura tramite "Progetto Natura S.r.l." ha provveduto a far eseguire in data 21/3/2002 un sopralluogo con prelievi di aria per successiva analisi finalizzata alla verifica della presenza di fibre di amianto aerodisperse. Il test non ha rilevato presenze di fibre nell'aria. I risultati dell'analisi sono disponibili presso la Direzione Servizi Tecnici ed in copia presso la Segreteria della Direzione Cultura.

Per ridurre tali rischi è comunque opportuno agire come segue:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Rilascio di fibre dalla struttura.

Vigilanza sullo stato di conservazione della struttura.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 9 del DPR 303/56, all’art. 51 della L. 3/03 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

VIETA DI FUMARE

IN TUTTI I LOCALI APERETI O CHIUSI ACCESIBILI AL PUBBICO O MENO, BAGNI INCLUSI, CHE FACCIANO PARTE DELLA STRUTTURA

Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori ed è evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

NON QUINDI E’ CONSENTITO FUMARE NELL’IMMOBILE MA SOLO ALL’ESTERNO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).

La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

In questa sede di lavoro la superficie e le cubature (2.300 mq e 9.200 mc vedi punto 2.01) sono abbondantemente sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.

Al ricambio d'aria dell'ambiente si provvede ogni mattina tramite l'apertura di tutte le finestre durante le pulizie.

Esame della geometria delle 5 scale presenti nella struttura:

DESCRIZIONE

PEDATA

ALZATA

Rampa terreno-primo

31

17

Scala interna primo-secondo con corrimano ferro battuto-legno

30

17

Scala lato Duomo in legno secondo-terzo

28

17

Scala servizio pietra serena primo-secondo

26

20

Scala emergenza di pietra terzo piano - terreno (uscita su Oriolo 29)**

28

19

Terzo piano - Gradini interni bagno

31

17

Terzo piano - Gradini interni belle arti

31

17

Terzo piano - Gradini interni

31

20

** Su questa scala si è intervenuti con il rialzo del corrimano per portalo all’altezza di un metro

Tutte le scale sono dotate di corrimano, salvo le piccole rampe di gradini interni.

Le gradinate hanno misure conformi a quanto normalmente indicato dai manuali professionali (pedata 28-30cm, alzata 17-18cm) ed in qualche caso ancora migliori salvo i gradini interni del terzo piano e la scala di servizio primo-secondo, dotata comunque di corrimano.

Nell’immagine:

pedana per il superamento del dislivello tra
due locali nei magazzini

Nell’immagine:

rialzo del corrimano della scala di emergenza per renderlo di altezza adeguata

Al riguardo delle superfici vetrate di spessore inadeguato, in ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…), l’intervento previsto dal precedente documento di valutazione rischi è stato effettuato ed i vetri sono stati sostituiti con quelli di sicurezza.

5.11

Rischio Mobbing

Il mobbing normalmente è causato da azioni ostili e ripetute effettuate per un lungo periodo da una o più persone dirette sistematicamente contro un individuo.

I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.

Da colloqui effettuati con i dipendenti e frequenti visite negli ambienti di lavoro da parte del responsabile prevenzione e protezione in concerto col medico compente, del datore di lavoro e dai vari dirigenti non sono emersi ad oggi sintomi che possono far prevedere casi di mobbing.

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

In questa sede di lavoro l'attività è svolta all’interno dell'immobile.

5.13

Guida automezzi.

Gli automezzi utilizzati sono normali autoveicoli di proprietà del Comune di Firenze. Vengono generalmente usati per sopralluoghi, recupero e spostamento di materiale archivistico. Non sono quindi necessarie particolari cautele sia per la guida che per il tipo di merce movimentata.

Le procedure da utilizzare sono le seguenti:

  1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria B o superiore in corso di validità.
  2. Impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica, delle limitazioni di velocità e l’utilizzo delle cinture di sicurezza.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.

In questo caso, a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.

E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
  2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
  4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
  5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.

  2. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.

  3. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  4. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  5. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  6. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  7. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
  8. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  9. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.

Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:

  1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
  6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

5.17

Rischio Rapina.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Nell’Archivio non viene effettuato alcun tipo di maneggio valori ed una rapina potrebbe essere effettuata solo a danno di valori propri di un dipendente o di un visitatore. Il rischio rapina è quindi da ritenersi pressoché inesistente. Comunque nel piano di evacuazione è descritto l'atteggiamento da tenersi in questa eventualità.

In questo caso occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello da tenersi in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

  1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
  2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
  3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
  4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
  5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.
    Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.
  7. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia
    113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.

Data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

Generalmente tali agenti si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).

L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.

Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.

In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o se di piccole dimensioni anche il cestino dei rifiuti o altro.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

Lavare le mani con acqua e sapone.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.

Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.

Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.

Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.

In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.

Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.

Informare le autorità sanitarie e di P.S.

Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.

 

6

SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

Nell’immagine:

La Posizione Organizzativa responsabile dell’Archivio Storico D.ssa Laura Leoncini mentre opera al PC.

 

 

Il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti.

Il Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT. Queste vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.

Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

NOTA:

Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:

 

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.
Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.

 

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi……).

La valutazione ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.

In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti.

Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

 

Nell'immagine:

Estintore CO2 installato a parete. In fondo si nota il cartello indicante l’uscita di emergenza.

In questa sede, durante i lavori di adeguamento in corso, si è provveduto a:

Il personale conosce l’ubicazione dei sezionatori e le modalità di azionamento.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

L’attività è quella tipica di un archivio: schedatura ed inventariazione dei documenti, consultazione dei documenti da parte dell’utenza esterna, restauro, promozione ecc. Gli addetti ai servizi generali hanno compiti di custodia, sorveglianza, riproduzione di microfilm e documenti originali, loro compito è anche il prelievo delle unità archivistiche (filze) dai depositi.

La pulizia dei locali viene effettuata da impresa esterna. E’ prevista la pulizia giornaliera del terreno e 1° piano, mensile dei depositi (secondo e terzo piano).

Sono previste anche pulizie straordinarie con varie cadenze ma fino al termine dei lavori di adeguamento le pulizie vengono effettuate quando necessario e non è possibile in questa fase programmarle.

L’ambiente è operativo con gli orari e le presenze descritti al punto 2.01

Non esistono:

Per la realizzazione dell'attività sopradescritta, la direzione impiega 14 unità di personale. Attualmente il numero di utenti ammissibili è 12 per un totale massimo di 26 presenze.

Una volta ultimati i lavori di adeguamento la parte dell’immobile dedicata ad i servizi al pubblico sarà maggiore per cui le presenze aumenteranno anche in previsione di vari eventi culturali. Le stime portano a valori medi un po’ più elevati e massimi intorno alle 110-120 presenze, numerosità sempre compatibile con la portata delle vie di fuga come illustrato nel seguito del paragrafo.

Si ritiene quindi che i rischi d’incendio legati al tipo di attività siano contenuti.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per

Dato che il materiale combustibile cartaceo è distribuito praticamente su tutta l'area dell’Archivio per evitare rischi di inneschi accidentali è opportuno osservare gli accorgimenti elencati nella tabella seguente:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali

Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico.

Innesco causato da sigarette

Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali.

Innesco dovuto a cestini dei rifiuti

Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

Materiale cartaceo infiammabile negli archivi del 2° e 3° piano

Adottare scrupolosamente le misure succitate da adottarsi nei magazzini generici.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

L’attività come già sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature particolari.

L'attività di restauro che viene svolta all’interno dell’archivio non comporta l'uso di grosse attrezzature ma solo di piccoli utensili.

In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.

Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

Al piano interrato è presente una centrale termica a gasolio che alimenta l’impianto di riscaldamento di tutto il palazzo, tale impianto è in carico alla Società:

COFATHEC SERVIZI S.p.A. che ha la responsabilità degli interventi di riparazione e manutenzione dell’impianto.
Indirizzo: Via Danubio 12 – Sesto Fiorentino FI – tel. 055.30211 – 055.3436477
Responsabile di Area Ing. Stefano Dunin)

Attualmente sono in via di ultimazione lavori di manutenzione, volti all’abbattimento delle barriere architettoniche, migliore di varia natura ed all'ottenimento del CPI. Tali sono effettuati per competenza sotto la supervisione del Servizio Tecnico Belle Arti che potrà a richiesta fornire dettagli sulla natura dei medesimi.

Nel quadro di tali lavori è previsto nella primavera-estate 2005 di sostituire la centrale con impianto di climatizzazione. Attualmente è possibile che siano utilizzate stufe elettriche per sopperire ad eventuali carenze dell’impianto attuale.

E’ quindi necessario valutare il possibile rischio. Le stufe eventualmente utilizzate sono del tipo elettrico a sabbia ed olio e presentano moderati rischi d’incendio o d’innesco soprattutto dovuti alla parte elettrica.

E' necessario che i dipendenti che eventualmente utilizzano le stufe le dispongano distanziate dal materiale infiammabile e controllino che siano spente al termine del turno di lavoro prima di lasciare l'ufficio.

Le piccole pulizie vengono attualmente effettuata manualmente o con l'uso di aspirapolvere. Non viene utilizzato equipaggiamento che possa introdurre un consistente rischio di incendio.

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Uso improprio delle stufe elettriche.

Il personale non rimuove parti o pannelli di protezione soprattutto della parte elettrica degli apparecchi. Utilizza prese elettriche dotate di conduttore di terra e protette da differenziale e sezionatore generale.

Innesco dovuto a guasto delle stufe al di fuori dell'orario di lavoro.

Il personale verifica che gli apparati siano spenti prima di lasciare l'ufficio al termine del turno di lavoro.

Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe.

Disporre l’apparato distante da arredi lignei e dai libri (anche per ragione di conservazione dei medesimi), possibilmente vicino alle pareti ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero dei cavi elettrici e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta.

Incendio di parti di arredo o materiali cartacei.

Evitare che in prossimità degli arredi o materiali cartecei vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Fare osservare il divieto di fumare come da relativa cartellonistica esposta.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

Palazzo Bastogi, così chiamato dal nome degli ultimi proprietari, è oggi sede dell’Archivio Storico del Comune di Firenze.

La sua costruzione risale alla metà del Settecento, epoca in cui i Bargilli Sarchi acquistarono alcune case dai monasteri di S. Felicita e S. Salvi.

Si deve dunque ai Bargilli la costruzione di questo bel palazzo su via dell’Oriuolo, la cui facciata, pur rivelando rifacimenti successivi, si presenta interessante per gli ornati e per il doppio portale affiancato da mezze colonne e sovrastato da un elegante terrazzino.

La sala di consultazione dell’Archivio, ricca di stucchi e di dipinti murali, è una raffinata realizzazione di decorazione in stile neoclassico dei primi dell’Ottocento.

Nel 1938 il Comune di Firenze ha acquistato il Palazzo dalla famiglia Bastogi.

La struttura è completamente in muratura e pietra vi sono alcuni rivestimenti ed alcuni soffitti in legno che comunque sono piuttosto alti.

I rischi d'incendio dovuti a caratteristiche costruttivi e materiali di rivestimento sono quindi bassi.

E' comunque opportuno usare le cautele già esposte nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

Entrando dal portone principale, posto su via dell’Oriuolo 33, l’edificio è così distribuito:

Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un’eventuale esodo, che dovranno quindi essere valutati.

 

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

1

Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali.

Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.

2

Pavimento in cattivo stato di manutenzione.

Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario.

3

Insufficiente illuminazione delle vie di uscita.

Miglioramento dell'illuminazione delle vie d’uscita anche con incremento dell'illuminazione d’emergenza.

Le luci di emergenza sono installate e la Direzione Servizi Tecnici ne segue la manutenzione.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo edificio, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo.

Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi……).

Il DPR 1995 n. 418 agli art. 4 e 5, prevede che il percorso di uscita debba vere in ogni punto larghezza non inferiore a 90 cm con capacità di deflusso di 60 persone.

Piano terzo

In questo piano ci sono due uscite che portano a due vani scala distinti, la prima alla scala di servizio, larghezza minima cm 96, utilizzata come scala di sicurezza e l’altra ad una scala in legno (lato duomo), avente una larghezza di 78 cm, che porta al piano secondo.

Le vie di fuga sono quindi 2 e costituiscono due moduli di uscita con una capacità di deflusso di 120 persone. Tenendo conto che le via di fuga sono abbastanza lunghe e una delle due non risponde pienamente al requisito di larghezza prevista e non è agevolmente percorribile è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 120 a 90 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7del D.M. 10/03/1998, nell’edificio è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano secondo

In questo piano ci sono tre uscite, quella lato Duomo con larghezza minima di 100 cm, quella di servizio con larghezza minima di 90 cm e quella centrale con una larghezza minima di 90 cm che portano a tre vani scala distinti. Le vie di fuga sono quindi 3 e costituiscono tre moduli di uscita con una capacità di deflusso di 180 persone. Tenendo conto che le via di fuga sono abbastanza lunghe è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 180 a 150 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7del D.M. 10/03/1998, nell’edificio è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano primo

In questo piano ci sono tre uscite che portano a tre vani scala distinti, la scala lato duomo, ha una larghezza minima di 90 cm, la scala di servizio di 90 cm e lo scalone di 180 cm. Le vie di fuga sono quindi 4 e costituiscono quattro moduli di uscita con una capacità di deflusso di 240 persone. Tenendo conto che due delle vie di fuga sono un po’ lunghe e che nei locali potrebbero trovarsi occasionalmente persone con ridotte capacità motorie è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 240 a 210 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7del D.M. 10/03/1998, nell’edificio è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano terra

Al terreno si trova l’ingresso principale che tramite un passaggio di oltre un modulo porta all’esterno (civico 35); vi sono nei locali anche 4 porte finestre che portano nel cortile e da qui attraverso il portone affiancato al principale ( civico 33) di oltre due moduli all’esterno. La capacità è quindi di 180 persone.

Considerazioni finali

Di fatto le vie di fuga sono rappresentate da 3 uscite (civico 35 1 modulo, civico 33 - 2 moduli, civico 29 – 1 modulo) per un totale di 4 moduli. Quindi la capacità massima totale dell’edificio è stimabile in 240 persone.

Una volta ultimati i lavori, con l’archivio a regime è ipotizzabile quanto segue:

Al piano 2° e 3° non ci saranno mai più di 4-5 unità per la ricerca e ricollocazione del materiale archivistico. Anche nel caso di presenza contemporanea di visita guidata (max. 30 unità) le presenze nel 2° e 3° piano non saranno comunque superiori alle 40 unità. Si fissa quindi un limite teorico di 25 unità per piano con un totale di 50 presenze in entrambi.

Per il terreno e primo piano le presenze saranno costituite normalmente da dipendenti ed utenti ma tenendo conto del possibile svolgimento contemporaneo di eventi culturali, come ad esempio conferenza al primo piano e mostra al terreno, si ipotizza una presenza massima di 90 persone per piano.

Riepilogo presenze

effettive

teoriche ammissibili

25

90

25

150

90

210

terreno

90

180

totale

230

Come si nota le presenze massime ipotizzabili sono sempre compatibili con il massimo ammissibile. Si ritiene comunque che l’affollamento di 230 persone sia solo un evento teorico in quanto ben difficilmente tutte le condizioni ipotizzate si potranno verificare effettivamente in contemporanea e normalmente l'edificio sarà frequentato da un numero di utenti ben più limitato.

In ogni caso le presenze per piano possono essere ammesse fino al massimo teorico purché il totale si mantenga inferiore alla capacità massima di 240 persone.

Il personale conosce i limiti di affollamento massimo dell’edificio e di piano ed agisce come segue:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Affollamento superiore massimo consentito.

Esposizione di avviso di capienza massima raggiunta. Il personale cura che il limite non venga superato.

Il rispetto delle direttive sull'affollamento, la conoscenza e l'applicazione del piano di emergenza e di quello di evacuazione, sono parte integrante degli adempimenti da osservare de parte di chiunque abbia in uso l’immobile.

Le direttive sull'affollamento massimo sono state comunicate al personale che dovrà rispettarle e farle rispettare da chiunque si trovi o abbia in uso l’immobile.

La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata sul documento di evacuazione di emergenza.

Da un punto di vista della motilità dei presenti è da tener conto di quanto segue:

Questo perché il DM 10/3/98 ll'all. 1.3 comma f prevede che nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 a titolo di esempio cita specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .

Altre misure sono riportate dal punto 8.31 che si riporta integralmente qui di seguito:

"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."

Nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:

  1. visitatori disabili o in ogni caso con difficoltà di deambulazione.
  2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

 

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

Il dlgs 626/94 prevede un programma di interventi volto a migliorare i livelli di sicurezza.

L’immobile è attualmente sottoposto ai lavori di adeguamento e miglioria volti alla eliminazione delle barriere architettoniche, migliorie (come ad esempio l’impianto di climatizzazione) ed all’ottenimento del CPI. Allo stato attuale è da ritenersi che gli interventi necessari siano già stati ultimati o siano in corso di realizzazione. Al momento non si rende quindi necessario prevedere alcun ulteriore intervento.

 

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

Denominazione documento

Visibilità

Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1

Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del documento di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

Segreteria Direzione Cultura

Nomina del medico competente

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti antincendio

Segreteria Direzione Cultura

Nomina degli addetti al primo soccorso

Segreteria Direzione Cultura

Registro infortuni

Segreteria della Direzione

Direzione Organizzazione

Verbali riunioni periodiche

Segreteria Direzione Cultura

Elenco formazione addetti antincendio

Direzione Organizzazione

Elenco formazione addetti al primo soccorso

Direzione Organizzazione

Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi

Direzione Beni e Servizi

Segreteria dei rispettivi Servizi

Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro

Servizio Tecnico Belle Arti

Schede di informazione sull'uso dei VDT

Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura

Cartelle sanitarie dei dipendenti

Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

Risultati del test per la ricerca di fibre di amianto effettuate da "Progetto Natura S.r.l."

Direzione Servizi Tecnici

Segreteria Direzione Cultura

 

11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

Il documento illustra i riferimenti normativi ed alcune metodologie adottate nella preparazione dello stesso.

Vengono illustrate sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.

Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi……).

I rischi d’incendio per questa sede non provengono molto da fattori legati al tipo di attività svolte, ma sostanzialmente dai materiali contenuti e dalla rapidità di evacuazione.

Per questi rischi è stato possibile prendere provvedimenti e misure come esplicato nei punti 8.02 e 8.03, si è anche attuato le misure di prevenzione previste al punto 8.5, sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

Attualmente, in concomitanza con i lavori Il numero massimo di 27 presenze è decisamente inferiore al massimo ammissibile di 240 quindi il rischio dovuto all'affollamento è sufficientemente ridotto, punto 8.06, di fatto la media di affollamento dell'archivio è ancora inferiore, circa 20 unità (vedi punto 2.02).

Anche una volta ultimati i valori l'affollamento si manterrà sempre inferiore alla massima capacità operativa teorica (vedi nel punto 8.06, pag. 29, "considerazioni finali").

E’ da ritenersi che l'archivio, adottando le misure di prevenzione previste nel presente documento ed in quello di evacuazione di emergenza, possa funzionare in regime di sicurezza.

 

Seguono le sottoscrizioni:

IL DATORE DI LAVORO
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
I COORDINATORI DELL'EMERGENZA

Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 26-01-2005

 

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