COMUNE DI FIRENZE

DIREZIONE CULTURA

 

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI   DLGS 626/94 Art. 4
     
VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO   DM 10.3.98 Art. 2
     
NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO PER EDIFICI STORICI DESTINATI A MUSEI   DM 20.5.92 N. 569

 

MUSEO DI S. SPIRITO

 

Documento ultimato a Firenze il 18 Dicembre 2006

 

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura

Dr. Giuseppe Gherpelli

 

Responsabile Prevenzione e Protezione

della Direzione Cultura

Dr. Mario Leoni

rev. MUSS_ML_GG_VR2006DIC18_01

 

PARAGRAFO

INDICE DEGLI ARGOMENTI

   

1

INTRODUZIONE.

   

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

2.02

Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

2.05

Procedura metodologica.

   

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

   

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

   

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5.05

Esposizione al rumore.

5.06

Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

5.11

Rischio Mobbing.

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

5.13

Guida di veicoli a motore.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

5.17

Rischio Rapina.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

5.19

Rischio Terremoto.

5.20

Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.

   

6

SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

   

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

   

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

   

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

   

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

11

RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

   
 

SOTTOSCRIZIONI

 

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

 

1

INTRODUZIONE.

Il presente documento di valutazione dei rischi (Museo di S. Spirito), come da dlgs 626/94 art. 4 comma 6, è realizzato dal Datore di Lavoro in collaborazione col Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura ed il medico competente.

Il Responsabile Prevenzione e protezione della Direzione Cultura Dr. Mario Leoni ha utilizzato le informazioni ricevute dal Datore di Lavoro come previsto dal dlgs 626/94, art. 9 comma 2.

I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono stati consultati ed informati sui contenuti dei documenti e ne hanno copia.

Questo documento di valutazione dei rischi esamina:

Il presente documento annulla e sostituisce integralmente i precedenti.

Questo documento indica in copertina la data di ultimazione e nel testo, quando opportuno, la data di rilevazione dei dati perché talvolta possono esserci variazioni dal momento della rilevazione a quello di fine stesura.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:

  • Il Dlgs 626/94 art. 4 punto 1, così come modificato dal comma 2, art. 21 della legge 1/3/2002 n. 39, prevede che il datore di lavoro debba valutare "tutti" i rischi per la sicurezza e la salute. Si ritiene quindi opportuno estendere la valutazione anche a rischi non fisici o non propriamente connessi alla natura e all’attività dell’ente "Comune di Firenze" ma comunque possibili; sono stati quindi individuati anche rischi di varia natura tra cui i seguenti:
    • rischio mobbing
    • minaccia di attentato terroristico
    • rinvenimento di possibile ordigno
    • rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici
    • rischio terremoto

  • Dal 1° Gennaio 2006 decorrono gli obblighi previsti dal dlgs 187/05 al riguardo della valutazione dei rischi relativi all’esposizione a vibrazioni meccaniche per cui è necessario valutare anche:
    • rischio derivante dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche

  • Il documento di valutazione rischi è previsto dal Dlgs 626/94 art. 4 punto 2.
  • La valutazione dei rischi d'incendio secondo il DM 10.03.98 art. 2 costituisce parte specifica del documento di valutazione rischi come sopra specificato.
  • Le misure di emergenza da adottarsi in caso di pronto soccorso, lotta antincendio e di evacuazione sono previste dal Dlgs 626/94 art. 3 comma 1 punto p.
  • Il DM 10.03.98 all'art. 5 comma 1, prevede che conseguentemente alla valutazione dei rischi d'incendio vengano adottate delle misure organizzative da riportarsi in un apposito piano di emergenza.
  • Il 2° comma della medesima normativa prevede che la redazione del piano di emergenza non è indispensabile nei luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 "dipendenti". In alcune sedi della Direzione Cultura il numero dei dipendenti è inferiore a 10 ma sussiste sempre la possibilità di un afflusso di "visitatori" che ecceda da tale limite. Si è quindi ritenuto opportuno interpretare estensivamente la norma e di approntare il piano di emergenza per tutte le sedi ove potenzialmente possono trovarsi più di 10 persone.
  • Il DM 20.05.92 N. 569 "Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici ed artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre." contiene le prescrizioni tecniche e varie misure precauzionali da osservarsi per questa tipologia di sedi.
  • Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio, espositiva o di prestito, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello dovuto alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.

    Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento di valutazione rischi alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

    La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.

    Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:

    Nota: Questo documento è completato dal piano di emergenza e di evacuazione che ne costituisce parte integrante.

    COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

    1. possibilità di consultazione immediata da parte dei dipendenti dato che tutte le postazioni di PC del Comune possono accedere alla rete civica.
    2. migliorare la conoscenza dei documenti ed eventuali aggiornamenti.
    3. dare la possibilità di consultazione continua anche ai datori di lavoro che operano in edifici condivisi e che, come prevede la vigente normativa (DM 10/3/98 all. 8.2), debbono collaborare tra loro.
    4. trasparenza dei documenti anche verso l’esterno.

    I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:

    http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

    La Direzione ha anche provveduto all’inizio del 2005 alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:

    1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
    2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
    3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente, scheda di rilevazione per videoterminalisti e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

    N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.

     

    2

    DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

     

    Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

    Ragione sociale

     

    COMUNE DI FIRENZE

         

    Sede legale

     

    P.zza della Signoria 1 - Firenze

         

    Partita I.V.A.

     

    01307110484

         

    Direzione

     

    Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)

         

    Direttore-Datore di lavoro

     

    DIREZIONE CULTURA - Dr. Giuseppe Gherpelli

         

    Medico Competente

     

    Dr. Ugo Cappelli

         

    Responsabile Prevenzione e Protezione

     

    Dr. Mario Leoni

         

    Sede Direzione

     

    Via Ghibellina 30

         

    Servizio e Dirigente

    (Organizzazione del lavoro e gestione del personale)

     

    Servizio Musei Comunali - Dr. Giuseppe Gherpelli

    Sede dei Servizi

       

    Servizio Musei Comunali

     

    Via Ghibellina 30

         

    Sede di lavoro

     

    MUSEO CENACOLO DI S. SPIRITO

         

    Indirizzo sede di lavoro

     

    Piazza S. Spirito 29

         

    Settore economico

     

    Esposizione museale

         

    Estensione sede

    Mq. 390 Stima effettuata sulle piante.

    Il cenacolo di S. spirito si trova in piazza S. Spirito a sinistra della chiesa. Il refettorio è l'unico resto dell'antico monastero agostiniano, ambiente rettangolare (circa m. 11,20X34,80 h 12,50 cubatura complessiva 4.875 Mc) con copertura a capriate visibili e bifore gotiche sui due lati lunghi. La parete di fondo è interamente occupata da un grande affresco dipinto intorno al 1360, e gli ultimi studi critici risalenti al 1941, lo hanno assegnato con certezza ad Andrea Orcagna. E' una della maggiori composizioni pittoriche murali del Trecento fiorentino, purtroppo abbastanza danneggiata, specialmente nella parte inferiore, per i vari usi cui il refettorio fu successivamente adibito.

    Il cenacolo è sede della FONDAZIONE ROMANO (voluta dal Romano, antiquario napoletano vissuto e operante a lungo a Firenze) che riunisce nel refettorio alcune sculture di prim'ordine, oltre a interessanti elementi architettonici e pietre lavorate, per lo più appartenenti a un periodo che va dall'età preromanica fino al Quattrocento, affreschi staccati, nonché mobili, ecc.. Un importante pezzo architettonico è un portale del Duecento, con la parte superiore riccamente scolpita.

    L'ingresso, è in piazza S. Spirito a sinistra della chiesa a livello suolo senza alcun tipo di gradinate.

    Sotto:

    Immagine del museo, si nota a sinistra l’ingresso del Distretto Militare.

    In questa sede si effettua l’esposizione al pubblico delle opere contenute. Il nostro personale ha quindi compiti di custodia e vigilanza delle opere.

    ORARIO DI LAVORO (data rilevazione 14/06/06):

    ORARIO invernale dal 1/11 fino al 31/3

    SABATO 10.30 -13.30

    ORARIO estivo dal 1/4 fino al 31/10

    SABATO 09.00 -17.00

    La biglietteria chiude 30 minuti prima del museo

    CHIUSURA: Domenica-Lunedì-Martedì-Mercoledì-Giovedì-Venerdì

    Organigramma della sede e relative posizioni giuridiche (data rilevazione 14/06/06):

    Nella sede è presente un'unità di personale:

    Bernard

    Catherine

    Esecutore servizi culturali

    B3

    E’ inoltre presente un incaricato di società esterna che svolge gli stessi compiti di custodia e sorveglianza dei dipendenti comunali.

    L’incaricato varia saltuariamente per esigenze di servizio ferie malattia o turnazioni è comunque fornito dalla società:

    Consorzio Leonardo Servizi

    Via della Provvidenza 31

    51100 Pistoia

    Tel. 0573.976127-26

    p.iva-cf-N.reg.-Impr.Pt 01535090474

     
     

    Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).

    Di seguito la quantità e la disposizione di massima del personale durante il servizio:

    Comune 1 elemento così disposto:

    Normalmente alla biglietteria o vicino, se necessario si sposta nell’ambiente per sorveglianza.

    Ditta esterna 1 elemento così disposto:

    Normalmente vicino alla biglietteria ma si sposta nell’ambiente per sorveglianza.

    Il totale del personale presente è di 2 unità.

    Personale incaricato del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presente nella struttura:

    Bernard

    Catherine

    Il personale indicato ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO, si veda il punto 8 del documento.

     

    2.02

    Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

    Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06. Quella seguente è una considerazione sull’affollamento effettivo. Il personale operante è costituito da 2 unità, normalmente distribuito come indicato in precedenza, quindi l'affollamento di fatto è quello dovuto alla presenza di visitatori nel museo.

    I dati del 2005 riportano un’affluenza di 3.748 visitatori per una media giornaliera di 12.

    Nel 2006, dal mese di Marzo, l’orario di apertura è stato modificato, come esposto in precedenza, alla sola apertura del Sabato, riducendo così gli afflussi totali.

    Si considera quindi il mese di Aprile che, presumibilmente per via della notevole affluenza turistica dovuta alla Pasqua, ha registrato un picco di 276 visitatori.

    Dato che i giorni di apertura mensili sono 4 la presenza media giornaliera risulta di 69 visitatori. Tenendo conto che in Aprile l’orario di apertura è di 8 ore e che la durata massima di una visita è al massimo un’ora si ha una presenza media di 9 visitatori che aggiunti ai due dipendenti raggiungono le 11 presenze, numero ben compatibile con le capacità di deflusso delle vie di esodo.

     

    2.03

    Obbiettivo e scopo della valutazione.

    L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.

    A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.

    In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.

     

    2.04

    Oggetto della valutazione e criteri.

    Per la realizzazione del presente documento si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.

     

    2.05

    Procedura metodologica.

    Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:

    1. Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.

    2. L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.

    3. L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.

    4. Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

    5. Esposizione al rumore.

    6. L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.

    7. Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

    8. L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

    9. Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

    10. Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.

    11. Rischio Mobbing.

    12. Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.

    13. Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.

    14. Rischio terremoto.

    15. Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.

      Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:

    16. Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone.

    17. Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.

    18. Possibilità di rapine.

    19. Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.

    Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:

    1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
    2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
    3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
    4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
    5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
    6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.

    Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:

    1. il tipo di attività;
    2. i materiali immagazzinati e manipolati;
    3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
    4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
    5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
    6. il numero dei presenti, sia dipendenti che visitatori, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

    In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.

     

    3

    IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

     

     

    Sotto immagine di una stufa elettrica a muro ed un ventilatore utilizzato nella sede nel periodo estivo

     

    Le attrezzature utilizzate sono essenzialmente quelle necessarie per la climatizzazione, l’inventario completo è nell’elenco dei beni durevoli disponibile presso la Direzione Beni e Servizi e nelle segreterie dei rispettivi Servizi.

     

    3 bis

    COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

    Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.

    Contenuto del pacchetto di medicazione Decreto n. 388 del 15 luglio 2003

     

    - guanti sterili monouso in lattice (meglio in vinile per evitare allergie) - 2 paia

    - un flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% da 125 ml.

    - un flacone. sodio cloruro al 0,9% da 250ml

    - compresse garza sterile 18x40 in buste singole. - 1confezione

    - compresse garza sterile 10x10 in buste singole - 3 confezioni

    - una pinzetta da medicazione sterile monouso

    - una confezione cotone idrofilo

    - una confezione cerotti varie misure

    - un rotolo cerotto alto cm. 2.5

    - un rotolo benda orlata alta cm.10

    - un paio di forbici

    - un laccio emostatico

    - una confezione ghiaccio pronto uso

    - un sacchetto monouso per raccolta. rifiuti sanitari

    - istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti

    Il materiale contenuto nel pacchetto di medicazione deve essere di produzione di paesi della Comunità Europea.

    Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.

     

    4

    DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

    L'attività consiste nell’esposizione e custodia delle opere contenute nella sede.

    Il personale svolge quindi mansioni di sorveglianza e custodia. Un dipendente ha anche il compito del rilascio e controllo dei biglietti. Altre attività risultano essere: piccole pulizie, movimentazione di piccoli manufatti (depliants o cataloghi) ed informazioni al pubblico.

    Dai colloqui e dalle interviste effettuate al personale risulta una notevole coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata.

    Le pulizie sono effettuate dai dipendenti durante l’orario di lavoro e prima dell’apertura al pubblico. Le operazioni di pulizia in questa sede sono effettuate senza l’ausilio di alcuna apparecchiatura.

     

    5

    RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI.

    5.01

    Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

    Il registro degli infortuni della Direzione Cultura (alla data del 10/08/06) non evidenzia alcun infortunio negli ultimi 5 anni nella sede in oggetto.

    Non si evidenziano infortuni ciclici e ricorrenti.

     

    5.02

    Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.

     

    5.03

    Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.

     

    5.04

    Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.

    Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

     

    5.05

    Esposizione al rumore.

    L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile in quanto l’attività espositiva-museale implica di per se un ambiente non rumoroso. La sede è inoltre situata in zona centrale con traffico limitato e l’attività è svolta solo all’interno.

     

    5.06

    Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

    La movimentazione di materiali può aversi solo occasionalmente relativa a piccoli manufatti non particolarmente infiammabili come scatole di depliants, materiali per pulizie. Non rappresenta quindi un rischio consistente.

     

    5.07

    Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

    In questa sede di lavoro l'attività ordinariamente svolta non comporta lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.

     

    5.08

    Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

       

    In questa sede di lavoro l'attività svolta trattandosi di attività di custodia non comporta l’esistenza di vere e proprie postazioni di lavoro né terminali video, l’illuminazione è quindi quella adeguata per una corretta esposizione delle opere in mostra.

     

    5.09

    Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

    Difficoltà di climatizzazione della postazione di lavoro nel periodo invernale.

    Per ridurre i rischi così derivanti si sono adottate le seguenti misure:

     

    5.09 bis

    DIVIETO DI FUMO

    Nell’immagine l’esposizione del cartello di divieto di fumo, si nota anche la cassetta di pronto soccorso ed un estintore

    Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 9 del DPR 303/56, all’art. 51 della L. 3/03 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

    VIETA DI FUMARE

    IN TUTTI I LOCALI, APERTI O CHIUSI, ACCESIBILI AL PUBBICO O MENO, BAGNI INCLUSI, CHE FACCIANO PARTE DEL MUSEO.

    Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori e dovrà essere evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

     

    5.10

    Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

    In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).

    La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

    In questa sede di lavoro la superficie e la cubatura (circa 390 mq. e 4.875 mc. vedi punto 2.01) sono più che sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.

    Al ricambio d'aria dell'ambiente il personale provvede mantenendo aperta la porta quando necessario

     

    5.11

    Rischio Mobbing

    Il MOBBING è una forma di terrore psicologico che viene esercitato sul posto di lavoro attraverso azioni ostili ripetute effettuate nei confronti di un lavoratore per un lungo periodo da parte dei colleghi o dai datori di lavoro.

    Si riporta qui di seguito la definizione contenuta nel DISEGNO DI LEGGE n. 405 del 2006: Norme per contrastare il fenomeno del mobbing

     

    Art. 1.

    (Principi e finalità)

    1. Sono da ricondurre, nell’ambito della definizione di mobbing, tutti quegli atti e comportamenti posti in essere da datori di lavoro, capi intermedi e colleghi, che si traducono in atteggiamenti persecutori, attuati in forma evidente, con specifica determinazione e carattere di continuità, atti ad arrecare danni rilevanti alla condizione psico-fisica del lavoratore, ovvero anche al solo fine di allontanarlo dalla collettività in seno alla quale presta la propria opera.
    2. La presente legge è volta a tutelare tutti i lavoratori che, in qualsiasi luogo di lavoro e a qualsiasi livello, subiscono comportamenti ostili che assumono le caratteristiche della violenza fisica, comprese le molestie anche sessuali, e della persecuzione psicologica, nell’ambito dei rapporti di lavoro.
    3. Gli atti e comportamenti che rilevano ai fini della presente legge sono caratterizzati dal contenuto vessatorio e da finalità persecutorie che si traducono in molestie, in maltrattamenti verbali, nonché in atteggiamenti tali da danneggiare la personalità e la dignità del lavoratore, incidendo sulla di lui immagine sociale, sulla situazione privata e professionale, nonché sulle relazioni sociali, oltre che sulla salute.
    4. In particolare le attività di mobbing si sostanziano in atti di ostilità, attacchi alla reputazione, creazione di falsi pettegolezzi, insinuazioni malevole, segnalazioni diffamatorie, attribuzioni di errori altrui, carenza di informative e informazioni volutamente errate, al fine di creare problemi, controlli e sorveglianza continui, minacce di trasferimenti, apertura di corrispondenza, difficoltà di permessi o ferie, assenza di promozioni o passaggi di grado, ingiustificata rimozione da incarichi già ricoperti, svalutazione dei risultati ottenuti.
    5. Il danno di natura psico-fisica, provocato dagli atti e comportamenti di cui ai commi 3 e 4, rileva, ai fini della presente legge, quando incide sulla capacità lavorativa del lavoratore, sia pregiudicandone l’autostima, sia inducendo crisi depressive o danni diretti o indiretti sulla salute.

    I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.

    II datore di lavoro, in applicazione dell'art. 2087 c.c. che impone di adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, ha provveduto anche tramite il medico competente ed il responsabile prevenzione e protezione ad effettuare frequenti visite agli ambienti di lavoro e colloqui con i dipendenti per verificare la presenza o meno di sintomi di mobbing.

    Ad oggi non né è stata rilevata alcuna forma.

     

    5.12

    Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

    In questa sede di lavoro non vi sono ambienti o cortili contenenti piante di alto fusto.

     

    5.13

    Guida di veicoli a motore.

    Non è previsto che il personale operante in questa sede utilizzi veicoli a motore.

    Qualora ciò dovesse accadere sarebbero utilizzati normali autoveicoli e motoveicoli anche a trazione elettrica di proprietà del Comune di Firenze.

    Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:

    1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria adeguata al tipo di mezzo utilizzato (A per i motoveicoli e B o superiore per gli autoveicoli) in corso di validità.
    2. impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle normali regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica, delle limitazioni di velocità e l’utilizzo delle cinture di sicurezza o del casco.

     

    5.14

    Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

    In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente ma negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.

    Il comportamento da tenere è comunque il seguente:

    a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.

    E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

    1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
    2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
    3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
    4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
    5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
    6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

     

    5.15

    Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

    Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

    1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.
    2. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.

    3. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
    4. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
    5. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Portare solo quanto strettamente necessario, come ad esempio soprabiti nei periodi freddi ma non raccogliere effetti personali soprattutto se imgombranti, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
    6. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
    7. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
    8. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
    9. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

     

    5.16

    Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

    Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.

    Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

    In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:

    1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
    2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
    3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
    4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
    5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
    6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
    7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

     

    5.17

    Rischio Rapina.

    In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Ma il rischio viene comunque considerato.

    In caso di rapina occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello necessario in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

    1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
    2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
    3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
    4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
    5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
    6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.
    7. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.

    8. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia 113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

     

    5.18

    Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

    In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Ma il rischio viene comunque considerato. A livello internazionale si sono il verificati attentati tramite agenti batteriologici o chimici e la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

    E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.

    Generalmente gli agenti chimici o batteriologici si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).

    L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

    Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

    In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

    Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

    PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

    Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.

    Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

    Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.

    In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o, se di piccole dimensioni, anche il cestino dei rifiuti o altro.

    Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

    Lavare le mani con acqua e sapone.

    Informare le autorità sanitarie e di P.S.

    Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.

    Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.

    Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.

    Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

    In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.

    In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone.
    Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.

    Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.

    Informare le autorità sanitarie e di P.S.

    Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.

     

    5.19

    Rischio Terremoto.

    Il terremoto consiste in un rapido movimento del suolo originato da fratture di strati rocciosi all’interno della crosta terrestre. L’energia sprigionata si propaga con onde elastiche che vengono avvertite come "scosse" della superficie terrestre.

    Le scosse trasmettono una "vibrazione" ossia uno spostamento rapido in una direzione e successivamente nell’altra dei corpi solidi ancorati al terreno.

    Le scosse di terremoto quindi sottopongono le strutture degli immobili a degli stress che possono causare anche il crollo.

    Per il terremoto non è possibile prevedere il momento dell’evento ma è comunque possibile prevederne gli effetti e stabilire i comportamenti più idonei nel caso dell’evento.

    Durante il terremoto il pericolo non viene dal fenomeno in quanto tale ma dai sui effetti ossia, crolli di immobili, strutture, ponti, tralicci, alberi, incendi dovuti a corti circuiti o fughe di gas da tubature rotte.

    Quindi il comportamento deve essere diverso a seconda del fatto che ci si trovi dentro una struttura o all’esterno.

    In caso di terremoto è importante non farsi vincere dal panico per poter agire con la necessaria lucidità per portarsi al sicuro. Durante lo spostamento meglio evitare di correre per limitare il rischio di cadute e di inciampo soprattutto se il suolo è ingombro di detriti corpi caduti dall’alto o crepe.

    All’interno:

    Durante la scossa:

    Dopo la scossa:

    Per portarsi all’esterno:

    All’esterno:

     

    5.20

    Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l’esposizione a vibrazioni meccaniche.

    Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 4 punto 7 del dlgs 187/05 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi all’esposizione a vibrazioni non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

     

    6

    SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

    In questa sede attualmente non è utilizzato alcun videoterminale ma nei casi in cui è necessario il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti.

    Il Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT.

    Le schede (ora disponibili anche sulla rete civica del comune di Firenze a cura del Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione) vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.

    Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

    NOTA:

    Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:

    Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

     

    7

    SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

    La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

    Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

    Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

    In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.

    Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.

     

    8

    VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

     

    Nell’immagine due degli estintori presenti nella sede posizionati su apposite piantane

     

     

     

    Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

    La valutazione ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.

    In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti.

    Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

     

    8.01

    Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

    L'attività consiste nell’esposizione e custodia delle opere contenute nella sede.

    Il personale ha essenzialmente compiti di sorveglianza. Provvede alle pulizie e cura anche il rilascio e controllo dei biglietti.

    L’orario di lavoro è descritto al punto 2.01.

    Non esistono:

    Per la realizzazione dell'attività sopradescritta, fondamentalmente di sorveglianza alle opere esposte, piccole pulizie e bigliettazione la direzione impiega i dipendenti interni ed esterni come descritto in pianta organica al punto 2.01.

    Si ritiene che i rischi d’incendio legati al tipo di attività siano contenuti.

     

    8.02

    Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

    Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per:

    Sono adottate comunque le seguenti misure di prevenzione:

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Uso improprio dei materiali per le pulizie.

    Informare il personale dell’uso a soli fini di pulizia del materiale ed evitarne l’uso come fonte di calore.

    Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali

    Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico.

    Innesco causato da sigarette

    Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali (vedi anche il punto 5.09 bis del presente documento).

    Innesco dovuto a cestini dei rifiuti

    Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

     

    8.03

    Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

    L’attività come più sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature in quanto trattasi di attività di custodia.

    In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

    L’impianto elettrico è stato aggiornato all'inizio del 2000. Nella sede è presente un sezionatore di emergenza ed il personale ne conosce le modalità di utilizzo.

     

    Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

     

     

    Gli estintori sono installati ed il personale controlla che venga effettuata la loro verifica con cadenza semestrale.

     

    Si adottano inoltre le seguenti misure di prevenzione:

     

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Uso di fiamme libere (fornellini).

    Il personale deve essere informato del divieto di uso di qualunque tipo di attrezzatura che generi fiamme libere come i fornellini di qualunque genere.

    Uso improprio delle stufe elettriche

    Informare il personale di non rimuovere parti o pannelli di protezione soprattutto delle parti elettriche delle stufe.

    Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe.

    Disporre l’apparato distante da opere lignee (anche per ragione di conservazione delle medesime), possibilmente vicino alla parete ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero del cavo elettrico e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta.

    Incendio di parti di arredo.

    Evitare che in prossimità delle opere vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Vietare di fumare apponendo il relativo cartello di divieto.

    Malfunzionamento dei rilevatori automatici d'incendio.

    La Direzione competente per l'impiantistica segue il piano di manutenzione stabilito per l'impianto automatico di rilevazione incendi.

     

    8.04 Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

    Questa sede è ricavata da un edificio storico nel centro di Firenze. L’edificio è in muratura ed il solo rivestimento a rischio d’incendio può essere costituito dal soffitto in legno.

    Pur ritenendo che il rischio d’incendio sia minimo dato che il soffitto è molto alto (oltre 11 mt) e quasi irraggiungibile da possibili fonti di calore, fiamme libere o altre sorgenti di innesco si può ragionevolmente ritenere che sia sufficiente adottare le misure di prevenzione come già esposto nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 ed in più:

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Incendio di parti di rivestimento.

    Evitare che in prossimità dei rivestimenti vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Vietare di fumare apponendo il relativo cartello di divieto.

     

    8.05 Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

    Il cenacolo è un immobile di pregio architettonico, in muratura, sito alla sinistra della chiesa di S. Spirito. Il cenacolo è l'unico resto dell'antico monastero agostiniano, ambiente rettangolare (circa mt 11,20X34,80 h 12,50) con copertura a capriate visibili e bifore gotiche sui due lati lunghi. L'ingresso, è in piazza S. Spirito a sinistra della chiesa a livello suolo senza alcun tipo di gradinate.

    Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione.

    Per ridurre ulteriormente i rischi d’incendio dovuti alle dimensioni ed alla articolazione, si adottano comunque le misure di prevenzione illustrate in tabella:

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Passaggi e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali

    Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.

    Pavimento in cattivo stato di manutenzione

    Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione alla Direzione competente quando necessario.

    Insufficiente segnalazione di emergenza e/o indicazione/segnalazione della via di uscita.

    Mantenimento ed implementazione di una corretta segnaletica di emergenza e della via di uscita.

    Insufficiente illuminazione della via di uscita.

    Buona illuminazione della via d’uscita servita anche da illuminazione di emergenza.

     

    8.06

    Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

     

    I rischi da valutarsi nel caso di questo museo sono quelli riconducibili alla velocità di esodo influenzata anche da possibili picchi di presenze.

    La situazione normalmente è ben controllabile in quanto il personale presente è rappresentato al massimo da 2 unità ed il numero dei visitatori medio istantaneo è di 9.

    Il personale, consultato al riguardo, ha confermato pur evidenziando eccezioni dovute alla possibile visita del museo da parte di gruppi di turisti o classi scolastiche.

    In tali casi si possono raggiungere anche le 25-30 presenze, si tratta comunque di valori compatibili con la capacità ammissibile come esposto qui di seguito.

    Da un punto di vista della motilità dei presenti, dato che il museo non presenta barriere architettoniche, occorre tener conto che all’interno possono trovarsi portatori di handicap motori.

    Per la valutazione dell’affluenza ammissibile nel complesso si segue il disposto del DM 20/5/92 n.569 che commisura l'affollamento massimo alle capacità di deflusso del sistema prevedendo un modulo unitario di passaggio di 60 cm, sufficiente per 60 persone, ed una larghezza del percorso di esodo mai inferiore a 90 cm..

    La dimensione della via di fuga in corrispondenza della biglietteria è di 113 cm e rappresenta 1 modulo di passaggio sufficiente per 60 persone come previsto dalla normativa.

    Sul lato opposto esiste un’altra uscita sempre apribile dall’interno che porta in un chiostro di grandi dimensioni in cui si è al sicuro dagli effetti del fumo. La dimensione di questa via di fuga è di oltre 120 cm per 2 moduli di passaggio sufficiente per 120 persone come previsto dalla normativa.

    La capacità MASSIMA del museo è quindi di 180 persone.

    Nonostante la capacità massima teorica di 180 presenze, per ragioni di opportunità, sorveglianza dell’ambiente ed ulteriore incremento dei margini di sicurezza, si ritiene, durante il normale funzionamento, di contenere entro 60 i visitatori nel museo.

    Nell’interno del museo possono trovarsi persone con difficoltà di deambulazione ed è quindi necessario tenerne conto nel documento di evacuazione di emergenza.

    Come illustrato al punto 2.02 il museo funziona normalmente con affollamenti decisamente inferiori (11 persone) con picchi dovuti all’eventuale visita di scolaresche o gruppi di turisti (30 persone).

    Solo nel caso di eventi particolari si potrebbe raggiungere un affollamento massimo ammissibile.

    Il Servizio Musei, come già esplicitato, per ragioni di opportunità mantiene durante il normale funzionamento della struttura un limite di affollamento ben inferiore al massimo ammissibile.

    Le direttive sull'affollamento massimo sono state comunicate al personale del Museo che dovrà rispettarle e farle rispettare da chiunque si trovi o abbia in uso il museo.

    N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata sul documento di evacuazione di emergenza.

    Rispettando le limitazioni previste per i vari ambienti ed attuando le misure previste le presenze massime nell’intero complesso rimarranno sempre compatibili con i massimi ammissibili.

    In questa sede di lavoro le barriere architettoniche sono ridotte all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .

    Altre misure sono riportate dal punto 8.31 del DM 10/3/98 che si riporta integralmente qui di seguito:

    "Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."

    Nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:

    1. visitatori disabili o in ogni caso con difficoltà di deambulazione.
    2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

     

    9

    PROGRAMMA DI INTERVENTI.

    Il dlgs 626/94 prevede la preparazione di un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.

    Gli interventi previsti nel documento precedente sono stati effettuati ed al momento non si ravvede la necessità di ulteriori interventi.

     

    10

    DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

    Denominazione documento

    Visibilità

    Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.

    Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

    Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1

    Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

    Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del piano di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

    Segreteria Direzione Cultura

    Nomina del medico competente

    Segreteria Direzione Cultura

    Nomina degli addetti antincendio

    Segreteria Direzione Cultura

    Nomina degli addetti al primo soccorso

    Segreteria Direzione Cultura

    Registro infortuni

    Segreteria della Direzione

    Direzione Organizzazione

    Verbali riunioni periodiche

    Segreteria Direzione Cultura

    Elenco formazione addetti antincendio

    Direzione Organizzazione

    Elenco formazione addetti al primo soccorso

    Direzione Organizzazione

    Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi

    Direzione Beni e Servizi

    Segreteria dei rispettivi Servizi

    Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro

    Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio

    Schede di informazione sull'uso dei VDT

    Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura

    Cartelle sanitarie dei dipendenti

    Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

     

    11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

    Il documento illustra i riferimenti normativi le metodologie adottate nella preparazione dello stesso.

    Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.

    Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

    Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

    I rischi d’incendio per questa sede non provengono molto da fattori legati al tipo di attività svolte, ma da materiali contenuti, arredi rivestimenti, eventuali malfunzionamenti dell’impianto elettrico.

    Per questo tipo di rischi è stato possibile prendere provvedimenti e misure come esplicato nei punti 8.02 e 8.03. Si sono anche attuate le misure di prevenzione previste al punto 8.5, ossia sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

    Il numero massimo di presenze nel complesso viene sempre mantenuto compatibile con gli affollamenti teorici ammissibili, quindi il rischio dovuto all'affollamento è contenuto, punto 8.06.

    E’ da ritenersi che il Museo di S. Spirito, rispettando gli affollamenti ammissibili ed adottando le misure di prevenzione previste nel presente documento e le procedure previste in quello di evacuazione di emergenza, possa funzionare in regime di sicurezza.

     

    Seguono sottoscrizioni del:

    Il direttore della Direzione Cultura
    Il Responsabile Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura
    Il responsabile delle operazioni di emergenza del Museo di S.Spirito.


    Pagina a cura di Mario Leoni

    Aggiornato l'11-1-2007