COMUNE DI FIRENZE

DIREZIONE CULTURA

 

 

DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI

 

DLGS 626/94 Art. 4

     

VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO

 

DM 10.3.98 Art. 2

     

NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO PER EDIFICI STORICI DESTINATI A MUSEI

 

DM 20.5.92 N. 569

 

 

 

MUSEO FIRENZE COM’ERA

 

 

 

 

 

Documento ultimato a Firenze il 2 Ottobre 2006

 

 

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura

Dr. Giuseppe Gherpelli

 

Responsabile Prevenzione e Protezione

della Direzione Cultura

Dr. Mario Leoni

 

 

 

rev. OFCE_ML_GG_VR2006OTT02_01

PARAGRAFO

INDICE DEGLI ARGOMENTI

   

1

INTRODUZIONE.

   

2

DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

2.01

Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

2.02

Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

2.03

Obbiettivo e scopo della valutazione.

2.04

Oggetto della valutazione e criteri.

2.05

Procedura metodologica.

   

3

IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

3 bis

COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

   

4

DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

   

5

Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

5.01

Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

5.02

Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

5.03

Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

5.04

Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

5.05

Esposizione al rumore.

5.06

Esistenza ed entità di pericoli legati alla movimentazione dei materiali.

5.07

Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

5.08

Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

5.09

Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

5.09 bis

DIVIETO DI FUMO

5.10

Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

5.11

Rischio Mobbing.

5.12

Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

5.13

Guida di veicoli a motore.

5.14

Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

5.15

Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

5.16

Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

5.17

Rischio Rapina.

5.18

Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

5.19

Rischio Terremoto.

5.20

Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.

   

6

SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

   

7

SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

   

8

VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

8.01

Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

8.02

Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

8.03

Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

8.04

Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

8.05

Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

8.06

Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

   

9

PROGRAMMA DI INTERVENTI.

   

10

DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

   

11

RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

   
 

SOTTOSCRIZIONI

 

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

 

INTRODUZIONE.

Il presente documento di valutazione dei rischi (Firenze com’era), come da dlgs 626/94 art. 4 comma 6, è realizzato dal Datore di Lavoro in collaborazione col Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura ed il medico competente.

Il Responsabile Prevenzione e protezione della Direzione Cultura Dr. Mario Leoni ha utilizzato le informazioni ricevute dal Datore di Lavoro come previsto dal dlgs 626/94, art. 9 comma 2.

I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono stati consultati ed informati sui contenuti dei documenti e ne hanno copia.

Questo documento di valutazione dei rischi esamina:

Il presente documento annulla e sostituisce integralmente i precedenti.

Questo documento indica in copertina la data di ultimazione e nel testo, quando opportuno, la data di rilevazione dei dati perché talvolta possono esserci variazioni dal momento della rilevazione a quello di fine stesura.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:

  • Il Dlgs 626/94 art. 4 punto 1, così come modificato dal comma 2, art. 21 della legge 1/3/2002 n. 39, prevede che il datore di lavoro debba valutare "tutti" i rischi per la sicurezza e la salute. Si ritiene quindi opportuno estendere la valutazione anche a rischi non fisici o non propriamente connessi alla natura e all’attività dell’ente "Comune di Firenze" ma comunque possibili; sono stati quindi individuati anche rischi di varia natura tra cui i seguenti:
    • rischio mobbing
    • minaccia di attentato terroristico
    • rinvenimento di possibile ordigno
    • rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici
    • rischio terremoto

  • Dal 1° Gennaio 2006 decorrono gli obblighi previsti dal dlgs 187/05 al riguardo della valutazione dei rischi relativi all’esposizione a vibrazioni meccaniche per cui è necessario valutare anche:
    • rischio derivante dall’esposizione alle vibrazioni meccaniche

  • Il documento di valutazione rischi è previsto dal Dlgs 626/94 art. 4 punto 2.
  • La valutazione dei rischi d'incendio secondo il DM 10.03.98 art. 2 costituisce parte specifica del documento di valutazione rischi come sopra specificato.
  • Le misure di emergenza da adottarsi in caso di pronto soccorso, lotta antincendio e di evacuazione sono previste dal Dlgs 626/94 art. 3 comma 1 punto p.
  • Il DM 10.03.98 all'art. 5 comma 1, prevede che conseguentemente alla valutazione dei rischi d'incendio vengano adottate delle misure organizzative da riportarsi in un apposito piano di emergenza.
  • Il 2° comma della medesima normativa prevede che la redazione del piano di emergenza non è indispensabile nei luoghi di lavoro ove sono occupati meno di 10 "dipendenti". In alcune sedi della Direzione Cultura il numero dei dipendenti è inferiore a 10 ma sussiste sempre la possibilità di un afflusso di "visitatori" che ecceda da tale limite. Si è quindi ritenuto opportuno interpretare estensivamente la norma e di approntare il piano di emergenza per tutte le sedi ove potenzialmente possono trovarsi più di 10 persone.
  • Il DM 20.05.92 N. 569 "Regolamento contenente norme di sicurezza antincendio per gli edifici storici ed artistici destinati a musei, gallerie, esposizioni e mostre." contiene le prescrizioni tecniche e varie misure precauzionali da osservarsi per questa tipologia di sedi.
  • Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio, espositiva o di prestito, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.

    Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

    La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.

    Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:

    Nota:

    COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

    1. possibilità di consultazione immediata da parte dei dipendenti dato che tutte le postazioni di PC del Comune possono accedere alla rete civica.
    2. migliorare la conoscenza dei documenti ed eventuali aggiornamenti.
    3. dare la possibilità di consultazione continua anche ai datori di lavoro che operano in edifici condivisi e che, come prevede la vigente normativa (DM 10/3/98 all. 8.2), debbono collaborare tra loro.
    4. trasparenza dei documenti anche verso l’esterno.

    I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:

    http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

    La Direzione ha anche provveduto all’inizio del 2005 alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:

    1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
    2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
    3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente, scheda di rilevazione per videoterminalisti e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.

    N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.

     

    2

    DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.

    2.1

    Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.

    Ragione sociale

     

    COMUNE DI FIRENZE

         

    Sede legale

     

    P.zza della Signoria 1 - Firenze

         

    Partita I.V.A.

     

    01307110484

         

    Direzione

     

    Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)

         

    Direttore-Datore di lavoro

     

    DIREZIONE CULTURA Dr. Giuseppe Gherpelli

         

    Medico Competente

     

    Dr. Ugo Cappelli

         

    Responsabile Prevenzione e Protezione

     

    Dr. Mario Leoni

         

    Sede Direzione

     

    Via Ghibellina 30

    Servizio e Dirigente

    (Organizzazione del lavoro e gestione del personale)

     

    Servizio Musei Comunali - D.ssa Chiaretta Silla

         

    Sede del Servizio

     

    Via Ghibellina 30

         

    Sede di lavoro

     

    MUSEO FIRENZE COM'ERA

    Indirizzo sede di lavoro

     

    Via dell'Oriuolo 24

         

    Settore economico

     

    Esposizione museale

         

    Estensione sede

     

    Sotto: Un’immagine dal chiostro del Museo.

     

    Coperto: circa mq. 670 di area espositiva al piano terreno e circa mq 260 di deposito nel sottosuolo. Cubatura: circa 3.960 mc.

    Scoperto: circa mq 500. Chiostro con alcune piante di alto fusto.

    L’immobile è costituito da parte della struttura dell'ex convento delle Oblate, in prossimità del centro di Firenze. L'edificio in questione è collocato fra Via S. Egidio e Via dell'Oriuolo ed è realizzato interamente in muratura. E' a forma di grande L costituito da due ampi vani di forma rettangolare che si intersecano in angolo, al disotto di uno dei rami si trova un ampio sottosuolo.

    Nella parte a livello suolo di questa sede si effettua l’esposizione della raccolta di varie opere riguardanti l'evoluzione strutturale della città di Firenze. In essa si trova il nostro personale con compiti di custodia e vigilanza delle opere ed un pubblico di visitatori.

    ORARIO DI LAVORO (data rilevazione 10/08/06).

    Orario invernale (da Ottobre a Maggio)

    Lunedì, Martedì, Mercoledì

    09.00 - 14.00

    Sabato

    09.00 – 19.00

    Orario estivo (da Giugno a Settembre)

    Lunedì, Martedì

    09.00 - 14.00

    Sabato

    09.00 – 19.00

    ORGANICO OPERANTE NELLA SEDE:

    Personale del Servizio Musei Comunali (data rilevazione 10/08/06)

    N

    Cognome

    Nome

    Qualifica

    Livello

    1

    Faggiano

    Antonio

    Esecutore servizi culturali

    B5

    2

    De Carli

    Maria

    Addetto servizi generali

    A5

    3

    Freschi

    Daniele

    Addetto servizi generali

    A3

    Personale interinale (data rilevazione 10/08/06):

    N

    Cognome

    Nome

    1

    Pesci

    Lorenzo

    Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti comunali si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).

    Di seguito la quantità e la disposizione di massima del personale durante il servizio:

    Personale incaricato del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presente nella struttura (rilevazione del 10/08/2006):

    N

    COGNOME

    NOME

    1

    Faggiano

    Antonio

    Il personale indicato ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO, si veda il punto 8 del documento.

    Personale incaricato del servizio di primo soccorso sanitario presente nella struttura (rilevazione del 10/08/2006):

    N

    COGNOME

    NOME

    1

    Faggiano

    Antonio

    Il personale suindicato ha seguito o seguirà a breve il corso BLS in collaborazione con la ASL.

     

    2.02

    Particolarità attuali della sede, valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio.

    Le valutazioni sulla capacità massima ammissibile in questo complesso sono riportate nel paragrafo 8.06. Dato che il museo ha una discreta affluenza di visitatori si ritiene opportuna anche una valutazione sull’affollamento effettivo.

    Il personale operante è costituito da 4 unità, normalmente distribuito come indicato in precedenza. Di fatto l'affollamento risultante è fondamentalmente quello dovuto alla presenza di visitatori nel museo.

    Ll’orario è stato modificato da 6 aperture settimanali di 5 ore a quello illustrato in precedenza nel presente documento. Si è quindi ritenuta opportuna una valutazione sui primi 7 mesi dell’anno corrente i cui dati sono al momento già disponibili.

    I dati portano ad un’affluenza media per giorno di apertura di 32 visitatori.

    Considerando la durata media di apertura relativa ad ogni mese, che ogni visita dura circa 1 ora, si ottiene una presenza media istantanea di 5 visitatori più 4 elementi di personale per un totale di 9.

    Il personale evidenzia però l'esistenza di picchi di presenze costituiti da visite di gruppi di turisti e di intere scolaresche che portano talvolta le presenze simultanee a valori più alti (fino a 30 persone). Si tratta sempre di valori ben compatibili con gli affollamenti possibili come evidenziato nel successivo punto 8.06 del presente documento in cui sono calcolati gli affollamenti massimi ammissibili.

     

    2.03

    Obbiettivo e scopo della valutazione.

    L'obbiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.

    A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.

    In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.

     

    2.04

    Oggetto della valutazione e criteri.

    Per la realizzazione del presente documento

    Si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.

    NOTA:

    L’ex convento delle Oblate, in cui ha sede anche il museo Firenze com'era, è stato sottoposto a consistenti lavori di adeguamento e di manutenzione strutturale (previsti da deliberazione 2124/1621del 1.12.98).

     

    2.05

    Procedura metodologica.

    Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:

    1. Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.

    2. L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.

    3. L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.

    4. Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

    5. Esposizione al rumore.

    6. L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.

    7. Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

    8. L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

    9. Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

    10. Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.

    11. Rischio Mobbing.

    12. Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.

    13. Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.

    14. Rischio terremoto.

    15. Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.

    16. Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:

    17. Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone.

    18. Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.

    19. Possibilità di rapine.

    20. Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.

    Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:

    1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
    2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
    3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
    4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
    5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
    6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.

    Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:

    1. il tipo di attività;
    2. i materiali immagazzinati e manipolati;
    3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
    4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
    5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
    6. il numero dei presenti, sia dipendenti che visitatori, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.

    In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.

     

    3

    IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

    Le attrezzature utilizzate sono essenzialmente costituite da:

    L’inventario completo è nell’elenco dei beni durevoli disponibile presso la Direzione Beni e Servizi e nelle segreterie dei rispettivi Servizi.

     

    3 bis

    COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

    Come previsto dal DPR 303/56 tutte le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso indipendentemente dal numero dei dipendenti, in quanto occorre tener presente anche del possibile accesso di visitatori.

    La complesso di pronto soccorso e normalmente situato nei locali d’ingresso ed in ogni caso a disposizione del personale di portineria.

    Il contenuto minimo è stato indicato dai medici competenti del Comune di Firenze è risulta il seguente:

    In basso: immagine dei locali d’ingresso con evidenziazione della dislocazione del complesso di pronto soccorso

    Dato che i prodotti elencati debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia alla portineria o agli addetti di pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.

     

    4

    DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

    In basso immagine della biglietteria

    L'attività è tipicamente quella espositiva delle opere entrocontenute, ed il personale svolge principalmente mansioni di sorveglianza e custodia. Un dipendente ha anche il compito del rilascio e controllo dei biglietti. Altre attività risultano essere: piccole pulizie, movimentazione di piccoli manufatti (depliants o cataloghi) ed informazioni al pubblico.

    Dai colloqui e dalle interviste effettuate al personale risulta una notevole coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata.

    Le pulizie sono effettuate dai dipendenti durante l’orario di lavoro, prima dell’apertura al pubblico.

     

    5

    Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.

    5.01

    Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

    Il registro degli infortuni della Direzione Cultura evidenzia in questa sede un solo infortunio negli ultimi 5 anni come evidenziato nel prospetto seguente (data rilevazione 23/08/06):

     

    DATA

    #

    ## ETA'

     

     

    GIORNI

    1

    18/09/04

    F*

    49

    URTO CONTRO OGGETTO IN SEGUITO A CADUTA

    FERITA E CONTUSIONE

    15

    # In ottemperanza alle normative sulla privacy è stata riportata solo un’iniziale dell’infortunato.

    ## L’età è quella al momento dell’infortunio.

    Considerata la presenza di un solo infortunio di natura accidentale non si ragione di ritenere l’esistenza di infortuni ciclici e ricorrenti.

     

    5.02

    Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.

     

    5.03

    Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.

     

    5.04

    Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.

    Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

     

    5.05

    Esposizione al rumore.

    L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile in quanto l’attività è svolta in un museo collocato all’interno di un ex convento con cortili e chiostri. L’immobile si trova a sua volta in un’area centrale quasi esclusivamente pedonale.

     

    5.06

    Esistenza ed entità di pericoli legati alla movimentazione dei materiali.

    La movimentazione di materiali può aversi solo occasionalmente ed è relativa a piccoli manufatti non particolarmente infiammabili come scatole di depliants, materiali per pulizie.

    Questa attività non rappresenta quindi un rischio consistente.

    Molto raramente può aversi la movimentazione di opere che è effettuata a cura di aziende specializzate.

     

    5.07

    Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

    In questa sede di lavoro l'attività ordinariamente svolta non comporta lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.

     

    5.08

    Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

       

    In questa sede di lavoro l'attività svolta trattandosi di attività di custodia non comporta l’esistenza di vere proprie postazioni di lavoro ne terminali video, l’illuminazione è quindi quella adeguata per una corretta esposizione delle opere in mostra.

     

     

     

    A lato immagine di una sala del museo con plafoniera per luce diffusa. Si nota uscita con apertura a spinta quadro elettrico con estintore al CO2 e le rispettive segnalazioni.

     

    5.09

    Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.

    Esistono delle difficoltà di climatizzazione della postazione di lavoro nel periodo invernale.

    Per ridurre i rischi così derivanti si sono adottate le seguenti misure:

     

    5.09 bis

    DIVIETO DI FUMO

     

    Nell’immagine: La biglietteria con il relativo addetto. Si nota l’esposizione del cartello di divieto di fumo ed una luce di emergenza.

    Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 51 della L. 3/03, L. 584/75, Dir. D.P.C.M. del 14/12/95 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

    VIETA DI FUMARE

    IN TUTTI I LOCALI CHIUSI ACCESIBILI AL PUBBICO O MENO, BAGNI INCLUSI, CHE FACCIANO PARTE DEL MUSEO

    Il divieto si applica sia per i dipendenti che per i visitatori ed è evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

     

    E’ CONSENTITO FUMARE SOLO NEL CHIOSTRO.

     

    5.10

    Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

    In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).

    La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

    In questa sede di lavoro la superficie e la cubatura (circa 670 mq. e 3.960 mc. vedi punto 2.01) sono sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.

    Al ricambio d'aria dell'ambiente il personale provvede mantenendo aperta una o più porte quando necessario.

    La scala che porta al sottosuolo ha misure come da tabella seguente:

    DESCRIZIONE

    PEDATA

    ALZATA

    Scale del sottosuolo

    cm. 34

    cm. 15

     

    Risulta quindi essere lievemente più morbida di quanto previsto dai manuali professionali, pedata 28-30, alzata 16-18. La scala è utilizzata solo dal personale.

     

     

    Nell’immagine: la scala per il sottosuolo dotata di adeguato corrimano e in buon stato di manutenzione. Si nota parte del cancelletto per consentire l’accesso solo al personale.

    Il sottosuolo è utilizzato solo dai dipendenti come magazzino; possono talvolta operarvi degli addetti per la catalogazione delle opere ivi contenute. In questo locale l'impianto elettrico è migliorabile. Dato che si tratta di un sottosuolo praticamente senza illuminazione naturale è anche opportuno installare adeguate luci di emergenza. Sono infatti previsti interventi al punto 9 del documento.

     

    5.11

    Rischio Mobbing

    Il MOBBING è una forma di terrore psicologico che viene esercitato sul posto di lavoro attraverso azioni ostili ripetute effettuate nei confronti di un lavoratore per un lungo periodo da parte dei colleghi o dai datori di lavoro.

    Si riporta qui di seguito la definizione contenuta nel DISEGNO DI LEGGE n. 405 del 2006: Norme per contrastare il fenomeno del mobbing

     

    Art. 1.

    (Principi e finalità)

    1. Sono da ricondurre, nell’ambito della definizione di mobbing, tutti quegli atti e comportamenti posti in essere da datori di lavoro, capi intermedi e colleghi, che si traducono in atteggiamenti persecutori, attuati in forma evidente, con specifica determinazione e carattere di continuità, atti ad arrecare danni rilevanti alla condizione psico-fisica del lavoratore, ovvero anche al solo fine di allontanarlo dalla collettività in seno alla quale presta la propria opera.
    2. La presente legge è volta a tutelare tutti i lavoratori che, in qualsiasi luogo di lavoro e a qualsiasi livello, subiscono comportamenti ostili che assumono le caratteristiche della violenza fisica, comprese le molestie anche sessuali, e della persecuzione psicologica, nell’ambito dei rapporti di lavoro.
    3. Gli atti e comportamenti che rilevano ai fini della presente legge sono caratterizzati dal contenuto vessatorio e da finalità persecutorie che si traducono in molestie, in maltrattamenti verbali, nonché in atteggiamenti tali da danneggiare la personalità e la dignità del lavoratore, incidendo sulla di lui immagine sociale, sulla situazione privata e professionale, nonché sulle relazioni sociali, oltre che sulla salute.
    4. In particolare le attività di mobbing si sostanziano in atti di ostilità, attacchi alla reputazione, creazione di falsi pettegolezzi, insinuazioni malevole, segnalazioni diffamatorie, attribuzioni di errori altrui, carenza di informative e informazioni volutamente errate, al fine di creare problemi, controlli e sorveglianza continui, minacce di trasferimenti, apertura di corrispondenza, difficoltà di permessi o ferie, assenza di promozioni o passaggi di grado, ingiustificata rimozione da incarichi già ricoperti, svalutazione dei risultati ottenuti.
    5. Il danno di natura psico-fisica, provocato dagli atti e comportamenti di cui ai commi 3 e 4, rileva, ai fini della presente legge, quando incide sulla capacità lavorativa del lavoratore, sia pregiudicandone l’autostima, sia inducendo crisi depressive o danni diretti o indiretti sulla salute.

    I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.

    II datore di lavoro, in applicazione dell'art. 2087 c.c. che impone di adottare le misure necessarie a tutelare l'integrità fisica e la personalità morale dei lavoratori, ha provveduto anche tramite il medico competente ed il responsabile prevenzione e protezione ad effettuare frequenti visite agli ambienti di lavoro e colloqui con i dipendenti per verificare la presenza o meno di sintomi di mobbing.

    Ad oggi non né è stata rilevata alcuna forma.

     

    5.12

    Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

    Nel chiostro prospiciente il museo si trovano alcune piante ad alto fusto di ragguardevole altezza. In seguito a cadute accidentali di rami i tecnici della Direzione Ambiente hanno effettuato alcuni sopralluoghi per verificare lo stato di salute delle piante e ne è stata rilevata la buona conservazione.

    Nei referti i tecnici informano che la caduta accidentale di rami dalla chioma delle piante rappresenta un evento improbabile, ma pur sempre possibile. E’ opportuno quindi che il ns. personale collabori con la Direzione Ambiente segnalando evidenti anomalie dell'alberatura del chiostro per ridurre ulteriormente il rischio di caduta accidentale dei rami.

    E’ anche necessario che i visitatori, se dovessero stazionare sotto le piante siano invitati a spostarsi.

    Dato che, seppur remota, la possibilità di danni alle persone per questo tipo di eventi esiste, è opportuno esporre un cartello di avviso plurilingue sul tipo: "Non sostare sotto le piante."

    Nell'immagine segnalazione nel chiostro

     

    5.13

    Guida di veicoli a motore.

    Non è previsto che il personale operante in questa sede utilizzi veicoli a motore.

    Qualora ciò dovesse accadere sarebbero utilizzati normali autoveicoli e motoveicoli anche a trazione elettrica di proprietà del Comune di Firenze.

    Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:

    1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria adeguata al tipo di mezzo utilizzato (A per i motoveicoli e B o superiore per gli autoveicoli) in corso di validità.
    2. impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle normali regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica, delle limitazioni di velocità e l’utilizzo delle cinture di sicurezza o del casco.

     

    5.14

    Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone.

    In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente ma negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.

    Il comportamento da tenere è comunque il seguente:

    a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.

    E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

    1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
    2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
    3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
    4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
    5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
    6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

     

    5.15

    Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono.

    Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

    1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.
    2. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.

    3. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
    4. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
    5. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Portare solo quanto strettamente necessario, come ad esempio soprabiti nei periodi freddi ma non raccogliere effetti personali soprattutto se imgombranti, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
    6. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
    7. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
    8. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
    9. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

     

    5.16

    Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

    Per questa casistica in questa sede di lavoro esiste un solo precedente, rivelatosi comunque un falso allarme, ma l’evento è tuttavia considerato.

    Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

    In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:

    1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
    2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
    3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
    4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
    5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
    6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
    7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

     

    5.17

    Rischio Rapina.

    In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Ma il rischio viene comunque considerato.

    In caso di rapina occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello necessario in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

    1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
    2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
    3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
    4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
    5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
    6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.
    7. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.

    8. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia 113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

     

    5.18

    Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

    In questa sede di lavoro non si è avuto un alcun precedente ma data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

    E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.

    Generalmente gli agenti chimici o batteriologici si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).

    L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

    Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

    In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

    Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

    PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

    Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.

    Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

    Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.

    In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o, se di piccole dimensioni, anche il cestino dei rifiuti o altro.

    Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

    Lavare le mani con acqua e sapone.

    Informare le autorità sanitarie e di P.S.

    Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.

    Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.

    Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.

    Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.

    In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.

    In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.

    Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.

    Informare le autorità sanitarie e di P.S.

    Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.

     

    5.19

    Rischio Terremoto.

    Il terremoto consiste in un rapido movimento del suolo originato da fratture di strati rocciosi all’interno della crosta terrestre. L’energia sprigionata si propaga con onde elastiche che vengono avvertite come "scosse" della superficie terrestre.

    Le scosse trasmettono una "vibrazione" ossia uno spostamento rapido in una direzione e successivamente nell’altra dei corpi solidi ancorati al terreno.

    Le scosse di terremoto quindi sottopongono le strutture degli immobili a degli stress che possono causare anche il crollo.

    Per il terremoto non è possibile prevedere il momento dell’evento ma è comunque possibile prevederne gli effetti e stabilire i comportamenti più idonei nel caso dell’evento.

    Durante il terremoto il pericolo non viene dal fenomeno in quanto tale ma dai sui effetti ossia, crolli di immobili, strutture, ponti, tralicci, alberi, incendi dovuti a corti circuiti o fughe di gas da tubature rotte.

    Quindi il comportamento deve essere diverso a seconda del fatto che ci si trovi dentro una struttura o all’esterno.

    In caso di terremoto è importante non farsi vincere dal panico per poter agire con la necessaria lucidità per portarsi al sicuro. Durante lo spostamento meglio evitare di correre per limitare il rischio di cadute e di inciampo soprattutto se il suolo è ingombro di detriti corpi caduti dall’alto o crepe.

    All’interno:

    Durante la scossa:

    Dopo la scossa:

    Per portarsi all’esterno:

     

    All’esterno:

     

    5.20

    Rischio derivante dall’esposizione a vibrazioni meccaniche.

    In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l’esposizione a vibrazioni meccaniche.

    Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 4 punto 7 del dlgs 187/05 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi all’esposizione a vibrazioni non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.

     

    6

    SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT.

    In questa sede attualmente non è utilizzato alcun videoterminale ma nei casi in cui è necessario il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti. Il Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT.

    Le schede (ora disponibili anche sulla rete civica del comune di Firenze a cura del Servizio Centrale di Prevenzione e Protezione) vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.

    Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

    NOTA:

    Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:

    Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

     

    7

    SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

    La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

    Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

    Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

    In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.

    Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.

     

    8

    VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

    Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

    Il COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO DI FIRENZE in data 27/05/04 restituisce, in ottemperanza al DM 04/05/98, copia della dichiarazione di inizio attività presentata in data 22/04/04, volta all’ottenimento del CPI, quale atto di notorietà. Come previsto dalla normativa la stessa costituisce autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività ai fini antincendio.

    La valutazione ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.

    In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti.

    Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

     

     

    Nell'immagine: uno degli estintori installati nel museo con relativo cartello di segnalazione.

     

    8.01

    Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

    L’attività è tipicamente quella espositiva delle opere entrocontenute ed il personale ha compiti di sorveglianza, pulizia dei locali. Uno dei dipendenti deve anche curare il rilascio dei biglietti.

    L’orario di lavoro è descritto al punto 2.01.

    Non esistono:

    Per la realizzazione dell'attività sopradescritta, fondamentalmente di sorveglianza alle opere esposte, piccole pulizie e bigliettazione la direzione impiega i dipendenti interni ed esterni come descritto in pianta organica al punto 2.01.

    Si ritiene che i rischi d’incendio legati al tipo di attività siano contenuti.

     

    8.02

    Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

    Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per:

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Uso improprio dell’alcool denaturato

    Il personale usa il materiale a soli fini di pulizia ne evita l’uso come fonte di calore, fornellini per caffè o simili.

    Possibile presenza di sorgenti di innesco nei magazzini

    Evitare che nel magazzino vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, e curare il buono stato dell’impianto elettrico. **

    Prodotti infiammabili nei magazzini

    Ridurre al minimo la quantità rispetto alle esigenze di utilizzo. Verifica dell’effettiva necessità di conservazione dei materiali ed in caso contrario provvedere allo smaltimento.

    Innesco causato da sigarette

    Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dal relativo cartello esposto nei locali.

    Innesco dovuto a cestini dei rifiuti

    Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

    ** A proposito del buono stato dell’impianto elettrico si vedano le considerazioni già espresse al punto 5.10 e gli interventi previsti al punto 9 del documento.

     

    8.03

    Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

    L’attività come più sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature in quanto trattasi di attività di custodia.

    In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

    L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.

    Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

    I rilevatori automatici d'incendio sono installati, dispongono di avviso ottico e sonoro, la Direzione competente per l'impiantistica provvede alla corretta manutenzione dell'impianto.

    E’ opportuno comunque valutare il rischio possibile proveniente dalle stufe utilizzate per integrare il riscaldamento dell’ambiente. Le stufe utilizzate sono del tipo elettrico a sabbia ed olio e presentano moderati rischi d’incendio o d’innesco soprattutto dovuti alla parte elettrica. Gli arredi o meglio le opere esposte sono generalmente lignee quindi presentano parti infiammabili, si trovano comunque sufficientemente distanziate, non accatastate e quindi costituiscono un rischio d’incendio relativamente basso.

    La pulizia viene attualmente effettuata manualmente e con l'uso di un aspirapolvere. Non vene utilizzato equipaggiamento che possa introdurre un consistente rischio di incendio.

    Gli estintori sono installati ed il personale controlla che venga effettuata la loro verifica con cadenza semestrale.

    Si adottano inoltre le seguenti misure di prevenzione:

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Uso di fiamme libere (fornelli/fornellini).

    Il personale deve essere informato del divieto di uso di qualunque tipo di attrezzatura che generi fiamme libere come i fornelli/fornellini di qualunque genere.

    Uso improprio delle stufe elettriche

    Informare il personale di non rimuovere parti o pannelli di protezione soprattutto delle parti elettriche delle stufe.

    Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe.

    Disporre l’apparato distante da opere lignee (anche per ragione di conservazione delle medesime), possibilmente vicino alla parete ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero del cavo elettrico e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta.

    Incendio di parti di arredo.

    Evitare che in prossimità delle opere vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Vietare di fumare apponendo il relativo cartello di divieto.

    Malfunzionamento dei rilevatori automatici d'incendio.

    La Direzione competente per l'impiantistica segue il piano di manutenzione stabilito per l'impianto automatico di rilevazione incendi.

     

    8.04

    Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

    Questa sede è ricavata da un edificio storico nel centro di Firenze. L’edificio è in muratura ed il rischio d’incendio dovuto alle caratteristiche costruttive è basso.

     

    8.05

    Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

    Immobile di pregio architettonico, in muratura, sito nell'ex convento delle Oblate collocato tra Via S. Egidio e Via dell'Oriuolo.

    La pianta del museo è a forma di L ed è costituita da 2 ampi vani di forma rettangolare che si intersecano in angolo, l'estensione è di circa mq. 670 usata totalmente come locale espositivo.

    Al disotto di uno dei rami della L si trova un ampio sottosuolo di circa 260 mq. usato come magazzino e ripostiglio dei materiali di pulizia.

    La parte espositiva contiene alcune pareti di separazione ma le varie sale sono comunicanti fra loro con ampi vani senza porta o ostacoli di alcun genere.

    Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, occorre solo prestare attenzione che non vi sia niente che possa rallentare un’eventuale esodo come specificato nella tabella seguente.

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Passaggi e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali

    Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.

    Pavimento in cattivo stato di manutenzione

    Mantenimento e conservazione dei passaggi con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione alla Direzione competente quando necessario

    Insufficiente segnalazione di emergenza e/o indicazione/segnalazione delle vie di uscita.

    Mantenimento di una corretta segnaletica di emergenza e delle vie di uscita.

    Insufficiente illuminazione della via di uscita.

    Buona illuminazione della via d’uscita anche tramite illuminazione di emergenza.

     

    8.06

    Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

    Valutazione delle presenze massime ammissibili:

    Le vie di uscita dell'ambiente sono le seguenti:

    1. porta normale di ingresso/uscita di cm 150 facilmente percorribile in entrambi i sensi.
    2. Porta di sevizio verso il cortile di cm 138, normalmente chiusa ma facilmente apribile dall'interno.
    3. Porta di emergenza verso il cortile di cm 96 dotata di apertura a spinta.
    4. Porta di emergenza lato opposto di cm 95 dotata di apertura a spinta.
    5. Porta di emergenza verso il chiostro lato bagno di cm 71 dotata di apertura a spinta.

    Per il disposto del DM 20.5.92 n. 569 al riguardo dei criteri generali di sicurezza per le vie d’uscita si può sommare la larghezza delle porte da 1 a 4 ( art. 3 punto 4, superiori a cm 90 - art. 3 punto 5, anche gli ingressi che consentono un facile deflusso) per determinare il numero delle uscite pari a 479/60=7.

    Anche senza considerare l'esistenza dell'ulteriore uscita di emergenza n. 5, dotata di apertura a spinta ma di dimensione di soli cm 71 si ha una capacità di deflusso di 7x60=420 persone.

    La capacità massima ammissibile per i locali del museo è quindi di 420 persone.

    Per ragioni di opportunità e di sorveglianza, durante il normale funzionamento del museo, è stato comunque deciso di limitare l'accesso al massimo a 100 utenti contemporanei.

    Quindi il museo opera sicuramente in condizioni di estrema sicurezza per quanto riguarda l'affollamento massimo.

    Si agisce come illustrato nella tabella seguente:

    POSSIBILI RISCHI

    MISURE DI PREVENZIONE

    Affollamento superiore ai 100 utenti massimi ammessi.

    Esposizione di un avviso di capienza massima di 100 visitatori. Il personale d’ingresso cura che questo limite non venga superato.

    Visite contemporanee da parte di più scolaresche la cui numerosità totale ecceda le 100 persone.

    Esposizione di avviso ed informazione verbale agli insegnanti del limite di capienza massima.

    Inoltre il personale avverte che consentirà l’ingresso ad una numero di classi per cui la numerosità totale non ecceda le 100 unità. Le classi successive dovranno attendere l’esodo delle precedenti prima di accedere.

    Le direttive sull'affollamento massimo sono state comunicate al personale del Museo che dovrà rispettarle e farle rispettare da chiunque si trovi o abbia in uso il museo.

    N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata anche sul documento di evacuazione di emergenza.

    In questa sede di lavoro uno dei dipendenti ha difficoltà di deambulazione inoltre, dato che le barriere architettoniche sono estremamente ridotte e sono attuati gli accorgimenti por il loro superamento, all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi, come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f, nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .

    Nell'immagine: pedana per il superamento delle barriere architettoniche.

    Nell'immagine: una delle uscite dotata di apertura a spinta ed adeguatamente segnalata.

    Altre misure sono indicate dal punto 8.3.1 che si riporta integralmente qui di seguito:

    "Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."

    Nel caso di questa struttura, secondo la normativa, sarà quindi necessario nel piano di emergenza prevedere l’eventualità della presenza e tener conto dello status di:

    1. lavoratori, e/o visitatori, disabili.
    2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

     

    9

    PROGRAMMA DI INTERVENTI.

    Come previsto dal dlgs 626/94 si provvede a preparare un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.

    Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del dlgs 626/94 art. 4 comma 12, la sicurezza dei locali e degli edifici sono a carico dalle amministrazioni tenute alla loro fornitura. Il datore di lavoro ha richiesto, contestualmente al presente documento ed in forma scritta, l’adempimento dei predetti obblighi ai soggetti che ne hanno l’obbligo giuridico.

    Nel caso del Museo Firenze com’era gli interventi previsti sono i seguenti:

    Intervento 1

    Miglioramento dell'impianto elettrico del locale nel sottosuolo.

    Il sottosuolo è utilizzato dai dipendenti come deposito ed è utilizzato talvolta dagli addetti alla catalogazione delle opere in esso contenute.

    Rischio da ridurre: shock elettrico.

    Normativa: L. 46/90 art. 7 e norma CEI 64-8.

    Riferimento: punto 8.02 del presente documento, pag. 45.

    Intervento 2

    Installazione delle luci di emergenza nel sottosuolo.

    Il sottosuolo è utilizzato dai dipendenti come deposito ed è utilizzato talvolta dagli addetti alla catalogazione delle opere in esso contenute.

    Rischio da ridurre: cadute o urti in caso di mancanza di illuminazione.

    Normativa: dm 10.3.98 all. 3 punto 13.

    Riferimento: punto 5.10 del documento, pag. 28.

    Nota – I soggetti competenti ad effettuare gli interventi relativi alla sicurezza dei locali hanno ricevuto copia del presente documento con l'informazione degli interventi previsti e lettera da parte del Direttore per provvedere alla loro esecuzione. I soggetti stessi renderanno noti i tempi necessari e prevedibili per gli interventi.

    Analisi della priorità degli interventi

    Per gli altri interventi previsti si ritiene di dare un ordine di priorità correlato ai rischi relativi. A questo scopo si utilizza la segue la seguente metodologia:

    P=Probabilità del verificarsi di un evento dannoso a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

    PROBABILITÀ di evento dannoso

    Valore

    Livello

    Definizione

    1

    Improbabile

    • non sono noti episodi già verificatisi
    • la mancanza rilevata può provocare un danno per la concomitanza di più eventi poco probabili indipendenti

    2

    Poco probabile

    • sono noti solo rarissimi episodi già verificatisi
    • la mancanza rilevata può provocare un danno in circostanze sfortunate di eventi

    3

    Probabile

    • è noto qualche episodio in cui alla mancanza ha fatto seguito il danno
    • la mancanza rilevata può provocare un danno anche se non in modo automatico e diretto

    4

    Molto probabile

    • si sono già verificati danni per la stessa mancanza rilevata nell’azienda o in aziende simili o in situazioni operative simili
    • esiste una correlazione diretta tra la mancanza rilevata ed il verificarsi del danno ipotizzato per i lavoratori

    D = Danno potenziale provocato dal rischio a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:

    entità degli effetti potenziali del DANNO

    Valore

    Livello

    Definizione

    1

    Lieve

    • effetti rapidamente reversibili dovuti a esposizione cronica
    • inabilità rapidamente reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

    2

    Medio

    • effetti reversibili dovuti a esposizione cronica
    • inabilità reversibile dovuta ad infortunio o episodio di esposizione acuta

    3

    Grave

    • effetti irreversibili e/o parzialmente invalidanti dovuti a esposizione cronica
    • effetti di invalidità parziale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

    4

    Gravissimo

    • effetti letali o di invalidità totale dovuti a esposizione cronica
    • effetti letali o di invalidità totale dovuti ad infortunio o episodio di esposizione acuta

     

    Gli interventi sono tutti a rivolti a ridurre l’entità di rischi, con la moltiplicazione dei due valori si ottiene un indice sintetico chiamato R = Rischio qualitativo che misura la priorità dell’intervento legato al rischio esaminato.

    L’indice può quindi assumere un valore tra 1 e 16 ed un valore elevato indica una priorità maggiore.

    Qualora gQli interventi siano volti ad attuare misure espressamente previste dalla normativa sono comunque da considerarsi a Priorità Elevata (PE), indipendentemente dal valore dell’indice, in quanto il rispetto della normativa è di per se una priorità.

    TABELLA DI RISCHIO QUALITATIVO

    N.

    INTERVENTO

    RISCHIO

    PROBABILITA’

    DAN

    NO

    NORMATIVA

    INDICE DI RISCHIO

    1

    Miglioramento dell'impianto elettrico del locale nel sottosuolo.

    shock elettrico.

    2

    3

    SI

    6 PE

    2

    Installazione delle luci di emergenza nel sottosuolo.

    cadute o urti in caso di mancanza di illuminazione.

    2

    2

    SI

    4 PE

     

    10

    DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.

    Denominazione documento

    Visibilità

    Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.

    Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

    Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1

    Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali

    Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del piano di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza

    Segreteria Direzione Cultura

    Nomina del medico competente

    Segreteria Direzione Cultura

    Nomina degli addetti antincendio

    Segreteria Direzione Cultura

    Nomina degli addetti al primo soccorso

    Segreteria Direzione Cultura

    Registro infortuni

    Segreteria della Direzione

    Direzione Organizzazione

    Verbali riunioni periodiche

    Segreteria Direzione Cultura

    Elenco formazione addetti antincendio

    Direzione Organizzazione

    Elenco formazione addetti al primo soccorso

    Direzione Organizzazione

    Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi

    Direzione Beni e Servizi

    Segreteria dei rispettivi Servizi

    Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro

    Servizio Belle Arti e Fabbrica di Palazzo Vecchio

    Schede di informazione sull'uso dei VDT

    Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura

    Cartelle sanitarie dei dipendenti

    Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze

     

    11    RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

    Il documento illustra i riferimenti normativi le metodologie adottate nella preparazione dello stesso.

    Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.

    Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

    Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edificio destinato a contenere …, musei…o comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello stato…)

    I rischi d’incendio per questa sede non provengono molto da fattori legati al tipo di attività svolte, ma fondamentalmente solo da materiali contenuti, arredi oggetti in esposizione e materiali di rivestimento, malfunzionamenti dell’impianto elettrico o dei dispositivi elettrici di riscaldamento.

    Per questo tipo di rischi è stato possibile prendere provvedimenti e misure come illustrato nei punti 8.02 e 8.03, si è anche attuato le misure di prevenzione previste al punto 8.5, sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

    Si è inoltre agito con misura non necessaria ma cautelativa contenendo a 100 il numero massimo dei visitatori, riducendo sensibilmente il rischio dovuto all'affollamento, punto 8.06, senza compromettere minimamente l'operatività del museo che mediamente è frequentato da 32 visitatori al giorno. Di fatto sarà sufficiente intervenire solo in caso di picchi eccedenti le presenze fissate in 100 unità conservando comunque un ampio margine rispetto al massimo teorico.

    E’ da ritenersi quindi che il museo, con le misure di prevenzione e con i provvedimenti sostitutivi attuati, possa funzionare in regime di sicurezza.

     

    Seguono sottoscrizioni del:

    Il direttore della Direzione Cultura
    Il Responsabile Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura
    Il responsabile delle operazioni di emergenza del Museo Firenze com’era.


    Pagina a cura di Mario Leoni

    Aggiornato il 2-10-2006