COMUNE DI FIRENZE

DIREZIONE CULTURA

 

PIANO DI EMERGENZA E DI EVACUAZIONE

Decreto legislativo 626/94 art. 3

 

CHIESA DI S. MARIA DEL CARMINE

CAPPELLA BRANCACCI

 

Firenze, 14 Novembre 2005

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Giuseppe Gherpelli

Responsabile Prevenzione e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni

rev. CABR_ML_GG_EE2005NOV14_02

 

Paragrafo

INDICE DEGLI ARGOMENTI

   

1

INTRODUZIONE.

   

2

OBBIETTIVO DEL DOCUMENTO, DEFINIZIONI.

2.01

Obbiettivo del piano per la gestione delle emergenze.

2.02

Definizioni.

   

3

INFORMAZIONI GENERALI.

3.01

Il numero delle persone presenti e la loro ubicazione.

3.02

Lavoratori esposti a rischi particolari.

3.03

Addetti al coordinamento del piano ed Incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio.

3.04

Rischi d’incendio legati all’attività svolta.

3.05

Rischi d’incendio legati alla presenza del personale e del pubblico.

3.06

Misure di prevenzione e protezione incendi adottate nel luogo di lavoro.

   

4

Procedure per la gestione delle emergenze.

4.01

Dettaglio delle procedure da attuare in caso di emergenza.

4.02

Piano attuativo dei comportamenti in caso di emergenza.

   

5

ASSEGNAZIONE INCARICHI E COMPITI DELLE VARIE FIGURE IN CASO DI EVACUAZIONE DI EMERGENZA.

   

6

Formazione e informazione.

   
 

SOTTOSCRIZIONI DEL DOCUMENTO

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

1

INTRODUZIONE.

Il presente piano di emergenza e di evacuazione, come da DM 10/3/98 art. 5, è realizzato dal Datore di Lavoro in collaborazione col Responsabile del Servizio Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura.

Il Responsabile Prevenzione e Protezione della Direzione Cultura Dr. Mario Leoni ha utilizzato le informazioni ricevute dal Datore di Lavoro come previsto dal dlgs 626/94, art. 9 comma 2.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di evacuazione di emergenza delle varie sedi:

Dal combinato delle norme emerge che le figure degli incaricati del controllo, sovrintendenza e attuazione delle procedure da attuarsi in caso di emergenza debbono essere indicati sia come incarico che come nominativo.

In ottemperanza al DM 10.03.98, allegato 8 punto 2 "CONTENUTO DEL PIANO DI EMERGENZA", si evince che le procedure ed i compiti di coloro che sono "incaricati di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio … omissis" oppure "i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio;" oppure "le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari;" debbono essere contenute nel PIANO DI EMERGENZA e debbono essere posti in atto provvedimenti tali per cui tutto il personale ne sia debitamente informato.

Inoltre, dato che la conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del documento di valutazione rischi riguardante detti limiti anche nel presente piano di evacuazione di emergenza.

N.B. Questo documento è parte integrante del documento di valutazione rischi.

PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

 

2

OBBIETTIVO DEL DOCUMENTO, DEFINIZIONI.

 

2.01

Obbiettivo del piano per la gestione delle emergenze.

Il Piano per la gestione delle emergenze si propone di individuare comportamenti e procedure da porsi in atto da tutti i presenti, dipendenti e utenti, nella Cappella Brancacci sita nel complesso della Chiesa del Carmine, affinché al verificarsi di situazioni di emergenza quali incendi, terremoti, atti terroristici possa essere salvaguardata l’incolumità degli occupanti, allontanandoli dagli eventuali pericoli o attuando un rapido e sicuro sfollamento, garantendo il raggiungimento dell’uscita o di un luogo sicuro. Affinché ciò possa attuarsi con la massima efficacia e tempestività sarà necessario che i presenti, dipendenti e utenti, conoscano i comportamenti da tenere in caso di emergenza, integrandosi in un sistema in cui ogni soggetto ha comportamento o compiti definiti da attuare.

Questo piano si riferisce in modo specifico ad una situazione determinata da un principio d’incendio, ma in linea generale è valido anche in occasione degli eventi sopra citati.

2.02

Definizioni.

Emergenza.

Situazione che si verifica con breve o senza preavviso, in grado di procurare danno a persone, cose o servizi.

Procedure di emergenza

Attivazione di risorse umane, procedure definite, apprestamenti tecnici per eliminare, modificare, attenuare le conseguenze derivanti da situazioni a rischio.

Incaricati delle misure di emergenza e di evacuazione.

Unità che provvedono ad attuare le misure di sfollamento, allarme nonché spegnimento o contenimento del principio d’incendio.

Luogo sicuro.

Luogo dove le persone possono ritenersi al sicuro dall’effetto dell’incendio come le aree esterne al fabbricato.

Uscita di emergenza

Passaggio che immette in un luogo sicuro.

Via di fuga.

Percorso privo di ostacoli che permette un agevole deflusso consentendo alle persone di raggiungere un luogo sicuro nel più breve tempo possibile

Illuminazione di sicurezza.

Illuminazione ad intervento automatico in caso di mancanza di rete che fornisce per almeno 30 minuti livelli di luminosità adeguata nei passaggi delle vie di fuga.

Segnaletica di sicurezza.

Segnaletica che riferita ad un oggetto o ad una situazione trasmette visivamente, graficamente o con messaggio sintetico un messaggio di sicurezza. Es. indicazioni della collocazione di estintori o direzione di fuga o comportamenti da tenere.

3

INFORMAZIONI GENERALI.

La sede e la consistenza degli occupanti è già trattata nel documento di valutazione rischi, per maggior chiarezza si ritiene comunque di riepilogare i punti che seguono.

3.01

Il numero delle persone presenti e la loro ubicazione.

L’organico della raccolta è di 1 unità più 6 dipendenti esterni come specificato nel documento di valutazione rischi.

La media visitatori giornaliera del museo è piuttosto elevata con picchi di presenze che possono anche oltrepassare le 700 persone.

Data la limitazione all'affollamento massimo, prevista dal documento di valutazione dei rischi, dal punto di vista di sicurezza si deve tener presente comunque un affollamento massimo istantaneo di 150 (solo in casi particolari 270) persone per le ragioni descritte al punto 8.06 e relativa nota del documento medesimo e che riprenderemo qui di seguito al punto 3.5.

I dipendenti riconducibili direttamente al comune sono 5, allocati normalmente come segue:

1 dipendente della cooperativa alla biglietteria.

1 dipendente della cooperativa sorveglianza nella Cappella.

1 Dipendente della cooperativa controllo biglietti all’ingresso.

1 Dipendente della cooperativa nel salone del book-shop.

1 Dipendente del Comune (il Sig. Larucci) svolge compiti di sorveglianza e si sposta ove necessario.

Nella sede si trova anche:

I visitatori sono diffusi nei tre ambienti di cui si compone questa sede:

Il Chiostro, la sala ove è dislocato anche il bookshop e la cappella Brancacci vera e propria.

3.02

Lavoratori esposti a rischi particolari.

Considerato il tipo di attività svolta non risultano rischi particolari né d’incendio né di altro genere sia per i dipendenti che per i visitatori.

L'attività non comporta l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose, come già evidenziato al punto 5.04 del documento di valutazione rischi, ne l'uso di alcun tipo di attrezzature o macchinari elettrici o meccanici che potrebbero presentare rischi specifici.

3.03

Addetti all’attuazione al coordinamento del piano ed Incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio.

L’addetto al coordinamento del piano di emergenza è il Sig. Matteo Bortolon** che in caso di assenza indicherà il sostituto. Qualora non fosse presente ne il titolare ne il sostituto il compito di coordinamento sarà assunto dall'addetto alla prevenzione incendi che per primo avrà conoscenza dell'evento.

** NOTA L’addetto al coordinamento del piano di emergenza anche in futuro sarà scelto tra i dipendenti esterni in quanto prevalenti come numerosità ed il dipendente del Comune che attualmente opera nella sede è inadatto a ricoprire incarichi di emergenza.

Dipendenti incaricati del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presenti nella struttura:

1

Matteo

Bortolon

2

Francesca

Paterna

Il personale suindicato ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO.

N.B. Al punto 5 del presente documento sono descritti gli incarichi specifici ed indicati coloro a cui sono assegnati.

3.04

Rischi d’incendio legati all’attività svolta.

Per la descrizione dell’attività e le macchine ed attrezzature utilizzate si rimanda ai punti 3 e 4 del documento di valutazione rischi.

Per un riepilogo degli orari operanti nei vari servizi/uffici di questa sede si rimanda al punto 2.01 del documento citato.

Nella sede, non sono presenti lavorazioni che comportino rischi d'incendio particolari.

Il rischio è costituito dalla combustione della modesta quantità di materiale infiammabile degli arredi (cornici lignee delle opere, stoffe, supporti lignei) e alcuni materiali usati per le pulizie.

Questa tipologia di attività non presenta di per se elevate probabilità d’incendio salvo quelle derivanti dalle piccole fiamme libere delle candele votive e da innesco elettrico dovuto all’uso delle stufe nel periodo invernale.

3.05

Rischi d’incendio legati alla presenza del personale e del pubblico.

Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).

I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo edificio, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo.

Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.

Per questa stima si segue il disposto del DM 20/5/92 n.569 che commisura l'affollamento massimo alle capacità di deflusso del sistema.

La cappella costituisce parte dell'abside della chiesa del Carmine. Vi si accede attraverso un locale utilizzato come bookshop con apertura sul chiostro di 145 cm. Tramite un corridoio con passaggio, di dimensione minima di 94 cm, si arriva alla Cappella vera e propria nella parte destra dell'abside della chiesa.

La visita prevede che il flusso dei visitatori esca da una porta laterale che immette nel chiostro di dimensione minima di passaggio di 75 cm.

Dato che la cappella è parte integrante della navata della chiesa, in caso di emergenza, è possibile fino alle ore 12 utilizzare l'uscita principale su piazza del Carmine costituita da due semiante laterali di 70 cm con apertura a spinta verso l’esterno. Il portone in legno durante l’apertura della chiesa viene mantenuto aperto.

Riepilogo accessi/uscite:

  1. Passaggio principale dal bookshop dimensione minima cm 94
  2. Uscita normale visitatori sul chiostro dimensione minima cm 75
  3. 2 uscite della chiesa su Piazza del Carmine, dimensione minima di 70 cm ognuna (fino alle ore 12).

Per il conteggio effettivo delle uscite, il DM 20/5/1992 art. 3 punto 5, consente di computare anche gli ingressi che consentono un facile deflusso verso l'esterno in caso di emergenza.

Le uscite utilizzabili risultano quindi:

- passaggio principale 1 modulo

- uscita sul chiostro 1 modulo

- 2 uscite su piazza del Carmine 2 moduli (fino alle 12)

Come prevede l'art. 3 punto 3 del DM 20/5/1992 il massimo affollamento consentito potrà essere di 60 persone per ogni modulo.

L’affollamento ammissibile dalle 10 alle 12 sarà quindi diverso che dalle 12 alle 17 per la chiusura dell’uscita principale su Piazza del Carmine.

Affollamento ammissibile :

Utilizzabili 4 moduli per un totale di 240 presenze.

Dato che il modulo di uscita sul chiostro ed i due su piazza del Carmine non sono perfettamente conformi alle prescrizioni normative occorre procedere secondo il DM 20/5/1992 art. 3 punto 6 ed il DM 10/3/1998 all. 1.4.5 parte A punto 8, alla riduzione dell’affollamento quale misura di sicurezza compensativa, come previsto dal DM 10/3/1998 all. 1.4.5 secondo capoverso.

Ritenendola ampiamente compensativa si provvede ad una riduzione del 50% della capacità di deflusso dell’uscita sul chiostro e dell’uscita su piazza del Carmine. La valutazione risulterà la seguente:

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

60.                                             2 uscite su Piazza del Carmine

Dalle 10.00 alle 12.00 la capacità di deflusso totale delle vie di fuga sarà quindi di 150 persone.

Dalle 12.00 in poi non sono più utilizzabili le 2 uscite su piazza del Carmine e la valutazione risulterà la seguente:

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

Dalle 12.00 alle 17.00 la capacità di deflusso totale delle vie di fuga sarà di 90 persone.

Il personale agirà quindi come segue:

Dalle 10.00 alle 12.00 - Controllo dell'affollamento nella cappella fino al massimo di 150 previsto ed interruzione dell'ulteriore flusso e della bigliettazione per non eccedere il limite previsto.

Dalle 12.00 alle 17.00 - Controllo dell'affollamento nella cappella fino al massimo di 90 previsto ed interruzione dell'ulteriore flusso e della bigliettazione per non eccedere il limite previsto.

*** NOTA Procedure in caso di manifestazioni o esposizioni particolari

Qualora si verifichino eventi che portassero ad aumentare l’affluenza al di sopra dei limiti ammissibili è possibile operare come segue:

La porta dovrà essere mantenuta aperta e sarà necessario disporre la relativa segnaletica che indichi la disponibilità dell’ulteriore via di fuga.

In questo modo le capacità ammissibili diverranno le seguenti:

Con la possibilità di utilizzo delle 2 uscite su Piazza del Carmine

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

60.                                             2 uscite su Piazza del Carmine

120.                                          porta laterale della navata destra della Chiesa

In questo caso la capacità ammissibile è di 270 persone.

Senza la possibilità di utilizzo delle 2 uscite su Piazza del Carmine

capacità di deflusso              via di fuga

60.                                            passaggio principale

30.                                            uscita sul chiostro

120.                                          porta laterale della navata destra della Chiesa

In questo caso la capacità ammissibile è di 210 persone.

Per ragioni di opportunità e sorveglianza il museo viene normalmente utilizzato con presenze decisamente inferiori a quelle massime ammissibili.

Le direttive sull'affollamento massimo sono comunicate al personale dell'immobile che dovrà rispettarle e farle rispettare a chiunque si trovi o abbia in uso l'immobile.

N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata dal documento di valutazione rischi.

Il rispetto delle direttive sull'affollamento, la conoscenza e l'applicazione del presente piano di emergenza e di evacuazione, sono parte integrante degli adempimenti da osservare de parte di chiunque abbia in uso il museo.

La quantità massima di presenti, sia pure compatibile col massimo ammissibile, è comunque un numero elevato per cui al fine di ridurre la probabilità di danno alle persone in evacuazioni di emergenza sono state adottate misure come di seguito specificato:

3.06

Misure di prevenzione e protezione incendi adottate nel luogo di lavoro.

Per ridurre i rischi d’incendio è necessario operare come segue:

4

Procedure per la gestione delle emergenze.

4.01

Dettaglio delle procedure da attuare in caso di emergenza.

4.02

Piano attuativo dei comportamenti in caso di emergenza.

Indicati in ordine cronologico i compiti che le varie figure presenti nell’immobile devono svolgere, in caso di principio d’incendio o altro evento che richieda l’evacuazione dello stabile.

Dipendente/utente o chiunque noti un principio d’incendio.

Segnala immediatamente al personale e quindi al coordinatore ed incaricato di prevenzione incendi o suo sostituto l’evento.

Chiunque, dipendente o visitatore, se ne ha la capacità anche su propria iniziativa può attivarsi mediante l’utilizzo degli estintori per estinguere il principio d’incendio.

Il coordinatore delle operazioni di emergenza

Se il principio d’incendio non è stato estinto subito ne valuta l’entità e la gravità ed avverte nell’ordine:

  1. Se necessario o quantomeno opportuno i Vigili del Fuoco tel. 115
  2. Il datore di lavoro, il Direttore della Direzione Cultura tel. ufficio: 055.2625969
  3. Se opportuno i mezzi di soccorso sanitari tel. 118, spiegando all'operatore se trattasi di intervento di tipo precauzionale o di urgenza.
  4. In caso di attentato pronto intervento Polizia e Carabinieri tel. 112 e 113

Qualora il principio d’incendio non sia in estinzione entro 5 minuti fa abbandonare l’immobile.

Utenti ed altri visitatori presenti nell'immobile

Qualora il personale dell'immobile segnali un pericolo o un’esercitazione tutti gli occupanti debbono evacuare l'immobile con ordine (evitando episodi e comportamenti che possano ostacolare) e rapidità seguendo la segnaletica di emergenza e le disposizioni impartite dal personale incaricato del coordinamento.

All’arrivo dei VV F

Il coordinatore dell’emergenza o l’incaricato della prevenzione incendi

Predispone ed indica le via di accesso ai VVF, fornisce la massima collaborazione per favorirne l’azione, mettendo a loro disposizione la documentazione e le planimetrie disponibili. Informa sulle operazioni già eseguite (come lo stacco ENEL e altri interventi eventualmente effettuati).

Indirizza i VVF verso il luogo dell’incendio, fornisce indicazioni sul tipo di materiale interessato alla combustione ed indica la disposizione dei mezzi antincendio già presenti sul luogo.

 

5

ASSEGNAZIONE INCARICHI E COMPITI DELLE VARIE FIGURE IN CASO DI EVACUAZIONE DI EMERGENZA.

Data la particolare situazione di questa sede e la scarsa numerosità del personale, massimo 7 persone, si procede solo alla designazione del coordinatore delle operazioni di emergenza. La parte seguente del documento descrive comunque tutti i compiti previsti dalle varie figure che dovranno, se necessario, essere svolti dal coordinatore dell’emergenza e dalle altre unità di personale presenti incaricate dal coordinatore medesimo.

- COORDINATORE DELLE OPERAZIONI Dl EMERGENZA

Sig. Matteo Bortolon

In caso di assenza del titolare ed eventuale sostituto il coordinamento sarà assunto dall'addetto alla prevenzione incendi che per primo avrà conoscenza dell'evento.

COMPITI:

In caso di emergenza:

Spetta al coordinazione dell’emergenza effettuare quanto segue:

SEZIONAMENTO ELETTRICO

Il sezionamento generale si ottiene con la seguente procedura:

ADDETTO ALLA DIFFUSIONE ORDINE Dl EVACUAZIONE

COMPITI:

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza diffondere prontamente verbalmente o con il tipo di mezzo più idoneo l’ordine di evacuazione impartito dal COORDINATORE DELLE OPERAZIONI Dl EMERGENZA a tutte le persone presenti nei locali oggetto del Piano di Emergenza.

In caso di pericolo imminente l’ordine di evacuazione può essere emanato d’iniziativa senza attendere l’ordine del coordinatore.

ADDETTO APRI-FILA E PUNTO DI RACCOLTA

COMPITI:

Deve verificare quotidianamente che le vie di fuga siano sgombre da materiali, ostruzioni o qualsiasi altro impedimento al libero deflusso delle persone.

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza aprire tutte le porte e guidare con ordine tutti i presenti ai punti di raccolta all’esterno dell’edificio:

(spazio antistante le gradinate della chiesa ).

ADDETTO SERRA-FILA ED ASSISTENZA INVALIDI

COMPITI:

Deve in caso di emergenza aiutare i disabili eventualmente presenti ad abbandonare i locali a raggiungere il punto di raccolta. Nello svolgimento di questa funzione, qualora lo reputi necessario, può richiedere aiuto anche a visitatori fisicamente idonei a questo compito.

Deve assistere chiunque possa essere in difficoltà ed accertarsi che nessuno sia rimasto nei locali.

Deve verificare una volta raggiunto il punto di raccolta che tutto il personale in servizio sia effettivamente presente ed abbia abbandonato la sede.

ADDETTO ALLE CHIAMATE DI SOCCORSO.

COMPITI:

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza telefonare prontamente per ottenere i soccorsi necessari a seconda della situazione di pericolo esistente ed avverte nell’ordine:

  1. Se necessario o quantomeno opportuno i Vigili del Fuoco tel. 115
  2. Il datore di lavoro, il Direttore della Direzione Cultura tel. ufficio: 055.2625969
  3. Se opportuno i mezzi di soccorso sanitari tel. 118, spiegando all'operatore se trattasi di intervento di tipo precauzionale o di urgenza.
  4. In caso di attentato pronto intervento Polizia e Carabinieri tel. 112 e 113

- ADDETTO PREVENZIONE INCENDI, CONTROLLO ESTINTORI

Dipendenti incaricati del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presenti nella struttura:

1

Matteo

Bortolon

2

Francesca

Paterna

COMPITI:

Deve in caso di focolaio d’incendio intervenire prontamente usando gli estintori portatili presenti.

Deve, come definito dal DM 10/3/98 allegato 6.2 e stabilito dall’allegato 6.4, attuare la sorveglianza estintori presenti effettuando gli accertamenti come da norma UNI 9994:

• Estintore presente e segnalato da apposito cartello.

• Estintore chiaramente visibile ed utilizzabile immediatamente con l’accesso allo stesso libero da ostacoli.

• Estintore non manomesso, in particolare il dispositivo di sicurezza.

• Contrassegni distintivi esposti e ben leggibili.

• Indicatore di pressione all’interno del campo verde.

• Mancanza di anomalie.

• Mancanza di danni alle strutture di supporto ed alla maniglia.

• Cartellino di manutenzione presente e correttamente compilato.

La sorveglianza specificata deve essere effettuata con cadenza almeno mensile e confermata con visto sul registro dei controlli antincendio.

- ADDETTO INTERRUZIONE ENERGIA ELETTRICA.

E' il coordinatore delle operazioni di emergenza o suo incaricato a seconda delle presenze di personale disponibile.

COMPITI:

Deve in caso di necessità disattivare la tensione elettrica con la seguente procedura:

 

6

Formazione e informazione.

I dipendenti operanti nell'immobile debbono conoscere gli adempimenti previsti dal piano di emergenza e dovranno trasmettere ai colleghi della sede le informazioni e la formazione in loro possesso affinché ognuno sia informato in merito alle procedure di gestione delle emergenze.

I dipendenti incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi hanno seguito un apposito corso e sono in possesso di relativa attestazione.

 

Seguono le sottoscrizioni:

Il direttore della Direzione Cultura
Il Responsabile Prevenzione e Protezione
Il coordinatore delle operazioni di emergenza


Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 02-12-2005

 

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