COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA

 

PIANO DI EMERGENZA E DI EVACUAZIONE

Decreto legislativo 626/94 art. 3

 

PALAZZO BASTOGI – ARCHIVIO STORICO 

 

Firenze, 18 Gennaio 2005

 

Direzione Cultura

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura

Dr. Sergio Goretti

 

Responsabile Prevenzione e Protezione

della Direzione Cultura

Dr. Mario Leoni

 

rev. ARST_ML_SG_EE2005GEN18_02

 

Paragrafo

INDICE DEGLI ARGOMENTI

 

 

1

INTRODUZIONE.

 

 

2

OBBIETTIVO DEL DOCUMENTO, DEFINIZIONI.

2.01

Obbiettivo del piano per la gestione delle emergenze.

2.02

Definizioni.

 

 

3

INFORMAZIONI GENERALI.

3.01

Il numero delle persone presenti e la loro ubicazione.

3.02

Lavoratori esposti a rischi particolari.

3.03

Addetti all’attuazione al coordinamento del piano ed Incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio.

3.04

Rischi d’incendio legati all’attività svolta.

3.05

Rischi d’incendio legati alla presenza del personale e del pubblico.

3.06

Misure di prevenzione e protezione incendi adottate nel luogo di lavoro.

 

 

4

Procedure per la gestione delle emergenze.

4.01

Dettaglio delle procedure da attuare in caso di emergenza.

4.02

Piano attuativo dei comportamenti in caso di emergenza.

 

 

5

ASSEGNAZIONE INCARICHI E COMPITI DELLE VARIE FIGURE IN CASO DI EVACUAZIONE DI EMERGENZA.

 

 

6

Formazione e informazione.

 

 

 

SOTTOSCRIZIONI DEL DOCUMENTO

 

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

1

INTRODUZIONE.

Il presente documento di evacuazione di emergenza è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura Dr. Mario Leoni in collaborazione col Datore di Lavoro.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di evacuazione di emergenza delle varie sedi:

Dal combinato delle norme emerge che le figure degli incaricati del controllo, sovrintendenza e attuazione delle procedure da attuarsi in caso di emergenza debbono essere indicati sia come incarico che come nominativo.

In ottemperanza al DM 10.03.98, allegato 8 punto 2 "CONTENUTO DEL PIANO DI EMERGENZA", si evince che le procedure ed i compiti di coloro che sono "incaricati di svolgere specifiche mansioni con riferimento alla sicurezza antincendio … omissis" oppure "i doveri del personale cui sono affidate particolari responsabilità in caso di incendio;" oppure "le specifiche misure da porre in atto nei confronti dei lavoratori esposti a rischi particolari;" debbono essere contenute nel PIANO DI EMERGENZA e debbono essere posti in atto provvedimenti tali per cui tutto il personale ne sia debitamente informato.

Inoltre, dato che la conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del documento di valutazione rischi riguardante detti limiti anche nel presente piano di evacuazione di emergenza.

N.B. Questo documento è parte integrante del documento di valutazione rischi.

PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:

http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm

 

2

OBBIETTIVO DEL DOCUMENTO, DEFINIZIONI.

2.01

Obbiettivo del piano per la gestione delle emergenze.

Il Piano per la gestione delle emergenze si propone di individuare comportamenti e procedure da porsi in atto da tutti i presenti, dipendenti e utenti, presenti nel PALAZZO BASTOGI - Archivio Storico, affinché al verificarsi di situazioni di emergenza quali incendi, terremoti, atti terroristici possa essere salvaguardata l’incolumità degli occupanti, allontanandoli dagli eventuali pericoli o attuando un rapido e sicuro sfollamento, garantendo il raggiungimento dell’uscita o di un luogo sicuro. Affinché ciò possa attuarsi con la massima efficacia e tempestività sarà necessario che i presenti, dipendenti e utenti, conoscano i comportamenti da tenere in caso di emergenza, integrandosi in un sistema in cui ogni soggetto ha comportamento o compiti definiti da attuare.

Questo piano si riferisce in modo specifico ad una situazione determinata da un principio d’incendio, ma in linea generale è valido anche in occasione degli eventi sopra citati.

2.02

Definizioni.

Emergenza.

Situazione che si verifica con breve o senza preavviso, in grado di procurare danno a persone, cose o servizi.

Procedure di emergenza

Attivazione di risorse umane, procedure definite, apprestamenti tecnici per eliminare, modificare, attenuare le conseguenze derivanti da situazioni a rischio.

Incaricati delle misure di emergenza e di evacuazione.

Unità che provvedono ad attuare le misure di sfollamento, allarme nonché spegnimento o contenimento del principio d’incendio.

Luogo sicuro.

Luogo dove le persone possono ritenersi al sicuro dall’effetto dell’incendio come le aree esterne al fabbricato.

Uscita di emergenza

Passaggio che immette in un luogo sicuro.

Via di fuga.

Percorso privo di ostacoli che permette un agevole deflusso consentendo alle persone di raggiungere un luogo sicuro nel più breve tempo possibile

Illuminazione di sicurezza.

Illuminazione ad intervento automatico in caso di mancanza di rete che fornisce per almeno 30 minuti livelli di luminosità adeguata nei passaggi delle vie di fuga.

Segnaletica di sicurezza.

Segnaletica che riferita ad un oggetto o ad una situazione trasmette visivamente, graficamente o con messaggio sintetico un messaggio di sicurezza. Es. indicazioni della collocazione di estintori o direzione di fuga o comportamenti da tenere.

3

INFORMAZIONI GENERALI.

La sede e la consistenza degli occupanti è già trattata nel documento di valutazione rischi, per maggior chiarezza si ritiene comunque di riepilogare i punti che seguono.

3.01

Il numero delle persone presenti e la loro ubicazione.

Le 15 unità di personale presenti sono dislocate normalmente al primo ed al secondo piano. 4 di esse si spostano varie volte, durante l'orario di ufficio, al secondo e terzo piano per prelevare i documenti richiesti degli utenti che per un massimo di 12 unità occupano la sala di consultazione sita al terreno.

Per il periodo in cui perdureranno i lavori di adeguamento la presenza media risultante è di circa 20 unità e quella massima di 27 (vedi documento valutazione rischi punto 2.2).

Successivamente è prevedibile una crescita, anche se contenuta, delle presenze per l’aumento della capacità della sala di consultazione e quindi degli utenti.

3.02

Lavoratori esposti a rischi particolari.

Considerato il tipo di attività svolta nell’Archivio non risultano rischi particolari né d’incendio né di altro genere sia per i dipendenti che per gli eventuali visitatori. Ciò si desume per il fatto che la normale attività di consultazione delle filze non presuppone l'uso di alcun tipo di attrezzature o macchinari elettrici o meccanici che potrebbero presentare rischi specifici.

L'attività non comporta altresì l’utilizzo di sostanze chimiche pericolose.

Solo la restauratrice utilizza attrezzature elettromeccaniche e modiche quantità di prodotti chimici. I rischi introdotti, esaminati ai punti 5.03 e 5.04 del documento di valutazione rischi, sono comunque di entità contenuta.

3.03

Addetti all’attuazione al coordinamento del piano ed Incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio.

L’addetto al coordinamento del piano di emergenza è il Sig. Giuseppe Cuscito ed in caso di sua assenza la Sig. ra Maria Cassola o Laura Leoncini.

Gli incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi e lotta antincendio sono i seguenti:

CASSOLA

MARIA

CUSCITO

GIUSEPPE

PRANZINI

FABIO

N.B. Al punto 5 del documento sono descritti gli incarichi specifici ed indicati coloro a cui sono assegnati.

3.04

Rischi d’incendio legati all’attività svolta.

Le attività che si svolgono nella sede consistono nel restauro dei documenti, impiegatizia di ufficio e gestione della consultazione dei documenti. Gli addetti ai servizi generali hanno anche compiti di reperimento e ricollocazione dei documenti da consultare.

La pulizia dei locali viene effettuata da un'impresa esterna.

ORARIO DI LAVORO ED APERTURA AL PUBBLICO:

Lunedì

7-14

Martedì

7-18

Mercoledì

7-18

Giovedì

7-18

Venerdì

7-14

Sabato

Domenica

CHIUSO

CHIUSO

Per esigenze di servizio talvolta l'orario può subire variazioni.

Nella sede, non sono presenti lavorazioni che comportino rischi d'incendio particolari.

Il rischio principale è costituito dalla combustione del materiale cartaceo depositato nell’archivio storico, posto al piano secondo e terzo.

Un piccolo rischio d'incendio può essere costituito dalla modesta quantità di materiale infiammabile di alcuni arredi lignei e una piccola quantità di materiale usato per il restauro e le pulizie.

Questa tipologia di attività non presenta di per se elevate probabilità d’incendio se non da innesco elettrico dovuto a malfunzionamenti dell’impianto elettrico.

3.05

Rischi d’incendio legati alla presenza del personale e del pubblico.

I rischi da valutarsi, almeno nel caso di questo edificio, sono fondamentalmente quelli riconducibili alla velocità di esodo.

Parte riportata integralmente dal documento di valutazione rischi:

Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi……).

Il DPR 1995 n. 418 agli art. 4 e 5, prevede che il percorso di uscita debba vere in ogni punto larghezza non inferiore a 90 cm con capacità di deflusso di 60 persone.

Piano terzo

In questo piano ci sono due uscite che portano a due vani scala distinti, la prima alla scala di servizio, larghezza minima cm 96, utilizzata come scala di sicurezza e l’altra ad una scala in legno (lato duomo), avente una larghezza di 78 cm, che porta al piano secondo.

Le vie di fuga sono quindi 2 e costituiscono due moduli di uscita con una capacità di deflusso di 120 persone. Tenendo conto che le via di fuga sono abbastanza lunghe e una delle due non risponde pienamente al requisito di larghezza prevista e non è agevolmente percorribile è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 120 a 90 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7del D.M. 10/03/1998, nell’edificio è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano secondo

In questo piano ci sono tre uscite, quella lato Duomo con larghezza minima di 100 cm, quella di servizio con larghezza minima di 90 cm e quella centrale con una larghezza minima di 90 cm che portano a tre vani scala distinti. Le vie di fuga sono quindi 3 e costituiscono tre moduli di uscita con una capacità di deflusso di 180 persone. Tenendo conto che le via di fuga sono abbastanza lunghe è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 180 a 150 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7del D.M. 10/03/1998, nell’edificio è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano primo

In questo piano ci sono tre uscite che portano a tre vani scala distinti, la scala lato duomo, ha una larghezza minima di 90 cm, la scala di servizio di 90 cm e lo scalone di 180 cm. Le vie di fuga sono quindi 4 e costituiscono quattro moduli di uscita con una capacità di deflusso di 240 persone. Tenendo conto che due delle vie di fuga sono un po’ lunghe e che nei locali potrebbero trovarsi occasionalmente persone con ridotte capacità motorie è opportuno intervenire procedendo alla riduzione dell'affollamento massimo consentito da 240 a 210 persone al fine di ridurre i tempi di evacuazione.

Come previsto dal comma E, punto 3.7del D.M. 10/03/1998, nell’edificio è installato un sistema automatico di rilevazione ed allarme incendio, per ridurre ulteriormente i tempi di evacuazione.

Piano terra

Al terreno si trova l’ingresso principale che tramite un passaggio di oltre un modulo porta all’esterno (civico 35); vi sono nei locali anche 4 porte finestre che portano nel cortile e da qui attraverso il portone affiancato al principale ( civico 33) di oltre due moduli all’esterno. La capacità è quindi di 180 persone.

Considerazioni finali

Di fatto le vie di fuga sono rappresentate da 3 uscite (civico 35 1 modulo, civico 33 - 2 moduli, civico 29 – 1 modulo) per un totale di 4 moduli. Quindi la capacità massima totale dell’edificio è stimabile in 240 persone.

Una volta ultimati i lavori, con l’archivio a regime è ipotizzabile quanto segue:

Al piano 2° e 3° non ci saranno mai più di 4-5 unità per la ricerca e ricollocazione del materiale archivistico. Anche nel caso di presenza contemporanea di visita guidata (max. 30 unità) le presenze nel 2° e 3° piano non saranno comunque superiori alle 40 unità. Si fissa quindi un limite teorico di 25 unità per piano con un totale di 50 presenze in entrambi.

Per il terreno e primo piano le presenze saranno costituite normalmente da dipendenti ed utenti ma tenendo conto del possibile svolgimento contemporaneo di eventi culturali, come ad esempio conferenza al primo piano e mostra al terreno, si ipotizza una presenza massima di 90 persone per piano.

Riepilogo presenze

effettive

teoriche ammissibili

25

90

25

150

90

210

terreno

90

180

totale

230

Come si nota le presenze massime ipotizzabili sono sempre compatibili con il massimo ammissibile. Si ritiene comunque che l’affollamento di 230 persone sia solo un evento teorico in quanto ben difficilmente tutte le condizioni ipotizzate si potranno verificare effettivamente in contemporanea e normalmente l'edificio sarà frequentato da un numero di utenti ben più limitato.

In ogni caso le presenze per piano possono essere ammesse fino al massimo teorico purché il totale si mantenga inferiore alla capacità massima di 240 persone.

Il personale conosce i limiti di affollamento massimo dell’edificio e di piano ed agisce come segue:

POSSIBILI RISCHI

MISURE DI PREVENZIONE

Affollamento superiore massimo consentito.

Esposizione di avviso di capienza massima raggiunta. Il personale cura che il limite non venga superato.

Il rispetto delle direttive sull'affollamento, la conoscenza e l'applicazione del piano di emergenza e di quello di valutazione rischi, sono parte integrante degli adempimenti da osservare de parte di chiunque abbia in uso l’immobile.

Le direttive sull'affollamento massimo sono state comunicate al personale che dovrà rispettarle e farle rispettare da chiunque si trovi o abbia in uso l’immobile.

N.B. La parte precedente in corsivo, allo scopo di migliorare la conoscenza dei limiti di affollamento, è integralmente riportata dal documento di valutazione rischi.

Per ridurre ulteriormente la probabilità di danno alle persone in evacuazioni di emergenza sono state adottate misure come di seguito specificato:

3.06

Misure di prevenzione e protezione incendi adottate nel luogo di lavoro.

Per ridurre i rischi d’incendio è necessario operare come segue:

 

4

Procedure per la gestione delle emergenze.

4.01

Dettaglio delle procedure da attuare in caso di emergenza.

4.02

Piano attuativo dei comportamenti in caso di emergenza.

Indicati in ordine cronologico i compiti che le varie figure presenti nell’immobile devono svolgere, in caso di principio d’incendio o altro evento che richieda l’evacuazione dello stabile.

Dipendente/utente o chiunque noti un principio d’incendio.

Segnala immediatamente al personale e quindi al coordinatore ed incaricato di prevenzione incendi o suo sostituto l’evento.

Chiunque, dipendente o visitatore, se ne ha la capacità anche su propria iniziativa può attivarsi mediante l’utilizzo degli estintori per estinguere il principio d’incendio.

Il coordinatore delle operazioni di emergenza

Personalmente, o tramite, suo incaricato provvede all'utilizzo degli estintori e pone in atto le misure possibili da adottare per l’estinzione del principio d’incendio.

Impartisce le disposizioni e cura, anche tramite suo incaricato, che le uscite siano aperte ed i passaggi sgombri da ostacoli.

Avvisa ed impartisce disposizioni affinché il pubblico sfolli il più ordinatamente e rapidamente possibile cercando di evitare il verificarsi di episodi che possano ostacolare o rallentare l'esodo.

Come previsto dal Documento di Valutazione dei Rischi provvede personalmente o tramite la designazione di un suo incaricato, se opportuno richiedendo ausilio anche ai visitatori per l’aiuto necessario allo sfollamento di chiunque abbia problemi di motilità eventualmente presente nell'immobile.

Provvede, anche tramite suo incaricato, allo sgancio del sezionatore generale ENEL.

Si accerta, anche tramite collaboratori, che il locale sia stato abbandonato e che tutti (personale ed utenti) abbiano raggiunto il punto di raccolta (marciapiede esterno di Via dell’Oriolo di fronte alle uscite dell’Archivio). Provvede a presidiare, anche tramite suo incaricato, l’ingresso per impedire l’accesso a coloro che non sono coinvolti in operazioni di emergenza.

Se il principio d’incendio non è stato estinto subito ne valuta l’entità e la gravità ed avverte nell’ordine:

  1. Se necessario o quantomeno opportuno i Vigili del Fuoco tel. 115
  2. Il datore di lavoro, il Direttore della Direzione Cultura tel. ufficio: 055.2625969
  3. Se opportuno i mezzi di soccorso sanitari tel. 118, spiegando all'operatore se trattasi di intervento di tipo precauzionale o di urgenza.
  4. In caso di attentato pronto intervento Polizia e Carabinieri tel. 112 e 113

Qualora il principio d’incendio non sia in estinzione entro 5 minuti fa abbandonare l’immobile.

Utenti ed altri visitatori presenti nell'immobile

Qualora il personale dell'immobile segnali un pericolo tutti gli occupanti debbono evacuare l'immobile con ordine (evitando episodi e comportamenti che possano ostacolare) e rapidità seguendo la segnaletica di emergenza e le disposizioni impartite dal personale incaricato del coordinamento.

All’arrivo dei VV F

Il coordinatore dell’emergenza o l’incaricato della prevenzione incendi

Predispone ed indica le via di accesso ai VVF, fornisce la massima collaborazione per favorirne l’azione, mettendo a loro disposizione la documentazione e le planimetrie disponibili. Informa sulle operazioni già eseguite (come lo stacco ENEL e altri interventi eventualmente effettuati).

Indirizza i VVF verso il luogo dell’incendio, fornisce indicazioni sul tipo di materiale interessato alla combustione ed indica la disposizione dei mezzi antincendio già presenti sul luogo.

 

5

ASSEGNAZIONE INCARICHI E COMPITI DELLE VARIE FIGURE IN CASO DI EVACUAZIONE DI EMERGENZA.

Con il presente documento si provvede alla distribuzione ed assegnazione degli incarichi ed all’illustrazione dei compiti delle varie figure. La parte seguente del documento descrive tutti i compiti previsti.

In caso di assenza (per servizio, ferie o malattia) del personale incaricato sarà cura del coordinatore delle operazioni di emergenza riassegnare gli incarichi al personale effettivamente presente.

Sig. Giuseppe Cuscito e suoi collaboratori o sostituti in caso di assenza:

Sig. ra Maria Cassola - Sig. ra Laura Leoncini

In caso di assenza del titolare e dei sostituti il compito di coordinamento sarà assunto dall'addetto che per primo avrà conoscenza dell'evento.

COMPITI:

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza assumere il coordinamento delle operazioni di emergenza, elencate qui di seguito le principali:

Sig. Maria Cassola e suo collaboratore o sostituto in caso di assenza il Sig. Fabio Pranzini.

COMPITI:

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza diffondere verbalmente o con il tipo di mezzo più idoneo prontamente l’ordine di evacuazione impartito dal COORDINATORE DELLE OPERAZIONI Dl EMERGENZA a tutte le persone presenti nei locali oggetto del Piano di Emergenza. In caso di pericolo imminente l’ordine di evacuazione può essere emanato d’iniziativa senza attendere l’ordine del coordinatore suddetto.

Sig. Giuseppe Cuscito e suo collaboratore o sostituto in caso di assenza il Sig. Fabio Pranzini.

COMPITI:

Deve verificare quotidianamente che le vie di fuga siano sgombre da materiali, ostruzioni o qualsiasi altro impedimento al libero deflusso delle persone.

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza aprire tutte le porte e guidare con ordine tutti i presenti al punto di raccolta: marciapiede esterno di Via dell’Oriolo di fronte alle uscite dell’Archivio .

Dato che l'uscita dell'immobile è su di una strada deve accertarsi che le persone escano ordinatamente senza invadere la sede stradale e qualora necessario rallentare o fermare il traffico.

Sig. ra Laura Leoncini e suo collaboratore o sostituto in caso di assenza la Sig. ra Maria Cassola.

COMPITI:

Deve in caso di emergenza aiutare i disabili eventualmente presenti ad abbandonare i locali e raggiungere il punto di raccolta. Nello svolgimento di questa funzione, qualora lo reputi necessario, può richiedere aiuto anche a visitatori fisicamente idonei a questo compito.

Deve assistere chiunque possa essere in difficoltà ed accertarsi che nessuno sia rimasto nei locali.

In casi particolari si può anche prevedere un incaricato con competenze specifiche di ausilio a determinate persone in caso di emergenza.

Deve verificare una volta raggiunto il punto di raccolta che tutto il personale in servizio sia effettivamente presente ed abbia abbandonato la sede.

Sig. Marco Giannini e suo collaboratore o sostituto in caso di assenza la Sig. ra Anna Epifanio.

COMPITI:

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza telefonare prontamente per ottenere i soccorsi necessari a seconda della situazione di pericolo esistente ed avverte nell’ordine:

  1. Se necessario o quantomeno opportuno i Vigili del Fuoco tel. 115
  2. Il datore di lavoro, il Direttore della Direzione Cultura tel. ufficio: 055.2625969
  3. Se opportuno i mezzi di soccorso sanitari tel. 118, spiegando all'operatore se trattasi di intervento di tipo precauzionale o di urgenza.
  4. In caso di attentato pronto intervento Polizia e Carabinieri tel. 112 e 113

Dipendenti della Direzione Cultura incaricati del servizio di emergenza antincendio ed evacuazione presenti nella struttura:

1

Cassola

Maria

2

Cuscito

Giuseppe

3

Pranzini

Fabio

COMPITI:

Deve in caso di focolaio d’incendio intervenire prontamente usando gli estintori portatili presenti.

Deve, come definito dal DM 10/3/98 allegato 6.2 e stabilito dall’allegato 6.4, attuare la sorveglianza estintori presenti effettuando gli accertamenti come da norma UNI 9994:

• Estintore presente e segnalato da apposito cartello.

• Estintore chiaramente visibile ed utilizzabile immediatamente con l’accesso allo stesso libero da ostacoli.

• Estintore non manomesso, in particolare il dispositivo di sicurezza.

• Contrassegni distintivi esposti e ben leggibili.

• Indicatore di pressione all’interno del campo verde.

• Mancanza di anomalie.

• Mancanza di danni alle strutture di supporto ed alla maniglia.

• Cartellino di manutenzione presente e correttamente compilato.

La sorveglianza specificata deve essere effettuata con cadenza almeno mensile e confermata con visto sul registro dei controlli antincendio.

Dipendenti della Direzione Cultura incaricati del servizio di primo soccorso sanitario presenti nella struttura:

1

Cassola

Maria

2

Cuscito

Giuseppe

3

Pranzini

Fabio

COMPITI:

Deve al verificarsi di situazioni di emergenza portare le prime cure agli infortunati in attesa del personale medico. Deve curare che la cassetta di pronto soccorso sia ben visibile, opportunamente segnalata, contenente il materiale necessario ed in caso di necessità provvedere al ripristino del necessario.

COMPITI:

Deve:

Il Sig. Mirko Livi, tecnico della ditta HALSTEN che cura la manutenzione dell’ascensore, in data 26/11/04 ha tenuto un incontro per illustrare le manovre di emergenza (riportare l’asensore al piano, apertura delle porte e disattivazione alimentazione – il verbale con elenco e firma dei presenti è disponibile presso la segreteria della Direzione Cultura).

Segue elenco del personale presente all’incontro:

DOS SANTOS SILVEIRA

MAISE

FANCIULLI

MONICA

GIANNINI

MARCO

LEONCINI

LAURA

PATERNA

DONATA

QUESTA

MARTA

E' il coordinatore delle operazioni di emergenza o suo incaricato a seconda delle presenze di personale disponibile.

COMPITI:

Deve in caso di necessità disattivare la tensione elettrica; se opportuno dal quadro di zona se necessario dal sezionatore generale.

 

6

Formazione e informazione.

I dipendenti operanti nell'immobile debbono conoscere gli adempimenti previsti dal piano di emergenza e dovranno trasmettere ai colleghi della sede le informazioni e la formazione in loro possesso affinché ognuno sia informato in merito alle procedure di gestione delle emergenze.

I dipendenti incaricati dell’attuazione delle misure di prevenzione incendi sono stati formati con apposito corso organizzato dalla Direzione Organizzazione in collaborazione con i VVFF.

Gli addetti al primo soccorso sanitario hanno seguito un apposito corso BLS organizzato dalla Direzione Organizzazione in collaborazione con la ASL sul riconoscimento e trattamento di arresti respiratori e cardiaci.

I dipendenti che possono effettuare operazioni di emergenza sull’ascensore sono stati formati dal Sig. Mirko Livi, tecnico della ditta HALSTEN che cura la manutenzione dell’ascensore.

 

Seguono le sottoscrizioni:

IL DATORE DI LAVORO
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
I COORDINATORI DELL'EMERGENZA

Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 26-01-2005

 

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