
COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA
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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI |
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DLGS 626/94 Art. 4 |
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VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO |
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DM 10.3.98 Art. 2 |
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NORME DI SICUREZZA ANTINCENDIO PER EDIFICI DI INTERESSE STORICO DESTINATI A MUSEI |
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DM 20.5.98 N. 569 |
MUSEO BARDINI
Firenze, 22 Marzo 2005
Direzione Cultura
Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Sergio Goretti
Responsabile Prevenzione e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni
rev. MUBA_ML_SG_VR2005MAR22_02
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PARAGRAFO |
INDICE DEGLI ARGOMENTI |
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1 |
INTRODUZIONE. |
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2 |
DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE. |
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2.01 |
Generalità della sede, organigramma, figure responsabili. |
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2.02 |
Valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio. |
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2.03 |
Obbiettivo e scopo della valutazione. |
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2.04 |
Oggetto della valutazione e criteri. |
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2.05 |
Procedura metodologica. |
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3 |
IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE. |
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3 bis |
COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO |
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4 |
DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE. |
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5 |
Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. |
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5.01 |
Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti. |
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5.02 |
Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi. |
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5.03 |
Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi. |
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5.04 |
Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose. |
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5.05 |
Esposizione al rumore. |
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5.06 |
Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali. |
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5.07 |
Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale. |
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5.08 |
Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video). |
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5.09 |
Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro. |
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5.09 bis |
DIVIETO DI FUMO |
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5.10 |
Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro. |
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5.11 |
Rischio Mobbing |
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5.12 |
Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante. |
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5.13 |
Guida automezzi. |
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5.14 |
Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone. |
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5.15 |
Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono. |
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5.16 |
Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno. |
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5.17 |
Rischio Rapina. |
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5.18 |
Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici. |
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6 |
SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT. |
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7 |
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO. |
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8 |
VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO. |
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8.01 |
Rischi d’incendio connessi al tipo di attività. |
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8.02 |
Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati. |
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8.03 |
Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi. |
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8.04 |
Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento. |
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8.05 |
Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro. |
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8.06 |
Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi. |
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9 |
PROGRAMMA DI INTERVENTI. |
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10 |
DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. |
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11 |
RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI. |
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SOTTOSCRIZIONI |
N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti
riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi
sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo: http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
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1 |
INTRODUZIONE. |
Il presente documento è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura in collaborazione col Datore di Lavoro ed il Medico Competente. I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo.
Gli RLS sono informati dei contenuti dei documenti e ne hanno copia.
Questo documento di valutazione dei rischi annulla e sostituisce integralmente il precedente.
Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi della Direzione Cultura:
Dato che nelle sedi della Direzione Cultura generalmente non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di ufficio o espositiva, il rischio principale da valutarsi nelle sedi, legato all'affollamento dovuto alla presenza di pubblico, è quello legato alla rapidità di evacuazione in caso d'incendio o altro evento che lo richieda.
Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.
La conoscenza e la diffusione delle prescrizioni sui limiti di affollamento massimo ammissibile nelle varie sedi del Comune di Firenze è migliorabile, ed essendo questi limiti fondamentali per la prevenzione, si è ritenuto di riportare integralmente la parte del presente documento riguardante detti limiti anche nel piano di evacuazione di emergenza.
Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:
COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A:
I documenti di sicurezza (Documenti di Valutazione Rischi -- Piani di Emergenza e di Evacuazione) della Direzione Cultura sono consultabili al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
La Direzione ha anche provveduto alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del Servizio Centrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:
N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.
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2 |
DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE. |
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2.01 |
Generalità della sede, organigramma, figure responsabili. |
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Ragione sociale |
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COMUNE DI FIRENZE |
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Sede legale |
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P.zza della Signoria 1 - Firenze |
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Partita I.V.A. |
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01307110484 |
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Direzione |
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Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96) |
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Direttore-Datore di lavoro |
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DIREZIONE CULTURA Dr. Sergio Goretti |
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Medico Competente |
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Dr. Ugo Cappelli |
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Responsabile Prevenzione e Protezione |
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Dr. Mario Leoni |
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Sede Direzione |
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Via Ghibellina 30 |
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Servizio |
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Servizio Musei Comunali |
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Dirigente del servizio |
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D.ssa Chiaretta Silla |
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Sede del Servizio |
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Via Ghibellina 30 |
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Sede di lavoro |
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MUSEO STEFANO BARDINI |
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Indirizzo sede di lavoro |
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Piazza dei Mozzi 1 |
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Settore economico |
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Esposizione museale |
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Estensione sede |
Metri quadrati: mq. 4.400 (stima) Metri cubi: mc. 17.500 (stima) |
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A lato: |
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Immobile di rilevante pregio architettonico, in muratura, oggetto di vincolo da parte della Soprintendenza ai beni architettonici. Trattasi di edificio di interesse storico adibito a museo e così strutturato:
L’immobile è stato sottoposto a consistenti lavori di adeguamento e di manutenzione strutturale per l’ottenimento del CPI. Il di dettaglio e la tipologia dei lavori eseguiti sono disponibili presso il Servizio Tecnico Belle Arti il cui dirigente era il responsabile unico del procedimento.
Attualmente sono in corso lavori per l’accrescimento della capacità espositiva.
Il dettaglio e la tipologia dei lavori attuali è disponibile presso la Direzione dei Lavori, Arch. Giancarlo Lombardi, tramite la segreteria del Servizio Musei Comunali.
L’immobile è chiuso al pubblico. Al suo interno opera il personale delle Società incaricate dei lavori e quello di altri enti, con vari orari, come illustrato nelle tabelle seguenti:
Tab. A
| Ente | Nominativo | Qualifica e/o livello |
| Comune di Firenze | Agliata Mary | Esecutore Culturale B3 |
| Comune di Firenze | Conti Lapo | Esecutore Culturale B1 |
CON IL SEGUENTE ORARIO DI LAVORO:
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Lunedì-Venerdì |
8-14 e 11-17 alternandosi tra loro |
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Sabato |
8-14 entrambi presenti |
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Domenica |
Non presenti |
Per esigenze di servizio talvolta l'orario può subire variazioni.
Tab. B
| Ente | Nominativo | Qualifica e/o livello |
| Comune di Firenze | Nesi Antonella | Curatore di Musei Civici e Chiese - D3 |
CON IL SEGUENTE ORARIO DI LAVORO:
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Lunedì-Sabato |
8-14 |
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Domenica |
Non presente |
Per esigenze di servizio talvolta l'orario può subire variazioni.
Tab. C
| Ente | Nominativo | Qualifica e/o livello |
| Comune di Firenze | Bruna Tommasello | Collaboratore coordinato e continuativo |
CON IL SEGUENTE ORARIO DI LAVORO:
Dato il tipo di incarico non è fissata una maschera di orario ma questa unità di personale opera all’interno delle fasce orarie normalmente utilizzate dal personale diretto del Comune.Tab. D
| Ente | Nominativo | Qualifica e/o livello |
| Argo Soc. Coop a r.l. | ** | Guardia particolare giurata |
** Il nominativo della guardia particolare giurata varia a seconda delle esigenze di servizio del relativo datore di lavoro.
Compito della guardia particolare giurata è di coprire gli spazi giornalieri di assenza di altro personale comunale ed osserva IL SEGUENTE ORARIO DI LAVORO:
Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti diretti del Comune si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. E' attualmente in corso una ulteriore revisione degli assetti organizzativi (Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1).
Il personale presente è così normalmente allocato:
Nell’immagine a lato: la Sig.ra Agliata nei pressi dell’ingresso di Piazza dei Mozzi. |
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Incaricati del servizio di emergenza antincendio ed Incaricati del servizio di primo soccorso sanitario:
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Agliata |
Mery |
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Conti |
Lapo |
Il personale indicato ha seguito il corso BLS in collaborazione con la ASL
ed ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO.
Al riguardo del rischio incendio si veda il punto 8 del documento.
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2.02 |
Particolarità attuali della sede e valutazione dell’affluenza giornaliera e dell’affollamento medio. |
Come già esplicitato la sede è sottoposta da tempo ad adeguamenti strutturali e museali.
I lavori dureranno presumibilmente fino alla fine del 2005 per cui è possibile prevedere la riapertura al pubblico totale o anche solo parziale del museo nel 2006.
Attualmente in questa sede sono presenti stabilmente:
Solo nel momento di inizio e fine turno della guardia particolare giurata si può avere una compresenza massima di 5 persone.
Data la varietà delle operazioni e dei lavori che si svolgono nel museo
è possibile che siano presenti anche operatori e visitatori occasionali
non ben quantificabili ed identificabili.
Tali lavoratori o visitatori occasioni dovranno di volta in volta essere informati
sui rischi ambientali esaminati nel presente documento e sulle procedure di
esodo di emergenza.
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2.03 |
Obbiettivo e scopo della valutazione. |
L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori e degli eventuali visitatori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.
A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.
In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.
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2.04 |
Oggetto della valutazione e criteri. |
Si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro, al fine di evidenziare il rischio residuo.
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2.05 |
Procedura metodologica. |
Data la specificità dell'attività della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischio è stata effettuata esaminando i seguenti punti:
1 Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.
2 L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.
3 L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.
4 Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.
5 Esposizione al rumore.
6 L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.
7 Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.
8 L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).
9 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.
10 Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.
11 Rischio Mobbing.
12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.
13 Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.
Per la particolare natura delle nostre sedi di lavoro, frequentate da pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:
14 Minacce da parte di eventuali vandali nei confronti delle opere o delle persone.
15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.
16 Possibilità di rapine.
17 Rischi di attentati legati ad agenti chimico batteriologici.
Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:
Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:
In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.
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3 |
IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE. |
Attualmente dal personale vengono utilizzati solo queste attrezzature:
L'inventariazione di tutti i beni durevoli in disponibilità di ogni servizio è disponibile presso:
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3 bis |
COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO |
Come previsto dal DM 388/03 le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso.
Il complesso di pronto soccorso è normalmente situato nei locali d’ingresso ed in ogni caso a disposizione del personale di portineria.
Il contenuto minimo è basato anche sulle indicazioni dai medici competenti del Comune di Firenze ed è indicato sul contenitore medesimo.
Il contenuto minimo risulta il seguente:
Dato che i prodotti prescritti dall’elenco debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti al pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.
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4 |
DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE. |
Vista la particolare situazione operativa 2 dipendenti si occupano di sorveglianza e salvaguardia delle opere all'interno del museo. Si tratta di una sorveglianza di tipo conservativo dato che, nonostante la chiusura al pubblico, nel museo operano i dipendenti delle società incaricate dei lavori.
Dalle interviste effettuate al personale risulta che, a museo aperto, vi sia coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata al punto 2.01.
La Dssa. Nesi e Tommasello svolgono normalmente i loro incarichi (specificati nelle tabelle B e C punto 2.01 del documento) negli uffici ubicati al terzo piano.
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5 |
Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. |
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5.01 |
Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti. |
Il registro degli infortuni della direzione cultura registra un solo infortunio tra i dipendenti di questa sede negli ultimi 5 anni.
Si tratta di un evento occorso fuori dalla sede di lavoro; un incidente stradale accaduto ad un dipendente durante uno spostamento per servizio. L’incidente ha causato un’invalidità temporanea di media entità (20 gg).
Non si evidenzia quindi l’esistenza di alcuna tipologia di infortuni ciclici e ricorrenti.
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5.02 |
Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi. |
Le attività produttive in questa sede sono svolte solo dai dipendenti delle ditte incaricate.
Per il personale comunale l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.
I dipendenti comunali devono svolgere solo compiti di sorveglianza o quelli legati alle attività del loro ufficio e non devono essere coinvolti nelle attività delle ditte operanti, in particolare:
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5.03 |
Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi. |
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In questa sede di lavoro l'attività svolta dai dipendenti comunali non comporta l'utilizzo di macchinari. Salvo l’aspirapolvere per le piccole pulizie.
A lato: l’aspirapolvere |
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5.04 |
Rischio Chimico - Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose. |
In questa sede di lavoro l'attività svolta normalmente non comporta l'utilizzo di prodotti chimici.
Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.
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5.05 |
Esposizione al rumore. |
L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile. L’attività museale implica un ambiente non rumoroso e comunque l’immobile si trova in un’area centrale quasi esclusivamente pedonale.
Solo saltuariamente i lavori interni di adeguamento e ristrutturazione operati dalle società operatrici possono provocare rumorosità.
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5.06 |
Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali. |
Come già specificato nei compiti dei dipendenti è attualmente prevista la sola sorveglianza delle opere senza movimentazione. Può quindi verificarsi solo occasionalmente lo spostamento di piccoli oggetti o manufatti.
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5.07 |
Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale. |
In questa sede di lavoro l'attività svolta dal personale comunale non comporta lo svolgimento di compiti pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.
I dipendenti comunali, sia per quanto riguarda la sicurezza che il rischio d’incendio,
devono svolgere solo compiti di sorveglianza o quelli legati alle attività del loro ufficio e non devono essere coinvolti nelle attività delle ditte operanti, in particolare:
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5.08 |
Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video). |
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In questa sede non vi sono postazioni con videoterminali e di fatto neanche postazioni fisse dato che il personale ha solo compiti di sorveglianza. Si è comunque provveduto all’installazione di un’illuminazione adeguata.
A lato: un esempio di illuminazione al piano terreno. |
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5.09 |
Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro. |
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Il lavoro si svolge all'interno del Palazzo, in locali chiusi di grande cubatura, ad oggi non condizionati di conseguenza ci sono forti escursioni termiche ed in estate si raggiungono temperature piuttosto elevate. Con i lavori attuali si provvede anche all’installazione di un sistema di climatizzazione. A lato: un radiatore per la climatizzazione in fase di montaggio |
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I servizi igienici sono presenti nella sede sono i seguenti:
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terreno |
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tipologia |
Ubicazione |
gruppi servizi |
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handicap |
sala allarmi |
1 |
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normale |
sala allarmi |
2 |
|
normale |
sala accoglienza - Renai |
1 |
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1° piano |
||
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handicap |
nuova scala – S. Niccolò |
1 |
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ammezzato 1° - 2° |
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predisposto handicap |
saletta Bardini |
1 |
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2° piano |
||
|
handicap |
Galleria Corsi - S. Niccolò |
1 |
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3° piano |
||
|
handicap |
vicino uffici |
1 |
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5.09 bis |
DIVIETO DI FUMO |
Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 51 della L. 3/03, L. 584/75, Dir. D.P.C.M. del 14/12/95 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze
VIETA DI FUMARE
IN TUTTI I LOCALI APERETI O CHIUSI ACCESIBILI AL PUBBICO O MENO, BAGNI INCLUSI, CHE FACCIANO PARTE DELLA STRUTTURA
QUINDI NON E’ CONSENTITO FUMARE NELL’IMMOBILE MA SOLO ALL’ESTERNO
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Il divieto si applica sia ai dipendenti del comune, ai dipendenti di altre società ed ai visitatori ed è evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.
Attualmente nel Museo, dati i lavori, non è stato possibile sistemare la segnaletica definitiva nell’immagine un cartello provvisorio posto nell’ingresso |
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5.10 |
Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro. |
In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).
La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.
In questa sede di lavoro la superficie e le cubature (4.300 mq e 17.500 mc vedi punto 2.01) sono abbondantemente sufficienti per il massimo dei frequentatori ammissibili.
Al ricambio d'aria dell'ambiente si provvede:
A museo aperto - apertura delle finestre ogni mattina dalle 8 alle 9.
Attualmente- apertura delle finestre ogni qualvolta sia necessario compatibilmente ai tipi di lavoro in progresso.
Esame della geometria delle scale presenti nel Museo:
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DESCRIZIONE |
PEDATA |
ALZATA |
NOTE |
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Soffitto - scala archivio fotografico |
28 |
18 |
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Soffitto-terreno - Scala S. Niccolò - pietra serena |
32 |
17 |
|
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Secondo terreno-Scala Renai-Ufficio |
28 |
15 |
Geometria lievemente variabile |
|
Secondo-Scala deposito |
28 |
21 |
|
|
Secondo-Scala saletta Bardini |
28 |
21 |
Manca corrimano |
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Primo-Vecchia scala S. Niccolò |
29 |
19 |
Geometria lievemente variabile |
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Primo scaletta sala18-sala 20 |
29 |
18 |
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Primo Scalone |
30 |
16 |
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Tutte le scale sono dotate di corrimano, salvo quella indicata. Per l’adeguamento della scala senza corrimano è previsto un intervento (vedi il punto 9 del documento). Non tutte le gradinate hanno misure conformi a quanto normalmente indicato dai manuali professionali (pedata 28-30cm, alzata 17-18cm). Questo perché il palazzo è stato modificato in tempi e con motivazioni diverse. L'immobile è storico e sottoposto a vincoli artistici, non è quindi possibile intervenire con eccessive modifiche strutturali. Occorre quindi utilizzare prudenza ed attenzione percorrendo le scale. |
Sotto: scala renai-ufficio |
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Al riguardo delle superfici vetrate di spessore inadeguato, in ottemperanza al dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11 (… rischio che i lavoratori possano rimanere feriti in caso di rottura di dette superfici…), i vetri inadeguati debbono essere sostituiti i con quelli di sicurezza.
Come specifica il DPR 303/56 all’art. 7 appare chiaro che tutte le superfici vetrate fino all’altezza di un metro debbono necessariamente essere di sicurezza. La legge postula comunque che l’altezza minima di un metro può essere elevata quando ciò è necessario in relazione al rischio che i lavoratori rimangono feriti qualora esse vadano in frantumi.
Dato che esistono diversi precedenti di cadute di schegge di cui uno con infortunio si ritiene di individuare i due seguenti requisiti di pericolosità per le finestre:
Tutte le finestre le cui vetrate arrivino sino ad altezza inferiore al metro o rispondano ai quesiti di pericolosità indicati debbono essere rese di sicurezza qualora non lo siano già.
Dal sopralluogo ed informazioni avute dal personale sono state accertate alcune finestre del terreno e sembra che tutte le finestre del primo e del secondo necessitino di intervento (vedi punto 9 del documento).
Il ballatoio realizzato nella Chiostrina con relativa scala di accesso hanno dei corrimano di altezza inadeguata 76-80 cm. Il DPR 547/55 agli articoli 10, 16 e 27 richiede in corrispondenza anche di balconi, posti di lavoro o di passaggio l’esistenza di parapetti normali (1 metro).
E’ quindi necessario provvedere al rialzo fino ad un metro. A tal scopo è previsto un intervento (vedi punto 9 del documento).
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5.11 |
Rischio Mobbing |
Il mobbing normalmente è causato da azioni ostili e ripetute effettuate per un lungo periodo da una o più persone dirette sistematicamente contro un individuo.
I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.
Da colloqui effettuati con i dipendenti e frequenti visite negli ambienti di lavoro da parte del responsabile prevenzione e protezione in concerto col medico compente, del datore di lavoro e dai vari dirigenti non sono emersi ad oggi sintomi che possono far prevedere casi di mobbing.
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5.12 |
Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante. |
In questa sede di lavoro l'attività è svolta all’interno dell'immobile.
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5.13 |
Guida automezzi. |
Il personale di questa struttura normalmente non usa automezzi, ma qualora ciò dovesse avvenire utilizzerebbe normali autoveicoli di proprietà del Comune di Firenze.
Non sono quindi necessarie particolari cautele per la guida e le procedure da utilizzare sono le seguenti:
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5.14 |
Minacce da parte di vandali nei confronti delle cose o delle persone. |
Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.
In questo caso, a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare il pubblico ed il personale dal pericolo.
E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:
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5.15 |
Minaccia di bomba o di attentato terroristico via telefono. |
Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per il pubblico e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:
Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.
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5.16 |
Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno. |
Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.
Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:
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5.17 |
Rischio Rapina. |
In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Dato che il museo è chiuso al pubblico e non viene effettuato quindi rilascio di biglietti non viene effettuato alcun tipo di maneggio valori ed una rapina potrebbe essere effettuata solo a danno di valori propri di un dipendente. Il rischio rapina è quindi da ritenersi pressoché inesistente.
In questo caso occorre tenere un atteggiamento non molto dissimile da quello da tenersi in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:
Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.
113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.
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5.18 |
Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici. |
In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.
Data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.
Generalmente tali agenti si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).
L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.
Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.
In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:
Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.
PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.
Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.
Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.
In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo
cercare di coprirlo con panni o se di piccole dimensioni anche il cestino dei
rifiuti o altro.
Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.
Lavare le mani con acqua e sapone.
Informare le autorità sanitarie e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.
Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.
Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile
cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.
Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.
In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.
In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti
le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo
il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a
contatto col materiale si espanda.
Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano
che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.
Informare le autorità sanitarie e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.
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6 |
SORVEGLIANZA SANITARIA - UTILIZZATORI DI VDT. |
Il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti.
Il Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT. Queste vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT.
Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).
NOTA:
Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:
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7 |
SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO. |
La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.
Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.
Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:
In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.
Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.
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8 |
VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO. |
Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere biblioteche, archivi, musei……).
Il COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO DI FIRENZE in data 11/02/03 restituisce, in ottemperanza al DM 04/05/98, copia della dichiarazione di inizio attività presentata in data 20/11/02, volta all’ottenimento del CPI, quale atto di notorietà. Come previsto dalla normativa la stessa costituisce autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività ai fini antincendio.
La valutazione del rischio d’incendio ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.
In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti.
Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.
In questa sede, durante i lavori di adeguamento in corso, si è provveduto a:
A lato: una luce di emergenza accanto ad un allarme incendio. |
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A lato: un rilevatore di fumo nel sottotetto del terzo piano. |
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Sotto: un naspo al piano terreno. |
Sotto: un naspo al terzo piano. |
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A lato: il sezionatore all’esterno della cabina elettrica. |
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8.01 |
Rischi d’incendio connessi al tipo di attività. |
L'attività di esclusiva sorveglianza svolta dai dipendenti comunali non comporta rischi d'incendio. I rischi d'incendio attualmente sono legati alle attività delle società esecutrici dei lavori che operano con le precauzioni e modalità previste dalla legge.
I dipendenti comunali possono comunque avere parte attiva nella sorveglianza ambientale e qualora individuino rischi o focolai d'incendio informano tempestivamente gli addetti della società operatrice o se opportuno intervengono direttamente con estintori sui focolai.
I dipendenti comunali devono svolgere solo compiti di sorveglianza o quelli legati alle attività del loro ufficio e non devono essere coinvolti nelle attività delle ditte operanti, in particolare:
Di Fatto nella sede possono trovarsi 4 dipendenti e la guardia particolare giurata, come già esposto nell'organigramma, più un certo numero di dipendenti delle ditte esecutrici che dovranno comunque operare in sicurezza anche sotto l'aspetto dell'affollamento ammissibile.
Si ritiene che i rischi d’incendio, sia quelli indotti al tipo di attività dei dipendenti comunali che quelli indotti dalle attività delle ditte operatrici, siano contenuti.
Le ditte operatrici dovranno comunque adottare adeguate procedure antincendio e di emergenza.
L’ambiente è operativo con gli orari e le presenze descritti al punto 2.01
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8.02 |
Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati. |
Il rischio incendio dovuto a materiali immagazzinati e manipolati può sussistere per:
Materiali utilizzati per le pulizie, ripostigli con materiale cartaceo, arredi lignei o materiale comunque infiammabile.
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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Possibile presenza di sorgenti di innesco nei locali |
Evitare che nei locali vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, non manomettere e curare il buono stato dell’impianto elettrico. N.B. L'impianto è stato totalmente adeguato durante i lavori effettuati. |
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Innesco causato da sigarette |
Far osservare il divieto di fumare da tutti i dipendenti ed in futuro anche dal pubblico come previsto dalla relativa cartellonistica esposta nei locali. |
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Innesco dovuto a cestini dei rifiuti |
Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo. |
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8.03 |
Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi. |
L’attività come già sopra descritta comporta l'utilizzo di attrezzature solo da parte delle ditte operatrici che nell'uso dovranno attenersi al rispetto della normativa vigente.
In ottemperanza al DM 569/92 art. 5 primo comma non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.
Il quadro elettrico situato nell'atrio del portone S. Niccolò è dotato di sgancio generale. Dal generale è esclusa solo la FM degli impianti di pressione agli idranti, per cui esiste sezionatore separato.
L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.
Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:
La pulizia viene attualmente effettuata manualmente. Sono usati solo piccoli apparecchi elettrici (aspirapolvere) che non introducono consistenti rischi d'incendio.
Sono stati ultimati i lavori volti all'ottenimento del CPI effettuati per competenza sotto la supervisione del Servizio Tecnico Belle Arti che potrà a richiesta fornire dettagli sulla natura dei medesimi.
I lavori attualmente in corso sono volti a migliorie ed alla preparazione ed allestimento della struttura museale. La direzione dei lavori è dell’Arch. Giancarlo Lombardi.
Nel quadro di tali lavori è prevista l’installazione di impianto di climatizzazione. Attualmente è possibile che siano utilizzate stufe elettriche.
E’ quindi necessario valutare il possibile rischio. Le stufe eventualmente utilizzate sono del tipo elettrico a sabbia ed olio e presentano moderati rischi d’incendio o d’innesco soprattutto dovuti alla parte elettrica.
E' necessario che i dipendenti che eventualmente utilizzano le stufe le dispongano distanziate dal materiale infiammabile e controllino che siano spente al termine del turno di lavoro prima di lasciare l’immobile.
Durante i lavori già svolti l'immobile è stato dotato di serbatoi, pompe ed idranti antincendio.
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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Uso improprio delle stufe elettriche. |
Il personale non rimuove parti o pannelli di protezione soprattutto della parte elettrica degli apparecchi. Utilizza prese elettriche dotate di conduttore di terra e protette da differenziale e sezionatore generale. |
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Innesco dovuto a guasto delle stufe al di fuori dell'orario di lavoro. |
Il personale verifica che gli apparati siano spenti prima di lasciare l'ufficio al termine del turno di lavoro. |
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Innesco proveniente da malfunzionamento delle stufe. |
Disporre l’apparato distante da arredi lignei e dai libri (anche per ragione di conservazione dei medesimi), possibilmente vicino alle pareti ed alla presa elettrica per limitare lo sviluppo libero dei cavi elettrici e ridurre così il calpestio nonché il rischio d’inciampo e di caduta. |
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Incendio di parti di arredo o materiali cartacei. |
Evitare che in prossimità degli arredi o materiali cartecei vengano utilizzate possibili fonti di innesco quali stufe, fiamme libere od altro, curare il buono stato dell’impianto elettrico. Fare osservare il divieto di fumare come da relativa cartellonistica esposta. |
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8.04 |
Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento. |
Il museo fu donato alla città di Firenze da Stefano Bardini, fine conoscitore d'arte ed abile mercante di fama internazionale, che allestì la propria prestigiosa galleria antiquaria nel complesso architettonico di San Gregorio della Pace, trasformato in un imponente palazzo neo-rinascimentale. Altari, scale, portali, colonne e soffitti provenienti da chiese e palazzi furono utilizzati per realizzare ambienti dalla suggestiva atmosfera antica, che ancora oggi costituisce uno dei motivi di maggior fascino di questo museo.
La collezione contiene opere che vanno dall'epoca romana al settecento, tra le quali capolavori di pittura e scultura come la Carità di Tino di Camaino, la Madonna dei Cordai di Donatello, il San Michele Arcangelo di Antonio del Pollaiolo e numerose pregevoli opere di arti minori: ceramiche, medaglie, bronzetti, tappeti orientali, strumenti musicali, una piccola ma importante armeria. All'ultimo piano del palazzo sarà allestita la Galleria Corsi, donata al Comune nel 1937 da Fortunata Carobbi Corsi, costituita da circa 700 dipinti dal XIV al XIX secolo.
La struttura è prevalentemente in muratura e pietra vi sono solo alcuni rivestimenti e le travature dei soffitti in legno.
I rischi d'incendio dovuti a caratteristiche costruttive e materiali di rivestimento sono quindi bassi.
E' comunque opportuno usare le cautele già esposte nelle tabelle ai punti 7.02 e 7.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.
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8.05 |
Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro. |
L'ingresso attualmente utilizzato per l'immobile è su Piazza dei Mozzi al N. 1
Il Sottosuolo e usato solo in parte come magazzino e deposito. Vi sono allocate le centrali di pressione per gli idranti ed altri impianti.
Seminterrato di circa mq 150 utilizzato come locale espositivo.
Piano terreno di circa mq 1.100 usato in gran parte come locale espositivo ed in cui si trovavano i servizi ed i locali utilizzati come spogliatoi.
Primo piano di circa mq 900 locale espositivo, un piccolo ufficio e locali adibiti ad usi vari.
Piano ammezzato di circa mq 300.
Secondo piano di circa mq 800.
Terzo piano di circa mq 700 chiuso al pubblico in cui si trova l’ufficio delle D.sse Nesi e Tommasello ed un deposito.
Non vi sono quindi rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un eventuale esodo, che dovranno essere valutati.
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POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
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1 |
Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali. |
Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero. |
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2 |
Pavimento in cattivo stato di manutenzione. |
Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario. |
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3 |
Insufficiente illuminazione delle vie di uscita. |
Mantenimento dell'illuminazione delle vie d’uscita tramite illuminazione d’emergenza. |
Le luci di emergenza sono installate, dotate di centralina atta a rilevare e segnalare eventuali malfunzionamenti situata nel locale tecnico o sala guardie.
E' comunque opportuno usare le cautele già esposte nelle tabelle ai punti 8.02 e 8.03 nei confronti degli arredi e del materiale cartaceo.
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8.06 |
Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi. |
La valutazione dei rischi relativi all'affollamento attualmente ha solo un valore teorico dato che attualmente nell'immobile possono trovarsi al massimo 4 dipendenti e la guardia particolare giurata.
L'affollamento ammissibile nell'immobile viene comunque valutato in prospettiva della futura apertura al pubblico.
Al momento dal punto di vista della motilità dei presenti è da tener conto di quanto segue:
Passiamo quindi a valutare l'affluenza massima consentita nel complesso.
Per questa stima si segue il punto 3.5 del DM 10/03/98 che commisura l'affollamento massimo alle capacità di deflusso del sistema.
Esame degli affollamenti ammissibili ai vari piani del palazzo
Terzo piano
Si tratta di un ampio locale sottotetto chiuso al pubblico in cui si trova l’ufficio delle D.sse Nesi e Tommasello ed un deposito, la via di fuga è unica, la scala S. Niccolò, con dimensione minima di passaggio di 102 cm per un modulo. Applicando la normativa prevista dal DM 10.3.98 l'affollamento ammissibile sul piano risulterebbe di 50 persone, ma per ulteriore misura prudenziale si ritiene di limitare a 20 persone l'affollamento massimo ammissibile. La capacità teorica di 20 persone è inoltre ben superiore agli affollamenti prevedibili dato che nella soffitta ben difficilmente vi si potranno trovare più di 4-5 persone assieme, due dipendenti e 2-3 visitatori.
Piano secondo - Galleria Corsi
Locale che sarà utilizzato per l'allestimento della Galleria Corsi, ambiente ampio e ramificato, con accesso al deposito ad alla saletta Bardini.
Questo locale ha 2 vie di fuga:
Piano primo
Anche questo piano è costituito da un locale ampio e ramificato.
Vi si trovano 3 vie di fuga:
Il totale dei moduli di uscita disponibili risulta quindi 5. Applicando la normativa prevista dal DM 10.3.98 l'affollamento ammissibile sul piano risulta di 250 persone.
Piano terra
Le uscite utilizzate sono quelle su piazza dei Mozzi di 280 cm di luce di passaggio minima pari a 4 moduli, e quella su via dei Renai di 92 cm pari ad un modulo.
La capacità di deflusso e quindi pari a 250 persone.
Le capacità teoriche calcolate per i vari piani debbono quindi essere modulate in modo da non eccedere il valore di 250.
Capacità massima effettivamente ammissibile ai vari piani:
Soffita 20 unità
Secondo piano 76 unità
Primo piano 76 unità
Terreno 78 unità
Totale presenze 250 unità
Considerazioni finali
II dirigente del servizio ritiene che quando il museo sarà funzionante, per ragioni di opportunità e sorveglianza, consentirà la visita a non più di cento visitatori contemporanei .
Il limite di presenze fissato in 100 unità è di gran lunga inferiore a quello massimo ammissibile secondo la normativa risultando così un’ulteriore misura di riduzione dei rischi legati all'affollamento.
Il personale conosce i limiti di affollamento massimo dell’edificio e di piano ed agisce come segue:
|
POSSIBILI RISCHI |
MISURE DI PREVENZIONE |
|
Affollamento superiore massimo consentito. |
Esposizione di avviso di capienza massima raggiunta. Il personale cura che il limite non venga superato. |
Il rispetto delle direttive sull'affollamento, la conoscenza del documento
di valutazione rischi, sono parte integrante degli adempimenti da osservare
de parte di chiunque abbia in uso l’immobile.
Le direttive sull'affollamento massimo sono state comunicate al personale
che dovrà rispettarle e farle rispettare da chiunque si trovi o abbia
in uso l’immobile.
La presenza massima prevedibile di persone presenti (come già specificato massimo 100 unità) è abbondantemente inferiore al massimo ammissibile per cui rappresenta un fattore di rischio molto contenuto.
Soprattutto dopo la riapertura del museo all'interno potrebbero trovarsi persone disabili quindi, come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f, nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio" .
Altre misure sono riportate dal punto 8.31 (sempre del DM citato) che si riporta integralmente qui di seguito:
"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini. Qualora siano presenti lavoratori disabili, il piano di emergenza deve esser predisposto tenendo conto delle loro invalidità."
Nel caso di questa struttura nessuno dei lavoratori ha dichiarato di avere difficoltà di deambulazione o di emotività che potrebbero risultare problematiche in caso di emergenza, in ogni caso, secondo la normativa, è necessario nel piano di emergenza tener conto della possibile presenza di:
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9 |
PROGRAMMA DI INTERVENTI. |
Come previsto dal dlgs 626/94 si provvede a preparare un programma di interventi volto a migliorare nel tempo i livelli di sicurezza.
Gli obblighi relativi agli interventi strutturali e di manutenzione necessari per assicurare, ai sensi del dlgs 626/94 art. 4 comma 12, la sicurezza dei locali e degli edifici sono a carico dalle amministrazioni tenute alla loro fornitura. Il datore di lavoro ha richiesto, contestualmente al presente documento ed in forma scritta, l’adempimento dei predetti obblighi ai soggetti che ne hanno l’obbligo giuridico.
Nel caso della Museo Bardini gli interventi previsti sono i seguenti:
Intervento 1
Sistemare un corrimano per la scala della Saletta Bardini. Vedi punto 5.10.
Rischio da ridurre: rischio di caduta.
Normativa: DPR 547/55 art. 16 secondo comma.
Intervento 2
Rendere di sicurezza le superfici vetrate di altezza inferiore al metro o che rispondono ai requisiti di pericolosità indicati nel documento. Vedi punto 5.10.
Rischio da ridurre: ferite da caduta di schegge di vetro.
Normativa: dpr 303/56 art. 7 punto 6 ed al dpr 547/55 art. 14 punto 11.
Intervento 3
Elevamento ad un metro dei corrimano scale ballatoio della Chiostrina. Vedi punto 5.09.
Rischio da ridurre: rischio di caduta.
Normativa: DPR 547/55 agli articoli 10, 16 e 27.
Nota – Il soggetti competenti ad effettuare gli interventi relativi alla sicurezza dei locali hanno ricevuto copia del presente documento con l'informazione degli interventi previsti e lettera da parte del Direttore per la loro esecuzione. I soggetti stessi renderanno noti i tempi necessari e prevedibili per gli interventi.
Analisi della priorità degli interventi
Per ogni intervento previsto si ritiene di dare un ordine di priorità correlato al rischio ad esso relativo. A questo scopo si utilizza la segue la seguente metodologia:
P=Probabilità del verificarsi di un evento dannoso a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:
|
PROBABILITÀ di evento dannoso |
||
|
Valore |
Livello |
Definizione |
|
1 |
Improbabile |
|
|
2 |
Poco probabile |
|
|
3 |
Probabile |
|
|
4 |
Molto probabile |
|
D = Danno potenziale provocato dal rischio a cui si assegna un valore tra 1 e 4 con il seguente criterio:
|
entità degli effetti potenziali del DANNO |
||
|
Valore |
Livello |
Definizione |
|
1 |
Lieve |
|
|
2 |
Medio |
|
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3 |
Grave |
|
|
4 |
Gravissimo |
|
Gli interventi sono tutti a rivolti a ridurre l’entità di rischi, con la moltiplicazione dei due valori si ottiene un indice sintetico chiamato R = Rischio qualitativo che misura la priorità dell’intervento legato al rischio esaminato.
L’indice può quindi assumere un valore tra 1 e 16 ed un valore elevato indica una priorità maggiore.
Qualora gQli interventi siano volti ad attuare misure espressamente previste dalla normativa sono comunque da considerarsi a Priorità Elevata (PE), indipendentemente dal valore dell’indice, in quanto il rispetto della normativa è di per se una priorità.
TABELLA DI RISCHIO QUALITATIVO
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N. |
INTERVENTO |
RISCHIO |
PROBABILITA’ |
DANNO |
NORMATIVA |
INDICE DI RISCHIO |
|
1 |
Sistemare un corrimano per la scala della Saletta Bardini. |
caduta |
2 |
2 |
SI |
4 PE |
|
2 |
Rendere di sicurezza le superfici vetrate di altezza inferiore al metro o che rispondono ai requisiti di pericolosità indicati nel documento. |
Ferite da caduta di schegge di vetro |
3 |
3 |
SI |
9 PE |
|
3 |
Elevamento ad un metro dei corrimano scale ballatoio della Chiostrina |
Caduta nel vuoto |
2 |
3 |
SI |
6 PE |
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10 |
DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. |
|
Denominazione documento |
Visibilità |
|
Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. |
Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali |
|
Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1 |
Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali |
|
Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Nomina del medico competente |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Nomina degli addetti antincendio |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Nomina degli addetti al primo soccorso |
Segreteria Direzione Cultura |
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Registro infortuni |
Segreteria della Direzione Direzione Organizzazione |
|
Verbali riunioni periodiche |
Segreteria Direzione Cultura |
|
Elenco formazione addetti antincendio |
Direzione Organizzazione |
|
Elenco formazione addetti al primo soccorso |
Direzione Organizzazione |
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Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi |
Direzione Beni e Servizi Segreteria dei rispettivi Servizi |
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Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro |
Servizio Tecnico Belle Arti |
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Schede di informazione sull'uso dei VDT |
Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura |
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Cartelle sanitarie dei dipendenti |
Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 – Firenze |
|
Copia della dichiarazione di inizio attività presentata in data 20/11/03 volta all’ottenimento del CPI restituita dal COMANDO PROVINCIALE DEI VIGILI DEL FUOCO DI FIRENZE quale autorizzazione provvisoria all’esercizio dell’attività ai fini antincendio. |
Segreteria Direzione Cultura Segreteria del Servizio Musei Comunali |
11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.
Il documento illustra i riferimenti normativi ed alcune metodologie adottate nella preparazione dello stesso.
Illustra sinteticamente le particolarità della sede, l'organigramma ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio.
Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.
Questa sede di lavoro pur non avendo rilevanti rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 90 del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98 (Edifici pregevoli per arte o storia).
I rischi d’incendio per questa sede non provengono molto da fattori legati al tipo di attività propria, ma dalla coesistenza di dipendenti addetti alla sorveglianza delle opera con ditte operatrici all'interno ella stessa struttura.
Per ridurre questo tipo di rischi si utilizzano provvedimenti e misure come esplicato nei punti 8.02 e 8.03. Si sono anche attuate le misure di prevenzione previste al punto 8.5, ossia sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.
Attualmente Il numero massimo delle presenze è decisamente inferiore al numero massimo ammissibile, come lo sarà il numero dei visitatori alla riapertura fissato in 100.
Il rischio dovuto all'affollamento è quindi molto contenuto, vedi punto 8.06.
E’ da ritenersi che la struttura, adottando le misure di prevenzione previste nel presente documento ed in quello di evacuazione di emergenza, possa garantire un funzionamento in regime di sicurezza ai dipendenti ed ai futuri visitatori.
Seguono le sottoscrizioni:
IL DATORE DI LAVORO
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
I COORDINATORI DELL'EMERGENZA
Pagina a cura di Mario Leoni
Data di verifica/aggiornamento: 31-03-2005