COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA
| DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI | DLGS 626/94 Art. 4 | |
| VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO | DM 10.3.98 Art. 2 | |
ARCHIVIO DI DEPOSITO
Datore di lavoro - Il
Direttore della Direzione Cultura
Dr. Sergio Goretti
Responsabile Prevenzione
e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni
rev. ARDE_ML_SG_VR2004OTT01_01
| PARAGRAFO |
|
| 1 | INTRODUZIONE. |
| 2 | DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE. |
| 2.01 | Generalità della sede, organigramma, figure responsabili. |
| 2.02 | Valutazione dell’affollamento medio. |
| 2.03 | Obbiettivo e scopo della valutazione. |
| 2.04 | Oggetto della valutazione e criteri. |
| 2.05 | Procedura metodologica. |
| 3 | IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE. |
| 3 bis | COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO |
| 4 | DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE. |
| 5 | Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. |
| 5.01 | Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti. |
| 5.02 | Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi. |
| 5.03 | Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi. |
| 5.04 | Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose. |
| 5.05 | Esposizione al rumore. |
| 5.06 | Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali. |
| 5.07 | Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale. |
| 5.08 | Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video). |
| 5.09 | Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro. |
| 5.09 bis | DIVIETO DI FUMO |
| 5.10 | Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro. |
| 5.11 | Rischio Mobbing |
| 5.12 | Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante. |
| 5.13 | Guida automezzi. |
| 5.14 | Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone. |
| 5.15 | Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba via telefono. |
| 5.16 | Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno. |
| 5.17 | Rischio Rapina. |
| 5.18 | Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici. |
| 6 | SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT. |
| 7 | SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO. |
| 8 | VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO. |
| 8.01 | Rischi d’incendio connessi al tipo di attività. |
| 8.02 | Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati. |
| 8.03 | Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi. |
| 8.04 | Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento. |
| 8.05 | Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro. |
| 8.06 | Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi. |
| 9 | PROGRAMMA DI INTERVENTI. |
| 10 | DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. |
| 11 | RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI. |
| SOTTOSCRIZIONI |
N.B. - Nell'intento di migliorare la
diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa
Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune
di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
| 1. | INTRODUZIONE. |
Il presente documento è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura in collaborazione col Datore di Lavoro ed il Medico Competente. I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono informati dei contenuti dei documenti.
Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi:
In questa sede non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di deposito di materiali cartacei quindi il rischio principale da valutarsi è legato principalmente al rischio d’incendio ed alla rapidità di evacuazione in presenza di eventi che lo richiedano.
Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.
Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:
| 2 | DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE. |
| 2.01 | Generalità della sede, organigramma, figure responsabili. |
| Ragione sociale | COMUNE DI FIRENZE | ||
| Sede legale | P.zza della Signoria 1 - Firenze | ||
| Partita I.V.A. | 01307110484 | ||
| Direzione | Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96) | ||
| Direttore-Datore di lavoro | DIREZIONE CULTURA Dr. Sergio Goretti | ||
| Medico Competente | Dr. Ugo Cappelli | ||
| Responsabile Prevenzione e Protezione | Dr. Mario Leoni | ||
| Sede Direzione | Via Ghibellina 30 | ||
| Servizio e Dirigente
(Organizzazione del lavoro e gestione del personale) |
Servizio Attività Culturali - D.ssa Luana Bigi | ||
| Sede del Servizio | Via Ghibellina 30 | ||
| Sede di lavoro | Archivio di Deposito | ||
| Indirizzo sede di lavoro | Via Valdinievole 53/69 | ||
| Settore economico | Deposito di documenti Cartacei | ||
| Estensione sede
|
Metri quadrati complessivi: 2.300. Altezza 3.55 m salvo una piccola parte [Valori rilevati dalla relazione tecnica per la modifica ed adeguamento all’attività di archivio del 18/10/02 a cura del Dr. Ing. Marco Frittelli]. Cubatura risultante di circa 8.000 mc. | ||
![]() |
A
sinistra:
Immagine dell’interno del magazzino, si nota un estintore antincendio con relativo cartello di segnalazione, parte del materiale da sistemare e sul fondo uno schedario. |
||
Orario di utilizzo del magazzino: sarà al massimo quello previsto per l’archivio storico.
ORARIO DI LAVORO ED APERTURA AL PUBBLICO
DELL’ARCHIVIO STORICO:
| Lunedì | 7-14 |
| Martedì | 8-18 |
| Mercoledì | 7-18 |
| Giovedì | 7-18 |
| Venerdì | 7-14 |
| Sabato | 7-14 |
Personale che presumibilmente opererà nella sede
lo stesso dell’archivio storico compreso quello della Cooplat. Occasionalmente personale di altre Direzioni che hanno ivi depositati i loro archivi.
Personale attualmente in servizio all’archivio
storico.
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Cassola | Maria Carmela | Istr.Dir. Cult. | D3 |
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Cuscito | Giuseppe | Istr.Dir.Cult. | D3 |
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Epifanio | Anna | Esecutore Polivalente | B3 |
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|
Leoncini | Laura | Funz. Educ. Cult. | D5 |
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Pranzini | Fabio | Esecutore Polivalente | B4 |
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Giannini | Marco | Esecutore Polivalente | B3 |
Personale della Cooperativa Cooplat (Via
Menabrea 1 - 50136 Firenze)
| Bischi Sylva | Grazini Barbara | Fanciulli Monica |
| Paterna Donata | Questa Marta | Barbis Roberta |
| Saettone Riccardo |
Per i compiti riferiti alle qualifiche
dei dipendenti si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto:
CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL
31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.
Durante i periodi di utilizzo della sede sarà presente almeno una delle unità di personale che ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO, si veda il punto 8 del documento.
I nominativi dei dipendenti dell’archivio
storico e che hanno avuto la formazione antincendio per rischio medio e
primo soccorso sanitario sono i seguenti:
| CUSCITO | GIUSEPPE | ||
| PRANZINI | FABIO | ||
| 2.02 | Valutazione dell’affollamento medio. |
In questo magazzino non sono previste postazioni
di lavoro fisse ma solo operazioni di stoccaggio, ricerche, riordini e
prelievi. La numerosità del personale che periodicamente vi opererà
è quindi sufficientemente contenuta, come da indicazioni fornite
dal dirigente del servizio, ed in ogni caso sicuramente inferiore alle
10 unità.
| 2.03 | Obbiettivo e scopo della valutazione. |
L'obiettivo della valutazione e della programmazione
della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori,
è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con
le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione
globale delle condizioni di lavoro stesse.
A tal fine la valutazione attuale deve
essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché
le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di
ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico
e cognitivo.
In questo contesto sono da sottolineare
le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione
del lavoro.
| 2.04 | Oggetto della valutazione e criteri. |
Si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro.
In ultimo come obbiettivo del presente
documento si è cercato di evidenziare eventuali rischi residui al
fine di aumentare ulteriormente la sicurezza sul lavoro con l’applicazione
di misure/migliorie anche se non espressamente previste dalla normativa.
| 2.05 | Procedura metodologica. |
In tutte le sedi della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischi è effettuata esaminando un ampio spettro di aspetti dell’attività lavorativa, infatti cercando sda abbracciare tutte le casistiche possibili sono stati esaminati i seguenti punti:
| 3 | IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE. |
I pezzi archivistici verranno collocati
su scaffalature alte al massimo 250 cm e verranno utilizzate apposite scale
e carrelli per la collocazione ed il reperimento. Quindi l’operatore no
userà mai piattaforme di lavoro a quote superiori ai 2 metri.
| 3 bis | COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO |
Come previsto dal DPR 388/03 tutte le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso o pacchetto di medicazione in conformità alla normativa citata indipendentemente dal numero dei dipendenti, in quanto occorre tener presente anche del possibile accesso di visitatori.
Il complesso di pronto soccorso e normalmente situato nei locali d’ingresso ed in ogni caso ben visibile o adeguatamente segnalato e facilmente utilizzabile dal personale.
Il contenuto minimo è conforme a quanto stabilito dal decreto citato ed è stato integrato dai medici competenti del Comune di Firenze.
L’elenco dei prodotti previsti come contenuto minimo è esposto sul contenitore medesimo ed è il seguente:
| 4 | DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE. |
L'attività è tipicamente
quella di archivio, riordino e schedatura del materiale documentario. Dai
colloqui e dalle interviste effettuate al personale risulta una notevole
coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario
già citata.
Le pulizie saranno presumibilmente effettuate
da ditta esterna dotata di professionalità ed attrezzature adeguate.
| 5 | Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori. |
| 5.01 | Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti. |
Essendo la sede di nuovo utilizzo il registro
degli infortuni della direzione cultura ovviamente non registra alcun infortunio
negli ultimi 5 anni.
Neppure nella vecchia sede dell’archivio
storico si erano registrati infortuni negli ultimi 5 anni.
Non si evidenzia quindi l’esistenza di
alcuna tipologia di infortuni ciclici e ricorrenti.
| 5.02 | Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi. |
In questa sede di lavoro l'attività
svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.
| 5.03 | Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi. |
In questa sede di lavoro l'attività
svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.
| 5.04 | Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose. |
In questa sede di lavoro non vi è presenza di alcun tipo di agente chimico pericoloso come definito dall art. 72-ter comma b punti 1,2 e 3 del dlgs 626/94 e nessuna delle attività ne comporta l'utilizzo.
Considerato quanto sopra e come previsto
dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara
che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi
non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti
rischi.
| 5.05 | Esposizione al rumore. |
L’esposizione al rumore può definirsi
trascurabile in quanto l’attività è svolta in un ambiente
sotterraneo ben isolato dai rumori. L’immobile si trova a sua volta in
un’area periferica a scarsa densità di traffico.
| 5.06 | Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali. |
Data la tipologia e l'attività della sede esiste la necessità di provvedere alla movimentazione di materiale cartaceo ed interi falconi. Il personale opererà su apposite scale con piano di appoggio ad altezza inferiore ai 2 metri per raggiungere i piani superiori delle scaffalature.
Per ridurre i rischi così derivanti saranno adottate le seguenti misure:
| 5.07 | Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale. |
In questa sede di lavoro l'attività
svolta dal personale normalmente non comporta lo svolgimento di compiti
pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.
| 5.08 | Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video). |
In questa sede di lavoro data l'attività svolta l’illuminazione è quella adeguata per il tipo di ambiente.
Nella sede è presente una postazione
dotata di videoterminale per ricerche e catalogazioni. La postazione dispone
di sedia ergonomia ed è adeguatamente disposta sia come dimensione
del piano che illuminazione.
Il personale è informato sulla
corretta illuminazione e disposizione del video dal Medico Competente che
cura anche la sorveglianza sanitaria (vedi punto 6 del documento) ed ha
ricevuto una nota informativa, predisposta dal Servizio Prevenzione e Protezione
del Comune di Firenze, in cui è ben illustrata l'organizzazione
dei posti di lavoro dotati di VDT secondo il DM 2/10/00.
| 5.09 | Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro. |
| In questa struttura
si trovano 2 bagni in prossimità dell’ingresso lato nord ed uno
al lato sud.
Nell’immagine
a destra:
uno dei due bagni lato nord
|
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Dato che il locale è di nuovo utilizzo non sono note difficoltà di climatizzazione.
Nella relazione tecnica per la modifica
ed adeguamento all’attività di archivio del 18/10/02 a cura del
Dr. Ing. Marco Frittelli (già citata) sono descritte le metrature
delle superfici finestrate apribili manualmente ed automaticamente. Sono
installati anche apparati per la ventilazione forzata.
| Nell’immgine
sotto:
finestra con apertura automatica |
Nell’immgine
sotto:
apparecchio per la ventilazione automatica |
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![]() |
| 5.09 bis | DIVIETO DI FUMO |
Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 9 del DPR 303/56, all’art. 51 della L. 3/03 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze
VIETA DI FUMARE
IN TUTTO IL LOCALE, SPAZI DI APPOGGIO E BAGNI INCLUSI.
Il divieto si applica sia per i dipendenti che per eventuali visitatori ed è evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.
E’ CONSENTITO FUMARE SOLO ALL’ESTERNO DELLA STRUTTURA.
| 5.10 | Rischi connessi ai volumi, Ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro. |
In caso di uffici o aziende ove non vi
sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza
individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art.
6, comma 5).
La legge prevede un minimo di cubatura
(fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1,
punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per
lavoratore, Dpr 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di
lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.
In questa sede di lavoro la superficie coperta (circa 2.300 mq. Vedi punto 2.01) e la cubatura (circa 8.000 Mc. Vedi punto 2.01) sono ben sufficienti anche per il massimo dei frequentatori prevedibile.
Per l’aerazione dell’ambiente si veda il
punto 5.9 del presente documento e la relazione tecnica per la modifica
ed adeguamento all’attività di archivio del 18/10/02 a cura del
Dr. Ing. Marco Frittelli al punto 4.
| 5.11 | Rischio Mobbing |
Il mobbing normalmente è causato
da azioni ostili e ripetute effettuate per un lungo periodo da una o più
persone dirette sistematicamente contro un individuo.
I sintomi più evidenti sono stati
di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche
di varia intensità.
Da colloqui effettuati con i dipendenti,
attualmente operanti nell’archivio storico, e frequenti visite negli ambienti
di lavoro da parte del responsabile prevenzione e protezione in concerto
col medico compente, del datore di lavoro e dai vari dirigenti non sono
emersi ad oggi sintomi che possono far presumere casi di mobbing.
| 5.12 | Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante. |
In questa sede di lavoro l'attività
si svolge all’interno dell’immobile.
| 5.13 | Guida automezzi. |
E’ previsto che il personale di questa sede possa utilizzare automezzi per il trasporto di materiali, saranno utilizzati normali autoveicoli di proprietà del Comune di Firenze per cui non sono necessarie particolari cautele per la guida e l’utilizzo. Sarà quindi sufficiente:
| 5.14 | Minacce da parte di vandali nei confronti delle materiale immagazzinato delle persone. |
Anche se in questa sede di lavoro, ovviamente
non esiste alcun precedente, come in tutti gli ambienti con potenziale
accesso di pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente
o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente
e/o aggredire le persone presenti.
In questo caso, a seconda della pericolosità
delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale
dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo
da allontanare i presenti dal pericolo.
E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:
| 5.15 | Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba via telefono. |
Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per i presenti e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:
| 5.16 | Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno. |
Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente potenzialmente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.
Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:
| 5.17 | Rischio Rapina. |
In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Nel magazzino non verrà effettuato alcun tipo di maneggio valori ed una rapina potrebbe essere effettuata solo a danno di valori propri dei dipendenti o di possibili visitatori. Il rischio rapina è quindi da ritenersi pressoché inesistente. Si descrive comunque la procedura da adottare in questa eventualità.
Mantenere un atteggiamento non molto dissimile da quello previsto in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:
| 5.18 | Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici. |
In questa sede di lavoro non esiste alcun
precedente. E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento
di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.
Data la situazione internazionale che
ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici
o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente
improbabile, non è totalmente da escludersi.
Generalmente tali agenti si presentano
sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più
o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia
all'aglio (come le mostarde solforose).
L'antrace è un batterio che produce
spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.
Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.
In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:
PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.
Per lettera sospetta si intende generalmente
corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua
parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente
o indicazione manifestamente inesatta.
Pacco sospetto è semplicemente
un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce
il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
Rinvenimento di oggetto sospetto senza
fuoriuscita di materiale.
In questi casi non aprire la busta o il
pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o se
di piccole dimensioni anche il cestino dei rifiuti o altro.
Chiudere porte e finestre non far entrare
nessuno nel locale.
Lavare le mani con acqua e sapone.
Informare le autorità sanitarie
e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che
sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.
Rinvenimento di oggetto sospetto con
fuoriuscita di materiale.
Non cercare di pulire la polvere o
rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale
senza venirne in contatto.
Chiudere porte e finestre non far entrare
nessuno nel locale.
In caso di polveri lavare le mani con
acqua e sapone.
In caso di liquidi pulire con stracci,
cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute
a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non
strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.
Agire possibilmente con guanti protettivi
o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne
venga a contatto.
Informare le autorità sanitarie
e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che
sono venute a contatto con il materiale sospetto.
| 6 | SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT. |
In questa sede saranno utilizzati alcuni
videoterminali per la catalogazione dal personale dell’archivio storico
quindi, se necessario, già sottoposto a sorveglianza sanitaria.
Il datore di lavoro segue le direttive
del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di
entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti
tramite i medici competenti.
Il Servizio Prevenzione e Protezione del
Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione
sull'uso dei VDT. Queste vengono distribuite per la compilazione dal datore
di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con
VDT. Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione
del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede
ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso
dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono
ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).
NOTA:
Le cartelle sanitarie dei dipendenti
sono conservate nel seguente luogo:
| 7 | SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO. |
La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.
Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.
Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:
| 8 | VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO. |
Questa sede di lavoro è a RISCHIO
MEDIO in quanto compresa nel punto 43 (Depositi di carta … con quantitativi
superiori a 50 q.li.) e 88 (Locali adibiti a depositi … con superficie
lorda superiore a 1.000 mq.) del DM 16.02.82 come specificato al punto
9.3 del DM 10.03.98.
| Nell’immagine
sotto:
un estintore a CO2 ed uno carrellato nei pressi del quadro elettrico |
La valutazione ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio. |
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In questa sede
gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente
disposti.
Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale. |
8.01 Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.
L'attività è tipicamente
quella di archivio, riordino e schedatura del materiale documentario (come
già descritta al punto 4 del documento).
Le pulizie saranno presumibilmente effettuate
da ditta esterna dotata di professionalità ed attrezzature adeguate.
Ambiente sarà operativo con gli orari dell’archivio storico già specificati al punto 2.01
Non esistono:
Si ritiene che i rischi d’incendio legati
al tipo di attività siano estremamente contenuti.
| 8.02 | Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati. |
Il materiale cartaceo conservato è
combustibile ma di per se non presenta rischi d’incendio. Nei confronti
dei rischi possibili si agisce come nella tabella seguente:
| POSSIBILI RISCHI | MISURE DI PREVENZIONE |
| Possibile presenza di sorgenti di innesco nei magazzini | Evitare che nel magazzino vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, e curare il buono stato dell’impianto elettrico. |
| Prodotti infiammabili nei magazzini | Ridurre al minimo la quantità rispetto alle esigenze di utilizzo. Verifica dell’effettiva necessità di conservazione dei materiali ed in caso contrario provvedere allo smaltimento. |
| Innesco causato da sigarette | Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dal relativo cartello esposto nei locali. |
| Innesco dovuto a cestini dei rifiuti | Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo. |
| 8.03 | Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi. |
L’attività come più sopra
descritta non comporta l’uso di attrezzature, salvo le scale per il prelevamento/collocazione
materiali immagazzinati.
I ripiani e le scaffalature saranno in
metallo quindi non introdurranno rischi d’incendio.
Non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.
L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.
Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:
| 8.04 | Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento. |
Questa sede è ricavata su un unico
livello di superficie sotterranea, costituita in muratura e cemento e non
comprende nessuna struttura in materiale infiammabile quindi il rischio
d’incendio dovuto alle caratteristiche costruttive è irrilevante.
| 8.05 | Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro. |
Nel Deposito non si rilevano rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un’eventuale esodo, che dovranno quindi essere valutati.
| POSSIBILI RISCHI | MISURE DI PREVENZIONE | |
| 1 | Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali. | Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero. |
| 2 | Pavimento in cattivo stato di manutenzione con conseguente rischio d’inciampo. | Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario. |
| 3 | Presenza di materiali vari mal disposti che possono introdurre rischio d'inciampo. | Mantenimento della disposizione ordinata del materiale immagazzinato. |
| 4 | Insufficiente illuminazione delle vie di uscita. | Buona illuminazione delle vie d’uscita anche con illuminazione d’emergenza. |
| 8.06 | Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi. |
Il rischio dovuto all’affollamento in questo magazzino non è particolarmente accentuato in quanto le presenze massime previste sono 10 con una media di affollamento di 3.
Le uscite sono:
2 principali entrambe ben superiori ad un modulo.Il dm 10/3/98 prevede un affollamento ammissibile di 50 persone per ogni modulo disponibile, quindi i parametri relativi all’affollamento, con un massimo di 10 persone, sono ben al disotto di quanto consentito dalla normativa.
1 di sicurezza di circa un modulo.
| Nell’immagine
sotto:
l’uscita di emergenza |
Nell’immagine
sotto:
una delle 2 uscite principali vista dall’interno, si nota un estintore carrellato con cartello di segnalazione. |
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Le direttive sull'affollamento sono conosciute dal personale.
In questa sede di lavoro, dato che le barriere architettoniche sono estremamente ridotte all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio".
Altre misure sono riportate dal DM 10/3/98 punto 8.3.1 che si riporta integralmente qui di seguito:
"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini.
Nel caso di questa struttura, secondo la normativa, è quindi necessario prevedere l’eventualità della presenza di:
| 9 | PROGRAMMA DI INTERVENTI. |
Il dlgs 626/94 prevede un programma di
interventi volto a migliorare i livelli di sicurezza.
L’immobile è di nuova acquisizione
ed in buono stato. Interventi per migliorie, come la sistemazione dei bagni
ed altre rifiniture, saranno effettuati tra breve in contemporanea al montaggio
delle scaffalature. Allo stato attuale e fino all’utilizzo a regime del
deposito non è possibile prevedere alcun ulteriore intervento.
| 10 | DOCUMENTI DI RIFERIMENTO. |
| Denominazione documento | Visibilità |
| Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. | Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali |
| Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1 | Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali |
| Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del documento di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza | Segreteria Direzione Cultura |
| Nomina del medico competente | Segreteria Direzione Cultura |
| Nomina degli addetti antincendio | Segreteria Direzione Cultura |
| Nomina degli addetti al primo soccorso | Segreteria Direzione Cultura |
| Registro infortuni | Segreteria della
Direzione
Direzione Organizzazione |
| Verbali riunioni periodiche | Segreteria Direzione Cultura |
| Elenco formazione addetti antincendio | Direzione Organizzazione |
| Elenco formazione addetti al primo soccorso | Direzione Organizzazione |
| Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi | Direzione Beni
e Servizi
Segreteria dei rispettivi Servizi |
| Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro | Sede dell’Archivio Storico – Via Ghibellina 33 |
| Schede di informazione sull'uso dei VDT | Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura |
| Relazione tecnica del Dott. Ing. Marco Frittelli (modifica ed adeguamento all’attività di archivio) | Segreteria Direzione Cultura |
| Cartelle sanitarie dei dipendenti | Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 - Firenze |
11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.
Il documento illustra i riferimenti normativi
ed alcune metodologie adottate nella preparazione dello stesso.
Vengono illustrate sinteticamente le particolarità
della sede, coloro che la utilizzeranno ed i nominativi degli incaricati
dei servizi di emergenza ed antincendio tra i potenziali utilizzatori.
Descrive i criteri di valutazione e le
procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute
dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi
d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.
Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 43 (Depositi di carta … con quantitativi superiori a 50 q.li.) e 88 (Locali adibiti a depositi … con superficie lorda superiore a 1.000 mq.) del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98.
I rischi d’incendio per questa sede non
provengono molto da fattori legati al tipo di attività svolte, ma
fondamentalmente solo da materiali contenuti o da eventuali malfunzionamenti
dell’impianto elettrico.
Per questo tipo di rischi è stato
possibile prendere provvedimenti e misure come esplicato nei punti 8.02
e 8.03, si è anche attuato le misure di prevenzione previste al
punto 8.5, sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione
sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.
Dato che il personale previsto è al massimo di 10 unità è molto contenuto il rischio dovuto all'affollamento, punto 8.06.
E’ da ritenersi quindi che il magazzino,
con le misure di prevenzione e con le modalità previste, possa operare
in regime di sicurezza.
Seguono le sottoscrizioni del:
IL DATORE DI LAVORO
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
IL PREPOSTO