COMUNE DI FIRENZE
DIREZIONE CULTURA



 
DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI PER LA SICUREZZA E LA SALUTE DEI LAVORATORI   DLGS 626/94 Art. 4
     
VALUTAZIONE DEI RISCHI D’INCENDIO   DM 10.3.98 Art. 2
     

ARCHIVIO DI DEPOSITO

Firenze, 1 Ottobre 2004

Datore di lavoro - Il Direttore della Direzione Cultura
Dr. Sergio Goretti

Responsabile Prevenzione e Protezione
della Direzione Cultura
Dr. Mario Leoni

rev. ARDE_ML_SG_VR2004OTT01_01
 
 
PARAGRAFO 
INDICE DEGLI ARGOMENTI
   
1 INTRODUZIONE.
   
2 DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.
2.01 Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.
2.02 Valutazione dell’affollamento medio.
2.03 Obbiettivo e scopo della valutazione.
2.04 Oggetto della valutazione e criteri.
2.05 Procedura metodologica.
   
3 IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.
3 bis COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO
   
4 DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.
   
5 Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
5.01 Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.
5.02 Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.
5.03 Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.
5.04 Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.
5.05 Esposizione al rumore.
5.06 Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.
5.07 Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.
5.08 Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).
5.09 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.
5.09 bis DIVIETO DI FUMO
5.10 Rischi connessi ai volumi, ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.
5.11 Rischio Mobbing
5.12 Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.
5.13 Guida automezzi.
5.14 Minacce da parte di vandali nei confronti delle opere o delle persone.
5.15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba via telefono.
5.16 Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.
5.17 Rischio Rapina.
5.18 Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.
   
6 SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT.
   
7 SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.
   
8 VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.
8.01 Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.
8.02 Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.
8.03 Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.
8.04 Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.
8.05 Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.
8.06 Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.
   
9 PROGRAMMA DI INTERVENTI.
   
10 DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.
   
11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.
   
  SOTTOSCRIZIONI

N.B. - Nell'intento di migliorare la diffusione e la conoscenza dei documenti riguardanti la sicurezza questa Direzione cura la pubblicazione dei medesimi sulla rete civica del Comune di Firenze al seguente indirizzo:
http://www.comune.firenze.it/servizi_pubblici/cultura/sedi.htm
 
 
 
 
 1. INTRODUZIONE.

Il presente documento è realizzato dal Responsabile del Servizio Prevenzione e protezione della Direzione Cultura in collaborazione col Datore di Lavoro ed il Medico Competente. I lavoratori sono stati coinvolti con interviste e contatti verbali nelle fasi di sopralluogo. Gli RLS sono informati dei contenuti dei documenti.

Si ritiene opportuno illustrare i principali riferimenti normativi osservati e la metodologia seguita nella predisposizione dei documenti di valutazione delle varie sedi:

Dato che l’affollamento massimo previsto è inferiore alle 10 unità, vedi punto 2.2 del documento, non si procede alla preparazione del documento di evacuazione di emergenza.

In questa sede non ci sono cicli produttivi, macchinari di utilizzo particolarmente rischioso, utilizzo di sostanze chimiche pericolose ma vi si svolge solo attività di deposito di materiali cartacei quindi il rischio principale da valutarsi è legato principalmente al rischio d’incendio ed alla rapidità di evacuazione in presenza di eventi che lo richiedano.

Per questa ragione e per il dettato del DM 10.3.98 è necessario dedicare una parte specifica del Documento alla Valutazione dei rischi d'incendio. La valutazione di tale rischio è stata evidenziata anche nel titolo.

Nella valutazione, inoltre si è tenuto conto:

COME PREVISTO DAL DM 10.3.98 all. 8.2 lettera c, PER ASSICURARE L’ADEGUATA DIFFUSIONE DEI DOCUMENTI LA DIREZIONE PROVVEDE A: La Direzione ha anche provveduto alla distribuzione a tutti i lavoratori di un opuscolo informativo a cura del ServizioCentrale di prevenzione e Protezione del Comune di Firenze dal titolo "Guida pratica al dlgs 626/94" con aggiunti i seguenti allegati:
  1. Elenco degli addetti alla gestione emergenza incendi.
  2. Elenco degli addetti al pronto soccorso.
  3. Lista dei dati essenziali del sistema aziendale, datore di lavoro, responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione della Direzione, medico competente e l'elenco dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
N.B. la lista dei dati essenziali è pubblicata anche sulla rete civica del Comune di Firenze all’indirizzo sopra indicato.
 
DESCRIZIONE SEDE E PROCEDURE.
2.01 Generalità della sede, organigramma, figure responsabili.
Ragione sociale   COMUNE DI FIRENZE
     
Sede legale   P.zza della Signoria 1 - Firenze 
     
Partita I.V.A.   01307110484
     
Direzione   Direzione Cultura (Direzione produttiva come da regolamento di organizzazione n . 3230/251 del 2.10.96)
     
Direttore-Datore di lavoro   DIREZIONE CULTURA Dr. Sergio Goretti 
     
Medico Competente   Dr. Ugo Cappelli
     
Responsabile Prevenzione e Protezione   Dr. Mario Leoni
     
Sede Direzione   Via Ghibellina 30
Servizio e Dirigente 
(Organizzazione del lavoro e gestione del personale)
  Servizio Attività Culturali - D.ssa Luana Bigi
     
Sede del Servizio   Via Ghibellina 30
     
Sede di lavoro   Archivio di Deposito
Indirizzo sede di lavoro   Via Valdinievole 53/69 
     
Settore economico   Deposito di documenti Cartacei
     
Estensione sede
 
 

 

  Metri quadrati complessivi: 2.300. Altezza 3.55 m salvo una piccola parte [Valori rilevati dalla relazione tecnica per la modifica ed adeguamento all’attività di archivio del 18/10/02 a cura del Dr. Ing. Marco Frittelli]. Cubatura risultante di circa 8.000 mc.
A sinistra: 

Immagine dell’interno del magazzino, si nota un estintore antincendio con relativo cartello di segnalazione, parte del materiale da sistemare e sul fondo uno schedario.

Orario di utilizzo del magazzino: sarà al massimo quello previsto per l’archivio storico.

ORARIO DI LAVORO ED APERTURA AL PUBBLICO DELL’ARCHIVIO STORICO:
 
Lunedì 7-14
Martedì 8-18
Mercoledì 7-18
Giovedì 7-18
Venerdì 7-14
Sabato 7-14

Personale che presumibilmente opererà nella sede

lo stesso dell’archivio storico compreso quello della Cooplat. Occasionalmente personale di altre Direzioni che hanno ivi depositati i loro archivi.

Personale attualmente in servizio all’archivio storico.
 
1
Cassola Maria Carmela Istr.Dir. Cult. D3
2
Cuscito Giuseppe Istr.Dir.Cult. D3
3
Epifanio Anna Esecutore Polivalente B3
4
Leoncini Laura Funz. Educ. Cult. D5
5
Pranzini Fabio Esecutore Polivalente B4
6
Giannini  Marco Esecutore Polivalente B3

Personale della Cooperativa Cooplat (Via Menabrea 1 - 50136 Firenze)
 
Bischi Sylva Grazini Barbara Fanciulli Monica
Paterna Donata Questa Marta Barbis Roberta
Saettone Riccardo    

Per i compiti riferiti alle qualifiche dei dipendenti si veda la deliberazione 812/997 del 4.7.00 con oggetto: CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 - APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI.
 
 
 

Durante i periodi di utilizzo della sede sarà presente almeno una delle unità di personale che ha avuto la formazione antincendio per RISCHIO MEDIO, si veda il punto 8 del documento.

I nominativi dei dipendenti dell’archivio storico e che hanno avuto la formazione antincendio per rischio medio e primo soccorso sanitario sono i seguenti:
 
CUSCITO GIUSEPPE
PRANZINI FABIO

 
 
2.02  Valutazione dell’affollamento medio.

In questo magazzino non sono previste postazioni di lavoro fisse ma solo operazioni di stoccaggio, ricerche, riordini e prelievi. La numerosità del personale che periodicamente vi opererà è quindi sufficientemente contenuta, come da indicazioni fornite dal dirigente del servizio, ed in ogni caso sicuramente inferiore alle 10 unità.
 
 
 
2.03  Obbiettivo e scopo della valutazione.

L'obiettivo della valutazione e della programmazione della sicurezza, al fine di tutelare l’incolumità dei lavoratori, è quello di integrare le necessità tecnico lavorative con le condizioni organizzative dell'ambiente di lavoro, raggiungendo l'ottimizzazione globale delle condizioni di lavoro stesse.
A tal fine la valutazione attuale deve essere considerata in continuo progresso ed aggiornamento poiché le condizioni ad oggi definite possono e devono essere suscettibili di ulteriori approfondimenti in relazione all'adeguamento normativo, tecnologico e cognitivo.
In questo contesto sono da sottolineare le ricadute positive sulla funzionalità ed alla migliore organizzazione del lavoro.
 
 
 
2.04  Oggetto della valutazione e criteri.

Si è proceduto svolgendo prima un’analisi della sede di lavoro, integrando lo studio dell’attività con i rapporti tra uomo ed ambiente, provvedendo alla valutazione dei rischi oggettivi specifici e di quelli ambientali, poi alla verifica preliminare delle condizioni di sicurezza sino ad oggi rispettate, condizioni normate dalla legislazione preesistente in materia di sicurezza del lavoro.

In ultimo come obbiettivo del presente documento si è cercato di evidenziare eventuali rischi residui al fine di aumentare ulteriormente la sicurezza sul lavoro con l’applicazione di misure/migliorie anche se non espressamente previste dalla normativa.
 
 
 
 
 2.05 Procedura metodologica.

In tutte le sedi della Direzione Cultura la procedura metodologica di valutazione dei rischi è effettuata esaminando un ampio spettro di aspetti dell’attività lavorativa, infatti cercando sda abbracciare tutte le casistiche possibili sono stati esaminati i seguenti punti:

  1. Rischi connessi ad infortuni tipici o ricorrenti tramite l’esame dei dati sul registro degli infortuni.
  2. L'esistenza e la tipologia dei cicli produttivi.
  3. L'utilizzo o meno di macchinari particolarmente rischiosi.
  4. La presenza e/o l'utilizzo o meno di sostanze pericolose.
  5. Esposizione al rumore.
  6. L'entità e la pericolosità relativa alla movimentazione di materiali.
  7. Lo svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.
  8. L'adeguata illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).
  9. Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.
  10. Volumi, ricambio d'aria, ed ergonomia nei luoghi di lavoro.
  11. Rischio Mobbing.
  12. Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali e piante.
  13. Guida automezzi per trasporto, consegna e ritiro materiali.
Nonostante la particolarità di questa sede di lavoro, ambiente comunque pubblico, sono possibili anche i seguenti eventi:
  1. Minacce da parte di eventuali vandali nei confronti dei materiali immagazzinati o delle persone.
  2. Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba.
  3. Possibilità di rapine.
  4. Rischi legati ad agenti chimico batteriologici.
Si è poi passati alla verifica dell'attuazione delle misure generali di prevenzione antincendio di cui all'art. 3 del D.Leg.vo 10.03.98 ponendo particolare attenzione a:
  1. ridurre la probabilità di insorgenza di un incendio.
  2. verificare le vie e le uscite di emergenza previste dall'art. 13 del DPR 27 aprile 1955, n. 547.
  3. verificare le misure per una rapida segnalazione dell'incendio al fine di garantire l'attivazione dei sistemi di allarme e delle procedure di intervento.
  4. assicurare l'estinzione di un eventuale principio d’incendio.
  5. garantire l'efficienza e l’efficacia dei sistemi di protezione antincendio.
  6. fornire ai lavoratori una adeguata informazione e formazione sui rischi di incendio.
Per la valutazione dei rischio d’incendio si è provveduto ad esaminare:
  1. il tipo di attività;
  2. i materiali immagazzinati e manipolati;
  3. le attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi;
  4. le caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento;
  5. le dimensioni e dell'articolazione del luogo di lavoro;
  6. il numero di persone presenti, siano esse lavoratori dipendenti o meno, e della loro prontezza ad allontanarsi in caso di emergenza.
In tal modo sono stati presi in esame i rischi prevedibili e oggettivamente presenti connessi all'attività lavorativa, quelli derivanti dal corretto e normale uso degli apparecchi e degli impianti, quelli prevedibili per le condizioni d'eccezione e quelli dovuti a malfunzionamento o guasto.
 
 
 
IMPIANTI MACCHINE ED ATTREZZATURE UTILIZZATE.

I pezzi archivistici verranno collocati su scaffalature alte al massimo 250 cm e verranno utilizzate apposite scale e carrelli per la collocazione ed il reperimento. Quindi l’operatore no userà mai piattaforme di lavoro a quote superiori ai 2 metri.
 
 
 
3 bis  COMPLESSO DI PRONTO SOCCORSO

Come previsto dal DPR 388/03 tutte le sedi della Direzione Cultura sono dotate di complesso di pronto soccorso o pacchetto di medicazione in conformità alla normativa citata indipendentemente dal numero dei dipendenti, in quanto occorre tener presente anche del possibile accesso di visitatori.

Il complesso di pronto soccorso e normalmente situato nei locali d’ingresso ed in ogni caso ben visibile o adeguatamente segnalato e facilmente utilizzabile dal personale.

Il contenuto minimo è conforme a quanto stabilito dal decreto citato ed è stato integrato dai medici competenti del Comune di Firenze.

L’elenco dei prodotti previsti come contenuto minimo è esposto sul contenitore medesimo ed è il seguente:

Dato che i prodotti sanitari debbono essere sempre disponibili chiunque prelievi materiali dalla cassetta dovrà darne notizia agli addetti di pronto soccorso per provvedere al riacquisto del materiale mancante.
 
 
 
DESCRIZIONE DELL'ATTIVITA' LAVORATIVA E VERIFICA DELLE MANSIONI EFFETTIVE.

L'attività è tipicamente quella di archivio, riordino e schedatura del materiale documentario. Dai colloqui e dalle interviste effettuate al personale risulta una notevole coerenza tra le mansioni effettive e quelle previste dalla delibera/mansionario già citata.
Le pulizie saranno presumibilmente effettuate da ditta esterna dotata di professionalità ed attrezzature adeguate.
 
 
 
Rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori.
5.01  Rischi dovuti ad infortuni ciclici o ricorrenti.

Essendo la sede di nuovo utilizzo il registro degli infortuni della direzione cultura ovviamente non registra alcun infortunio negli ultimi 5 anni.
Neppure nella vecchia sede dell’archivio storico si erano registrati infortuni negli ultimi 5 anni.
Non si evidenzia quindi l’esistenza di alcuna tipologia di infortuni ciclici e ricorrenti.
 
 
 
5.02  Rischi connessi all’esistenza e tipologia di cicli produttivi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'esistenza di cicli produttivi.
 
 
 
5.03  Rischi connessi all’uso di macchinari particolarmente rischiosi.

In questa sede di lavoro l'attività svolta non comporta l'utilizzo di macchinari particolarmente rischiosi.
 
 
 
5.04  Rischi connessi alla presenza e/o l’utilizzo di sostanze pericolose.

In questa sede di lavoro non vi è presenza di alcun tipo di agente chimico pericoloso come definito dall art. 72-ter comma b punti 1,2 e 3 del dlgs 626/94 e nessuna delle attività ne comporta l'utilizzo.

Considerato quanto sopra e come previsto dall’art. 72-quarter punto 5 del dlgs 626/94 il datore di lavoro dichiara che la natura e l’entità dei rischi connessi ad agenti chimici pericolosi non rende necessaria una valutazione maggiormente dettagliata di detti rischi.
 
 
 
5.05  Esposizione al rumore.

L’esposizione al rumore può definirsi trascurabile in quanto l’attività è svolta in un ambiente sotterraneo ben isolato dai rumori. L’immobile si trova a sua volta in un’area periferica a scarsa densità di traffico.
 
 
 
5.06  Entità e pericolosità relativa alla movimentazione dei materiali.

Data la tipologia e l'attività della sede esiste la necessità di provvedere alla movimentazione di materiale cartaceo ed interi falconi. Il personale opererà su apposite scale con piano di appoggio ad altezza inferiore ai 2 metri per raggiungere i piani superiori delle scaffalature.

Per ridurre i rischi così derivanti saranno adottate le seguenti misure:

Per quanto possibile il personale opererà in coppia dato che normalmente nel deposito non è prevista presenza continua di personale.
 
 
 
5.07  Svolgimento di compiti particolarmente pericolosi da parte di unità di personale.

In questa sede di lavoro l'attività svolta dal personale normalmente non comporta lo svolgimento di compiti pericolosi da parte di alcuna delle unità presenti.
 
 
 
5.08 Illuminazione e sistemazione delle postazioni di lavoro (siano esse dotate o no di terminali video).

In questa sede di lavoro data l'attività svolta l’illuminazione è quella adeguata per il tipo di ambiente.

Nella sede è presente una postazione dotata di videoterminale per ricerche e catalogazioni. La postazione dispone di sedia ergonomia ed è adeguatamente disposta sia come dimensione del piano che illuminazione.
Il personale è informato sulla corretta illuminazione e disposizione del video dal Medico Competente che cura anche la sorveglianza sanitaria (vedi punto 6 del documento) ed ha ricevuto una nota informativa, predisposta dal Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, in cui è ben illustrata l'organizzazione dei posti di lavoro dotati di VDT secondo il DM 2/10/00.
 
 
 
5.09 Clima, climatizzazione, igiene e salubrità dei luoghi di lavoro.
In questa struttura si trovano 2 bagni in prossimità dell’ingresso lato nord ed uno al lato sud.
 
 
Nell’immagine a destra:
uno dei due bagni lato nord

 

 

Dato che il locale è di nuovo utilizzo non sono note difficoltà di climatizzazione.

Nella relazione tecnica per la modifica ed adeguamento all’attività di archivio del 18/10/02 a cura del Dr. Ing. Marco Frittelli (già citata) sono descritte le metrature delle superfici finestrate apribili manualmente ed automaticamente. Sono installati anche apparati per la ventilazione forzata.
 
Nell’immgine sotto:
finestra con apertura automatica
Nell’immgine sotto:
apparecchio per la ventilazione automatica

 
 
5.09 bis DIVIETO DI FUMO

Il datore di lavoro in osservanza alla normativa vigente, in riferimento all’art. 9 del DPR 303/56, all’art. 51 della L. 3/03 ed al "REGOLAMENTO PER LA TUTELA DEI NON FUMATORI ALL’INTERNO DEI LOCALI CHIUSI DELLE SEDI DI LAVORO" del Comune di Firenze

VIETA DI FUMARE

IN TUTTO IL LOCALE, SPAZI DI APPOGGIO E BAGNI INCLUSI.

Il divieto si applica sia per i dipendenti che per eventuali visitatori ed è evidenziato con l’apposita segnaletica indicante anche le sanzioni.

E’ CONSENTITO FUMARE SOLO ALL’ESTERNO DELLA STRUTTURA.



 
 
5.10 Rischi connessi ai volumi, Ricambio d’aria ed ergonomia dei luoghi di lavoro.

In caso di uffici o aziende ove non vi sia esposizione ad agenti nocivi la legge prevede un limite di altezza individuato dalla normativa urbanistica vigente (Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 5).
La legge prevede un minimo di cubatura (fissato in 10 mc per lavoratore, Dpr. 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto b) ed un minimo di superficie per lavoratore (fissato in 2 mq per lavoratore, Dpr 19/3/56 n. 303 art. 6, comma 1, punto c) solo in caso di lavorazioni con esposizione a sostanze nocive.

In questa sede di lavoro la superficie coperta (circa 2.300 mq. Vedi punto 2.01) e la cubatura (circa 8.000 Mc. Vedi punto 2.01) sono ben sufficienti anche per il massimo dei frequentatori prevedibile.

Per l’aerazione dell’ambiente si veda il punto 5.9 del presente documento e la relazione tecnica per la modifica ed adeguamento all’attività di archivio del 18/10/02 a cura del Dr. Ing. Marco Frittelli al punto 4.
 
 
 
5.11  Rischio Mobbing

Il mobbing normalmente è causato da azioni ostili e ripetute effettuate per un lungo periodo da una o più persone dirette sistematicamente contro un individuo.
I sintomi più evidenti sono stati di depressione oppure di attacchi di panico, fino a malattie psicosomatiche di varia intensità.
Da colloqui effettuati con i dipendenti, attualmente operanti nell’archivio storico, e frequenti visite negli ambienti di lavoro da parte del responsabile prevenzione e protezione in concerto col medico compente, del datore di lavoro e dai vari dirigenti non sono emersi ad oggi sintomi che possono far presumere casi di mobbing.
 
 
 
 
5.12  Permanenza in luoghi aperti, contenenti strutture ornamentali o piante.

In questa sede di lavoro l'attività si svolge all’interno dell’immobile.
 
 
 
5.13 Guida automezzi.

E’ previsto che il personale di questa sede possa utilizzare automezzi per il trasporto di materiali, saranno utilizzati normali autoveicoli di proprietà del Comune di Firenze per cui non sono necessarie particolari cautele per la guida e l’utilizzo. Sarà quindi sufficiente:

  1. accertare che il personale che conduce la vettura sia titolare di patente di guida di categoria B o superiore in corso di validità.
  2. impartire al conducente la direttiva di attenersi scrupolosamente alle regole di prudenza necessarie durante la guida di qualunque veicolo, intendendo il rispetto del codice della strada, della segnaletica e delle limitazioni di velocità.

 
5.14 Minacce da parte di vandali nei confronti delle materiale immagazzinato delle persone.

Anche se in questa sede di lavoro, ovviamente non esiste alcun precedente, come in tutti gli ambienti con potenziale accesso di pubblico è possibile che malintenzionati o folli, spontaneamente o in seguito a diverbio, assumano atteggiamenti volti a danneggiare l’ambiente e/o aggredire le persone presenti.
In questo caso, a seconda della pericolosità delle minacce, è necessario attuare uno sfollamento parziale o totale dell’ambiente, con la massima attenzione all’ordine ed alla calma, in modo da allontanare i presenti dal pericolo.

E’ inoltre necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Mantenere un atteggiamento calmo onde evitare di innervosire il vandalo e gli altri presenti.
  2. Informare immediatamente, ma senza atteggiamenti allarmati ed in condizioni di sicurezza, il responsabile dell’emergenza e richiedere l’intervento delle forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Non avvicinarsi troppo all’aggressore dato che potrebbe essere in possesso di armi o utilizzare come arma impropria oggetti presenti nell’ambiente.
  4. Cercare di calmare l’aggressore con parole ed atteggiamenti calmi e concilianti, senza discutere o contestare le sue dichiarazioni.
  5. Non intervenire direttamente sull’aggressore per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Cercare di far parlare il più possibile l’aggressore senza provocarlo fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

 
5.15 Minaccia di attentato terroristico, minaccia di bomba via telefono.

Anche se in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, negli ambienti frequentati da pubblico è possibile che vi sia una comunicazione (generalmente telefonica) che annuncia la presenza di un ordigno. Ciò richiede lo sfollamento dell’ambiente per eliminare i rischi per i presenti e permettere alle forze dell’ordine di bonificare l’ambiente. Di fatto occorre attuare una procedura di sfollamento come prevista in caso d’incendio ed in più è necessario attenersi ai comportamenti seguenti:

  1. Per chiunque riceva la telefonata di preavviso. Mantenere la calma, non riattaccare il telefono, cercare di ottenere più informazioni possibili in merito al tipo di minaccia e le modalità di esecuzione, tentare di memorizzare le caratteristiche vocali, tono, accento della voce dell’interlocutore, eventuali rumori di fondo provenienti dall’apparecchio del chiamante.

  2. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell’ordine.
  3. Al termine della telefonata informare immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  4. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  5. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  6. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  7. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali ed una ricognizione solo visiva dell’ambiente per poter segnalare alle forze dell’ordine l’eventuale presenza di oggetti inconsueti o sconosciuti.
  8. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  9. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

 
5.16 Minaccia di bomba, rinvenimento di possibile ordigno.

Anche per questa casistica in questa sede di lavoro non esiste alcun precedente, ma essendo un ambiente potenzialmente frequentato da pubblico è tuttavia un evento da valutarsi.

Il possibile ordigno è semplicemente un oggetto rinvenuto in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.

In questo caso occorre attuare una procedura di sfollamento simile al caso precedente ma con alcune differenze:

  1. Chiunque rilevi la presenza di oggetto sospetto informi immediatamente il coordinatore delle operazioni di emergenza o il suo sostituto presente, mettendolo al corrente dei particolari acquisiti. Non informare altri per evitare diffusione di panico.
  2. Allertare su istruzione del coordinatore delle operazioni di emergenza le forze dell’ordine (Polizia 113 – Carabinieri 112).
  3. Abbandonare i locali con calma seguendo le istruzioni del coordinatore delle operazioni di emergenza. Non raccogliere effetti personali, sfollare senza indugio evitando comunque di correre e di spingere chi precede. Non cercare per nessuna ragione di tornare sui propri passi per non intralciare il regolare deflusso di altre persone.
  4. Prestare l’aiuto necessario alle persone presenti che abbiano difficoltà motorie (disabili, donne in stato interessante, bambini o persone anziane).
  5. Il coordinatore delle operazioni di emergenza prima di uscire effettui una rapida ricognizione per controllare l’effettivo abbandono di tutti i locali .
  6. Aprire o lasciare aperte le porte interne e le finestre al fine di ridurre la propagazione di schegge qualora si verifichino esplosioni.
  7. Allontanarsi dall’edificio secondo le indicazioni del coordinatore delle operazioni di emergenza o delle forze dell’ordine per portarsi al di fuori degli effetti di una possibile esplosione.

 
5.17 Rischio Rapina.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. Nel magazzino non verrà effettuato alcun tipo di maneggio valori ed una rapina potrebbe essere effettuata solo a danno di valori propri dei dipendenti o di possibili visitatori. Il rischio rapina è quindi da ritenersi pressoché inesistente. Si descrive comunque la procedura da adottare in questa eventualità.

Mantenere un atteggiamento non molto dissimile da quello previsto in caso di minacce da parte di vandali anche se, ovviamente, non sarà possibile provvedere ad uno sfollamento dei presenti. I comportamenti da tenere sono i seguenti:

  1. Atteggiamento calmo e tranquillo per non innervosire il/i rapinatore/i e gli altri presenti che potrebbero a loro volta innervosire il/i rapinatore/i.
  2. Non correre rischi cercando di difendere i valori. Non agevolare comunque il compito del/i rapinatore/i ad esempio indicando luoghi di detenzione di valori che questi non conosce/conoscono.
  3. Eseguire eventuali istruzioni impartite dal/i rapinatore/i, senza troppo zelo e senza eccessiva lentezza per evitare di innervosirlo/i.
  4. In caso di domande rispondere sempre con calma ed atteggiamenti concilianti senza discutere o contestare le affermazioni.
  5. Non intervenire direttamente sul/i rapinatore/i per non compromettere la propria sicurezza e quella dei presenti.
  6. Durante l'evento cercare di memorizzare segni particolari del/i rapinatore/i, quali caratteristiche vocali, lingua parlata, eventuali accenti, statura, corporatura, lunghezza e colore dei capelli, tipo di abbigliamento o eventualmente qualche caratteristica particolare.

  7. Queste informazioni potrebbero essere utili alle forze dell'ordine.
  8. Non appena possibile informare e richiedere l'intervento delle forze dell'ordine, Polizia 113 - Carabinieri 112 e se necessario il pronto intervento sanitario 118, spiegando se trattasi di intervento precauzionale o d'urgenza.

 
5.18 Rischio da attentati con agenti chimici o batteriologici.

In questa sede di lavoro non esiste alcun precedente. E' comunque possibile la ricezione di corrispondenza o il rinvenimento di plichi o pacchi di origine sconosciuta o comunque di natura sospetta.
Data la situazione internazionale che ha registrato il verificarsi di attentati tramite agenti batteriologici o chimici la possibilità di tali eventi in Italia, sia pure estremamente improbabile, non è totalmente da escludersi.

Generalmente tali agenti si presentano sotto forma di polveri biancastre (come l'antrace) o liquidi più o meno densi generalmente lievemente giallognoli e con odore che rassomiglia all'aglio (come le mostarde solforose).
L'antrace è un batterio che produce spore e può essere contratto per inalazione o per contatto.

Le mostarde solforose dette anche vescicanti, se diffuse in liquidi possono essere assorbite attraverso la pelle, gli occhi e le mucose.

In caso di sostanze sospette gli aspetti più importanti da osservare sono:

Le norme che seguono sono riferite fondamentalmente alla minaccia venuta alla ribalta in questi ultimi tempi costituita dall'antrace, ma in linea di principio sono valide per tutti gli agenti batteriologici e chimici.

PRESENZA DI LETTERE O PACCHI SOSPETTI.

Per lettera sospetta si intende generalmente corrispondenza con indirizzo generico e spesso inesatto in qualche sua parte, qualifica e titolo del destinatario, senza indicazione del mittente o indicazione manifestamente inesatta.
Pacco sospetto è semplicemente un plico rinvenuto generalmente in luogo insolito e di cui non si conosce il proprietario o colui che lo ha abbandonato.
Rinvenimento di oggetto sospetto senza fuoriuscita di materiale.
In questi casi non aprire la busta o il pacco e se possibile senza toccarlo cercare di coprirlo con panni o se di piccole dimensioni anche il cestino dei rifiuti o altro.
Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.
Lavare le mani con acqua e sapone.
Informare le autorità sanitarie e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con l'oggetto sospetto.
Rinvenimento di oggetto sospetto con fuoriuscita di materiale.
Non cercare di pulire la polvere o rimuovere il liquido, se possibile cercare di coprire il materiale senza venirne in contatto.
Chiudere porte e finestre non far entrare nessuno nel locale.
In caso di polveri lavare le mani con acqua e sapone.
In caso di liquidi pulire con stracci, cotone o comunque materiali assorbenti le parti del corpo che ne sono venute a contatto solo appoggiando e togliendo il tampone. Assolutamente non strofinare per evitare che l'area venuta a contatto col materiale si espanda.
Agire possibilmente con guanti protettivi o comunque in modo che la mano che rimuove il materiale sospetto non ne venga a contatto.
Informare le autorità sanitarie e di P.S.
Fare un elenco di tutte le persone che sono venute a contatto con il materiale sospetto.
 
 
 
6 SORVEGLIANZA SANITARIA PER GLI UTILIZZATORI DI VDT.

In questa sede saranno utilizzati alcuni videoterminali per la catalogazione dal personale dell’archivio storico quindi, se necessario, già sottoposto a sorveglianza sanitaria.
Il datore di lavoro segue le direttive del Comune di Firenze che ha organizzato, già dai primi mesi di entrata in vigore del dlgs. 626/94, le visite mediche rivolte ai videoterminalisti tramite i medici competenti.
Il Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze, studia, realizza e fornisce le schede di informazione sull'uso dei VDT. Queste vengono distribuite per la compilazione dal datore di lavoro a tutti i dipendenti della Direzione Cultura che operano con VDT. Le schede compilate vengono ritornate al Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze che, in collaborazione col medico competente, provvede ad avviare a visita tutti i dipendenti che, in risposta alla scheda sull'uso dei VDT denunciano di utilizzarlo per almeno 20 ore settimanali e possono ritenersi utilizzatori dei medesimi (dlgs 626/94 art 51 comma c).

NOTA:
Le cartelle sanitarie dei dipendenti sono conservate nel seguente luogo:


 
7 SICUREZZA E SALUTE SUL LAVORO DELLE LAVORATRICI GESTANTI, PUERPERE O IN PERIODO DI ALLATTAMENTO.

La normativa contenuta nel dlgs 25/11/96 n. 645 e nel dlgs 26/3/2001 n. 151 è applicata nei confronti delle lavoratrici non appena il datore di lavoro viene informato.

Nelle sedi della Direzione Cultura non ricorrono lavori, esposizioni ad agenti, processi e condizioni di lavoro elencati negli allegati A, B, C del dlgs 151/2001 salvo i punti f) e g) dell’allegato C ossia possibili sollecitazioni termiche dovute al clima e disagi fisici connessi alla posizione di lavoro dovuta all’uso prolungato di videoterminali.

Quando il datore di lavoro viene informato dalle lavoratrici valuta quindi se sussistano le condizioni di lavoro seguenti:

In entrambi i casi il datore di lavoro provvede se necessario a modificare temporaneamente le condizioni e/o l’orario delle lavoratrici conformemente all’art. 7 punto 3 ed all’art. 12 punto 1 del dlgs 151/2001.
Quando necessario alle lavoratrici gestanti sono concessi permessi retribuiti come previsto dall’art. 14 punto 1 del dlgs citato.
 
 
VALUTAZIONE DEI RISCHI D'INCENDIO.

Questa sede di lavoro è a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 43 (Depositi di carta … con quantitativi superiori a 50 q.li.) e 88 (Locali adibiti a depositi … con superficie lorda superiore a 1.000 mq.) del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98.
 
Nell’immagine sotto:
un estintore a CO2 ed uno carrellato
nei pressi del quadro elettrico
La valutazione ovviamente non può prescindere dalla verifica sulla presenza, efficienza e corretta disposizione dei mezzi antincendio.
In questa sede gli estintori sono correttamente installati, segnalati ed adeguatamente disposti.
Il personale inoltre vigila sull’effettuazione della verifica semestrale.

8.01  Rischi d’incendio connessi al tipo di attività.

L'attività è tipicamente quella di archivio, riordino e schedatura del materiale documentario (come già descritta al punto 4 del documento).
Le pulizie saranno presumibilmente effettuate da ditta esterna dotata di professionalità ed attrezzature adeguate.

Ambiente sarà operativo con gli orari dell’archivio storico già specificati al punto 2.01

Non esistono:

Per la realizzazione dell'attività archivistica sarà impiegato un numero di dipendenti variabile a seconda delle necessità ma sicuramente sempre inferiore ad un massimo di 10 unità.

Si ritiene che i rischi d’incendio legati al tipo di attività siano estremamente contenuti.
 
 
 
 
 
8.02  Rischi d’incendio connessi ai materiali immagazzinati e manipolati.

Il materiale cartaceo conservato è combustibile ma di per se non presenta rischi d’incendio. Nei confronti dei rischi possibili si agisce come nella tabella seguente:
 
POSSIBILI RISCHI MISURE DI PREVENZIONE 
Possibile presenza di sorgenti di innesco nei magazzini Evitare che nel magazzino vengano immesse o utilizzate possibili fonti di innesco, e curare il buono stato dell’impianto elettrico. 
Prodotti infiammabili nei magazzini Ridurre al minimo la quantità rispetto alle esigenze di utilizzo. Verifica dell’effettiva necessità di conservazione dei materiali ed in caso contrario provvedere allo smaltimento.
Innesco causato da sigarette Far osservare il divieto di fumare dai dipendenti e dal pubblico come previsto dal relativo cartello esposto nei locali.
Innesco dovuto a cestini dei rifiuti Svuotamento periodico dei cestini per evitare l'accumulo di materiale cartaceo.

 
 
8.03  Rischi d’incendio connessi alle attrezzature presenti nel luogo di lavoro compresi gli arredi.

L’attività come più sopra descritta non comporta l’uso di attrezzature, salvo le scale per il prelevamento/collocazione materiali immagazzinati.
I ripiani e le scaffalature saranno in metallo quindi non introdurranno rischi d’incendio.

Non è permesso l'uso di attrezzature, quali fornellini per caffè, scaldavivande o che comunque generino fiamme libere.

L'impianto elettrico è realizzato conformemente alla normativa ed è dotato di sgancio generale dalla rete. Il personale ne conosce l'ubicazione e le modalità di azionamento.

Nell'utilizzo dell'impianto elettrico si dovranno tener presenti le seguenti raccomandazioni:

La pulizia verrà effettuata da una ditta qualificata e non sarà utilizzato equipaggiamento che possa introdurre un consistente rischio di incendio.
 
 
 
8.04  Rischi d’incendio connessi alle caratteristiche costruttive del luogo di lavoro compresi i materiali di rivestimento.

Questa sede è ricavata su un unico livello di superficie sotterranea, costituita in muratura e cemento e non comprende nessuna struttura in materiale infiammabile quindi il rischio d’incendio dovuto alle caratteristiche costruttive è irrilevante.
 
 
 
8.05 Rischi d’incendio connessi alle dimensioni ed all’articolazione del luogo di lavoro.

Nel Deposito non si rilevano rischi d’incendio specifici dovuti alle dimensioni ed all’articolazione, vi sono però elementi che possono rallentare un’eventuale esodo, che dovranno quindi essere valutati.

  POSSIBILI RISCHI MISURE DI PREVENZIONE 
1 Porte e uscite o vie di circolazione ingombrate da materiali. Mantenimento delle uscite e vie di circolazione sgombre di materiali con controllo giornaliero.
2 Pavimento in cattivo stato di manutenzione con conseguente rischio d’inciampo. Mantenimento e conservazione del pavimento con frequenti controlli di stato ed immediata segnalazione al Servizio competente quando necessario.
3 Presenza di materiali vari mal disposti che possono introdurre rischio d'inciampo. Mantenimento della disposizione ordinata del materiale immagazzinato.
4 Insufficiente illuminazione delle vie di uscita. Buona illuminazione delle vie d’uscita anche con illuminazione d’emergenza.

 
 
8.06 Rischi d’incendio connessi al numero delle persone presenti ed alla loro prontezza ad allontanarsi.

Il rischio dovuto all’affollamento in questo magazzino non è particolarmente accentuato in quanto le presenze massime previste sono 10 con una media di affollamento di 3.

Le uscite sono:

2 principali entrambe ben superiori ad un modulo.
1 di sicurezza di circa un modulo.
Il dm 10/3/98 prevede un affollamento ammissibile di 50 persone per ogni modulo disponibile, quindi i parametri relativi all’affollamento, con un massimo di 10 persone, sono ben al disotto di quanto consentito dalla normativa.
 
Nell’immagine sotto:
l’uscita di emergenza
Nell’immagine sotto:
una delle 2 uscite principali vista dall’interno, si nota un estintore carrellato con cartello di segnalazione.

Le direttive sull'affollamento sono conosciute dal personale.

In questa sede di lavoro, dato che le barriere architettoniche sono estremamente ridotte all'interno possono trovarsi persone disabili. Quindi come previsto dal DM 10/3/98 all'all. 1.3 comma f nella valutazione del rischio d'incendio occorre tener conto anche della prontezza delle persone ad allontanarsi in caso di emergenza. L’all. 1.4.2 cita a titolo di esempio specificatamente "persone che possono essere incapaci di reagire prontamente in caso di incendio".

Altre misure sono riportate dal DM 10/3/98 punto 8.3.1 che si riporta integralmente qui di seguito:

"Il datore di lavoro deve individuare le necessità particolari dei lavoratori disabili nelle fasi di pianificazione delle misure di sicurezza antincendio e delle procedure di evacuazione del luogo di lavoro. Occorre altresì considerare le altre persone disabili che possono aver accesso al luogo di lavoro. Al riguardo occorre anche tener presente le persone anziane, le donne in stato di gravidanza, le persone con arti fratturati ed i bambini.

Nel caso di questa struttura, secondo la normativa, è quindi necessario prevedere l’eventualità della presenza di:

  1. lavoratori, e/o visitatori, disabili.
  2. persone anziane, donne in stato di gravidanza, persone con arti fratturati e bambini.

 
 
9 PROGRAMMA DI INTERVENTI.

Il dlgs 626/94 prevede un programma di interventi volto a migliorare i livelli di sicurezza.
L’immobile è di nuova acquisizione ed in buono stato. Interventi per migliorie, come la sistemazione dei bagni ed altre rifiniture, saranno effettuati tra breve in contemporanea al montaggio delle scaffalature. Allo stato attuale e fino all’utilizzo a regime del deposito non è possibile prevedere alcun ulteriore intervento.
 
 
 
10 DOCUMENTI DI RIFERIMENTO.
Denominazione documento Visibilità 
Deliberazione 812/997 del 4.7.00 - CCNL PER LA REVISIONE DEL SISTEMA DI CLASSIFICAZIONE DEL PERSONALE DEL 31 MARZO 1999 – APPROVAZIONE ORDINAMENTO PROFILI PROFESSIONALI. Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali
Atto di organizzazione del Direttore Generale n. 9/01 del 31.7.1 Ufficio Segreteria Generale e Affari Istituzionali
Lettera di trasmissione del documento di valutazione rischi e del documento di evacuazione di emergenza ai rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza Segreteria Direzione Cultura
Nomina del medico competente Segreteria Direzione Cultura
Nomina degli addetti antincendio Segreteria Direzione Cultura
Nomina degli addetti al primo soccorso Segreteria Direzione Cultura
Registro infortuni Segreteria della Direzione
Direzione Organizzazione
Verbali riunioni periodiche Segreteria Direzione Cultura
Elenco formazione addetti antincendio Direzione Organizzazione
Elenco formazione addetti al primo soccorso Direzione Organizzazione
Elenco beni durevoli in disponibilità dei servizi Direzione Beni e Servizi
Segreteria dei rispettivi Servizi
Planimetria e documenti tecnici delle sedi di lavoro Sede dell’Archivio Storico – Via Ghibellina 33
Schede di informazione sull'uso dei VDT Servizio Prevenzione e Protezione del Comune di Firenze / Medico competente. Segreteria Dir. Cultura
Relazione tecnica del Dott. Ing. Marco Frittelli (modifica ed adeguamento all’attività di archivio) Segreteria Direzione Cultura
Cartelle sanitarie dei dipendenti Ambulatorio del Medico Competente – Servizio di medicina preventiva e sorveglianza sanitaria – Distretto Socio Sanitario N. 1 – Borgo Ognissanti 20/22 - Firenze

 

11 RIEPILOGO SINTETICO E CONCLUSIONI.

Il documento illustra i riferimenti normativi ed alcune metodologie adottate nella preparazione dello stesso.
Vengono illustrate sinteticamente le particolarità della sede, coloro che la utilizzeranno ed i nominativi degli incaricati dei servizi di emergenza ed antincendio tra i potenziali utilizzatori.
Descrive i criteri di valutazione e le procedure metodologiche adottate, illustra i rischi rilevati per la salute dei lavoratori e le misure conseguenti per ridurli. Lo stesso per i rischi d'incendio e le relative misure di prevenzione adottate.

Questa sede di lavoro pur non avendo grossi rischi oggettivi d’incendio è da considerarsi a RISCHIO MEDIO in quanto compresa nel punto 43 (Depositi di carta … con quantitativi superiori a 50 q.li.) e 88 (Locali adibiti a depositi … con superficie lorda superiore a 1.000 mq.) del DM 16.02.82 come specificato al punto 9.3 del DM 10.03.98.

I rischi d’incendio per questa sede non provengono molto da fattori legati al tipo di attività svolte, ma fondamentalmente solo da materiali contenuti o da eventuali malfunzionamenti dell’impianto elettrico.
Per questo tipo di rischi è stato possibile prendere provvedimenti e misure come esplicato nei punti 8.02 e 8.03, si è anche attuato le misure di prevenzione previste al punto 8.5, sorveglianza sul mantenimento delle uscite e via di comunicazione sgombre, buona illuminazione delle vie d’uscita.

Dato che il personale previsto è al massimo di 10 unità è molto contenuto il rischio dovuto all'affollamento, punto 8.06.

E’ da ritenersi quindi che il magazzino, con le misure di prevenzione e con le modalità previste, possa operare in regime di sicurezza.
 

Seguono le sottoscrizioni del:

IL DATORE DI LAVORO
IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO DI PROTEZIONE E PREVENZIONE
IL PREPOSTO




A cura di Mario Leoni
04-10-2004