COMMISSIONE NAZIONALE ITALIANA
COMUNE DI FIRENZE
UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE

Fondazione
"La città di ieri per l’uomo di domani – Onlus"
Centro mondiale di studi sulle città d’arte


La Carta di Firenze
Statuto per le città d’arte di Europa

  1. La città d’arte come simbolo vitale di tolleranza e di pace.

  2. L’unione Europea, gli Stati, e gli organismi internazionali interessati, di concerto con le municipalità, si assumono la responsabilità di educare le generazioni presenti e future al rispetto e alla difesa delle città d’arte non solo come insediamenti dove si è sedimentata la storia delle civiltà ma come esempi viventi della convivenza pacifica capace di superare le divisioni e gli odi degli uomini, dei popoli e delle etnie.
     
     
  3. La città d’arte si definisce come un complesso di beni di alto valore storico, monumentale e culturale e come comunità che ha espresso e continua a esprimere valori fondamentali per l’umanità.

  4. La città d’arte cumula una creatività collettiva plurisecolare che è patrimonio inalienabile dell’uomo contemporaneo. Le autorità territoriali che definiscono la politica urbana debbono coniugare la bellezza monumentale diffusa con una funzione economica specifica e con uno stile di vita a misura d’uomo.
     
     
  5. L’inquinamento ambientale rappresenta uno dei principali nemici delle città d’arte.

  6. Le attività produttive, i consumi energetici collettivi e privati, la mobilità aerea e terrestre producono un degrado devastante e tendenzialmente irreversibile delle città d’arte. Le autorità e gli enti aderenti alla Carta di Firenze adottano come punto prioritario della loro agenda l’avvio di campagne di sensibilizzazione capillare e costante presso l’opinione pubblica al fine di diffondere una cultura del rispetto del patrimonio artistico e monumentale così come dell’ambiente vitale delle città d’arte e si impegnano in un’azione sistematica di controllo e di denuncia degli agenti produttori di ogni forma di inquinamento patologico.
     
  7. Il futuro della città d’arte passa attraverso una revisione costruttiva del rapporto con l’innovazione tecnologica.

  8. Il progresso tecnologico ha danneggiato per molti lustri, in alcuni casi in modo irreparabile, il contesto ed il paesaggio tipico della città d’arte. E’ necessario che chi guida la ricerca e l’innovazione e, soprattutto, chi ha la responsabilità di implementarne i risultati, si impegni nel garantire tra le priorità dello sviluppo tecnologico la salvaguardia ed il ripristino del patrimonio storico artistico dei centri urbani.
     
     
  9. La valorizzazione della città d’arte come motore per una politica di sviluppo locale.

  10. Il recupero, la conservazione e la valorizzazione dei beni artistici, storici, monumentali e paesaggistici reclamano un impegno morale, politico e finanziario di assoluta priorità. E’ necessario incentivare gli investimenti sia pubblici sia privati con politiche economiche disegnate ad hoc per le città d’arte e finalizzate all’espansione dell’occupazione ed alla opportuna diversificazione delle attività produttive. Chi governa la città d’arte ha la responsabilità di promuovere un utilizzo fruttuoso del patrimonio artistico che va gestito anche come risorsa economica sui generis
     
     
  11. L’istituzione museale, nella sua accezione più alta, resta lo strumento principale di comunicazione per una città d’arte.

  12. Nel futuro il museo svolgerà un numero crescente di funzioni tutte imprescindibilmente connesse con lo sviluppo culturale della città d’arte. Oltre ad adempiere alla tradizionale vocazione di conservazione, valorizzazione di conservazione ed esposizione del patrimonio storico e artistico i musei saranno chiamati a comunicare, in maniera razionale ed articolata secondo livelli distinti per fasce di utenza, il messaggio culturale di cui ogni città d’arte è portatrice. I pubblici amministratori, nella elaborazione delle loro politiche dovranno quindi orientare le risorse disponibili al rafforzamento del ruolo dei musei come principali strumenti dell’identità della città d’arte.
     
     
  13. La città d’arte è anche una città con le sue funzioni di base ed in particolare deve assolvere in via primaria alla funzione residenziale.

  14. La vocazione abitativa della città d’arte ed in particolare del suo nucleo storico - monumentale va protetta ed incoraggiata in stretta complementarità con le altre funzioni, incluse le attività produttive, le attività commerciali e l’artigianato. La prospettiva di un centro storico della città d’arte che sviluppi esclusivamente attività di carattere economico - turistico porterebbe ad un impoverimento strutturale di questo tipo di città, snaturandola e trasformandola in un contenitore dalla vitalità ridotta. Le amministrazioni debbono approntare le procedure urbanistiche ordinarie e straordinarie idonee all’assolvimento delle funzioni economiche e sociali primarie, agevolando in particolare il ricambio generazionale delle residenze, nonché la mobilità degli abitanti.
     
  15. Gli investimenti privati mirati alla valorizzazione delle città d’arte rappresentano un elemento chiave del loro futuro.

  16. L’apporto di capitali privati nel ripristino e nella gestione delle città d’arte va incoraggiato salvaguardando l’obiettivo primario di mantenere intatte le finalità di interesse collettivo e culturale connesse alla conservazione ed alla fruizione di questo bene speciale. E’ opportuno varare a livello nazionale e a livello locale una normativa tributaria che promuova una gamma di sgravi fiscali per enti e per privati che partecipino tramite donazioni e sponsorizzazioni alla soluzione dei problemi di gestione delle città d’arte. I pubblici amministratori e le categorie economiche devono comunque vigilare affinché la collaborazione economica non si traduca in una mera commercializzazione, rischiando di trasformare la città d’arte in un prodotto di consumo di massa.
     
     
  17. Il turismo, è un’espressione della moderna civiltà della comunicazione su scala internazionale e rappresenta una risorsa strutturale per lo sviluppo economico equilibrato e consolidato della città d’arte.

  18. Le forze politiche, culturali ed economiche che governano la città d’arte, oltre a potenziare razionalmente l’offerta turistica, destinano di concerto una quota parte rilevante delle proprie risorse al miglioramento della qualità dell’ospitalità definendo un modello turistico specifico che integri qualità e quantità dei servizi offerti. Diventa assolutamente prioritaria una politica turistica per la città d’arte che programmi e realizzi soluzioni atte a fruire il bene città in una prospettiva culturale mirata sia all’educazione del turista sia alla massima valorizzazione dei beni culturali costitutivi del patrimonio urbano.
     
     
  19. Il governo e la gestione delle città d’arte richiedono risorse umane altamente qualificate e con una professionalità di alto profilo.

  20. La città d’arte si deve preoccupare di organizzare le istituzioni che sovrintendono al suo funzionamento garantendo una preparazione ed un perfezionamento continuo del personale responsabile ai vari livelli. La complessità e l’articolazione dei problemi richiedono delle competenze tecniche e culturali di standard molto elevato per le quali è indispensabile, progettare percorsi formativi innovativi, caratterizzati da una spiccata interdisciplinarietà. Gli atenei delle città d’arte, in particolare, dovranno definire un piano degli studi integrato idoneo a garantire questo processo formativo di valenza internazionale e a promuovere un tipo di personale in grado di assolvere i compiti di recupero, conservazione, valorizzazione e governo di questo tipo specialissimo di città.
     
     
  21. I bisogni, i problemi e le prospettive comuni possono diventare la base per la creazione di una rete europea delle città d’arte attiva nella difesa e nella promozione delle politiche di salvaguardia e di sviluppo.

  22. La definizione programmata di iniziative comuni su un piano internazionale ed europeo nonché l’attuazione concertata di misure specifiche e di interventi integrati acquistano maggiore impatto solo se vengono coordinati in una rete europea delle città d’arte. Questa rete si costituisce con l’adesione alla Carta di Firenze ed è finalizzata alla comparazione, al coordinamento ed al consolidamento delle singole esperienze, al reperimento di risorse progettuali ed economiche, alla implementazione ed alla diffusione dei progetti concordemente definiti.
     
  23. L’adesione alla Carta di Firenze può essere formulata da singoli come da istituzioni politiche culturali o di altro tipo.

  24. L’atto di adesione comporta la responsabilità morale ed istituzionale dei soggetti e degli enti che lo formulano unitamente ad un impegno operativo garantito dalla partecipazione al Forum europeo delle città d’arte e mirato all’attuazione dei principi enunciati nella Carta.  


26-01-2000