Fondazione "La città di ieri per l’uomo di domani – Onlus" Centro mondiale di studi sulle città d’arte
La Carta di Firenze Statuto per le città d’arte
di Europa
La città d’arte come simbolo
vitale di tolleranza e di pace.
L’unione Europea, gli Stati, e gli
organismi internazionali interessati, di concerto con le municipalità,
si assumono la responsabilità di educare le generazioni presenti
e future al rispetto e alla difesa delle città d’arte non solo come
insediamenti dove si è sedimentata la storia delle civiltà
ma come esempi viventi della convivenza pacifica capace di superare le
divisioni e gli odi degli uomini, dei popoli e delle etnie.
La città d’arte si definisce
come un complesso di beni di alto valore storico, monumentale e culturale
e come comunità che ha espresso e continua a esprimere valori fondamentali
per l’umanità.
La città d’arte cumula una
creatività collettiva plurisecolare che è patrimonio inalienabile
dell’uomo contemporaneo. Le autorità territoriali che definiscono
la politica urbana debbono coniugare la bellezza monumentale diffusa con
una funzione economica specifica e con uno stile di vita a misura d’uomo.
L’inquinamento ambientale rappresenta
uno dei principali nemici delle città d’arte.
Le attività produttive, i consumi
energetici collettivi e privati, la mobilità aerea e terrestre producono
un degrado devastante e tendenzialmente irreversibile delle città
d’arte. Le autorità e gli enti aderenti alla Carta di Firenze adottano
come punto prioritario della loro agenda l’avvio di campagne di sensibilizzazione
capillare e costante presso l’opinione pubblica al fine di diffondere una
cultura del rispetto del patrimonio artistico e monumentale così
come dell’ambiente vitale delle città d’arte e si impegnano in un’azione
sistematica di controllo e di denuncia degli agenti produttori di ogni
forma di inquinamento patologico.
Il futuro della città d’arte
passa attraverso una revisione costruttiva del rapporto con l’innovazione
tecnologica.
Il progresso tecnologico ha danneggiato
per molti lustri, in alcuni casi in modo irreparabile, il contesto ed il
paesaggio tipico della città d’arte. E’ necessario che chi guida
la ricerca e l’innovazione e, soprattutto, chi ha la responsabilità
di implementarne i risultati, si impegni nel garantire tra le priorità
dello sviluppo tecnologico la salvaguardia ed il ripristino del patrimonio
storico artistico dei centri urbani.
La valorizzazione della città
d’arte come motore per una politica di sviluppo locale.
Il recupero, la conservazione e la
valorizzazione dei beni artistici, storici, monumentali e paesaggistici
reclamano un impegno morale, politico e finanziario di assoluta priorità.
E’ necessario incentivare gli investimenti sia pubblici sia privati con
politiche economiche disegnate ad hoc per le città d’arte
e finalizzate all’espansione dell’occupazione ed alla opportuna diversificazione
delle attività produttive. Chi governa la città d’arte ha
la responsabilità di promuovere un utilizzo fruttuoso del patrimonio
artistico che va gestito anche come risorsa economica sui generis
L’istituzione museale, nella sua accezione
più alta, resta lo strumento principale di comunicazione per una
città d’arte.
Nel futuro il museo svolgerà
un numero crescente di funzioni tutte imprescindibilmente connesse con
lo sviluppo culturale della città d’arte. Oltre ad adempiere alla
tradizionale vocazione di conservazione, valorizzazione di conservazione
ed esposizione del patrimonio storico e artistico i musei saranno chiamati
a comunicare, in maniera razionale ed articolata secondo livelli distinti
per fasce di utenza, il messaggio culturale di cui ogni città d’arte
è portatrice. I pubblici amministratori, nella elaborazione delle
loro politiche dovranno quindi orientare le risorse disponibili al rafforzamento
del ruolo dei musei come principali strumenti dell’identità della
città d’arte.
La città d’arte è anche
una città con le sue funzioni di base ed in particolare deve assolvere
in via primaria alla funzione residenziale.
La vocazione abitativa della città
d’arte ed in particolare del suo nucleo storico - monumentale va protetta
ed incoraggiata in stretta complementarità con le altre funzioni,
incluse le attività produttive, le attività commerciali e
l’artigianato. La prospettiva di un centro storico della città d’arte
che sviluppi esclusivamente attività di carattere economico - turistico
porterebbe ad un impoverimento strutturale di questo tipo di città,
snaturandola e trasformandola in un contenitore dalla vitalità ridotta.
Le amministrazioni debbono approntare le procedure urbanistiche ordinarie
e straordinarie idonee all’assolvimento delle funzioni economiche e sociali
primarie, agevolando in particolare il ricambio generazionale delle residenze,
nonché la mobilità degli abitanti.
Gli investimenti privati mirati alla
valorizzazione delle città d’arte rappresentano un elemento chiave
del loro futuro.
L’apporto di capitali privati nel
ripristino e nella gestione delle città d’arte va incoraggiato salvaguardando
l’obiettivo primario di mantenere intatte le finalità di interesse
collettivo e culturale connesse alla conservazione ed alla fruizione di
questo bene speciale. E’ opportuno varare a livello nazionale e a livello
locale una normativa tributaria che promuova una gamma di sgravi fiscali
per enti e per privati che partecipino tramite donazioni e sponsorizzazioni
alla soluzione dei problemi di gestione delle città d’arte. I pubblici
amministratori e le categorie economiche devono comunque vigilare affinché
la collaborazione economica non si traduca in una mera commercializzazione,
rischiando di trasformare la città d’arte in un prodotto di consumo
di massa.
Il turismo, è un’espressione
della moderna civiltà della comunicazione su scala internazionale
e rappresenta una risorsa strutturale per lo sviluppo economico equilibrato
e consolidato della città d’arte.
Le forze politiche, culturali ed economiche
che governano la città d’arte, oltre a potenziare razionalmente
l’offerta turistica, destinano di concerto una quota parte rilevante delle
proprie risorse al miglioramento della qualità dell’ospitalità
definendo un modello turistico specifico che integri qualità e quantità
dei servizi offerti. Diventa assolutamente prioritaria una politica turistica
per la città d’arte che programmi e realizzi soluzioni atte a fruire
il bene città in una prospettiva culturale mirata sia all’educazione
del turista sia alla massima valorizzazione dei beni culturali costitutivi
del patrimonio urbano.
Il governo e la gestione delle città
d’arte richiedono risorse umane altamente qualificate e con una professionalità
di alto profilo.
La città d’arte si deve preoccupare
di organizzare le istituzioni che sovrintendono al suo funzionamento garantendo
una preparazione ed un perfezionamento continuo del personale responsabile
ai vari livelli. La complessità e l’articolazione dei problemi richiedono
delle competenze tecniche e culturali di standard molto elevato per le
quali è indispensabile, progettare percorsi formativi innovativi,
caratterizzati da una spiccata interdisciplinarietà. Gli atenei
delle città d’arte, in particolare, dovranno definire un piano degli
studi integrato idoneo a garantire questo processo formativo di valenza
internazionale e a promuovere un tipo di personale in grado di assolvere
i compiti di recupero, conservazione, valorizzazione e governo di questo
tipo specialissimo di città.
I bisogni, i problemi e le prospettive
comuni possono diventare la base per la creazione di una rete europea delle
città d’arte attiva nella difesa e nella promozione delle politiche
di salvaguardia e di sviluppo.
La definizione programmata di iniziative
comuni su un piano internazionale ed europeo nonché l’attuazione
concertata di misure specifiche e di interventi integrati acquistano maggiore
impatto solo se vengono coordinati in una rete europea delle città
d’arte. Questa rete si costituisce con l’adesione alla Carta di Firenze
ed è finalizzata alla comparazione, al coordinamento ed al consolidamento
delle singole esperienze, al reperimento di risorse progettuali ed economiche,
alla implementazione ed alla diffusione dei progetti concordemente definiti.
L’adesione alla Carta di Firenze può
essere formulata da singoli come da istituzioni politiche culturali o di
altro tipo.
L’atto di adesione comporta la responsabilità
morale ed istituzionale dei soggetti e degli enti che lo formulano unitamente
ad un impegno operativo garantito dalla partecipazione al Forum europeo
delle città d’arte e mirato all’attuazione dei principi enunciati
nella Carta.
26-01-2000