F [top]

Facilitatore:
nuova figura di operatore che ha la funzione di gestire i conflitti, e facilitare le riunioni, gli incontri, i gruppi di lavoro, i forum istituiti per realizzare l’Agenda21.

Feedback:
è l’effetto di iterazione, continuità e connessione che permette l’autoregolazione di un sistema. Costituisce il flusso di comunicazione che qualifica un sistema tramite fluidità di relazioni tra le sue componenti. Il termine feedback è, quindi, usato anche per indicare l’informazione di ritorno rispetto ad una iniziativa, una esperienza, che contiene il pensiero, il giudizio di utenti e/o di persone/cittadini coinvolti. *

Forecasting e Backcasting
Forecasting: metodo di studio ed analisi che si basa principalmente su variabili quantitative, facendo riferimento alla situazione attuale, proiettandola linearmente al futuro, con enfasi deterministica e con un set limitato di opzioni.
Backcasting
: metodo di studio ed analisi che si basa principalmente su variabili qualitative, prefigura i risultati attesi in un tempo futuro (visione) e, da essi, torna al presente per individuare i percorsi più plausibili per raggiungerli. Il backcasting consente il
cambiamento (vedi) tramite rotture rispetto alle correnti tendenze. L’attenzione è posta su immagini alternative del futuro (scenari - vedi anche visione), costruite su orientamenti generali ed aspirazioni condivise da un’ampia gamma di attori ed interlocutori, alimentando un processo decisionale partecipato. *

Forum:
gruppo di
stakeholders individuati rispetto all’ambito territoriale d’intervento di un’Agenda 21 locale, che elabora la visione, ovvero il piano d’attuazione dell’Agenda 21 e ne gestisce il processo d’attuazione.

Fuzzy Logic:
fuzzy
significa soffice come una pelliccia, di forma e di contorno sfumati, non chiaramente definiti, indistinti vaghi. La fuzzy logic è alla base del sistemi complessi e della teoria dell’incertezza. Il simbolo del Tao (yin-yang), che rappresenta le contraddizioni e l’unione dei contrari, può essere considerato l’emblema della fuzzy logic. Essa sostiene che non esiste dicotomia ma solo continuità in un costante processo olistico. Non c’è una logica rigida ma flessibilità. Vari e diversi punti di vista coesistono e si combinano nello stesso tempo. C’è tolleranza e dialettica; unità e connessione tra concetti, spesso considerati differenti o contrastanti (ad esempio,
incertezza e certezza, caos e ordine, semplicità e complessità, ecc.) in particolare dalla cultura occidentale dell’epoca moderna. Anche le teorie e le culture cosiddette post-moderne hanno molti punti di incontro con la fuzzy logic.*

G [top]

Gas ad effetto serra:
un gruppo di gas, tra cui biossido di carbonio e metano, che trattengono nell’atmosfera terrestre l’energia irradiata a onda lunga, causando l’innalzamento della temperatura.

Gestione del bene durante l’intero ciclo di vita:
puntare al migliore rapporto costi/benefici per l’intera durata di vita di un bene, anziché un breve periodo di recupero dell’investimento.

Globalizzazione:
l’origine di questo termine è generalmente attribuita alle dottrine economiche, significando il passaggio dai mercati nazionali a quello mondiale. Le scienze che si riferiscono all’ambiente (tra cui l’
ecologia) evidenziano la continuità dei fenomeni naturali e le conseguenze dell’azione umana (energia, acqua, clima, ecc.). Si ricorda, ad esempio, il termine di cambiamento globale riferito al clima ed alle condizioni di vita del nostro pianeta. Le scienze sociali si riferiscono ai processi di civiltà planetaria, di interazione tra le diverse culture locali, alla crescente globalizzazione del rischio dovuto alle mutazioni demografiche, ambientali, tecnologiche, ecc. Il rischio non è più solamente economico ed individuale bensì globale, comportando una responsabilizzazione dell’individuo verso la propria comunità ed il proprio ambiente, nonché verso le altre comunità e gli ambienti a lui vicini e lontani (vedi anche glocacità). *

Glocacita’:
è la capacità di gestire, integrandole, le dimensioni globale e locale. Essa esprime la capacità di unire, contemporaneamente, l’azione locale con una prospettiva globale, e, viceversa, l’azione globale con le prospettive locali. In tal modo, la glocacità è fattore determinante per la
sussidiarietà (vedi) e per la gestione di sistemi complessi (vedi complessità), quali un ecosistema (vedi). Nata dalla cultura imprenditoriale, la glocacità indica la capacità di bilanciare la desiderata uniformità d’interventi, azioni e prodotti, rivolti alla globalità del suoi mercati, con le esigenze di variazione dovute alle diverse caratteristiche di ciascun mercato locale (diversità). *

Governance:
la governance è il processo con il quale vengono collettivamente risolti i problemi rispondendo ai bisogni dl una comunità sociale. Si ha una buona governance quando nella comunità sociale le azioni del governo (come strumento istituzionale) si integrano con quelle dei cittadini e le sostengono (vedi anche
sussidiarietà). La governance si attua con processi di democrazia attiva che catalizzano e facilitano un processo continuo di empowerrnent (vedi) e cambiamento (vedi). La governance si basa sull’integrazione di due ruoli distinti: quello di indirizzo programmatico (governo) e quello di gestione e fornitura di servizi (strutture operative ed amministrative). Un governo è strumento di buona governance quando applica principi, mutuati dalla nuova cultura imprenditoriale, per il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei cittadini: centralità del cliente-cittadino, capacità di creare visioni condivise sulle prospettive di sviluppo (anticipazione e gestione proattiva dei cambiamenti), comportamenti amministrativi (missioni) coerenti con tali visioni, definizione di risultati attesi e gestione snella per realizzarli, apprendimento continuo, apertura al mercato, partecipazione e non gerarchia, conferimento di responsabilità e potere alle varie componenti del sistema sociale, perseguendo federalismo, frattalismo, flessibilità ed apertura organizzativa (networking e partnership). *

Gruppo di esperti sull’ambiente urbano:
istituito dalla DG XI della Commissione europea nel 1991 per favorire l’inserimento di obiettivi ambientali nella pianificazione territoriale, lo sviluppo della dimensione ambientale urbana nella politica ambientale comunitaria e il miglioramento dell’ambiente urbano da parte della Comunità Europea.

I [top]

Impronta ecologica:
strumento di misurazione d’impatto di attività antropiche (comprese quelle urbanistiche) di una città o di un paese, sugli ecosistemi locali, regionali e mondiali (vedi anche
http://www.wwf.it/global/impronta.htrn).

Incertezza:
l’incertezza è il luogo naturale dei principi dialogici che mettono insieme assunti complementari o antagonisti (ad esempio, conservazione, rivoluzione, resistenza), consentono circolarità, iterazione e retroazione (vedi
feedback), complementarietà, completezza, solidarietà, ecc. L’incertezza ha sostituito la certezza con la relatività del pensiero scientifico, orientandolo alla fuzzy logic (vedi), all’applicazione del principio di precauzione (vedi) ed all’integrazione fra diverse opzioni, discipline ed alternative, all’olismo (vedi). L’uso positivo dell’incertezza contribuisce a nutrire creatività ed innovazione tramite un processo continuo ed aperto di apprendimento che aumenta la consapevolezza dei limiti e delle responsabilità riguardo alle future generazioni (posterità). Tali concetti, tipici della cultura ambientalista, sono il ponte tra l’incertezza, come espressione del pensiero postmoderno, e l’incertezza che alimenta la sostenibilità. La sostenibilità è infatti un processo aperto, ricco di definizioni, approcci e metodi. Tale deve restare onde non ricadere nell’errore positivista della certezza di modelli di sviluppo da tramandare alle generazioni future, indebolendo le loro capacità di immaginazione, scoperta e creatività. *

Indicatori ed Orientatori:
quando si parla d’indicatori, si è consapevoli che non è tanto la quantità dei dati e dei numeri, che può consentire di analizzare un fenomeno ed avviare un processo di cambiamento, bensì la qualità degli indicatori impiegati.
Gli indicatori servono a misurare un fenomeno, l’andamento di specifiche dinamiche, compreso il processo d’attuazione dell’Agenda 21.
Usando indicatori diversi da quelli convenzionali, si può scoprire che paesi con la migliore quota di PIL pro capite possono avere un basso indice di sviluppo umano (HDI, Human Development Index, che combina il reddito nazionale a parametri quali il livello di istruzione, la speranza di vita, ecc.) ed un ancora più basso indice di sviluppo umano "verde" (Green HDI, che include indicatori ambientali quali l’effetto serra, emissioni di gas climalteranti, intensità energetica, qualità dell’aria,
biodiversità, ecc.).
La scelta degli indicatori deve essere fatta localmente, sempre pensando globalmente. Gli indicatori vanno formulati per rendere visibile quanto sta accadendo in un determinato territorio e verso quale direzione si sta indirizzando lo sviluppo locale.
Gli orientatori aprono delle prospettive. Gli orientatori cambiano. Sono come occhiali, lenti che servono ad osservare il percorso che si vuole seguire, e quindi anche a scegliere gli indicatori più appropriati. E per questo vengono cambiati continuamente. L’orientatore serve a facilitare una visuale complessa. Esso rompe quella che sembra essere l’immediata realtà (vedi
backcasting), ossia la consueta percezione di essa; influenza la determinazione dell’indicatore e può entrare in conflitto con esso (vedi cambiamento paradigmatico). Infatti, l’indicatore diventa il garante di modelli di vita concepiti secondo valori divenuti ormai convenzionali e conformisti. L’orientatore è agente di cambiamento, crea nuovi valori e nuove visioni del futuro, apre opzioni per decidere nuove modalità comportamentali (stili di vita, lavoro e consumo). *

Indicatori di qualità, di quantità:
i primi indicano quantità, ma sono relativi a misurare interventi, azioni, ecc. che qualificano gli interventi sul miglioramento della vivibilità dl una città, di un territorio. I secondi, sono prettamente numerici. L’uso d’entrambi, nella pratica amministrativa e scientifica, è in genere flessibile, e finalizzato a scopi, situazioni e contesti ben definiti.

Ingegneria naturalistica:
disciplina tecnico-scientifica che studia le modalità di utilizzo, come materiali da costruzione, di piante viventi, loro parti o biocenosi [concorrenza e competizione] vegetali, In abbinamento a materiali come pietrame, terra, legname, acciaio e più recentemente prodotti sintetici compatibili, con lo scopo di vitalizzare o rinaturalizzare Il paesaggio già costruito. **

M [top]

Metodo Olistico di Pensare ed Agire:
questo metodo basato sull’
olismo (vedi) riconosce l’importanza di avere una visione sistemica aperta, prendendo in considerazione le interrelazioni complesse ed opponendosi al determinismo riduzionista della complessità (vedi). Il metodo olistico permette la comprensione e la scoperta di nuovi margini di azione esistenti nei sistemi, dovuti alla loro capacità di auto-riprodursi ed auto-organizzarsi tramite catene di relazioni che trasformano le proprie componenti costitutive (autopoiesi). Tale metodo è adatto all’implementazione del concetto di sviluppo sostenibile perché permette l’abbandono di approcci settoriali a favore dell’integrazione delle dimensioni ambientali, socioculturali ed economiche, finalizzandole all’equità sociale, interlocale ed intertemporale (vedi) tramite la combinazione dei principi sistemici autopoietici della diversità, della sussidiarietà (vedi), del networking e partnership e della partecipazione. *

Mobility manager/mobility management:
il mobility manager predispone i piani degli spostamenti casa-lavoro nelle aziende e negli enti pubblici con più di 300 dipendenti per unità locale, e nelle imprese con complessivamente oltre 800 dipendenti. I vari mobility managers si coordinano per elaborare un piano comune ed integrato (mobility management), per facilitare gli spostamenti dei lavoratori, con mezzi pubblici od alternativi alle automobili o ciclomotori, come il
car-pool, il taxi collettivo, la bicicletta, ecc., per ridurre il numero dei veicoli circolanti, e quindi, l’inquinamento atmosferico, il rumore ed il consumo di petrolio e gas (risorse naturali non riproducibili).

N [top]

Networking:
capacità di tessere reti di comunicazione, di interconnessione, tra più soggetti che mettono insieme - informazioni, ma anche azioni comuni (vedi:
reti). All’interno si realizzano forme di collaborazione più strutturata in relazione a progetti ed iniziative. In questo caso si parla di partnership (tra soggetti pubblici, privati, sociali, ecc.).

O [top]

Olismo:
teoria che sottolinea l’importanza di considerare un sistema come totalità (dal greco "holos", tutto intero), riconoscendo il valore di maggiore completezza e coerenza rispetto alla somma delle parti che lo compongono. Quindi, un sistema va percepito globalmente, nelle sue relazioni con altri sistemi (vedi anche:
ecosistema). *

Omeostasi:
un concetto chiave degli ecosistemi, dove questi tendono a mantenere praticamente stabile il sistema generale, pur con forti variazioni a livello di elementi (cambiamento nella stabilità).

P [top]

Partecipazione:
i progetti dell’Agenda 21 a livello locale vengono sviluppati in collaborazione con tutti i settori delle rispettive collettività: cittadini, attività economiche, gruppi di interesse, amministratori locali. La responsabilità dell’attuazione del progetto va
condivisa e riconosciuta tra tutti i settori della comunità, e si basa sulla cooperazione fra tutti gli attori interessati e sull’accesso alle informazioni. La partecipazione si attua creando percorsi, spazi e momenti, in cui tutti i cittadini, secondo l’entità degli obiettivi, possano essere consultati operativamente (non in maniera occasionale, ma in una serie d’incontri, riunioni) nella formazione di programmi, progetti od iniziative da parte delle Amministrazioni Locali. Le decisioni non vengono imposte ma condivise.

Percezione:
si riferisce a come i cittadini, o più in generale le persone, valutano secondo il proprio sentire le condizioni ambientali, la qualità della fruizione dei servizi e dei rapporti interpersonali, ecc.

Principio di precauzione:
assunzione di cautela nel realizzare interventi, nell’approvare progetti, nello sperimentare nuove terapie, ecc., se non è esclusa la probabilità di effetti dannosi all’uomo ed all’ambiente; in questi casi si procrastina nel tempo la loro realizzazione, fino all’eliminazione dei dubbi o degli effetti, stimolando contemporaneamente la soluzione di scelte alternative.

Problem Solving:
letteralmente significa soluzione del problemi. Componenti centrali del processo di problem salving sono:
- acquisizione della capacità di
visione d’insieme, per cogliere i collegamenti e le interdipendenze tra le parti - componenti del fenomeno indagato;
- predisposizione di un metodo - di analisi, distinguendo tra aspetti e tecniche conosciute e non, ai fini di acquisire nuova conoscenza;
- apprendimento ed impiego di nuovi modi di pensare e determinazione della metodologia di analisi;
- raccolta di informazioni finalizzate alla suddetta metodologia;
- sintesi delle informazioni in modo da renderle facilmente percepibili ai fini della creazione di semplici scenari di riferimento alternativi;
- confronto tra scenari di soluzione, impiegando tecniche creative ed intuitive;
- formulazione dello scenario di riferimento, identificando gli
orientatori che supportano il cambiamento;
- traduzione dello scenario in risultati aspettati ed indicatori di misurazione;
- sperimentazione e valutazione dei risultati.*

Processo d’attuazione:
la realizzazione graduale di programmi, progetti, iniziative, o di un’Agenda 21, che viene gestita nel tempo in maniera elastica, con le opportune modifiche ed adeguamenti, con il coinvolgimento degli
attori, di parte pubblica, privata e sociale.

Progettazione partecipata:
elaborazione di progetti con il coinvolgimento paritario di utenti o attori, attraverso spazi e momenti di elaborazione, con i referenti tecnici e/o amministrativi delle Amministrazioni Pubbliche.

Progresso:
il concetto di progresso è legato alla visione della storia come
percezione della manifestazione e dello sviluppo delle azioni umane. Sembra oggi più evidente, rispetto alle età precedenti, che il processo storico debba essere visto come una serie frammentata e discontinua di eventi legati non per necessità, ma per casualità e coincidenze, piuttosto che un susseguirsi continuo, lineare e monotono di eventi consecutivi. Questa nuova visione è chiaramente influenzata da almeno tre elementi chiave: il fallimento della scienza nel creare una sorta di utopia morale valida per tutta l’umanità; l’emergere del dubbio; l’improvvisa esplosione della dimensione ambientale. *

Q [top]

Qualità della vita:
insieme di vari parametri, tra cui il tenore materiale della vita, della salute, della sicurezza pubblica, dell’accesso all’istruzione; dell’assistenza sanitaria, dell’offerta e della tipologia del lavoro, della possibilità di sviluppo, della vita sociale e comunitaria, della fruizione della cultura, dello stato e delle caratteristiche dei beni ambientali, delle qualità estetiche, ecc. Per tali motivi, la qualità della vita è oggi usata spesso come sinonimo di sviluppo sostenibile e
sostenibilità.

R [top]

Rapporto sullo stato dell’ambiente:
strumento d’indagine e di monitoraggio con il quale si verificano i cambiamenti locali (a diverse scale territoriali: comunali, provinciali, regionali, nazionali..) relativi alla qualità dell’
ambiente ed all’attuazione dello sviluppo sostenibile.

Reti (Formazione di, messa in rete, network):
scambio d’idee ed esperienze in materia di sviluppo sostenibile, gestione e attuazione di politiche e progetti tra soggetti diversi (pubblici e privati, singoli e collettivi...), a livello formale ed informale.

Riciclaggio:
recupero di rifiuti e sostanze di scarto attraverso il loro utilizzo in un nuovo ciclo produttivo. **

Rischio:
il rischio è la base della probabilità e determina le decisioni. Questa definizione distingue il rischio dall’incertezza nella quale le probabilità sono sconosciute. Oggi, si è consapevoli che rischio e vulnerabilità non sono più limitati all’attività individuale ma potenzialmente si diffondono al di fuori della sfera individuale dl controllo. Ad esempio, sono oggi evidenti le molteplici minacce alla sopravvivenza dell’umanità e dell’ambiente naturale. Dimensione, intensità e qualità di rischio e vulnerabilità impongono il coinvolgimento delle persone e delle loro
comunità sociali. Controllo ed azioni, volte a prevenire ed a reagire al rischio, devono essere sviluppate a livello locale nell’ambito di una consapevolezza globale (vedi anche Agenda 21 locale). *

Risorse naturali:
tutto ciò che fa parte od è prodotto dalla natura. Si dividono in risorse riproducibili (piante, animali, microrganismi) e non riproducibili (carbone, petrolio, gas). L’acqua, l’aria ed il suolo sono componenti importanti degli
ecosistemi, perché indispensabili alla vita biologica ed alla riproduzione delle altre risorse naturali. La loro qualità ecologica si manifesta nell’essere esente da inquinamento, ed in quantità sufficiente per garantire le condizioni di vivibilità a tutto il pianeta.

S [top]

Sapere:
il Sapere combina aspetti e componenti della cultura trasmessi da una generazione all’altra senza metodi codificati (la cosiddetta conoscenza tacita, acquisibile spontaneamente) con quelli scoperti e trasmessi con varie forme di apprendimento codificate (le cosiddette conoscenze tecniche e sociali). Sapere,
cultura e civiltà (vedi) sono legati strettamente. *

Sistema di gestione ambientale:
insieme di strumenti e di politiche, sostenute da approcci tecnici standardizzati, volti alla programmazione ed alla realizzazione di strategie ambientali.

Sociale/socio-cultura:
è la componente antropica dello sviluppo sostenibile. E’ costituita dalle
comunità umane e dal patrimonio culturale (valori, tradizioni, regole, comportamenti, ecc.), con il quale interagiscono tra loro e con l’ambiente.

Soglia ambientale:
limite della
capacità di carico, relativo a diverse scale di ambiti territoriali.

SQM (Sistem Quality Management):
è un sistema di analisi e di valutazione per la predisposizione di un
programma di realizzazione di Agenda 21 o di sviluppo sostenibile locale o settoriale. Si basa su dieci componenti di orientamento alla
sostenibilità, sedici fattori chiave di analisi del potenziale sociale locale, e di sei leve di cambiamento (dinamica).
In particolare le dieci componenti di orientamento alla sostenibilità si basano sull’integrazione delle tre dimensioni dello sviluppo (
ambiente, economia, socio-cultura), delle tre dimensioni di equità (sociale, interlocale, intertemporale) e di quattro principi di sistema (diversità, sussidiarietà, partnership e networking, partecipazione). *

Stakeholder(s): = "portatore(i) e detentore(i) d’interesse".
Si tratta di tutti gli esseri, umani e non, interessati o coinvolti da un sistema. Nel caso dell’
Agenda 21 locale (vedi) essi sono i soggetti, animati e non animati, che fanno parte del sistema territoriale nel quale si attua. Questi debbono essere rappresentati nel forum, che è lo strumento principale per la realizzazione dell’Agenda 21. La comunità locale deve essere rappresentata, oltre che dai soggetti sociali usuali, anche da tutti quei settori emarginati, che generalmente non trovano rappresentanza o sono poco considerati, come i bambini, le donne, gli anziani, i disoccupati, i barboni, gli immigrati, ecc.. A questi vanno aggiunti i portavoce (associazioni, gruppi, comitati, ecc.) di chi non può rappresentarsi direttamente: animali, piante, ambiente, ecc.

Stile di vita:
comportamento, od abitudine, assunto da una o più persone (
comunità). Stili di vita più orientati allo sviluppo sostenibile sono quelli del consumo consapevole delle risorse: maggiore attenzione al risparmio, al riuso ed al riciclaggio, piuttosto che all’usa e getta (consumismo), per dotarsi di quello che è veramente indispensabile; riduzione dell’inquinamento, rinunciando ad esempio, all’uso eccessivo della macchina per muoversi a piedi, in bicicletta, con mezzi pubblici, ecc.

Sussidiarieta’:
la sussidiarietà è un concetto che riguarda ormai tutti i sistemi organizzativi, semplici o complessi (famiglia, impresa, comunità, società in generale). Esso è volto all’
empowerment (vedi) come costruzione delle capacità delle persone che ne fanno parte (vedi anche governance). Secondo il principio di sussidiarietà:
- il potere deve essere attribuito sempre ai livelli più bassi possibile ed alle dimensioni minori;
- livelli più elevati e dimensioni maggiori non devono prendere decisioni che concernono quelli più bassi ed a dimensione minore, se questi ultimi sono capaci dl farlo da solo, affrontando e risolvendo i problemi delle loro comunità e prendendosi cura di esse;
- livelli superiori o di maggiore dimensione non devono limitare il pieno manifestarsi della capacità dei singoli e delle
comunità a fare da soli (autonomia di organizzazione, di gestione e di governo);
- ad ogni livello e dimensione della società, va rafforzata la capacità di autogoverno del cittadino e della sua comunità di riferimento, assegnando loro il diritto di organizzare e gestire direttamente funzioni di carattere pubblico;
- l’azione di sussidiarietà (in quanto "subsidium", supporto delle truppe di riserva a quelle di prima linea) è, per sua natura, temporanea; essa non deve sostituirsi all’
attore principale, ma deve aiutarlo affinché acquisisca la capacità di autogoverno ed autogestione. *

Sviluppo sostenibile:
"sviluppo che soddisfa le necessità delle attuali generazioni senza compromettere la capacità delle future generazioni di soddisfare le proprie" (World Commission on Environment and Development, 1987, pag. 43) vedi definizioni sviluppo sostenibile
http://www.comune.modena.it/~a21italy/defin.html
Lo sviluppo sostenibile prevede uno sviluppo delle attività antropiche che rispetti il mantenimento delle risorse naturali, utilizzandole con un tasso di sfruttamento minore del tasso di rigenerazione, sostituendo dove possibile il consumo delle risorse non riproducibili (petrolio, carbone, gas) con altre alternative (solare, eolico, idraulica ...), incrementando le risorse di aree verdi sul pianeta, riducendo l’inquinamento a quanto la natura è in grado di assorbire e trasformare, garantendo a tutti, condizioni economiche, sociali e di vita dignitose, assicurando a tutti la partecipazione alle formazione delle decisioni locali (vedi Carta di Aalborg e Agenda 21 di Rio).
Lo sviluppo sostenibile si fonda sull’integrazione di 10 componenti:
ambiente, economia, socio-cultura, equità sociale, equità interlocale, equità intertemporale, diversità, sussidiarietà, partnership e networking (operare in rete e collaborare), partecipazione.
(vedi anche
sostenibilità).

T [top]

Taxi collettivo:
utilizzazione del taxi da parte di più utenti contemporaneamente, lungo direttrici prefissate od opportuni circuiti, come mezzo integrativo del trasporto pubblico, al fine di ottimizzare gli spostamenti ed i costi (vedi anche
mobility management).

Tecnologie pulite:
nuovi processi industriali o modifiche di processi esistenti che hanno per obiettivo la riduzione degli impatti ambientali e del consumo di energia e materie prime. **

Tempo, Spazio, Dimensione Fisica:
oggi, l’aggregazione e la disaggregazione di tempo, spazio e materia avvengono con nuovi livelli di intensità e creano nuovi significati.
La complessa costituzione planetaria di spazio, tempo e materia consente una combinazione interattiva fra almeno tre dimensioni: dimensioni micro (cioè le relazioni interpersonali), dimensioni meso (cioè i gruppi etnici, le comunità) e dimensioni macro (cioè le grandi aree di civiltà ed il pianeta stesso).
Luoghi del mondo differenti, epoche diverse (arcaica, rurale, industriale, post-industriale) e dimensioni differenti (piccole, medie, grandi) sono oggi talmente connessi da poter far concepire una nuova unità tra
diversità.
Si possono notare almeno tre tendenze interconnesse.
Una
riguarda la percezione del tempo. Mentre prima l’attenzione era diretta alla certezza di tre dimensioni temporali (passato, presente e futuro), oggi essa si concentra sulla relatività della
percezione che l’essere umano ha di esse. Si è infatti più consapevoli del susseguirsi di percezioni al "presente" delle tre dimensioni temporali: il presente del passato, il presente del presente ed il presente del futuro (come aveva già fatto notare S. Agostino).
Un’altra tendenza riguarda l’azione della dimensione temporale su quella spaziale. Infatti, locale e globale diventano importanti e contemporanei, e devono essere gestiti in modo integrato (vedi anche glocacità)
Infine
(terza tendenza), nella misura in cui la dimensione temporale agisce su quella spaziale, entrambe producono effetti sulla dimensione fisica, giungendo alla connessione di interi processi che potrebbero rallentare il flusso giornaliero di tempo, energia e materiali, nonché di persone. *

Top-down:
politiche ed iniziative inerenti allo sviluppo sostenibile e all’Agenda 21, che vengono promosse e/o condotte da parte istituzionale (dall’alto). Per una corretta impostazione nel rispetto della sostenibilità, secondo il principio di
sussidiarietà, occorre che la parte promotrice coinvolga i cittadini (vedi partecipazione) fornendo gli opportuni strumenti, per stimolare e valorizzare l’azione dal basso (bottom-up).

V [top]

Valutazione ambientale strategica (VAS):
una procedura formale per valutare gli effetti di lungo termine sull’ambiente e sulla società di una politica, di un programma o di un piano proposti, con la previsione di soluzioni alternative.

Valutazione d’impatto ambientale (VIA):
una procedura formale per valutare gli effetti sull’ambiente della possibile realizzazione di un progetto per ridurne l’impatto negativo.

Visione:
è la prefigurazione dello sviluppo futuro elaborata e
condivisa dal forum degli stakeholders; da tale visione derivano i percorsi necessari a realizzare il processo di Agenda 2l locale, in termini di comportamenti ed azioni coerenti (programmi e progetti).

[top]