PODESTERIA DI SESTO E FIESOLE, POI PODESTERIA DI SESTO:AFFARI AMMINISTRATIVI E ATTI CIVILI
(...1696-1796...)


Tassa sulle bestie del pie' tondo

Fu istituita nel 1692, con editto dei deputati sopra la nuova colletta universale, che reputarono di dover "unire un nuovo aggravio o tassa sopra tutte le bestie del pie' tondo"108 . Pertanto tutti i proprietari di muli e di cavalli "da carrozza, da lettiga, da cavalcare e da calesse" dovevano pagare cinque lire all'anno per capo, due lire erano dovute per i capi da soma e una lira per gli asini. Per il resto rimanevano valide tutte le modalità di accertamento e di riscossione stabilite per la colletta universale. La tassa fu abolita l'11 febbraio 1746, con un editto del real consiglio delle finanze109 . Nell'archivio di Sesto Fiorentino sono conservati i Riscontri della tassa delle bestie del pie' tondo delle comunità di Fiesole, Sesto, Campi, Brozzi, Signa, Montemurlo, Calenzano, sobborghi di Fiesole e del Galluzzo dal 1726 al 1745. Fino al 1743 il registro è unico, suddiviso per popolo e tenuto dal cancelliere, per gli anni 1744 e 1745 sono cuciti insieme i registri compilati dai vari messi delle podesterie e successivamente consegnati al cancelliere110 . E' presente anche un libro di saldi della tassa delle bestie del pie' tondo dal 1727 al 1746 tenuto dal camarlingo Giovan Battista Giorgi di Firenze per tutti i popoli sopraelencati fino al 1737, dal 1737 per la sola Montemurlo il saldo è tenuto da un altro camarlingo, Pietro Briganti.

Riscontri
 
192. Riscontri della tassa delle bestie del pie' tondo delle comunità di Sesto, Fiesole, Campi e annessi Con repertorio dei popoli
Filza legata in mezza pergamena di n. 10 registri:
1) s.d., cc. 66 + 6 bianche
2) 1728-9, cc. 75 + 1 bianca 
3) 1729, cc. 71 + 9 bianche
4) 1730, cc. 52 + 5 bianche
5) 1730-1731, cc. 88 + 2 bianche
6) s.d., cc. 133 + 1 bianca
7) 1732, cc. 112 + 2 bianche
8) 1733, cc. 120 + 2 bianche
9)1734, cc. 134 + 12 bianche
10) 1735, cc. 142 + 3 bianche
[1726]-1735
193. Riscontri della tassa delle bestie del pie' tondo delle comunità di Sesto, Fiesole, Campi e annessi 
Con repertorio dei popoli:
Filza legata in mezza pergamena di n. 26 registri:
1) 1736, cc. 143 + 4 bianche
2) 1737, cc. 122 + 9 bianche 
3) 1738, cc. 120 + 3 bianche 
4) 1739, cc. 116 + 1 bianca 
5) 1740, cc. 99 + 1 bianca
6) [1741], cc. 100 + 9 bianche
7) 1742, cc. 95 + 1 bianca
8) 1743, cc. 46 + 1 bianca
9-17) 1744, 9 registri compilati dai messi
18-26) 1745, 9 registri compilati dai messi
1736-1745

 

Saldi
 
194. Saldi della tassa delle bestie del pie' tondo dal 1726 al 1746
Camarlinghi: Giovan Battista Giorgi (1727 mar-1746 feb), Pietro Briganti, solo per Montemurlo, (1737 mar-1746 feb)

Registro legato in pergamena, cc. 128 + 13 bianche
1727 mar-1746 feb

Depositeria dei pegni

Il depositario dei pegni, ufficiale di nomina comunitativa sottoposto al beneplacito del magistrato dei nove, provvedeva alla tenuta dei pegni sequestrati dal messo ai debitori insolventi per ordine del podestà locale. Nel frontespizio dei libri che il cancelliere consegnava al depositario per la registrazione dei pegni sono illustrati con precisione i compiti di questo ufficiale. In essi si legge che il depositario era tenuto all'osservanza della legge del 27 settembre 1627, rinnovata l'anno 1668 e della nuova legge del magistrato dei nove del dì 7 maggio 1700. In queste leggi era disposto che ricevesse la consegna dei pegni da parte dei messi e dei cavallari alla presenza degli stimatori e con l'intervento del cavaliere di corte. I pegni, stimati il giusto prezzo, dovevano essere descritti nell'apposito libro, con l'indicazione del giorno, mese ed anno della consegna, il nome del proprietario e quello di colui che aveva fatto l'istanza di pignoramento, il nome dell'esecutore e la somma per la quale era stato fatto il sequestro. Gli stessi dati dovevano risultare sulla ricevuta fatta all'esecutore. I pegni dovevano essere custoditi con diligenza e, allo scadere del termine stabilito per legge, venduti all'incanto, annotando sotto la posta, la data, il luogo di vendita, il nome del compratore ed il prezzo. Dal ricavato venivano detratte le cifre per il pagamento degli esecutori e per il giusdicente. Il depositario non poteva restituire nessun pegno senza la licenza scritta del cavaliere di corte e doveva rilasciare una ricevuta i cui estremi erano trascritti sul libro dei pegni. Le licenze del cavaliere erano invece conservate in filza secondo un numero d'ordine. Quindici giorni prima dello scadere del suo mandato il depositario era tenuto a rendere conto del suo ufficio a due "ragionieri" della comunità e al cancelliere. Il depositario successore doveva ricevere la nota dei pegni pendenti dal predecessore e trascriverla nel suo libro. La carica era annuale, ma di solito veniva riconfermata la stessa persona e spesso la carica passava di padre in figlio111 . Dall’esame delle deliberazioni della lega di Sesto112 risulta che il salario del depositario dei pegni era di due scudi e che aveva l’obbligo di due mallevadori. Nell'archivio di Sesto Fiorentino si conservano i libri dei pegni e i saldi. Mancano i libri dei pegni dal marzo 1726 al febbraio 1731 e i saldi dei pegni del periodo 1782-1784.

Libri dei pegni
 
195. Libri dei pegni
Depositari: Francesco Buonamici (1696 mar-1705 feb), Ottavio di Domenico Miniati (1705 mar-1726 feb, 1731 mar-1732 feb)
Con spoglio dei pegni pendenti dal 1702 (ad eccezione dei registri n. 12, 13, 14)
Filza legata in pergamena * di n. 30 registri:
1) 1696 mar-1697 dic, cc. 34 + 2 bianche
2) 1698 gen-1699 feb, cc. 46 + 2 bianche
3) 1699 mar-1700 feb, cc. 22 + 13 bianche
4) 1700 mar-1701 feb, cc. 40 + 3 bianche
5) 1701 mar-1702 feb, cc. 27 + 3 bianche
6) 1702 mar-1703 feb, cc. 26 + 14 bianche
7) 1703 mar-1704 feb, cc. 31 + 19 bianche
8) 1704 mar-1705 feb, cc. 26 + 14 bianche
9) 1705 mar-1706 feb, cc. 5 + 4 bianche
10) 1706 mar-1707 feb, cc. 6 + 6 bianche
11) 1707 mar-1708 feb, cc. 3 + 3 bianche
12) 1708 mar-1709 feb, cc. 4 + 4 bianche
13) 1709 mar-1710 feb, cc. 3

14) 1710 mar-1711 feb, cc. 7 + 10 bianche
15) 1711 mar-1712 feb, cc. 7
16) 1712 mar- 1713 feb, cc. 7 + 15 bianche
17) 1713 mar-1714 feb, cc. 15 + 15 bianche
18) 1714 mar-1715 feb, cc. 15
19) 1715 mar-1716 feb, cc. 7 + 12 bianche
20) 1716 mar-1717 feb, cc. 4
21) 1717 mar-1718 feb, cc. 4
22) 1718 mar-1719 feb, cc. 15 +13 bianche
23) 1719 mar-1720 feb, cc. 4, con una ricevuta
24) 1720 mar-1721 feb, cc. 3 + 8 bianche
25) 1721 mar-1722 feb, cc. 4
26) 1722 mar-1723 feb, cc. 12 + 16 bianche
27) 1723 mar-1724 feb, cc. 4
28) 1724 mar-1725 feb, cc. 5 + 9 bianche
29) 1725 mar-1726 feb, cc. 26 + 18 bianche
30) 1731 mar-1732 feb, cc. 29 + 1 bianca
1696 mar-1732 feb

Saldi dei pegni
 
196. Saldi dei pegni
Depositari: Ottavio Miniati (1720 mar-1739 feb), Filippo Miniati (1739 mar-1768 feb, 1770 mar-1771 feb, 1772 mar-1774 feb, 1775 gen-1781 dic)113 , Filippo Marchionni (1771 mar-1772 feb, 1774 mar-1775 feb), 

Gaspero Miniati (1785 set-1787 ago)
Registro legato in pergamena, cc. 34 + 4 bianche
1720 mar-1787 ago

Portate di raccolte
Le portate erano denunce delle semine e dei raccolti che i proprietari delle terre erano tenuti a presentare annualmente al podestà114 . Il sistema delle portate, che aveva particolare importanza in caso di carestie, fu completamente rivisto nel 1741 e passò sotto la competenza del cancelliere. Con motuproprio del 3 luglio 1741115 , si dispose che il sistema delle portate non doveva più essere fondato sulle dichiarazioni dei proprietari e coltivatori ma su stime effettuate da ufficiali delle comunità (i messi). I dati così raccolti erano poi elaborati dai cancellieri comunitativi e trasmessi all’ufficio dell’abbondanza. Nell'archivio di Sesto Fiorentino sono conservati i riscontri delle portate della lega di Sesto e di Brozzi dal 1746 al 1768. Si tratta di registri compilati dai messi e suddivisi per popoli. I registri di Sesto nel periodo 1746-1752 sono tre per ogni annata: uno per la saggina (biade minute), uno per l'olio, uno per il grano e le biade (da macine e da cavalli). Mancano i riscontri delle portate del grano del 1746, i riscontri delle portate dell'olio dell'anno 1751 e i riscontri delle portate dell'olio e della saggina per l'anno 1750, 1752 . Mancano tutti i registri degli anni 1747, 1753-1757. Il registro del grano dell'anno 1758 comprende anche il riscontro delle portate dell'olio. A parte è registrata la produzione di saggina della stessa annata. Dal 1759 al 1767 il registro diventa unico per tutti i tipi di produzione. Per il territorio della lega di Brozzi, i registri sono relativi alla produzione di grano, biade e saggina. Mancano i registri dal 1754 al 1757.
 

Riscontri
 
197. Riscontri di raccolte
Contiene 23 registri (n. 1-9; 11-24) della lega di Sesto, 1746-1767; 17 registri (n. 10; 25-40) della lega di Brozzi, 1748-1768
Filza legata in mezza pergamena di n. 40 registri
1746-1768

Fedecommessi
La legge 22 giugno 1747116 restrinse l'efficacia dei fedecommessi già esistenti e sottopose a numerose condizioni l'istituzione dei nuovi. Pietro Leopoldo nel 1782 stabilì l'estinzione del fedecommesso individuo dopo quattro passaggi e nel 1789 proibì la formazione di nuovi vincoli fidecommissari117 .
 
198. Fedecommessi
Podestà: Antonio Felice di Giuseppe Beltramini
Cavaliere: Antonio Agostino Virgili
Contiene anche carte di epoca successiva
Con repertorio dei nomi
Filza legata in pergamena, cc. nn.
1747 ott 1-1748 mar 31
199. Fedecommessi
Podestà: Gaetano di Giovanni Falai
Cavaliere: Francesco Anton Maria Baldini, cittadino fiorentino
Contiene anche carte di epoca successiva
Con repertorio dei nomi
Filza legata in pergamena, cc.750 + 1 bianca
1748 apr 1-1748 set 30

Atti civili
Gli atti civili della podesteria di Sesto furono versati, secondo le disposizioni di legge, nell’archivio di stato di Firenze118 dove ancor oggi si trovano e sono stati di recente inventariati da Vanna Arrighi e Alessandra Contini119 . Questa seconda filza di atti civili del podestà Onofrio Goretti da Pratovecchio rimasta, chissà per quali vicissitudini, nell’archivio comunale è sfuggita a quell’inventario120 . Ne viene data in questa sede la descrizione, auspicando che in seguito la filza venga depositata insieme alle altre presso l’archivio di stato di Firenze.
 
200. Atti civili
Podestà: Onofrio Goretti da Pratovecchio
Con repertorio degli atti
Filza legata in mezza pergamena**, cc. 2097
1796 mag 18-1796 ago 6



NOTE
  1. Cfr. Legislazionetoscana cit., XX, p. 264.
  2. Cfr. Ibid., XXV, pp. 231-2.
  3. Cfr. n. 193. &
  4. Cfr. il caso di Filippo Miniati, depositario dei pegni per Sesto ( vedi n. &), figlio di Ottavio Miniati.
  5. Cfr. ACS, n. 4, c. 16 v.
  6. Per il periodo mar 1768-feb 1769 e mar 1769-feb 1770 non è indicato il nome del depositario.
  7. Cfr. Gli archivi delle podesterie di Sesto e Fiesole cit., pp. 20-21.
  8. Cfr. Legislazione toscana cit., XXIV, pp. 288-291.
  9. Cfr. Legislazione toscana cit., XXV, pp. 362 e sg.
  10. Cfr.V. Tria, Il fedecommmesso nella legislazione e nella dottrina dal secolo XVI ai nostri giorni, Milano, 1945, p. 97.
  11. Cfr. p. 6 di questo inventario. &
  12. Cfr. Gli archivi delle podesterie di Sesto e Fiesole cit..
  13. In Gli archivi delle podesterie di Sesto e Fiesole cit., troverebbe la sua logica sistemazione a p.149 tra la filza n. 23 e la n. 24. La n. 23 infatti, il cui ultimo atto è del 18 maggio 1796, ha un repertorio in cui gli atti sono registrati da 1 a 165 e nella filza conservata presso l’archivio preunitario di Sesto, gli atti sono numerati da 166 a 393 ed il primo è del 18 maggio 1796.