L’archivio
preunitario del comune di Sesto Fiorentino fino all’Unità d’Italia
Le vicende storiche che hanno portato l’archivio preunitario del comune di Sesto Fiorentino ad assumere l’attuale conformazione sono strettamente legate a quelle dell’archivio della cancelleria di Fiesole, già illustrate da Maura Borgioli1 . Sesto fu infatti unita a Fiesole, com’è noto, prima come podesteria2 poi, a seguito dell’istituzione delle cancellerie comunitative, come cancelleria comunitativa3 . E proprio presso le cancellerie comunitative si conservavano, per antica consuetudine amministrativa, sia le carte prodotte dalle comunità e dai luoghi pii che quelle delle magistrature giudiziarie e degli altri organi periferici granducali, sottoposti alla sorveglianza del cancelliere. Nel caso di Fiesole si assiste alla separazione non solo formale ma anche fisica tra gli archivi podestarili e quelli degli organismi di governo locale. Il cancelliere comunitativo, che esercitava le proprie funzioni di controllo sulle amministrazioni locali di Sesto, Brozzi, Campi, Calenzano, Signa, si limitava a conservare gli archivi comunitativi presso la propria residenza, che si trovava a Firenze, per facilitare le comunicazioni con gli abitanti di un territorio così vasto. La prassi della residenza alternata del podestà per sei mesi a Sesto ed altri sei mesi a Fiesole, aveva invece dato luogo a due archivi podestarili distinti e tra loro complementari, uno a Fiesole ed uno a Sesto4 . Questo è il quadro che emerge dalla Risposta del cancelliere Settimio Giovacchini all’indagine promossa nel 1746 dall’auditore della consulta Pompeo Neri5 e che rimane sostanzialmente immutato fino al periodo francese. La relazione del cancelliere è di fondamentale importanza non solo per le informazioni sulla tenuta degli archivi, ma anche perché contiene una descrizione degli atti conservati presso la cancelleria e le podesterie. All’epoca nell’archivio podestarile che aveva sede a Sesto si trovavano centotrentanove civili coperti e legati in carta pecora bianca, con sopra lo stemma ed il nome di ciascun podestà. Nell’archivio della cancelleria erano presenti per quanto riguarda Sesto: cinque libri di deliberazioni e partiti, diciannove libri di saldi, lo statuto della lega di Sesto6 .Le notizie tratte dalla Risposta possono essere utilmente integrate con le descrizioni delle scritture della cancelleria contenute negli antichi inventari conservati nell’archivio del comune di Fiesole. Il più antico di questi è l’Inventario de’ libri e scritture della cancelleria di Sesto e Fiesole consegniati all’ecc.mo dottor Domenico Valentini, moderno cancelliere di detta cancelleria, datato 1 marzo 17027 . Si tratta di un inventario, compilato al momento del passaggio delle consegne fra un cancelliere ed il suo successore. La sua finalità è eminentemente pratica, dei documenti, distinti in "veglianti" o "vechi", viene in primo luogo indicata la quantità, poi la materia, la comunità d’appartenenza e l’epoca. Sono elencati anche gli statuti, i libri delle compagnie ed opere ed infine i mobili e le masserizie esistenti nei palazzi pretori e nella cancelleria. Una maggiore attenzione alla tenuta dell’archivio pare sia stata prestata dal successore del cancelliere Valentini, Girolamo Ponzò, che intraprese una serie d’iniziative per la tutela della documentazione conservata negli archivi posti sotto la sua sorveglianza. Restano testimonianze del suo lavoro nelle deliberazioni di Fiesole8 e in quelle di Sesto9 e soprattutto nel Libro degli inventari, impiantato da questo cancelliere nel 1734 "per registrarvi gli inventari dei libri che sono nella cancelleria di Fiesole et annessi, e sue masserizie, siccome dei libri degl’archivi di Fiesole, Sesto e Campi"10 . La descrizione delle scritture lasciataci dal Ponzò è sicuramente la più accurata di quelle esaminate finora e la più precisa dal punto di vista quantitativo11 . Precedono le carte relative agli affari in corso, seguono quelle relative agli affari già esauriti, descritti per serie di atti (deliberazioni, saldi) o per materia (tassa del macinato). Nell’ambito di ciascun gruppo le unità archivistiche sono enumerate in ordine cronologico (dalla più recente alla più antica) con l’indicazione della comunità di appartenenza e della quantità. Per gli anni successivi sono conservati solo inventari sommari, redatti periodicamente, con una struttura simile a quella esaminata per l’inventario del 1702 e che risultano fra loro sostanzialmente analoghi, variando solamente la quantità del materiale dovuta al normale accrescimento delle carte. Bisognerà attendere le riforme leopoldine, perché come riflesso della rinnovata importanza attribuita agli organismi di governo locale, qualcosa cambi anche nel modo di redigere gli inventari della cancelleria. In questo periodo infatti, si assiste ad una più attenta cura da parte del cancelliere nella descrizione delle carte appartenenti a ciascuna comunità, che appaiono ben individuate e distinte dalle scritture della cancelleria definite "libri che sono in comune tra le tre comunità del dipartimento della cancelleria di Fiesole"12 . Riferibile a questa tendenza può considerarsi l’ Inventario di tutti i libri e filze di pertinenza della comunità di Sesto, esistenti nell’archivio della cancelleria di Fiesole, che per quanto non datato, è sicuramente posteriore al 178513 . In questo inventario sono chiaramente indicati tutti i pezzi riguardanti la podesteria di Sesto e la lega di Brozzi che, in base al regolamento del 23 maggio 1774, costituivano la nuova comunità di Sesto. La precisione con cui vengono descritti rende possibile un riscontro con i documenti attualmente presenti in archivio e permette di individuare quelli adesso mancanti, dei quali resta solo quella descrizione. E’ questo il caso dei saldi dei popoli di S. Maria a Urbana, di S. Martino a Bugliano e di S. Romolo a Colonnata, del campione di strade del 1779 e dei libri delle imborsazioni di Sesto del 1774 e del 178414 . Una cesura netta con il passato fu imposta però solo dalla dominazione francese, che si abbattè sulle antiche istituzioni e su procedure amministrative ormai consolidate. Le cancellerie furono abolite e fu stabilito che ogni municipalità rientrasse in possesso delle proprie carte. Il maire del Pellegrino, nella cui sede si trovava l’archivio della cancelleria di Fiesole, oppose non poca resistenza15 , alla fine però l’archivio della cancelleria fu smembrato e carte e mobili consegnate ai legittimi proprietari. Si trattò tuttavia di una breve parentesi, con la restaurazione del 1814, ripristinate le cancellerie, vi tornarono anche tutti gli atti di cui le mairies si erano riappropriate. A Sesto la permanenza dell’archivio dovrebbe esser durata dal maggio 1809 ai primi di luglio del 1814. Si conserva infatti nell’archivio comunale una Nota di spese occorse per fare la divisione dell’archivio delle tre comunità di Fiesole, Sesto e Campi e per trasportare quello di Sesto dalla cancelleria del Pellegrino in quella di Sesto in ordine alla circolare del sig. prefetto del dì 13 febbraio 1809 inviata il 20 maggio 1809 dal prefetto del dipartimento dell’Arno al maire di Sesto16 . A questa si aggiunge l'Inventario delle carte, registri, libri e mobili esistenti nella mairie di Sesto, che dal sig. Giuseppe Antonio Corsi stato maire della comune di Sesto vengono consegnati al sig. Vincenzio Corsi, nuovo maire di detta comune17 . Da uno scambio epistolare tra Giuseppe Nucci, segretario del gonfaloniere di Sesto, il suo vice Antonio Paoletti ed il cancelliere Anton Domenico Palmieri si ha infine notizia che l’archivio comunitativo di Sesto fu riconsegnato alla cancelleria il 13 luglio 181418 . Una volta ricostituito l’archivio della cancelleria, il cancelliere Palmieri stese anche un Nuovo inventario dei libri, filze etc. delle tre comunità di Fiesole, Sesto e Campi, che sono stati restituiti dai nuovi già meri, in oggi gonfalonieri, alla nuova cancelleria di dette tre comunità. Nel dicembre del 1820, visto il "quasi totale disordine in cui si trova da vari anni l’archivio della lor cancelleria" il cancelliere Zecchini fu incaricato dal magistrato di Sesto della "risistemazione e di farne eseguire ex integro l’inventario corrispettivo"19 per la somma di £ 100 per la parte della comunità di Sesto. Altrettanto gli fu corrisposto dalla comunità di Fiesole20 . In questa stessa epoca, esattamente il 20 dicembre21 furono trasportate "all’archivio generale della cancelleria di Fiesole tutte le filze e carte che esistevano nella stanza contigua a quella che serve per le sedute magistrali" 22 per disposizione del gonfaloniere di Sesto in accordo con il provveditore della camera delle comunità23 . Quindi alla fine del 1820 l’archivio podestarile, conservato fino a quel momento nel palazzo pretorio di Sesto, venne unito all’archivio della cancelleria di Fiesole, situata al Pellegrino, dove si disponeva di locali adatti allo scopo e di un custode24 . Successivamente, nel 1829, le quattro comunità amministrate dalla cancelleria, sentirono la necessità di istituire un vero e proprio posto di archivista per risolvere il problema della sempre più assidua consultazione degli atti25 . A seguito del riordinamento dell’archivio completato dal cancelliere Giovan Benedetto Zecchini alla fine dell’anno 1829 fu redatto anche un nuovo inventario, copiato dal calligrafo Carlo Zecchini e intitolato Indice dei libri, filze e carte esistenti nell’archivio delle comunità di Fiesole, Pellegrino, Sesto e Brozzi. Nel 1848, nel quadro della riforma generale della struttura amministrativa dello stato toscano, anche le cancellerie comunitative vennero trasformate in "cancellerie del censo", che pur avendo competenze soprattutto in materia erariale, mantennero le funzioni di custodia degli archivi comunitativi26 . L’inventario delle scritture conservate presso la cancelleria ufficio del censo di Fiesole fu compilato nel 1856 dal cancelliere Antonio Della Nave, per conto delle magistrature comunali di Fiesole, Pellegrino, Sesto, Rovezzano e Brozzi che facevano parte della circoscrizione di questa istituzione, così come era stata ridisegnata nel 183827 . Sulla base di questo inventario, venne effettuato nel 1866, all’indomani dell’entrata in vigore della legge per l’unificazione amministrativa del 186528 che determinò la definitiva abolizione delle cancellerie, il trasferimento alle rispettive sedi municipali dei documenti delle antiche comunità, conservati nell’archivio della cancelleria. Tornarono così a Sesto, come già era avvenuto transitoriamente durante il periodo francese, le carte che oggi costituiscono quello che solitamente si definisce l’archivio storico preunitario. Fu il consigliere Pilade Tosi29 , per incarico del sindaco di Sesto [Francesco Daddi] a ricevere da Giuseppe Fancelli, sindaco di Fiesole: "i libri e filze descritti nel presente inventario alla rubrica ‘Comunità di Sesto’ dalla categoria I alla categoria XVIII inclusive, più dalle filze dei cancellieri di n. 16 e 17, due pacchi di carte riguardanti l’Opera delle candele e due pacchi di carte riguardanti i camarlinghi; idem dalla filza n. 18 un dazzaiolo della [...] di commercio dell’anno 1848, idem da quella inventari segnata n. 1, l’inventario dei mobili della pretura di Sesto; id. una filza n. 3 intitolata stato civile dal 1817 al 1854; id. altra filza ‘Tavole di ragguaglio pesi misure’; id. 4 volumi referti del donzello; id. il vecchio plantario del comune suddetto; id. le filze di n. 15, 20, 24 e 34 attinenti al servizio dell’ingegnere di circondario"30 . Nell’archivio postunitario del comune di Sesto (n. 514)31 si trova un elenco delle categorie I-XVIII, copiato dall’inventario di Fiesole al momento della trasmissione degli atti. Alla fine di questo elenco è stato annotato a lapis " seguono tutti i libri e filze che riguardano il catasto consegnati all’agenzia delle tasse". Le carte catastali furono infatti le prime ad esser prelevate dall’archivio della cancelleria per esser trasportate, già nel settembre del 1865 al 2° ufficio dell’agenzia delle tasse di Firenze. L’archivio giudiziario invece fu consegnato al segretario comunale Pietro Villoresi il 14 luglio 1871 e da questi nella stessa data al cancelliere della Regia Pretura32 . Solo allora infatti, terminata la costruzione del nuovo palazzo comunale si potè trovare nel locale palazzo pretorio, con il trasferimento del municipio e della Guardia nazionale, lo spazio adatto per l’archivio e corrispondere così a quanto disposto nel R. D. n. 5859 del 1 settembre 1870 33 . E nel palazzo pretorio gli atti civili anteriori al 1866 sono rimasti almeno fino al 188234 , prima di essere versati, secondo le disposizioni di legge, nell’archivio di stato di Firenze, dove ancor oggi si trovano e sono stati di recente inventariati da Vanna Arrighi e Alessandra Contini35 . La seconda filza di atti civili del tempo del podestà Onofrio Goretti da Pratovecchio, rimasta chissà per quali vicissitudini nell’archivio comunale, è sfuggita a quell’inventario ed è stata inserita in questo36 , anche se sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale disponesse di depositarla all’archivio di stato dove si conservano tutte le altre.
Il territorio
L’Unità d’Italia determinò anche la rottura di un equilibrio territoriale plurisecolare in favore della città di Firenze, che proclamata capitale, ampliò la propria area urbana a scapito dei comuni limitrofi. In questo complesso disegno di espansione territoriale, che apportò modifiche sostanziali all’articolazione dei comuni dell’area fiorentina37 , Sesto beneficiò della soppressione del comune di Pellegrino (R. D. 26.7.1865, n. 2412) dal quale acquisì una stretta fascia di territorio, adiacente al suo confine meridionale (le zone denominate del Lippi, Sodo e parte della parrocchia di Novoli). Pochi anni dopo nel 1869 con delibera consiliare n. 61 del 23 maggio 1869 e R. D. n. 5818 del 27 luglio 1869, Sesto aggiunse al suo antico nome la qualificazione di "Fiorentino", per distinguersi da altri comuni omonimi del Regno d’Italia. Fu però nel 1928 che ebbe luogo un’ampia revisione del territorio comunale fiorentino e dei centri circostanti che portarono Sesto Fiorentino all’assetto territoriale attuale. Fu abolito il comune di Brozzi e un lembo a sud-ovest dei suoi confini rientrò nel perimetro comunale di Sesto che a sua volta dovette cedere a Firenze non solo le zone acquisite nel 1865 ma anche parte del suo territorio storico corrispondente agli antichi popoli di S. Michele a Castello, S. Maria a Quarto e una porzione del popolo di S. Silvestro a Rufignano (R. D. n. 2561, 1 novembre 1928). La complessità di questo disegno territoriale non può essere ignorata quando ci si proponga di utilizzare come fonti dirette per la ricerca i documenti conservati nell’archivio comunale. Questi si riferiscono infatti a circoscrizioni che nel passato avevano ampiezza e configurazione diverse rispetto a quella attuale. In generale l’odierna estensione del comune è meno vasta di quella a cui si riferiscono i documenti qui descritti. Le carte riguardanti il comune del Pellegrino, rimaste a Fiesole, furono in seguito ad un’ulteriore definizione dei confini, stabilita dalla legge 7 luglio 1910, n. 43538 , spartite fra l’archivio del comune di Firenze e l’archivio del comune di Fiesole (quelle prodotte nel periodo dell’aggregazione 1865-1910). L’archivio del comune di Brozzi, che all’epoca leopoldina aveva fatto parte della nuova comunità di Sesto39 ed era divenuto autonomo nel 180840 , furono ritirate dalla cancelleria di Fiesole nel 186641 e rimasero in loco fino al 1928. In quest’epoca con la soppressione del comune, smembrato fra quelli di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa e Firenze, confluirono nell’ archivio comunale di Firenze. E’ evidente quindi l’intricato legame di complementarietà che esiste fra le fonti storico documentarie conservate oggi nell’archivio comunale di Sesto Fiorentino, e quelle conservate nell’archivio comunale di Fiesole in primo luogo, ma anche in altri archivi comunali e non (archivio di stato di Firenze), dove le carte che componevano l’archivio della cancelleria comunitativa sono adesso depositate.
L’archivio preunitario del comune di Sesto Fiorentino dall’Unità d’Italia ad oggi
Le unità archivistiche, che oggi costituiscono l’archivio preunitario di Sesto Fiorentino, dal momento del loro ritorno in loco nel 1866, sono state sottoposte a vari tentativi di riordinamento ed inventariazione. Non risulta che sia stato redatto negli anni ottanta dell’Ottocento, com’è avvenuto in altri comuni (ad esempio Fiesole) un inventario delle carte antiche. Il 18 agosto 1882 in una lettera diretta al prefetto il sindaco di Sesto Fiorentino scriveva: "Questo archivio comunale è stato sempre conservato e si conserva con tutta esattezza e le carte ivi depositate sono regolarmente riunite in tante filze numerate, ciascuna delle quali ha l’indice in ordine alfabetico degli inserti che vi si contengono: oltre l’indice per ciascuna filza, esiste pure il repertorio generale d’archivio ove sono registrati tutti gli atti che vi si custodiscono" 42 . Si fa quindi menzione dei repertori, tuttora presenti, ma non di un inventario. Al 1934 risale, con ogni probabilità43 il Registro delle filze dell’archivio comunale, aggiornato fino al 1956. In questo registro ad ogni documento viene attribuito un numero d’ordine ed un oggetto; il criterio delle successione appare casuale, forse dettato da esigenze pratiche. Non tutti i registri, le filze o le buste di epoca preunitaria figurano in quest’elenco. Solamente nel gennaio 196644 , dopo ripetute sollecitazioni della soprintendenza e varie visite ispettive della dott. Giulia Camerani Marri, fu conferito dall’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino al cav. Astorre Buzzi, ex archivista capo della prefettura di Firenze, l’incarico di istituire la sezione separata d’archivio relativa agli affari esauriti da oltre quarant’anni in ottemperanza a quanto disposto dal DPR 30 settembre 1963, n. 1409, art. 30. Il riordinatore, sotto la supervisione della soprintendenza, procedette in un primo momento alla compilazione delle schede, poi alla redazione di un inventario dell’archivio preunitario. Attualmente le schede non sono più conservate in archivio, mentre resta la bozza dattiloscritta dell’inventario che il Buzzi consegnò nel 1968 al segretario comunale Giulio Giannetti. Quest’inventario, definito provvisorio in una lettera del sovrintendente archivistico del 197145 , non è mai stato pubblicato ed è per la verità un elenco di consistenza del materiale preunitario, al quale sono stati uniti gli atti riguardanti i consorzi idraulici e l’opera di S. Maria delle candele. Resta tuttavia lo strumento di corredo più organico di cui finora si disponeva per l’archivio preunitario. Nell’attuale inventario i documenti sono stati suddivisi nelle sezioni sottoindicate, intitolate con il nome delle istituzioni responsabili della loro produzione ordinate in sequenza cronologica:
Lega, poi comunità di Sesto (...1446-1808).A queste si aggiungono due archivi aggregati :
Podesteria di Sesto e Fiesole, poi podesteria di Sesto: affari amministrativi ed atti civili (...1696-1796...)
Mairie di Sesto (1808-1814).
Comunità di Sesto (1814-1865).