INTRODUZIONE


L’archivio preunitario del comune di Sesto Fiorentino fino all’Unità d’Italia

Le vicende storiche che hanno portato l’archivio preunitario del comune di Sesto Fiorentino ad assumere l’attuale conformazione sono strettamente legate a quelle dell’archivio della cancelleria di Fiesole, già illustrate da Maura Borgioli1 . Sesto fu infatti unita a Fiesole, com’è noto, prima come podesteria2 poi, a seguito dell’istituzione delle cancellerie comunitative, come cancelleria comunitativa3 . E proprio presso le cancellerie comunitative si conservavano, per antica consuetudine amministrativa, sia le carte prodotte dalle comunità e dai luoghi pii che quelle delle magistrature giudiziarie e degli altri organi periferici granducali, sottoposti alla sorveglianza del cancelliere. Nel caso di Fiesole si assiste alla separazione non solo formale ma anche fisica tra gli archivi podestarili e quelli degli organismi di governo locale. Il cancelliere comunitativo, che esercitava le proprie funzioni di controllo sulle amministrazioni locali di Sesto, Brozzi, Campi, Calenzano, Signa, si limitava a conservare gli archivi comunitativi presso la propria residenza, che si trovava a Firenze, per facilitare le comunicazioni con gli abitanti di un territorio così vasto. La prassi della residenza alternata del podestà per sei mesi a Sesto ed altri sei mesi a Fiesole, aveva invece dato luogo a due archivi podestarili distinti e tra loro complementari, uno a Fiesole ed uno a Sesto4 . Questo è il quadro che emerge dalla Risposta del cancelliere Settimio Giovacchini all’indagine promossa nel 1746 dall’auditore della consulta Pompeo Neri5 e che rimane sostanzialmente immutato fino al periodo francese. La relazione del cancelliere è di fondamentale importanza non solo per le informazioni sulla tenuta degli archivi, ma anche perché contiene una descrizione degli atti conservati presso la cancelleria e le podesterie. All’epoca nell’archivio podestarile che aveva sede a Sesto si trovavano centotrentanove civili coperti e legati in carta pecora bianca, con sopra lo stemma ed il nome di ciascun podestà. Nell’archivio della cancelleria erano presenti per quanto riguarda Sesto: cinque libri di deliberazioni e partiti, diciannove libri di saldi, lo statuto della lega di Sesto6 .Le notizie tratte dalla Risposta possono essere utilmente integrate con le descrizioni delle scritture della cancelleria contenute negli antichi inventari conservati nell’archivio del comune di Fiesole. Il più antico di questi è l’Inventario de’ libri e scritture della cancelleria di Sesto e Fiesole consegniati all’ecc.mo dottor Domenico Valentini, moderno cancelliere di detta cancelleria, datato 1 marzo 17027 . Si tratta di un inventario, compilato al momento del passaggio delle consegne fra un cancelliere ed il suo successore. La sua finalità è eminentemente pratica, dei documenti, distinti in "veglianti" o "vechi", viene in primo luogo indicata la quantità, poi la materia, la comunità d’appartenenza e l’epoca. Sono elencati anche gli statuti, i libri delle compagnie ed opere ed infine i mobili e le masserizie esistenti nei palazzi pretori e nella cancelleria. Una maggiore attenzione alla tenuta dell’archivio pare sia stata prestata dal successore del cancelliere Valentini, Girolamo Ponzò, che intraprese una serie d’iniziative per la tutela della documentazione conservata negli archivi posti sotto la sua sorveglianza. Restano testimonianze del suo lavoro nelle deliberazioni di Fiesole8 e in quelle di Sesto9 e soprattutto nel Libro degli inventari, impiantato da questo cancelliere nel 1734 "per registrarvi gli inventari dei libri che sono nella cancelleria di Fiesole et annessi, e sue masserizie, siccome dei libri degl’archivi di Fiesole, Sesto e Campi"10 . La descrizione delle scritture lasciataci dal Ponzò è sicuramente la più accurata di quelle esaminate finora e la più precisa dal punto di vista quantitativo11 . Precedono le carte relative agli affari in corso, seguono quelle relative agli affari già esauriti, descritti per serie di atti (deliberazioni, saldi) o per materia (tassa del macinato). Nell’ambito di ciascun gruppo le unità archivistiche sono enumerate in ordine cronologico (dalla più recente alla più antica) con l’indicazione della comunità di appartenenza e della quantità. Per gli anni successivi sono conservati solo inventari sommari, redatti periodicamente, con una struttura simile a quella esaminata per l’inventario del 1702 e che risultano fra loro sostanzialmente analoghi, variando solamente la quantità del materiale dovuta al normale accrescimento delle carte. Bisognerà attendere le riforme leopoldine, perché come riflesso della rinnovata importanza attribuita agli organismi di governo locale, qualcosa cambi anche nel modo di redigere gli inventari della cancelleria. In questo periodo infatti, si assiste ad una più attenta cura da parte del cancelliere nella descrizione delle carte appartenenti a ciascuna comunità, che appaiono ben individuate e distinte dalle scritture della cancelleria definite "libri che sono in comune tra le tre comunità del dipartimento della cancelleria di Fiesole"12 . Riferibile a questa tendenza può considerarsi l’ Inventario di tutti i libri e filze di pertinenza della comunità di Sesto, esistenti nell’archivio della cancelleria di Fiesole, che per quanto non datato, è sicuramente posteriore al 178513 . In questo inventario sono chiaramente indicati tutti i pezzi riguardanti la podesteria di Sesto e la lega di Brozzi che, in base al regolamento del 23 maggio 1774, costituivano la nuova comunità di Sesto. La precisione con cui vengono descritti rende possibile un riscontro con i documenti attualmente presenti in archivio e permette di individuare quelli adesso mancanti, dei quali resta solo quella descrizione. E’ questo il caso dei saldi dei popoli di S. Maria a Urbana, di S. Martino a Bugliano e di S. Romolo a Colonnata, del campione di strade del 1779 e dei libri delle imborsazioni di Sesto del 1774 e del 178414 . Una cesura netta con il passato fu imposta però solo dalla dominazione francese, che si abbattè sulle antiche istituzioni e su procedure amministrative ormai consolidate. Le cancellerie furono abolite e fu stabilito che ogni municipalità rientrasse in possesso delle proprie carte. Il maire del Pellegrino, nella cui sede si trovava l’archivio della cancelleria di Fiesole, oppose non poca resistenza15 , alla fine però l’archivio della cancelleria fu smembrato e carte e mobili consegnate ai legittimi proprietari. Si trattò tuttavia di una breve parentesi, con la restaurazione del 1814, ripristinate le cancellerie, vi tornarono anche tutti gli atti di cui le mairies si erano riappropriate. A Sesto la permanenza dell’archivio dovrebbe esser durata dal maggio 1809 ai primi di luglio del 1814. Si conserva infatti nell’archivio comunale una Nota di spese occorse per fare la divisione dell’archivio delle tre comunità di Fiesole, Sesto e Campi e per trasportare quello di Sesto dalla cancelleria del Pellegrino in quella di Sesto in ordine alla circolare del sig. prefetto del dì 13 febbraio 1809 inviata il 20 maggio 1809 dal prefetto del dipartimento dell’Arno al maire di Sesto16 . A questa si aggiunge l'Inventario delle carte, registri, libri e mobili esistenti nella mairie di Sesto, che dal sig. Giuseppe Antonio Corsi stato maire della comune di Sesto vengono consegnati al sig. Vincenzio Corsi, nuovo maire di detta comune17 . Da uno scambio epistolare tra Giuseppe Nucci, segretario del gonfaloniere di Sesto, il suo vice Antonio Paoletti ed il cancelliere Anton Domenico Palmieri si ha infine notizia che l’archivio comunitativo di Sesto fu riconsegnato alla cancelleria il 13 luglio 181418 . Una volta ricostituito l’archivio della cancelleria, il cancelliere Palmieri stese anche un Nuovo inventario dei libri, filze etc. delle tre comunità di Fiesole, Sesto e Campi, che sono stati restituiti dai nuovi già meri, in oggi gonfalonieri, alla nuova cancelleria di dette tre comunità. Nel dicembre del 1820, visto il "quasi totale disordine in cui si trova da vari anni l’archivio della lor cancelleria" il cancelliere Zecchini fu incaricato dal magistrato di Sesto della "risistemazione e di farne eseguire ex integro l’inventario corrispettivo"19 per la somma di £ 100 per la parte della comunità di Sesto. Altrettanto gli fu corrisposto dalla comunità di Fiesole20 . In questa stessa epoca, esattamente il 20 dicembre21 furono trasportate "all’archivio generale della cancelleria di Fiesole tutte le filze e carte che esistevano nella stanza contigua a quella che serve per le sedute magistrali" 22 per disposizione del gonfaloniere di Sesto in accordo con il provveditore della camera delle comunità23 . Quindi alla fine del 1820 l’archivio podestarile, conservato fino a quel momento nel palazzo pretorio di Sesto, venne unito all’archivio della cancelleria di Fiesole, situata al Pellegrino, dove si disponeva di locali adatti allo scopo e di un custode24 . Successivamente, nel 1829, le quattro comunità amministrate dalla cancelleria, sentirono la necessità di istituire un vero e proprio posto di archivista per risolvere il problema della sempre più assidua consultazione degli atti25 . A seguito del riordinamento dell’archivio completato dal cancelliere Giovan Benedetto Zecchini alla fine dell’anno 1829 fu redatto anche un nuovo inventario, copiato dal calligrafo Carlo Zecchini e intitolato Indice dei libri, filze e carte esistenti nell’archivio delle comunità di Fiesole, Pellegrino, Sesto e Brozzi. Nel 1848, nel quadro della riforma generale della struttura amministrativa dello stato toscano, anche le cancellerie comunitative vennero trasformate in "cancellerie del censo", che pur avendo competenze soprattutto in materia erariale, mantennero le funzioni di custodia degli archivi comunitativi26 . L’inventario delle scritture conservate presso la cancelleria ufficio del censo di Fiesole fu compilato nel 1856 dal cancelliere Antonio Della Nave, per conto delle magistrature comunali di Fiesole, Pellegrino, Sesto, Rovezzano e Brozzi che facevano parte della circoscrizione di questa istituzione, così come era stata ridisegnata nel 183827 . Sulla base di questo inventario, venne effettuato nel 1866, all’indomani dell’entrata in vigore della legge per l’unificazione amministrativa del 186528 che determinò la definitiva abolizione delle cancellerie, il trasferimento alle rispettive sedi municipali dei documenti delle antiche comunità, conservati nell’archivio della cancelleria. Tornarono così a Sesto, come già era avvenuto transitoriamente durante il periodo francese, le carte che oggi costituiscono quello che solitamente si definisce l’archivio storico preunitario. Fu il consigliere Pilade Tosi29 , per incarico del sindaco di Sesto [Francesco Daddi] a ricevere da Giuseppe Fancelli, sindaco di Fiesole: "i libri e filze descritti nel presente inventario alla rubrica ‘Comunità di Sesto’ dalla categoria I alla categoria XVIII inclusive, più dalle filze dei cancellieri di n. 16 e 17, due pacchi di carte riguardanti l’Opera delle candele e due pacchi di carte riguardanti i camarlinghi; idem dalla filza n. 18 un dazzaiolo della [...] di commercio dell’anno 1848, idem da quella inventari segnata n. 1, l’inventario dei mobili della pretura di Sesto; id. una filza n. 3 intitolata stato civile dal 1817 al 1854; id. altra filza ‘Tavole di ragguaglio pesi misure’; id. 4 volumi referti del donzello; id. il vecchio plantario del comune suddetto; id. le filze di n. 15, 20, 24 e 34 attinenti al servizio dell’ingegnere di circondario"30 . Nell’archivio postunitario del comune di Sesto (n. 514)31 si trova un elenco delle categorie I-XVIII, copiato dall’inventario di Fiesole al momento della trasmissione degli atti. Alla fine di questo elenco è stato annotato a lapis " seguono tutti i libri e filze che riguardano il catasto consegnati all’agenzia delle tasse". Le carte catastali furono infatti le prime ad esser prelevate dall’archivio della cancelleria per esser trasportate, già nel settembre del 1865 al 2° ufficio dell’agenzia delle tasse di Firenze. L’archivio giudiziario invece fu consegnato al segretario comunale Pietro Villoresi il 14 luglio 1871 e da questi nella stessa data al cancelliere della Regia Pretura32 . Solo allora infatti, terminata la costruzione del nuovo palazzo comunale si potè trovare nel locale palazzo pretorio, con il trasferimento del municipio e della Guardia nazionale, lo spazio adatto per l’archivio e corrispondere così a quanto disposto nel R. D. n. 5859 del 1 settembre 1870 33 . E nel palazzo pretorio gli atti civili anteriori al 1866 sono rimasti almeno fino al 188234 , prima di essere versati, secondo le disposizioni di legge, nell’archivio di stato di Firenze, dove ancor oggi si trovano e sono stati di recente inventariati da Vanna Arrighi e Alessandra Contini35 . La seconda filza di atti civili del tempo del podestà Onofrio Goretti da Pratovecchio, rimasta chissà per quali vicissitudini nell’archivio comunale, è sfuggita a quell’inventario ed è stata inserita in questo36 , anche se sarebbe auspicabile che l’amministrazione comunale disponesse di depositarla all’archivio di stato dove si conservano tutte le altre.

Il territorio

L’Unità d’Italia determinò anche la rottura di un equilibrio territoriale plurisecolare in favore della città di Firenze, che proclamata capitale, ampliò la propria area urbana a scapito dei comuni limitrofi. In questo complesso disegno di espansione territoriale, che apportò modifiche sostanziali all’articolazione dei comuni dell’area fiorentina37 , Sesto beneficiò della soppressione del comune di Pellegrino (R. D. 26.7.1865, n. 2412) dal quale acquisì una stretta fascia di territorio, adiacente al suo confine meridionale (le zone denominate del Lippi, Sodo e parte della parrocchia di Novoli). Pochi anni dopo nel 1869 con delibera consiliare n. 61 del 23 maggio 1869 e R. D. n. 5818 del 27 luglio 1869, Sesto aggiunse al suo antico nome la qualificazione di "Fiorentino", per distinguersi da altri comuni omonimi del Regno d’Italia. Fu però nel 1928 che ebbe luogo un’ampia revisione del territorio comunale fiorentino e dei centri circostanti che portarono Sesto Fiorentino all’assetto territoriale attuale. Fu abolito il comune di Brozzi e un lembo a sud-ovest dei suoi confini rientrò nel perimetro comunale di Sesto che a sua volta dovette cedere a Firenze non solo le zone acquisite nel 1865 ma anche parte del suo territorio storico corrispondente agli antichi popoli di S. Michele a Castello, S. Maria a Quarto e una porzione del popolo di S. Silvestro a Rufignano (R. D. n. 2561, 1 novembre 1928). La complessità di questo disegno territoriale non può essere ignorata quando ci si proponga di utilizzare come fonti dirette per la ricerca i documenti conservati nell’archivio comunale. Questi si riferiscono infatti a circoscrizioni che nel passato avevano ampiezza e configurazione diverse rispetto a quella attuale. In generale l’odierna estensione del comune è meno vasta di quella a cui si riferiscono i documenti qui descritti. Le carte riguardanti il comune del Pellegrino, rimaste a Fiesole, furono in seguito ad un’ulteriore definizione dei confini, stabilita dalla legge 7 luglio 1910, n. 43538 , spartite fra l’archivio del comune di Firenze e l’archivio del comune di Fiesole (quelle prodotte nel periodo dell’aggregazione 1865-1910). L’archivio del comune di Brozzi, che all’epoca leopoldina aveva fatto parte della nuova comunità di Sesto39 ed era divenuto autonomo nel 180840 , furono ritirate dalla cancelleria di Fiesole nel 186641 e rimasero in loco fino al 1928. In quest’epoca con la soppressione del comune, smembrato fra quelli di Campi Bisenzio, Sesto Fiorentino, Signa e Firenze, confluirono nell’ archivio comunale di Firenze. E’ evidente quindi l’intricato legame di complementarietà che esiste fra le fonti storico documentarie conservate oggi nell’archivio comunale di Sesto Fiorentino, e quelle conservate nell’archivio comunale di Fiesole in primo luogo, ma anche in altri archivi comunali e non (archivio di stato di Firenze), dove le carte che componevano l’archivio della cancelleria comunitativa sono adesso depositate.

L’archivio preunitario del comune di Sesto Fiorentino dall’Unità d’Italia ad oggi

Le unità archivistiche, che oggi costituiscono l’archivio preunitario di Sesto Fiorentino, dal momento del loro ritorno in loco nel 1866, sono state sottoposte a vari tentativi di riordinamento ed inventariazione. Non risulta che sia stato redatto negli anni ottanta dell’Ottocento, com’è avvenuto in altri comuni (ad esempio Fiesole) un inventario delle carte antiche. Il 18 agosto 1882 in una lettera diretta al prefetto il sindaco di Sesto Fiorentino scriveva: "Questo archivio comunale è stato sempre conservato e si conserva con tutta esattezza e le carte ivi depositate sono regolarmente riunite in tante filze numerate, ciascuna delle quali ha l’indice in ordine alfabetico degli inserti che vi si contengono: oltre l’indice per ciascuna filza, esiste pure il repertorio generale d’archivio ove sono registrati tutti gli atti che vi si custodiscono" 42 . Si fa quindi menzione dei repertori, tuttora presenti, ma non di un inventario. Al 1934 risale, con ogni probabilità43 il Registro delle filze dell’archivio comunale, aggiornato fino al 1956. In questo registro ad ogni documento viene attribuito un numero d’ordine ed un oggetto; il criterio delle successione appare casuale, forse dettato da esigenze pratiche. Non tutti i registri, le filze o le buste di epoca preunitaria figurano in quest’elenco. Solamente nel gennaio 196644 , dopo ripetute sollecitazioni della soprintendenza e varie visite ispettive della dott. Giulia Camerani Marri, fu conferito dall’amministrazione comunale di Sesto Fiorentino al cav. Astorre Buzzi, ex archivista capo della prefettura di Firenze, l’incarico di istituire la sezione separata d’archivio relativa agli affari esauriti da oltre quarant’anni in ottemperanza a quanto disposto dal DPR 30 settembre 1963, n. 1409, art. 30. Il riordinatore, sotto la supervisione della soprintendenza, procedette in un primo momento alla compilazione delle schede, poi alla redazione di un inventario dell’archivio preunitario. Attualmente le schede non sono più conservate in archivio, mentre resta la bozza dattiloscritta dell’inventario che il Buzzi consegnò nel 1968 al segretario comunale Giulio Giannetti. Quest’inventario, definito provvisorio in una lettera del sovrintendente archivistico del 197145 , non è mai stato pubblicato ed è per la verità un elenco di consistenza del materiale preunitario, al quale sono stati uniti gli atti riguardanti i consorzi idraulici e l’opera di S. Maria delle candele. Resta tuttavia lo strumento di corredo più organico di cui finora si disponeva per l’archivio preunitario. Nell’attuale inventario i documenti sono stati suddivisi nelle sezioni sottoindicate, intitolate con il nome delle istituzioni responsabili della loro produzione ordinate in sequenza cronologica:

Lega, poi comunità di Sesto (...1446-1808).
Podesteria di Sesto e Fiesole, poi podesteria di Sesto: affari amministrativi ed atti civili (...1696-1796...)
Mairie di Sesto (1808-1814).
Comunità di Sesto (1814-1865).
A queste si aggiungono due archivi aggregati : Compagnia della Beata Vergine Maria delle candele poi opera di S. Maria delle candele(1493- 1876...).
Deputazioni dei fiumi, poi consorzi idraulici (...1784-1932).


NOTE
  1. In proposito si veda: M. Borgioli, Introduzione a Inventario dell’archivio preunitario del comune di Fiesole, Firenze, 1991, pp. 1-17.
  2. Vedi pp. &
  3. Sul ruolo di queste istituzioni: cfr. G. Prunai, Introduzione a Gli archivi storici dei comuni della Toscana, in "Quaderni della rassegna degli archivi di stato", n. 22, Roma, 1963, pp. 7-43; E. Fasano Guarini, Potere centrale e comunità soggette nel Granducato di Cosimo I, in "Rivista storica italiana", LXXXIX, 1977, pp. 490-538; A. Antoniella, Introduzione a L’archivio preunitario del comune di Montevarchi. Inventario, a cura di A. Antoniella e L. Borgia, Firenze, 1982, pp. V-XVIII; Gli archivi delle podesterie di Sesto e Fiesole (1540-1870), a cura di V. Arrighi e A. Contini, Firenze, 1993, p. 19 ed il recente studio di A. Antoniella, Cancellerie comunitative e archivi di istituzioni periferiche nello stato vecchio fiorentino in "Modelli a confronto. Gli archivi storici comunali della Toscana", Firenze, 1996, pp. 20-33.
  4. Cfr. Gli archivi delle podesterie di Sesto e Fiesole cit., pp. 49-50.
  5. Il testo si trova in ASF, Consulta, n. 463, cc. 752-761.
  6. A proposito del quale è scritto: "copiato dall’archivio delle Riformagioni in buono et intellegibile carattere con due coperte di legno foderate di quoio rosso, che fu fatto a tempo della repubblica fiorentina nell’anno 1409 [...] nel quale anno fu pubblicato e dell’istesso non se ne conserva altro che il suddetto volume" (cfr. ASF, Consulta, n. 463, cc. 754 v). Attualmente nell’archivio preunitario di Sesto Fiorentino lo statuto non è presente. Nelle deliberazioni si legge però che nel 1712 si stanziarono duegentodieci lire per fare "una copia delli statuti della lega, che è molto tempo si sono smarriti, da ricavarsi dalle Riformagioni, acciò possa con essi amministrarsi rettamente la giustizia dalli signori giusdicenti pro tempore ..." (cfr. ACS, n. 4, cc. 46v-47) e che nel 1719 vi fu un ulteriore stanziamento per rimborsare il camarlingo Giovan Battista Gozzini della spesa sostenuta per la realizzazione della copia dello statuto "di essa lega, per la quale furno stanziate L 210 con partito del dì 28 luglio 1712 approvato il dì 12 agosto detto e L 4 per la legatura di detti statuti con coperte di cuoio rosso, con le loro fibbie..." (cfr. Ibid., c. 109). Il volume così descritto, sembrerebbe essere quello che nel 1746 si trovava presso la cancelleria e che, se quest’ipotesi è valida, doveva essere stato precedentemente nell’archivio podestarile, in quanto fatto per i giusdicenti pro tempore. Nel 1734 era tuttavia già presente nell’archivio della cancelleria, come risulta dall’inventario di G. Ponzò (Cfr. ACF, Preunitario, n. 221, c. 5v) e deve esservi rimasto fino al 1778 (Cfr. Inventario dei libri della cancelleria di Fiesole et annessi fatto da noi infrascritti cancellieri del sindacato per l’anno 1778, in ACF, Preunitario, n. 222, cc. 145-147). Da quest’epoca in poi non è più citato negli inventari. Il testo dello statuto e delle successive riforme è conservato nell’archivio di stato di Firenze (Statuti delle comunità autonome e soggette, n. 847) ed è stato pubblicato (senza le riforme) da M. Mannini in Le podesterie di Fiesole e Sesto dal XV al XVIII secolo: podestà, stemmi, statuti, Firenze, 1974, pp. 273-296.
  7. Cfr. ACF, Preunitario, n. 222, cc. 81-85.
  8. Cfr. Inventario dell’archivio preunitario del comune Fiesole cit., p. 3.
  9. Cfr. ACS, n. 4, c. 297 dove si legge di uno stanziamento di settanta scudi, a dì 12 dicembre 1733 "per fare un armadio dove si devono porre i libri dell’archivio". Altre spese per l’archivio (scudi trentatre) sono citate in ACS, n. 5, c. 4v e nello stesso registro c. 6 si trova scritto: "Con loro partito [a dì 21 febbraio 1735]...stanziarono scudi tre a me cancelliere suddetto [G. Ponzò] per mio rimborso di spese fatte nell’essere stato a Sesto per rivedere l’archivio e farne il nuovo inventario" e a c. 11 "Con loro partito [a dì 11 agosto 1735] ...stanziarono lire cinquantuna, che lire 30 per saldo di quello deve avere Giovan Domenico Ferrini libraio per aver ricoperto diverse filze e libri dell’archivio di detta lega [di Sesto] e lire 21 a me cancelliere [G. Ponzò] per diverse spese fatte in gite per riordinare detto archivio e per farne l’inventario e registrarlo ai soliti libri".
  10. Cfr. ACF, Preunitario, n. 221.
  11. M. Borgioli rileva tutte le differenze esistenti da questo punto vista fra il rapporto del cancelliere Giovacchini del 1746 e l’inventario di G. Ponzò, relative soprattutto alla consistenza dei saldi dei popoli e a quella delle carte delle compagnie ed opere, sottoposte alla sorveglianza del cancelliere (cfr. Inventario dell’archivio preunitario del comune di Fiesole cit., pp. 4-5). Per quanto riguarda i saldi dei popoli della podesteria di Sesto appare opportuno segnalare che il Giovacchini enumera solo diciotto libri, ancora in corso, mentre il Ponzò registra anche otto libri antichi di saldi dei popoli.
  12. Cfr. Inventario dell’archivio preunitario del comune Fiesole cit., p. 6.
  13. Cfr. ACF, Preunitario, n. 222, cc. 145-147. Il documento più recente citato in questo inventario è del 1785.
  14. Vedi pp. di questo inventario dei saldi, del campione e la n. &.
  15. Il marzo 1809 l’aggiunto del maire del Pellegrino scriveva al maire di Sesto: " Questo maire cav. Gio. Batta. Giorgi intende di non consegnare per ora verun capo di mobile preteso dai comuni di Sesto e Campi, come pure gli scaffali dell’antico archivio della cancelleria ..." Cfr. ACS, n. 202, 2 (provvisorio),& cfr. anche Inventario dell’archivio preunitario del comune di Fiesole cit., p. 7.
  16. Cfr. ACS, Documenti al conto, n. 230 provvisorio.&
  17. In questo inventario sono elencati: " N. quattro filze di lettere degl'anni 1809.1810.1811 e 1812 contenenti gli affari di amministrazione e più un numero di esse dell'anno corrente 1813 - n. quattro libri contenenti i bullettini degl'atti della prefettura degl'anni suddetti, e più un numero di essi dell'anno corrente - n. sei registri degl'atti di nascita degl'anni 1808. 1809. 1810. 1811. 1812 e 1813 - n. sei detti di matrimoni dei suddetti anni - n. sei detti di morti dei suddetti anni - n. un registro delle denunzie dell'anno corrente - n. un libretto contenente l'estratto dell'art. secondo del Codice Napoleone del titolo del matrimonio - n. due registri di nascita, ch’è uno della pieve e l'altro di Cercina - n. dodici registri di morti delle parrocchie - n. dodici detti di matrimoni - n. diciannove bullettini della giunta compreso l'indice - i bullettini delle leggi - n. due copia lettere legati, che contengono tutte le lettere scritte dall'anno 1809 a tutto questo giorno - n. un registro delle deliberazioni del maire - n. uno detto delle deliberazioni del consiglio municipale - n. uno detto dei mandati rilasciati sopra il percettore municipale e che serve di scarico per l'amministrazione comunitativa - n. uno detto per gli atti civili dal quale risultano contratti stipulati fra la comune ed i terzi - n. una filza dei contratti originali suddetti - n. cinque registri dei patentati - n. uno detto dei passaporti - n. uno detto dei religiosi - n. uno detto dei certificati rilasciati - n. uno detto degl'alloggi - n. uno detto dei mendicanti - n. uno detto dei disertori, refrattari - n. uno detto delle persone sospette e condannati - Il censimento o sia lo stato d'anime di tutta la comune - Il registro civico - n. una filza di processi verbali - n. sette liste dei coscritti degl'anni 1808.1809.1810.1811.1812.1813 e 1814 ed i documenti relativi - n. un libro dei saldi dell'antica magistratura comunitativa degl'anni 1807 e 1808 - n. un tomo contenente le istruzioni generali sulla coscrizione - n. un campione delle strade vecchio - n. uno detto nuovo delle medesime - n. dodici piante indicanti le strade dei popoli della comune - il ruolo delle numerazioni delle case - n. due campioni, ove son descritti i possessori delle due comuni di Sesto e Brozzi - n. due catasti, ove son descritti i beni stabili e di suolo - n. trentacinque arruoti, ove son descritti i beni come sopra - n. due filze di volture fatte negl'anni 1809.1810.1811 e 1812 ed un numero di esse fatte nell'anno corrente - n. una liretta o sia l'indice dei nomi dei possidenti delle comuni di Sesto e Brozzi - n. due scaffali a cinque piani per ciascheduno, che contengono dazzaioli antichi, registri di deliberazioni degl'antichi magistrati e diversi altri libri antichi." (Cfr. ACS, n. 64 vecchio&9
  18. In ACS, n. 202 & vi sono due lettere del cancelliere Palmieri, una a Giuseppe Nucci (3 luglio 1814) e l’altra ad Antonio Paoletti (8 luglio 1814) in cui viene richiesto di riconsegnare l’archivio e gli scaffali della cancelleria, su quest’ultima si trova scritto in calce: "13 luglio 1814. Consegnati tutti i libri e i due scaffali al Galli Francesco [donzello] dal quale sono stati portati alla cancelleria del Pellegrino".
  19. Cfr. ACS, n. 12 delibere mag, cc. 38r e v , 5 dic 1820 (il numero è quello del vecchio inv. )&
  20. Cfr. Inventario dell’archivio preunitario del comune di Fiesole cit., p. 8.
  21. Cfr. in ACS Documenti al conto , n. 44, 1820-1821, il mandato di pagamento di £ 36 emesso in favore del donzello Nemesio Fatichi "per rimborso di spese fatte in occasione del trasporto delle filze e libri esistenti nelle stanze magistrali all’archivio della cancelleria di Fiesole eseguito detto dì 20 dicembre" e l’acclusa nota di spese.
  22. Cfr. in ACS, n. 12 Delibere,& cc. 41, 14 marzo 1821 "Vista la nota presentata da Nemesio Fatichi aspettante alla somma di lire trentasei dal medesimo spese nella circostanza di effettuare il trasporto all’archivio generale della cancelleria di Fiesole di tutte le filze e carte che esistevano nella stanza contigua a quella che serve per le sedute magistrali della lor comunità. Con partito di voti favorevoli sei, contrari - stanziarono a detto instante le dette lire trentasei da prelevarsi dall’art. 14 del tit. 6 del bilancio del p. anno 1820 approvandone pertanto il congruo mandato stato emesso dalla lor cancelleria fin dal dì 31 dicembre ultimo scorso di consenso del lor sig. gonfaloniere".
  23. In ACF, Preunitario, n. 291, cc. 132-134 è anche descritto il luogo dove le filze trasportate da Sesto furono collocate, cioè in due armadi inviati da Sesto, ingranditi con altri palchetti dal falegname Giuseppe Gamberucci, ridipinti dal "tintore" Pietro Braschi e posti "nella prima stanza della cancelleria, che precede l’archivio medesimo". Il tutto per una spesa totale di £ 205.
  24. In virtù della documentazione reperita negli archivi comunali di Sesto Fiorentino e Fiesole e qui prodotta ci pare di poter ragionevolmente sciogliere il dubbio di A. Antoniella nella sua recensione in "Archivio storico italiano", CLIII, 1995, dispensa I, pp. 182, al volume Gli archivi delle podesterie di Fiesole e Sesto cit., dove l’autore rilevando un’ incongruenza fra le notizie riportate dalla Borgioli in Inventario dell’archivio preunitario del comune di Fiesole cit. p., 11 e quelle dell’Arrighi e della Contini nel volume recensito si chiedeva se la cancelleria di Fiesole conservasse o no nel 1865 le carte guidiziarie di Sesto ed auspicava un "supplemento d’indagine".
  25. Cfr. Inventario dell’archivio preunitario del comune di Fiesole cit., p. 8.
  26. Vedi Antoniella, Cancellerie comunitative e archivi di istituzioni periferiche cit., pp. 28 e sg.
  27. Cfr. Inventario dell’archivo preunitario del comune di Fiesole cit., p. 9.
  28. Cfr. Raccolta ufficiale delle leggi e dei decreti del Regno d’Italia, vol. XI, n. 2248.
  29. Pilade Tosi, fiorentino, dipendente della Cassa di risparmio di Firenze, fu consigliere comunale a Sesto quasi ininterrottamente dal 1865 al 1888. Fu esponente di quella classe di professionisti, commercianti e proprietari terrieri, spesso non sestesi, ma con rilevanti interessi economici a Sesto, che gestendo l’amministrazione comunale si trovarono ad affrontare spesso problemi legati all’istruzione e alla cultura. Fu presidente della locale Società per la Biblioteca circolante al momento della sua fondazione nel 1869 e per un breve periodo ricoprì anche l’incarico di assessore alla pubblica istruzione. Cfr. S. Buti, L. Guarnieri, La società per la biblioteca circolante in Ceramica da leggere, Sesto Fiorentino, 1995, pp. 33 e sg.
  30. Cfr. ACF, Preunitario, n. 705. Il plantario non si trova attualmente nell’archivio di Sesto Fiorentino, è citato nell’Inventario di tutti i libri e filze di pertinenza della comunità di Sesto, esistenti nell’archivio della cancelleria di Fiesole, ( vedi p. &) e nell’inventario del cancelliere Zecchini è annotato a fianco della scritta Plantario di tutte le strade situate nell’antica comunità di Sesto comprensiva della nuova comunità di Brozzi (1779) "è presso l’ufficio comunale del Pellegrino". Può darsi che non sia arrivato a Sesto o che sia andato perso successivamente, com’è successo anche per altro materiale cartografico (vedi consorzi idraulici).&
  31. Il numero della busta è quello del Registro delle filze dell’archivio comunale del 1934. Si fa notare tuttavia che è in corso il lavoro di risistemazione ed inventariazione di questa sezione dell’archivio.
  32. In ACF, n. 705, p. 316 si legge "A dì quattordici luglio milleottocentosessantuno. Io sottoscritto Pietro Villoresi segretario del comune di Sesto, a ciò incaricato dal sindaco ho ricevuto in consegna dal sig. sindaco del comune di Fiesole tutte le filze descritte nel presente inventario sotto la rubrica Tribunale di Fiesole atti civili dal numero uno c. 303 al n. 216 inclusivamente" e in ACS, Postunitario, n. 514, ins. 2, si trova una ricevuta compilata nello stesso giorno dal cancelliere della pretura di Sesto Fiorentino: " Io sottoscritto cancelliere della R. Pretura di Sesto Fiorentino dichiaro di aver ricevuto dal municipio locale n. duecentosedici filze contenenti gli atti giudiziari già esistenti nella soppressa cancelleria dell’ufficio del censo di Fiesole". Nella stessa busta 514 , ins. 2 è contenuta anche la Nota di tutte le filze già esistenti nella cancelleria ufficio del censo di Fiesole sotto la rubrica = Tribunale di Sesto = Atti civili = stati consegnati dall’ufficio comunale di Fiesole al sig. segretario di Sesto il dì 14 luglio 1871. In calce è stato scritto: " La presente è stata estratta dal registro degli inventari di archivio del comune di Fiesole con i quali collazionata concorda. Questo dì 14 luglio 1871. Il segretario del municipio di Sesto Fiorentino Pietro Villoresi."
  33. In ACS, Postunitario, n. 514, ins. 2 è conservato il carteggio fra il sindaco di Sesto Fiorentino, quello di Fiesole, il prefetto di Firenze ed il pretore di Sesto Fiorentino in merito al trasferimento dell’archivio giudiziario; in una lettera del 25 maggio 1871 indirizzata al prefetto, il sindaco di Sesto Fiorentino scriveva: " ... non appena che il municipio e la Guardia nazionale si fossero traslocati nel nuovo palazzo comunale, allora si sarebbe ingrandito il locale del Pretorio, colla cessione delle due stanze della G. nazionale, si sarebbe destinata una stanza apposita ad uso d’archivio e si sarebbe data piena esecuzione al citato decreto reale".
  34. In ACS, n. 514, ins. 20 è conservata la minuta della delibera di consiglio del 5 maggio 1881, con la quale la giunta proponeva al consiglio di stanziare lire trecento per sistemare presso il palazzo pretorio in appositi scaffali l’archivio giudiziario anteriore al 1866 e farne un inventario. Si conservano anche le note dei lavori eseguiti nel 1882, rispettivamente dal falegname Giuseppe Ceccherini per un valore di lire duecentotrenta per risistemazione scaffali e creazione di nuovi e di lire settanta al commesso comunale Cesare Bossoli per la sistemazione delle carte.
  35. Cfr. Gli archivi delle podesterie di Sesto e Fiesole, cit.
  36. Cfr. p. di questo inventario Atti civili &
  37. Cfr. in proposito Possidenti, contadini, artigiani : la popolazione tra ‘700 e ‘800 nei documenti degli archivi storici comunali, a cura di P. Benigni, S. Pieri, G. Todros, Firenze, 1996, pp. 77-85. In questo volume, pubblicato in occasione della omonime esposizioni tenute nei comuni di Sesto Fiorentino, Bagno a Ripoli, Campi Bisenzio, Scandicci, Fiesole, Impruneta, Lastra a Signa nel gennaio-febbraio 1996 nell’ambito di un progetto di valorizzazione degli archivi promosso insieme alla Soprintendenza, è contenuta anche la rielaborazione cartografica degli assetti territoriali assunti dai comuni dell’area fiorentina negli anni successivi all’Unità.
  38. Cfr. M. Borgioli, Per una carta delle variazioni territoriali e dei confini storici del comune di Fiesole, in La memoria del territorio, Fiesole, 1990, pp. 29-33.
  39. Cfr. Regolamento del 23 maggio 1774 per la comunità di Sesto, in Bandi e ordini da osservarsi nel Granducato di Toscana, Firenze, 1747-1859, vol. 6, n. XVII.
  40. Cfr. ASF, Prefettura dell’Arno, n. 503, fasc. n. 1.
  41. Cfr. ACF, Preunitario, n. 705.
  42. Cfr. ACS, Postunitario, n. 514, ins. 19.
  43. Cfr. F. Morandini, Notizie degli archivi toscani, Sesto Fiorentino, in "Archivio storico italiano", LXIV, 1956, p. 617.
  44. Cfr. ACS, Archivio Comunale. Corrispondenza ed atti amministrativi anteriori al 1985 (busta in attesa di numerazione definitiva).
  45. Cfr. nota 41.&