ARCHIVIO
DELLA LEGA E PODESTERIA
POI
COMUNITÀ DI FIESOLE
(…1509-1808)
LEGA
E PODESTERIA, POI COMUNITÀ DI FIESOLE
(…1509-1808)
All'inizio del XVI secolo il territorio della lega e podesteria di Fiesole53 era composto da 29 popoli54, che si riducono a 28, nel 1586, per la perdita di S. Donato in Polverosa entrato a far parte dei Sobborghi di S. Gallo.
Questo assetto territoriale si manterrà immutato fino alle riforme di Pietro Leopoldo, il quale, col decreto istitutivo della comunità di Fiesole, aggrega al territorio già compreso sotto la denominazione di podesteria di Fiesole altri nove popoli, distaccati dalla soppressa cancelleria dei Sobborghi di Firenze(55.
La comunità leopoldina rappresenta il momento di massima espansione del territorio sottoposto all'autorità municipale fiesolana, ma è destinata a durare solo fino al 1808, quando sarà ridimensionata consistentemente dalle riforme amministrative imposte dal governo francese in Toscana.
Fino alla riforma comunitativa del 1774, anche a Fiesole, come nel resto della Toscana, la vita della comunità e la struttura istituzionale e burocratica dell'ente di autogoverno locale sono regolamentate da uno statuto56. Qui esso risente però della specificità della storia fiesolana che in epoca basso medievale è caratterizzata dall'instaurarsi di rapporti conflittuali con la repubblica fiorentina che porteranno alla violenta sottomissione dei fiesolani al potere emergente di Firenze57. A questa fase seguirà una situazione di stretta dipendenza e di fedeltà, consolidatasi nei secoli, nei confronti della vicina città. In questi antefatti si possono probabilmente individuare i motivi che hanno portato ad una redazione tarda dello statuto, quando ormai la compilazione di leggi proprie da parte delle comunità rurali avviene su sollecitazione di Firenze58, sia, di conseguenza, alla anonimità delle norme registrate nelle sue rubriche.
Gli statutari fiesolani hanno infatti redatto nel 141559 uno statuto un po' sommario, povero di identità, mancante di molte figure di ufficiali tipicamente comunali e di quelle disposizioni peculiari che in altre realtà trasformano questi documenti in specchi della vita economica e sociale di una collettività.
Lo statuto fiesolano60 prevedeva, accanto al podestà e alla sua famiglia61, un complesso di ufficiali locali piuttosto contenuto nel numero e nella specificità dei compiti.
L'organo collegiale di autogoverno locale era costituito da otto consiglieri scelti tra gli stessi abitanti in rappresentanza dei popoli della lega e podesteria di Fiesole, in misura proporzionale alla loro importanza demografica.
Ai componenti dell' "Offitio degl'Otto" era attribuita l'autorità d'imporre tasse a favore della podesteria, quando lo giudicassero necessario e con le modalità da loro preferite, di chiamare un procuratore e nominare ambasciatori, ragionieri o altri di cui ritenessero aver bisogno oppure di fare tutto ciò che stimassero utile con l'unica limitazione di non contravvenire allo statuto di Fiesole o a quello di Firenze. Il loro stipendio è fissato in dodici soldi, che costituiscono la retribuzione complessiva per i sei mesi di durata della carica62. Ma il 13 luglio 1415, in sede di approvazione dello statuto da parte degli organi di controllo fiorentini, il consiglio subisce già una riduzione di autonomia: i suoi componenti non si potranno riunire senza espressa autorizzazione del podestà, pena il pagamento di 20 soldi di multa per ciascun contravvenente e per ogni volta che ciò si verifichi63. Come risulta da successive riforme statutarie, alla mancanza di una reale autorità e ai disagi che l'esercizio della carica rappresentativa comporta si cercherà poi, a più riprese, di ovviare con l'offrire indennità e gratificazioni: dal 1566 viene stabilito di attribuire a ciascun "officiale", oltre al solito "salario" che ha raggiunto la cifra di 20 soldi ogni sei mesi, un piatto di stagno con lo stemma di Fiesole perché "habbi un poco di ricordanza in casa" e "per ricordare alle famiglie loro"; nella stessa occasione, "volendo che dove non si guadagna almeno non rimettino del loro", si autorizza il pagamento di "coletioni", fino ad una spesa di 10 soldi, per quei consiglieri che, convocati a Fiesole per le riunioni, "non possono tornare a mangiare alle case loro, et sono forzati andare al hosteria, tanto che è molto più la spesa che il guadagno"64. A conferma del fatto che era considerato oneroso l’impegno richiesto ai membri del consiglio - artigiani e contadini il cui sostentamento poggia sull'attività delle loro stesse braccia- per l'esercizio delle funzioni, anche cerimoniali, connesse con la carica, si ricorda una norma inclusa nella riforma del 1569 che attribuisce, ai tre rappresentanti della lega che sono designati per andare a ricevere il podestà al momento del suo arrivo a Fiesole, il diritto a ricevere "una mezza libbra di pepe" per ciascuno per essere stati "tutto il giorno a perder tempo"65. Per qualsiasi incombenza svolta a favore dell'amministrazione della lega a qualsiasi livello gerarchico venga eseguita è peraltro sempre previsto un compenso. Anche i rettori dei popoli66 ricevono, come risulta dall'esame delle voci di uscita degli stessi saldi dei popoli, compensi per ogni incombenza, anche minima, assolta per conto della collettività.
A partire dalla riforma dello statuto di Fiesole del 1569 diventa tassativa la presenza del cancelliere per deliberare67 e viene tolta la proibizione a riunirsi senza l'autorizzazione del podestà quando ci siano da trattare "cose ordinarie", in considerazione anche del fatto che egli risiede sei mesi l'anno a Sesto; si prevede inoltre la possibilità di tenere le adunanze dei consiglieri a Firenze, soluzione ritenuta più comoda per tutti e anche più funzionale68.
Oltre ai consiglieri della lega negli statuti sono previsti anche alcuni ufficiali che svolgono compiti a carattere più prettamente amministrativo69: il camarlingo generale, esattore e tesoriere comunale; quattro sindaci e un notaio, incaricati di verificare la correttezza dell'operato di podestà, camarlingo e ogni altro ufficiale della lega allo scadere dei singoli mandati; il messo e banditore, che oltre a pubblicizzare i bandi e gli avvisi di vario genere è tenuto ad effettuare i pignoramenti dei beni dei debitori e a consegnare i "pegni" così ottenuti al camarlingo generale.
Per tutti gli ufficiali la selezione avviene attraverso l'iniziale immissione di una serie di nomi in apposite borse, dalle quali in determinati periodi dell'anno vengono estratti a sorte, uno alla volta, per ricoprire le cariche previste dallo statuto.
I criteri che regolano la scelta dei nomi da inserire nelle borse sono inizialmente così poco selettivi che, nel 1569, si ritiene necessario riformare la rubrica II dello statuto, per ovviare ad alcuni inconvenienti che ne sono derivati: "s'imborsano quasi tutti li huomini della lega senza distinguere huomini pratichi et intelligenti" ed anche "forestieri che non sanno ragionare delle cose della lega" oppure avviene addirittura "come si è praticato et costumato per molti anni che, senz'imborsare o fare tratta, ogni seggio alla fine del loro officio, ne eleggevano otto altri huomini a loro piacimento, uno per uno"70. Si stabiliscono perciò nuove norme più restrittive: ogni cinque anni a maggio si procederà a fare la scelta dei nomi da inserire nelle borse, vi parteciperanno tutti coloro che ricoprono a vario titolo incarichi negli organi di autogoverno locale, sia appena eletti che uscenti di carica; ognuno di essi proporrà un certo numero di nomi fra i quali ne saranno selezionati una parte in base ai voti espressi da tutti. In questa occasione si stabilisce anche di aumentare a due unità la rappresentanza del popolo S. Stefano in Pane, che è il più abitato della lega71, e si ribadisce la prassi di formare due borse per i rappresentanti del popolo della canonica di Fiesole, una di artigiani e una di contadini, a conferma del ruolo rilevante che gli scalpellini72, principale componente del ceto degli artigiani svolgono all'interno della comunità. Inoltre, da questo momento in poi, potrà essere incluso nelle borse dei consiglieri solo chi risieda da almeno dieci anni nel territorio della lega e abbia compiuto 25 anni73.
Alla scarnezza delle informazioni fornite dagli statuti, e solo parzialmente integrate dalle aggiunte e riforme successive, si può in parte supplire, a partire dal 1596, con l'esame dei verbali delle sedute del consiglio della lega74. Si riscontra così che le modalità per la ripartizione degli otto consiglieri fra i 28 popoli rispettano criteri precisi in base ai quali tre di essi sono sempre rappresentanti di Fiesole e di S. Stefano in Pane, che esprimono uno o due consiglieri a turno, alternandosi semestralmente75; gli altri cinque posti di consigliere vengono aggiudicati ai restanti popoli in base ai seguenti raggruppamenti fissi:
Le modalità dell'alternanza o i criteri che l'hanno determinata, probabilmente radicati nella tradizione e nell'uso comune, non risultano codificati in maniera sistematica. Sono però documentati come prassi consueta nei verbali delle adunanze dove si trovano anche sporadici accenni che chiariscono alcuni meccanismi della selezione. In calce alla estrazione effettuata il 18 luglio 1683 si trova ad esempio un'annotazione che descrive il metodo seguito per la spartizione dei cinque consiglieri attribuiti ai raggruppamenti dei nuclei di popolazione di minore importanza demografica e dei tre consiglieri assegnati ai due centri più importanti della lega: "I popoli di Buiano e Ontignano riseggano alternativamente, cioè quando risiede l'uno esclude l'altro; Buiano risiede per la tratta di marzo, Ontignano per la tratta di settembre. La Canonica e S. Stefano hanno due rappresentanti scambievolmente, cioè per la tratta di marzo ne tocca due alla Canonica, che sono un artiere et un contadino per la tratta di settembre un artiere. S. Stefano per la tratta di settembre due rappresentanti e per la tratta di marzo uno"77.
In occasione della riforma delle borse effettuata nel 1706 nel meccanismo elettorale si inserisce una nuova variabile: i "Bombardieri". Questa denominazione identifica genericamente gli appartenenti ad un corpo speciale delle milizie granducali. Nel nostro caso si tratta in effetti di membri di famiglie di scalpellini fiesolani che in quanto appartenenti a quel corpo rivendicano il privilegio di essere "imborsati" di diritto, senza cioè la preventiva approvazione collettiva dell'assemblea che ogni cinque anni procede alla formazione delle borse dalle quali si estraggono i rappresentanti della comunità. Essi appoggiano questa pretesa, in ordine a quanto previsto negli "Ordini e privilegi delle milizie toscane pedestri e equestri"78, sulla continuità di presenza loro, o di appartenenti alla loro stessa famiglia, nell'esercizio delle varie cariche pubbliche79. Verificata la validità delle affermazioni dei "Bombardieri", che si pongono come una componente nuova, privilegiata, all'interno del ceto dirigente locale di Fiesole, i suoi rappresentanti vengono immessi come soprannumerari nella "borsa degli artieri" di Fiesole. Questa prassi continuerà immutata fino alla riforma delle borse effettuata nel 1751. Successivamente, a seguito dell'abolizione delle milizie nazionali, con motuproprio dell'11 ottobre 1753 si stabilirà infatti la cessazione dei privilegi di cui avevano usufruito gli appartenenti ai corpi militari80.
Per quanto attiene alla periodicità e al numero degli uffici comunitativi assegnati per "tratta", dall'esame delle deliberazioni dell'organo di autogoverno si constata la continuità di un sistema che prevede l'estrazione due volte l'anno, a febbraio e ad agosto, degli otto rappresentanti della lega, dei quattro sindaci incaricati di indagare sulla corretta gestione del podestà uscente e di due stimatori della lega. Tutte cariche a periodicità semestrale con inizio il primo marzo e il primo settembre di ciascun anno.
Durante la tratta effettuata a febbraio si procede ad estrarre anche il camarlingo della lega81, il sindaco del piviere e due ragionieri incaricati di indagare sulla correttezza del suo operato. Nel corso del mese di marzo di ogni anno i 28 rettori dei popoli della lega giurano di assolvere "bene e diligentemente" il loro ufficio e presentano i propri mallevadori.
Dal 1683 la carica di camarlingo diventa comprensiva anche di quella di sindaco del piviere ed estende la sua competenza alla revisione dei saldi dei popoli della lega; per ciascuna di queste istituzioni si continuano però a redigere saldi distinti. A questa figura si attribuisce inoltre, quasi costantemente, anche la funzione di depositario dei pegni, ufficiale incaricato di custodire, per conto della comunità, i beni sequestrati ai debitori insolventi, dei quali deve rendere conto in entrata e in uscita su appositi registri.
La figura del gonfaloniere non è prevista dagli antichi statuti, anche se vi si trova menzionata, in maniera occasionale, nelle modifiche o aggiunte successive. A partire dal 1614 se ne registra la presenza ad ogni adunanza dell'"Offitio degl'Otto" non più in maniera generica, come avveniva fino ad allora, ma identificandolo col suo nome proprio. Spesso il cancelliere annota accanto ai loro nomi "gonfaloniere che dura un anno e lo fanno da loro"82. Egli riceve infatti l'investitura al di fuori dei meccanismi di selezione usuali e il godimento di questa carica risulta prerogativa degli abitanti del capoluogo in quanto il detentore viene scelto mediante estrazione fra gli operai dell'Opera di S. Maria Primerana, in base ad una consuetudine che affonda le sue radici nella storia di Fiesole e che si protrarrà fino alle riforme del 177483.
Alla carenza di fonti documentarie che illustrino l'origine e il significato della carica e le competenze precise attribuite ai gonfalonieri fiesolani fa riscontro una fonte narrativa di tutto rispetto. Si tratta della memoria redatta il 18 maggio 1775 dal canonico Girolamo Palagi: Descrizione della funzione, che fino all'anno 1774 si è fatta nella città di Fiesole ogn'anno in occasione del Gonfalone la seconda domenica di maggio84. Questa testimonianza fu scritta per tramandare il ricordo della cerimonia che preludeva all'insediamento del gonfaloniere e che era cessata a seguito della riforma comunitativa. Se ne ricavano però anche alcune notizie sulle caratteristiche richieste per esercitare l'ufficio: vi si poteva accedere una sola volta nella vita, si doveva essere di Fiesole, appartenere ad una delle famiglie importanti della città e possedere almeno la propria casa. Sulla facciata dell'abitazione di colui che veniva estratto per ricoprire la carica, in corrispondenza di una finestra, all'inizio del gonfalonierato veniva apposto un anello di ferro che serviva per appendervi lo stendardo con le insegne cittadine nelle "solennità dell'anno" e che rimaneva poi come segno distintivo e identificante delle case dove risiedevano famiglie dalle quali erano stati estratti i gonfalonieri.
Durante la cerimonia di investitura, che si teneva con grande pompa e concorso di popolo ogni seconda domenica di maggio, veniva recitata un'orazione in lode di Fiesole e della sua storia85.
Un altro istituto di cui gli statuti non parlano è il piviere della canonica di Fiesole, aggregazione di popoli interna alla podesteria o lega di Fiesole, sopravvivenza dell'antico ordinamento di origine ecclesiastica che risale all'alto medioevo. Nel XVI secolo e fino alla sua abolizione a seguito della riforma comunitativa, esso è composto dai seguenti popoli: S. Andrea a Sveglia; Badia di Fiesole; Canonica di Fiesole; Sant’Ilario a Montereggi; Santa Lucia a Trespiano; Santa Maria a Ontignano; San Michele a Muscoli; San Martino a Maiano; San Martino a Vico; Santa Margherita a Saletta; San Clemente in Poggio; San Lorenzo a Basciano; Santa Maria a Vincigliata; Santa Maria a Buiano.
Dall'esame delle voci dei "saldi" del piviere86, che costituiscono l'unica fonte documentaria pervenutaci in merito a questa istituzione, esso sembra assolvere a scopi prevalentemente devozionali e cerimoniali provvedendo, dopo aver soddisfatto le spese per il proprio minuto funzionamento amministrativo (carta etc.), alla retribuzione del gonfaloniere, del pennoniere e del messo, al pagamento delle torce da utilizzare nella processione del Corpus Domini e di San Romolo e, quando l'usura lo rende necessario, ad un nuovo stendardo con le insegne della lega. Per sopperire a queste spese di interesse locale a carattere sociale, vengono utilizzate le somme versate annualmente a tale scopo dai popoli che compongono il piviere.
La struttura, su cui si regge il funzionamento dell'organo di autogoverno locale, viene spazzata via da Pietro Leopoldo di Lorena il quale, nel 1774, attua una riforma dell'amministrazione periferica del Granducato. L'intento è quello di favorire l'autonomia di governo dei possidenti locali e costituire un'unità territoriale di base per lo Stato, efficiente, omogenea ed estesa a tutta la Toscana, alla quale affidare molte delle responsabilità fino ad allora monopolio degli uffici statali: dai lavori pubblici alla ripartizione e riscossione delle tasse87.
Col Regolamento locale per la comunità di Fiesole emanato da Pietro Leopoldo il 23 maggio 1774 di seguito al Regolamento generale delle comunità del contado fiorentino, si prevede la formazione di un magistrato comunitativo composto da un gonfaloniere e dieci rappresentanti e di un consiglio generale formato dai membri del magistrato e da venti deputati dei popoli compresi nella comunità. Questi ultimi dovevano essere estratti a turno dalle trentasette "borse popolari", anno per anno e in base all'ordine in cui i popoli sono elencati nell'articolo I dello stesso regolamento, in modo che " da tutte egualmente venga estratto il suo Deputato in quel corso d'anni che resulta dal numero delle borse e dal numero dei residenti da estrarsi" e così "venga a rendersi uguale in ciascun popolo il benefizio ed il carico della residenza"88.
La legge generale di riforma delle comunità aveva già stabilito che la durata in carica dei membri del magistrato comunitativo fosse di un anno e che anche per la loro elezione si continuasse ad usare il sistema delle "tratte", estraendo però i nomi da una borsa in cui erano posti quelli di tutti i possessori di beni immobili soggetti ad una determinata percentuale di tassa.
Da ora in poi la gestione amministrativa della comunità di Fiesole scorre all'interno di un sistema di norme uniformi, anche dal punto di vista formale, e condivise da tutte le comunità del granducato.
DELIBERAZIONI89
1 (I a 1; 1)
Partiti di Fiesole
Registro legato in
pergamena, cc. 292
1596 giu. 4 - 1627
dic. 27
2 (I a 2; 2)
Partiti di Fiesole
con indice parziale
delle materie
Registro legato in
pergamena, cc. 364
1628 feb. 10 - 1661
feb. 20
3 (I a 3; 3)
Partiti di Fiesole
con indice parziale
delle materie
Registro legato in
pergamena, cc. 267
1661 giu. 6 - 1700
feb. 26
4 (I a 4; 4)
Partiti di Fiesole
con indice parziale
delle materie
Registro legato in
pergamena, cc. 205
1700 feb. 28 - 1721
mag. 10
5 (I a 5; 5)
Partiti di Fiesole
con indice parziale
delle materie
Registro legato in
pergamena, cc. 195
1721 lug. 17 - 1736
dic. 29
6 (I a 6; 6)
Partiti di Fiesole
con indice parziale
delle materie
Registro legato in
pergamena, cc. 284
1737 gen. 25 - 1767
feb. 8
7 (I a 7; 7)
Partiti di Fiesole
Registro legato in
pergamena, cc. 239
1767 feb. 8 - 1782
giu. 3
8 (I a 8; 8)
Partiti e tratte
di Fiesole90
con repertorio, cc.
19
Registro legato in
pergamena, cc. 189
1782 giu. 10 - 1786
apr. 26
9 (I a 9; 9)
Fiesole. Deliberazioni
Registro legato in
pergamena, cc. 284
1786 mag. 29 - 1790
ott. 5
10 (I a 10;
10)
Fiesole. Partiti
Registro legato in
pergamena, cc. 248
1790 nov. 12 - 1796
mag. 1
11 (I a 11;
11)
Deliberazioni dei
rappresentanti della comunità di Fiesole
Registro legato in
pergamena°, cc. 262
1796 lug. 18 - 1802
giu. 22
12 (I a 12;
12)
Fiesole. Partiti
Registro legato in
pergamena, cc. 209
1802 ago. 27 - 1808
lug. 1
13 (I a 13;
13)
Fiesole. Partiti
Registro legato in
pergamena, cc. scritte 11
1808 ago. 15 - 1809
gen. 14
IMBORSAZIONI91
14 (VIII a 2;
265)
Fiesole. Imborsazione
26 luglio 1774
con indice
Comprende: Borsa
del Gonfaloniere e Rappresentanti (cc. 1-11); Borsa dei Revisori
(cc. 14-26); Nota dei possidenti e dei capi di casa da imborsarsi nella
borsa dei Deputati del popolo (cc. 30-121). I nomi degl'imborsati sono
ordinati per popolo.
Registro legato in
pergamena, cc. 121
1774
15 (VIII a 4;
266)
Libro della nuova
imborsazione della comunità di Fiesole fatta quest'anno 1784
con indice
Comprende: Borsa
dei Gonfaloniere e Rappresentanti (cc. 1-9); Borsa dei Revisori
all'imposizione (cc. 13-25); Borsa dei Deputati di popolo (cc.
31-117). Solo i nomi degl'imborsati per l'ufficio di deputato sono ordinati
per popolo.
Registro legato in
pergamena*, cc. 117
1784
16 (VIII a 6;
267)
Fiesole. Imborsazione
1792. Vecchia92
con rubrica alfabetica
dei nomi degl'imborsati per magistrato e revisore
Registro legato in
pergamena*, cc. 76
1792
CAMPIONI DI STRADE
17 (XII a 14;
278 bis)
Campione di tutte
le strade comunitative situate nella comunità di Fiesole, fatto
nell'anno 1779
Contiene: 44 tavole
(54 X 70 cm) relative ai 37 popoli della comunità di Fiesole; Indice
dei popoli componenti le comunità di Fiesole; Registro di tutte
le strade delineate nel presente campione.
Registro legato in
pelle e tela°, cc. 47
1799
18 (XII b 1;
280)
1786. Campione
delle strade e fabbriche della comunità di Fiesole
Comprende: Campione
delle strade mantenibili in comunità di Fiesole (cc. 1-12) e
Campione delle strade non mantenibili in comunità di Fiesole
(cc. 17-28), entrambi ratificati dal perito Vittorio Gabbrielli il 24 aprile
1786; seguono, cucite in epoca successiva, delibere di accampionamento
e carteggio relativo a lavori di strade.
Filza legata in pergamena,
cc. 74
1786 - 1818
19 (XII b 9)
Fiesole. Piante
diverse93
con elenco
Contiene: 14 piante
di strade, o tratti di esse, della comunità di Fiesole; prospetto
di facciata per un edificio da costruirsi al Ponte Rosso (ora Firenze);
pianta della podesteria di Sesto e pianta della podesteria di Campi di
Ferdinando Morozzi; 3 memorie relative alla costruzione di un muro lungo
la via maestra fiorentina.
Busta
fine sec. XVIII -
1817
DISTRIBUZIONI DI GRANO
20 (XI a 1;
460)
Entrate e uscite di
distribuzioni di grano94
Registro legato in
pergamena, cc. 93
1549 - 1556
SALDI DELLA DEPOSITERIA DEI PEGNI
21 (III a 15;
631)
Ragioni de Pegni
della Potesteria di Fiesole
Con spoglio dei pegni
"pendenti" a partire dal 10 novembre 1697.
Depositari: Luca di
Valerio Valenti (1711-1755); Tommaso Foggi (1755-1757); Antonio Foggi(1757-1774);
Simone Patriarchi (1774-1782).
Registro legato in
pergamena, cc. 80
1711 mar. 1 - 1782
apr. 6
SALDI95
Lega e podesteria di Fiesole, poi comunità22 (III a 6; 461)
23 (III a 7;
462)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi: Simone
di Bartolomeo Colombini (1575 set.-1576 feb.); Piero di Bastiano (1576-1577);
Domenico di Bastiano Targini (1577-1578); Iacopo di Francesco Bencini (1578-1579);
Agnolo di Lorenzo Pampaloni (1579-1580); Berto di Iacopo di Berto (1580-1581);
Giovanni di Simone di Teo (1581-1582); Michele di Antonio del Buono (1582-1583);
Francesco di Antonio Caldani (1583-1584); Bastiano di Giovanni di Bastiano
Manzuoli (1584-1585); Piero di Bartolomeo di Chimenti (1585-1586); Bancho
di Niccolo di Domenico, fabbro (1586-1587); Bartolo di Giuliano di Bartolo
Momiani, bottegaio alle Tre Pulzelle (1587-1588); Battista di Domenico,
fabbro al Ponte a Rifredi (1588-1589); Lionardo di Bancho di Nicholo Lavachi
(1589-1590); Francesco di Benedetto di Lorenzo Santini (1590-1591); Andrea
di Bastiano Aldini (1591-1592); Lionardo di Bancho Lavachi (1592-1593);
Francesco di Benedetto Santini (1593-1594).
Registro legato in
pergamena*, cc. 135
1575 set - 1594 feb.
24 (III a 8;
463)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi: Bastiano
di Bernardo Bozzolini (1594-1595); Lionardo di Bancho di Nicholo Lavachi
(1595-1596); Andrea di Bastiano Aldini (1596-1597); Bastiano di Bernardino
Bozzolini (1597-1598); Andrea di Antonio Benvenuti (1598-1599); Francesco
di Bastiano del Buono (1599-1600); Battista di Domenico (1600-1601); Lorenzo
di Francesco Fancelli (1601-1602); Bernardino di Bastiano Caldani (1602-1603);
Andrea di Antonio Benvenuti (1603-1604); Antonio di Francesco Aldini (1604-1605);
Filippo di Bernardo Pettirossi (1605-1606); Baccio di Giulio Mariani (1606-1607);
Giovanni di Bartolo, saponaio (1607-1608); Bernardino di Bastiano Caldani
(1608-1609); Filippo di Bernardo Pettirossi (1609-1610); Andrea di Antonio
Benvenuti (1610-1611): Bernardino di Bastiano Caldani (1611-1612); Girolamo
di Simone Porcellotti (1612-1613); Andrea di Antonio Benvenuti (1613-1614);
Marcho di Francesco di Mariano (1614-1615); Giovanni di Bartolomeo Saponai
(1615-1616); Bernardino di Bastiano Guelfi (1616-1617); Marco di Francesco
di Mariano (1617-1618); Bellevante di Giovanni Patriarchi (1618-1619);
Bernardino di Bastiano Guelfi (1619-1620); Domenico di Antonio Aldini (1620-1621);
Simone di Giovanni Tei (1621-1622); Bastiano di Bernardino Guelfi (1622-1623);
Bernardino di Bastiano Guelfi (1623-1624); Simone di Giovanni Tei (1624-1625);
Domenico di Antonio Aldini (1625-1626); Bernardino di Bastiano Guelfi (1626-1627);
Bastiano di Bernardino Guelfi (1627-1628)
Registro legato in
pergamena, cc. 242
1594 mar. - 1628 feb.
25 (III a 9;
464)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi: Ottavio
di Niccolo Lotti (1628-1629); Pagolo di Santi Piccicoli (1629-1630); Zanobi
di Giovanni Bambi (1630-1631); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1631-1632);
Paolo di Santi Piccinoli (1632-1633); Francesco di Piero Magherini (1633-1634);
Bastiano di Giovanni Mazzoni (1634-1635); Iacopo di Antonio Berti (1635-1636);
Francesco di Paolo Malcorsi (1636-1637); Antonio di Niccolo Lotti (1637-1638);
Iacopo di Domenico Berti (1638-1639); Paolo di Santi Piccinoli (1639-1640);
Lorenzo di Pier Giorgi (1640-1641); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1641-1642);
Paolo di Santi Piccinoli (1642-1643); Giovanni di Stefano Manetti (1643-1644);
Francesco di Pier Magherini (1644-1645); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1645-1646);
Lorenzo di Francesco Poeti (1646-1647); Bastiano di Salvi Butini (1647-1648);
Paolo Piccioli (1648-1649); Giovanni (o Iacopo) di Stefano Manetti (1649-1650);
Francesco Magherini (1650-1651); Antonio Lotti (1651-1655); Bastiano (dal
1667 Sebastiano) di Salvi Butini (1655-1677); Lorenzo di Niccolò
Squarcini (1677-1678); Giovan Battista Porri (1678-1679); Bastiano di Salvi
Butini (1679-1682); Michele di Bastiano Cosci (1682-1684).
Registro legato in
pergamena, cc. 395
1628 mar. - 1684 feb.
26 (III a 10;
465)
Saldi della potesteria
di Fiesole
Camarlinghi: Michele
di Bastiano Cosci (1684-1696); Santi Cosci (1696-1697); Girolamo Ruffoli
(1697-1707); Luca di Valerio Valenti (1707-1719).
Registro legato in
pergamena, cc. 232
1684 mar. - 1719 feb.
27 (III a 11;
466)
Saldi di Fiesole
Camarlingo: Luca di
Valerio Valenti.
Registro legato in
pergamena, cc. 214
1719 mar. - 1747 feb.
28 (III a 12;
467)
Saldi di entrate
e uscite
Camarlinghi: Luca
Valenti (1747-1755); Tommaso Foggi (1755-1757); Antonio Foggi (1757-1774).
Registro legato in
pergamena, cc. 159
1747 mar. - 1774 ago.
29 (III a 13;
468)
Registro dei Saldi
della Comunità di Fiesole
Camarlinghi: Giovan
Francesco Allegri (1774-1777); Paolo Luigi Pini (1777-1780); Tommaso Gherardi
Piccolomini (1780-1783); Giovanni Leonardo Lessi (1783-1786); Marco Bartoli
(1786-1789); Vincenzo Nasi già Alamanni (1789-1792); Giuseppe Parenti
(1792-1794).
Registro legato in
pergamena, cc. 283
1774 set. - 1794 ago.
30 (III a 14;
469)
Registro dei saldi
della Comunità di Fiesole
Camarlinghi: Giuseppe
Parenti (1794-1795); Luigi Bellini (1795-1798); Cerbone del Nero (1798-1804);
Alamanno Altoviti (1804-1807); Antonino Ganucci (1807-1808)
Registro legato in
pergamena*, cc. 220
1794 set. - 1808 dic.
Piviere della canonica di Fiesole31 (IX b 22; 458)
32 (IX b 23;
459)
Saldi c.s.
Contiene: 1. Saldi
del piviere dal 1575 al 1628, cc. 94;
Sindaci: Lorenzo di
Giovanni di Papi (1575-1576); Francesco di Marcho Preti (1576-1577); Francesco
di Matteo Picinni (1577-1578); Pagolo di Federigo Berti (1578-1579); Giovanni
di Simone(1579-1580); Sandro di Taddeo (1580-1581); Bastiano di Biagio
Giannini (1581-1582); Piero di Bastiano di Piero (1582-1583); Marco di
Zanobi di Marco Bambi (1583-1584); Domenico di Baccio del Mercatanza (1584-1585);
Giovanni di Piero di Zanobi Santini (1585-1586); Romolo di Nicholo Ghandi
(1586-1587); Francescho di Antonio di Guelfo Caldani (1587-1588); Bastiano
di Giovanni di Benedetto Manzuoli (1588-1589); Bastiano di Bernardino Bozzolini
(1589-1590); Bartolomeo di Giuliano Momiani (1590-1591); Filippo di Bernardo
Pettirossi (1591-1592); Lodovico di Francesco del Fantasia (1592-1593);
Piero di Bartolomeo, beccaio al Ponte alla Badia (1593-1594); Bartolomeo
di Giuliano Momiani (1594-1595); Felice di Matteo del Lascha (1595-1596);
Bernardino di Bastiano Caldani (1596-1597); Baldassarre di Domenico, fabbro
(1597-1598); Cosimo di Michelagnolo del Ciarri (1598-1599); Michele di
Giambatista (1599-1600); Lionardo di Bancho Lavacchi (1600-1601); Baldassarri
di Domenico di Guasparri (1601-1602); Piero di Bartolomeo, beccaio al Ponte
alla Badia (1602-1603); Girolamo di Simone Porcellotti (1603-1604); Bernardino
di Bastiano Caldani (1604-1605); Batista di Mariotto Pagoli (1605-1606);
Bartolo di Giovanni Bozzolini (1606-1607); Bastiano di Giovanni Manzuoli
(1607-1608); Bellevante di Giovanni Patriarchi (1608-1609); Lodovico di
Francesco del Fantasia (1609-1610); Neri di Batista (1610-1611); Batista
del Berna de Rossi (1611-1612); Simone di Giovanni di Teo (1612-1613);
Giovanni di Bartolomeo, saponaio (1613-1614); Alissandro di Gentile Patriarchi
(1614-1615); Francesco di Giovanni Patriarchi (1615-1616); Bernardino di
Bastiano Guelfi (1616-1617); Antonio Bozzolini (1617-1618); Francesco di
Giovanni Patriarchi (1618-1619); Domenico di Maffio Pampaloni (1619-1620);
Piero di Marco Bini (1620-1621); Bernardino di Bastiano Guelfi (1621-1622);
Bernardino di Filippo Pettirossi (1622-1623); Lorenzo di Filippo Pettirossi
(1623-1624); Matteo di Gentile Patriarchi (1624-1625); Bastiano di Bernardino
Guelfi (1625-1626); Piero di Marco Bini (1626-1627); Benedetto di Giovanni
Tai (1627-1628).
2. Saldi del piviere
dal 1629 al 1732, cc. 151;
Sindaci: Francesco
di Tommaso Manuelli (1628-1629); Bernardino di Filippo Pettirossi (1629-1630);
Bastiano di Bernardino Guelfi (1630-1631); Filippo di Giovanni Cappelli
(1631-1632); Antonfrancesco Bozzolini (1632-1633); Diacinto di Lodovico
del Fantasia (1633-1634); Bastiano di Bernardino Guelfi (1634-1635); Luca
d'Alessandro Landi (1635-1636); Benedetto di Giovanni Ghiai (1636-1637);
Bernardino di Filippo Pettirossi (1637-1638); Luca di Sandro Landi (1638-1639);
Giovanni di Filippo Cappelli (1639-1640); Benedetto di Giovanni Ghiai (1640-1641);
Antonfrancesco Bozzolini (1641-1642); Michelagnolo di Bernardo Bozzolini
(1642-1643); Michelagnolo di Cammillo Bellini (1643-1644); Bastiano di
Salvi Butini (1644-1645); Bastiano Guelfi (1645-1646); Gentile di Matteo
Patriarchi (1646-1647); Michelagnolo Belleni (1647-1648); Giovanni di Piero
Bini (1648-1649); Lorenzo di Francesco Poeti (1649-1650); Bastiano di Bernardino
Guelfi (1650-1651); Bastiano Butini (1651-1652); Francesco di Domenico
Coveni (1652-1653); Giovanni di Filippo Cappelli (1653-1654); Giovanni
Batista Bellini (1654-1655); Giovanni di Filippo Cappelli (1655-1656);
Francesco di Domenico Coveni (1656-1657); Giuliano di Francesco Donnini
(1657-1658); Lorenzo di Francesco Poeti (1658-1659); Giovanni di Filippo
Cappelli (1659-1660); Benedetto di Bernardino Guelfi (1660-1661); Giovanni
Paolo di Girolamo Ponellotti (1661-1662); Bernardo di Bastiano Guelfi (1662-1663);
Bastiano di Bernardino Guelfi (1663-1664); Giovanni di Filippo Cappelli
(1664-1665); Benedetto di Bernardino Guelfi (1665-1666); Francesco di Domenico
Cateni (1666-1667); Girolamo di Benedetto Guelfi (1667-1668); Francesco
di Domenico Cateni (1668-1669); Bastiano di Bernardino Guelfi (1669-1670);
Alessandro di Domenico Pettirossi (1670-1671); Francesco di Domenico Cateni
(1671-1672); Giovanni Paolo di Girolamo Ponellotti (1672-1673); Giuliano
di Francesco Donnini (1673-1674); Bernardino di Bastiano Guelfi (1674-1675);
Carlo Cappelli (1675-1676); Francesco di Domenico Cateni (1676-1677); Domenico
di Stefano Laschi (1677-1678); Cammillo di Michelagnolo Bellini (1678-1679);
Carlo di Giovanni Cappelli (1679-1680); Giovanbattista della Bella (1680-1681);
Salvi di Bastiano Butini (1681-1682); Michele Cosci (1682-1696); Santi
Cosci (1696-1697); Girolamo Ruffoli (1697-1707); Luca di Valerio Valenti
(1707-1732).
3. "Libro de saldi
del piviere di Fiesole" dal 1733 al 1774, cc. 58.
Sindaci: Luca Valenti
(1732-1755); Tommaso Foggi (1755-1757); Antonio Foggi (1757-1774).
Filza legata in pergamena*
di n. 3 registri
1575 - 1774
Popoli della lega di Fiesole9733 (IX b 32; 376)
s. andrea a sveglia
34 (IX b 33;
377)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 156
1591 mar. - 1679 feb.
35 (IX b 34;
378)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1679
al 1748, cc. 91;
2. Saldi dal 1748
al 1774, cc. 27.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1679 mar. - 1774 ago.
badia di fiesole36 (X b 24; 383)
37 (IX b 25;
384)
Saldi c.s.
Registro legato in
mezza pergamena, cc. 111
1589 mar - 1628 feb.
38 (IX b 26;
385)
Saldi c.s.
Registro legato in
mezza pergamena, cc. 139
1628 mar - 1707 feb.
canonica di fiesole39 (IX b 27; 450)
40 (IX b 28;
451)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 188
1683 mar. - 1774 ago.
s. clemente in poggio
41 (IX b 15;
386)
Saldi del popolo di
S. Clemente in Poggio, segnato 4.
Registro legato in
pergamena, cc. 138
1544 mar. - 1608 feb.
42 (IX b 16;
387)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 138
1608 mar. - 1703 feb.
43 (IX b 17;
388)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena*, cc. 90
1703 mar. - 1774 ago.
s. cristofano a novoli44 (IX b 46; 389)
45 (IX b 47;
390)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 92
1707 mar. - 1774 ago.
s. donato a torri46 (IX b 40; 394)
47 (IX b 41;
395)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 56
1727 mar. - 1774 ago
s. iacopo a girone48 (IX b 59; 400)
49 (IX b 60;
401)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 76
1711 mar. - 1774 ago.
s. ilario a montereggi50 (IX b 75; 404)
s. lorenzo a basciano51 (IX b 55; 407)
52 (IX b 56;
408)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena*, cc. 70
1703 mar. - 1774 ago.
s. lorenzo a serpiolle53 (IX b 39; 409)
s. lucia a trespiano54 (IX b 68; 413)
55 (IX b 69;
414)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1681
al 1754, cc. 99;
2. Saldi dal 1754
al 1774, cc. 23.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1681 mar. - 1774 ago.
s. margherita a saletta56 (IX b 66; 417)
57 (IX b 67;
418)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1599
al 1683, cc. 111;
2. Saldi dal 1683
al 1744, cc. 78;
3. Saldi dal 1744
al 1774, cc. 31.
Filza legata in mezza
pergamena di n. 3 registri
1599 mar. - 1774 ago.
s. maria a buiano58 (IX b 6; 419)
s. maria a coverciano59 (IX b 11; 420)
60 (IX b 12;
421)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 78
1711 mar. - 1774 ago.
s. maria a novoli61 (IX b 42; 422)
62 (IX b 43;
423)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1683
al 1754, cc. 98;
2. Saldi dal 1754
al 1774, cc. 21.
Filza legata in mezza
pergamena di n. 2 registri
1683 mar. - 1774 ago.
s. maria a pontanico63 (IX b 4; 426)
64 (IX b 5;
427)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1682
al 1762, cc. 100;
2. Saldi dal 1762
al 1774, cc. 13.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri**
1682 mar. - 1774 ago.
s. maria a vincigliata65 (IX b 61; 430)
s. maria a ontignano66 (IX b 13; 424)
67 (IX b 14;
425)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1648
al 1707, cc. 93;
2. Saldi dal 1707
al 1774, cc. 90.
Filza legata in mezza
pergamena di n. 2 registri
1648 mar. - 1774 ago.
s. martino a maiano68 (IX b 37; 431)
69 (IX b 38;
432)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena*, cc. 116
1689 mar. - 1774 ago.
S. Martino a Mensola70 (IX b 3; 433)
S. Martino a Terenzano71 (IX b 30; 435)
72 (IX b 31;
436)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena*, cc. 74
1717 mar. - 1774 ago.
S. Martino a Vico73 (IX b 57; 437)
74 (IX b 58;
438)
Saldi c.s.
Registro legato in
pergamena, cc. 84
1703 mar. - 1774 ago.
S. Michele a Gignolo75 (IX b 35; 439)
76 (IX b 36;
440)
Saldi c.s.
Registro legato in
mezza pergamena, cc. 101
1685 mar - 1774 ago.
S. Michele a Muscoli77 (IX b 29; 441)
s. piero a careggi di sopra78 (IX b 52; 442)
s. piero a careggi di sotto79 (IX b 53; 443)
80 (IX b 54;
444)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1684
al 1762, cc. 95;
2. Saldi dal 1762
al 1774, cc. 14.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1684 mar. - 1774 ago.
s. piero a quintole81 (IX b 1; 445)
82 (IX b 2;
446)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1683
al 1751, cc. 94;
2. Saldi dal 1751
al 1774, cc. 26.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1683 mar. - 1774 ago.
s. stefano in pane83 (IX b 76; 457)
Sobborghi e popoli dei Sobborghi di San Gallo84 (XI a 6; 692)
sobborghi di san gallo
s. iacopo in polverosa85 (IX b 62; 402)
86 (IX b 63;
403)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 48;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 44.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.
s. donato in polverosa87 (IX b 18; 392)
88 (IX b 19;
391)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 47;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 41.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.
s. gervasio e s. pier maggiore89 (IX b 7; 398)
90 (IX b 8;
399)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 47;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 44.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1716 feb. - 1774 ago.
s. gallo91 (IX b 64; 396)
92 (IX b 65;
397)
Saldi del popolo di
S. Gallo e S. Michelino, segnato 33.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 44;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 42.
Filza legata in pergamena
di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.
s. marco vecchio93 (IX b 9; 415)
94 (IX b 10;
416)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 51;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 48.
Filza legata in mezza
pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.
s. lucia sul prato95 (IX b 70; 411)
96 (IX b 71;
412)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 53;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 46.
Filza legata in mezza
pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.
s. martino a montughi97 (IX b 74; 434)
s. lorenzino fuori le mura della porta al prato98 (IX b 72; 405)
99 (IX b 73;
406)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716
al 1740, cc. 46;
2. Saldi dal 1740
al 1774, cc. 39.
Filza legata in mezza
pergamena di n. 2 registri.
1716 mar. - 1774 ago.