INVENTARIO

ARCHIVIO DELLA LEGA E PODESTERIA
POI COMUNITÀ DI FIESOLE
(…1509-1808)

LEGA E PODESTERIA, POI COMUNITÀ DI FIESOLE
(…1509-1808)


All'inizio del XVI secolo il territorio della lega e podesteria di Fiesole53 era composto da 29 popoli54, che si riducono a 28, nel 1586, per la perdita di S. Donato in Polverosa entrato a far parte dei Sobborghi di S. Gallo.

Questo assetto territoriale si manterrà immutato fino alle riforme di Pietro Leopoldo, il quale, col decreto istitutivo della comunità di Fiesole, aggrega al territorio già compreso sotto la denominazione di podesteria di Fiesole altri nove popoli, distaccati dalla soppressa cancelleria dei Sobborghi di Firenze(55.

La comunità leopoldina rappresenta il momento di massima espansione del territorio sottoposto all'autorità municipale fiesolana, ma è destinata a durare solo fino al 1808, quando sarà ridimensionata consistentemente dalle riforme amministrative imposte dal governo francese in Toscana.

Fino alla riforma comunitativa del 1774, anche a Fiesole, come nel resto della Toscana, la vita della comunità e la struttura istituzionale e burocratica dell'ente di autogoverno locale sono regolamentate da uno statuto56. Qui esso risente però della specificità della storia fiesolana che in epoca basso medievale è caratterizzata dall'instaurarsi di rapporti conflittuali con la repubblica fiorentina che porteranno alla violenta sottomissione dei fiesolani al potere emergente di Firenze57. A questa fase seguirà una situazione di stretta dipendenza e di fedeltà, consolidatasi nei secoli, nei confronti della vicina città. In questi antefatti si possono probabilmente individuare i motivi che hanno portato ad una redazione tarda dello statuto, quando ormai la compilazione di leggi proprie da parte delle comunità rurali avviene su sollecitazione di Firenze58, sia, di conseguenza, alla anonimità delle norme registrate nelle sue rubriche.

Gli statutari fiesolani hanno infatti redatto nel 141559 uno statuto un po' sommario, povero di identità, mancante di molte figure di ufficiali tipicamente comunali e di quelle disposizioni peculiari che in altre realtà trasformano questi documenti in specchi della vita economica e sociale di una collettività.

Lo statuto fiesolano60 prevedeva, accanto al podestà e alla sua famiglia61, un complesso di ufficiali locali piuttosto contenuto nel numero e nella specificità dei compiti.

L'organo collegiale di autogoverno locale era costituito da otto consiglieri scelti tra gli stessi abitanti in rappresentanza dei popoli della lega e podesteria di Fiesole, in misura proporzionale alla loro importanza demografica.

Ai componenti dell' "Offitio degl'Otto" era attribuita l'autorità d'imporre tasse a favore della podesteria, quando lo giudicassero necessario e con le modalità da loro preferite, di chiamare un procuratore e nominare ambasciatori, ragionieri o altri di cui ritenessero aver bisogno oppure di fare tutto ciò che stimassero utile con l'unica limitazione di non contravvenire allo statuto di Fiesole o a quello di Firenze. Il loro stipendio è fissato in dodici soldi, che costituiscono la retribuzione complessiva per i sei mesi di durata della carica62. Ma il 13 luglio 1415, in sede di approvazione dello statuto da parte degli organi di controllo fiorentini, il consiglio subisce già una riduzione di autonomia: i suoi componenti non si potranno riunire senza espressa autorizzazione del podestà, pena il pagamento di 20 soldi di multa per ciascun contravvenente e per ogni volta che ciò si verifichi63. Come risulta da successive riforme statutarie, alla mancanza di una reale autorità e ai disagi che l'esercizio della carica rappresentativa comporta si cercherà poi, a più riprese, di ovviare con l'offrire indennità e gratificazioni: dal 1566 viene stabilito di attribuire a ciascun "officiale", oltre al solito "salario" che ha raggiunto la cifra di 20 soldi ogni sei mesi, un piatto di stagno con lo stemma di Fiesole perché "habbi un poco di ricordanza in casa" e "per ricordare alle famiglie loro"; nella stessa occasione, "volendo che dove non si guadagna almeno non rimettino del loro", si autorizza il pagamento di "coletioni", fino ad una spesa di 10 soldi, per quei consiglieri che, convocati a Fiesole per le riunioni, "non possono tornare a mangiare alle case loro, et sono forzati andare al hosteria, tanto che è molto più la spesa che il guadagno"64. A conferma del fatto che era considerato oneroso l’impegno richiesto ai membri del consiglio - artigiani e contadini il cui sostentamento poggia sull'attività delle loro stesse braccia- per l'esercizio delle funzioni, anche cerimoniali, connesse con la carica, si ricorda una norma inclusa nella riforma del 1569 che attribuisce, ai tre rappresentanti della lega che sono designati per andare a ricevere il podestà al momento del suo arrivo a Fiesole, il diritto a ricevere "una mezza libbra di pepe" per ciascuno per essere stati "tutto il giorno a perder tempo"65. Per qualsiasi incombenza svolta a favore dell'amministrazione della lega a qualsiasi livello gerarchico venga eseguita è peraltro sempre previsto un compenso. Anche i rettori dei popoli66 ricevono, come risulta dall'esame delle voci di uscita degli stessi saldi dei popoli, compensi per ogni incombenza, anche minima, assolta per conto della collettività.

A partire dalla riforma dello statuto di Fiesole del 1569 diventa tassativa la presenza del cancelliere per deliberare67 e viene tolta la proibizione a riunirsi senza l'autorizzazione del podestà quando ci siano da trattare "cose ordinarie", in considerazione anche del fatto che egli risiede sei mesi l'anno a Sesto; si prevede inoltre la possibilità di tenere le adunanze dei consiglieri a Firenze, soluzione ritenuta più comoda per tutti e anche più funzionale68.

Oltre ai consiglieri della lega negli statuti sono previsti anche alcuni ufficiali che svolgono compiti a carattere più prettamente amministrativo69: il camarlingo generale, esattore e tesoriere comunale; quattro sindaci e un notaio, incaricati di verificare la correttezza dell'operato di podestà, camarlingo e ogni altro ufficiale della lega allo scadere dei singoli mandati; il messo e banditore, che oltre a pubblicizzare i bandi e gli avvisi di vario genere è tenuto ad effettuare i pignoramenti dei beni dei debitori e a consegnare i "pegni" così ottenuti al camarlingo generale.

Per tutti gli ufficiali la selezione avviene attraverso l'iniziale immissione di una serie di nomi in apposite borse, dalle quali in determinati periodi dell'anno vengono estratti a sorte, uno alla volta, per ricoprire le cariche previste dallo statuto.

I criteri che regolano la scelta dei nomi da inserire nelle borse sono inizialmente così poco selettivi che, nel 1569, si ritiene necessario riformare la rubrica II dello statuto, per ovviare ad alcuni inconvenienti che ne sono derivati: "s'imborsano quasi tutti li huomini della lega senza distinguere huomini pratichi et intelligenti" ed anche "forestieri che non sanno ragionare delle cose della lega" oppure avviene addirittura "come si è praticato et costumato per molti anni che, senz'imborsare o fare tratta, ogni seggio alla fine del loro officio, ne eleggevano otto altri huomini a loro piacimento, uno per uno"70. Si stabiliscono perciò nuove norme più restrittive: ogni cinque anni a maggio si procederà a fare la scelta dei nomi da inserire nelle borse, vi parteciperanno tutti coloro che ricoprono a vario titolo incarichi negli organi di autogoverno locale, sia appena eletti che uscenti di carica; ognuno di essi proporrà un certo numero di nomi fra i quali ne saranno selezionati una parte in base ai voti espressi da tutti. In questa occasione si stabilisce anche di aumentare a due unità la rappresentanza del popolo S. Stefano in Pane, che è il più abitato della lega71, e si ribadisce la prassi di formare due borse per i rappresentanti del popolo della canonica di Fiesole, una di artigiani e una di contadini, a conferma del ruolo rilevante che gli scalpellini72, principale componente del ceto degli artigiani svolgono all'interno della comunità. Inoltre, da questo momento in poi, potrà essere incluso nelle borse dei consiglieri solo chi risieda da almeno dieci anni nel territorio della lega e abbia compiuto 25 anni73.

Alla scarnezza delle informazioni fornite dagli statuti, e solo parzialmente integrate dalle aggiunte e riforme successive, si può in parte supplire, a partire dal 1596, con l'esame dei verbali delle sedute del consiglio della lega74. Si riscontra così che le modalità per la ripartizione degli otto consiglieri fra i 28 popoli rispettano criteri precisi in base ai quali tre di essi sono sempre rappresentanti di Fiesole e di S. Stefano in Pane, che esprimono uno o due consiglieri a turno, alternandosi semestralmente75; gli altri cinque posti di consigliere vengono aggiudicati ai restanti popoli in base ai seguenti raggruppamenti fissi:

  1. Badia di Fiesole, San Martino a Mensola, San Michele a Gignoro, Santa Lucia a Trespiano, Santa Maria a Coverciano;
  2. Santa Maria e San Cristofano a Novoli;
  3. S. Maria a Buiano, Sant'Ilario a Montereggi, Santa Margherita a Saletta, Sant'Andrea a Sveglia, San Lorenzo a Basciano;
  4. Santa Maria a Ontignano, San Clemente in Poggio, Santa Maria a Vincigliata, San Martino a Maiano, San Michele a Muscoli;
  5. San Piero a Quintole, San Martino a Terenzano, San Donato a Torri, Santa Maria a Pontanico, San Iacopo a Girone, San Martino a Vico;
  6. San Piero a Careggi di sopra e di sotto, San Lorenzo a Serpiolle.
A partire dalla riforma delle borse effettuata il 10 luglio 1681 i popoli di Santa Margherita a Saletta e San Martino a Vico passeranno però a far parte del gruppo di Santa Maria a Ontignano76.

Le modalità dell'alternanza o i criteri che l'hanno determinata, probabilmente radicati nella tradizione e nell'uso comune, non risultano codificati in maniera sistematica. Sono però documentati come prassi consueta nei verbali delle adunanze dove si trovano anche sporadici accenni che chiariscono alcuni meccanismi della selezione. In calce alla estrazione effettuata il 18 luglio 1683 si trova ad esempio un'annotazione che descrive il metodo seguito per la spartizione dei cinque consiglieri attribuiti ai raggruppamenti dei nuclei di popolazione di minore importanza demografica e dei tre consiglieri assegnati ai due centri più importanti della lega: "I popoli di Buiano e Ontignano riseggano alternativamente, cioè quando risiede l'uno esclude l'altro; Buiano risiede per la tratta di marzo, Ontignano per la tratta di settembre. La Canonica e S. Stefano hanno due rappresentanti scambievolmente, cioè per la tratta di marzo ne tocca due alla Canonica, che sono un artiere et un contadino per la tratta di settembre un artiere. S. Stefano per la tratta di settembre due rappresentanti e per la tratta di marzo uno"77.

In occasione della riforma delle borse effettuata nel 1706 nel meccanismo elettorale si inserisce una nuova variabile: i "Bombardieri". Questa denominazione identifica genericamente gli appartenenti ad un corpo speciale delle milizie granducali. Nel nostro caso si tratta in effetti di membri di famiglie di scalpellini fiesolani che in quanto appartenenti a quel corpo rivendicano il privilegio di essere "imborsati" di diritto, senza cioè la preventiva approvazione collettiva dell'assemblea che ogni cinque anni procede alla formazione delle borse dalle quali si estraggono i rappresentanti della comunità. Essi appoggiano questa pretesa, in ordine a quanto previsto negli "Ordini e privilegi delle milizie toscane pedestri e equestri"78, sulla continuità di presenza loro, o di appartenenti alla loro stessa famiglia, nell'esercizio delle varie cariche pubbliche79. Verificata la validità delle affermazioni dei "Bombardieri", che si pongono come una componente nuova, privilegiata, all'interno del ceto dirigente locale di Fiesole, i suoi rappresentanti vengono immessi come soprannumerari nella "borsa degli artieri" di Fiesole. Questa prassi continuerà immutata fino alla riforma delle borse effettuata nel 1751. Successivamente, a seguito dell'abolizione delle milizie nazionali, con motuproprio dell'11 ottobre 1753 si stabilirà infatti la cessazione dei privilegi di cui avevano usufruito gli appartenenti ai corpi militari80.

Per quanto attiene alla periodicità e al numero degli uffici comunitativi assegnati per "tratta", dall'esame delle deliberazioni dell'organo di autogoverno si constata la continuità di un sistema che prevede l'estrazione due volte l'anno, a febbraio e ad agosto, degli otto rappresentanti della lega, dei quattro sindaci incaricati di indagare sulla corretta gestione del podestà uscente e di due stimatori della lega. Tutte cariche a periodicità semestrale con inizio il primo marzo e il primo settembre di ciascun anno.

Durante la tratta effettuata a febbraio si procede ad estrarre anche il camarlingo della lega81, il sindaco del piviere e due ragionieri incaricati di indagare sulla correttezza del suo operato. Nel corso del mese di marzo di ogni anno i 28 rettori dei popoli della lega giurano di assolvere "bene e diligentemente" il loro ufficio e presentano i propri mallevadori.

Dal 1683 la carica di camarlingo diventa comprensiva anche di quella di sindaco del piviere ed estende la sua competenza alla revisione dei saldi dei popoli della lega; per ciascuna di queste istituzioni si continuano però a redigere saldi distinti. A questa figura si attribuisce inoltre, quasi costantemente, anche la funzione di depositario dei pegni, ufficiale incaricato di custodire, per conto della comunità, i beni sequestrati ai debitori insolventi, dei quali deve rendere conto in entrata e in uscita su appositi registri.

La figura del gonfaloniere non è prevista dagli antichi statuti, anche se vi si trova menzionata, in maniera occasionale, nelle modifiche o aggiunte successive. A partire dal 1614 se ne registra la presenza ad ogni adunanza dell'"Offitio degl'Otto" non più in maniera generica, come avveniva fino ad allora, ma identificandolo col suo nome proprio. Spesso il cancelliere annota accanto ai loro nomi "gonfaloniere che dura un anno e lo fanno da loro"82. Egli riceve infatti l'investitura al di fuori dei meccanismi di selezione usuali e il godimento di questa carica risulta prerogativa degli abitanti del capoluogo in quanto il detentore viene scelto mediante estrazione fra gli operai dell'Opera di S. Maria Primerana, in base ad una consuetudine che affonda le sue radici nella storia di Fiesole e che si protrarrà fino alle riforme del 177483.

Alla carenza di fonti documentarie che illustrino l'origine e il significato della carica e le competenze precise attribuite ai gonfalonieri fiesolani fa riscontro una fonte narrativa di tutto rispetto. Si tratta della memoria redatta il 18 maggio 1775 dal canonico Girolamo Palagi: Descrizione della funzione, che fino all'anno 1774 si è fatta nella città di Fiesole ogn'anno in occasione del Gonfalone la seconda domenica di maggio84. Questa testimonianza fu scritta per tramandare il ricordo della cerimonia che preludeva all'insediamento del gonfaloniere e che era cessata a seguito della riforma comunitativa. Se ne ricavano però anche alcune notizie sulle caratteristiche richieste per esercitare l'ufficio: vi si poteva accedere una sola volta nella vita, si doveva essere di Fiesole, appartenere ad una delle famiglie importanti della città e possedere almeno la propria casa. Sulla facciata dell'abitazione di colui che veniva estratto per ricoprire la carica, in corrispondenza di una finestra, all'inizio del gonfalonierato veniva apposto un anello di ferro che serviva per appendervi lo stendardo con le insegne cittadine nelle "solennità dell'anno" e che rimaneva poi come segno distintivo e identificante delle case dove risiedevano famiglie dalle quali erano stati estratti i gonfalonieri.

Durante la cerimonia di investitura, che si teneva con grande pompa e concorso di popolo ogni seconda domenica di maggio, veniva recitata un'orazione in lode di Fiesole e della sua storia85.

Un altro istituto di cui gli statuti non parlano è il piviere della canonica di Fiesole, aggregazione di popoli interna alla podesteria o lega di Fiesole, sopravvivenza dell'antico ordinamento di origine ecclesiastica che risale all'alto medioevo. Nel XVI secolo e fino alla sua abolizione a seguito della riforma comunitativa, esso è composto dai seguenti popoli: S. Andrea a Sveglia; Badia di Fiesole; Canonica di Fiesole; Sant’Ilario a Montereggi; Santa Lucia a Trespiano; Santa Maria a Ontignano; San Michele a Muscoli; San Martino a Maiano; San Martino a Vico; Santa Margherita a Saletta; San Clemente in Poggio; San Lorenzo a Basciano; Santa Maria a Vincigliata; Santa Maria a Buiano.

Dall'esame delle voci dei "saldi" del piviere86, che costituiscono l'unica fonte documentaria pervenutaci in merito a questa istituzione, esso sembra assolvere a scopi prevalentemente devozionali e cerimoniali provvedendo, dopo aver soddisfatto le spese per il proprio minuto funzionamento amministrativo (carta etc.), alla retribuzione del gonfaloniere, del pennoniere e del messo, al pagamento delle torce da utilizzare nella processione del Corpus Domini e di San Romolo e, quando l'usura lo rende necessario, ad un nuovo stendardo con le insegne della lega. Per sopperire a queste spese di interesse locale a carattere sociale, vengono utilizzate le somme versate annualmente a tale scopo dai popoli che compongono il piviere.

La struttura, su cui si regge il funzionamento dell'organo di autogoverno locale, viene spazzata via da Pietro Leopoldo di Lorena il quale, nel 1774, attua una riforma dell'amministrazione periferica del Granducato. L'intento è quello di favorire l'autonomia di governo dei possidenti locali e costituire un'unità territoriale di base per lo Stato, efficiente, omogenea ed estesa a tutta la Toscana, alla quale affidare molte delle responsabilità fino ad allora monopolio degli uffici statali: dai lavori pubblici alla ripartizione e riscossione delle tasse87.

Col Regolamento locale per la comunità di Fiesole emanato da Pietro Leopoldo il 23 maggio 1774 di seguito al Regolamento generale delle comunità del contado fiorentino, si prevede la formazione di un magistrato comunitativo composto da un gonfaloniere e dieci rappresentanti e di un consiglio generale formato dai membri del magistrato e da venti deputati dei popoli compresi nella comunità. Questi ultimi dovevano essere estratti a turno dalle trentasette "borse popolari", anno per anno e in base all'ordine in cui i popoli sono elencati nell'articolo I dello stesso regolamento, in modo che " da tutte egualmente venga estratto il suo Deputato in quel corso d'anni che resulta dal numero delle borse e dal numero dei residenti da estrarsi" e così "venga a rendersi uguale in ciascun popolo il benefizio ed il carico della residenza"88.

La legge generale di riforma delle comunità aveva già stabilito che la durata in carica dei membri del magistrato comunitativo fosse di un anno e che anche per la loro elezione si continuasse ad usare il sistema delle "tratte", estraendo però i nomi da una borsa in cui erano posti quelli di tutti i possessori di beni immobili soggetti ad una determinata percentuale di tassa.

Da ora in poi la gestione amministrativa della comunità di Fiesole scorre all'interno di un sistema di norme uniformi, anche dal punto di vista formale, e condivise da tutte le comunità del granducato.

DELIBERAZIONI89

1 (I a 1; 1)
Partiti di Fiesole
Registro legato in pergamena, cc. 292
1596 giu. 4 - 1627 dic. 27

2 (I a 2; 2)
Partiti di Fiesole
con indice parziale delle materie
Registro legato in pergamena, cc. 364
1628 feb. 10 - 1661 feb. 20

3 (I a 3; 3)
Partiti di Fiesole
con indice parziale delle materie
Registro legato in pergamena, cc. 267
1661 giu. 6 - 1700 feb. 26

4 (I a 4; 4)
Partiti di Fiesole
con indice parziale delle materie
Registro legato in pergamena, cc. 205
1700 feb. 28 - 1721 mag. 10

5 (I a 5; 5)
Partiti di Fiesole
con indice parziale delle materie
Registro legato in pergamena, cc. 195
1721 lug. 17 - 1736 dic. 29

6 (I a 6; 6)
Partiti di Fiesole
con indice parziale delle materie
Registro legato in pergamena, cc. 284
1737 gen. 25 - 1767 feb. 8

7 (I a 7; 7)
Partiti di Fiesole
Registro legato in pergamena, cc. 239
1767 feb. 8 - 1782 giu. 3

8 (I a 8; 8)
Partiti e tratte di Fiesole90
con repertorio, cc. 19
Registro legato in pergamena, cc. 189
1782 giu. 10 - 1786 apr. 26

9 (I a 9; 9)
Fiesole. Deliberazioni
Registro legato in pergamena, cc. 284
1786 mag. 29 - 1790 ott. 5

10 (I a 10; 10)
Fiesole. Partiti
Registro legato in pergamena, cc. 248
1790 nov. 12 - 1796 mag. 1

11 (I a 11; 11)
Deliberazioni dei rappresentanti della comunità di Fiesole
Registro legato in pergamena°, cc. 262
1796 lug. 18 - 1802 giu. 22

12 (I a 12; 12)
Fiesole. Partiti
Registro legato in pergamena, cc. 209
1802 ago. 27 - 1808 lug. 1

13 (I a 13; 13)
Fiesole. Partiti
Registro legato in pergamena, cc. scritte 11
1808 ago. 15 - 1809 gen. 14
 
 

IMBORSAZIONI91

14 (VIII a 2; 265)
Fiesole. Imborsazione 26 luglio 1774
con indice
Comprende: Borsa del Gonfaloniere e Rappresentanti (cc. 1-11); Borsa dei Revisori (cc. 14-26); Nota dei possidenti e dei capi di casa da imborsarsi nella borsa dei Deputati del popolo (cc. 30-121). I nomi degl'imborsati sono ordinati per popolo.
Registro legato in pergamena, cc. 121
1774

15 (VIII a 4; 266)
Libro della nuova imborsazione della comunità di Fiesole fatta quest'anno 1784
con indice
Comprende: Borsa dei Gonfaloniere e Rappresentanti (cc. 1-9); Borsa dei Revisori all'imposizione (cc. 13-25); Borsa dei Deputati di popolo (cc. 31-117). Solo i nomi degl'imborsati per l'ufficio di deputato sono ordinati per popolo.
Registro legato in pergamena*, cc. 117
1784

16 (VIII a 6; 267)
Fiesole. Imborsazione 1792. Vecchia92
con rubrica alfabetica dei nomi degl'imborsati per magistrato e revisore
Registro legato in pergamena*, cc. 76
1792
 


CAMPIONI DI STRADE

17 (XII a 14; 278 bis)
Campione di tutte le strade comunitative situate nella comunità di Fiesole, fatto nell'anno 1779
Contiene: 44 tavole (54 X 70 cm) relative ai 37 popoli della comunità di Fiesole; Indice dei popoli componenti le comunità di Fiesole; Registro di tutte le strade delineate nel presente campione.
Registro legato in pelle e tela°, cc. 47
1799

18 (XII b 1; 280)
1786. Campione delle strade e fabbriche della comunità di Fiesole
Comprende: Campione delle strade mantenibili in comunità di Fiesole (cc. 1-12) e Campione delle strade non mantenibili in comunità di Fiesole (cc. 17-28), entrambi ratificati dal perito Vittorio Gabbrielli il 24 aprile 1786; seguono, cucite in epoca successiva, delibere di accampionamento e carteggio relativo a lavori di strade.
Filza legata in pergamena, cc. 74
1786 - 1818

19 (XII b 9)
Fiesole. Piante diverse93
con elenco
Contiene: 14 piante di strade, o tratti di esse, della comunità di Fiesole; prospetto di facciata per un edificio da costruirsi al Ponte Rosso (ora Firenze); pianta della podesteria di Sesto e pianta della podesteria di Campi di Ferdinando Morozzi; 3 memorie relative alla costruzione di un muro lungo la via maestra fiorentina.
Busta
fine sec. XVIII - 1817
 


DISTRIBUZIONI DI GRANO

20 (XI a 1; 460)
Entrate e uscite di distribuzioni di grano94
Registro legato in pergamena, cc. 93
1549 - 1556
 


SALDI DELLA DEPOSITERIA DEI PEGNI

21 (III a 15; 631)
Ragioni de Pegni della Potesteria di Fiesole
Con spoglio dei pegni "pendenti" a partire dal 10 novembre 1697.
Depositari: Luca di Valerio Valenti (1711-1755); Tommaso Foggi (1755-1757); Antonio Foggi(1757-1774); Simone Patriarchi (1774-1782).
Registro legato in pergamena, cc. 80
1711 mar. 1 - 1782 apr. 6
 


SALDI95

Lega e podesteria di Fiesole, poi comunità
22 (III a 6; 461)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi96: Mariotto di Simone del Cionfo (1564 set.-1565 feb.); Lorenzo di Matteo Stagi (1565 mar.-ago.); Lorenzo di Bastiano Stagi (1565 set.-1566 feb.); Domenico di Lorenzo di Bindo del Ponte a Rifredi sostituto di Antonio di Michele (1566-1567); Salvestro di Antonio Baccelli (1567-1568); Matteo di Lorenzo Stagi (1568-1569); Agnolo di Lorenzo Pampaloni (1569-1570); Domenico di Lorenzo di Bindo sostituto di Bapa d'Agnolo, beccaio (1570-1571); Romolo di Domenico Pichietti (1571-1572); Agnolo di Lorenzo Pampaloni (1572-1573); Antonio di Berto di Baccione (1573-1574); Iacopo di Giovanni Pettinelli (1574-1575); Simone di Bartolomeo Colombini (1575 mar.-ago.).
Contiene anche: Ragione e calcolo di ragione dell'entrata e uscita di Mariotto del Cionfo suto camarlingo l'anno 1564 sopra la impositura de ripari d'Arno (cc. 4v.-5v.); Ragione e calcolo di ragione dell'entrata e uscita di Lorenzo di Bastiano Stagi...camarlingo de grani del comune dati dall'Abundantia a fornai e altri della Lega saldata il 28 febbraio 1566 (cc. 9v.-11r.).
Registro legato in pergamena, cc. 93
1564 set. - 1575 ago.

23 (III a 7; 462)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi: Simone di Bartolomeo Colombini (1575 set.-1576 feb.); Piero di Bastiano (1576-1577); Domenico di Bastiano Targini (1577-1578); Iacopo di Francesco Bencini (1578-1579); Agnolo di Lorenzo Pampaloni (1579-1580); Berto di Iacopo di Berto (1580-1581); Giovanni di Simone di Teo (1581-1582); Michele di Antonio del Buono (1582-1583); Francesco di Antonio Caldani (1583-1584); Bastiano di Giovanni di Bastiano Manzuoli (1584-1585); Piero di Bartolomeo di Chimenti (1585-1586); Bancho di Niccolo di Domenico, fabbro (1586-1587); Bartolo di Giuliano di Bartolo Momiani, bottegaio alle Tre Pulzelle (1587-1588); Battista di Domenico, fabbro al Ponte a Rifredi (1588-1589); Lionardo di Bancho di Nicholo Lavachi (1589-1590); Francesco di Benedetto di Lorenzo Santini (1590-1591); Andrea di Bastiano Aldini (1591-1592); Lionardo di Bancho Lavachi (1592-1593); Francesco di Benedetto Santini (1593-1594).
Registro legato in pergamena*, cc. 135
1575 set - 1594 feb.

24 (III a 8; 463)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi: Bastiano di Bernardo Bozzolini (1594-1595); Lionardo di Bancho di Nicholo Lavachi (1595-1596); Andrea di Bastiano Aldini (1596-1597); Bastiano di Bernardino Bozzolini (1597-1598); Andrea di Antonio Benvenuti (1598-1599); Francesco di Bastiano del Buono (1599-1600); Battista di Domenico (1600-1601); Lorenzo di Francesco Fancelli (1601-1602); Bernardino di Bastiano Caldani (1602-1603); Andrea di Antonio Benvenuti (1603-1604); Antonio di Francesco Aldini (1604-1605); Filippo di Bernardo Pettirossi (1605-1606); Baccio di Giulio Mariani (1606-1607); Giovanni di Bartolo, saponaio (1607-1608); Bernardino di Bastiano Caldani (1608-1609); Filippo di Bernardo Pettirossi (1609-1610); Andrea di Antonio Benvenuti (1610-1611): Bernardino di Bastiano Caldani (1611-1612); Girolamo di Simone Porcellotti (1612-1613); Andrea di Antonio Benvenuti (1613-1614); Marcho di Francesco di Mariano (1614-1615); Giovanni di Bartolomeo Saponai (1615-1616); Bernardino di Bastiano Guelfi (1616-1617); Marco di Francesco di Mariano (1617-1618); Bellevante di Giovanni Patriarchi (1618-1619); Bernardino di Bastiano Guelfi (1619-1620); Domenico di Antonio Aldini (1620-1621); Simone di Giovanni Tei (1621-1622); Bastiano di Bernardino Guelfi (1622-1623); Bernardino di Bastiano Guelfi (1623-1624); Simone di Giovanni Tei (1624-1625); Domenico di Antonio Aldini (1625-1626); Bernardino di Bastiano Guelfi (1626-1627); Bastiano di Bernardino Guelfi (1627-1628)
Registro legato in pergamena, cc. 242
1594 mar. - 1628 feb.

25 (III a 9; 464)
Saldi di Fiesole
Camarlinghi: Ottavio di Niccolo Lotti (1628-1629); Pagolo di Santi Piccicoli (1629-1630); Zanobi di Giovanni Bambi (1630-1631); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1631-1632); Paolo di Santi Piccinoli (1632-1633); Francesco di Piero Magherini (1633-1634); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1634-1635); Iacopo di Antonio Berti (1635-1636); Francesco di Paolo Malcorsi (1636-1637); Antonio di Niccolo Lotti (1637-1638); Iacopo di Domenico Berti (1638-1639); Paolo di Santi Piccinoli (1639-1640); Lorenzo di Pier Giorgi (1640-1641); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1641-1642); Paolo di Santi Piccinoli (1642-1643); Giovanni di Stefano Manetti (1643-1644); Francesco di Pier Magherini (1644-1645); Bastiano di Giovanni Mazzoni (1645-1646); Lorenzo di Francesco Poeti (1646-1647); Bastiano di Salvi Butini (1647-1648); Paolo Piccioli (1648-1649); Giovanni (o Iacopo) di Stefano Manetti (1649-1650); Francesco Magherini (1650-1651); Antonio Lotti (1651-1655); Bastiano (dal 1667 Sebastiano) di Salvi Butini (1655-1677); Lorenzo di Niccolò Squarcini (1677-1678); Giovan Battista Porri (1678-1679); Bastiano di Salvi Butini (1679-1682); Michele di Bastiano Cosci (1682-1684).
Registro legato in pergamena, cc. 395
1628 mar. - 1684 feb.

26 (III a 10; 465)
Saldi della potesteria di Fiesole
Camarlinghi: Michele di Bastiano Cosci (1684-1696); Santi Cosci (1696-1697); Girolamo Ruffoli (1697-1707); Luca di Valerio Valenti (1707-1719).
Registro legato in pergamena, cc. 232
1684 mar. - 1719 feb.

27 (III a 11; 466)
Saldi di Fiesole
Camarlingo: Luca di Valerio Valenti.
Registro legato in pergamena, cc. 214
1719 mar. - 1747 feb.

28 (III a 12; 467)
Saldi di entrate e uscite
Camarlinghi: Luca Valenti (1747-1755); Tommaso Foggi (1755-1757); Antonio Foggi (1757-1774).
Registro legato in pergamena, cc. 159
1747 mar. - 1774 ago.

29 (III a 13; 468)
Registro dei Saldi della Comunità di Fiesole
Camarlinghi: Giovan Francesco Allegri (1774-1777); Paolo Luigi Pini (1777-1780); Tommaso Gherardi Piccolomini (1780-1783); Giovanni Leonardo Lessi (1783-1786); Marco Bartoli (1786-1789); Vincenzo Nasi già Alamanni (1789-1792); Giuseppe Parenti (1792-1794).
Registro legato in pergamena, cc. 283
1774 set. - 1794 ago.

30 (III a 14; 469)
Registro dei saldi della Comunità di Fiesole
Camarlinghi: Giuseppe Parenti (1794-1795); Luigi Bellini (1795-1798); Cerbone del Nero (1798-1804); Alamanno Altoviti (1804-1807); Antonino Ganucci (1807-1808)
Registro legato in pergamena*, cc. 220
1794 set. - 1808 dic.
 

Piviere della canonica di Fiesole
31 (IX b 22; 458)
Saldi di entrate e di uscite del piviere della canonica di Fiesole
Sindaci: Nanni di Michele, saponaio (1549-1550); Nisi di Andrea del Ciarri (1550-1551); Romolo di Francesco di Antonio (1551-1552); Domenico di Girolamo (1552-1553); Giovanni di Sandro Morani (1553-1554); Lorenzo di Giovanni (1554-1555); Rocho di Domenico (1555-1556); Marco di Giovanni (1556-1557); Bastiano di Buonaiuto Buti (1557-1558); Domenico di Filippo Nutini (1558-1559); Nicholo di Francesco (1559-1560); Domenico di Filippo Nutini (1560-1561);... di Giovanni di Francesco (1561-1562); Biagio Giannini (1562-1563); Giovanni di Iacopo Nutini (1563-1564); Bartolo di Lorenzo (1564-1565); Giuliano di Giandomenico di Papi (1565-1566); Angiolo di Michele (1566-1567); Antonio di Luca Pini (1567-1568); Tommaso Bardossi (1568-1569); Vectorio di Antonio Rulli (1569-1570); Piero di Chimenti di Domenico (1570-1571); Francesco Tei (1571-1572); Francesco di Antonio Caldani (1572-1574); Francesco di Domenico bottegaio, sostituito da Francesco Caldani (1574-1575); Lorenzo di Giovanni di Papi (1575-1576); Francesco di Marco Preti (1576-1577).
Registro legato in pergamena, cc. 44
1549 - 1577

32 (IX b 23; 459)
Saldi c.s.
Contiene: 1. Saldi del piviere dal 1575 al 1628, cc. 94;
Sindaci: Lorenzo di Giovanni di Papi (1575-1576); Francesco di Marcho Preti (1576-1577); Francesco di Matteo Picinni (1577-1578); Pagolo di Federigo Berti (1578-1579); Giovanni di Simone(1579-1580); Sandro di Taddeo (1580-1581); Bastiano di Biagio Giannini (1581-1582); Piero di Bastiano di Piero (1582-1583); Marco di Zanobi di Marco Bambi (1583-1584); Domenico di Baccio del Mercatanza (1584-1585); Giovanni di Piero di Zanobi Santini (1585-1586); Romolo di Nicholo Ghandi (1586-1587); Francescho di Antonio di Guelfo Caldani (1587-1588); Bastiano di Giovanni di Benedetto Manzuoli (1588-1589); Bastiano di Bernardino Bozzolini (1589-1590); Bartolomeo di Giuliano Momiani (1590-1591); Filippo di Bernardo Pettirossi (1591-1592); Lodovico di Francesco del Fantasia (1592-1593); Piero di Bartolomeo, beccaio al Ponte alla Badia (1593-1594); Bartolomeo di Giuliano Momiani (1594-1595); Felice di Matteo del Lascha (1595-1596); Bernardino di Bastiano Caldani (1596-1597); Baldassarre di Domenico, fabbro (1597-1598); Cosimo di Michelagnolo del Ciarri (1598-1599); Michele di Giambatista (1599-1600); Lionardo di Bancho Lavacchi (1600-1601); Baldassarri di Domenico di Guasparri (1601-1602); Piero di Bartolomeo, beccaio al Ponte alla Badia (1602-1603); Girolamo di Simone Porcellotti (1603-1604); Bernardino di Bastiano Caldani (1604-1605); Batista di Mariotto Pagoli (1605-1606); Bartolo di Giovanni Bozzolini (1606-1607); Bastiano di Giovanni Manzuoli (1607-1608); Bellevante di Giovanni Patriarchi (1608-1609); Lodovico di Francesco del Fantasia (1609-1610); Neri di Batista (1610-1611); Batista del Berna de Rossi (1611-1612); Simone di Giovanni di Teo (1612-1613); Giovanni di Bartolomeo, saponaio (1613-1614); Alissandro di Gentile Patriarchi (1614-1615); Francesco di Giovanni Patriarchi (1615-1616); Bernardino di Bastiano Guelfi (1616-1617); Antonio Bozzolini (1617-1618); Francesco di Giovanni Patriarchi (1618-1619); Domenico di Maffio Pampaloni (1619-1620); Piero di Marco Bini (1620-1621); Bernardino di Bastiano Guelfi (1621-1622); Bernardino di Filippo Pettirossi (1622-1623); Lorenzo di Filippo Pettirossi (1623-1624); Matteo di Gentile Patriarchi (1624-1625); Bastiano di Bernardino Guelfi (1625-1626); Piero di Marco Bini (1626-1627); Benedetto di Giovanni Tai (1627-1628).

2. Saldi del piviere dal 1629 al 1732, cc. 151;
Sindaci: Francesco di Tommaso Manuelli (1628-1629); Bernardino di Filippo Pettirossi (1629-1630); Bastiano di Bernardino Guelfi (1630-1631); Filippo di Giovanni Cappelli (1631-1632); Antonfrancesco Bozzolini (1632-1633); Diacinto di Lodovico del Fantasia (1633-1634); Bastiano di Bernardino Guelfi (1634-1635); Luca d'Alessandro Landi (1635-1636); Benedetto di Giovanni Ghiai (1636-1637); Bernardino di Filippo Pettirossi (1637-1638); Luca di Sandro Landi (1638-1639); Giovanni di Filippo Cappelli (1639-1640); Benedetto di Giovanni Ghiai (1640-1641); Antonfrancesco Bozzolini (1641-1642); Michelagnolo di Bernardo Bozzolini (1642-1643); Michelagnolo di Cammillo Bellini (1643-1644); Bastiano di Salvi Butini (1644-1645); Bastiano Guelfi (1645-1646); Gentile di Matteo Patriarchi (1646-1647); Michelagnolo Belleni (1647-1648); Giovanni di Piero Bini (1648-1649); Lorenzo di Francesco Poeti (1649-1650); Bastiano di Bernardino Guelfi (1650-1651); Bastiano Butini (1651-1652); Francesco di Domenico Coveni (1652-1653); Giovanni di Filippo Cappelli (1653-1654); Giovanni Batista Bellini (1654-1655); Giovanni di Filippo Cappelli (1655-1656); Francesco di Domenico Coveni (1656-1657); Giuliano di Francesco Donnini (1657-1658); Lorenzo di Francesco Poeti (1658-1659); Giovanni di Filippo Cappelli (1659-1660); Benedetto di Bernardino Guelfi (1660-1661); Giovanni Paolo di Girolamo Ponellotti (1661-1662); Bernardo di Bastiano Guelfi (1662-1663); Bastiano di Bernardino Guelfi (1663-1664); Giovanni di Filippo Cappelli (1664-1665); Benedetto di Bernardino Guelfi (1665-1666); Francesco di Domenico Cateni (1666-1667); Girolamo di Benedetto Guelfi (1667-1668); Francesco di Domenico Cateni (1668-1669); Bastiano di Bernardino Guelfi (1669-1670); Alessandro di Domenico Pettirossi (1670-1671); Francesco di Domenico Cateni (1671-1672); Giovanni Paolo di Girolamo Ponellotti (1672-1673); Giuliano di Francesco Donnini (1673-1674); Bernardino di Bastiano Guelfi (1674-1675); Carlo Cappelli (1675-1676); Francesco di Domenico Cateni (1676-1677); Domenico di Stefano Laschi (1677-1678); Cammillo di Michelagnolo Bellini (1678-1679); Carlo di Giovanni Cappelli (1679-1680); Giovanbattista della Bella (1680-1681); Salvi di Bastiano Butini (1681-1682); Michele Cosci (1682-1696); Santi Cosci (1696-1697); Girolamo Ruffoli (1697-1707); Luca di Valerio Valenti (1707-1732).

3. "Libro de saldi del piviere di Fiesole" dal 1733 al 1774, cc. 58.
Sindaci: Luca Valenti (1732-1755); Tommaso Foggi (1755-1757); Antonio Foggi (1757-1774).
Filza legata in pergamena* di n. 3 registri
1575 - 1774
 

Popoli della lega di Fiesole97
s. andrea a sveglia
33 (IX b 32; 376)
Saldi del popolo di S. Andrea a Sveglia, segnato 1.
Registro legato in pergamena, cc. 105
1550 mar. - 1591 feb.

34 (IX b 33; 377)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 156
1591 mar. - 1679 feb.

35 (IX b 34; 378)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1679 al 1748, cc. 91;
2. Saldi dal 1748 al 1774, cc. 27.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1679 mar. - 1774 ago.

badia di fiesole
36 (X b 24; 383)
Saldi della Badia di Fiesole, segnato 2.
Registro legato in mezza pergamena*, cc. 119
1548 mar. - 1589 feb.

37 (IX b 25; 384)
Saldi c.s.
Registro legato in mezza pergamena, cc. 111
1589 mar - 1628 feb.

38 (IX b 26; 385)
Saldi c.s.
Registro legato in mezza pergamena, cc. 139
1628 mar - 1707 feb.

canonica di fiesole
39 (IX b 27; 450)
Saldi del popolo della Canonica di Fiesole, segnato 3.
Registro legato in mezza pergamena*, cc. 135
572 mar. - 1607 feb.

40 (IX b 28; 451)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 188
1683 mar. - 1774 ago.
s. clemente in poggio

41 (IX b 15; 386)
Saldi del popolo di S. Clemente in Poggio, segnato 4.
Registro legato in pergamena, cc. 138
1544 mar. - 1608 feb.

42 (IX b 16; 387)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 138
1608 mar. - 1703 feb.

43 (IX b 17; 388)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena*, cc. 90
1703 mar. - 1774 ago.

s. cristofano a novoli
44 (IX b 46; 389)
Saldi del popolo di S. Cristofano a Novoli, segnato 5.
Contiene:
1. Saldi dal 1569 al 1607, cc. 92;
2. Saldi dal 1607 al 1707, cc. 157.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1569 mar. - 1707 feb.

45 (IX b 47; 390)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 92
1707 mar. - 1774 ago.

s. donato a torri
46 (IX b 40; 394)
Saldi del popolo di S. Donato a Torri, segnato 6.
Contiene:
1. Saldi dal 1551 al 1603, cc. 87;
2. Saldi dal 1603 al 1635, cc. 46;
3. Saldi dal 1635 al 1727, cc. 129.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1551 mar. - 1727 feb.

47 (IX b 41; 395)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 56
1727 mar. - 1774 ago

s. iacopo a girone
48 (IX b 59; 400)
Saldi del popolo di S. Iacopo a Girone, segnato 7.
Contiene:
1. Saldi dal 1530 al 1577, cc. 86;
2. Saldi dal 1577 al 1625, cc. 93;
3. Saldi dal 1625 al 1711, cc. 131.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1530 mar. - 1711 feb.

49 (IX b 60; 401)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 76
1711 mar. - 1774 ago.

s. ilario a montereggi
50 (IX b 75; 404)
Saldi del popolo di S. Ilario a Montereggi, segnato 8.
Contiene:
1. Saldi dal 1555 al 1612, cc. 92;
2. Saldi dal 1612 al 1681, cc. 96;
3. Saldi dal 1682 al 1756, cc. 95;
4. Saldi dal 1756 al 1774, cc. 19.
Filza legata in mezza pergamena di n. 4 registri
1555 mar. - 1774 ago.
s. lorenzo a basciano
51 (IX b 55; 407)
Saldi del popolo di S. Lorenzo a Basciano, segnato 9.
Contiene:
1. Saldi dal 1529 al 1577, cc. 94;
2. Saldi dal 1577 al 1631, cc. 95;
3. Saldi dal 1631 al 1703, cc. 96.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1529 mar. - 1703 feb.

52 (IX b 56; 408)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena*, cc. 70
1703 mar. - 1774 ago.

s. lorenzo a serpiolle
53 (IX b 39; 409)
Saldi del popolo di S. Lorenzo a Serpiolle, segnato 10.
Contiene:
1. Saldi dal 1562 al 1633, cc. 123;
2. Saldi dal 1633 al 1723, cc. 135;
3. Saldi dal 1723 al 1774, cc. 60.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1562 mar. - 1774 ago.
s. lucia a trespiano
54 (IX b 68; 413)
Saldi del popolo di S. Lucia a Trespiano, segnato 11.
Contiene:
1. Saldi dal 1568 al 1608, cc. 95;
2. Saldi dal 1608 al 1681, cc. 126.
Filza legata in pergamena* di n. 2 registri
1568 mar. - 1681 feb.

55 (IX b 69; 414)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1681 al 1754, cc. 99;
2. Saldi dal 1754 al 1774, cc. 23.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1681 mar. - 1774 ago.

s. margherita a saletta
56 (IX b 66; 417)
Saldi del popolo di S. Margherita a Saletta, segnato 12.
Registro legato in pergamena, cc. 94
1553 mar. - 1599 feb.

57 (IX b 67; 418)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1599 al 1683, cc. 111;
2. Saldi dal 1683 al 1744, cc. 78;
3. Saldi dal 1744 al 1774, cc. 31.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1599 mar. - 1774 ago.

s. maria a buiano
58 (IX b 6; 419)
Saldi del popolo di S. Maria a Buiano, segnato 13.
Contiene:
1. Saldi dal 1531 al 1575, cc. 82;
2. Saldi dal 1575 al 1689, cc. 186;
3. Saldi dal 1689 al 1774, cc. 112.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1531 mar. - 1774 ago.
s. maria a coverciano
59 (IX b 11; 420)
Saldi del popolo di S. Maria a Coverciano, segnato 14.
Contiene:
1. Saldi dal 1535 al 1584, cc. 93;
2. Saldi dal 1584 al 1625, cc. 84;
3. Saldi dal 1625 al 1711, cc. 130.
Filza legata in pergamena di n. 3 registri
1535 mar. - 1711 feb.

60 (IX b 12; 421)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 78
1711 mar. - 1774 ago.

s. maria a novoli
61 (IX b 42; 422)
Saldi del popolo di S. Maria a Novoli, segnato 15.
Contiene:
1. Saldi dal 1546 al 1582, cc. 93;
2. Saldi dal 1582 al 1612, cc. 95;
3. Saldi dal 1612 al 1687, cc. 140.
Filza legata in pergamena di n. 3 registri
1546 mar. - 1687 feb.

62 (IX b 43; 423)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1683 al 1754, cc. 98;
2. Saldi dal 1754 al 1774, cc. 21.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1683 mar. - 1774 ago.

s. maria a pontanico
63 (IX b 4; 426)
Saldi del popolo di S. Maria a Pontanico, segnato 16.
Registro legato in pergamena, cc. 182
1574 mar. - 1682 feb.

64 (IX b 5; 427)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1682 al 1762, cc. 100;
2. Saldi dal 1762 al 1774, cc. 13.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri**
1682 mar. - 1774 ago.

s. maria a vincigliata
65 (IX b 61; 430)
Saldi del popolo di S. Maria a Vincigliata, segnato 17.
Contiene:
1. Saldi dal 1530 al 1572, cc. 84;
2. Saldi dal 1577 al 1627 e dal 1631 al 1634, cc. 82;
3. Saldi dal 1627 al 1694, cc. 100;
4. Saldi dal 1694 al 1774, cc. 103.
Filza legata in mezza pergamena di n. 4 registri
1530 mar. - 1774 ago.
s. maria a ontignano
66 (IX b 13; 424)
Saldi del popolo di S. Maria a Ontignano, segnato 18.
Registro legato in pergamena*, cc. 94
1556 mar. - 1595 feb.

67 (IX b 14; 425)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1648 al 1707, cc. 93;
2. Saldi dal 1707 al 1774, cc. 90.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1648 mar. - 1774 ago.

s. martino a maiano
68 (IX b 37; 431)
Saldi del popolo di S. Martino a Maiano, segnato 19.
Contiene:
1. Saldi dal 1542 al 1616, cc. 188;
2. Saldi dal 1616 al 1689, cc. 149.
Filza legata in pergamena* di n. 2 registri
1542 mar. - 1689 feb.

69 (IX b 38; 432)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena*, cc. 116
1689 mar. - 1774 ago.

S. Martino a Mensola
70 (IX b 3; 433)
Saldi del popolo di S. Martino a Mensola, segnato 20.
Contiene:
1. Saldi dal 1553 al 1604, cc. 93;
2. Saldi dal 1604 al 1650, cc. 72;
3. Saldi dal 1650 al 1714, cc. 87;
4. Saldi dal 1714 al 1774, cc. 77.
Filza legata in mezza pergamena di n. 4 registri
1553 mar. - 1774 ago.
S. Martino a Terenzano
71 (IX b 30; 435)
Saldi del popolo di San Martino a Terenzano, segnato 21.
Contiene:
1. Saldi dal 1510 al 1561, cc. 95;
2. Saldi dal 1561 al 1599, cc. 95;
3. Saldi dal 1599 al 1655, cc. 101;
4. Saldi dal 1655 al 1717, cc. 91.
Filza legata in pergamena di n. 4 registri
1510 mar. - 1717 feb.

72 (IX b 31; 436)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena*, cc. 74
1717 mar. - 1774 ago.

S. Martino a Vico
73 (IX b 57; 437)
Saldi del popolo di S. Martino a Vico, segnato 22.
Contiene:
1. Saldi dal 1556 al 1581, cc. 46;
2. Saldi dal 1581 al 1637, cc. 91;
3. Saldi dal 1637 al 1703, cc. 84.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1556 mar. - 1703 feb.

74 (IX b 58; 438)
Saldi c.s.
Registro legato in pergamena, cc. 84
1703 mar. - 1774 ago.

S. Michele a Gignolo
75 (IX b 35; 439)
Saldi del popolo di S. Michele a Gignolo, segnato 23.
Contiene:
1. Saldi dal 1535 al 1582, cc. 94;
2. Saldi dal 1582 al 1630, cc. 93;
3. Saldi dal 1630 al 1685, cc. 97.
Filza legata in pergamena* di n. 3 registri
1535 mar. - 1685 feb.

76 (IX b 36; 440)
Saldi c.s.
Registro legato in mezza pergamena, cc. 101
1685 mar - 1774 ago.

S. Michele a Muscoli
77 (IX b 29; 441)
Saldi del popolo di S. Michele a Muscoli, segnato 24.
Contiene:
1. Saldi dal 1547 al 1609, cc. 91;
2. Saldi dal 1609 al 1708, cc. 181;
3. Saldi dal 1708 al 1774, cc. 77.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1547 mar. - 1774 ago.
s. piero a careggi di sopra
78 (IX b 52; 442)
Saldi Popolo di S. Piero a Careggi di sopra, segnato 25.
Registro legato in pergamena, cc. 157
1564 mar. - 1638 feb.
s. piero a careggi di sotto
79 (IX b 53; 443)
Saldi del popolo di S. Piero a Careggi di sotto, segnato 26.
Contiene:
1. Saldi dal 1568 al 1620, cc. 143;
2. Saldi dal 1620 al 1684, cc. 117.
Filza legata in pergamena* di n. 2 registri
1568 mar. - 1684 feb.

80 (IX b 54; 444)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1684 al 1762, cc. 95;
2. Saldi dal 1762 al 1774, cc. 14.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1684 mar. - 1774 ago.

s. piero a quintole
81 (IX b 1; 445)
Saldi del popolo di S. Piero a Quintole, segnato 27.
Contiene:
1. Saldi dal 1528 al 1553, cc. 46;
2. Saldi dal 1553 al 1572, cc. 46;
3. Saldi dal 1572 al 1613, cc. 94;
4. Saldi dal 1613 al 1683, cc. 108.
Filza legata in pergamena di n. 4 registri
1528 mar. - 1683 feb.

82 (IX b 2; 446)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1683 al 1751, cc. 94;
2. Saldi dal 1751 al 1774, cc. 26.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1683 mar. - 1774 ago.

s. stefano in pane
83 (IX b 76; 457)
Saldi del popolo di S. Stefano in Pane
Registro legato in mezza pergamena*, cc. 135
1703 mar. - 1774 ago.
 
Sobborghi e popoli dei Sobborghi di San Gallo
sobborghi di san gallo
84 (XI a 6; 692)
Saldi del camarlingo generale de Sobborghi di Firenze per la parte di San Gallo
Camarlingo Pier Gaspero Vannini
Registro legato in pergamena, cc. 109
1740 - 1774
s. iacopo in polverosa
85 (IX b 62; 402)
Saldi del popolo di S. Iacopo in Polverosa, segnato 29.
Contiene:
1. Saldi dal 1544 al 1583, cc. 87;
2. Saldi dal 1583 al 1615, cc. 93.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1544 mar. - 1615 feb.

86 (IX b 63; 403)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 48;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 44.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.

s. donato in polverosa
87 (IX b 18; 392)
Saldi del popolo di S. Donato in Polverosa, segnato 30.
Contiene:
1. Saldi dal 1509 al 1557, cc. 78;
2. Saldi dal 1557 al 1596, cc. 106;
3. Saldi dal 1596 al 1616, cc. 72.
Filza legata in mezza pergamena di n. 3 registri
1509 mar. - 1616 feb.

88 (IX b 19; 391)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 47;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 41.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.

s. gervasio e s. pier maggiore
89 (IX b 7; 398)
Saldi del popolo di S. Gervasio, segnato 31.
Contiene:
1. Saldi dal 1549 al 1587, cc. 92;
2. Saldi dal 1587 al 1616, cc. 87.
Contiene anche cc. sciolte numerate 22-25 relative ai saldi del popolo di S. Andrea a Cercina degli anni 1562-1567.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1549 mar. - 1616 feb.

90 (IX b 8; 399)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 47;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 44.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1716 feb. - 1774 ago.

s. gallo
91 (IX b 64; 396)
Saldi del popolo di S. Gallo, segnato 33.
Registro legato in pergamena, cc. 99 e 2 cc. sciolte
1583 mar. - 1617 feb.

92 (IX b 65; 397)
Saldi del popolo di S. Gallo e S. Michelino, segnato 33.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 44;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 42.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.

s. marco vecchio
93 (IX b 9; 415)
Saldi del popolo S. Marco Vecchio, segnato 34.
Contiene:
1. Saldi dal 1548 al 1581, cc. 68;
2. Saldi dal 1581 al 1616, cc. 131.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1548 mar - 1616 feb.

94 (IX b 10; 416)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 51;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 48.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.

s. lucia sul prato
95 (IX b 70; 411)
Saldi del popolo S. Lucia sul Prato, segnato 35.
Contiene:
1. Saldi dal 1544 al 1586, cc. 91;
2. Saldi dal 1586 al 1615, cc. 92.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1544 mar. - 1615 feb.

96 (IX b 71; 412)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 53;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 46.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.

s. martino a montughi
97 (IX b 74; 434)
Saldi del popolo di S. Martino a Montughi, segnato 36.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 52;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 52.
Filza legata in pergamena di n. 2 registri
1716 mar. - 1774 ago.
s. lorenzino fuori le mura della porta al prato
98 (IX b 72; 405)
Saldi del popolo di S. Lorenzino, segnato 37.
Registro legato in pergamena, cc. 94
1579 mar. - 1617 feb.

99 (IX b 73; 406)
Saldi c.s.
Contiene:
1. Saldi dal 1716 al 1740, cc. 46;
2. Saldi dal 1740 al 1774, cc. 39.
Filza legata in mezza pergamena di n. 2 registri.
1716 mar. - 1774 ago.
 




NOTE
  1. Sulle vicende territoriali fiesolane cfr. Maura Borgioli, Per una carta delle variazioni territoriali e dei confini storici del comune di Fiesole, in La memoria del territorio, cit., pp. 29-37.
  2. Dai saldi della lega di Fiesole del 1565 si ricava il seguente elenco di popoli:

  3. Santo Stefano in Pane (1071)
    Santa Maria a Novoli (139)
    San Cristofano a Novoli (146)
    San Donato in Polverosa (306)
    San Piero a Careggi di sotto (208)
    San Piero a Careggi di sopra (69)
    San Lorenzo a Serpiolle (138)
    Canonica di Fiesole (900)
    Badia di Fiesole (666)
    Santa Lucia a Trespiano (97)
    San Lorenzo a Basciano (56)
    San Martino a Mensola (168)
    Sant'Andrea e San Martino a Veglia (117)
    Santa Maria a Pontanico (69)
    Santa Margherita a Saletta (75)
    Santa Maria a Vincigliata (45)
    San Martino a Terenzano (117)
    Santa Maria a Buiano (125)
    San Piero a Quintole (197)
    San Donato a Torri (138)
    San Chimenti (62)
    San Martino a Vico (34)
    Santa Maria a Coverciano (262)
    Sant'Ilario (130)
    San Michele a Muscoli (52)
    Santa Maria a Ontignano (144)
    San Jacopo a Girone (68)
    San Michele a Gignoro (57)
    San Martino a Maiano (173)
    (ACF, Preunitario, n. 22, c. 4). Fra parentesi tonde, di seguito al nome di ciascun popolo si è indicato il numero di bocche che ad essi viene attribuito nella "Descrizione delle bocche della Città e Stato di Firenze fatta l'anno 1562" (ASF, Miscellanea medicea, 224).
  4. Ai regolamenti generali emanati nel 1774, che dettavano le norme per regolare le strutture delle amministrazioni comunitative e i loro rapporti con gli organi centrali di controllo, seguirono i regolamenti particolari per ciascuna comunità, dove si stabiliva fra l'altro la circoscrizione territoriale dei nuovi enti, che, come nel nostro caso, ricalcava in genere la circoscrizione podestarile (da questo momento in poi ridotta alle sole funzioni giudiziarie): "Primieramente per Comunità di Fiesole[...]vogliamo che in avvenire s'intendano tutti gli interessi, persone e cose comprese già sotto l'antica denominazione della Podesteria di Fiesole, e nella estensione, o territorio della medesima o sia il complesso degl'infrascritti popoli..", segue l'enumerazione dei 28 popoli già elencati nella nota precedente, ad eccezione naturalmente di San Donato in Polverosa. Il testo del decreto prosegue poi "[...]Vogliamo che anche i seguenti Popoli vengano aggregati ed annessi alla Comunità di Fiesole[...]come porzione del Territorio costituente la Comunità suddetta, benché sino adesso sieno stati sotto la Cancelleria Comunitativa de' Sobborghi di Firenze.

  5. 29. Popolo di S. Jacopo in Polverosa, compreso già nei Sobborghi di S. Gallo.
    30. popolo di S. Donato in Polverosa compreso come sopra.
    31. popolo di S. Gervasio compreso come sopra.
    32. popolo di S. Pier Maggiore di Firenze, ma solamente per quanto si estende fuori delle mura di detta Città, e per quanto apparteneva ai Sobborghi di S. Gallo.
    33. popolo di S. Gallo o sia S. Michelino Visdomini di Firenze, ma solo per quanto si estende fuori delle mura di detta Città, e in quella porzione compresa già nei Sobborghi di S. Gallo.
    34. popolo di S. Marco Vecchio compreso già nei Sobborghi di S. Gallo.
    35. popolo di S. Lucia sul Prato di Firenze, ma solo per quanto si estende fuori delle Mura di detta Città, e nella porzione compresa già nei Sobborghi di S. Gallo.
    36. popolo di S. Martino a Mont'ughi compreso già nei Sobborghi di S. Gallo.
    37. popolo di S. Lorenzino per quanto si estende fuori delle Mura di Firenze, e per quanto apparteneva ai Sobborghi di S. Gallo.
    Cfr. Legislazione toscana, raccolta e illustrata da Lorenzo Cantini, Firenze, Albizziniana, 1800-1808, tomo XXXI, pp. 334-336.
  6. La riforma comunitativa leopoldina impose una struttura amministrativa uniforme per tutta la Toscana. Fino a quel momento la vita delle comunità era stata regolata da statuti che, in quanto sopravvivenze dell'antica autonomia comunale, riflettevano le forme originarie e individuali di organizzazione sviluppatesi in ciascuna comunità col declino della feudalità. Queste normative, con il consolidarsi ed espandersi della dominazione fiorentina, si sarebbero progressivamente svuotate di autonomia e, senza essere abolite sul piano formale, sarebbero state rese consone alle necessità dello Stato fiorentino.
  7. Sui rapporti tra Fiesole e Firenze in questo periodo cfr. Robert Davidshon, Storia di Firenze. I. Le origini, Firenze, Sansoni, 1972, passim.
  8. La repubblica fiorentina, che alla rapida espansione territoriale degli anni dal 1385 al 1421 accompagna un'opera di consolidamento dello Stato, incoraggia in questo periodo la creazione di organismi locali rappresentativi che integrino la rete degli ufficiali fiorentini e costituiscano validi interlocutori del governo centrale, facilitandone l'azione e svolgendo una funzione di sostegno dell'ancora esile scheletro della burocrazia statale, cfr. Giorgio Chittolini, La formazione dello Stato regionale e le istituzioni del contado, Torino, Einaudi, 1979, pp. 303-308.
  9. A questo stesso anno risale lo statuto generale di Firenze, che ha certamente influito, forse anche in maniera più accentuata che in altre realtà, sulla redazione dello statuto di un centro minore come Fiesole, ormai rassegnata da tre secoli ad un ruolo subalterno e che, di conseguenza, ha formulato questo complesso di norme per conformarsi alle direttive provenienti dal centro del potere, piuttosto che come espressione di vita interna della comunità. Gli abitanti di Fiesole sono sottomessi ma non immemori: il ricordo della passata grandezza viene tramandato costantemente con orgoglio attraverso i secoli, si veda in proposito il recente studio di Francesco Mineccia, Spirito cittadino e memoria collettiva: il caso di Fiesole, in "Ricerche storiche", anno XXI n. 2, 1991.
  10. A differenza di quelli di altre comunità (cfr. nota n. 7 a pag. 4), lo statuto di Fiesole veniva conservato nella residenza del podestà invece che nell'archivio della cancelleria. La sua presenza a Fiesole risulta documentata dagli inventari d'archivio fino alla metà dell'800. Attualmente si conosce l'esistenza di una copia quattrocentesca, con aggiunte fino al 1608, conservata presso l'Archivio di Stato di Firenze nel fondo Statuti dei comuni soggetti (n. 311). Ma dello stesso statuto esiste anche una copia secentesca fatta dall'erudito Claudio Boissin, il quale nel 1679, risiedendo a Fiesole, si dedicò a raccogliere in un volume manoscritto notizie storiche, trascrizioni di documenti e brani di testi antichi relativi a vicende e personaggi fiesolani. L'opera intitolata Memorie antiche e moderne della città di Fiesole, fa parte dei manoscritti moreniani (n. 26) conservati nella Biblioteca Riccardiana di Firenze. La copia dello statuto di Boissin reca le aggiunte redatte fino al 1570 e pare sensibilmente diversa da quella conservata presso l'Archivio di Stato, "più preciso e dettagliato[...]e che riproduce forse l'originale o una buona copia di esso" secondo Marcello Mannini che lo ha prescelto per pubblicarlo in: Le podesterie di Fiesole e Sesto dal XV al XVIII secolo. Podestà - Stemmi - Statuti, Firenze, Salimbeni, 1974, pp. 297-319.
  11. In merito alle figure del podestà e dei suoi più stretti collaboratori si rinvia al lavoro di Vanna Arrighi e Alessandra Contini di prossima pubblicazione in questa stessa collana.
  12. Le norme relative alla "elettione degl'otto consiglieri" e al "loro offitio e balìa" sono dettate nella rubrica II dello statuto, che, nel rispetto della struttura gerarchica interna all'ente, è preceduta solo da quella relativa al "giuramento del podestà et sua famiglia".
  13. ASF, Statuti, 311, c. 24.
  14. ASF, Statuti, 311, c. 115r.
  15. ASF, Statuti, 311, cc. 121-122.
  16. Ogni popolo, unità territoriale elementare di solito coincidente con l'estensione di una parrocchia, eleggeva un suo componente per gestire le finanze locali, cioè principalmente come responsabile della riscossione delle imposte, sotto la supervisione prima degli stessi componenti del popolo e poi, dal 1683, del camarlingo della lega. I rettori erano inoltre responsabili dell'organizzazione delle "comandate", prestazioni di lavoro obbligatorie alle quali dovevano sottostare a turno gli abitanti del popolo e attraverso le quali si eseguiva la gran parte delle opere necessarie per la manutenzione delle strade e di altre strutture di interesse locale; solo in casi di maggiore importanza e di interesse generale si interveniva con lavoratori salariati, previa autorizzazione delle autorità statali. Negli statuti di Fiesole sono menzionati solo incidentalmente, affiancati ai consiglieri per la formazione delle borse delle principali cariche comunitative e ai camarlinghi per la giustificazione da dare al termine dell'incarico.
  17. Si riporta di seguito la motivazione con la quale i riformatori dello statuto introducono la proibizione di deliberare in assenza del cancelliere poiché, oltre a costituire una piccola cronaca delle disfunzioni della pratica amministrativa a livello locale, illustra anche l'inizio di un fenomeno connesso con l'introduzione delle riforme cosimiane nell'organizzazione periferica dello Stato e rappresentato dal rafforzamento della vigilanza sull'attività degli organi di autogoverno locale e dal progressivo passaggio di questa competenza dal podestà al cancelliere: "[...]molte volte è accaduto che quando qualche persona vorrebbe si crescessi salario in suo favore o si facessi qualche altro partito a utilità sua, opera che si ragunino gli offiziali rappresentanti in absentia del Cancelliere della lega e per non essere chi sia pratico, o sia in favore della lega ottengono quanto domandano facendo rogare il partito al notaio del Podestà et veduto per experientia essere in danno della lega che poi tali partiti si sono stornati e annullati et conoscendo che sempre la detta lega ha tenuto et tiene un cancelliere fermo quale è pratichissimo dello stato et essere di detta lega, Però volendo a tale inconveniente rimediare deliberarono et ordinarono ch'in advenire li detti uffiziali che per li tempi saranno non possino far rogare partito a persona alcuna se non al loro cancelliere" (ASF, Statuti, 311, c. 124r.-v). Sull'osservanza effettiva di questa norma si rinvia a quanto esposto a p. 61 di questo stesso lavoro.
  18. "Atteso massime che torna loro molto più comodo et che andare a Fiesole per esser la maggior parte intorno a Firenze et maxime che per le cose extraordinarie vengano le commissione di Firenze et si può in un medesimo tempo intendere et cercare a rimedij senza havere a fare Ambasciatori, che sarà risparmio della spesa in benefitio della lega". E in questa ottica di risparmio si specifica di seguito "che ogni volta si raguneranno li officiali in Firenze non si habbia a fare spesa nessuna in coletione, come si fa a Fiesole per essere più commodi che a Fiesole et ciascuno può fare altre sue faccende e tornarsene a casa" (ASF, Statuti, 311, c. 125).
  19. Nello statuto di Fiesole del 1415 i tratti caratteristici dell'elezione e delle funzioni di queste figure sono descritti nelle rubriche III, V, VI. Ulteriori informazioni si ricavano però anche dalle rubriche che stabiliscono norme a carattere generale relative allo svolgimento dell'attività amministrativa.
  20. ASF, Statuti, 311, c. 122.
  21. Si ricorda che nel 1562 il numero delle bocche del popolo di S. Stefano in Pane ascende a 1071 unità di fronte alle 900 del popolo della Canonica di Fiesole e alle 666 del popolo della Badia che sono gli agglomerati di popolazione più consistenti di tutta la podesteria. Per gli altri popoli risulta un numero di bocche molto inferiore che oscilla fra le 306 di S. Donato in Polverosa e le 34 di S. Martino a Vico (cfr. la nota n. 2 a pag. 23).
  22. La lavorazione della pietra serena, che veniva estratta principalmente nelle cave di Montececeri, ha rappresentato l'attività artigianale di Fiesole per eccellenza fin dai tempi antichi. Sui modi di lavorazione di questo materiale, in uso a Fiesole, cfr. Carlo Salvianti, Mauro Latini, La pietra color del cielo, Firenze, Minello Sani, 1988.
  23. ASF, Statuti, 311, cc. 122v.-123.
  24. ACF, Preunitario, nn. 1-7.
  25. Come abbiamo visto il popolo della canonica di Fiesole forma due borse, una di artieri e una di contadini, perciò quando l'alternanza lo privilegia i due consiglieri sono estratti uno per ciascuna borsa, altrimenti si estrae solo un rappresentante degli artieri. Per Santo Stefano in Pane la borsa è invece unica.
  26. ACF, Preunitario, n. 3, c. 120 e sgg.
  27. ACF, Preunitario, n. 3, c. 148.
  28. Una legge del 29 aprile 1646 accresce i privilegi concessi da Cosimo I a coloro che a qualche titolo operano nel settore militare, in particolare, per quello che qui ci interessa, si concede il diritto di essere ammessi d'ufficio a cariche pubbliche, cfr. Legislazione toscana, cit., tomo XVII, pp. 256-261; tali privilegi saranno riconfermati da Cosimo III con una legge del 20 agosto 1706, cfr. Ibid. tomo XXI, pp. 324-360. Le pretese dei bombardieri fiesolani si basano su quanto previsto, nella suddetta legge ai capitoli III, che stabilisce il privilegio e le modalità per il suo godimento, e XV, che regolamenta l'accesso al corpo dei "bombardieri", cioè di "quelle persone che faranno arti e esercitio attenente al mestiero delle fortificazioni e artiglieri", ed equipara i suoi componenti agli armati di corsaletto nel godimento di privilegi, cfr. ACF, Preunitario, n. 5, c. 124.
  29. "In primo luogo per la notizia avuta della pretentione de Bombardieri, che di presente si trovano nel popolo, di dovere essere imborsati in ordine alli loro privilegi, senza che altrimenti siano messi a partito, o squittinati, ancorché non sia a notizia che detti Bombardieri o li loro padri, o avi, habbino goduto, non dimeno per non dare materia di ricorso, furno quelli nominati e senz'altro squittinio imborsati con espressa dichiarazione e protesta, che tal nomina et imborsazione non habbia alcuno effetto in pregiudizio degl'altri artefici non privilegiati". I primi ad avanzare delle pretese sono tutti scalpellini di Fiesole: Francesco di Marco Torrini, Simone di Michele Ferrucci, Francesco di Romolo Barbi, Iacopo di Lorenzo Barbi, Domenico di Clemente Bellini, Bastiano di Giovanni Patriarchi, Francesco di Giovan Francesco Patriarchi, Romolo di Giuseppe Danzerini, Giovanni Maria di Simone Ferrucci, i quali possono dimostrare "d'havere goduto gl'offizi" varie volte, personalmente o attraverso i loro padri, cfr. ACF, Preunitario, n. 4, c. 58v.
  30. Legislazione toscana, cit., tomo XXVII, p. 36.
  31. In merito all'attività del camarlingo generale di Fiesole si veda anche la nota n. 44 a pag. 39. Sugli aspetti sociali ed economici della carica di camarlingo, cfr. Elena Fasano Guarini, Camarlinghi ed esazione locale delle imposte nel granducato di Toscana, in La fiscalité‚ et ses implications sociales en Italie et en France aux XVII et XVIII siécles, Roma, Ecole Francaise de Rome, 1980, pp. 29-49.
  32. ACF, Preunitario, n. 3, c. 263v.
  33. La chiesa di Santa Maria Primerana sorge nella piazza principale di Fiesole a fianco del Palazzo pretorio, dal quale la separa solo una piccola strada. La sua storia si intreccia costantemente con quella dell'amministrazione civile fiesolana: qui, per oltre trecento anni, i podestà al momento del loro insediamento hanno giurato "l'osservanza degl'ordini e statuti locali". Non a caso, il gonfaloniere della lega veniva scelto fra gli appartenenti all'opera ad essa dedicata, e alla quale appartennero i più grandi artisti fiesolani (Ferrucci, Portigiani, Sermei, Della Bella), e i membri di antichissime famiglie autoctone (Ceanzi, Cappelli, Caldani, Manuelli, Bozzolini) i nomi dei quali si ritrovano oggi spesso nella toponomastica locale. L'archivio dell'Opera di Santa Maria Primerana si trova tuttora in buone condizioni ed è stato recentemente riordinato da don Giuseppe Raspini. Fra le scritture in esso conservate figura il Libro delle tratte del Gonfaloniere di Fiesole e degli Operai dell'Opera, 1515-1814. Sulla storia della chiesa e su quella dell'opera ad essa legata si veda anche Giuseppe Raspini, Cenni storici sulla chiesa di Santa Maria Primerana a Fiesole, in Santa Maria Primerana. Chiesa del popolo fiesolano, Fiesole, 1988, pp. 13-18 e Id., Brevi notizie sull'Opera di Santa Maria Primerana, ivi, pp. 22-24.
  34. Archivio vescovile di Fiesole, serie XXVI, n. 64.
  35. Alcune di queste orazioni furono anche raccolte e pubblicate a cura del loro stesso autore, cfr. Niccolò Mancini, Orazioni o discorsi istorici sopra l'antica città di Fiesole, Firenze, Stamperia di Bernardo Paperini, 1729 (Ristampa anastatica: Bologna, Forni, 1974). Sul significato e sullo svolgimento della cerimonia di investitura del gonfaloniere, ma anche delle altre tradizionali cerimonie religiose e civili che avevano luogo a Fiesole con una massiccia partecipazione popolare, cfr. F. Mineccia, Spirito cittadino, cit.
  36. ACF, Preunitario, nn. 31-32.
  37. Sulle trasformazioni che la riforma comunitativa impone alle amministrazioni locali, cfr.: Antonio Anzilotti, Le riforme in Toscana nella seconda metà del secolo XVIII. Il nuovo ceto dirigente e la sua preparazione intellettuale, Pisa, Mariotti, 1924; Adam Wandruszka, Pietro Leopoldo, un grande riformatore, Firenze, Vallecchi, 1969; Pietro Leopoldo d'Asburgo Lorena, Relazioni sul governo della Toscana, a cura di A. Salvestrini, Firenze, Olschki, 1969; Giuseppe Pansini, Le comunità della Lunigiana e la riforma comunale di Pietro Leopoldo, in Cronaca e storia della Val di Magra, IV, 1975; Gian Bruno Ravenni, Per lo studio della riforma comunitativa di Pietro Leopoldo, venticinque anni di vita amministrativa in una comunità del suburbio fiorentino: Bagno a Ripoli, in "Ricerche storiche", IX, n. 1, 1979, pp. 29-67; Alessandra Contini, Ceto di governo locale e riforma comunitativa in Val di Nievole, in Una politica per le terme: Montecatini e la Val di Nievole nelle riforme di Pietro Leopoldo, Siena, Periccioli, 1985, pp. 240-275.
  38. Legislazione toscana, cit., tomo XXXI, p. 336.
  39. Nei registri dei "partiti" di Fiesole, oltre alle decisioni prese dall'organo di governo locale relativamente alle materie di competenza, venivano anche verbalizzati gli eventi più significativi della vita pubblica locale: dalle operazioni di riforma delle "borse", alle "tratte" per le cariche comunitative e alle assegnazioni delle chiese di "patronato del popolo" che esistevano nel territorio fiesolano.
  40. A c. 1r si legge: "Giornaletto per i decreti e deliberazioni del Magistrato Comunitativo e Consiglio del Popolo della Comunità di Fiesole dal dì 10 giugno 1782 in poi. N.B. che per l'addietro si ponevano nel Giornaletto confusamente tutte le deliberazioni, comprese quelle per lavori di strade, e le tratte degl'uffizi si ponevano in altro libro a parte, e nel margini s'indicavano le materie. E' stato creduto più facile al ritrovamento delle cose il porre in questo giornaletto le tratte, e tutti gli affari per numero da uno in poi, e riportare l'une e gl'altri all'alfabeto colla repetizione del numero respettivo, dimodo che in avvenire questo solo libro comprenderà le tratte e i negozi. E' stato poi creduto di adoperare altro libro, che pure comincerà da