INVENTARIO DELL'ARCHIVIO PREUNITARIO DEL COMUNE DI FIESOLE

A cura di
Maura Borgioli

Introduzione


1. premessa
La sezione preunitaria dell'archivio comunale di Fiesole è costituita da vari fondi documentari che sono relativi ad un'area territoriale molto più estesa dell'attuale superficie del comune. Ciò è stato determinato in parte dalle variazioni di confine dell'ente locale, che hanno comportato estensioni e restringimenti della zona soggetta alla potestà municipale fiesolana e, di conseguenza, anche della porzione di territorio alla quale si riferisce la documentazione prodotta dall'amministrazione comunitativa nello svolgimento delle funzioni di competenza istituzionale. Principalmente però la ricchezza e la varietà di fondi del nostro archivio sono dovute al ruolo egemone svolto da Fiesole, quale sede preferenziale di uffici e magistrature intermedie della burocrazia medicea e lorenese nei confronti dei Comuni vicini.

Quello di Fiesole è in effetti il tipico archivio di un comune che è stato sede di cancelleria1: in epoca preunitaria, a partire dal periodo cosimiano, gli archivi delle comunità erano infatti concentrati presso la residenza del cancelliere, il quale veniva nominato dagli uffici fiorentini addetti al controllo delle comunità per esercitare un'attività di vigilanza sull'applicazione delle leggi dello Stato e sulla corretta gestione finanziaria degli enti presenti nel territorio di una determinata circoscrizione.

La cancelleria è il cardine su cui poggia l'organizzazione burocratica dell'amministrazione periferica dello Stato fiorentino. Già nel 1575 e poi nel 1635 vengono emanati regolamenti organici che definiscono le competenze del cancelliere, rimaste sostanzialmente immutate anche dopo la riforma comunitativa del 1774; fra i suoi compiti fondamentali compare la tenuta e la conservazione delle carte prodotte sia dall'attività della cancelleria che da quella espletata dagli enti, comunità e luoghi pii, sottoposti alla sua sorveglianza2.

Per la comodità del cancelliere vigeva l'uso di raccogliere in un unico ambiente gli atti di più enti o comunità. A questa prassi corrisponde per alcuni tipi di atti (deliberazioni, imborsazioni) una corretta attribuzione, come risulta dagli inventari antichi, ai diversi organismi ed uffici produttori ed una sistemazione in serie autonome. Per altri tipi di scritture (particolarmente per il carteggio) l'abitudine archivistica di raccogliere in filze i documenti avendo come criterio la materia, la cronologia o il periodo di attività dei singoli cancellieri, e non distinti per comunità o per enti produttori, ha comportato spesso l'impossibilità, al momento dell'abolizione di questi uffici, di restituire gli atti ai legittimi proprietari, e quindi la permanenza negli archivi comunali delle località già sedi di cancelleria, come nel caso di Fiesole3, di gran parte degli atti relativi all'intera circoscrizione territoriale ricadente sotto la competenza di ciascuno di questi ufficiali periferici dello Stato fiorentino.
 
 
 

2. l'archivio della cancelleria fino alla riforma comunitativa
Attraverso il carteggio e gli inventari antichi si è tentata la ricostruzione della vicenda storica che ha portato l'archivio preunitario del comune di Fiesole ad assumere l'attuale conformazione e che, come abbiamo visto, è indissolubilmente legata a quella dell'archivio della cancelleria.

La prima descrizione delle scritture della cancelleria di cui disponiamo è contenuta nel Libro degl'inventari impiantato nel 1734 dal cancelliere Girolamo Ponzò "per registrarvi gli inventari dei libri che sono nella cancelleria di Fiesole et annessi, e sue masserizie, siccome dei libri degl'archivi di Fiesole, Sesto e Campi"4. Le informazioni fornite dall'inventario possono essere utilmente integrate con la risposta inviata dal cancelliere Settimio Giovacchini all'inchiesta promossa dall'auditore Pompeo Neri nel 1746 per censire gli archivi di enti ed uffici dell'amministrazione periferica dello Stato5. In essa i dati sono presentati in forma riassuntiva rispetto alle descrizioni contenute nell'inventario e, nonostante risultino imprecisi dal punto di vista quantitativo, se ne ricava qualche informazione supplementare sul contenuto, sulla tipologia e sul condizionamento degli atti.

In questo periodo, il cancelliere comunitativo di Fiesole aveva competenza su un vasto territorio che oltre alla podesteria di Fiesole comprendeva quelle di Sesto e di Campi. Per l'esazione della tassa del macinato e delle imposizioni straordinarie la sua competenza si estendeva ai Sobborghi di Fiesole e Galluzzo e, limitatamente alla sola tassa del macinato, anche alla podesteria di Carmignano.

Il primo elemento che emerge dall'esame delle fonti sugli archivi fiesolani, è la separazione, non solo formale ma anche fisica, tra gli archivi podestarili6, che risultano dislocati nelle sedi ufficiali dei giusdicenti, rispettivamente a Fiesole, a Sesto e a Campi, e quelli degli organi di autogoverno locale che si trovano presso la residenza del cancelliere, che in questo periodo ha sede a Firenze. Gli antichi statuti di Fiesole costituiscono l’unica eccezione: invece che nell'archivio della cancelleria sono conservati nel palazzo podestarile7.

Nell'inventario del 1734, di alcune serie il cancelliere fornisce una descrizione dettagliata, per altre si limita a dare la consistenza complessiva delle unità. Dopo aver elencato per prime le scritture relative agli affari in corso, passa a descrivere quelle relative ad affari già esauriti, che risultano descritte per serie di atti (deliberazioni, saldi) o in base alla materia (tassa del macinato, colletta universale). All'interno di ciascun raggruppamento le unità archivistiche sono attribuite alle rispettive comunità e ordinate cronologicamente. Nella relazione inviata al Neri nel 1746 le scritture sono invece raggruppate, anche se in maniera approssimativa, per ente produttore: a tutte le podesterie e leghe vengono attribuite le rispettive serie dei partiti e saldi. Limitatamente alla podesteria di Fiesole risultano presenti sei "libri di partiti e deliberazioni legati e coperti con carta pecora bianca", dal 1596 al 1746, l'ultimo dei quali in corso8; un libro di saldi della podesteria e ventotto appartenenti ai popoli che la compongono, uno per ciascuno di essi9. Alla cancelleria vengono attribuite: sei "filze di atti, lettere, date di chiese, spese di malfattori, e bilanci d'imposizione del dazio" dall'anno 1681 al 1742, oltre a quella "vegliante a tempo di me cancelliere che per anco non è legata"; "cinque filze che riguardano le tasse del macinato e lettere dell'ufficio delle Farine", dal 1729 al 1742, e una ancora in corso; nove "libri di deliberazioni e partiti che sono stati fatti e si fanno in ciascuna lega" dal 1699 in poi; ventun libri di saldi di compagnie sottoposte alla cancelleria e di alcune di queste anche i "libri de' partiti"10.

Per gli anni seguenti disponiamo di inventari sommari compilati periodicamente che sono sostanzialmente analoghi poiché le uniche variazioni che vi si riscontrano sono dovute ai normali accrescimenti. Vi sono uniti gli elenchi dei mobili e delle masserizie esistenti nei palazzi pretori e nella cancelleria. Si tratta infatti di inventari sommari da utilizzare per il passaggio di consegne tra cancellieri11. Nella filza che li raccoglie si trovano anche gli elenchi delle scritture, prevalentemente contabili, rimesse alla cancelleria dalla Camera delle comunità nel novembre 1771 e provenienti dagli archivi del Monte comune12 e del soppresso Magistrato dei Nove13. Nel 1776 è documentato un altro trasferimento di atti costituiti per lo più da scritture contabili relative a Brozzi ed ai popoli dei soppressi sobborghi di San Gallo, passati a far parte della comunità di Fiesole dal 177414.

A fronte di questi accrescimenti, nel 1786 si verifica un decremento della consistenza dell'archivio del cancelliere, causato dall'incameramento da parte dello Stato di tutti i documenti che riguardano le compagnie e confraternite, soppresse dal granduca Pietro Leopoldo con motuproprio del 21 marzo 178515. Fra il 20 febbraio e l'1 maggio 1786 vengono così trasferite a Firenze, e consegnate a Reginaldo Tanzini archivista della regia amministrazione del Patrimonio ecclesiastico di Firenze, Fiesole e Romagna, circa 339 unità archivistiche16.

L'accresciuta importanza amministrativa dell'ente di governo locale che scaturisce dalle riforme leopoldine si riflette anche nella organizzazione e descrizione degli archivi. Il cancelliere continua ad esserne il responsabile, ma da ora in poi si nota la tendenza a privilegiare, nella descrizione dell'archivio, i singoli fondi comunitativi: gli inventari vengono redatti distintamente per ciascuna comunità, e considerando come un fondo a parte e ridotto al minimo le scritture della cancelleria, che adesso vengono definite "libri che sono in comune tra le tre comunità del dipartimento della cancelleria di Fiesole"17. Questa tendenza sarà poi ulteriormente consolidata dal passaggio attraverso le forme amministrative francesi, che accelera ulteriormente il processo di svecchiamento delle istituzioni e il trapasso ad una amministrazione più moderna.
 
 
 

3. L'archivio della cancelleria dalla dominazione francese all'Unità d'Italia
Durante la dominazione francese in Toscana, le modificazioni apportate all'organizzazione amministrativa locale18 provocano il primo smembramento dell'archivio: abolita la cancelleria, ciascuna municipalità che ne ha fatto parte deve recuperare e tenere presso di se le proprie carte. L'operazione incontra resistenze da parte degli amministratori locali, tanto che il prefetto del Dipartimento dell'Arno è costretto ad intervenire più volte risolutamente per costringere il maire del Pellegrino, nella cui sede si trova l'archivio della cancelleria, a consegnare le carte ai legittimi destinatari. La resistenza è particolarmente avvertita nei confronti di Fiesole da cui, a partire dal 1 gennaio 1809, era stata distaccata la comunità del Pellegrino. A significativa testimonianza di ciò, rimane una lettera del prefetto che nel dicembre 1809 scriveva: "Sono informato signor maire che in onta alle due circolari inserite negli atti della prefettura sotto di 13 febbraio e 29 luglio decorsi avete negato d'accedere alla giusta domanda del maire di Fiesole per la separazione degli archivi comunitativi. Voi avete accompagnato questo rifiuto con una lettera inconcludente; e vi siete scusato sulla necessità di consultare il vostro consiglio municipale, quasi che una sua deliberazione fosse bastante a distruggere l'effetto degli ordini emanati dalla prefettura. Il vostro procedere è illegale e la vostra scusa è senza fondamento[...].Mi rammento che avete dimostrato la medesima repugnanza a riguardo delle richieste dei maires di Sesto e di Campi; e che è stato necessario ricorrere alla mia autorità per farle da voi valutare [...].Ne mi opporrete più il comodo degli amministrati per la centralità dell'antica cancelleria del Pellegrino; poiché questa centralità è sparita dopoché ne sono state smembrate Sesto, Brozzi, Campi, Signa e Montemurlo. La comune di Fiesole è e deve essere considerata come il vero capoluogo. Ella è la residenza del Giudice di pace del cantone; ha una popolazione un terzo maggiore della vostra, e i comunelli che compongono il Pellegrino sono stati staccati da lei. Quindi è a Fiesole che debbono conservarsi gli archivi di questa antica comunità; e voi non dovete ritenerne altrimenti che quella parte la quale interessa i dieci popoli che formano la vostra"19. "Con lettera di questo medesimo giorno ho dato" scrive poi il prefetto al maire di Fiesole il 4 dicembre 1809 "al maire del Pellegrino gli ordini convenienti per la separazione degli archivi e ho deciso che non debba ritenerne se non quella parte che interessa i 10 popoli che compongono la sua comunità. Gli ho scritto in modo che non si avviserà di frapporre altrimenti indugi ed ostacoli a questa separazione"20.

Alla fine della dominazione francese si attuò la riorganizzazione delle cancellerie comunitative, reintrodotte nel Granducato con l'editto del 27 giugno 1814. Anche quella di Fiesole riprese la sua normale attività; il territorio della sua circoscrizione rimase però frazionato in un numero maggiore di comunità, corrispondenti alle nuove municipalità istituite dai governanti francesi. Nello stesso anno si procedette a riconcentrare nella sede del Pellegrino gli atti precedentemente assegnati alle mairies: il 16 novembre il magistrato di Fiesole delibera, per la sua parte, lo stanziamento occorrente per la "rimontatura" dell'archivio21; il cancelliere Anton Domenico Palmieri "a forma degl'ordini e perché si veda a colpo a d'occhio la consegna" procede quindi a compilare un nuovo inventario22.

Qualche anno più tardi, nel dicembre 1820, a causa "del massimo disordine in cui trovavasi da non pochi anni l'archivio", si commissiona al neo cancelliere, Giovanni Benedetto Zecchini, il compito di riordinarlo23. In questa occasione il gonfaloniere di Sesto trasferisce le carte dei podestà, fino a quel momento conservate nel locale palazzo pretorio24, all'archivio della cancelleria, dove si dispone di appositi locali e di un custode incaricato di "spolverare e spazzare tassativamente ogni settimana stanze, scaffali e mobili"25.

Il 26 giugno 1829, considerata la mole di lavoro necessaria per permettere la consultazione degli atti, il gonfaloniere di Fiesole propone l'istituzione di un posto di archivista26. La richiesta, unanimamente sostenuta dalle quattro comunità dipendenti dalla cancelleria, sarà accolta con "sovrano rescritto" del 24 novembre 183127.

Poiché "il copioso archivio della loro cancelleria va di anno in anno aumentandosi a dismisura", si stabilisce inoltre di "ricrescerne notabilmente gli scaffali e portarli al cornicione della soffitta"28. Grazie all'aumentata capienza delle scaffalature, si può così completare la sistemazione e il riordinamento dell'archivio, che nel 1820 non era stato possibile portare a compimento per la mancanza di spazio: il cancelliere Zecchini, coadiuvato da alcuni impiegati della cancelleria, procede infatti a sistemare gli atti in serie dotate di una numerazione progressiva interna e disposte sugli scaffali con intervalli di spazio tali da permetterne l'aggiornamento per molti anni29. Ciascuna unità archivistica dispone ora di una segnatura formata da quattro numeri romani, relativi alla collocazione fisica del pezzo all'interno dell'archivio e che identificano in successione stanza, giro, scaffale e palchetto, e da un numero arabo progressivo, relativo alla posizione dell'unità rispetto a quelle della stessa serie.

Il calligrafo Carlo Zecchini provvede poi ad eseguire una copia dell'inventario "nella più nitida e decorosa forma"30 in un poderoso volume rilegato in pelle di 566 carte di grande formato, dotato di una rubrica delle materie e intitolato "Indice dell'archivio della cancelleria comunitativa di Fiesole"31.

Nel primo periodo della Restaurazione la cancelleria di Fiesole aveva avuto competenza sulle comunità di Fiesole, Pellegrino, Sesto, Brozzi, Campi, Signa, Montemurlo e Calenzano. Le ultime quattro comunità usufruivano di un aiuto cancelliere con sede a Campi. Nel 1838, con motuproprio del 5 dicembre, si decise una riduzione dell'estensione della circoscrizione: venne infatti istituita la cancelleria di Campi per il servizio anche di Calenzano e Signa; Montemurlo andò a far parte, come chiedeva da tempo, della cancelleria di Prato, mentre la comunità di Rovezzano passò dalla cancelleria del Galluzzo a quella di Fiesole. I documenti dell'archivio relativi a queste comunità ne seguirono il destino e furono trasferiti alle nuove competenti cancellerie32.

Con la legge 9 marzo 1848 si attuò una generale riforma della struttura amministrativa dello Stato toscano che fu ripartito in sette prefetture. In questo contesto le cancellerie comunitative furono sostituite da cancellerie del censo, alle quali vennero affidati compiti di natura essenzialmente erariale; continuarono però ad esercitare le tradizionali funzioni in materia di custodia degli archivi delle comunità e di consulenza degli organi deliberativi degli enti compresi nelle rispettive circoscrizioni33. Appena insediati, gli uffici della prefettura procedettero a trasmettere alla cancelleria di Fiesole i documenti di corredo ai saldi delle cinque comunità che da essa dipendevano e relativi al periodo dal 1807 al 184234.

Nel 1856 le magistrature comunali di Fiesole, Pellegrino, Sesto, Rovezzano e Brozzi incaricarono il cancelliere Antonio Della Nave di redigere un nuovo inventario delle scritture conservate presso la cancelleria e ufficio del censo di Fiesole35, una copia del quale fu anche inviata alla Direzione del pubblico censimento36.

All'Unità d'Italia e all'entrata in vigore della legge per l'unificazione amministrativa del 186537, seguì l'abolizione delle cancellerie del censo toscane, stabilita col R.D. 26 luglio 1865, n. 2455, che determinò anche la destinazione delle carte dei loro archivi38.

L'archivio della cancelleria di Fiesole subisce, di conseguenza, vari passaggi di mano e smembramenti. Per prima cosa, già il 26 settembre 1865, le carte catastali vengono trasportate, per conto della Direzione del demanio e tasse, al 2° ufficio dell'agenzia delle tasse di Firenze nel cui distretto passano i territori dei comuni fino a quel momento compresi nella cancelleria di Sesto e Fiesole39.

Poi, come già era avvenuto durante l'amministrazione francese, i documenti relativi ai comuni già compresi nella cancelleria vengono trasferiti presso le rispettive sedi municipali: il primo marzo 1866 i sindaci di Fiesole, Sesto e Brozzi ricevono in consegna le filze ed i registri che andranno a costituire i rispettivi archivi comunali. Il trasferimento degli atti avviene tramite una procedura in base alla quale Giuseppe Fancelli, facente funzione di sindaco a Fiesole, riceve formalmente da Stefano Cappelli, già cancelliere ministro del censo a Fiesole, "tutti i libri e filze" descritti nell'inventario redatto nel 1856 dal cancelliere Della Nave (ed aggiornato dai suoi successori) e provvede a consegnare ai rappresentanti dei sindaci di Sesto40 e di Brozzi41 la parte di loro competenza, che include anche una sezione delle carte prodotte dall'ingegnere di circondario e gli atti relativi alle opere pie che hanno sede nei rispettivi territori.

Il 14 luglio 1871, il segretario comunale di Sesto riceve in consegna dal sindaco del comune di Fiesole le filze, 216 pezzi, relative al "Tribunale di Sesto. Atti civili"42. Quelli di Fiesole sono 318 e vengono consegnati il 24 agosto 1872 al cancelliere della Pretura del Mandamento Firenze Campagna43.
 
 
 

4. l'archivio del comune dello stato italiano unitario
Nonostante gli smembramenti, una parte consistente del carteggio del cancelliere e una parte di quello dell'ingegnere di circondario rimasero nell'archivio comunale di Fiesole. Questi fondi costituiscono ora una fonte indispensabile per lo studio della storia del territorio che circonda Firenze a nord dell'Arno, e rappresentano anche una testimonianza della "centralità" del Fiesolano nel contesto del suburbio fiorentino, ove la città dominante mantenne, fino al 1865, competenza amministrativa esclusivamente nell'area intra-moenia. Per motivi diversi, a Fiesole rimasero anche il carteggio e gli atti relativi a due comunità che avevano fatto parte della cancelleria: Pellegrino e Rovezzano. Con la legge 27 aprile 1865, n. 2255, era stato infatti deciso l'ampliamento dell'area urbana di Firenze, designata capitale d'Italia, a spese dei comuni limitrofi. Il R.D. 26 luglio 1865, n. 2412, sanzionò i nuovi confini di Firenze che si appropriò così di una zona molto ampia del territorio circostante le antiche mura cittadine. I comuni di Legnaia, Pellegrino e Rovezzano ridotti a poca cosa, furono soppressi. Le zone degli ex comuni di Rovezzano e Pellegrino che non erano state aggregate a Firenze, vennero riunite a Fiesole, che aveva pure perso una sezione di territorio a vantaggio della vicina città44. Le carte degli archivi dei due comuni soppressi si trovavano nell'archivio della cancelleria e, al momento del suo smembramento, passarono direttamente a far parte dell'archivio del comune di Fiesole.

L'archivio preunitario di Fiesole doveva però subire altre due consistenti riduzioni prima di arrivare all'attuale configurazione quantitativa. La prima diminuzione è dovuta ad uno scarto realizzato nel 1870. In occasione del riordinamento dell'archivio attuato fra il 1868 e il 1869 si era infatti osservato che "vi esiste quantità di documenti i quali quantunque di niuna importanza storica né amministrativa occupano molta parte dello spazio disponibile dell'archivio, d'altronde assai limitato"45. La proposta di "spurgo" presentata di conseguenza dalla giunta municipale al consiglio era però talmente consistente che ci si sentì in dovere di consultare il perito Giovanni Baroni. L'ipotesi iniziale dello scarto sembrava comprendere infatti quasi tutto l'archivio antecedente la Restaurazione: dai saldi dei popoli, del piviere e della podesteria, ai registri delle tasse, degli inventari, delle imborsazioni. L'intervento del Baroni riesce a impedire la dispersione della maggior parte delle unità archivistiche fra le quali non rientrano però i dazzaioli46. Una parte di questa "carta", secondo una prassi incoraggiata dalla prefettura, invece di essere inviata al macero sarà poi venduta proficuamente a vantaggio dell'amministrazione municipale47.

La seconda riduzione è determinata dal trasferimento degli archivi preunitari di Pellegrino e Rovezzano al comune di Firenze48, a seguito della variazione di confine stabilita dalla legge 7 luglio 1910, n. 435, che inglobò al territorio comunale di Firenze le frazioni fiesolane di Rovezzano, Settignano, parte di quella del Pellegrino e le parrocchie di Coverciano e di Mensola. Gli atti relativi al territorio delle due ex comunità prodotti nel periodo della loro aggregazione a Fiesole (1865-1910) rimanevano però, costituendone parte integrante e indivisibile, nell'archivio fiesolano.

Nell'intervallo fra questi due avvenimenti, nel 1883, venne redatto un circostanziato inventario delle carte dell'archivio che furono suddivise, in base al principio dell'appartenenza a diverse istituzioni produttrici, in due sezioni denominate Archivio antico, per gli atti relativi alla comunità preunitaria o comunque prodotti anteriormente al primo gennaio 1866, e Archivio nuovo, per gli atti prodotti dopo l'entrata in vigore della legge comunale e provinciale del 1865 e l'unificazione amministrativa d'Italia49.

L'ultimo inventario dell'archivio di Fiesole risale al 1959 ed è opera del prof. Giuseppe Pansini. Gli atti vi sono descritti in base ad un criterio che pone in rilievo la continuità dell'azione amministrativa senza tenere conto delle cesure dovute ai cambiamenti politici.
 
 
 

5. L'archivio preunitario del comune di Fiesole oggi
L'archivio preunitario del comune di Fiesole è attualmente composto da più fondi. Ciò è stato determinato da vari fattori legati sia alle trasformazioni intervenute nella struttura amministrativa locale, che a cambiamenti politico-istituzionali nella gestione dello Stato.

L'impronta fondamentale alla struttura dell'archivio è data, come abbiamo visto, dall'uso, introdotto a partire dal XVI secolo, di sottoporre gli atti delle comunità e quelli dei luoghi pii al controllo delle autorità statali attraverso l'opera di un cancelliere, il quale raccoglie presso di se le scritture di tutti gli enti sui quali esercita la sorveglianza. Questa consuetudine ha comportato che nell'archivio comunale oltre ai documenti propriamente attinenti al territorio vi fossero anche atti di altre comunità e degli enti e compagnie religiose che vi avevano sede.

Ma l'attuale composizione dell'archivio preunitario è anche il risultato degli accorpamenti e smembramenti che si sono succeduti a più riprese, coinvolgendo gli archivi di varie comunità, in funzione di riforme dell'amministrazione periferica dello Stato, che hanno determinato variazioni territoriali delle circoscrizioni amministrative.

Tutti questi passaggi, aggregazioni e scomposizioni non sono stati immuni da conseguenze. Da una parte sono stati causa di dispersioni, dall'altra hanno comportato la casuale permanenza a Fiesole di documenti pertinenti ad altre comunità. Ciò è avvenuto principalmente per i seguenti motivi:

Nell'inventario i documenti sono stati suddivisi in sezioni in base al periodo storico e all'ufficio o magistratura responsabile della loro produzione:
Lega e podesteria, poi comunità di Fiesole (1509-1808) nn. 1-99.
Cancelleria comunitativa di Fiesole (1659-1808) nn. 100-223.
Mairie di Fiesole (1809-1814) nn. 224-289.
Comunità di Fiesole (1814-1865). nn. 290-578.
Cancelleria comunitativa di Fiesole (1814-1865) nn. 579-705.
Compagnie soppresse (secc. XVI-XIX) nn. 706-752.
Ingegnere del circondario di Fiesole (1825-1850) nn. 753-766.
Consiglio di reclutamento del circondario della delegazione di governo del quartiere S. Croce (1853-1860) nn. 767-777
Consiglio distrettuale (1860-1865) n. 778
Enti diversi (secc. XVI-XIX) nn. 779-816
Le "vicessitudini" di parte dei fondi, che costituiscono attualmente la sezione preunitaria dell'archivio, hanno influito anche sul loro riordinamento. Alcuni raggruppamenti di unità archivistiche si sono determinati infatti, come vedremo caso per caso, in conseguenza delle peregrinazioni alle quali, per più motivi, è stata sottoposta una parte della documentazione che pur essendo stata prodotta da un medesimo ente è stata poi aggregata, nel corso degli anni, ad archivi diversi, subendo talvolta anche trasformazioni della fisionomia esterna e del condizionamento delle unità.

Emblematico risulta a questo proposito il caso delle carte relative ai Sobborghi di Fiesole, detti anche di San Gallo, le quali hanno fatto parte del nostro archivio a vario titolo e in momenti diversi. Inizialmente pur avendo fino alla riforma comunitativa leopoldina un'amministrazione autonoma, questa entità territoriale dipendeva, insieme ai Sobborghi del Galluzzo, dalla cancelleria di Fiesole per l'amministrazione della tassa del macinato e della colletta universale. Inoltre nel 1774, all'abolizione della cancelleria dei Sobborghi, i popoli della parte detta di San Gallo vennero spartiti fra Fiesole e Bagno a Ripoli ed entrarono a pieno titolo a far parte di queste nuove comunità, alle quali furono di conseguenza trasferiti i relativi documenti d'archivio. I popoli che avevano formato gli ex Sobborghi di San Gallo si ritrovarono però riuniti nella stessa cancelleria quando, nel 1838, la comunità di Rovezzano, costituita in parte con quelli di essi che erano stati aggregati alla comunità di Bagno a Ripoli, fu trasferita dalla cancelleria del Galluzzo a quella di Sesto e Fiesole. Dal 1865, a seguito dell'abolizione della comunità di Rovezzano le carte del suo archivio rimasero presso il comune di Fiesole, dove si trovarono così riuniti documenti relativi ai popoli che avevano costituito i Sobborghi di Fiesole. E qui sono rimasti fino ad oggi, perché non inclusi fra gli atti della ex comunità di Rovezzano trasferiti all'archivio comunale di Firenze nel 1910 a seguito dell'ultima variazione dei confini comunali.

Nell'attuale inventario si è ritenuto di dover tener conto, per le modalità che lo caratterizzano, del processo che ha portato alla formazione dei vari nuclei archivistici. E pertanto le scritture relative ai popoli che avevano costituito i sobborghi di Fiesole sono descritti, per quanto riguarda i saldi dei popoli, parte nella sezione relativa alla comunità di Fiesole, parte nella sezione della comunità di Rovezzano. Gli atti relativi alla tassa del macinato, che per un periodo di tempo limitato sono relativi anche ai sobborghi del Galluzzo, sono compresi invece nella sezione della cancelleria dedicata appunto a questa tassa.

La tipologia della produzione documentaria derivata dall'amministrazione periferica dello Stato toscano e granducale è stata esaminata in maniera esauriente in pubblicazioni di inventari di archivi comunali, alle quali si rinvia onde evitare inutili ripetizioni50. A corredo di questo inventario si è preferito quindi privilegiare la descrizione di caratteri peculiari alla realtà fiesolana. Considerata poi l'importanza che ha per la ricerca storica la ricostruzione dell'assetto politico amministrativo del territorio, in funzione del reperimento e dell'utilizzo organico e globale delle fonti storico-archivistiche, si è tentato di ricostruire e delineare idealmente i confini della comunità di Fiesole e di quelle circoscrizioni amministrative più ampie, che ebbero Fiesole come capoluogo e che subirono numerose e consistenti variazioni territoriali col trascorrere dei secoli durante i quali sono stati prodotti i documenti conservati nel nostro archivio.

Nel corso del 1984, grazie ad un cospicuo finanziamento della Regione Toscana, si è attuato un radicale intervento di restauro che ha permesso di recuperare molti documenti, alcuni dei quali erano purtroppo già in avanzato stato di deterioramento. Le unità oggetto di tale intervento vengono segnalate in inventario, così come quelle che restano tuttora in attesa di un restauro più o meno consistente.

Per incarico dell'amministrazione comunale e nell'ambito di un più ampio progetto volto alla schedatura, per quanto possibile completa, delle fonti documentarie geo-iconografiche relative al comune di Fiesole, il professore Leonardo Rombai ha provveduto recentemente a catalogare e schedare tutta la cartografia conservata nell'archivio comunale di Fiesole51. Nell’inventario si è perciò omesso di segnalare l'esistenza di questi documenti nelle unità archivistiche, rinviando per una loro descrizione particolareggiata alla Schedatura delle fonti documentarie cartografiche e iconografiche relative al comune di Fiesole, realizzata per ora in forma dattiloscritta e conservata presso l'archivio comunale.

Si segnala che presso l'archivio comunale è in via di costituzione un fondo bibliotecario a carattere giuridico amministrativo che al momento accoglie le raccolte di leggi e decreti pubblicati dal 1808 ai giorni nostri, relativi alla Toscana fino all'Unità e allo Stato italiano poi52.

Nel corso di questi ultimi anni ai volumi di leggi si sono aggiunte molte pubblicazioni specializzate in storia locale toscana, dono di utenti dell'archivio, e pubblicazioni scientifiche inerenti le discipline storiche, acquistate dall'ufficio come materiale di consultazione.

Desidero, per concludere, desidero ringraziare la dott. Sandra Pieri, funzionario della Sovrintendenza archivistica per la Toscana, che ha seguito con attenzione e grande disponibilità ogni fase di questo lavoro e alla quale sono debitrice di consigli e indicazioni fondamentali.

Un doveroso ringraziamento va anche al prof. Ivan Tognarini il quale nel 1990, allo scadere del suo incarico come assessore ai Beni culturali del comune di Fiesole mi affidò la redazione di questo inventario, a completamento di un programma di promozione delle fonti archivistiche relative al territorio fiesolano.

Mi preme inoltre ricordare la disponibilità dimostrata da molti colleghi del Comune di Fiesole, che hanno contribuito in vario modo al riordinamento dell’archivio; un grazie particolare rivolgo alla signora Renata Smorti per la cortese collaborazione prestata.



Avvertenze per la consultazione

Nella descrizione delle unità archivistiche si sono adottati i seguenti criteri:




NOTE
  1. Sull'evoluzione storica dell'istituzione e sul ruolo svolto dalle cancellerie comunitative si vedano: Giulio Prunai, Introduzione, a Gli archivi storici dei comuni della Toscana, in "Quaderni della Rassegna degli Archivi di Stato", n. 22, Roma, 1963, p.7-43; Elena Fasano Guarini, Potere centrale e comunità soggette nel Granducato di Cosimo I, in "Rivista storica italiana", LXXXIX, 1977, pp. 490-538; Augusto Antoniella, Introduzione, a L'archivio preunitario del comune di Montevarchi. Inventario, a cura di A. Antoniella e L. Borgia, Firenze, Giunta Regionale Toscana - La Nuova Italia, 1982, pp. V-XVIII.
  2. Nelle Nuove istruzioni per i cancellieri comunitativi...approvate nel dì 16 novembre 1779 (Firenze, Cambiagi, 1779) sono attribuite a questi funzionari i compiti di: "custode delle leggi et ordini concernenti le comunità, di direttore di aziende delle comunità, luoghi pii e patrimoni locali comunitativi[...], di esecutore degli ordini dei tribunali e dei magistrati di Firenze e dei ministri del governo nella capitale, di notario e attuario delle comunità, luoghi pii e patrimoni comunitativi[...]di archivista delle comunità, loro annessi e dipendenze[...] di ministro di S.A.R. negli affari pubblici locali, di consultore legale dei magistrati comunitativi[...]di cancelliere delegato della tassa di macine".
  3. Per lunghi periodi Fiesole capoluogo è, però, solo nominalmente sede degli uffici decentrati e delle strutture amministrative che le sono attribuite. Di fatto la sede fisica di questi uffici, come di quelli municipali, è dislocata in maniera preferenziale a Firenze o in una località prospiciente la città e quindi facilmente raggiungibile come Pellegrino, La Querce, San Domenico. Le autorità centrali cercheranno a più riprese di indurre ufficiali e amministratori locali ad esercitare le loro funzioni a Fiesole, da essi ritenuta inidonea e scomoda anche dopo la costruzione della carrozzabile Firenze-Fiesole, inaugurata nel 1840 dal granduca Leopoldo II di Lorena. La diatriba fra autorità centrali e locali si dipana nell'arco di più secoli con vicende alterne per trovare infine una soluzione definitiva solo nel 1910 quando con la legge del 7 luglio 1910, n. 435, che riduce il territorio comunale all'estensione attuale, gli uffici municipali troveranno una sede definitiva nel capoluogo. In proposito cfr. anche: Inventario dell'archivio postunitario del comune di Fiesole (1865-1945), a cura di Maura Borgioli, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1988, pp. 5-6.
  4. Archivio comunale di Fiesole (d'ora in poi ACF), Preunitario, n. 221. Dalle deliberazioni del gonfaloniere e dei rappresentanti di Fiesole si evince che la stesura dell'inventario rientra in una serie di iniziative realizzate a tutela della documentazione conservata sia nell'archivio del cancelliere che in quello del podestà di Fiesole, cfr.: Ibidem, n. 5, c. 152v.: "Stanziorono lire quattordici per la rata della spesa fatta in somma di 44 per fare un'aggiunta alle scansie dove si tengono i libri della cancelleria e per un armadio nuovo, che serve per tenervi le scritture della medesima", 21 giugno 1733; Ibidem, n. 5, c. 167: "Stanziorono scudi tre a me cancelliere suddetto per mio rimborso di spese fatte nell'essere stato a Fiesole per rivedere l'archivio e farne il nuovo inventario" e "Veduta la nota delle spese fatte in quest'anno[...]in fare alcuni scaffali nella stanza dell'archivio e in rivedere e raggiustare i libri del medesimo [...]stanziarono detta somma di lire centoquindici e soldi nove", 20 febbraio 1735.
  5. Sul censimento generale degli archivi nel 1746 cfr.: Paola Benigni, Carlo Vivoli, Progetti politici e organizzazione di archivi: la documentazione dei Nove, in "Rassegna degli Archivi di Stato", n. XLIII/1, Roma 1983, pp. 55-57.

  6. La risposta inviata dal cancelliere di Fiesole è conservata in: Archivio di Stato di Firenze (d'ora in poi ASF), Consulta, n. 463, cc. 752-761.
  7. Per le podesterie di Sesto e di Fiesole, alle quali è annessa la lega di Brozzi, il cancelliere Giovacchini specifica che risiedendo il podestà sei mesi a turno nei due capoluoghi "vi sono due archivi, che uno a Fiesole, nel quale vi si conservano per ordine i civili dei podestà che di tempo in tempo vi sono riseduti dall'anno 1552 fino all'anno 1745 che ascendono al numero di 215 [...], quali civili sono legati e coperti di cartapecora coll'arme e nome sopra la medesima di ciaschedun podestà. Inoltre vi sono num. 18 libretti intitolati libro de pegni, che principiano dal 1573 fino al 1660, [...] Item un libro di riscossione delle farine del 1616. Nell'altro archivio della potesteria di Sesto vi esistono num. 139 civili [...] che principiano dall'anno 1540 fino a tutto l'anno 1745, coperti e legati in carta pecora bianca con i suoi repertori". Nella podesteria di Campi, dove risiede un podestà pro-tempore, alla quale sono annesse la lega di Calenzano, la lega di Signa e quella di Montemurlo, invece "vi è un solo archivio nel quale sono collocati per ordine tutti i civili tanto dell'antichi che de moderni potestà, che in essa vi sono riseduti, [...] che principiano dal 1513 fino all'anno 1745..." ASF, Consulta, n. 463, cc. 752-753v. Nell'inventario del cancelliere Ponzò sono elencati i nomi dei podestà e gli estremi cronologici di ciascuna unità archivistica da essi prodotta, ACF, Preunitario, n. 221, cc. 28-80.
  8. Gli statuti di Sesto, Brozzi, Campi, Calenzano, Montemurlo e Signa si trovano nell'archivio del cancelliere, il quale, dopo averli descritti singolarmente, specifica che non riportano né riforme né appendici in quanto si tratta di copie estratte dall'archivio delle Riformagioni, alle quali non sono state fatte successive aggiunte. Dello statuto di Fiesole, che peraltro è, unico caso, conservato sotto la custodia dello stesso podestà, si osserva che "è manuscritto di carattere antico difficile a intendersi di carte num. 140, coperto di legno, con cuoio rosso tutto guasto, che principia dall'anno 1422 fino all'anno 1640", ASF, Consulta, n. 463, cc. 754-755v.
  9. Il cancelliere provvede ad illustrarne anche il contenuto: "[...]vi si registrano tutte le deliberazioni e partiti che vengono fatti per interesse delle comunità da respettivi moderni rappresentanti colle tratte che si fanno di tempo in tempo delli uffiziali che devono risedere, conferme di camarlinghi, obblighi de medesimi et altre cariche attenenti a detta potesteria, partiti di spese e altro, possessi e sindacati de podestà", ASF, Consulta, n. 463, cc. 756v-757.
  10. Si tratta evidentemente solo di registri in corso; la mancanza di quelli precedenti è implicitamente giustificata dall'affermazione che i saldi "vengono rivisti e saldati da ragionieri de Signori Nove" e quindi possono rimanere depositati presso gli uffici di questa magistratura (ASF, Consulta, n. 463, c. 757; cfr. anche la nota n. 13 a p.00). Nell'inventario del cancelliere Ponzò compariva peraltro un numero maggiore di saldi: oltre ai 28 "al presente veglianti" vi erano menzionati 13 "libri antichi dei saldi de popoli di Fiesole", 1 libro del piviere di Fiesole "che al presente veglia" e 1 libro di saldi di Fiesole, oltre a quello in uso, dal 1684 al 1719 (ACF, Preunitario, n. 221, cc. 6-8). Anche la risposta all'ultimo quesito formulato dal Neri nella sua "istruzione" testimonia di una certa approssimazione nell'indagine condotta da Settimio Giovacchini. Egli vi dichiara infatti che non si trova nella cancelleria "alcun indice o repertorio per uso della medesima" tanto che egli ha dovuto "fare ogni più opportuna e necessaria diligenza a libro per libro per ritrovare tutte le enunciate memorie" (ASF, Consulta, n. 463, c. 761). Un'appendice all'inventario redatto nel 1734, intitolata Aggiunta di altri libri fatti dopo il suddetto inventario, è però redatta e firmata dallo stesso Giovacchini (ACF, Preunitario, n. 221, cc. 17v.-18), il quale probabilmente venne a conoscenza di questo strumento dopo aver inviato il suo rapporto.
  11. ASF, Consulta, n. 463, cc. 760 r.-v.. Nell'inventario del Ponzò sono però descritti 318 pezzi, fra partiti, saldi e capitoli, che costituiscono gli archivi delle Compagnie e Opere sottoposte alla sorveglianza del cancelliere, cfr. ACF, Preunitario, n. 221, cc. 13-17.
  12. ACF, Preunitario, n. 222.
  13. Si tratta di 114 registri relativi a Brozzi, che dall'elenco sembrano tutte scritture contabili, dal 1452 al 1554 e un civile di Signa dell'anno 1459, ACF, Preunitario, n. 222, cc. 89v.-91v..
  14. La "Nota dei libri ritrovati nell'archivio del soppresso Magistrato dell'Illustrissimi Signori Nove, attenenti alle comunità sottoposte alla cancelleria di Sesto e Fiesole" elenca 229 libri di saldi di leghe, pivieri, popoli e compagnie, dal 1449 al 1690, ACF, Preunitario, n. 222, cc. 85-89.
  15. Si tratta di 52 unità, trasmesse per competenza al cancelliere di Fiesole, costituite da un civile per ciascuna delle seguenti comunità: Brozzi, Calenzano, Campi e Sesto e Fiesole; 17 libri di entrata e uscita di Brozzi dal 1452 al 1527; 2 libri di entrata e uscita della Compagnia di S. Donato in Polverosa, dal 1560 al 1589 e dal 1623 al 1710, e uno della Compagnia di S. Maria a S. Stefano in Pane, dal 1441 al 1591, oltre ad un quadernetto di memorie della stessa pieve; i rimanenti sono tutti saldi dei popoli di S. Donato e S. Iacopo in Polverosa, S. Gallo e S. Michelino, S. Gervasio e S. Piero, S. Lorenzino fuori la Porta al Prato, S. Lucia sul Prato, S. Marco Vecchio, cfr. ACF, Preunitario, n. 222, cc. 99-102.
  16. Bandi e ordini, n. IC. La liquidazione delle proprietà delle compagnie sottoposte al controllo della cancelleria di Fiesole sarà la causa indiretta del trasferimento a Empoli imposto d'ufficio al cancelliere Francesco Tallinucci. Egli sarebbe rimasto vittima in questa occasione di un conflitto d'interessi con i podestà che operavano sullo stesso territorio. In una lettera inviata a Firenze il 4 luglio 1785, il Tallinucci dichiara infatti: "[...]all'improvviso, dopo essere stato al sindacato ed aver riportata una piena absolutoria senza neppure un voto in contrario, mi trovo traslatato[...]Son persuaso che questa novità sia opera puramente della calugna, e che i Podestà e specialmente quello di Campi vi abbia soffiato non poco a motivo del dispiacere purtroppo manifestato di non aver potuto vendere gli effetti delle Compagnie ed in conseguenza non aver potuto incassare gli onorari che gli sarebbero stati dovuti secondo la tariffa" (ASF, Segreteria del regio Diritto, n. 5355, c. 512).
  17. Carlo Huart, regio amministratore del Patrimonio ecclesiatico della diocesi di Fiesole, il 6 maggio 1785 aveva scritto al cancelliere di Fiesole: "Va benissimo che da lei si facciano vendere anche tutti i libracci inutili dei registri di fratelli e sorelle delle compagnie soppresse, conservando quelli soltanto di amministrazione" (ACF, Preunitario, n. 218, c. 88). Non tutte le scritture vennero dunque ritenute ugualmente meritevoli della conservazione. Tuttavia il 20 febbraio dalla cancelleria di Fiesole si inviano alla regia amministrazione del patrimonio ecclesiatico di Firenze 116 unità archivistiche relative alle compagnie soppresse nella comunità di Fiesole; il 21 febbraio ne vengono trasmesse 82 relative a Sesto, alle quali se ne aggiunge un supplemento di 30 il 29 aprile; il 19 aprile ne vengono inviate 106 relative alle compagnie soppresse nella comunità di Campi; l'1 maggio 1786 vengono spedite le ultime cinque unità. Una copia degli elenchi di trasmissione di questi documenti è conservata in ACF, Preunitario, n. 218, cc. 385-409.
  18. Cfr. ACF, Preunitario, n. 222, c. 196 e, sempre nella stessa unità, gli inventari che vengono redatti dall'ultimo ventennio del XVIII secolo in poi, cc. 137-219.
  19. In proposito si veda l'introduzione alla sezione dell'inventario relativa alla mairie di Fiesole, pp. 101-102.
  20. ACF, Preunitario, n. 228, cc. 214-215.
  21. ACF, Preunitario, n. 233.
  22. ACF, Preunitario, n. 290, c. 7. Le spese necessarie per il funzionamento amministrativo della cancelleria venivano addossate in parti uguali alle comunità che usufruivano direttamente dei suoi servizi. In questo periodo esse sono Fiesole, Pellegrino, Sesto e Brozzi. Campi, Calenzano e Montemurlo, che pure rientravano nella circoscrizione della cancelleria di Sesto e Fiesole, disponevano dell'opera di un aiuto cancelliere.
  23. ACF, Preunitario, n. 223, c. 169 e seguenti: Nuovo inventario dei libri, filze etc. delle tre comunità di Fiesole, Sesto e Campi, che sono stati restituiti dai nuovi già meri, in oggi gonfalonieri, alla nuova cancelleria di dette tre comunità compilato dall'odierno cancelliere Anton Domenico Palmieri.
  24. ACF, Preunitario, n. 291, c. 111: Commissione al cancelliere di riordinare l'archivio con la spesa di L. 100 per parte della comunità di Fiesole, 15 dicembre 1820. Il cancelliere Zecchini non era nuovo ad imprese del genere: nel 1815 aveva redatto l'inventario dell'archivio di Bagno di Romagna, cfr. Guida degli archivi storici comunali dell'Emilia Romagna. I comuni della provincia di Forlì, a cura di G. Rabotti, 1979 (ciclostilato), p. 3.
  25. "Che nella circostanza di esser stata intrapresa la risistemazione di cui si tratta il signor gonfaloniere della comunità di Sesto richiamò me cancelliere a far remuovere dalle stanze magistrali di quella comune e trasferire all'archivio della mia residenza una quantità di filze di atti civili in numero non minore di 200, ed altri libri e carte, che malamente si conservavano in dette stanze e per la umidità del locale, e perché custoditi soltanto in parte dentro due armadi, ed ammontati nel rimanente sopra i medesimi, come incapaci di contenerli in tutto il loro numero, molto più che la custodia di tali filze e libri era affidata unicamente al donzello della repetuta comunità di Sesto, e vi ha comunicazione inoltre fra il Palazzo pretorio e la stanza in cui si tenevano." Cfr. ACF, Preunitario, n. 291, c. 132.
  26. ACF, Preunitario, n. 291, c. 164v., Conferma della solita provvisione di L. 134 al custode dell'archivio, 13 ottobre 1821.
  27. "L'assidua ed indefessa assistenza necessaria prestarsi a comodo dei ricorrenti per i diversi molteplici riscontri, che giornalmente occorrono su i libri pubblici [...] e la continua restituzione o ricollocazione al posto dei libri e filze scese a comodo pubblico, esigono, come suol dirsi, un uomo perso per tale oggetto" cfr. ACF, Preunitario, n. 293, c. 101: Stabilimento di un nuovo impiego comunitativo nella cancelleria di Fiesole col nome di archivista, 26 giugno 1829.
  28. Cfr. ACF, Preunitario, n. 294, c. 115.
  29. Cfr. ACF, Preunitario, n. 293, c. 101.
  30. Marco Conti, delegato dal magistrato di Fiesole a redigere una relazione sui risultati del lavoro effettuato dal cancelliere e dai suoi aiutanti, ce ne fornisce una descrizione di cui riportiamo alcune conclusioni: "1. Che la riordinazione e risistemazione suddetta è stata completamente, esattamente ed elegantemente ultimata; 2. Che i libri e filze ammontano al vistoso n. di 2064; 3. Che i libri e filze sono state classate a materia e con ordine progressivo di numeri arabi lasciati in tronco al termine di ciascuna classe per servire al loro proseguimento nel tempo successivo, non senza avere interposte negli scaffali le necessarie lacune, onde evitare ogni ulteriore spesa di aumento di scaffali e locale per il lungo corso di circa mezzo secolo; 4. Che ciascun libro o filza è stato corredato e distinto con cartellino di carta colorita con solo contorno stampato e con le altre indicazioni tutte notate a penna, e che tali cartellini sono stati provvisti nel numero superiore di 2500, avuto reflesso alle filze e libri che si compileranno in successo", cfr. ACF, Preunitario, n. 294, c. 51; Ibid. n. 619, cc. 287-288.
  31. Cfr. ACF, Preunitario, n. 294, c. 51v.
  32. ACF, Preunitario, n. 704.
  33. Le carte della comunità di Montemurlo furono trasferite alla cancelleria di Prato; quelle relative alle comunità che costituiscono la nuova cancelleria di Campi, si trovavano già in quella località, dove erano state trasferite al momento della sua promozione a sede di un aiuto cancelliere. Quest'ultimo aveva tentato anche, inutilmente, di ottenere l'autorizzazione ad usufruire dell'opera di un archivista (ACF, Preunitario, n. 653, cc. 10 e 158). Nel 1823 l’archivio conservato a Campi fu riordinato e inventariato da Mino Aurelio Mini che ne distinse tre sezioni: pretorio, comunitativo e corrente. Sotto il titolo "Archivio Comunitativo" sono descritte 475 unità archivistiche relative alle comunità di Campi, Calenzano, Signa e Montemurlo (Archivi comunale di Campi, n. 590, Inventario dei libri, filze, carte che compongono e corredano l’archivio esistente nella residenza comunitativa di Campi, c. 161).
  34. In merito alle competenze dei cancellieri dopo la riforma del 1848 si veda C. M. Becattini, Il cancelliere ministro del censo e i nuovi municipi, Colle Val d'Elsa, 1851.
  35. ACF, Preunitario, n. 302, deliberazione n. 218: Spesa per trasporto di documenti ai saldi dalla Prefettura alla Cancelleria, 3 luglio 1848.
  36. Si tratta dell'Inventario della cancelleria e uffizio del censo di Fiesole, ACF, Preunitario, n. 705; cfr. in proposito anche Ibid., n. 308, c. 23: Archivio della cancelleria, ordine della rimonta, 22 maggio 1854; Ibid. n. 307, c. 72v.-73: Stanziamento di L. 701. 5. 4 al cancelliere per la riordinazione dell'archivio, 12 agosto 1856; Ivi, c. 79: Riordinazione dell'archivio. Incarico al cancelliere di compilare un indice generale, 19 settembre 1856.
  37. Tale copia è attualmente conservata in ASF, Sovrintendenza generale degli archivi toscani, n. 26.
  38. Con la legge sull'unificazione amministrativa del Regno d'Italia del 22 marzo 1865, n. 2248, furono abolite le forme preunitarie di amministrazione periferica a favore di un'organizzazione burocratica fortemente centralizzata.
  39. Cfr. Augusto Antoniella, Atti delle antiche magistrature giudiziarie conservati presso gli archivi comunali toscani, in "Rassegna degli Archivi di Stato", 1974, pp. 380-415.
  40. ACF, Preunitario, n. 705, allegato n. 2. La serie completa dei documenti riguardanti il catasto delle comunità comprese nella circoscrizione era stato trasmesso al cancelliere al momento dell'attivazione dello stesso nel 1832.
  41. L'incaricato del sindaco di Sesto dichiara di aver ricevuto dal rappresentante del sindaco del comune di Fiesole "i libri e filze descritti nel presente inventario alla rubrica 'Comunità di Sesto' dalla categoria I alla categoria XVIII inclusive; più dalle filze dei cancellieri di n. 16 e 17, due pacchi di carte riguardanti l'Opera delle candele, e due pacchi di carte riguardanti i camarlinghi; idem dalla filza n. 18 un dazzaiolo della [...] di commercio dell'anno 1848; idem da quella Inventari segnata di n. 1, l'inventario dei mobili della pretura di Sesto; id. una filza n. 3 intitolata Stato civile dal 1817 al 1854; id. altra filza Tavole di ragguaglio pesi misure; id. 4 volumi referti del donzello; id. il vecchio plantario del comune suddetto; id. le filze di n. 15, 20, 24 e 34 attinenti al servizio dell'ingegnere di circondario", ACF, Preunitario, n. 705.
  42. Cesare Del Panta per conto del comune di Brozzi attesta di aver ritirato "i libri e carte descritti nel presente inventario sotto la rubrica Comune di Brozzi, dalla categoria I alla categoria XVII inclusive, meno i documenti di n. 8, 9 e 10 della categoria V perché consegnati all'economato dei vacanti ed i campioni ed i dazzaioli dell'imposizione d'Arno a Varlungo[...]le filze di n. 18 e 32 contenenti carte che riguardano il servizio degl'ingegneri di circondario; idem una filza di n. 2 intitolata Stato civile dall'anno 1817 al 1854", ACF, Preunitario, n. 705.
  43. ACF, Preunitario, n. 705, p. 316. Le unità sono descritte alle pp. 303-316.
  44. Ibid., pp. 283-303 e appendice n. 2.
  45. Sull'iter amministrativo e legislativo della vicenda si veda: Inventario dell'archivio postunitario del comune di Fiesole (1865-1945), cit., pp. 4-6.
  46. ACF, Postunitario, serie II, n. 3, deliberazione della Giunta municipale del 24 marzo 1869.
  47. Secondo quanto esposto dal Baroni nella relazione inviata al sindaco Giuseppe Bruni il 16 novembre 1869, egli ritenne inutile la conservazione dei dazzaioli "perché ad essi suppliscono pienamente i reparti", cfr. ACF, Postunitario, serie IV, n. 8, fascicolo relativo alla seduta del consiglio comunale del 19 febbraio 1870. L'attuazione di questo scarto è oggetto di varie deliberazioni da parte della giunta e del consiglio comunale di Fiesole, cfr.: ACF, Postunitario, serie II, n. 3, delib. n. 167: Incarico ai Sigg. Piccinetti e Pratesi di esaminare alcuni documenti, 24 marzo 1869; Ibid., serie I, n. 10, delib. n. 7: Spurgo di documenti dell'archivio comunale sul parere del perito Baroni, 20 dicembre 1869; Ibid., serie I, n. 10, Rilievi della Prefettura sullo spurgo di vari documenti, 19 febbraio 1870;
  48. ACF, Postunitario, serie II, n. 4, delib. n. 177: Archivio comunale. Vendita di documenti espurgati, 1 agosto 1870.
  49. Gli atti trasferiti sono evidenziati con un segno di matita blù nell'inventario dell'archivio del 1883, ma ne esiste anche un elenco appositamente redatto, cfr. ACF, Postunitario, serie IV, n. 341, fasc. 7: Passaggio di alcune frazioni di Fiesole al comune di Firenze.
  50. ACF, Postunitario, serie XXIX, n. 68. In merito alla redazione di questo inventario si rinvia a quanto già esposto in proposito nell'introduzione all'Inventario dell'archivio postunitario del comune di Fiesole, cit., pp. 8-9.
  51. Cfr.: L'archivio preunitario del comune di Montevarchi. Inventario, a cura di A. Antoniella e L. Borgia, Firenze, Giunta regionale toscana - La nuova Italia, 1982; Inventario dell'archivio preunitario di Carmignano, a cura di E. Insabato e S. Pieri, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1983; L'archivio preunitario del comune di Impruneta, a cura di I. Regoli e G. Nanni, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1990; Inventario dell'archivio storico comunale di Montale, a cura di A. Marucelli, Firenze, All'Insegna del Giglio, 1990. Si segnala inoltre: Augusto Antoniella, L'archivio comunale preunitario. Tipologia documentaria in uno schema ordinativo, "Corso di aggiornamento per archivisti degli enti locali", Centro studi "A. Maccarrone", Pisa, 1982 (ciclostilato).
  52. Alcune di queste piante sono state pubblicate nel volume La memoria del territorio, a cura di L. Rombai, Fiesole, 1990, edito dal comune di Fiesole in occasione della omonima mostra di geo-iconografie fiesolane, tenutasi presso la "Palazzina Mangani" di Fiesole dal 5 luglio al 12 agosto 1990.
  53. Si sottolinea l'esistenza, accanto alle raccolte ufficiali di leggi, di regolamenti e istruzioni particolari: Nuove istruzioni per i cancellieri comunitativi secondo gli ultimi regolamenti ed ordini di Sua Altezza Reale approvate nel dì 16 novembre 1779, Firenze, Gaetano Cambiagi stampator granducale, 1779; Regolamento generale e particolare per il Corpo delle Bande, Firenze, Gaetano Cambiagi, 1796; Manuale dei maires, Firenze, presso Giovacchino Pagani, 1809; Extrait pour les conscrits de l'instruction générale sur la coscription. Droits et devoirs des coscrits et de leur famille, Paris, Firmin Didot imprimeur, 1811; Extrait pour les maires de l'instruction générale sur la coscription avec la traduction italienne, Paris, Firmin Didot imprimeur, 1811;

  54. Tavole di riduzione delle misure e pesi toscani alle misure e pesi analoghi del nuovo sistema metrico dell'impero francese calcolate per ordine del governo dalla commissione stabilita con decreto della Giunta imperiale in data del primo di luglio MDCCCVIII ed approvate con altro decreto de' VI d'ottobre, Firenze, Molini, Landi e comp., MDCCCIX. (Edizione bilingue francese-italiano); Formulario degli atti civili, Firenze, G. Piatti, s.d. (Edizione bilingue francese-italiano); Instruction donnée par le préfet du département de l'Arno a mm. le maires et adjoints de son département, Florence, Victor Alauzet imprimeur, 1809. (Edizione bilingue francese-italiano); Decreto dei 30 aprile 1808 che ordina la pubblicazione del Titolo 2. del Codice Napoleone, contenente sei capitoli relativi agli atti dello stato civile, e del Titolo 5. contenente otto capitoli sul matrimonio; e del Formulario degli atti civili, s.n.t. (Edizione bilingue francese-italiano); Codice Napoleone. Edizione originale, traduzione fedele ed esatta dell'esemplare depositato officialmente presso il Magistrato supremo, Firenze, Stamperia imperiale, MDCCCVIII.