I. "CORRISPONDENZA" 1944-1992 (1-33)
Composta da 28 fascicoli, questa
sezione contiene l'epistolario di Balducci a partire dagli anni del seminario
fino alla morte. Il materiale è raccolto in ordine cronologico ed
appare abbastanza completo per quanto riguarda i primi anni, mentre a partire
dagli anni '60 sono stati scorporati da esso interi fascicoli legati a
temi o persone particolari (ad esempio la corrispondenza con i terroristi
in carcere durante gli anni di piombo o le confidenze spirituali di alcune
suore ed amici o le lettere ricevute in occasione di trasmissioni televisive,
come quella intitolata "Voi ed io" del 1978), che adesso sono conservati
in fascicoli a sé stanti nelle sezioni successive dell'archivio.
Risulta perduta però tutta la corrispondenza del 1990, probabilmente
affidata dallo stesso Balducci a qualcuno e mai restituita.
I primi sei fascicoli sono stati
ordinati e per ogni documento è stato compilato un regesto contenente
le informazioni principali. Per gli altri 33 fascicoli, ancora in fase
di catalogazione, si è proceduto ad un'analisi meno dettagliata
del contenuto, sulla base dell'ordinamento generale impresso alla carte
dallo stesso Balducci. L'epistolario si rivela come il cuore dell'archivio
per il suo contenuto vario e ricco. Esso infatti parte dagli anni del seminario
e della gioventù di Balducci ed arriva fino alla sua morte, raccogliendo
corrispondenza di generi diversi e rivelando le trasformazioni delle relazioni
e del contesto in cui lo scolopio era inserito. È importante sottolineare
come, accanto alla corrispondenza ricevuta, siano state conservate molte
copie di lettere scritte dal sacerdote, sia per i primi che per gli ultimi
anni: particolarmente significative le corrispondenze con persone con evidenti
problemi psicologici, che costituiscono una presenza costante nella vita
di Balducci. I primi fascicoli, relativi agli anni del seminario, contengono
lettere più intime: spesso legate ad argomenti di vita spirituale.
Le risposte ad alcune di queste, soprattutto nel caso di confidenze spirituali
con altri seminaristi, si trovano talvolta nei diari (Sezione IX "Manoscritti",
fasc. 2/2). Da sottolineare infine la costante presenza di alcuni amici,
soprattutto ragazzi legati alle prime esperienze del Cenacolo o alla rivista
"Testimonianze" e persino compagni di seminario, a partire dagli anni '50
fino alla morte del sacerdote. La tipologia dei documenti è abbastanza
varia: dattiloscritti o manoscritti, cartoline, lettere, biglietti di auguri,
allegati. I fascicoli sono stati ordinati in senso cronologico a partire
dai primi fino al 1992, ma al loro interno sono generalmente ordinati in
senso inverso, tranne che in alcuni casi, segnalati nella descrizione specifica.
L'ordine interno non è sempre preciso, e negli ultimi fascicoli
si trovano molti errori di collocazione. Dove possibile tale ordine non
è stato alterato, confidando nella possibilità di ritrovare
le carte attraverso il programma informatico: solo per il 1992 (palesemente
affastellato e comunque disperso ancora in piccole cartelle) è stato
necessario mettere mano e cambiare completamente l'ordine precedente. In
questo caso è stata conservata una descrizione dettagliata dello
stato originario delle carte e di tutti i passaggi fino all'attuale ordine.
1 "Corrispondenza fino al 1950"
cc. 399 (238 lettere manoscritte e dattiloscritte) (1)
Questo fascicolo contiene la corrispondenza
di Balducci dai primi anni del seminario fino al 1950. I corrispondenti
sono soprattutto compagni di seminario e le lettere si concentrano nel
periodo dal 1945 in poi. Con i compagni, trasferiti nei conventi scolopici
di ogni parte d'Italia, Balducci ha un fitto scambio di opinioni sulla
vita sacerdotale, sugli argomenti spirituali, sull'organizzazione dei collegi
e, intorno al 1946, sulle elezioni politiche. Oltre a questi corrispondenti,
compaiono alcuni amici di Santafiora, in particolare Gigi (Luigi Decinè),
cognato di Nando Di Giulio e militante comunista, che fornisce a Balducci
numerose notizie sull'andamento della situazione politica a Santafiora,
e gli amici Idrio Bindi e Alberto Cicaloni, impegnati nella Democrazia
Cristiana. Qualche altra lettera è spedita da due suore di Santafiora,
con cui Balducci ha un rapporto di "direzione spirituale a distanza", e
da una amica conosciuta in montagna, Adriana Castelnuovo, giovane madre
di famiglia che in estate affitta alcune camere ai sacerdoti in cerca di
riposo. Tra queste lettere Balducci ha conservato anche quella con cui
un cugino gli comunicò la morte del padre nel gennaio 1944 1.
1/1 "Lettere ricevute"
2/1 "Copie di lettere spedite"
2 "Corrispondenza 1951-54" cc.
394 (333 lettere manoscritte e dattiloscritte) (2)
Il contenuto e gli interlocutori
sono profondamente e significativamente diversi rispetto a quelli del fascicolo
precedente: nettamente diminuito il numero dei compagni di seminario ed
anche quello degli amici santafioresi, a favore di un numero sempre maggiore
di amici ed amiche laici, personaggi del mondo cattolico (soprattutto nel
campo dell'editoria) e vari rapporti di direzione spirituale. Queste differenze
sono così evidenti da giustificare da sole la periodizzazione dei
fascicoli. L'identificazione dei corrispondenti è stata agevolata,
per questo fascicolo, dall'esistenza di un registro di corrispondenze che
ha reso possibile ricostruire, nella quasi totalità dei casi, gli
autori, i destinatari e le date in cui le lettere sono state ricevute o
spedite. Tra le altre spicca la corrispondenza con una giovane pittrice
ebrea convertita al cattolicesimo, di cui Balducci ha conservato sia le
lettere ricevute che parte di quelle spedite, che da un lato permette di
ricostruire tutto l'itinerario dalla conversione al battesimo della donna
2,
e dall'altro molti pensieri e giudizi del giovane scolopio sulla situazione
ecclesiale del momento. In questi anni comincia anche la corrispondenza
con Agnese Baggio 3,
una personalità ricca ed originale, particolarmente impegnata nell'approfondimento
di temi spirituali, con cui Balducci ebbe una sentita amicizia e che convinse
alla pubblicazione di alcune opere (si trovano fra le lettere di questo
carteggio anche alcune lettere di presentazione della Baggio alle case
editrici). I temi trattati in queste lettere lasciano presupporre una forte
confidenza spirituale, oltre che una progressiva apertura di Balducci alla
critica verso certe posizioni ecclesiali; esse documentano anche i primi
approcci nei confronti delle altre religioni, in particolare dell'ebraismo
e delle religioni orientali. Il fascicolo contiene anche alcune lettere
di compagni di seminario, ma il loro numero si dirada progressivamente,
mentre gli argomenti trattati divengono spesso ripetitivi e scompaiono
le lunghe dissertazioni a carattere spirituale, per lasciare il posto a
brevi comunicazioni.
Accanto a queste si possono considerare
le corrispondenze con gli amici ed i familiari di Santafiora, che tendono
a ridursi con il trascorrere degli anni. Aumentano invece i contatti con
case editrici e le richieste di presenziare a conferenze, dibattiti, lezioni
ed esercizi spirituali, a cui però Balducci tende a rispondere negativamente
(soprattutto negli anni '51-'52) per gli impegni scolastici e per i limiti
imposti dai superiori che, come si rileva da quanto asserisce lo stesso
sacerdote in alcuni documenti, cercavano di porre un freno alle numerose
attività "esterne" del sacerdote. Altre lettere di carattere più
personale mettono in evidenza il costituirsi di una fitta rete di persone
che trovavano in Balducci un consigliere spirituale e psicologico. Infine
poche e brevi lettere sono richieste di aiuti e di interessamento per persone
povere e bisognose di cui il prete si occupava.
2/1 "Lettere ricevute"
2/2 "Copie di lettere spedite"
3 "Corrispondenza 1955-59" cc.
381 (3)
Si tratta di documenti di cui la
maggior parte ha carattere personale: lettere scritte dai ragazzi del gruppo
del "Cenacolo" e dagli amici per raccontare la propria vita spirituale
e per chiedere consigli e direzione nei periodi in cui non potevano avere
colloqui diretti con il sacerdote, soprattutto quando Balducci fu mandato
a Roma 4.
Qualche lettera ha carattere pubblico (ad esempio contatti con case editrici)
e molte contengono inviti a tenere conferenze ed esercizi spirituali in
tutta l'Italia; alcune contengono elogi per i saggi e per le conferenze
pubblicati. Anche per quanto riguarda questo fascicolo è stato possibile
quasi sempre risalire agli autori delle lettere grazie al registro delle
corrispondenze ed alla corrispondenza di calligrafia con lettere precedenti
(quando si tratta di supposizioni è stato indicato nel regesto).
Alcuni documenti sono costituiti dall'accorpamento di varie lettere perché
dal contenuto è stato possibile evincere che in origine si trovavano
nella stessa busta e perché contengono richiami espliciti: questo
è successo soprattutto con alcune lettere non indirizzate direttamente
a Balducci, ma citate all'interno di altre a lui indirizzate. Il fascicolo
permette di ricostruire abbastanza fedelmente alcune dinamiche interne
ai primi anni di vita del Cenacolo e della rivista "Testimonianze" 5
ed anche, in parte, lo svilupparsi di un dibattito critico sui problemi
legati al rinnovamento della Chiesa italiana che, già presente nei
primi scambi epistolari del giovane sacerdote, si sviluppò molto
negli anni del pontificato giovanneo e prese maggiore consistenza durante
il Concilio. Da segnalare la presenza di alcune lettere ad amici in cui
il religioso si rallegra per l'elezione di Roncalli al soglio pontificio.
3/1 "Lettere ricevute" (242 lettere)
3/2 "Copie di lettere spedite" (5
in totale)
4 "Corrispondenza 1960-61" cc.
445 (287 lettere) (4)
Il fascicolo contiene la corrispondenza
di tutto il 1960 e della prima parte del 1961 (fino ad aprile), ma il disordine,
l'irregolarità e l'incompletezza della catalogazione hanno reso
necessario un lavoro di riordino. Pur con lo sforzo di rispettare il criterio
cronologico che, evidentemente, Balducci aveva voluto imprimere alla sistemazione
dei documenti, è stato necessario un intervento esterno che, con
gli altri fascicoli, si era cercato di evitare. Inoltre sono state espunte
e ricollocate otto lettere che apparivano evidentemente fuori posto. La
maggior parte di questa corrispondenza consiste in lettere di giovani partecipanti
al gruppo del Cenacolo fiorentino e ne sintetizza le vicende, in particolare
dopo che, per il trasferimento a Roma di Balducci (1959), tali rapporti
divennero epistolari e non più diretti. Questi ragazzi si rivolgono
a lui sia per consulenze spirituali, che per raccontare le proprie vicende
e quelle del gruppo o per ringraziare dell'aiuto ricevuto. Accanto a queste
lettere si trova una fitta corrispondenza con amici fiorentini che cercano
di mantenere Balducci come direttore spirituale nonostante le distanze;
molti di essi chiedono aiuto nella risoluzione di questioni private: divorzi,
separazioni, vocazioni religiose, problemi di studio e morali o problemi
legati alla fede. Qualche lettera è anche una richiesta di aiuto
per la risolvere questioni pratiche e ad affrontare difficoltà incontrate
nel mondo del lavoro. Tra le lettere che non provengono da Firenze si trovano
i primi contatti epistolari di Balducci con i teologi francesi (Daniélou)
e tedeschi (von Balthassar) che testimoniano una reciproca stima. Infine
alcune lettere documentano il primo periodo di Balducci a Roma, come quelle
degli studenti incontrati a scuola per l'insegnamento della religione,
ed altre dimostrano la fitta rete di relazioni che il giovane scolopio
cominciava ad tessere in tutta Italia e la notorietà come oratore
di cui cominciava a godere soprattutto negli ambienti intellettuali cattolici.
4/1 "Lettere 1960" (213 documenti)
4/2 "Lettere da gennaio ad aprile
del 1961" (74 documenti)
5 "Corrispondenza maggio 1961-dicembre
1962" cc. 440 (336 lettere) (5)
Questo fascicolo, contenente la
corrispondenza di Balducci a partire dal maggio del 1961 fino a tutto il
1962, raccoglie in massima parte lettere di amici e conoscenti del padre
scolopio, che a lui facevano riferimento per consigli spirituali e pratici.
In maggioranza le lettere sono scritte da donne, laiche e religiose che,
avendo conosciuto Balducci in occasione di conferenze e incontri spirituali,
a lui si rivolgevano per problemi di diversa natura, dalle separazioni
coniugali alla scelta della propria vocazione, fino all'educazione dei
figli. Un ruolo centrale è occupato ancora dai ragazzi e dalle ragazze
del Cenacolo, che chiedono consigli spirituali o sulla propria vita sentimentale,
o da giovani amici che, da tutta l'Italia, domandano la presenza di Balducci
per conferenze e ritiri. La FUCI è spesso presente sia con inviti
da parte della presidenza nazionale che da parte dei singoli gruppi sparsi
in tutta Italia. Alcune lettere appartengono a persone che, avendo conosciuto
lo scolopio in occasione di qualcuna delle conferenza tenute in varie parti
d'Italia, sperano di approfondire l'amicizia o di avere dei consigli: tratto
comune a queste richieste è l'ammirazione nei confronti dell'oratore,
soprattutto per le idee di rinnovamento e della valorizzazione del laicato
cattolico. Possiamo dire che in questi anni comincia a cambiare l'ambiente
che circonda Balducci e le aspettative nei suoi confronti: l'amicizia con
La Pira, l'ecumenismo, le attese legate al Concilio, le novità della
Chiesa di papa Giovani, corrispondono e si intersecano con le vicende personali
(gli interessi culturali, le occasioni di incontro con le maggiori personalità
della vita politica ed ecclesiale, i programmi in televisione) e portano
progressivamente Balducci ad un ruolo pubblico sempre maggiore. Chi gli
scrive, per invitarlo a parlare o per confidarsi, si aspetta da lui posizioni
innovative e coraggiose, e ne fa un simbolo di trasformazione, spingendolo
a divenire il portavoce della richiesta di maggiore spazio all'interno
delle realtà ecclesiali. Questa dimensione però è
ancora saldata con un atteggiamento più spirituale e personale e
con una forte resistenza ad assumere un preciso ruolo pubblico; il carteggio
conserva infatti ancora molte lettere di anziane signore o l'invito di
un generale a tenere una conferenza alla scuola di guerra aerea (si trattava
di un impegno annuale che durava da circa un decennio e che venne interrotto
dal processo subito da Balducci per aver difeso un obiettore di coscienza)
6.
6 "Corrispondenza 1963-64" cc.
540 (436 lettere) (6)
Il fascicolo contiene tutta la corrispondenza
privata ricevuta da Balducci negli anni 1963 e 1964. Si tratta in massima
parte di lettere scritte da amici e ragazzi legati al gruppo del Cenacolo
per chiedere consigli spirituali, per ringraziare dell'aiuto ricevuto e
per compiacersi con il sacerdote per le sue recenti pubblicazioni7.
Numerosissimi sono i riferimenti alla rivista"Testimonianze" (ormai al
suo quinto anno di vita), da cui si può facilmente dedurre un'identificazione
ancora molto stretta tra la rivista ed il suo fondatore (molti si rivolgono
direttamente a Balducci anche per chiedere l'abbonamento o uno sconto sul
prezzo di copertina). Alcune di queste lettere contengono anche riferimenti
ai volumi pubblicati dallo scolopio in questo stesso periodo ed alle sue
prime trasmissioni televisive: in massima parte si tratta di complimenti
e ringraziamenti, con pochissimi appunti, solitamente benevoli.
Tra le altre lettere si nota anche
qualche richiesta di raccomandazione soprattutto per trovare lavoro e qualche
richiesta di aiuto economico. Pochi i riferimenti al processo subito dallo
scolopio, probabilmente perché tutto ciò che riguarda direttamente
questo avvenimento è stato scorporato dal resto della corrispondenza,
in particolare le lettere minacciose (quasi sempre anonime) ed offensive,
raccolte in un fascicolo a sé stante8.
Tra le lettere a carattere confidenziale prevalgono quelle che trattano
temi legati alla famiglia (richiesta di consigli per affrontare cattivi
rapporti tra coniugi, divorzi, separazioni) ed alla vocazione: in questi
anni infatti molti ragazzi del gruppo del Cenacolo affrontano la scelta
del matrimonio o la vocazione religiosa ed in entrambi i casi si rivolgono
al padre spirituale per chiedere aiuto e consigli e per raccontare le emozioni
delle prime esperienze. Accanto alle lettere dei ragazzi, molte lettere
da parte delle famiglie per condividere o dissentire dalle scelte dei propri
figli. Infine molta corrispondenza riguarda l'organizzazione di conferenze
di Balducci in tutta Italia (soprattutto per parlare di Concilio), presso
piccole comunità o presso gruppi intellettuali e di Azione Cattolica,
e vari auguri in occasione delle feste. Da questa corrispondenza emerge
soprattutto il progressivo strutturarsi di solidi legami tra i cattolici
impegnati in un progetto di rinnovamento profondo della Chiesa: sia attraverso
la corrispondenza con molti amici (laici ed ecclesiastici) impegnati in
esperienze innovative soprattutto nell'Italia del nord che attraverso la
corrispondenza con i teologi francesi impegnati nei lavori del Concilio
Vaticano II (Danièlou, De Lubac, Congar).
7 "Corrispondenza 1965-66" cc.
386 (7)
Le richieste di partecipazione a
pubblici dibattiti, conferenze, trasmissioni televisive e radiofoniche,
e le proposte di collaborazione con riviste di varia natura prevalgono,
numericamente, sul resto della corrispondenza; segno, anche in base alla
provenienza delle lettere, del diffondersi della fama del religioso. Le
richieste sono concentrate soprattutto su temi legati al Concilio ed al
rinnovamento della Chiesa, ma anche alla pace ed alla non violenza, di
solito declinato nel senso del rapporto tra scelta cristiana ed obiezione
di coscienza. Accanto a queste, una serie di biglietti e di lettere conseguenti
a questo impegno pubblico di Balducci: lodi e critiche (soprattutto riguardanti
gli interventi televisivi) ed anche la copia di un'interrogazione parlamentare
da parte di un deputato del Movimento Sociale Italiano per chiedere l'esclusione
del prete dai programmi della televisione pubblica. Sono comunque ancora
presenti, in notevole quantità, le lettere di amici legati all'attività
fiorentina e romana: sia auguri in occasione di momenti particolari e per
ricorrenze che richieste di consigli di vario genere (problemi familiari,
di lavoro o legati alla rivista "Testimonianze"). Tra queste un discreto
numero di missive da tutta Italia in cui si chiedono notizie delle attività
della rivista e degli amici in seguito all'alluvione. Qualcuna allude anche
alla possibilità di inviare contributi in denaro per i poveri. Continua
una fervente attività epistolare di direzione spirituale e, tra
le persone seguite, alcune chiedono aiuti economici o segnalazioni per
trovare lavoro. Interessante anche un folto numero di lettere sulla situazione
ecclesiale: giovani studenti confusi a proposito della propria scelta di
fede o vocazionale, che vedono nei consigli del sacerdote ed intellettuale
la possibilità di un riavvicinamento alla Chiesa senza rinunciare
alle proprie scelte politiche e di impegno sociale, e giovani sacerdoti
in cerca di modelli nuovi e più adatti al cambiamento dei tempi,
che chiedono aiuto per i problemi con le gerarchie che ne conseguono. Infine,
tra gli argomenti prevalenti, molte lettere cercano un confronto con Balducci
riguardo al dialogo tra cattolici e comunisti o chiedono opinioni sugli
avvenimenti politici quotidiani. Tra gli interlocutori vanno segnalati:
Aldo Capitini, Raniero La Valle, Mario Gozzini, Vittorino Veronese. Alla
fine del fascicolo si trovano alcune lettere del 1963, sicuramente confluite
qui per errore.
8 "Corrispondenza 1967-68" cc.
521 (8)
In questo fascicolo prevalgono le
lettere riguardanti la situazione ecclesiale, sia per il diffondersi del
dissenso che per l'esplosione della "questione Isolotto"9,
di cui Balducci fu tra i protagonisti in funzione di mediatore. Molte lettere,
soprattutto di giovani intellettuali cattolici, chiedono consigli per le
proprie scelte e danno la misura del clima di solidarietà che si
stava creando intorno allo scolopio. In mezzo a questa corrispondenza si
trovano anche copie delle lettere spedite dallo stesso Balducci ai teologi
che si trovavano al centro delle polemiche interne alla Chiesa cattolica
(Schillebeekxs, Chenu), per esprimer loro la propria solidarietà,
e le risposte ricevute. Ancora, come nel precedente fascicolo, si trovano
molte richieste di partecipazione a pubblici dibattiti, conferenze, trasmissioni
radio e televisive, articoli, ecc. (gli argomenti più richiesti
sono la Chiesa dopo il Concilio, la pace e la non violenza), e le opinioni
suscitate in alcuni interlocutori che scrivono per chiarire o esprimere
le proprie idee rispetto a quanto ascoltato o letto. Alcune di queste lettere
sono anche critiche più o meno forti delle posizioni più
progressiste, ma in qualche caso di rimproverava a Balducci di non essersi
sufficientemente distinto nei confronti del papa o delle posizioni uffuciali
della Chiesa. Infine molte lettere hanno carattere confidenziale o riguardano
la situazione della rivista "Testimonianze"; tra le altre la corrispondenza
con un carcerato cominciata alcuni anni prima, alcune richieste di aiuto
per trovare lavoro evarie domande di aiuto per risolvere situazioni familiari
difficili. Tra i corrispondenti sono da segnalare: don Renzo Rossi10,
Raniero La Valle, David Maria Turoldo11,
Mario Gozzini, Gianni Baget Bozzo, Vittorino Veronese, don Arturo Paoli.
9 "Corrispondenza 1969-70" cc.
361 (9)
Questo fascicolo è abbastanza
omogeneo al precedente: contiene soprattutto lettere riguardanti la situazione
della Chiesa dopo il Concilio, in particolare da parte di giovani che lamentano
la difficoltà a far convivere le scelte di fedeltà ecclesiale
con le grandi novità emergenti dal panorama politico ed esprimono
il desiderio di un rinnovamento dentro la Chiesa, che porti ad una maggiore
libertà di espressione. Ancora la vicenda dell'Isolotto e di don
Mazzi assume un rilievo particolare: su questa situazione molti chiedono
l'autorevole opinione del sacerdote o commentano il numero speciale di
"Testimonianze" dedicato al caso. Molti gruppi di ragazzi, più o
meno rilevanti e noti, chiedono a Balducci di partecipare a dibattiti e
conferenze per promuovere il rinnovamento e per propugnare i temi come
la pace ed il Concilio. Ancora molte lettere sono il frutto di questo impegno
in tutta l'Italia: persone che dopo averlo sentito parlare chiedono al
sacerdote consigli ed esprimono opinioni su quanto ascoltato (spesso riferendo
di aver provato un senso di liberazione per le parole ascoltate). Alcune
lettere sono auguri e complimenti in occasione della promozione di Balducci
all'interno dell'ordine degli scolopi come Assistente Provinciale, avvenuta
in luglio. A queste richieste di consigli spirituali ed ecclesiali, si
affiancano le stesse confidenze personali che si trovavano nei fascicoli
precedenti (problemi familiari ecc.), le lettere dei ragazzi impegnati
intorno alla rivista "Testimonianze" e la corrispondenza legata alle numerose
attività del padre scolopio. Molte sono anche le lettere di sacerdoti
impegnati nell'opera di rinnovamento dall'interno della Chiesa e molti
biglietti di ringraziamento per aver ricevuto volumi in omaggio.
10 "Corrispondenza 1971" cc. 145
(10)
La maggior parte della corrispondenza
conservata per il 1971 è legata all'attività di conferenziere
di Balducci: inviti e contatti con le istituzioni (scuole, organizzazioni,
gruppi, radio e televisioni), ringraziamenti per il lavoro svolto, commenti
e critiche di singole persone che avevano partecipato. I principali argomenti
che emergono da questa corrispondenza come temi di "battaglia" del periodo
sono: la situazione ecclesiale e gli sforzi di rinnovamento dopo il Concilio,
il rapporto tra fede cristiana e impegno politico, problemi legati al mondo
del lavoro, l'obiezione di coscienza e la scelta non violenta. Alcune di
queste lettere sono collegate ad un particolare episodio: nel corso di
un dibattito televisivo con il teologo padre Daniélou, Balducci
sostenne il significato transitorio del celibato ecclesiastico, negandogli
un valore assoluto, ed attribuì la crisi della Chiesa alla mancanza
di coerenza con i principi evangelici. Ne emerse uno scontro cui fece seguito
un intervento di Paolo VI che fu interpretato generalmente come una sconfessione
di Balducci12
che, in seguito a questo incidente, fu escluso dai dibattiti televisivi
per un lungo periodo. L'archivio mostra però che egli ricevette
varie lettere di solidarietà da parte di amici e personaggi del
mondo politico ed ecclesiale. Accanto a queste lettere troviamo ancora
la corrispondenza a carattere confidenziale di sempre: molti amici o gente
comune (a volte dopo aver sentito qualche conferenza) scrivono per parlare
dei propri problemi personali, dai figli ai fidanzati ai problemi coniugali,
o dei propri dubbi, soprattutto riguardo alle scelte di vocazione, alla
fede, alla situazione ecclesiale, all'ecumenismo; o di problemi di carattere
sociale più generale come la droga. La maggior parte di queste lettere
esprime la richiesta di trovare punti di riferimento più aperti
e disponibili all'ascolto di quanto non lo fossero la maggior parte dei
preti. Infine il fascicolo conserva lo scambio epistolare relativo all'assegnazione
a Balducci di un premio dell'Associazione per il Progresso degli studi
Morali e Religiosi. Tra i corrispondenti possono essere segnalati De Lubac
e don Nesi13.
11 "Corrispondenza 1972-73" cc.
361 (11)
Anche in questo fascicolo prevale
la corrispondenza legata alle conferenze tenute da Balducci in tutta Italia,
però non si trovano accenni ad alcuna attività legata alla
televisione, probabilmente per il fatto che l'anno precedente si era verificato
il "caso Daniélou"14,
sul quale troviamo qualche strascico epistolare anche in questo fascicolo.
Gli argomenti trattati appaiono sempre più vari, nel senso di una
tendenza ad occuparsi di temi di carattere più generale secondo
alcuni filoni principali di interesse: il rapporto tra cristianesimo e
scelte partitiche di sinistra (socialismo e comunismo), fede e scelta di
classe, la non violenza e l'obiezione di coscienza, la droga, la situazione
del Vietnam, il valore della preghiera, l'ecumenismo, le rivoluzioni, i
rischi legati all'uso del nucleare, il divorzio. Anche qui sono presenti
lettere di carattere personale e confidenziale: molti giovani chiedono
consigli riguardo alla propria appartenenza ecclesiale (soprattutto sul
modo di conciliarla con l'impegno politico), molti sacerdoti cercano aiuto
e conforto per superare momenti di difficoltà ad accettare il rapporto
con gerarchie conservatrici, poco propense ad accettarne le idee di rinnovamento;
accanto a questi, i soliti problemi familiari (divorzi, fidanzamenti, rapporti
genitori figli, matrimoni ecc.) ed esistenziali, qualcuno chiede anche
consigli per i propri studi. Tra gli amici che scrivono, oltre a numerose
lettere che chiedono suggerimenti, troviamo anche espressioni di solidarietà,
soprattutto riguardo ai problemi avuti da Balducci con le gerarchie ecclesiastiche.
Qualcuno chiede interessamento pratico per risolvere problemi contingenti,
come un ragazzo spagnolo incarcerato nel suo paese per aver partecipato
ad una manifestazione contro la violenza. Tra le lettere anche qualche
brutta copia di scritti dello stesso Balducci e ringraziamenti per la solidarietà
ricevuta da parte di persone in situazioni difficili. Da segnalare la corrispondenza
con Giulio Girardi, Paola Gaiotti, Filippo Gentiloni, Giancarlo Zizola,
vari gruppi pacifisti.
12 "Corrispondenza 1974-75" cc.
305 (12)
Anche in questo fascicolo prevale
la corrispondenza legata all'attività di Balducci come conferenziere
ed alla sua presenza in molti pubblici dibattiti: inviti, critiche, apprezzamenti,
elogi e manifestazioni di stima costituiscono un folto gruppo di lettere.
Da queste si evincono anche i principali argomenti su cui il padre era
invitato a parlare: l'applicazione del Concilio, l'idea di fede come liberazione
dell'uomo, l'ecumenismo, le comunità di base, don Milani, la scuola;
ed anche temi più legati all'impegno politico come la Resistenza,
l'antifascismo e l'obiezione di coscienza. Aumenta il numero di lettere
che accompagnano manoscritti o volumi editi di saggi e poesie inviati da
persone che chiedono l'opinione dell'intellettuale e di giovani che chiedono
consigli bibliografici per i propri studi o per riflettere soprattutto
su problemi di fede. Continua la forte presenza di corrispondenza confidenziale
su un ampio raggio di problemi (dai rapporti familiari alle scelte vocazionali)
e quella di amici che offrono solidarietà per le scelte operate
dallo scolopio. Molti, anche sconosciuti a Balducci, chiedono un'opinione
su problemi di carattere generale: la pace, il marxismo, l'aborto, il celibato
dei sacerdoti, le scelte elettorali, la liturgia, l'ecumenismo, la situazione
del Vietnam ecc. Gli amici scrivono anche in occasione di ricorrenze varie
e qualcuno per ringraziare dell'ospitalità ricevuta presso la Badia
fiesolana. Tra i corrispondenti, da segnalare Geno Pampaloni, Giancarlo
Zizola, Henri De Lubac, Ettore Masina.
13 "Corrispondenza 1976" cc. 211
(13)
Anche in questo fascicolo prevalgono
su tutte le altre le lettere che possono essere collegate all'attività
pubblica del sacerdote e mostrano come egli si sia progressivamente impegnato
su un raggio di interessi molto vasto. Inviti, ringraziamenti, reazione
ai suoi interventi costituiscono la gran parte dei documenti. Oltre agli
argomenti già visti negli anni precedenti troviamo una maggiore
enfasi posta sui temi legati alle scelte politiche ed alla pace (coniugati
soprattutto nel senso di una necessità per i cristiani di prendere
posizioni più nette riguardo all'impegno civile ed alla non violenza),
oltre a temi legati alla contingenza degli avvenimenti esterni come il
terremoto avvenuto in Friuli proprio nel maggio 1976. In questa corrispondenza
troviamo anche lettere di alcuni sacerdoti costretti ad annullare le conferenze
di Balducci per i problemi sopravvenuti con le gerarchie ecclesiastiche
a causa del legame tra Balducci ed il gruppo di cattolici che decise di
candidarsi, per le elezioni tenutesi a giugno di quell'anno, nelle liste
dal Partito comunista come indipendenti. Dalla corrispondenza viene messo
in evidenza come molte riunioni di quel gruppo si siano tenute proprio
alla Badia Fiesolana, pur se Balducci respinse la paternità dell'iniziativa15.
Tra gli altri argomenti di discussione si ricordano il licenziamento di
Giancarlo Zizola dal quotidiano "Il Giorno" e le richieste esplicite di
indicazioni di voto o di approvazione per le scelte fatte. Sono sempre
presenti le lettere a carattere confidenziale e le richieste di colloqui
privati, in qualche caso è conservata anche la copia carbone della
risposta scritta dal sacerdote. Qualche giovane chiede consigli bibliografici
per approfondire temi di attualità o di spiritualità.
14 "Corrispondenza 1977" cc. 425
(14)
Nel 1977 Balducci ricompare nei
dibattiti televisivi, interrotti dopo l'incidente del 1971, senza interrompersi
l'usuale partecipazione a conferenze in tutta la penisola. In tutti questi
incontri gli argomenti sono gli stessi trattati negli anni precedenti,
ma compaiono anche una serie di dibattiti legati all'attualità (si
trovano ad esempio vari interventi sulle proposte di legge di Franco Basaglia,
riguardanti la chiusura dei manicomi) ed una maggiore attenzione al mondo
giovanile e meridionale. Inoltre il rapporto tra comunismo-marxismo e cattolicesimo
è trattato più esplicitamente rispetto al passato. La protesta
giovanile porta alla ribalta anche argomenti come la selezione scolastica,
mentre la situazione ecclesiale è discussa sempre più intorno
ai temi della teologia della liberazione e sempre meno rispetto alle possibilità
di rinnovamento interno. La morte di La Pira è ricordata nelle lettere
di amici e conoscenti,molti dei quali scrivono proprio a Balducci per porgere
le proprie condoglianze, tra cui un'intera scolaresca precedentemente visitata
dal sacerdote (lettere della maestra e di molti alunni). Gli argomenti
trattati nel resto della corrispondenza sono i più vari e rivelano
sia la varietà degli interessi di Balducci, che il suo crescente
coinvolgimento in temi di attualità, come la situazione del Vietnam,
il movimento di Comunione e Liberazione16,
la regolazione delle nascite, la situazione politica in Russia, le battaglie
interne alla Chiesa per il suo rinnovamento, ecc. Il fascicolo conserva
anche le copie di alcune lettere spedite dallo stesso scolopio, tra cui
una lettera di solidarietà a don Giulio Girardi, sospeso a divinis
per il proprio impegno politico.
15 "Corrispondenza 1978" cc. 579
(15)
Queste carte comprendono solo la
corrispondenza ordinaria del 1978, mentre in un fascicolo a parte sono
conservate le lettere legate alla trasmissione "Voi ed io" Molte delle
lettere di Balducci sono state scritte per solidarietà a teologi
o personaggi ecclesiali che in quel momento stavano subendo provvedimenti
curiali più o meno espliciti. Altre contengono accordi e opinioni
su iniziative in cui Balducci si trovava coinvolto (come il Comitato di
difesa dei diritti civili e delle libertà democratiche nella repubblica
federale tedesca, o l'Università Europea) o per cui era stato invitato
dagli amici ad esprimere la propria opinione (la situazione del card. Lercaro,
la lotta di classe ed il mondo cattolico, il Partito Comunista Italiano,
la Chiesa, l'ecologia, il potere, don Milani). Alcune lettere sono segnalazioni
di persone bisognose di aiuto agli amici perché le sostengano nella
ricerca di un lavoro o di un trasferimento. Infine qualche documento contiene
semplicemente accordi tecnici sudate e orari delle conferenze. Molte contengono
accordi e richieste di intervento da parte di Balducci in tutta Italia
per conferenze ed incontri di vario genere. Gli argomenti appartengono
ai principali filoni di interesse che catalizzavano l'attenzione del religioso:
il futuro dell'uomo e in particolare i probemi legati all'energia nucleare,
la condizione giovanile e l'attualità (la funzione degli intellettuali,
la Germania dell'est, l'obiezione di coscienza, la scuola), il rinnovamento
della Chiesa (il Concilio, il Concordato, l'impegno politico dei cristiani,
fede e politica, l'ecumenismo, il rapporto tra marxismo e cristianesimo),
alcuni personaggi significativi per la Chiesa o per la storia del paese
(da La Pira a David Lazzaretti, da Giovanni XXIII a Mounier). Accanto a
queste possono essere collocate le lettere di alcuni gruppi che chiedono
l'adesione dello scolopio a vari gruppi di impegno, come Cristiani '78
e Oranti pro pontefice, e la richiesta di esprimere pubblicamente le proprie
opinioni su argomenti vari (Chiesa, fede, programmi televisivi, l'insegnamento
della religione a scuola, l'elezione di papa Luciani). Un capitolo sempre
presente è invece quello delle confidenze personali e delle richieste
di giudizio su saggio libri di poesie. Tra le confidenze prevalgono i problemi
familiari, esistenziali, economici o legati al lavoro. Qualche lettera
è una richiesta di raccomandazione o di aiuto per motivi vari (all'ammissione
alla scuola degli scolopi, l'intercessione per un ragazzo in carcere, trasferimenti
e la richiesta di un ragazzo di svolgere il servizio civile presso la Badia
Fiesolana). Infine alcuni ringraziamenti per articoli e conferenze e molti
biglietti di auguri per varie festività. Tra i corrispondenti sono
da segnalare Ettore Masina, Giancarlo Zizola, Benigno Zaccagnini.
15/1 "Copie di lettere spedite" (95 documenti)
15/2 "Lettere ricevute"
16 "Corrispondenza 1979" cc. 590
(16)
In questi anni si infittisce la
corrispondenza legata alle molteplici iniziative in cui Balducci veniva
coinvolto: incontri, conferenze, inaugurazione di nuove associazioni e
collaborazioni con riviste in tutta Italia, testimoniano un impegno pubblico
sempre crescente e sempre più indipendente dall'ambiente ecclesiale.
Infatti gli inviti provengono spesso direttamente dai gruppi che si andavano
formando autonomamente o da vecchi gruppi e partiti laici (soprattutto
le associazioni giovanili del PCI ma anche Amnesty International, la Lega
per il disarmo unilaterale, il Movimento Federativo Democratico). Gli argomenti
su cui vertono tali interventi sono in parte gli stessi che sono emersi
sino ad ora: la pace in tutte le possibili declinazioni (disarmo, obiezione
di coscienza, non violenza), il rinnovamento della Chiesa, la fede e la
spiritualità, don Milani, Giovanni XXIII, problematiche giovanili,
l'Europa, la Resistenza. Accanto a questi emergono temi fino ad allora
meno richiesti come i rapporti tra le religioni, l'energia nucleare, papa
Wojtyla, la droga ed un incontro su Pasolini. Continua naturalmente la
corrispondenza confidenziale in cui amici e conoscenti chiedono aiuto per
risolvere i propri problemi, soprattutto se legati alle scelte vocazionali
o familiari. Qualcuno chiede anche aiuto per ottenere vantaggi pratici
come un trasferimento di sede lavorativa. Infine numerose lettere contengono
ringraziamenti (ad esempio per aver ricevuto un volume omaggio o per essere
stati ospitati presso la Badia fiesolana) o richieste di vario genere (consigli
bibliografici), oppure esprimono e chiedono opinioni su vari argomenti
(la fede, le scelte religiose, il suicidio, l'educazione religiosa dei
figli, l'eutanasia, i carismatici). Tra i corrispondenti vanno segnalati
Carlo Cassola, Emma Bonino, Roger Garaudy, Giancarlo Zizola, Giuseppe Alberigo,
Raniero La Valle, Francesco Gesualdi, Giovanni Michelucci, Vittorio Lanternari.
16/1 "Copie di lettere spedite" cc. 102
16/2 "Lettere ricevute" cc. 488
17 "Corrispondenza 1980" cc. 525
(17)
Il 1980 segna una svolta nella vita
di Balducci che si rileva facilmente dalla corrispondenza. È infatti
in questo periodo che matura l'allontanamento dai temi ecclesiali, che
si rivela sia nel rifiuto di tenere conferenze ed incontri su temi legati
al suo rinnovamento che, più esplicitamente, nelle opinioni espresse
nella corrispondenza privata. In varie occasioni infatti si trovano critiche
molto esplicite ed espressioni di scoraggiamento riguardo alle possibilità
di rinnovamento. Non si tratta certamente di un'improvvisa rottura dei
ponti, infatti continuano i contatti con i gruppi cattolici, sia con quelli
più critici che con i gruppi giovanili di Azione Cattolica. Da questi
viene chiamato a svolgere conferenze soprattutto su temi come l'ecumenismo,
il rapporto con le altre religioni, le prospettive dei credenti, il sacerdozio,
papa Giovanni, La Pira, la Speranza. Aumenta comunque, e si fa preponderante,
l'impegno su temi laici, prima di tutto la pace, ma anche le problematiche
del mondo giovanile (droga, famiglia, ecc), il terzo mondo, i diritti dei
popoli, le tendenze demografiche in Italia, il rapporto tra cattolici e
marxisti, don Milani, la qualità della vita ed il tema, particolarmente
caro al sacerdote, della costruzione di un futuro diverso per l'uomo, basato
non sulla legge dell'aggressività ma sulla collaborazione e sulla
responsabilità. Come nei precedenti fascicoli anche qui si trovano
molte lettere e bigliettini con auguri o ringraziamenti in occasioni particolari
(Natale, Pasqua, compleanno, uscita di nuovi libri) e molte lettere in
cui si chiedono opinioni su argomenti di attualità (la Chiesa, il
Papa) o in cui Balducci si esprime su problemi intra ecclesiali (latitanza
dei vescovi nella Chiesa, paralisi della comunicazione interna). Ancora
molte sono le lettere a carattere confidenziale, sia ricevute che spedite,
e legate sempre a problemi familiari o vocazionali o a richieste di aiuto
spirituale e pratico. Tra i corrispondenti possono essere segnalati sia
alcuni gruppi (Chiesa evangelica riformata, università popolare
di Udine, Are Krishna, Lions club), che personaggi noti per il loro rilievo
politico e religioso (Carlo Cassola, Gianni Baget Bozzo, il ministro Clelio
Darida,
don Sirio Politi).
17/1 "Copie di lettere spedite" cc.148
17/2 "Lettere ricevute" cc. 377
18 "Corrispondenza 1981" cc. 564
(18)
Il progressivo accrescersi del numero
di lettere ricevute e spedite in ogni anno è legato certamente alla
fama crescente di Balducci, infatti alla sua attività di conferenziere
si può connettere ormai la maggior parte della corrispondenza: sia
che si tratti di inviti e risposte, sia che si tratti di lettere che commentano
le parole ascoltate e chiedono delucidazioni. Gli argomenti richiesti sono
i più disparati e testimoniano l'ecletticità dell'oratore
e la sua disponibilità a mettersi in discussione ed a cercare un
filo rosso di collegamento tra i vari aspetti della vita quotidiana e le
scelte di fondo. Al centro delle richieste comunque sono sempre i temi
legati alla pace ed alla non violenza (obiezione di coscienza, lotta antimilitarista,
rischi nucleari, disarmo, diritti dei popoli), accanto ai quali spiccano
i problemi della società moderna (la droga, la mancanza di valori,
l'handicap, la vita nelle città, l'ecologia, la famiglia, sessualità
e amore) e, meno presenti che negli anni precedenti, le problematiche ecclesiali
o di fede (ruolo dei laici, ecclesiologia delle comunità di base,
profezia, insegnamento della religione, futuro del cristianesimo, fede
e cultura, l'ordine degli scolopi, la Pasqua) e la commemorazione di personaggi
significativi (Mounier, S.Giovanni Battista). Molti si rivolgevano al sacerdote
per raccontare i propri problemi (pur non conoscendolo che attraverso la
televisione o qualche intervento pubblico) della più diversa natura,
dalle necessità economiche alle scelte spirituali e di fede, dai
problemi psichici o esistenziali a quelli familiari, dalle questioni politiche
ed ecclesiali a quelle riguardanti la natura dell'uomo, dal referendum
sull'aborto alla massoneria ed ai diritti degli animali. Come nel resto
della corrispondenza poi continuano le lettere di amici più o meno
intimi in cui troviamo vari ringraziamenti, richieste e auguri in occasioni
particolari o domande di aiuto materiale e spirituale. Tra i corrispondenti
vecchi e nuovi possiamo segnalare Benigno Zaccagnini, il cardinale Michele
Pellegrino, Carlo Cassola.
18/1 "Copie di lettere spedite" cc. 128
18/2 "Lettere ricevute" cc. 436
19 "Corrispondenza 1982" cc. 555
(19)
La corrispondenza di tutto questo
anno è sostanzialmente simile a quella dell'anno precedente, con
un accento sempre maggiore posto sui temi della pace e della guerra, come
testimoniano anche le pubblicazioni di Balducci17.
Amici, conoscenti e rappresentanti delle più varie istituzioni (dai
partiti politici, soprattutto il PCI, alle associazioni pacifiste, anarchiche
o cattoliche) chiedono continuamente interventi e conferenze in tutta Italia
per le più innumerevoli occasioni. Balducci accetta sia di parlare
in circostanze importanti, che a piccoli gruppi di ragazzi che mostrano
di volersi impegnare e cerca di estendere la propria attività anche
alle scuole. Come si è sottolineato il problema della pace è
ormai al centro di tutti gli interessi, declinato nel senso di un nuovo
modo di impostare la convivenza umana: rispetto per le culture e per le
religioni oltre che per i valori di ogni singolo individuo, sono il perno
intorno a cui ruotano le richieste e le proposte di intervento. Così
egli cerca di impostare e proporre anche gli interventi su argomenti diversi
come lezioni di convivenza sociale in nome della costruzione di un futuro
di pace: la droga, la teologia, l'insegnamento della religione nelle scuole,
la trasformazione della coscienza religiosa, papa Giovanni, don Milani,
S. Francesco, il rapporto tra il PCI e la Chiesa, le conseguenze del Concilio
Vaticano II, l'impegno politico, l'esplosione del terrorismo, l'Europa,
l'ateismo, il terzo mondo. Molte lettere richiedono anche un intervento
di presentazione degli ultimi volumi pubblicati dallo scolopio. Sempre
abbastanza consistente anche la corrispondenza confidenziale e sempre concentrata
sulla richiesta di aiuto per problemi familiari, di lavoro, malattie, scelte
di vocazione, problemi esistenziali e a volte problemi di sacerdoti e intere
comunità con le gerarchie ecclesiastiche. Gli amici scrivono anche
per complimentarsi dei volumi pubblicati, delle trasmissioni e delle conferenze,
per porgere auguri o semplicemente per raccontare qualcosa. Qualcuno chiede
opinioni, soprattutto riguardo a questioni politiche, o bibliografie per
approfondire qualche argomento sentito. Tra i corrispondenti si possono
ricordare Vittorio Lanternari, Mario Capanna, Raniero La Valle.
19/1 "Copie di lettere spedite" cc. 213
19/2 "Lettere ricevute" cc. 342
20 "Corrispondenza 1983" cc. 634
(20)
Nel 1983 possiamo dire che l'impegno
per la pace di Balducci sia divenuto il tema centrale intorno a cui si
svolge tutta la sua attività pubblica. Su questo argomento verte
la maggior parte delle lettere del fascicolo, riguardanti richieste di
interventi, delucidazioni e chiarimenti. Altre richieste, ma sono in minoranza,
su temi di carattere sociale ed ecclesiale: papa Giovanni, il Concilio,
la fede, eucarestia e comunità cristiane, Chiesa e mondo del lavoro,
Marx, i valori del mondo giovanile, il rapporto tra nord e sud del mondo,
situazione della Palestina, riproduzione umana e manipolazione genetica,
Balducci viene coinvolto inoltre in alcune iniziative promosse da Amnesty
International sui diritti dell'uomo, mentre in molti continuano a chiedere
opinioni su argomenti di carattere molto vario come le sofferenze degli
animali o le possibilità di scelta sul voto per i cristiani. Oltre
a tutto questo ed alle solite lettere confidenziali con richieste di aiuto
psicologico o materiale (anche a trovare lavoro), per molte delle quali
è particolarmente interessante sottolineare la presenza di risposte
puntuali, si trovano in questo fascicolo anche alcune delle prime lettere
di corrispondenza con terroristi in carcere, la maggior parte delle quali
è confluita in un fascicolo a parte dell'Archivio privato (sezione
VI). Continuano infine le lettere degli amici e dei ragazzi costantemente
vicini a Balducci, in cui sono espresse varie opinioni su argomenti di
attualità: fra le altre cose molte espressioni di soddisfazione
e speranza per la nomina di Silvano Piovanelli quale vescovo di Firenze.
20/1 "Copie di lettere spedite" cc. 209
20/2 "Lettere ricevute" cc. 425
21 "Corrispondenza 1984" cc. 628
(21)
La corrispondenza del 1984 rivela
un Balducci sovraccarico di lavoro, costretto a rifiutare numerosi impegni.
La maggior parte delle lettere spedite, infatti, contiene rifiuti motivati
dalla lontananza dei posti in cui veniva chiamato a parlare o dalle difficoltà
pratiche di organizzazione. Gli argomenti delle conferenze e degli incontri
rimangono però gli stessi, soprattutto la pace e l'obiezione di
coscienza, ed i criteri con cui Balducci sceglie a quali iniziative partecipare
appaiono legati soprattutto a tre ordini di motivi: organizzazione pratica,
amicizia nei confronti di chi lo invitava (spesso rifiuta di partecipare
ad eventi importanti per non deludere piccoli gruppi di giovani amici),
disponibilità del pubblico a mettersi in discussione. Interessante
notare a questo proposito come l'oratore cerchi di non deludere mai le
scolaresche, che evidentemente ritiene più ricettive sui temi trattati
e che in effetti non tradiscono le sue aspettative, mantenendo un legame
epistolare anche dopo le conferenze. Tra le conferenze che Balducci rifiuta
di tenere, anche una sul Concordato, specificando di non essere interessato
all'argomento.
Quelle invece accettate sono sugli
argomenti di cui si è trattato nei precedenti fascicoli, con alcune
novità: il terrorismo e la violenza, Pasolini, la scuola e la pace,
la questione morale e la Chiesa, la tortura. Anche la corrispondenza confidenziale
mantiene i caratteri già sottolineati, ed è contraddistinta
soprattutto da richieste di aiuto a cui il sacerdote sembra, per quanto
possibile, non sottrarsi mai, nemmeno nei casi di evidenti squilibri mentali.
Accanto a queste continuano ad essere presenti molte lettere o brevi biglietti
di amici o di persone che, avendo sentito parlare Balducci, chiedono delucidazioni
o approfondimenti (interessante lo scambio di lettere con un imprenditore
che contesta la critica fatta dallo scolopio a tutta la categoria, e quello
con un altro ascoltatore che sostiene la tesi, confutata dal sacerdote,
dell'omicidio di papa Luciani).
21/1 "Copie di lettere spedite" cc. 207
21/2 "Lettere ricevute" cc. 421
22 "Corrispondenza 1985" cc. 601
(22)
Il 1985 è segnato dalla pubblicazione
del volume L'uomo planetario, considerato da Balducci stesso come un'importante
svolta della propria vita, tanto da occupare una parte importante della
corrispondenza. Molte infatti sono le proposte di presentazione al pubblico
di quel libro. Si potrebbe dire che la corrispondenza di questo anno sia
incentrata su questo argomento, come si nota da un lato dal rifiuto di
partecipare a molte iniziative su altri temi, e dall'altro dalla ricerca
di occasioni di confronto sul volume o su argomenti ad esso legati. Naturalmente
anche in questo fascicolo è testimoniata l'attività a favore
della pace e della non violenza, con tutto ciò che esse implicano.
Ma il libro è quasi sempre il punto di partenza o di arrivo, tanto
da far scrivere a Balducci (in una lettera a Nazareno Fabretti del 22 settembre):
"sono contento che amici come Santucci e come te abbiano capito la scandalosa
novità del libro e lo abbiano visto come punto di arrivo di un'evoluzione".
Si trovano anche altri argomenti su cui Balducci teneva interventi pubblici,
invitato soprattutto da associazioni giovanili legate al rinnovamento della
Chiesa o ai partiti della sinistra (ARCI, FGCI, ANPI, PCI): il rapporto
tra cristiani ed ebrei, il Concilio, la scuola, la Resistenza, giustizia
e cultura della pace nella psichiatria, religioni e terzo mondo, città
e violenza, teologia della liberazione, fede e politica, le polemiche suscitate
dalle scelte di mons. Lefebvre e di Leonardo Boff, Pasolini, Lucio Lombardo
Radice. Per quanto riguarda la corrispondenza con gli amici e quella con
ammiratori, il volume appena uscito è sempre un argomento centrale,
insieme alle confidenze ed alle richieste di aiuto che abbiamo visto anche
nei fascicoli precedenti (problemi familiari o di fede, molte lettere di
suore e preti), ma si nota anche il rafforzarsi dei legami con il mondo
dei terroristi detenuti e con le loro famiglie, che Balducci aiuta a fondare
un'associazione. Infine continuano le lettere di lettori o ascoltatori
che chiedono delucidazioni su temi legati alla politica o alla Chiesa o
chiedono conferme riguardanti le proprie scelte.
22/1 "Copie di lettere spedite" cc. 165
22/2 "Lettere ricevute" cc. 436
23 "Corrispondenza 1986" cc. 620
(23)
Il 1986 è l'anno di fondazione
della casa editrice Edizioni Cultura della Pace, diretta dallo stesso Balducci,
che rappresenta uno sbocco pratico all'impegno fino ad allora profuso attraverso
conferenze e dibattiti. Questa piccola casa editrice doveva rappresentare
uno strumento per la diffusione della cultura di pace, intorno a cui lo
scolopio aveva concentrato tutte le proprie forze negli ultimi anni. Queste
aspettative si riflettono ampiamente nella corrispondenza: tra gli inviti
che accetta, aumenta il numero di presenze ad assemblee studentesche o
a gruppi di studenti, indice di un aumentato fervore divulgativo; inoltre
parla dell'iniziativa con molti amici e si preoccupa, nel prendere accordi
per le proprie conferenze, di avere lo spazio per presentare la casa editrice
e le sue proposte. Gli argomenti di cui si occupa sono sempre legati agli
usuali filoni di interesse, al cui centro si trova ormai il tema della
pace trattato da differenti angolazioni (giustizia, rapporti con il sud
del mondo, non violenza, obiezione, ecc.). A questo si aggiungono interventi
su scuola, insegnamento della religione, profezia, carcere, cristianesimo
e rivoluzione, energia nucleare, dittature, Chiesa e mass media e personaggi
significativi per la vita ecclesiale politica e culturale come Olof Palme,
Aldo Capitini, Mario V. Rossi. Tra le persone che scrivono le proprie confidenze
aumenta il numero dei detenuti e dei loro genitori (soprattutto terroristi
ma anche tossicodipendenti), inoltre scrivono numerosi religiosi e amici
o conoscenti per avere consigli, e nascenti associazioni che chiedono appoggio.
In alcuni casi si tratta di associazioni apparentemente distanti dagli
interessi del religioso come quella per la lotta contro i tumori infantili.
Continua anche la corrispondenza con persone che lo contattano dopo averlo
ascoltato durante i dibattiti televisivi: molti di essi chiedono un'opinione
su temi di attualità, di politica ed ecclesiali. Inoltre molti continuano
a mandare i propri scritti (poesie soprattutto) per avere un'opinione critica:
Balducci era solito rispondere con attenzione, sia lodando che criticando
le opere ricevute, come testimoniano le copie delle lettere e il proseguire
di molte corrispondenze. Per qualcuno si preoccupava anche di trovare contatti
con eventuali editori o di scrivere una prefazione per la pubblicazione.
Sono infine da notare le risposte alle lettere di coloro che lo contattavano
per sbaglio invece del sacerdote demonologo Corrado Balducci: a costoro
lo scolopio spiegava spesso l'errore ed anche la propria posizione sui
problemi relativi. È il caso di una lettera del 6 luglio in cui
spiega: "Non sono certo uno scettico però preferisco investire la
mia fede sulla parola di Dio, che mi riempie di un pesante senso di responsabilità
di fronte ai gravi problemi del mondo".
23/1 "Lettere ricevute" cc. 464
23/2 "Copie di lettere spedite" cc.
166
24 "Corrispondenza 1987" cc. 777
(24, 25)
La corrispondenza del 1987 testimonia
la continuità dell'impegno di Balducci, sempre più esteso
a tutta la penisola: le richieste di conferenze continuano ad accrescersi
e si tratta sempre più spesso di interventi sulla pace e sulla non
violenza. Gli interlocutori preferiti rimangono i giovani: sia le organizzazioni
spontanee che le assemblee studentesche presso le quali il sacerdote era
spesso ospite. Oltre ai temi usualmente trattati (Chiesa e pace, la solidarietà
tra i popoli, il terzo mondo, la teologia della liberazione) troviamo molti
inviti per parlare del volume autobiografico Il cerchio che si chiude18
o di altri volumi usciti in precedenza. Tra gli inviti a conferenze su
temi specifici troviamo un ampio ventaglio di argomenti il viaggio del
papa in America Latina, Concilio ed arte sacra, pastorale del lavoro, energia
nucleare, aborto e AIDS, la situazione del Golfo persico, figure rilevanti
per la vita del paese come Giorgio La Pira, don Milani, Primo Levi, Gandhi,
San Francesco. Sugli stessi argomenti vertono le lettere di ascoltatori
che esprimono le proprie opinioni o chiedono chiarimenti, alcune di esse
sono legate ad una polemica suscitata per aver difeso la legge 194 sull'interruzione
di gravidanza e sono scritte quasi sempre da persone appartenenti al Movimento
per la vita. Oltre a questi, gli argomenti più disparati, su cui
si richiede la sua opinione: dall'esperanto alla situazione degli zingari
a Firenze, da Garibaldi alla bioetica e medicina, dalla crisi culturale
del PCI al futuro dell'esercito. Permangono numerose le lettere di poeti
e scrittori che chiedono giudizi sulle proprie opere e quelle di chi chiede
aiuto a superare momenti difficili Ancora in questo fascicolo troviamo
alcune lettere di terroristi detenuti e dei loro familiari sfuggite alla
raccolta fatta in un fascicolo a parte. Infine molte associazioni chiedono
appoggio e consenso per iniziative specifiche, come nel caso dell'appello
per fare chiarezza sulle stragi degli anni di piombo o consigli per fondare
un centro studi sulla pace. Da segnalare l'inizio della corrispondenza
con l'astrofisica Margherita Hack.
24/1 Copie di lettere spedite cc. 224 (24)
24/2 Lettere ricevute cc. 553 (25)
25 "Corrispondenza 1988" cc. 882
(26, 27)
In questo anno prosegue l'opera
di Balducci per la diffusione e la promozione dei dibattiti sulla pace
e la non violenza che sembra occupare ormai la maggior parte del suo impegno
e dei suoi interessi. Nel 1988 lo scolopio pubblica, attraverso le Edizioni
Cultura della Pace, un volume sulla figura di Gandhi19
, per il quale riceve numerosi inviti da parte di gruppi politici e culturali.
Nella corrispondenza (sia in quella scritta che in quella ricevuta dal
sacerdote) si nota quanto maggiore fosse la sintonia con le associazioni
giovanili, forse più ricettive e sensibili all'idea di rinnovamento
radicale della cultura proposto da Balducci. L'attività principale
di Balducci appare ormai quella del conferenziere e dalle lettere è
possibile ricostruire gli argomenti principali su cui incentrava il suo
impegno: la tolleranza e la costruzione di nuove norme di convivenza umana
costituiscono l'asse centrale, attorno a cui si sviluppano altri discorsi
(Europa e solidarietà, la bioingegneria, l'enciclica Sollecitudo
rei socialis, la denuclearizzazione a partire dalle città, i diritti
degli uomini, le vie dello sviluppo, donne e relazioni di genere, etica
medica ed ambiente, il senso del peccato, il rapporto tra paesi del nord
del mondo e sud, religioni e pace, i segni dei tempi, la solidarietà,
figure come Aldo Capitini, don Milani, Lelio Basso, Giorgio La Pira). Anche
la corrispondenza meno ufficiale, le lettere di coloro che cercavano un'occasione
di scambio di opinioni, vertono sugli stessi argomenti e vanno segnalate
in particolare una serie di commenti (soprattutto congratulazioni) per
una trasmissione televisiva in cui Balducci aveva vinto un duello oratorio
sui temi del disarmo ingaggiato con un generale (il resoconto dell'episodio
è conservato nella parte pubblica dell'archivio). Un altro argomento
sul quale in molti chiedono l'opinione di Balducci è il problema
dell'aborto nel terzo mondo, su cui lo scolopio prende una posizione di
differenziazione rispetto sia ai pronunciamenti del Papa che alla richiesta
pura e semplice di limitazione delle nascite: egli sostiene infatti la
scorrettezza di ogni richiesta di limitazione che non preveda prima una
ridistribuzione delle risorse tra i diversi paesi del mondo. Tra la corrispondenza
si trovano sempre molte richieste di commento ad opere (soprattutto poesie)
o di prefazioni in vista della pubblicazione, inoltre troviamo la richiesta
di partecipare alla giuria di un premio letterario, varie richieste bibliografiche,
l'invio di un documento inedito riguardante la vita di don Milani e l'assegnazione
di una medaglia per l'impegno sociale. Rimangono anche le lettere più
personali di amici e conoscenti che chiedono aiuto e comprensione in momenti
di particolari difficoltà familiari (lutti, divorzi, problemi con
i figli o con il lavoro) o esistenziali o di fede. Interessante tra queste
la testimonianza della conversione di un importante studioso. Ancora numerose
le lettere con i terroristi e con i loro familiari.
25/1 "Copie di lettere spedite" cc. 210 (26)
25/2 "Lettere ricevute" cc. 672 (27)
26 "Corrispondenza 1989" cc. 755
(28, 29)
Anche per il 1989 la corrispondenza
di Balducci è per lo più una corrispondenza "tecnica", consiste
cioè di accordi e richieste di intervento da parte di gruppi, associazioni,
partiti sparsi in tutta Italia. Queste numerose lettere testimoniano il
progressivo accrescersi della sua notorietà, ma sono interessanti
anche per comprendere quanto fossero eterogenei coloro che lo chiamavano
a parlare e gli argomenti su cui veniva consultato. A questo proposito
è interessante sottolineare l'aumentato numero di referenti laici
(dalle scolaresche ai partiti della sinistra) a fronte di una netta diminuzione
degli interventi presso gruppi cattolici e parrocchie. In generale gli
argomenti sono sempre quelli legati al tema della pace, della non violenza
e dell'obiezione di coscienza, ma in occasioni particolari si trovano anche
altri temi o commemorazioni tra cui la storia dei paesi del monte Amiata,
lo sviluppo dei paesi del sud del mondo, il suicidio, la pena di morte,
l'educazione civica, la fondazione di una nuova Europa, il futuro della
politica, il rischio della fine del mondo, i diritti civili, il volontariato,
razzismo e intolleranza, droga, intellettuali e animali, riflessioni sulle
figure di Gandhi, La Pira, Agnese Baggio, don Primo Mazzolari, Claudio
Napoleoni, Gorbaciov, don Milani, papa Giovanni XXIII. In molti casi Balducci
rifiuta di intervenire per la distanza del luogo in cui viene invitato
a parlare o per il sovrapporsi di impegni. Più interessanti le lettere
a carattere confidenziale degli amici e dei conoscenti. Tra queste si trovano
ancora alcuni contatti con terroristi detenuti e con i loro familiari,
oltre a richieste di aiuto legate a problemi di carattere familiare, psicologico,
professionale, vocazionale e anche filosofici, esistenziali, etici e politici.
Molti ammiratori continuano a complimentarsi ed a ringraziare per le conferenze
ascoltate o per i libri letti, mentre altri inviano volumi di poesie o
racconti chiedendo opinioni e consigli. Sempre tra questi anche molti che
chiedono l'opinione di Balducci su temi vari, dall'insegnamento della religione
al marxismo. Tra i giovani molti chiedono consigli bibliografici per approfondire
gli argomenti ascoltati o per le proprie ricerche. Tra i corrispondenti
possono essere segnalati Renato Curcio, il cardinale Piovanelli, Eugenio
Garin, Raniero La Valle, Diego Novelli, il ministro Zanone.
26/1 "Copie di lettere spedite" cc. 227 (28)
26/2 " Lettere ricevute" cc. 528 (29)
Al momento della morte di Balducci
non è stato possibile ritrovare la corrispondenza del 1990, che
risulta pertanto assente.
27 "Corrispondenza 1991" cc. 980
(30, 31)
Poiché ormai da anni l'impegno
principale di Balducci era concentrato intorno al tema della costruzione
della pace, in questo anno la corrispondenza risente fortemente, in tutti
i suoi aspetti, del precipitare degli avvenimenti in Medio oriente e dell'esplosione
della guerra del Golfo. Il fascicolo contiene infatti numerosissimi inviti
a parlare degli eventi internazionali nei più svariati contesti,
ma anche le lettere a carattere più confidenziale indicano come
Balducci fosse diventato un punto di riferimento importante del pacifismo.
Moltissime sono le lettere di sfogo o di solidarietà che riguardano
questo argomento, scritte da persone mai conosciute e che avevano sentito
parlare lo scolopio o ne avevano letti gli articoli. Inoltre molti amici
si stringono intorno a lui nei giorni della guerra ed in quelli successivi,
cercando di concentrare le forze per opporsi al conflitto. Dalle stesse
risposte e soprattutto dai rifiuti di intervenire a conferenze e dibattiti,
oltre che dall'aumentare della consistenza della corrispondenza, è
facile dedurre un'esplosione dell'impegno di conferenziere. Tutto ciò
non significa naturalmente un impegno esclusivo ma sicuramente prevalente
su tutti gli altri, che pure sono ancora presenti. Sembra che comunque
Balducci abbia mantenuto solo impegni presi da lungo tempo o commemorazioni
di personaggi particolarmente cari. Sono conservati inviti a parlare su
argomenti come il futuro, l'immigrazione, l'enciclica Centesimus Annus,
il consumismo, le trasformazioni del Partito Comunista e la nascita del
PDS, l'obiezione di coscienza, i cattolici e la politica, l'etica e l'ambiente,
l'avvicinarsi del cinquecentenario della scoperta dell'America, riflessioni
sulle figure di Gandhi, S. Francesco, Roger Garaudy, Giampaolo Meucci,
don Sirio Politi, Giovanni Michelucci. È sempre consistente la corrispondenza
di coloro che inviano scritti (saggi, poesie, manoscritti vari) per avere
un giudizio critico o un aiuto a trovare editori disposti alla pubblicazione.
Sempre presenti infine i vecchi amici e corrispondenti, che continuano
a cercare in Balducci un confidente per i propri problemi personali (di
carattere familiare, religioso, filosofico o esistenziale) o che proseguono
da anni conversazioni su problemi di attualità. Accanto a questi,
molte persone con problemi psicologici in cerca di un appoggio e di uno
sfogo, cui spesso lo scolopio pare rispondere con maggiore attenzione che
agli altri.
27/1 "Copie di lettere spedite" cc. 300 (30)
27/2 "Lettere ricevute" cc. 680 (31)
28 "Corrispondenza 1992" (32,
33)
Poiché questo fascicolo raccoglie
la corrispondenza degli ultimi mesi della vita di Balducci, esso non presenta
nessun tipo di ordine o selezione e non è stato nemmeno cartolato.
La sua stessa consistenza è al momento difficile da definire dal
momento che contiene carte di vario tipo, ma anche quaderni e cartelle,
lettere e biglietti, testi di appelli da firmare, volantini, articoli dattiloscritti
(di Balducci o altri), inviti ad iniziative varie, programmi di convegni,
dattiloscritti di saggi e poesie, contratti con case editrici, riviste
e perfino varie copie dello statuto di fondazione di un'associazione politica
ed i documenti di uno sfratto. Tra le lettere si trova sempre un cospicuo
numero di inviti a parlare sui soliti temi (oltre alla pace, il volume
La terra del tramonto20,
l'ecumenismo, Ignazio Silone, l'energia pulita, il cinquecentenario della
scoperta dell'America, la sinistra dopo il comunismo) ed una lettera scritta
da Balducci ad Achille Occhetto, in occasione della mancata elezione di
Pierluigi Onorato alle elezioni nazionali, per discutere del futuro del
partito (inviata insieme ad un appello firmato da molti amici del gruppo
della Badia Fiesolana). Un argomento che torna spesso è la morte
di padre David Maria Turoldo, in occasione della quale lo scolopio viene
invitato a tenere commemorazioni e riceve molte lettere di amici, che condividono
il suo dolore.
Malgrado la sua denominazione, questa
sezione, poco omogenea sia tematicamente che tipologicamente, unisce la
documentazione riguardante le associazioni religioso-caritative e culturali
di cui Balducci fu collaboratore e animatore nel dopoguerra - tutta a carattere
residuale -, alcune esperienze del periodo universitario (Scuole Pie fiorentine)
e un esiguo fascicolo di carte personali relative al primo ventennio di
vita, dagli anni di Santa Fiora a quelli di seminario. Si tratta quindi
di materiali che interessano soprattutto il periodo iniziato con l'arrivo
a Firenze e con l'iscrizione all'università, quando gli impegni
di Balducci cominciarono a diversificarsi, innervandosi all'interno di
un ambiente cittadino dominato da rigide divisioni ideologiche, ma nel
quale già si avviavano cauti esperimenti di incontri e di contatti
fra personaggi e realtà diverse.
Erano anni in cui le incombenze
all'interno del collegio, dove Balducci dirigeva un convitto di novanta
ragazzi, si coniugavano con una certa attività pastorale (su indicazione
di Giovanni Papini gli fu affidata la messa degli artisti) e con gli impegni
di studio, grazie a cui il panorama delle sue conoscenze iniziò
ad allargarsi (dai vecchi rappresentanti del mondo letterario fiorentino
agli ambienti intellettuali e poi a La Pira). È in questo contesto
che si collocano, fra il 1946 e 1952, le esperienze del "Circolo umanistico",
dello "Studio teologico", del "Chiostro Nuovo" e del "Cenacolo", tappe
significative dell'itinerario balducciano e della vita cattolica fiorentina,
di diversa ispirazione e di ineguale importanza, eppur legate da una continuità
simboleggiata dalla contiguità delle sedi. In questo senso i primi
5 fascicoli di questa sezione, ognuno dei quali riguarda una di tali esperienze,
rappresentano in un certo senso la faccia pubblica e complementare della
sezione "Manoscritti", che documenta la formazione spirituale e culturale
del giovane Balducci, compiutasi nel medesimo torno di tempo. A differenza
di quest'ultima sezione, le attività associative hanno però
lasciato una documentazione frammentaria e lacunosa, che non costituisce
un adeguato riscontro della loro importanza. Ordinata in senso cronologico
inverso, essa comprende documenti vari sulla struttura, sulla vita culturale
e caritativa delle associazioni, sui loro rapporti con le gerarchie e con
le diverse componenti del mondo cattolico fiorentino, dal Circolo umanistico
del 1946 al Cenacolo, in attività fino al 1968.
1 "Il Cenacolo" 1960-68 cc. 93
Fondato nel 1952 (con sede in Via
Capponi, in palazzo S. Clemente), il Centro di Impegno Cristiano "Cenacolo"
- che ha costituito il retroterra prossimo della rivista "Testimonianze"
- era una comunità cristiana nata in ambiente lapiriano, ma con
l'intenzione di costituire un'esperienza innovativa rispetto alla tradizione
della S. Vincenzo, cui tuttavia restava affiliata, e a quella dell'Azione
Cattolica, cui Balducci collaborava intensamente già da qualche
anno. Risentendo delle suggestioni legate all'esperienza dei Piccoli fratelli
di Charles de Foucauld, dei Preti Operai, e alle letture di Maritain, De
Lubac, Congar, Daniélou, "Il Cenacolo" traduceva il primato della
contemplazione unendo indissolubilmente l'impegno assistenziale alla meditazione
del Vangelo, la realtà sociale umana alla parola evangelica. Privo
di una struttura organizzativa rigida, la sua attività era improntata
a una certa libertà d'iniziativa dei collaboratori, che intendeva
favorire l'assunzione delle responsabilità e del coinvolgimento
personali, in un rovesciamento dei moduli operativi della S. Vincenzo.
La preminenza data all'esercizio della carità verso i poveri, che
escludeva l'elemosina e che si proponeva la risoluzione di ciascun caso,
prevedeva la discussione collettiva settimanale di tutti gli interventi.
L'impegno di assistenza vedeva uniti,
in modo inconsueto, i giovani liceali della S. Vincenzo e i gruppi femminili
di "Rinascita Cristiana", ed intendeva costituire un terreno d'incontro
con i non credenti interessati a una scelta di solidarietà sociale.
La sua attività, che si articolò in un ventaglio notevole
di iniziative, proseguì fino al 1968 quando, dietro l'incalzare
della contestazione e in seguito alle trasformazioni in atto nella società,
si evidenziò l'esigenza di un approccio politicamente più
maturo di quello caritativo-assistenziale. Tra gli animatori del "Cenacolo",
che svolse un ruolo importante nel mondo cattolico fiorentino, si ricordano
Vittorio Citterich, Berto Fortini, Luciano e Giannina Alberti, M. Teresa
Pacini, Luciano Martini, Fernando Cancedda, Gino Dal Monte, Federico Setti,
Mario Camagni, Lodovico Grassi, Danilo Zolo. Il fascicolo contiene materiale
vario relativo al solo periodo 1960-68, riguardante i programmi della comunità
(Regolamento, Statuto, lettere circolai di Balducci, bilanci etc.) e i
suoi rapporti con il variegato mondo cattolico, tra cui si segnala la valutazione
di Azione Cattolica sul "Cenacolo"; vi si trova anche il progetto, risalente
al quinquennio 1946-51, di una rivista culturale religiosa diretta dai
PP. Scolopi, poi mai realizzata. È andata dispersa la documentazione
- che pure era stata raccolta - relativa ai vari casi di cui si occupò
la comunità nei suoi sedici anni di vita.
2 "Il Chiostro Nuovo" 1950-58
cc. 29
Fondato alla fine degli anni '40
nei locali già sede dell'associazione culturale e ricreativa "Alfa
48", in cui era confluito il Circolo umanistico, "Il Chiostro nuovo" era
un centro organizzato ad opera di alcuni notabili cattolici fiorentini,
e non sempre fu ben visto per il dialogo, se pur cauto, che cercò
di avviare con culture diverse da quella cattolica. Esso fu inizialmente
la sede cittadina più importante dell'attività pubblica e
culturale di Balducci, ma della sua attività sono rimasti solo lo
statuto e il calendario delle manifestazioni 1950-58. Le conferenze tenute
da Balducci s'incentrarono su: Dio e la creazione 1955/56, Il Mistero della
Redenzione 1956/57, Il Mistero della Chiesa 1957/58.
3 "Studio teologico" 1949-64 cc.
30
Contiene il Calendario accademico
del periodo 1949-1964.
4 "Circolo umanistico" 1946-48
cc. 20
Fondato nel 1947 poco dopo l'ingresso
di Balducci all'università, il Circolo Umanistico Cristiano si riuniva
in uno scantinato in via Martelli ed era formato da una quindicina di giovani
intellettuali (un nome per tutti è Giorgio Luti); le sue sedute
avevano una dominante di carattere letterario con aperture verso i problemi
politici, ma senza rapporti con i partiti. Dopo un paio di anni esso confluì
in una nuova esperienza di carattere culturale e ricreativo con sede in
via degli Alfani 48, "Alfa 48", che in seguito, sotto la guida di Dino
Pieraccioni, significò molto per la cultura del dialogo degli anni
'50. Dell'uno e dell'altro rimangono un abbozzo di statuto e il Programma;
nel fascicolo è contenuto anche il num. del 25 maggio 1946 della
rivista "Scartafaccio".
5 "Varie" 1950-1963 cc. 20
Contiene lettere di e a Balducci,
la tessera universitaria di riconoscimento e Litterae Patentes pro confessionibus
sacramentalibus excipiendis (1963).
6 "Scuole Pie fiorentine" 1947-1952
cc. 37
Contiene documenti di vita scolastica
relativi al periodo in cui Balducci si occupava del Convitto delle scuole
Pie, e alcuni numeri della rivista"Gioventù nostra" (1947-48).
7 "Fino al 1946" cc. 30
Contiene documenti personali, tra
cui l'estratto di nascita, una pagella, lettere personali, il congedo dal
servizio militare e un documento con cui le donne comuniste di S. Fiora
fecero un'offerta in occasione dell'ordinazione sacerdotale di Balducci
(1945), ma che egli dichiarò di accettare solo a patto che non fosse
dovuto alle fallaci voci che in paese lo davano per comunista.
III. "LA COMUNITÀ DI BADIA E L'ORDINE SCOLOPIO" (35, 36, 37)
In questa sezione è stata
riunita la documentazione relativa alla comunità di Badia nel periodo
1970-88 e quella riguardante i rapporti di Balducci con le gerarchie dell'ordine
scolopio (Curia provinciale e Curia generalizia) nel corso del trentennio
1951-1980. Originariamente divisi in 3 filze (n. 35: "Badia 1970-76", n.
36: "Comunità della Badia e Provincia 1979-1988", n. 37: "Ordine
religioso 1951-1980"), di cui è stata mantenuta la suddivisione
interna, questi materiali coprono un ampio periodo e nel loro insieme consentono
di seguire, seppur dall'angolazione specifica dell'ordine, l'iter di Balducci
all'interno dell'istituzione ecclesiastica, che a partire dagli anni '70
trova espressione non marginale nell'attività della comunità
di Badia. Da un punto di vista tipologico si tratta per lo più di
documenti ufficiali e di lettere, con spesso allegate delle veline verdi
su cui Balducci aveva l'abitudine di commentarne e illustrarne i contenuti.
All'interno di ciascun fascicolo i documenti sono stati sistemati da Balducci
stesso in ordine cronologico inverso, anche se il criterio non è
rigido ed è tutt'altro che raro imbattersi in qualche eccezione.
1 "Badia 1970-1988" cc. 399 (35,
36)
Fanno parte di questo fascicolo
6 gruppi di documenti che Balducci aveva diviso in due filze, denominate
rispettivamente "Badia 1970-76" e "Comunità della Badia e Provincia
1979-1988", ma che per la loro omogeneità tematica e tipologica
sono in realtà cronologicamente complementari. Si tratta infatti
della documentazione ufficiale (relazioni, proposte) per lo più
coincidente con il rettorato di Balducci che, iniziato nel 1973, si protrasse
fino al 1989. È un periodo in cui l'attività della comunità
di Badia - che si fa particolarmente vivace con la nascita del "Centro
studi Badia Fiesolana" e del "Centro popolare Ponte alla Badia" - si scontra
con la vicenda legata all'affitto e poi alla vendita della Badia Fiesolana
all'Università Europea, che priva la comunità di gran parte
dei suoi spazi. I primi 4 sottofascicoli facevano parte della filza n.
35, gli altri della 36.
1/1 "Congregazione provinciale
1970-76" cc. 50
Contiene lettere della Prepositura
provinciale delle scuole Pie di Toscana a Balducci, lettere e proposte
di Balducci e della Comunità della Badia al Capitolo Provinciale
(per es.: Documento finale del segretariato per la pastorale 1974, Proposte
nel rinnovamento pastorale 1970-73, Progetto di un centro a finalità
culturali, sociali, pastorali da costituire nella nostra proprietà
di Ponte alla Badia, Bozza di statuto "Centro studi Badia Fiesolana").
1/2 "Rettorato 1973-1976" cc.
25
Contiene documenti relativi al primo
rettorato di Balducci, che uniscono le proposte sulla destinazione della
parte monumentale della Badia fiesolana, le relazioni sull'attività
del centro studi Badia fiesolana e la richiesta di sovvenzioni al Ministero
della Pubblica Istruzione, a materiali sul convegno "La scuola cattolica
in Italia" e sui dissidi esistenti a proposito delle Scuole Pie tra i Padri
della Provincia, cui allude una lettera a Balducci della Prepositura provinciale.
1/3 "Centro popolare 1972-1978"
cc. 25
Contiene documenti vari relativi
alla nascita e alla prima attività del "Centro popolare Ponte alla
Badia" che, sorto con finalità culturali, sociali e pastorali, ed
alloggiato in un rustico di proprietà della comunità, divenne
un polo di attrazione per i giovani cattolici della zona, anche se taluni
esponenti delle gerarchie lo guardarono sempre con sospetto e non esitarono
a definire "marxiste" le sue tendenze politico-sociali.
1/4 "Università europea"
1974-75 cc. 36
Contiene una parte della documentazione
relativa alla trattativa per la locazione della Badia all'Università
Europea, che vide Balducci scontrarsi duramente con la Curia Provinciale
e battersi perché alla comunità fosse lasciato uno spazio
sufficiente, ma che di fatto significò il tramonto del progetto
balducciano di potenziare il Centro studi: alla corrispondenza col P. Provinciale
(1974) si unisce quella con il dott. Brundo, responsabile della trattativa
per conto dell'Università Europea.
1/5 "Senza titolo" 1982-1988 cc.
88
Contiene esclusivamente documenti
"ufficiali" (relazioni, verbali, programmi) relativi all'attività
varia svolta dalla comunità di Badia nel periodo 1979-1988, dalle
iniziative del Centro studi ai programmi catechistici.
1/6 "Documenti 1979-1986" cc.
168
Sostanzialmente complementari da
un punto di vista tematico a quelli del sottofascicolo precedente, si tratta
però di materiali dalla tipologia varia, costituiti anche da una
parte della corrispondenza del rettore (Balducci), che documenta le proposte
avanzate dalla comunità di Badia al Capitolo provinciale tra il
1982 e il 1986 e l'intera vita della comunità (rapporti interni,
gestione amministrativa, ospitalità, progetti culturali come la
ristrutturazione dell'Emeroteca e le edizioni "Cultura della pace", proposte
per il rinnovo della locazione della Badia).
2 "Ordine religioso 1951-1980" cc. 239 (37)
2/1 "Curia provinciale 1966-1979"
cc. 35
È un piccolo gruppo, tematicamente
eterogeneo, di documenti relativi ai rapporti di Balducci e della comunità
di Badia con la Curia Provinciale, nel quale sono raccolte lettere, deliberazioni
della Comunità e altri documenti riconducibili agli organi provinciali
dell'Ordine.
2/2 "Curia Generalizia 1953-1980"
cc. 135
Si tratta quasi esclusivamente degli
scambi epistolari tra Balducci e la Casa Generalizia, nelle persone di
coloro che si succedono alla carica di P. Generale e dei loro più
stretti collaboratori, come P. Saturnino Maruzabal, Padre Laureano Suarez,
Ruiz e Secondo Mazzarello. La documentazione, che molto spesso è
completa anche di copie delle lettere di Balducci, non ha solo carattere
ordinario, ma anche straordinario, perché esprime la disapprovazione
delle gerarchie e di certi settori del mondo cattolico - che spesso fa
seguito alle accuse denigratorie di taluni giornali conservatori - nei
confronti di alcune posizioni di Balducci; in tali casi le risposte e le
spiegazioni da lui fornite risultano spesso corredate di allegati in forma
di memoriali dattiloscritti o di fotocopie degli articoli in questione.
2/3 "Varie 1951-1981" cc. 43
Si tratta di un sottofascicolo eterogeneo,
ma significativo, in cui si trovano mescolate le lettere di alcuni padri
scolopi spagnoli, risalenti per lo più agli anni '50 e ai primi
anni '60 (F. Botey delle Escuelas Pias Matarò, Piguillerre, P. Gines
Samper delle Escuelas pias Sitges Barcelona, Pilar Moriones dell'Instituto
Calasanz de Ciencias de la Educaciòn, il delegado general de las
escuelas pias, P. Ladislao), alcuni documenti sull'attività della
Badia del periodo 1979-80 (già presenti nei precedenti fascicoli)
e una corrispondenza varia collocata tra il 1959 e il 1981, nella quale
sono frequenti le accuse di indisciplina e i conseguenti richiami mossi
a Balducci dalle gerarchie.
2/4 "Doppioni" cc. 25
IV. "CHIESA 1955-1983" (38, 39)
Questa ricca ed ampia sezione, composta
quasi esclusivamente da lettere, nasce dall'unione delle due filze in cui
Balducci aveva diviso la documentazione relativa ai suoi rapporti con la
gerarchia ecclesiastica del periodo 1955-1977 e del periodo 1977-1983;
l'accorpamento ha lasciato invariata la ripartizione interna in 7 fascicoli
tematici, rispettando l'ordine originario (si trattava delle filze n. 38:
"Chiesa: Episcopato, Curia Fiesole, Curia Fiesole, Curia Firenze, Congregazione
Religiosi, Sant'Uffizio, Segreteria di Stato, Doppioni fino al 1977", e
n. 39: "Chiesa: Episcopato, Curia Fiesole, Curia Fiesole, Curia Firenze,
Congregazione Religiosi, Sant'Uffizio, Segreteria di Stato, Doppioni 1977-1983").
La scelta di riunire i materiali di due periodi che Balducci aveva considerato
distinti è giustificata dalla loro omogeneità tematica, e
nasce dalla necessità di dare risalto alla cesura rappresentata
dalla metà degli anni '70 (referendum sul divorzio, candidatura
di Gozzini e di altri cattolici come indipendenti nelle liste del PCI in
occasione delle elezioni del 1976), che emerge con molta evidenza confrontando
anche solo la quantità dei documenti relativi all'uno e all'altro
(419 e 69 cc.). Si è scelto quindi di lasciare inalterata la successione
dei fascicoli risultante dall'unione delle due filze e di non accorpare
i fascicoli rispondenti alla stessa denominazione, che si differenziano
così per iloro diversi estremi cronologici. Nel suo complesso questa
sezione restituisce uno spaccato diacronico dei contrasti di Balducci con
la gerarchia romana e con le sue diramazioni periferiche, che assumono
un'intensità diversa a seconda della sede istituzionale in cui nascono,
indicando così la varietà di piani e di componenti che intervengono
a determinarne la dinamica. Attraverso questa corrispondenza giungono gli
echi degli avvenimenti-chiave che nel periodo pre e postconciliare hanno
segnato la vita religiosa e intellettuale di Balducci e lacerato il mondo
cattolico (obiezione di coscienza, fatti dell'Isolotto, scontro di Balducci
con Daniélou, referendum sul divorzio, candidatura di alcuni cattolici
come indipendenti nelle liste del PCI, referendum sull'aborto).
1 "1952-1977" cc. 419 (38)
1/1 "1955-1971" cc. 17
Si tratta di un gruppo di lettere
risalenti al 1955, nel quale lo scontro epistolare tra Balducci e il gesuita
A. Sapa si unisce alle lettere dell'allora P. generale scolopio Tomek che,
in qualità di suo superiore, si fa latore dei rimproveri e dei richiami
espressi dagli alti vertici ecclesiastici riguardo ad alcune posizioni
di Balducci; sono qui conservate anche le fotocopie di un articolo di "Settegiorni"
sul discusso dibattito televisivo tra Balducci e il gesuita Daniélou
(10 ottobre 1971).
1/2 "Episcopato 1952-1976" cc.
136
Il consistente fascicolo raccoglie
la corrispondenza con molti dei rappresentanti, illustri e non, dell'episcopato
italiano, da Montini a Carlo Manziana, da Carlo Colombo a Macario Tinti,
Siro Silvestri, Giuseppe Amici e Virginio Dondeo negli anni '60, Almici,
Del Monte, A. Poma, E. Tonini negli anni '70. La corrispondenza e la rete
di contatti che essa presuppone ed alimenta, discontinui e infrequenti
per tutti gli anni '50, s'infittiscono nel periodo postconciliare 1963-67
(diramandosi in molte diocesi, soprattutto in Italia centrale), durante
il quale Balducci riceve moltissime richieste di collaborazioni e di conferenze
sul Concilio; è a partire dalla fine degli anni '60, e in particolare
con i fatti dell'Isolotto, che la corrispondenza fa registrare le prime
divergenze, che si approfondiscono poi con il referendum sul divorzio.
1/3 "Curia Fiesole 1969-1977"
cc. 27
Il fascicolo raccoglie gli scambi
epistolari tra Balducci e la Curia di Fiesole, nelle persone dell'allora
vescovo Antonio Bagnoli e del vicario episcopale Gastone Simoni; le lettere,
concentrate in maggioranza tra il 1974 e il 1977, testimoniano delle forti
divergenze che a partire dai fatti dell'Isolotto, seppur con toni e accenti
molto diversi, sorgono tra l'uno e gli altri a proposito del referendum
sul divorzio, dell'indirizzo politico del Centro popolare, del viaggio
in Urss di Balducci, della predicazione e delle omelie domenicali alla
Badia.
1/4 "Curia Firenze 1960-75" cc.
14
Contiene la corrispondenza di Balducci
con la Curia fiorentina relativa al periodo 1960-1975, coincidente con
l'episcopato di Florit, che restituisce il senso dei contrasti e delle
tensioni del periodo pre e postconciliare; a questo proposito è
indicativa la questione che ha al centro la rivista "Testimonianze": per
es. la lettera della Curia del 4 maggio 1961, dove si annuncia che "Testimonianze"
sarà revisionata nel luogo di residenza del Padre responsabile (allora
Balducci risiedeva a Roma), e le risposte di Balducci, per il quale tale
decisione equivale a uccidere la rivista; la lettera della curia arcivescovile
del 26 aprile 1966, con cui si annuncia il ritiro dell'approvazione ecclesiastica
alla rivista; la lettera a Florit del 15 giugno 1966, con cui Balducci
intende confutare i motivi addotti a posticipare ancora il suo rientro
a Firenze.
1/5 "Congregazione religiosi 1972-1976"
cc. 30
Si tratta di lettere indirizzate
da Balducci nel corso di questi anni alla Congregazione religiosi, ad Agostino
Mayer, a A. Poma, presidente della CEI, a mons. Lobina, a Mons. E. Bartoletti,
al P. Provinciale, che hanno per oggetto le divergenze sorte in seguito
all'episodio Daniélou, al referendum sul divorzio e in occasione
delle elezioni politiche del 1976; ad esse si uniscono uno scambio epistolare
con Bagnoli (1974), vescovo di Fiesole, a proposito del referendum sul
divorzio, la Memoria per i vescovi della regione Toscana di Balducci (1974),
e una lettera del vescovo di Novara del 1974; talvolta la corrispondenza
contiene fotocopie di articoli di o su Balducci.
1/6 "Sant'Uffizio 1961-1968" cc.
22
Contiene varie lettere indirizzate
e ricevute dal cardinale A. Ottaviani tra il 1961 e il 1966, una lettera
a Parente del 1962, una lettera del P. Tomek a Ottaviani, e una di Balducci
inviata alla Sacra Congregazione nel 1968: il loro filo conduttore è
ravvisabile nelle preoccupazioni suscitate dall'amicizia di Balducci con
La Pira, per il dialogo tra marxisti e cattolici di cui insieme si fecero
promotori. Contiene anche "Bozze di progetto per una Rivista cattolica
di cultura che non sia ufficiale ma che si richiami a quel contesto di
valori che sono deduzione dei principi teologici" e "Ricostruzione del
mio colloquio col cardinal Ottaviani".
1/7 "Segreteria di Stato 1962-1971"
cc. 104
Si tratta della corrispondenza inviata
e ricevuta dalla Segreteria di Stato, più spesso nelle persone di
Giovanni Benelli e soprattutto di Monsignor Dall'Acqua, che rappresenta
il referente privilegiato di Balducci per le sue comunicazioni con il Papa;
ad essa si aggiungono lettere di Balducci a terzi, di cui è indirizzata
copia alla Segreteria o che in qualche modo la riguardano, e lettere di
altri su Balducci. Un gruppo di questi documenti, datati 1971, riguarda
la discussione televisiva con Daniélou e gli echi negativi che la
seguirono. Con la corrispondenza, che contiene anche la Relazione sul viaggio
della delegazione di cattolici italiani promosso dall'associazione ITALIA-URSS
(11-20 agosto 1971), è conservato il Memoriale di un colloquio con
il Santo padre per "riprendere la mia vita normale a Firenze" datato 10
ottobre 1964.
1/8 "Doppioni" cc. 62
Insieme a doppioni di documenti
contenuti nei fascicoli precedenti è conservata una lettera a Indro
Montanelli del 9 novembre 1974, in cui Balducci precisa di non aver partecipato
al comizio "antikissinger", come invece ha scritto il "Giornale".
2 "1977-1983" cc. 69 (39)
2/1 "Episcopato" 1977 cc. 10
Scambi epistolari con il Cardinale
M. Pellegrino, con F. Franceschi, vescovo di Ferrara e Comacchio s.d.,
con B. Matteucci, nominato vicepresidente della Conferenza episcopale toscana,
con il Gruppo di servizio parrocchiale di Nonantola.
2/2 "Curia Fiesole" 1977-1981
cc. 38
Il fascicolo contiene la corrispondenza
con il vescovo di Fiesole Simone Scatizzi e con Gastone Simoni. Alle lettere
si unisce una documentazione varia - composta di fotocopie di articoli
di o su Balducci, di lettere di e a terzi - che è spesso legata
alle aspre divergenze verificatesi tra Balducci e la Curia fiesolana. Un
gruppo di questi documenti, risalenti al 1981, riguardano la sua discussa
posizione riguardo al referendum sull'aborto.
2/3 "Curia Firenze" 1977-83 cc.
6
Corrispondenza con Giovanni Benelli
e con Silvano Piovanelli (22.3.1983), cui si unisce un memoriale intitolato
Colloquio col card. Benelli (5 novembre 1977).
2/4 "Congregazione religiosi"
1977-1978 cc. 2
Lettere a Monsignor Lobina.
2/5 "Sant'Uffizio" 1977 cc. 4
Corrispondenza con Spiazzi.
2/6 "Segreteria di Stato-Curia romana" [vuoto]
2/7 "Doppioni" cc. 8
V. "PRETI-SUORE CORRISPONDENZA" 1964-1982 cc. 208 (40)
In questa sezione, esclusa dalla
consultazione, Balducci ha raccolto le lettere (c.ca 100) dei numerosi
religiosi, preti e suore, che in momenti di crisi personale e vocazionale
si rivolsero a lui in cerca di conforto spirituale, sia che scegliessero
in seguito il ritorno allo stato laicale, sia che decidessero di percorrere
"la strada della resistenza all'interno" (c. 90). La documentazione sarebbe
teoricamente divisibile in fascicoli personali, riguardanti ognuno "un
caso", ma Balducci volle intenzionalmente raccoglierla secondo il solo
criterio cronologico delle lettere, il che sembra strapparla a una dimensione
strettamente individuale e inserirla all'interno di più vaste tematiche.
Le lettere, sottolineate nei passi giudicati significativi, sembrano assumere
in questo contesto il valore di materiali di riflessione sui problemi di
frontiera tra fede e realtà umane, in particolare sulla condizione
del prete; secondo un tratto caratterizzante l'intero patrimonio documentario
di questo archivio, si tratta di materiali che testimoniano del legame
molto stretto tra le problematiche presenti nella riflessione pubblica
di Balducci, la conoscenza diretta delle situazioni private e il coinvolgimento
personale nel vissuto in cui esse si esplicano. Del resto nel fascicolo,
accanto alle lettere personali, sono raccolti anche alcuni documenti pubblici
- questi consultabili-, come quello firmato da dieci preti di Palermo e
quello firmato dal cardinale Pappalardo, il Questionario sulle immagini
del prete (1974, "Il telegrafo" di Livorno), e materiali relativi ad alcuni
incontri pubblici su tematiche affini, come Incontro 1975 (Badia Fiesolana,
13-20 agosto) e Premessa dell'incontro 1980, organizzati da religiose brasiliane
e incentrati sull'approfondimento dei valori monastici e sull'incontro
tra valori occidentali e orientali. Se attraverso tale documentazione il
rifiuto del celibato emerge quale nodo fondamentale del disagio presente
all'interno della Chiesa, non mancano testimonianze che pongono il problema
di un'alternativa più generale al modo tradizionale di vivere la
vocazione sacerdotale, nelle quali l'insofferenza verso i vincoli e i condizionamenti
delle istituzioni si richiama alla domanda di autonomia formalmente raccolta
dal Concilio.
VI. "CORRISPONDENZA CARCERATI" 1983-86 cc. 446 (41)
Malgrado la genericità della
sua denominazione, questa sezione documenta essenzialmente degli intensi
rapporti stabiliti da Balducci con alcuni terroristi di sinistra e con
i loro familiari, nel delicato momento in cui, sconfitta la lotta armata
sul terreno dello scontro frontale, matura all'interno delle carceri l'esperienza
politica e umana della dissociazione. Attraverso questa documentazione,
costituita per lo più di lettere, la dialettica tra chi vive la
dura realtà della detenzione e chi dall'esterno offre conforto spirituale
e al tempo stesso un'occasione di confronto culturale, si configura nei
termini di una riflessione comune, che dalle esperienze vissute di lotta
armata, personali e collettive insieme, si allarga ai problemi carcerari
legati alla dissociazione e quindi al ruolo del carcere all'interno della
società democratica. Avviata inizialmente su esplicita richiesta
dei genitori - alcuni già frequentatori di Badia- di taluni detenuti,
l'apertura al dialogo e alla comprensione offerta da Balducci riesce a
coagulare intorno a sé un numero crescente di energie e iniziative,
inserendosi nel percorso culturale, politico e morale della dissociazione.
Il ruolo svolto da Balducci si riallaccia del resto alla funzione di mediazione
per il dialogo tra detenuti e istituzioni assolta da molti religiosi, dai
cappellani del carcere al cardinale Martini, cui Prima Linea consegnò
simbolicamente le armi. La dialettica carcere/società, dentro/fuori
si rivela la chiave di lettura di questa sezione, che non contiene materiali
sul terrorismo, ma che costituisce una lettura del terrorismo attraverso
la detenzione e la dissociazione. Si tratta infatti di una documentazione
complessa, dalla doppia faccia, che ha la sua caratteristica nel restituire
i ritmi di un dialogo tra interlocutori separati da una barriera per certi
versi insormontabile, che trovano tuttavia la possibilità di comunicare:
la documentazione diretta sulla "nuova" cultura di pace e conciliazione
maturata nel carcere tra gli ex-terroristi - giudicati detenuti sui generis
da Balducci per le motivazioni ideali dei loro reati - contribuisce da
un lato ad evidenziare l'aspetto umano del terrorismo e della detenzione;
le risposte di Balducci ne documentano dall'altro l'influenza sulla sua
riflessione. In essa la necessità di superare l'emergenza degli
anni di piombo attraverso un profondo ripensamento della storia del dopoguerra,
speculare all'autocritica collettiva dei dissociati, si fonde con la discussione
dei problemi carcerari sollevati dal terrorismo e dalla dissociazione,
in nome di quella ricomposizione della frattura tra carcere e società
che è tappa ineliminabile per la costruzione di una società
e di una cultura della pace. Ne è un riflesso lo stesso linguaggio
delle lettere che, quali materiali di lavoro, sono sottolineate nei passi
giudicati più significativi: il linguaggio "interno" e involuto,
riflesso di quell'io diviso e autoreferente del terrorista di cui Balducci
parlò al convegno di Firenze ("Sinistra, movimenti eversivi e legislazione
di emergenza", 25 giugno 1984, organizzato dall'Istituto Gramsci toscano,
dal Circolo Fratelli Rosselli e da Testimonianze), si stempera gradualmente
nei toni via via più pacati della confidenza e della confessione.
In questo senso l'analisi di questa documentazione non può prescindere
dalle iniziative pubbliche promosse contemporaneamente dallo stesso Balducci
alla Badia, dagli incontri con i familiari dei detenuti per terrorismo
alle discussioni sulla legislazione di emergenza e sulle origini sociali,
politiche e culturali del terrorismo (che in certo modo contribuiranno
al dibattito sulla legge Gozzini).
1 "Materiale vario" 1983-85 cc.
67
Il fascicolo raccoglie una documentazione
tipologicamente assai varia sul fenomeno della dissociazione dal terrorismo
e sui problemi carcerari che esso pone, costituita da materiali direttamente
riconducibili ai rapporti di Balducci con detenuti e familiari, ma anche
da documenti di provenienza diversa: alle fotocopie di articoli di giornale
scritti da Balducci e da altri, si uniscono lettere personali - tra cui
si distingue la corrispondenza con il terrorista BR Bernardo Pasinelli,
pubblicata con prefazione di Balducci su "Servitium" -, riflessioni a carattere
più generale sull'esperienza della lotta armata e sul suo superamento,
inviate a Balducci da molti detenuti appartenenti ai gruppi di Area omogenea
di varie carceri, materiali sulle esperienze di servizio sociale nate in
seno a queste realtà, lettere di familiari; sono conservate anche
alcune lettere inviate e ricevute da Mino Martinazzoli, allora ministro
di Grazia e Giustizia, cui Balducci si rivolge per richiamare l'attenzione
sulle aspre modalità della detenzione vissuta da alcuni dei terroristi
in contatto con lui, e alcune dichiarazioni ufficiali dei Gruppi di Area
Omogenea, come quella inviata dal carcere "Le Nuove" di Torino al convegno
del PCI sui temi dell'emergenza e del carcere svoltosi in quella stessa
città nell'ottobre 1984.
2 "Dichiarazioni e manifesti"
1983-1984 cc. 30
Contiene documenti dattiloscritti
a firma di alcuni detenuti per terrorismo, nella forma di dichiarazioni
collettive e pubbliche a favore della "riconciliazione" e sulla legislazione
carceraria: Intervento sulla riconciliazione (Rebibbia), In merito alla
consegna delle armi a S.E. il Cardinale Martini: un atto giusto nella comune
volontà, interna ed esterna il carcere, di riconciliazione umana,
sociale e politica (S. Vittore), Da Rebibbia, due contributi al dibattito:
Soluzione politica o...? Misure alternative e lavoro socialmente utile
per un percorso di risocializzazione, Per l'on. Pierluigi Onorato, del
gruppo parlamentare della Sinistra Indipendente, Dalla "critica delle armi"
alle "armi della critica"; ad essi si aggiungono due ritagli di giornali
contenenti rispettivamente una lettera aperta dal carcere di Rebibbia e
una lettera collettiva contro le carceri speciali a firma di un nutrito
gruppo di intellettuali.
3 "Lettere dal carcere" 1983-1986
cc. 72
Queste lettere dal carcere, che
ripercorrono da vari punti vista l'esperienza della lotta armata, possono
forse con più esattezza essere definite lettere sulla realtà
del carcere e della detenzione, vissuta in prima persona da alcuni ex-terroristi
(e di riflesso dai loro familiari), di cui si tace il nome per motivi di
riservatezza. Privo di un criterio di ordinamento, questo fascicolo mescola
le lettere dei corrispondenti più continui e assidui a quelle di
corrispondenti occasionali, le lettere personali e quelle collettive, le
lettere inviate a Balducci ad altre inviate a terzi (in genere rappresentanti
dell'istituzione) con la mediazione di Balducci (cfr., per es., le lettere
a Martinazzoli): esso documenta quindi sia i rapporti più diretti
e intensi, che i contatti stabiliti sull'urgenza del momento, anche in
base alle esigenze operative delle Aree omogenee. Nell'intreccio di tematiche
personali e politiche, esse documentano il percorso autocritico dei detenuti,
nel quale il piano individuale e la dimensione collettiva delle esperienze
si alimentano vicendevolmente.
4 "Risposte" 1983-85 cc. 76
Si tratta di una cinquantina di
lettere dattiloscritte di risposta a quelle del fascicolo precedente, quasi
interamente concentrate tra il 1984 e il 1985, che testimoniano il profondo
impegno di Balducci, umano e culturale, volto ad individuare nei rapporti
con i detenuti per terrorismo "un contributo alla comprensione non solo
della vostra vicenda ma più generalmente del nostro tempo" (a Baschieri,
5 maggio 1985). È un dialogo privo di moralismi, che sembra restituire
le problematiche del terrorismo e del carcere all'interesse collettivo,
inserendole all'interno di una più vasta analisi della società.
5 "Convegno e reazioni" (vuoto)
VII. "INSERTO NERO" 1965-1981 cc. 328 (42)
Questa sezione, caratterizzata da
una forte omogeneità tipologica, coincide con il fascicolo denominato
"Inserto nero", in cui Balducci raccolse l'insieme delle lettere di critica
e di disapprovazione, anonime e no, inviategli da persone comuni nel periodo
di consolidamento della sua immagine pubblica.
Di tenore assai diverso, esse si
differenziano in una gamma che va dall'insulto fine a se stesso, non di
rado pesante e volgare, a più pacate richieste di confronto e di
chiarificazione sulle posizioni pubbliche assunte da Balducci in contrasto
con la Chiesa ufficiale, e spesso distorte dai mass-media, che sono avvertite
dai corrispondenti come lesive della propria e della comune moralità.
È significativo che all'interno di questo coro di critiche e di
riprovazioni sia riconoscibile la voce di due figure-chiave per la perpetuazione
del sistema di valori che percepisce in Balducci una minaccia di sovvertimento:
le donne, che tradizionalmente ne costituiscono i ricettori più
passivi, nonché i depositari, per la funzione educativa assolta
nell'ambito familiare, e i religiosi, che come sacerdoti si sentono colpiti
nella loro identità personale. Consistente il gruppo di lettere
legate alla trasmissione radiofonica di Balducci "Voi ed io" (più
di 100 cc.), che raccoglie un ventaglio di reazioni su tematiche sociali
e politiche, e che conferma la metà degli anni '70 come momento
periodizzante dell'iter balducciano e della crescita civile del paese.
Un dato trasversale dell'intera documentazione è la calligrafia
incerta, poco avvezza alla scrittura, che tradisce il basso livello culturale
degli interlocutori, i quali - non a caso - individuano nel "parlar difficile"
il principale ostacolo alla fede e l'origine degli errori di Balducci,
secondo un pregiudizio assai diffuso e radicato nell'inconscio collettivo,
in base al quale il sapere, fuori del controllo della Chiesa, è
percepito come un sovvertitore dell'ordine costituito. Nel suo insieme
questa documentazione, che a tratti appare sottolineata dallo stesso Balducci
e che non presenta nessuna suddivisione interna, offre una prospettiva
di singolare interesse per ricostruire il volto segreto dei processi di
evoluzione della mentalità e del costume. Significativa a questo
proposito la lettera inviata da una donna a Balducci dopo aver ascoltato
una conferenza di Balducci ad Assisi: sovraccaricando la Chiesa "di tante
ideologie e dibattiti e ricerche che confondono la fede e la vita cristiana
dei semplici e dei poveri di spirito - ella dice - non solo il cristiano
è stato spogliato della sua "carta d'identità", ma anche
Cristo è stato denudato dalle sforbiciate di tante parole intelligenti
e sapienti, un Cristo di cui si è troppo accentuato l'aspetto umano,
ormai sdivinizzato"; è quindi nella nostalgia per la Chiesa tradizionale
che l'interlocutrice si rifugia "perché in questa mia Chiesa, santa
e peccatrice, mi rispecchio e mi sento viva".
VIII. "OBIEZIONE DI COSCIENZA 1963-69" cc. 474 (43)
La sezione raccoglie la documentazione
relativa al processo e alla condanna di Balducci per l'obiezione di coscienza,
sostenuta pubblicamente nell'ambito delle polemiche seguite alla sentenza
del gennaio 1963 contro l'obiettore cattolico Giuseppe Gozzini. Ad essa
si aggiungono materiali su denunce subite in epoca successiva. L'obiezione
di coscienza, che trovò a Firenze - la città "laboratorio"
di La Pira - un terreno particolarmente fertile, ma che divise in modo
profondo la Chiesa locale, era fortemente legata al tema della pace nell'era
atomica, sviluppato dalle iniziative lapiriane, e alla libertà di
coscienza rilanciata dai contemporanei dibattiti conciliari. Per la forte
politicizzazione della vita ecclesiale, non solo fiorentina, lo scontro
che essa produsse nella prima metà degli anni '60 si consumò
su un terreno politico, più che religioso, ed ebbe nella vicenda
balducciana un momento determinante per la formulazione del problema all'interno
del mondo cattolico. Si tratta quindi di una vicenda periodizzante nella
biografia culturale di Balducci e nella vita cattolica del dopoguerra italiano,
che si fa anticipatrice, ed è in certo modo emblematica, delle contraddizioni
e del disorientamento postconciliare. Come in altri momenti-chiave, ma
forse per la prima volta, la posizione di Balducci sembra condensare le
energie interne impegnate in direzione di un rinnovamento della Chiesa,
divenendone uno dei punti di riferimento morale. L'intera vicenda, con
una prima assoluzione seguita da due condanne, con gli strascichi di polemiche
e di reazioni nei due opposti schieramenti, rappresenta la prima vera occasione
in cui la saldatura tra le posizioni politiche reazionarie e una certa
tradizione cattolica sembra frenare il mutamento implicito nei pronunciamenti
conciliari; il valore sia teologico che politico della difesa pubblica
di Balducci decreta di fatto l'aprirsi di una spaccatura, ben oltre le
sue intenzioni. La documentazione, che è costituita da materiali
omogenei tematicamente, ma non tipologicamente, e che raccoglie l'eco della
stampa, gli atti processuali e le numerosissime lettere private giunte
in quest'occasione a Balducci, dà la misura delle risonanza della
vicenda non solo all'interno del mondo cattolico; la prevalenza di documenti
a stampa sottolinea la dimensione pubblica delle posizioni e degli schieramenti.
1 "Obiezione di coscienza. Dossier"
1963 cc. 36
Si tratta di un fascicoletto, datato
23 ottobre 1963 e destinato con molta probabilità a qualche esponente
della gerarchia ecclesiastica, in cui Balducci raccolse e commentò
a fine difensivo alcuni articoli di quotidiani, dividendoli in 17 punti
titolati, in modo da "mettere in piena luce - vi scrisse - le vere ragioni
e i veri protagonisti della persecuzione di cui sono oggetto da 7 anni",
perché "Il Signore non vuole che io lasci indifesa, oltre il limite
raggiunto, la mia reputazione di sacerdote fedele alla Chiesa". Le riproduzioni
degli articoli non sempre sono leggibili e talvolta non consentono di risalire
alla testata e alla data di pubblicazione. 1) Articolo di Don Luigi Stefani:
Don L. Stefani, I cattolici e la divisa, "La Nazione", 12 gennaio 1963.
2) La reazione dell'Azione Cattolica. Al giovane obiettore di coscienza.
3) La mia intervista La Chiesa e la patria, intervista a P. Balducci. 4)
La denuncia. Incredibile denuncia contro P. Balducci. 5) La denuncia al
sant'Uffizio Denuncia contro uno scolopio presentata da due cittadini,
"La Nazione", 16 gennaio 1963. 6) Proscioglimento in istruttoria, sia da
parte del procuratore che da parte del consigliere istruttore. I rapporti
fra diritto e morale nel processo contro P. Balducci, "Il Giornale del
Mattino", 20 gennaio 1963. 7) La decisione del Procuratore Generale. Processo
per direttissima contro P. Balducci e Pinzauti, e Testimonianze di solidarietà.
8) Breve esposizione della vicenda. Una strana denuncia al sant'Uffizio.
9) L'assoluzione. L. Pecchioni, Piena assoluzione di P. Balducci: "il fatto
non sussiste". 10) Denuncia al Sant'Uffizio da parte di un "noto teologo"
e di un "gruppo di cattolici". Padre Balducci e i disertori. 11 e 12) La
"catena fascista" inventa i fatti di sana pianta. La Pira diffidato, "Il
carattere", Verona; Equivoche iniziative lapiriane bloccate dal Vaticano,
"Il Nazionale" (Roma), 15 aprile 1962; Veto delle gerarchie religiose a
un viaggio di La Pira in Oriente, "Tribuna italiana" (Brasile). 13) Il
procuratore Generale, dottor Perfetti, impugna la sentenza di assoluzione:
Il P.G. impugna la sentenza di assoluzione di P. Balducci, "Il Giornale
del Mattino", 19 marzo 1963. Del fascicoletto sono conservate 3 copie,
una delle quali era originariamente presente nelle Carte residuali.
2 "Eco stampa" 1963 cc. 53
Raccolta di articoli ritagliati,
dai quali non sempre è possibile risalire alla testata e alla data
esatta di pubblicazione: Il riconoscimento giuridico dell'obbiezione di
coscienza è all'esame del Governo; F. Cancedda, Sorprendente sentenza
per l'articolo di P. Balducci, Un commento di La Pira, Un'interpellanza
dell'on. Pistelli, Lo Statuto per gli obbiettori di coscienza approvato
in Francia, "Il Giornale del Mattino", 16 ottobre 1963; F. C., Per P. Balducci
ricorso in Cassazione, e Dibattito (affollatissimo) sull'ultimo libro di
P. Balducci, ivi, 17 ottobre 1963; La giustizia e il caso, "Il Mondo",
29 ottobre 1963; Due interrogazioni del senatore Lessona; cui si aggiungono
articoli tratti da "Il mattino", "Il mondo", "La stampa", "La Nazione",
"l'Unità", "Giornale del mattino".
3 "Sentenze" 1963-1964 cc. 109
Il fascicolo contiene vari documenti
di carattere giudiziario, che costituiscono gran parte degli atti processuali
seguenti all'assoluzione decretata in primo grado nel febbraio 1963, e
quindi relativi alla condanna in appello (15 ottobre 1963), confermata
poi dalla Cassazione (giugno 1964):
4/1 Corte suprema di cassazione, I sezione penale, udienza del 1 giugno 1964, Note difensive e Produzione, cc. 74;
4/2 Procura generale della Repubblica, Firenze, Motivi a sostegno dell'appello proposto avverso alla sentenza del 7 marzo 1963, cc. 24;
4/3 Sentenza di condanna emessa dalla
Corte d'Appello di Firenze, in data 15 ottobre 1963 [contro Ernesto Balducci,
reo di aver sostenuto, tra le altre cose, che "nel caso di guerra totale
i cattolici avrebbero non dico il diritto ma il dovere di disertare" (cfr.
"La Chiesa e la Patria", "Il Giornale del Mattino", 13 gennaio 1963), e
Leonardo Pinzauti, in qualità di direttore responsabile del quotidiano,
condannati a 8 e 6 mesi con la sospensione condizionale e le attenuanti
generiche (originariamente presente nelle Carte residuali)].
4 "Atti ufficiali" 1964 cc. 5
Contiene comunicazioni dell'avvocato
difensore di Balducci, G. Carli (gennaio-ottobre 1964)
5 "Lettere" 1963-64 cc. 204
Lettere e telegrammi di solidarietà
a Balducci: Roberto Sardelli, Prezzolini, Dionisi, S. Basile, G. Pampaloni,
D. De Gennaro, Guglielmo Petroni, Bartoletti, Bonanni, Chiaroni, Delucchi,
Frezza, Guerritore, Guicciardini, Gozzini, Lupori, Mannucci, Meucci, Nesi,
Pecchioli, Pinzauti, Petracchi, Villani, Zaccaro, Zani, Zoli, Righi. Documenti
dei lavoratori del Nuovo Pignone, e molti altri.
6 "Altri processi" 1963-1969 cc.
32
Contiene documenti relativi a denunce
subite da Balducci per diffamazione e per vilipendio allo Stato (per es.
da parte del segretario del MSI di Arezzo per una frase pronunciata durante
la presentazione de "Il giornale dell'anima" di Giovanni XXIII) e simili,
insieme ad alcuni ritagli di giornale, a lettere e telegrammi di solidarietà
e a due documenti di Balducci: Pro-memoria confidenziale, 26 febbraio 1965,
cc. 3; Dichiarazione del Padre Ernesto Balducci dopo l'Eucarestia celebrata
dal vescovo di Firenze nella Chiesa parrocchiale dell'Isolotto il 31.8.1969.
IX. "MANOSCRITTI" 1940-1978 (45, 46, 47, 48, 49)
In questa sezione è confluita
la documentazione originariamente raccolta in 5 filze consecutive (nn.
45, 46, 47, 48, 49), tre delle quali (46, 48 e 49) erano denominate "Manoscritti",
categoria in cui rientravano agevolmente anche le altre due, "Diari" e
"Inediti e poesie". Ma la decisione di accorpare questi materiali, senza
comunque variarne l'ordine interno, non è giustificata solo dalla
loro forma, appunto, manoscritta, poiché in questo caso l'omogeneità
formale ne nasconde una contenutistica e sostanziale, il fatto cioè
che si tratta di inediti di carattere personale, riguardanti per la maggior
parte il decennio giovanile 1940-50, in cui si trovano mescolati studi
più recenti. La documentazione, costituita da quaderni di diari
che arrivano fino al 1978, di poesie, di appunti universitari e sulle letture,
di schemi di lezione, di prediche e di lavoro, comprende anche la tesi
di laurea, e dalla sua angolazione interna copre il periodo dello studentato
romano e degli anni universitari nella Firenze dell'immediato dopoguerra
(e talvolta lo oltrepassa): si tratta del periodo propriamente formativo
di Balducci, nel quale la dimensione pubblica non ha ancora fatto irruzione
nella sua vita e nella sua attività. Insieme ai libri della biblioteca,
questi materiali rappresentano la fonte primaria per individuare le matrici
culturali e spirituali di Balducci, per fare luce su un periodo senz'altro
meno conosciuto, nel quale all'ancora predominante interesse letterario
sembrano già mescolarsi altre urgenze. La natura di questa documentazione
e l'eccezionale precisione delle notizie che essa riporta, soprattutto
sulle letture e sulle prime impressioni suscitate nel giovane Balducci
(per es. gli appunti sull'incontro con le opere di Freud), non possono
essere spiegate se non tenendo conto di quella che egli stesso ha definito
la "segregazione" degli studi seminariali (Il cerchio che si chiude,
cit., p. 17), interamente volti alla formazione culturale e spirituale.
Tuttavia, gli appunti sulle letture e i diari danno conto della "vita personale
parallela" a quella di seminario, fatta di "letture estranee alla scuola"
e "occasionali" (ivi p. 18), che all'interno di una formazione priva di
veri "maestri" si rivelano un apporto determinante. Da segnalare la presenza
di quei quaderni di appunti sulle letture, ai quali Balducci consegnava
i propri "pensieri profondi originali" attraverso la trascrizione di brani
significativi o di impressioni tratte da opere altrui, chiamati con un
nome - "Zibaldone"- che tradisce il legame con i classici italiani, paradigmatico
del complesso rapporto con la tradizione, riguardo al quale tutti questi
materiali si rivelano prodighi di notizie.
La mediazione letteraria, intesa
in senso largo, si rivela di grande importanza nel suo iter formativo,
nel quale le esigenze culturali, spirituali e intime si confondono. I diari,
che in questo periodo assorbono molte energie e attenzioni, prima di trasformarsi
nelle "agende" degli anni successivi, costituiscono la riprova più
immediata di quanto fiduciosamente Balducci abbia sempre affidato gran
parte di se stesso ai canali della comunicazione razionale, scritta e parlata.
Il materiale, interamente composto di quaderni, non è numerabile
in carte.
1 "Diari" (18 quaderni o agende)
(45)+
Il fascicolo contiene i diari privati
del giovane Balducci. Fino al 1945 si tratta di scritti di carattere intimo
e spirituale, e testimoniano il cammino culturale e religioso di Balducci
con precisione e puntualità. Documentano la sua esperienza in seminario
e costituiscono una fonte eccezionale anche per lo studio della formazione
del clero fino alla prima metà del '900. Il loro interesse è
legato anche all'ampiezza dei temi trattati ed alla presenza di precise
notizie sugli studi compiuti (soprattutto su quelli da autodidatta). La
prima parte di questi diari (fino al 1943)è stata pubblicata, con
un ampio apparato di note e l'introduzione della curatrice Maria Paiano21.
E' prevista la pubblicazione del secondo tomo (fino al 1945) in tempi brevi.
Gli anni successivi al seminario sono più sporadici e raccolgono
anche alcuni appunti sui personaggi incontrati, testimonindo la trasformazione
rpogressiva della vita di Balducci una volta uscito dal seminario. A differenza
dai primi essi non sono occasioni di approfondimento ma tentativi di fermare
sulla carta pensieri sporadici ed impressioni momentanee.
1/1 1940-1955
1/2 1964-1965
2 "Materiale vario 1957-78" (46)
2/1 Fascicolo dattiloscritto di poesie
(pp. 118);
2/2 Diario 1957/59 e 1968/78 (114
pp.); +
Si tratta soprattutto di agende personali in cui oltre agli appunti sui numerosi impegni quotidiani, sono annotate impressioni e opinioni su fatti o persone. Non si tratta di scritti costanti né omogenei ma di pensieri che sembrano scritti per fermare opinioni momentanee nel frenetico fluire degli impegni.
2/3 "Pensieri profondi originali"
"Leggi i libri altrui per trovarvi i miei pensieri": quaderno di appunti.
2/4 "La civiltà universale.
Parte I Civiltà Ellenica. Libro II Letteratura Ellenica": quaderno
di appunti di studio, febbraio-agosto 1941, pp. 826numerate.
3 "Inediti e poesie" (47)
3/1 Poesie 1943-1947
Il fascicolo contiene, insieme ad
alcune poesie di altri autori ricopiate, l'intera produzione poetica di
Balducci, manoscritta e dattiloscritta, ora parzialmente riprodotta in
A. Cecconi (a cura di), Fede e poesia nel giovane Ernesto Balducci (1940-1950),
Presentazione di L. Grassi, Firenze, Chiari, 1998.
3/1a Poesie 1943-1944
Quaderno manoscritto, con 37 pp.
riempite. Indice: Chi ride?; Sospiro a Firenze; A Cristo; Colloquio (frammento);
O
vana ars! (sonetto); Non so perché; Presentimento; In due; Novembre;
Moro (Funebre); Promessa (Verrò); Veronica; Bimbo; La madre del
prete; Venerdì Santo; Stasera sono una cosa; Il grillo; La vita
ch'io vissi; Ai giovani; Notturno; Ansia di fiorire; Crepuscolo (nella
valle del Fiora); Nebbia; Non sono triste; Confidenze; Notte mistica; Sera
nel mio giardino; Fioritura notturna; L'incompreso; Dormiveglia (foglio
aggiunto); Adolescenza (con brutta copia). Al quaderno si aggiungono questi
fogli sparsi: Gli Apostoli quando nacque Gesù (Bozzetto per bambini,
pp. 4 ovvero 1 foglio protocollo); Un sogno nella notte di Natale (Poesia
per bambini, c. 1 pp. 2); La vita ch'io vissi dedicata da P. Giovanni Cecchini
a Balducci in data 24 gennaio 1946: p. 1; fascicoli con abbozzi di poesie
(cc. 4) e poesie ricopiate (Goethe, Hölderlin; Eichendoff; Schiller,
cc. 13)
3/1b La coppa di tenebre '44 -'47.
Raccolta rilegata di poesie dattiloscritte,
pp. 54 numerate e due fogli di appunti. Indice: Dichiarazione; La vita
ch'io vissi; Alla madre; Ai giovani; Stasera sono una cosa; Venerdì
Santo; Il grillo; Creature di carne; Crepuscolo; Nebbia; L'incompreso;
Notte di Natale; Ansia di fiorire; Tu ridi; L'immobile Dio; Fioritura notturna;
Il tuo silenzio; La coppa di tenebre; Notturno; Ritorno; Il tuo ricordo;
Adolescente; La strada; Compagno d'infanzia; Verso le notti; Volto; La
madre; La tua fionda; De Profundis; L'esistere è vertigine; Lamentazione;
A un fanciullo; Momento di saggezza.
3/1c La coppa di tenebre - Poesie
(1945-46)
Raccolta di 24 pp. dattiloscritte
(Indice: La vita ch'io vissi; Ai giovani; Notturno; Ansia di fiorire; Il
grillo; Stasera sono una cosa; Venerdì Santo; La madre del prete;
Confidenze; La coppa di tenebre; Creature di carne; Nebbia; crepuscolo;
L'immobile Dio; Il silenzio di Cristo; Fioritura notturna; L'incompreso;
Ritorno; Appendice "Reliquie": Calendimaggio), 37 cc. sparse con alcune
copie di questa stessa raccolta.
3/2 "Perché Bellezza, Verità, Amore siano in me una cosa sola. Il Cristo amico della mia giovinezza quel che piansi e sognai": Contiene un quaderno tipo scolastico di "Appunti", con pp. 42 riempite di poesie, appunti vari, pensieri; un quaderno tipo scolastico interamente riempito e intitolato "Sacra Juventus - Poesie", che contiene anche un poemettodal titolo "Crisia e Simone" (pp. 18); cc. 20 sparse di poesie manoscritte e dattiloscritte.
3/3 Inediti
Il fascicolo raccoglie studi della
maturità, che testimoniano della continuità dell'interesse
per alcune tematiche e alcuni autori legati al modernismo
3/3a Spiritualità e presenza
storica, 1966-1970
Fascicolo di pp. 49 dattiloscritte.
Indice: I. La conoscenza cristiana conoscenza concreta, pp. 1-11; II. Cristo
e il tempo, pp. 12-23; III. Cristo e la storia, pp. 24-37; IV. La storia
in Cristo, pp. 38-49.
3/3b Lettura rosminiana. La grazia
e la Chiesa 1960-65
Pp. 53 dattiloscritte di testo e
cc. 34 sparse con copie e pagine di rielaborazione del testo.
4 Antonio Fogazzaro dal decadentismo
al modernismo, tesi di laurea, relatore A. Momigliano, pp. 163 dattiloscritte.
(48)
Fu poi pubblicata in E. Balducci,
Antonio Fogazzaro, Morcelliana, Brescia, 1952. La scelta di tale autore
è dovuta non solo all'interesse per le sue qualità letterarie,
ma anche per la sua vicenda rosminiana e modernistica.
5 L. Diecinè, Il "messia" di monte "Labaro", dramma dattiloscritto in 4 atti e 6 quarti (48)
6 Quaderni scolastici 1945-52 (48)
Si tratta di 11 quaderni di tipo scolastico (formato piccolo) che sembrano tutti risalire al periodo fiorentino successivo all'ordinazione sacerdotale, durante il quale Balducci si iscrisse all'università ed iniziò l'attività pastorale con la messa degli artisti, su proposta di Papini, conosciuto nel '45. Agli appunti di lettura e di studio si uniscono infatti gli schemi di prediche e di riflessione. La datazione approssimativa, quando mancante quella certa, è desunta dalle variazioni della grafia e dal confronto con quella dei documenti datati.
6/1 Pensieri 1945
Contiene trascrizioni di brani da
libri vari, risalenti in realtà anche agli anni '50.
6/2 Anno '47-'48
Contiene panegirico a S. Giuseppe
Calasanzio.
6/3 Schemi di prediche e riflessioni varie - Fogli sfascicolati (sd)
6/4 Appunti vari - Schemi di prediche (s.d.) Risalenti molto probabilmente al 1950.
6/5 Quaderno vuoto
6/6 Vocaboli esotici
Contiene soprattutto note lessicali
su testi letterari.
6/7 Quaderno di Caccialupi Anna Maria s.d.-Poesie italiane
6/8 Riflessioni s.d.
Risalente molto probabilmente ai
primi anni del secondo dopoguerra.
6/9 Vocaboli s.d.
Quaderno con note di carattere lessicale
su poeti, con un inserto su Santa Fiora.
6/10 Appunti e schemi di riflessione
s.d.
Risalenti molto probabilmente agli
anni '50, con due fogli staccati, tra cui una lettera del 1952.
6/11 Quaderno sfascicolato
Si tratta di poesie trascritte e
di 11 fascicoli che contengono uno scritto dal titolo "L'uomo e la natura".
7 Quaderni 1943-1947 (49)
Questo fascicolo contiene quaderni con appunti vari risalenti a un periodo compreso tra gli anni '40 e i primi anni '50.
7/1 "Corrispondenza 1945", copialettere,
pp. 31 riempite.
Quaderno grande contenente lettere
a Tosti, Laguzzi, Chierici, Celani, avv. Bulgarini, Vitillo, Righetti,
Ausenda, padre provinciale, Pietro Paci, Giuseppe Angelucci, Giuseppe Del
Buono, Dionisio, Gigi, ed altri, cui si aggiunge un foglio staccato con
un sonetto.
7/2 "Selecta"
Sotto questa denominazione sono
stati raccolti 3 quaderni grandi, risalenti probabilmente alla metà
degli anni '40 (1945, per somiglianza con la grafia del precedente), nei
quali Balducci riporta un prospetto sistematico delle sue letture, divise
in altrettanti generi, Umanistica, Lirica e Critica, e schedate per argomenti.
Le pagine sono divise in tabelle identiche, nelle quali le quattro colonne
verticali indicano l'autore, l'opera (loc., lecta) e la citazione (Riferito,
integr. e parzial.), e le righe orizzontali gli argomenti individuati.
72a. "Selecta I Umanistica" s.d.
Vi sono riportati 189 argomenti.
7/2b. "Selecta II Lirica", pp. 4
Vi sono riportati 90 argomenti,
e un foglio sparso dal titolo La dialettica cristiana: tesi (Medioevo),
antitesi (umanesimo) sintesi (umanesimo cristiano).
7/2c. "Selecta III Critica" s.d.
presumibilmente 1945.
Vi sono riportati 16 argomenti.
7/3 "11 Piccoli quaderni di appunti
vari" 1940-50 (49)
Quaderni di formato scolastico e
di appunti vari risalenti al decennio 1940-1950. Lo stato di conservazione
e di disordine in cui essi si trovano, non ha facilitato la descrizione,
che non sempre è completa.
7/3a "Appunti su e da Benedetto Croce" (prof. Lamanna), pp. 25 piene.
7/3b "Schema di una riflessione organica",
presumibilmente 1947.
Introduzione; Capo I. Raccogliamoci
della dispersione (sic); Capo II. L'eternità nel tempo; Capo III.
Incontro con l'Amore; Capo IV. Questa nostra carne; Capo V. La vita: cronaca
o poema; Capo VI. Fratelli nella diaspora; Capo VII. Il Cristo nella storia;
Capo VIII. È la nostra ora. Si aggiunge un fascicoletto dal titolo
"Conferenza di Francesco Orestano. Marzo 1943. La vita religiosa nella
Nuova Europa".
7/3c Fascicoli di quaderno
4 fogli di appunti di mano sconosciuta
postillati da E. B.; testo di "Conferenza ai lavoratori" Narnali (cc. 20);
appunti di letteratura francese; appunti di lettura su Sant'Agostino, G.
Manacorda, M. Blondel, H. Bergson, E. Chiocchetti, G. Gentile (da Pensieri
di pedagogia), appunti da A. Aliotta (Storia della filosofia), Perrella,
Barna Occhini, Classicismo e romanticismo, D. Rops (Quel che nasce e quel
che muore).
7/3d "Appunti di lezioni" anni '50
I giovani di fronte al problema
religioso. Schema di un'inchiesta; riflessioni sull'educazione e sull'istruzione;
schema di lezioni dal titolo Del sentimento religioso in generale, L'esperienza
di Dio come conoscenza, L'esperienza soprannaturale (III liceo)
7/3e "Riflessioni organiche 1950"
Riflessioni sulla Chiesa (I. La
ragione e la fede; 2. Il magistero della Chiesa; 3. Rapporto della filosofia
col magistero della Chiesa; 4. Il Tommaseo; 5. La scienza positiva e la
Chiesa; 6. La storia e la Chiesa; 7. Punti fermi).
7/3f "Conti 1950" e fascicoli sparsi.
Brani copiati s.d. di possibile
data anteriore per la calligrafia (A. Manzoni, . Tommaseo, G. D'Annunzio,
F.D. Guerrazzi); "Lecta" (letture) dal 4 novembre 1942 al nov. 1944 e oltre
(elenco preciso giorno per giorno); alcuni articoli di giornale.
7/3g "Lecta 1945"
La numerazione prosegue dall'elenco
precedente, ma per ogni libro c'è una riflessione e un commento
o comunque qualche appunto. Le opere schedate sono di G. Calogero, S. Freud,
B. Croce, J. Cronin, Platone, A. Fogazzaro, J. London, A. Palazzeschi,
R. Kipling, E.A. Poe, A .Bonaiuti, E.Vittorini, S. Quasimodo, Rops, etc.
7/3h "Appunti per omelie e riflessioni
1945-46", pp. 72 piene
Festa di tutti i Santi; Ai bambini
di I media nella comunione mensile; Domenica di Settuagesima: Gli operai
della vigna; Predica per comunione (a ragazzi delle scuole medie); Il seminatore
(Domenica di Sessuagesima). Ai ragazzi d'Azione cattolica; Domenica di
Sessuagesima (Il cieco di Gerico); III Dom. di Quaresima; comunione mensile;
l'Eucarestia; Domenica in Albis (S. Tommaso incredulo); II Domenica di
Pasqua: Il buon pastore; III Dom. di Pasqua; I Dom. di Pentecoste; Amicizia
di Cristo; Il regno di Dio. Un foglio staccato con una poesia intitolata
Sfida e vinci.
7/3i "Riflessioni - Appunti di letteratura
francese 1945-46" con fogli sparsi (Schemi di omelie, pp. 4)
22 pp. di letteratura francese da
una parte; dall'altra c.ca 52 pp. di omelie: Maria, madre nostra; La fratellanza
cristiana; Sacerdozio; Le due città.
7/3 l "Copia di pensieri e suoi pensieri
personali senza data" Inizio anni `50 per la calligrafia
Raccoglimento; Cristo l'amico; Questa
nostra carne; La vita: Cronaca o poema, pp. 62 e un foglio sparso.
7/3m
La mia fata e altri brani senza
titolo. Dalla parte opposta: brani copiati da Ungaretti. Risalente agli
ultimi anni quaranta per calligrafia", 24 pp. piene
7/3n "Brani di commento al Vangelo"
S.d. anni `40 da calligrafia
Commento a S. Giovanni; Nicodemo;
Lazzaro; La rinuncia e la conquista; Natura dell'esistenza cristiana; Gli
orizzonti dell'esistenza cristiana; Confidenza in Dio; Non la pace ma la
spada; Il buon pastore; L'adultera; la missione di Cristo; Consustanzialità
col padre: pp. 16 e pp. 6 sparse.
X. "CASI PERSONALI" 1965-1992 (53, 54, fasc. "Sandra" della filza 52, 44, 50, 51)
In questa sezione, che per motivi
di riservatezza sarà esclusa dalla consultazione, è stata
raccolta la documentazione a carattere strettamente privato riguardante
quelle persone che si rivolsero a Balducci per risolvere difficoltà
e problemi di vita, sia di carattere economico, che professionale o di
salute. In essa confluiscono le carte originariamente contenute nelle filze
50 e 51 - ognuna delle quali rappresenta una sorta di fascicolo personale
ad nomen -, il fascicolo "Sandra 1988" contenuto nella filza 52, i materiali
vari delle filze 53 e 54 e tutto il contenuto della 44, chiamata "Casi
conclusi" ma riguardante in realtà un solo caso di indigenza. Proprio
parafrasando quest'ultima denominazione, che si richiama all'esperienza
del "Cenacolo", questa sezione è stata chiamata "Casi personali".
La documentazione ivi confluita, assai disomogenea, abbraccia un ventaglio
di situazioni molto vario, non solo per gravità e urgenza, che include
gli aiuti per una collocazione lavorativa e professionale ad extracomunitari,
situazioni di grave indigenza e assistenza a malati nel fisico e nella
mente. La scelta di riunire questi materiali ha permesso di dare alla sezione
successiva, che ora raccoglie tutte le carte sulle trasmissioni radiofoniche
e televisive di Balducci, un'organicità che altrimenti non avrebbe
avuto, e contemporaneamente di valorizzare i fascicoli personali della
presente sezione, che solo nel loro insieme recuperano l'originaria forza
documentaria, dando conto del particolare impegno di Balducci a fianco
dei "bisognosi".
Questo tipo di attività,
che può genericamente essere definita "assistenziale" e che è
strettamente legata al ruolo di sacerdote cui egli non abdica mai, sembra
tracciare una linea di continuità all'interno del percorso biografico
e culturale di Balducci, perchè trova nell'esperienza del "Cenacolo"
una formulazione che rimarrà invariata per tutta la sua vita (anche
se nel 1985 Balducci afferma di fare ormai niente di più di qualche
offerta e di aiutare moralmente solo la soluzione delle questioni più
gravi): è nel coinvolgimento personale e nel contatto diretto, privo
di mediazioni, con la sofferenza individuale, che si radica e si alimenta
la riflessione sulla sua dimensione collettiva, ovvero sui problemi sociali
che ne sono all'origine. Da questo punto di vista, la presenza di carte
riguardanti i casi di extracomunitarie di persone appartenenti a culture
lontane da quella europea, si riallaccia a quell'impegno culturale e politico
per la pace, che a partire dagli anni '80 raggiunge il suo apice, e che
nel passaggio a una nuova civiltà solidale e nel superamento dell'ottica
eurocentrica ha i suoi momenti "forti". Questa documentazione testimonia
anche della continuità della tematica dell' "Alterità", e
della sua origine profonda, nelle diverse manifestazioni che essa assume
nel mondo e nel tempo.
1 "Evidenza 1988-1992" 305 cc. (53, 54)
1/1 Si tratta di un contenitore diviso in 16 fascicoli, tutti ad nomen, fuorché il n. 11, denominato "Rebibbia", che contiene una corrispondenza varia con detenuti per terrorismo (1991-92), e il n. 16 chiamato "Neri", che raccoglie la documentazione riguardante alcuni extracomunitari. Insieme ai curricula vitae e ad altro materiale finalizzato a un'eventuale collocazione lavorativa e professionale di alcuni cittadini italiani, ai documenti relativi al caso di un malato di mente e di un handicappato, vi sono conservate le carte riguardanti una poetessa vietnamita, un cittadino della Costa d'Avorio e uno studioso nepalese.
1/2 Contenitore diviso in 12 fascicoli con materiale vario di non grande importanza, tra cui il n. 1 contiene articoli scritti da Balducci per "Rocca" nel 1990 (cc. 9), il n. 2 la corrispondenza con Renato Curcio su argomenti che esulano dalla lotta armata; il n. 10 alcune fotocopie di giornali su don Renzo Rossi, ritagli de "l'Unità" e il Calendario degli incontri di Badia 1990 (cc. 4).
2 "Sandra 1988" (fasc. "Sandra"
della 52)
Contiene la corrispondenza tra Sandra
Bendini e il prof. Viktor E. Frankl, autore di opere sulla logoterapia,
a proposito di questa tecnica.
3 "Casi conclusi" 1977-85 cc.
116 (44)
Si tratta delle carte relative a
un caso di forte disagio sociale e di indigenza, di cui Balducci cominciò
ad occuparsi nel 1977 nell'ambito della trasmissione "Voi ed io...". Il
fascicolo è diviso in tre sottofascicoli che ne documentano con
precisione ogni fase.
3/1 Corrispondenza spedita
3/2 Corrispondenza ricevuta
3/3 Documenti-Indirizzi
4
Si tratta di due fascicoli che raccolgono
materiale vario relativo ai casi di una donna con gravi disturbi mentali
e di una suora con una malattia incurabile, che Balducci seguì per
lungo tempo fornendo conforto spirituale e soluzioni pratiche.
4/1 (50)
4/2 cc. 161 (51)
XI. "TRASMISSIONI TELEVISIVE E RADIOFONICHE" 1965-1979 (52, 55, 56, 57, 58)
Questa sezione, che raccoglie la documentazione relativa alle trasmissioni radiofoniche e televisive cui Balducci partecipò a vario titolo, era originariamente divisa nella filze nn. 52, 55, 56, 57 e 58. Generalmente si tratta della corrispondenza ricevuta dagli ascoltatori e di ritagli di giornali che documentano la risonanza pubblica delle trasmissioni, ma in alcuni casi anche di carte relative alla fase di preparazione e di elaborazione dei testi. Nel loro insieme questi materiali forniscono la riprova di una non comune capacità di stabilire rapporti diretti anche attraverso i moderni mezzi di comunicazione, suscitando reazioni forti, sia in positivo che in negativo. Si tratta infatti di significativi spaccati della società, che danno la misura del ruolo svolto da Balducci e del suo impatto su una realtà in movimento, in cui vecchio e nuovo sembrano ancora indissolubilmente intrecciati.
1 "Quale prete?" 1971 (52)
Il fascicolo contiene materiali
riguardanti il dibattito televisivo con il gesuita Daniélou sul
ruolo del prete nella società contemporanea del 28 settembre 1971,
trasformatosi in un aspro scontro che ebbe echi e ripercussioni negative
sui rapporti di Balducci con le istituzioni ecclesiastiche e sulla sua
immagine pubblica, contribuendo ad infiammare il già acceso clima
postconciliare. Sulla base di due filmati dedicati alle esperienze di un
prete-operaio e di un frate al lavoro in un paese di 80 abitanti, Balducci
e Daniélou furono invitati a discutere sul tema "Quale prete? La
condizione dei sacerdoti nella società di oggi", a proposito del
quale concordarono sull'esistenza di una crisi, ma non sull'individuazione
delle sue cause. Per Daniélou essa era provocata dai preti contestatori
che, violando il celibato, mettevano in discussione lo scopo stesso del
sacerdozio e scandalizzavano il popolo cristiano. Per Balducci la crisi
del clero non era imputabile alla questione così banalmente impostata,
ma alla profonda crisi di fede che attraversava tutta la Chiesa: se molti
preti spezzavano il loro legame con l'istituzione ecclesiastica, che sentivano
in contraddizione con il Vangelo - e questo era secondo lui lo scandalo
più grave -, non era per indisciplina, ma per conformarsi più
radicalmente alla parola di Cristo. In questa come in altre occasioni Balducci
rifiutò sempre l'identificazione con la "contestazione ribelle"
cui lo accumunò anche Daniélou.
1/1 Lettere di sacerdoti e di solidarietà
cc. 39
Si tratta di un fascicolo di lettere
varie, in cui si trovano mescolate le attestazioni di solidarietà
di Chenu, quelle di preti e suore ("sono anch'io un prete in crisi", esordisce
una di esse), o di persone comuni e talvolta molto semplici, che colgono
l'occasione per esprimere il proprio apprezzamento su alcune pubblicazioni
di Balducci come Il diario dell'esodo.
1/2 Ritagli di stampa (eco della
discussione), cc. 29 c.ca
Da "Novosti agenzia di stampa dell'Urss",
in cui si sottolinea che la "strapazzata di Paolo VI" rappresenta la prima
volta che il Papa se la prende pubblicamente con la rai-tv; da "Lo specchio",
che definisce Balducci "lo scolopio rosso"; da "Panorama", "Politica",
"Giornale di Bergamo", "Le monde", "Il nostro tempo", "l'Unità"
"l'Osservatore romano" ed altri che non è possibile identificare.
2 "I giorni". Lettere di ascoltatori.
1984-85 cc. 68 (52)
Si tratta della corrispondenza legata
all'omonima trasmissione andata in onda su Rai 2 nel periodo 1984-85. Nelle
lettere degli ascoltatori, identificabili per lo più in gente comune
e spesso assai semplice, si mescolano attestati di gratitudine e di ammirazione,
ringraziamenti di scolaresche per l'impegno a favore della pace, richieste
di notizie sui suoi libri; ma non mancano neanche le repliche risentite
e irriverenti di taluni che, colpiti dalle risposte di Balducci, lo rimproverano
di essere troppo distante da Gesù e dal Papa, e chiedono precisazioni
a riguardo, accusandolo di presunzione e ciarlataneria; in più di
una lettera è giudicata scandalosa la posizione di Balducci sugli
"industriali", che egli avrebbe definito poco umani. Le risposte di Balducci
si mostrano attente e aderenti alle richieste di comprensione degli ascoltatori.Una
parte delle brevi riflessioni in cui si articolava la trasmissione è
stata pubblicata in E. Balducci, Pensieri di pace, Assisi, Cittadella
editrice, 1985.
3 "Tempo dello spirito" meditazioni,
riflessioni, conversazioni religiose e spirituali, colloqui sul vangelo.
Corrispondenza 1965. cc. 282 (55)
Anche nella corrispondenza relativa
a questa trasmissione si riscontra un intreccio tra reazioni positive e
reazioni negative, ma in questo contesto il contrasto tra l'entusiasmo
talvolta esaltato delle prime e il significato spesso offensivo delle seconde
si fa più esasperato, perché trova la sua ragione prossima
nel disorientamento suscitato dal recente Concilio. In questo senso tali
buste costituiscono uno spaccato significativo delle tematiche presenti
in tutta la sezione. I corrispondenti in maggioranza sono persone anziane
con carichi di sofferenza e di solitudine che trovano conforto spirituale
nel contatto diretto con Balducci, cui spesso chiedono anche indicazioni
sui libri citati nelle conversazioni radiofoniche e persino aiuti materiali;
l'altra faccia di questa richiesta di dialogo sembra rappresentata dai
pesantissimi insulti di chi si dichiara, per esempio, "servitore della
patria" e "anticomunista" e si lascia andare a un turpiloquio di stampo
fascista, rinfacciandogli la condanna per l'obiezione di coscienza. Ma
gli uni e gli altri, se pur con modalità molto diverse, sembrano
carichi di dubbi da sciogliere e, di fronte alle responsabilità
dei cristiani richiamate da Balducci, esprimono un'esigenza di certezze
che è quasi un desiderio di abdicazione della propria coscienza:
tale è la commozione e il fervore religioso di coloro che nel rapporto
con Balducci trovano una ragione per avvicinarsi alla Chiesa, cercando
in essa un sostegno alla propria fragile identità; ma da una matrice
non dissimile traggono origine anche le accese proteste sulla riforma liturgica,
sulla "distruzione", cioè, di valori che appartengono a venti secoli
di storia, sentita come una "condanna a tutto quanto è stato fatto
dai nostri padri". Molto più equilibrati sono i complimenti espressi
da alcuni cristiani evangelici, proprio perché sembrano evadere
da questa logica di contrapposizione.
4 "Voi ed io" 1977-1978
(56, 57)
Si tratta della corrispondenza ricevuta
nell'ambito della fortunata trasmissione radiofonica "Voi ed io...". Come
si legge nel comunicato con cui la RAI chiese a Balducci di protrarre di
una settimana il suo impegno, la prima edizione della trasmissione nel
1977 suscitò un vasto interesse, testimoniato da centinaia di telefonate,
lettere e telegrammi pervenuti da tutta Italia, che indussero Balducci
ad accettare di ripeterla anche l'anno successivo. Ed è proprio
la corrispondenza a costituire il materiale documentario di questo ampio
e interessante fascicolo, che testimonia quanto profonda e diffusa fosse
ancora nella gente l'esigenza di una guida, unita però al nuovo
bisogno di comprensione e di discussione che caratterizza gli anni '70.
Non è un caso che nella scelta della corrispondenza Balducci privilegi
in modo evidente le testimonianze sul rapporto tra religione e vita, mostrando
un interesse particolare per le esperienze in cui il confronto tra cattolicesimo
e scelte politiche orientate a sinistra è impostato in modo non
conflittuale. Del resto, la candidatura di Gozzini e altri cattolici nelle
liste del PCI risale solo all'anno precedente.
4/1 Corrispondenza 1977 cc. 746 (56)
4/1a "A favore" cc. 137
Questa fascicolo raccoglie le lettere
favorevoli alla trasmissione condotta da Balducci, mostrando come i tempi
fossero ormai maturi per recepire il significato della sua riflessione.
I giudizi positivi apprezzano in Balducci il prete sapientemente colto
e non clericale, l'autentico cristiano impegnato nella ricerca di una vera
giustizia sociale, ispirata ai grandi principi evangelici e capace di superare
le "due false dottrine che malgovernano il mondo": la capitalista e la
marxista. Attraverso questo dialogo intessuto anche di confidenze e consigli
personali, con gente che avverte la necessità di discutere e capire,
prende forma un concetto di cultura come confronto tra il "realismo storico"
e l'"evangelismo astratto". Malgrado non risultino ancora completamente
spenti i rigurgiti di anticomunismo culturale, l'esigenza di vivere il
cattolicesimo in modo diverso sembra ormai diffusa, e Balducci ne rappresenta
il punto di riferimento: significativa è la testimonianza di un
ascoltatore che si dichiara comunista credente e che gli dice di aver trovato
in lui la possibilità di una riconciliazione. Allo stesso modo una
donna di 68 anni scopre di non esser fuori dalla Chiesa come aveva sempre
pensato grazie alla trasmissione di Balducci, onestamente critica dei comportamenti
e delle idee dei padroni, dei politici, della Chiesa e della scuola, e
destinata a far breccia nell'animo addormentato di molti borghesi. Molte
le lettere a Franco Basaglia, ospite nella puntata dedicata ai manicomi
e alla malattia mentale.
4/1b "Irrilevanti" cc. 166
Si tratta di un gruppo di lettere
su una gamma molto varia e disomogenea di argomenti, tra cui i testimoni
di Geova, il giudizio universale, l'anticomunismo e alcuni fatti di attualità.
Di tenore e di provenienza assai diversi, esse sembrano dare voce soprattutto
a donne e a malati, ed esprimono considerazioni disordinate, che vanno
dall'apprezzamento per l'origine popolare di Balducci, alla religione come
oppio dei popoli. Vi si riconosce un'esigenza di discussione simile a quella
osservata per il fascicolo precedente, anche se l'unico vero dato comune
sembra risiedere nella sentenziosità dei loro giudizi.
4/1c "Lettere scelte" cc. 251
Si tratta di un consistente gruppo
di lettere quasi tutte trascritte in copia dattilografata, sottolineate
in alcuni passi e chiosate con un "sì". Appartengono per lo più
a gente modestissima - in maggioranza donne -, che si dichiara comunista
o comunque di sinistra, ponendosi il problema del rapporto con la religione
e con la Chiesa. Sono presenti anche un paio di tracce manoscritte in cui
Balducci sintetizza i punti da affrontare durante la trasmissione. La tematica
di fondo posta da queste testimonianze è quella di una Chiesa che
allarghi il più possibile le proprie braccia, senza porre in un
conflitto insuperabile "l'essere comunista e il dirsi cristiani". Nella
quantità e nella ricchezza quasi ingestibile delle lettere, che
qualsiasi sintesi rischia di impoverire, spicca la lettera della mamma
del terrorista che si suicidò per denunciare le condizioni del manicomio
giudiziario di Aversa: questa tragica vicenda sembra la punta estrema di
un mondo che chiede di rientrare nella Chiesa sulla base della conciliazione
tra religione e altre realtà, riconoscendosi nelle tematiche poste
da Balducci ed esprimendo il suo "grazie di aver portato alla radio Gesù"
(è la frase di una lettera citata da Balducci stesso).
4/1d "Programma &varie" cc. 28
Contiene il calendario della trasmissione
con l'indicazione dei temi affrontati e degli ospiti presenti in ciascuna
puntata, di cui sono riprodotte anche le scalette e la successione delle
domande: Itinerario di una coscienza cristiana dal fascismo a oggi (G.
Meucci, O. Brianti), Il mondo dei giovani (G. Meucci), Amore e scelta politica
(E. Chiavacci), I minatori di santa Fiora, La nuova cultura (M. Guaraldi,
P. Listri), Il dopoconcilio (Balducci, Zaccagnini, N. Di Giulio, P. Scoppola),
La Chiesa senza spazio (G. Michelucci, G. Landucci), La città senza
lager (F. Basaglia), America latina (L. Badilla), La nonviolenza, Fede
e aborto, Comunismo e fede (G. Gozzini, G. Nocchi, M. Rocchi), L'insegnamento
della religione (Ciolini, G. Peruzzi), La cultura fiorentina città
delle anticipazioni (L. Martini, G. Luti, E. Gabbuggiani), La terza Chiesa
(D. M. Turoldo).
4/1e "Domande" cc. 157
Raccoglie la trascrizione delle
domande telefoniche poste dagli ascoltatori durante ciascuna trasmissione,
che testimoniano della difficoltà di conciliazione tra la tradizione
e le verità di cui Balducci si fa portatore, in cui si intravede
una via per uscire dall'isolamento e per essere riammessi nella Chiesa.
4/1f "Corrispondenza" cc. 8
Contiene alcune risposte di Balducci,
che colpiscono per la lucida partecipazione ai problemi denunciati dagli
ascoltatori.
4/2 "Corrispondenza 1978" cc. 54
(57)
È un fascicolo vario che
contiene lettere di ascoltatori e materiale di preparazione della trasmissione.
A un gruppetto di lettere relative alla prima serie della trasmissione,
si unisce l'ipotesi originaria di calendario della seconda serie (dal 6
al 17 novembre), con l'indicazione delle tematiche da affrontare in ciascuna
puntata: 1. La morale della responsabilità (Fusco). 2. La fine del
mondo (Vacca). 3. La necessità della pace (C. Cassola, R. La Valle).
4. Dal '68 al '78 dall'utopia alla violenza. 5. La società radicale.
6. I movimenti religiosi di tipo apocalittico e le fughe dal mondo per
le vie dell'irrazionale. 7. Ritorno alla cultura popolare (partendo dai
canti popolari dei minatori di Santa Fiora, si affronta il ritorno alla
cultura popolare come tendenza ambigua che esprime il rifiuto dell'assorbimento
all'interno del sistema, ma anche il bisogno di ricorrere a valori radicati
nel territorio e nella coscienza per una ricomposizione delle fratture
prodotte dalla società contemporanea). 8. Il mito ecologico. Il
ritorno alla natura; la fuga dalla città. 9. La nuova qualità
della vita (sulla base del giudizio che la civiltà attuale è
una civiltà di morte). 10. Conclusione. È inoltre riportata
per intero la scaletta della I giornata: "L'alternativa è tra paura
e responsabilità, tra ripiegamento nel privato e nello spiritualistico
(con tutte le frange dell'irrazionalità) e il coinvolgimento personale
nelle scelte da cui dipende il futuro del mondo. In termini cristiani questo
significa transizione da una pratica morale con motivazioni religiose a
una pratica con motivazioni messianiche. Spiegazione. Esemplificazioni:
che significa non rubare? Che significa non uccidere? E più in genere
che significa amare? Si deve partire dal privato per andare al pubblico
e partire dal pubblico per andare al privato". Si uniscono appunti generali
"sul rischio della guerra che incombe", sulla critica a una concezione
morale che è tipica dell'età preindustriale, di quella società
organica in cui erano fissati ruoli tradizionali secondo il sesso, l'età,
la cultura, le attività professionali, e che si reggeva sull'illusione
che incremento produttivo e crescita umana coincidessero: illusione che
è stata infranta dalla consapevolezza che i ruoli sociali sono solo
funzioni dipendenti da una forza anonima di sfruttamento, e che è
stata soppiantata dalla voglia di riprendersi il proprio destino. Dopo
le scalette de La fuga dal mondo, La riscoperta della cultura popolare
è conservata quella de La necessità della pace, dove essa
è definita "segno del vangelo, prova del fuoco della Chiesa, oggi
nel crinale apocalittico". La conclusione del ciclo è affidata a
una frase di Teilhard De Chardin di 25 anni fa: "l'uomo ha necessità
di credere all'Umanità più che a se stesso, sotto pena di
cadere nella disperazione". Sono conservate anche le lettere relative a
questa seconda serie della trasmissione, non sempre ordinate per puntata.
Ricorrente è il riferimento alla Chiesa come parte integrante del
sistema, e frequente la domanda su come e cosa abbia potuto convincere
Balducci a rimanere all'interno dell'istituzione. In generale esse, che
si rivelano più generiche e meno significative di quelle della serie
precedente, danno la riprova del minor impatto di questo ciclo di trasmissioni.
5 "Mille e non più mille"
1978-1979 cc. 315 (58)
Questo fascicolo raccoglie una ricca
ed esauriente documentazione relativa a quello che fu un programma televisivo
contestatissimo, andato in onda su rai 1 a partire dal maggio 1979 e realizzato
da Balducci con la collaborazione del regista Leandro Castellani. La dettagliata
divisione in fascicoli illustra le fasi di preparazione e di trasmissione
del programma.
5/1 "Eco stampa" 1978-79 8 cc.
Si tratta di una raccolta di articoli
sulle polemiche suscitate dalla trasmissione, tra cui si rilevano: le reazioni
dell'"Osservatore toscano", settimanale della Curia fiorentina, espresse
dal vice presidente dell'associazione nazionale italiana ascoltatori radio
e telespettatori, Viti, e confermate da un articolo su "Avvenire", in cui
si rimproverano a Balducci le scene di violenza della trasmissione, offensive
della dignità umana, una visione del futuro priva di speranza, il
giudizio inesatto sul "riflusso religioso" del momento, e l'esaltazione
dei movimenti di contestazione come fenomeni di massa, che sembravano così
ricevere la sanzione di un sacerdote.
5/2 "Corrispondenza col pubblico"
cc. 26
Contiene varie lettere a e di Balducci,
tra cui si segnalano le sue repliche all' "Osservatore toscano" del 13
maggio (dove si legge che "la mia trasmissione non vuole essere una visione
del presente e del futuro, ma innanzitutto una diagnosi del male oscuro
che minaccia l'Europa industrializzata") e a "l'Avvenire", dove egli accusa
l'articolista Santilli di ignorare "totalmente le esigenze di un intervento
culturale che non può mai essere né apologetico né
direttamente pastorale". In quell'occasione Balducci precisava inoltre
che, dopo l'analisi del dissolvimento, la trasmissione prevedeva la rassegna
delle proposte cristiane contro la crisi, con lo scopo di dare concretezza
alla presenza dei credenti nel mondo della cultura, che altrimenti sarebbe
rimasta puramente velleitaria.
5/3 "Corrispondenza preparazione
testi" cc. 55
Contiene la corrispondenza con L.
Castellani, con Sarano, direttore di Rai 1, con i preti operai e con altre
comunità alternative, con cui Balducci prende contatto per la trasmissione,
e il contratto firmato con la Rai.
5/4 "Proposta iniziale" cc. 67
La proposta iniziale del programma
muoveva dalla considerazione che la categoria del sacro e del religioso
era stata fino ad allora assorbita, gestita e utilizzata per intero dalla
Chiesa, mentre una più matura presa di coscienza consentiva di ridistribuire
le informazioni sulla realtà religiosa. Ad avviso dei proponenti
rientrava nelle competenze istitutive della TV quel complesso di avvenimenti,
movimenti ed esperienze che appartengono alla vita di una società
e che possono assegnarsi all'ambito religioso secondo due livelli di comprensione
- cristiano e laico - da distinguere accuratamente, anche a prescindere
dalla loro gestione televisiva. Il programma doveva quindi mostrare come
l'esperienza di fede stesse abolendo la distinzione tra sacro e profano,
confondendosi in quanto a contenuti con quelli dell'esperienza sociopolitica,
e di come il dominio religioso in senso antropologico si stesse sottraendo
al tradizionale assorbimento nella Chiesa, aprendo nuovi sbocchi all'esperienza
religiosa, a tutto vantaggio della ragione laica.
5/5 "Primo progetto" cc. 2
5/6 "Primo schema" cc. 12
Si articolava in quattro punti fondamentali,
così indicati nel documento: la paura del 2000, i nuovi monaci,
il ritorno di Gesù, la risposta delle chiese.
5/7 "Secondo schema" cc. 14
Nel documento ogni punto indicato
nel fascicolo precedente è articolato in due sottogruppi definiti
"contesto" e "tema".
5/8 "Risposte esperti" cc. 31
Si tratta di una copia del programma
dato in lettura ad alcuni esperti, tra cui Di Nola, Lochmann, Dardawil,
e chiosato dai loro suggerimenti.
5/9 "Lettera informativa" cc. 3
Contiene la proposta indirizzata
alla Rai, dove si specifica che ogni puntata avrebbe contenuto filmati
sul disagio e sulla crisi così come si manifestavano in molte città
europee.
5/10 "Trattamento" cc. 25
Contiene il programma particolareggiato
e completo di bibliografia e dell'elenco dei centri d'informazione specifiche,
insieme a uno scritto dal titolo Indicazioni per un'indagine conoscitiva.
5/11 "Testi definitivi" cc. 79
Indica i testi definitivi per ciascuna
puntata.
5/12 "Presentazione" cc. 17
Contiene le Proposte (in prima e
generica approssimazione) per una nuova impostazione delle rubriche religiose
in TV, e il Progetto di un programma "religioso", "Mille e non più
mille", con un testo di Balducci e uno di Castellani.
5/13 "Doppioni" cc. 32
XII. "GOLFO 1991"cc. 209 (59)
In queste carte sono documentati
l'impegno pacifista di Balducci in occasione della guerra del Golfo e i
numerosi contatti cui esso dette luogo, tanto con associazioni e con intellettuali,
quanto con gente comune desiderosa di comunicare a lui le proprie impressioni
sulla guerra. Si tratta di un momento di importanza fondamentale nella
biografia di Balducci, perché la guerra del Golfo imprime un'urgenza
nuova alla militanza per la pace, anche per la sua coincidenza con il cinquecentenario
della scoperta dell'America, evento di grande importanza simbolica per
la costruzione di una coscienza planetaria. Il materiale sulla Guerra del
Golfo conclude l'iter di Balducci e l'inventario delle sue carte, sia private
che pubbliche: nella condanna della guerra del Golfo sta scritto con straordinaria
forza il rifiuto della logica della violenza insita nella cultura occidentale,
che domina l'ultimo decennio dell'attività di Balducci.
1 "Corrispondenza" 1991 cc. 65
Contiene materiale vario, tra cui
lettere di gente comune e non, che danno la misura della risonanza dei
dibattiti pubblici sulla pace cui partecipò Balducci e di come egli
fosse divenuto un punto di riferimento del movimento d'opinione contro
la guerra. Non di rado tali lettere si fanno però portatrici di
una critica aspra, talvolta offensiva, come in occasione del suo intervento
su Rai 3 alla puntata de "La cartolina illustrata" di Barbato sul tema
"I cattolici e la guerra" (31 gennaio 1991). Contiene anche Contro la guerra:
appello di 200 intellettuali italiani redatto su proposta di padre Ernesto
Balducci, e una lettera di Loris Francesco Capovilla favorevole alla trasmissione
citata.
2 "Articoli miei" (vuoto)
3 "Liturgia" cc. 5
Contiene il testo di un'omelia sulla
guerra per la messa a Badia, Beati i costruttori di pace, con citazioni
dalla Genesi, dall'Apocalisse, dal Vangelo di Luca, Isaia, Salmo, e da
uno scritto di M. Luther King.
4 "Manifesto" cc. 50
Contiene materiale sulle varie fasi
di stesura dell'appello degli "Intellettuali contro la guerra", partito
da Milano per iniziativa di W. Peruzzi e G. Pisapia, con l'elenco completo
degli aderenti. Tra i primi firmatari si segnalano: Balducci, Cesare Cases,
Luigi Cortesi, Franco Fortini, Domenico Losurdo, Eugenio Melandri, Giorgio
Nebbia, Pierluigi Onorato, Mario Spinella, Dacia Valent. Balducci si occupò
della sua estensione e diffusione a Firenze.
5 "Appello Turoldo" cc. 2
Contiene l'appello di padre D. M.Turoldo
"Ai vescovi d'Italia nella speranza della pace".
6 "Documentazione" cc. 10
Contiene una documentazione varia,
tra cui fotocopie di articoli relativi ad alcuni movimenti pacifisti, tratti
dall'"Avanti", "Toscana oggi", "Secolo XIX" "l'Unità" e altri.
7 "Manifesti e appelli" cc.
44
Contiene Appello dei giuristi sulla
criminosità della guerra, cioè di coloro che parteciparono
alla conferenza internazionale dei popoli per la pace (Balducci faceva
parte del Comitato dei Saggi), Proposta per una conferenza internazionale
dei popoli per la pace (testo provvisorio di un appello sui crimini della
guerra inviato da D. Zolo visto anche da L. Ferrajoli e S. Senese), Proposta
di una conferenza internazionale di organismi non governativi per la pace
nel Golfo, Appello internazionale dei cittadini per la pace e la democrazia
in Medio Oriente, e altri documenti di provenienza varia, tra cui uno firmato
dal consiglio di fabbrica del Nuovo Pignone.
8 "Rai + TV" cc. 2
In realtà contiene le fotocopie
di due articoli sulla guerra pubblicati su "La stampa", uno di N. Bobbio
e uno di O. Del Buono.
9 "Progetti" cc. 24
Contiene materiale sulle attività
e sulle iniziative di varie associazioni pacifiste, tra cui la documentazione
relativa alle fasi preparatorie di una conferenza internazionale su "Le
organizzazioni non governative dell'Onu. L'Onu e la guerra del Golfo",
da tenersi a Firenze entro il mese di marzo 1991, e documenti relativi
a una manifestazione per la pace da tenersi a Ginevra per iniziativa del
Gruppo Forum internazionale Onu dei popoli.
ARCHIVIO PUBBLICO
Carte ordinate
di Nicoletta Silvestri
La parte pubblica dell'archivio Balducci, composta da cinque sezioni, ordinate al loro interno secondo criteri cronologici, raccoglie tutti i documenti che possono essere ricollegati all'attività pubblica del sacerdote. Le singole sezioni raccolgono i documenti secondo categorie tipologiche, pur con alcune imprecisioni. È possibile che il disordine derivi semplicemente dall'incompletezza del lavoro di risistemazione e dalla difficoltà di fornire una precisa collocazione ad alcuni documenti (soprattutto quelli che risalgono ad un periodo più lontano), ma si può ipotizzare anche che sia stato privilegiato un criterio tematico più che cronologico.
I titoli e le divisioni dei fascicoli e dei sottofascicoli erano già presenti al momento dell'archiviazione, infatti parte della sistemazione era stata realizzata, o almeno cominciata, precedentemente da volontari e dallo stesso Balducci, in vista della pubblicazione di una bibliografia che sarebbe dovuta avvenire in occasione del settantesimo compleanno del sacerdote.
Il lavoro di catalogazione e cartolazione
di questo materiale è stato realizzato rispettando in ogni caso
le scelte precedentemente operate, anche quando non sufficientemente chiare
e giustificate. Si tratta di un lavoro ormai completato. Oltre ad uno schema
generale, è presente un regesto per ogni singolo documento, in cui
vengono riportati i dati archivistici essenziali oltre ad un breve riassunto
dei contenuti. Nel regesto sono segnalati anche il tipo di materiale e,
dove mancavano dati specifici, le possibilità di attribuire i particolari
mancanti. I dati raccolti sono stati inseriti in un database, appositamente
pensato, che permette la classificazione e la ricerca sulla base dei temi
trattati, degli autori, della data, della tipologia di ogni singolo documento
o di gruppi di essi.
I. "SCHEMI CONFERENZE" (I-V)
Composta da cinque fascicoli ordinati
secondo criteri cronologici e tematici. Si tratta soprattutto di schemi
o testi elaborati per conferenze. Questa sezione dell'archivio comprende
materiali di genere abbastanza vario che non sempre possono essere definiti
semplicemente come schemi di conferenze. Si trovano infatti, mescolati
agli schemi per conferenze veri e propri, molti articoli e brani destinati
alla pubblicazione e non sempre sono evidenti i criteri secondo cui i documenti
sono stati accorpati. Il risultato è quello di una sovrapposizione
parziale con la quinta sezione, intitolata "Articoli", dove troviamo documenti
che potrebbero essere catalogati come schemi di conferenze. La differenza
tra le due sezioni è quindi piuttosto sfumata, anche se questi primi
fascicoli contengono documenti solo a partire da anni più recenti
e quasi sempre schemi brevi e dattiloscritti, mentre l'ultima sezione riporta
anche le pubblicazioni dei primi anni di attività di Balducci (evidentemente
ai documenti pubblicati era attribuito in un primo periodo un valore diverso,
e per questo motivo sono stati conservati). Va aggiunto inoltre che alcuni
articoli pubblicati negli anni '40-'50 sono stati conservati nella sezione
intitolata "Ecostampa", insieme con gli articoli, scritti da altri autori,
in cui Balducci appariva come oggetto degli scritti e non come autore.
1 "Schemi conferenze primo"
cc. 335 quasi sempre prive di riferimenti cronologici (I)
Contiene carte ordinate secondo
criteri tematici dallo stesso Balducci.
1/1 "Vita terrena e soprannaturale"
cc. 34 (15 documenti), probabilmente risalenti agli anni '70-'80.
I testi analizzano l'idea di Dio
nel cristianesimo, la sua manifestazione come desiderio dell'uomo di liberarsi
dalla violenza, il dovere della Chiesa di aiutare gli uomini a prendersi
carico delle proprie responsabilità ed a crearsi una coscienza retta,
in grado di affrontare i rischi connessi al progresso tecnologico. Balducci
chiede che la Chiesa analizzi le cause storiche della crisi religiosa che
attraversa il tempo moderno, per ritrovare le radici della fede e valorizzare
il ruolo delle comunità religiose: da tale fede dovrebbe scaturire
una rivoluzione culturale profonda, volta a trasformare l'istinto di aggressività
dell'uomo in una cultura della pace22
.
Il problema della guerra e della
pace è messo in evidenza come il nodo centrale di ogni impegno al
servizio dell'umanità, non più eludibile con le vecchie teorie
della guerra giusta; a questo scopo deve essere valorizzata e compresa
l'obiezione di coscienza. Nello stesso gruppo di documenti e con la stessa
impostazione si trova un'analisi della vita dei religiosi ed in particolare
dell'ordine degli scolopi. Il momento di difficoltà in cui esso
si trova viene attribuito alle sfide poste dalle trasformazioni sociali:
il sacerdote indica, come vie di soluzione un'adattamento alle nuove esigenze,
il superamento dell'idea di scelta religiosa intesa come fuga mundi e attribuisce
un nuovo valore alla castità (come dono di sé), alla povertà
(scelta di campo a favore degli ultimi e degli emarginati), all'obbedienza
(simbolo di appartenenza comunitaria e non semplice "giuridicismo"). L'impegno
degli ordini religiosi è delineato come animazione della comunità
laicale, anche secondo nuove formule (creazione di ministeri non ordinati),
mentre viene criticata la difesa ad oltranza della scuola cattolica. La
Chiesa locale, formata secondo queste nuove linee è vista come vero
luogo di profezia e di liberazione a partire dal Vangelo, grazie ad un
uso corretto della ragione critica. Inoltre la comunità religiosa,
così fondata, può essere considerata un luogo di ospitalità
e di promozione umana.
Alcuni di questi documenti offrono
anche proposte pratiche sul modo in cui impostare la vita nelle nuove comunità
religiose, intendendo questa scelta come un servizio all'uomo come persona
e non di un solo come esso è inteso nella cultura occidentale, perché
l'incarnazione di Cristo possa essere testimonianza della possibilità
reale di liberazione dalla violenza. La stessa impostazione troviamo nelle
raccolte delle omelie e degli interventi a varie trasmissioni televisive
realizzate da Balducci negli stessi anni: Cristianesimo come liberazione
(scritto con Roger Garaudy, Roma, Coines, 1975), La fede dalla fede
(Assisi, Cittadella, 1975), La politica della fede (Firenze, Guaraldi,
1976), Fede e scelta politica (Milano, Mondadori, 1977), Il Vangelo
della pace (cit.), Gli ultimi tempi (Roma, Borla, 1991).
1/2 "Temi antropologici" cc. 166
carte (63 documenti)
Molti di questi scritti risalgono
agli anni '80 e trattano del rapporto tra l'uomo moderno e la religione:
le nuove esigenze dettate dalla profonda trasformazione dell'ambiente esterno
rendono necessaria la fondazione di un nuovo statuto epistemologico e la
formazione di una cultura adatta all'uomo planetario23.
Alla formazione di questa nuova cultura di pace devono concorrere tutte
le religioni, superando le sovrastrutture culturali a cui, nel corso del
secolo, si sono adeguate per ritrovare la profondità del messaggio
originario: i credenti devono confrontarsi con gli atei per superare l'asservimento
delle chiese alle classi ed alle culture dominanti.
La presenza di Dio va ricercata,
secondo Balducci, negli oppressi e negli emarginati, nella lotta comune
per la loro liberazione: la fede deve essere il risveglio di questo desiderio
di liberazione contro ogni tipo di violenza (capitalistica, tecnologica,
burocratica, militare, ideologica), che può avvenire per via etico-politica
o attraverso la profezia. Il cristianesimo, posto di fronte all'emergere
di nuovi tentativi di risposta religiosa (fuga verso l'orientalismo, sincretismi
a sfondo apocalittico) deve cercare nuove dialettiche e nuovi linguaggi,
non più funzionali alla classe al potere e derivati dalla filosofia
greca, ma più direttamente legati all'uomo ed alle sue esigenze.
Il religioso chiede che la Chiesa cattolica colga l'occasione della propria
crisi per trasformarsi e fondare una teologia che non sia semplicemente
funzionale alla giustificazione dell'ordine esistente e del proprio potere,
ma che sia profezia di un futuro diverso per i poveri della terra fin da
questa vita e che interpreti il mistero della croce alla luce di questa
speranza, leggendo l'incarnazione di Cristo e la sua morte come una promessa
di riscatto e di speranza non soltanto per la vita ultraterrena (Moltmann).
In questo senso si sviluppano alcuni documenti che propongono riflessioni
sulla visione cristiana della morte: l'incarnazione di Cristo è
posta come elemento centrale su cui si fonda la speranza di una vita eterna
che non è "fuga" da questo mondo, ma impegno profondo in esso e
per esso, al servizio dell'uomo; la rivalutazione della vita è vista
come la base su cui si fonda un nuovo equilibrio nel concepire la vita
e la morte, nonostante una società che cerca di esorcizzare quest'ultima.
Questa speranza cristiana, testimoniata dai poveri di spirito, non è
vista come esclusione della speranza terrena, ma come un suo completamento.
La morte e la resurrezione assumono dunque un valore assoluto da comprendere
al di là dagli schemi culturali e religiosi.
Le considerazioni sulla morte si
soffermano sul suo significato di passaggio, ma anche e soprattutto sulla
sua essenza di nemica di Dio in contrapposizione alla vita eterna, in cui
trovano pieno adempimento tutti i significati positivi della vita terrena.
Da queste riflessioni sulla continuità tra la vita terrena e quella
ultraterrena Balducci fa conseguire la necessità, per l'adempimento
della vocazione di ognuno, di un serio impegno dell'uomo e del cristiano
in questa vita che intende più che altro come impegno politico e
culturale. L'accento, che nei documenti che precedono in ordine temporale
è posto sulla Chiesa come tramite per la realizzazione del Regno
di Dio, si sposta progressivamente sull'umanità come centro e fine
di ogni riflessione e di ogni azione. Da queste riflessioni poi deriva
spesso una critica alla Chiesa contemporanea per la mancata risposta alle
esigenze poste dal Concilio e per l'incapacità di un confronto sereno
con la desacralizzazione: le istituzioni centrali della Chiesa cattolica,
secondo Balducci, spesso non riescono a rispondere alla propria vocazione
alla libertà, concentrandosi sulla propria struttura gerarchica
piuttosto che sul proprio essere organo collettivo ed enfatizzando il valore
dell'obbedienza al di sopra della libertà di coscienza (la stessa
figura di Maria viene ripensata e proposta da Balducci come il simbolo
dell'umanità che liberamente sceglie di collaborare all'opera di
Dio). Due documenti, forse casualmente finiti in questo sottofascicolo
(anche perché si presentano come fogli sparsi dattiloscritti, privi
di ogni intestazione), sono schemi di presentazione del buddismo e della
Baghvad Gita.
1/3 "Commemorazioni" cc. 50 (24 documenti)
Tutti questi documenti consistono
in commemorazioni di personaggi rilevanti per la vita della Chiesa italiana
contemporanea. I primi nove documenti sono dedicati a don Lorenzo Milani
e sono tutti posteriori alla sua scomparsa (1967), anche se non è
quasi mai specificata la data in cui furono scritti. Dalla quantità
e dal tono appassionato dei testi si evince come per Balducci don Milani
rappresentasse un termine di confronto particolarmente importante24.
Le commemorazioni delineano la figura di Milani come un grande profeta,
capace di cogliere i segni dei tempi e di stimolare la società ad
una nuova lettura del messaggio evangelico in cui politica e profezia si
fondono in un afflato di appassionata difesa degli ultimi e dei poveri.
Balducci sottolinea l'interpretazione fedele e personale data da Milani
all'obbedienza, nonché la sua capacità di sentirsi in modo
convinto parte integrante dell'ambiente di appartenenza, e al tempo stesso
di trascenderlo. Egli evidenzia la necessità di cogliere i principi
ispiratori della scuola di Barbiana, senza cercare però di imitarla
pedissequamente. Tra questi documenti si trovano una lettera autografa
di don Milani ad un'amica che racconta le ultime vicende della propria
scuola (16 marzo 1966) ed una raccolta di ritagli di giornale riguardanti
il sacerdote.
Sempre legati al tema della scuola
e della sua funzione nella società sono alcuni discorsi scritti
in occasione di feste interne all'ordine degli Scolopi e delle Scuole Pie:
Balducci richiama l'ordine a ritrovare la propria vocazione di servizio
ai poveri ed al popolo, secondo l'esempio del fondatore San Giuseppe Calasanzio,
ribadendo come sia necessaria una profonda trasformazione delle strutture
dell'ordine ed una risposta concreta alle trasformazioni della società.
Altri personaggi ricordati sono il sindaco di Firenze Giorgio La Pira25
(il suo linguaggio mistico-profetico, l'ironia, la capacità di attuare
una seconda conversione in risposta alla minaccia atomica, l'impegno profondo
per la pace e per la città), San Gaspare del Bufalo, Thomas Merton,
i partigiani di Santafiora (occasione per congiungere la storia della povera
gente con quella nazionale), Papa Giovanni, mons. Baldassarri, Dante e
San Tommaso.
1/4 "Corsi di formazione" cc. 83
(14 documenti)
Si tratta di schemi per esercizi
spirituali quasi sempre privi di data e di riferimenti puntuali sull'occasione
per cui furono preparati. Questi schemi trattano argomenti abbastanza diversi
tra loro ma sempre legati alla vita della Chiesa: la fede ed il mistero
del cristianesimo (la resurrezione di Cristo come nucleo centrale da cui
l'uomo deve partire per trovare una fede adulta e adatta ai tempi moderni,
in cui la conversione a Gesù è tramite per una conversione
all'uomo), il significato del peccato e la morale evangelica come morale
cosmica e non solo individuale, il ruolo nuovo che il sacerdote dovrebbe
assumere per essere fedele a quanto affermato dal Concilio ("uomo della
Parola"), e l'importanza del "sacerdozio laicale" (partecipazione piena
al mistero di Cristo in virtù del battesimo, dialogo con il padre,
conversione all'uomo ed al mondo), la figura di Maria (l'incarnazione come
amore per tutti i figli, il valore comunitario della salvezza, le origini
del culto mariano e le sue degenerazioni, la rappresentazione della consolazione
dalle sofferenze), l'ascetica cristiana, la Chiesa come popolo di Dio.
2 "Schemi conferenze secondo"
cc. 240 (II)
Contiene carte ordinate secondo
criteri tematici, spesso i documenti sono privi di titolo oltre che di
riferimenti al luogo e la data in cui si sarebbe svolta la conferenza.
È diviso in 4 sottofascicoli in base agli argomenti trattati.
2/1 "La Chiesa" cc. 153 (69 documenti)
Costituisce il gruppo di maggior
rilievo. I primi 60 documenti sembrano appartenere tutti al periodo conciliare
e postconciliare (pur essendo spesso privi di date e di riferimenti) e
riflettono il tentativo da parte di Balducci di partecipare con slancio
ai propositi di riforma della Chiesa dal suo interno. In questo senso viene
sottolineata la centralità della dimensione comunitaria della Chiesa
rispetto alle sue dimensioni istituzionale e sociologica: il popolo di
Dio è spinto, in quanto protagonista in prima persona di ogni rinnovamento,
ad impegnarsi dentro l'istituzione per spingerla ad annunciare il Regno
attraverso la scelta della "debolezza" e della rinuncia alle forme potere
(economico, sociale) acquisite nel corso dei secoli. La crisi dell'istituzione
viene dunque vista come un'occasione in cui lo Spirito spinge la Chiesa
a ritrovare le proprie origini in Cristo, a valorizzare le comunità
locali, a superare la divisione tra clero e laici, a rinunciare ad ogni
alleanza con la cultura al potere, a confrontarsi senza pregiudizi con
la realtà di una società secolarizzata. Spesso Balducci riscontra
l'esistenza di una collusione tra i valori borghesi (interessi economici
e strutture autoritarie) e la Chiesa, che il sistema sociale blandisce
attraverso concordati al fine di integrarla al proprio interno come uno
strumento di potere e di controllo. Egli arriva ad individuare come ragione
dello smarrimento che pervade la Chiesa la perdita dei punti di riferimento
forte dati dall'ideologia borghese, caduti come conseguenza della nuova
visione dell'uomo, più ottimista, proposta dal Concilio, e del popolo
come tramite capace di comprendere e diffondere l'Annuncio cristiano senza
l'aiuto di alcuna forma di autorità coercitiva. Per superare l'impasse
propone una trasformazione radicale della figura del sacerdote (non leader
ma diacono al servizio dell'eucarestia e pronto ad accettare i conflitti),
che superi la segregazione sociologica e l'autoritarismo gerarchico a favore
dell'impegno profetico insieme alla comunità26.
Per questi motivi Balducci mostra grande apprezzamento, in molti documenti,
per l'impegno di Paolo VI finalizzato a promuovere il dialogo tra la Chiesa
ed il mondo, nonché a sviluppare l'autocoscienza della Chiesa e
il confronto interno come occasioni di approfondimento e crescita. In molte
occasioni commenta positivamente le encicliche di Montini sulla Chiesa
in relazione ai documenti del Concilio, e considera incoraggiante la nascita
di una teologia del laicato, mentre critica fortemente l'impostazione autocratica
data al papato fino al Concilio. Balducci arriva progressivamente a giudicare
le due visioni della Chiesa (la prospettiva centrata sul ruolo dell'istituzione
e quella più attenta alla dimensione spirituale) come difficilmente
conciliabili, nonostante gli sforzi di molti cristiani timorosi di scismi
interni: spinge dunque le comunità a cercare nuovi spazi di partecipazione
e nuovi rapporti con i propri vescovi (spinti a mettersi al servizio delle
comunità locali e a non considerarsi vincolo di unità), accettando
anche le sfide poste dalla nascita di una forte conflittualità interna.
Un altro tema fortemente sviluppato
da questi documenti è la centralità assunta dai poveri e
dalla povertà come nucleo della salvezza annunciata dal Vangelo
(derivata dal carattere messianico escatologico della Chiesa): solo una
Chiesa liberata dal potere e dalla ricchezza può infatti proporsi
come tramite per l'annunzio della pace. Tra le conseguenze di questa nuova
impostazione viene sottolineato l'ecumenismo, come necessità di
aprirsi ad un dialogo che non sia proselitismo, con credenti e non credenti
e superamento di ogni barriera ideologica. In alcuni documenti, però,
l'incredulo viene descritto con distacco, come un individuo difficile da
comprendere ed interpretare se non attraverso uno sforzo intellettuale
e "caritativo", così che risulta difficile la conciliazione tra
apertura non pregiudiziale verso l'altro e fedeltà all'appartenenza
alla Chiesa (anche nel dialogo con le altre religioni e confessioni). Un'impostazione
differente presentano gli ultimi documenti (una decina in tutto), probabilmente
risalenti ad un periodo precedente, in cui la funzione della gerarchia
ecclesiale è valorizzata come una componente fondamentale della
Chiesa, con un compito ben distinto rispetto al laicato; il modernismo
e l'integrismo sono apertamente condannati come errori dei tempi moderni
(pur se con un attenuazione della condanna attraverso la valorizzazione
di alcune istanze da essi espresse) ed il laicato è invitato a valorizzare
il creato e la vita mondana in subordine e obbedienza alle gerarchie, secondo
le linee dell'enciclica Mystici corporis27.
2/2 "Concilio" cc. 14 (5 documenti)
Alcuni di questi documenti sono
datati e appartengono alla fine anni '80. Gli argomenti trattati non sono
dissimili da quelli del sottofascicolo precedente, ma sembrano essere posteriori
e i titoli sono più esplicitamente collegati al Concilio Vaticano
II. In essi Balducci riprende con forza l'idea che il Concilio abbia trasformato
sostanzialmente lo sguardo della Chiesa sull'uomo, sul mondo e sugli sviluppi
del progresso, e abbia incoraggiato finalmente, fondandolo sull'incarnazione
di Cristo28,
un approccio sostanzialmente positivo al mondo; ma ricollega tale approccio
anche all'ottimismo generale che pervadeva la società occidentale
negli anni '60. I documenti promuovono un ritorno all'annuncio originario,
al "kerigma pasquale" come nucleo della vita della Chiesa; inoltre chiedono
un superamento della concezione antropocentrica del creato (come conseguenza
logica della constatazione dei rischi ecologico ed atomico) in favore della
promozione di un maggiore senso della responsabilità dell'uomo.
2/3 "Temi cristologici" cc. 40 (15
documenti)
I pochi documenti datati risalgono
ai primi anni '80. In continuità con i temi precedenti, questo insieme
di documenti approfondisce il senso dell'incarnazione per la vita dei cristiani
e della Chiesa: la scelta di farsi uomo di Cristo è letta come una
volontà di dare un valore positivo al tempo ed al mondo, valore
che il cristianesimo deve ritrovare sotto forma di impegno all'interno
del proprio tempo. Dall'incarnazione deriva, per Balducci, la necessità
di impostare in maniera nuova i rapporti umani fin da questa vita, nel
senso di un rifiuto di ogni ottica di potere e di dominio a favore di una
civiltà della pace e dell'amore. Il cristiano è invitato
a fare propri questi principi, sia attraverso una rivoluzione della propria
relazione con gli altri che attraverso lo sforzo concreto di trasformazioni
collettive. Inoltre il progresso e la scienza vengono valorizzati da Balducci,
a patto di essere guidati dal senso della responsabilità verso il
creato. Da un punto di vista più spirituale, l'incarnazione è
vista come l'occasione per un rapporto diretto di ogni cristiano con il
Padre e dunque come la valorizzazione dell'individualità in virtù
dell'incontro personale (d'amore) con Dio. Balducci sottolinea in varie
occasioni la necessità che tutta la Chiesa si adegui a questa visione
più positiva sull'uomo e le sue potenzialità, così
da poter reimpostare un rapporto dialogico con il mondo.
2/4 "Temi biblici" cc. 33 (13 documenti)
Anche in questi documenti (che pur
non essendo datati sembrano essere tutti posteriori al Concilio) Balducci
sottolinea i temi dell'incontro tra l'uomo e Dio e dell'incarnazione come
segni della positività insita nella creazione, del valore della
persona e della sua responsabilità di fronte al creato. Questi argomenti
sono qui sottolineati attraverso riflessioni dirette sul Nuovo e sul Vecchio
Testamento (l'Esodo, la Creazione, Abramo, Mosè e l'Alleanza) e
sull'importanza della lettura diretta dei testi e della riflessione libera
su di essi (vero luogo d'incontro con Dio) da parte di ogni cristiano.
Oltre a questi argomenti, Balducci parla della necessità di tornare
a valorizzare il corpo come creazione di Dio (superando, così come
fa la Bibbia, sia il materialismo che lo spiritualismo) e di leggere la
Chiesa come "sacramento del Regno", preparazione ad esso e non espressione
diretta della promessa cristiana.
3 "Schemi conferenze 3" cc.
416 (III)
Contiene testi di conferenze di
Balducci databili dai primi anni '70 al 1992. Sono divisi internamente
in sette differenti sottofascicoli in base agli argomenti trattati.
3/1 cc. 148 (70 documenti)
Si tratta di un gruppo di documenti
separato rispetto agli altri dallo stesso Balducci, ma privo di un titolo
specifico. In genere sembrano essere schemi di conferenze ed articoli sulla
pace ed il futuro dell'uomo tenute intorno agli anni '80. Gli argomenti
presentati e l'impostazione simile in tutti gli articoli rivelano la progressiva
centralità assunta dagli interessi socio-antropologici nel lavoro
di Balducci. Questi documenti si presentano infatti come "appelli all'umanità",
indipendentemente dagli interessi religiosi e ideologici, perché
ognuno si impegni in prima persona in una svolta politica e culturale che
garantisca la sopravvivenza della specie umana. Balducci mette costantemente
in rilievo come l'invenzione delle armi atomiche e il rischio di disastro
ambientale rappresentino un momento di svolta mentale che deve interrogare
ogni ideologia e religione: l'uomo, posto per la prima volta crudamente
davanti alla propria responsabilità, deve imparare a prendersi cura
del creato, trasformando radicalmente la propria cultura ed il proprio
stesso istinto, fermo dai tempi del neolitico ad una cultura di guerra
e di sopraffazione. Balducci sottolinea la corrispondenza tra pace, sopravvivenza
umana e fondazione di una nuova giustizia (superamento di ogni forma di
violenza da quella di classe a quella dell'uomo sulla donna, sia nei rapporti
individuali, sia in quelli sociali, sia tra le nazioni e le diverse parti
del mondo). In questo impegno, a proposito del quale è spesso richiamato
il carteggio tra Freud ed Einstein29,
sulla possibilità che il futuro dell'umanità preveda un superamento
dell'aggressività, auspica che siano coinvolte tutte le forze e
le religioni, attraverso un abbandono dei settarismi e delle divisioni
(il rispetto delle libertà come presupposto per ogni comunicazione).
La fine della guerra fredda e la
caduta del muro di Berlino, le novità portate da uomini come Gorbaciov,
la globalizzazione del mondo sono interpretati come segnali di una possibile
inversione di rotta rispetto alla cultura della guerra. Balducci traccia
le caratteristiche che "l'uomo nuovo" dovrà avere: rispetto per
l'ambiente (anche nel senso di attenzione all'uso delle manipolazioni genetiche),
attenzione e responsabilità nei confronti di ogni essere umano,
rispetto per le culture diverse dalla propria, senso di comunità
con tutti gli altri uomini e donne, capacità di un uso pacifico
delle tecnologie, rinuncia al profitto, alla violenza ed ai privilegi di
classe, di razza e di sesso, superamento delle ideologie e delle divisioni
etniche e nazionali. Nella costruzione di questo uomo nuovo vanno tenuti
in particolare considerazione i bambini e le bambine del sud del mondo,
adesso principali vittime delle ingiustizie, e nei loro confronti è
auspicato il coraggio di una sfida alla rassegnazione. Il sacerdote invita
spesso a cogliere l'occasione dell'unificazione dell'Europa per farne uno
strumento di questa giustizia: un crocevia tra nord e sud del mondo. Egli
arriva a delineare anche lo specifico ruolo che dovrebbe essere svolto
dalla Chiesa rispetto a questa grande trasformazione, nel superamento di
alcune antitesi che le impediscono di acquisire una visione più
limpida di certe dimensioni dell'esperienza umana; in questo caso si augura
il superamento del dualismo tra corpo ed anima e tra realtà e spirito,
e la valorizzazione di quelle dinamiche di rinnovamento avviate con il
Concilio. Balducci invita inoltre la Chiesa cattolica a superare l'eccessiva
concentrazione su se stessa, per porsi al servizio di tutti gli uomini
come portatrice di pace e di ideali universali. Cristo, in quanto liberatore
degli oppressi e primo non-violento, rappresenta un richiamo per tutti
i fedeli a preoccuparsi degli ultimi piuttosto che della continuità
dottrinale. Il Vangelo viene proposto dunque come messaggio di rivoluzione
e di liberazione e come risposta al vuoto di valori creato dal formalismo
estremo a cui si è ridotta la religione. Spesso in questi documenti
si trova anche una critica alla teologia della liberazione per il rischio,
che essa contiene, di costituire un avallo per forme di violenza che il
sacerdote non ritiene in alcun modo legittime né utili per la costruzione
di una cultura della pace.
3/2 "Società attuale" cc.
116 (61 documenti)
In questo gruppo di documenti, che
trattano di argomenti abbastanza eterogenei ma sostanzialmente legati ai
dilemmi ed ai problemi posti dalla veloce trasformazione sociale e del
costume, si trova una serie di schemi (circa la metà del totale)
riguardanti la Chiesa cattolica nei suoi rapporti con il mondo moderno.
Si tratta sempre di documenti che sembrano risalire (spesso mancano i riferimenti)
agli anni '80 ed all'inizio degli anni '90, in cui Balducci invita la Chiesa
a superare il disimpegno spesso giustificato attraverso forme di spiritualismo
ed a farsi carico delle delle violenze che opprimono l'umanità,
impegnandosi per anticipare, dove storicamente possibile, quella liberazione
annunziata dal Vangelo (passaggio dall'asse religioso-istituzionale a quello
etico-profetico). Per questo sottolinea la necessità di superare
la "soglia della modernità" rinunciando a tutte quelle commistioni
con la cultura occidentale che sono simbolo di una cultura del potere e
dell'oppressione, e sforzandosi di essere coscienza critica all'interno
di ogni società e di ogni cultura (egli parla in questo senso di
"inserire i criteri profetici nell'analisi sociale"). Balducci invita in
sostanza a valorizzare le chiese locali come "luogo di incontro tra Storia
e Parola", a promuovere una fede adulta e non devozionistica, a ritrovare
la figura di Cristo come estraneo a quelle forme di violenza in cui noi
viviamo immersi, a rinunciare ad ogni forma di potere oppressivo, a superare
l'etica individualistica in favore di una responsabilità globale,
a spingere i fedeli a formarsi una cultura matura e critica (improntata
alla libertà) e ad impegnarsi praticamente nella costruzione di
una società nuova, ad accettare un confronto aperto con il mondo
(accettare la mondanizzazione come occasione per rinnovarsi), a fondare
la propria proposta di fede sull'amore e sulla solidarietà. Accanto
a questo compaiono altri temi legati all'attualità del dibattito
sociale e politico come l'urgenza di cambiare il sistema sanitario di fronte
al problema dell'AIDS (farsi carico delle vittime), il problema della droga
come espressione dell'alienazione moderna (i drogati come "deboli" che
esprimono in modo introverso la violenza sociale e la paura cosmica), la
nuova cultura della pace che deve essere fondata a partire da una trasformazione
della scuola e dei libri di testo e che deve essere basata sui diritti
e sulla responsabilità, la necessità di un nuovo rapporto,
meno alienante e più critico, con il progresso e le sue tecnologie.
3/3 "Amiata" cc. 7 (4 documenti)
In questi quattro documenti Balducci
si occupa del proprio paese natale e delle trasformazioni che ha subito
col trascorrere del tempo: ricorda la propria infanzia ed il padre minatore
(conferenza in occasione dell'apertura di una "mostra del minatore" nel
1987), e commenta le grandi trasformazioni culturali e sociali legate alla
modernizzazione ed alla chiusura definitiva delle miniere. Balducci si
sofferma con particolare trasporto nel ricordo di David Lazzaretti, che
guidò una rivolta sociale negli anni ottanta dell'Ottocento e che
viene giudicato come un profeta, e nell'esaltazione dei costumi e della
solidarietà popolare formatasi negli anni per superare un destino
di povertà comune. L'ultimo documento è lo schema per la
stesura dell'introduzione ad un volume su Santafiora.
3/4 "Giovani" cc. 21 (14 documenti)
Come si evince dal titolo, tutti
i documenti raccolti in questo sottofascicolo sono legati a problemi e
situazioni del mondo giovanile o sono conferenze ed incontri tenuti davanti
a gruppi di giovani. I temi prevalentemente trattati sono: la trasformazione
del mondo giovanile in seguito al '68 ed alla rottura generazionale con
il mondo dei padri e l'emergere della violenza o dell'alienazione come
risposta alla frustrazione di sentirsi esclusi dal tessuto sociale. Balducci
mette in evidenza la necessità di approfondire la comprensione delle
trasformazioni avvenute all'interno della famiglia per adeguarsi nella
proposta di modelli educativi. In particolare chiede che la scuola analizzi
i problemi dei ragazzi con difficoltà di socializzazione, mettendoli
in relazione all'esasperazione della competitività e del consumismo
che caratterizzano la civiltà occidentale, per aiutarli a trovare
spazi di realizzazione della propria personalità e di espressione
di una critica spesso corretta nei confronti del classismo gerarchico ed
individualistico della società circostante. A questo tema si ricollegano
alcune riflessioni sul '68 come origine di molte speranze poi deluse. Quasi
in risposta a questi problemi Balducci sviluppa un discorso sulla vocazione
(soprattutto in occasione di incontri per giovani cattolici o universitari)
come necessità di trovare i propri spazi di realizzazione all'interno
di queste grandi trasformazioni e come possibilità di superamento
dell'alienazione circostante: nella scelta della propria strada Balducci
invita i giovani ad un uso critico della ragione e a prendere coscienza
della possibilità/necessità di rinnovare i rapporti tra l'uomo
ed il mondo.
3/5 "Famiglia" cc. 18 (10 documenti)
In questi schemi Balducci tratta
il tema del matrimonio e dell'amore da un punto di vista cristiano e sottolinea
la necessità che la famiglia non sia luogo di oppressione e che
sia superato il modello patriarcale in nome della parità di diritti.
Alcuni documenti si soffermano sul matrimonio come sacramento che deve
coinvolgere la struttura dialogica della coppia e che non deve essere limitato
al solo aspetto fisico o spirituale; Balducci ritiene che vada affidata
ai coniugi la responsabilità di scegliere i mezzi attraverso cui
limitare le nascite, necessità legata alle trasformazioni del mondo
moderno. Sempre sulla stessa linea i discorsi sulla sessualità,
in cui vengono rivalutati l'istintualità da un lato e l'appartenenza
ecclesiale dall'altro nello sforzo di contemperare razionalità e
fisicità del desiderio. In altri documenti l'accento è posto
con maggiore enfasi sulle relazioni interne alla famiglia: il problema
degli adolescenti che criticano i modelli familiari tradizionali, le forme
di oppressione sociale che devono essere superate con la creazione di nuovi
modelli (libero consenso, procreazione liberamente scelta, famiglia come
comunità aperta al confronto tra le diverse generazioni), il rapporto
della famiglia con la Chiesa (viene trattato il tema della sacramentalità
del matrimonio da un lato e dall'altro quello della famiglia come prodotto
culturale in evoluzione continua, per cui è necessario un adattamento
incessante delle norme che ne regolano il funzionamento, ivi compresse
le direttive riguardanti la sessualità; Balducci sottolinea il valore
di unità ecclesiale della famiglia in quanto fondata sull'Alleanza).
Legato al tema della sessualità uno schema, privo di riferimenti
su data e luogo, ma che per gli argomenti proposti sembra risalire ai primi
anni della sua predicazione, sull'educazione alla purezza delle ragazze.
3/6 "Scuola" cc. 43 (15 documenti)
In questi documenti Balducci analizza
il rapporto tra scuola e società e quello tra educazione laica ed
educazione cattolica: il ruolo della scuola nella formazione dei ragazzi
sia da un punto di vista culturale che umano, è sottolineato e visto
come strettamente correlato alla capacità della società di
promuovere un'educazione fondata sulla solidarietà e sulla giustizia.
L'auspicio principale è che la nuova scuola possa abbandonare il
modello competitivo e l'imposizione della cultura dominante per concentrarsi
invece sulla formazione del senso critico dei ragazzi e di una società
meno classista. Balducci critica la tendenza ad assoggettarsi pedissequamente
alle richieste del sistema produttivo creando un'istruzione tecnologica
poco adatta a stimolare l'elasticità culturale nelle giovani generazioni
e propone una maggiore partecipazione democratica alla gestione scolastica
da parte degli studenti, degli insegnanti ed anche di forze esterne come
gli operai, che si ponga come fini l'eliminazione dell'autoritarismo e
del ruolo del professore come professionista. A questo stesso scopo egli
chiede la fine della selezione e l'acquisizione di un carattere permanente
della formazione. In questo ottica viene condannata la realizzazione solo
parziale dei decreti delegati e dei distretti scolastici, giudicata come
un'occasione sprecata.
Oltre a questi temi Balducci dedica
alcuni scritti alla scuola cattolica, cercando di analizzare storicamente
il suo rapporto con la scuola di Stato (l'antagonismo delle origini) e
criticando in alcune occasione la sua stessa esistenza: lo scolopio sottolinea
come spesso i genitori demandino alla scuola cattolica ogni compito di
educazione spirituale rinunciando a farlo in prima persona. Sottolinea
inoltre come, in seguito alla parificazione, la scuola cattolica abbia
perso in parte la propria funzione e soprattutto come essa abbia perso
completamente il carattere, che pure a volte aveva avuto, di "scuola del
popolo": Balducci si augura che la vocazione degli istituti cattolici sia
ritrovata nello sforzo di tornare a queste origini e di farne un luogo
di creazione dinuova cultura e di liberazione delle coscienze.
3/7 "Fede e politica" cc. 61 (32
documenti)
Questo gruppo di documenti sembra
essere precedente al resto del fascicolo: i documenti datati, infatti,
sono tutti degli anni 70, e questo si riflette anche nell'argomento trattato
e nel linguaggio usato, legato alle riflessioni postconciliari ed alla
teologia della liberazione. Balducci si occupa del rapporto Chiesa/Stato
e del rapporto con la società moderna in generale. Oltre ad alcune
riflessioni di carattere storico sulla Chiesa italiana, vengono messe in
rilievo le responsabilità delle istituzioni cattoliche, soprattutto
prima del Concilio, nella giustificazione del potere della classe dominante
e viene proposto di ribaltare l'immagine di Chiesa vista come istituzione
a favore di un'immagine comunitaria, più interessata al mondo dei
poveri e degli oppressi che a difendere gli interessi di potere. In questo
senso vengono contrapposte l'idea proposta dal Concordato con quella proposta
dal Concilio: per realizzare il nuovo modello viene chiesto di rinunciare
ad un sistema dottrinale fondato sul tomismo e di accettare l'autonomia
delle diverse culture, di imparare a riconoscere i "segni dei tempi", di
accettare pienamente l'autonomia delle istituzioni civili, di promuovere
una politica meno compromissoria e più schierata a favore degli
ultimi, di invitare i fedeli ad una responsabilità globale nei confronti
della società. In molti documenti viene individuata la teologia
della liberazione come lo sviluppo ultimo di questo percorso: l'acquisizione
della coscienza dei rischi legati allo sviluppo per farsi carico delle
vittime di esso. Balducci denuncia però anche il rischio di ridurre
un evento universale come Cristo alla parzialità della politica
ed invita a mantenere saldo il principio della liberazione degli oppressi,
lasciando però spazio alla libertà di scelte dei singoli
cristiani. Il rapporto tra fede e politica non è dunque semplificato,
viene anzi sottolineata la necessità di distinzioni tra sfere differenti
(il marxismo ad esempio viene presentato come utile chiave di lettura degli
eventi ma non come proponibile prassi politica, né come elemento
di rottura epistemologica). Balducci evidenzia in questi documenti il ruolo
della Chiesa e le grandi possibilità che le sarebbero aperte da
un'adesione a questi principi, insieme con i rischi di estinzione ed alienazione
connessi ad un non corretta lettura della realtà in cui non vengano
valorizzate le grandi conquiste sociali dell'umanità (l'emancipazione
della donna, la coscienza di classe, il senso della responsabilità
nei confronti dei poveri, l'idea di giustizia, la separazione della politica
dalla fede).
4 "Conferenze romane" cc. 78
(IV)
Contiene dattiloscritti da due cicli
di conferenze tenute a Roma da Balducci tra il novembre 1988 e marzo 1990.
Si tratta di un gruppo di documenti assai omogenei per l'argomento trattato
e perché risalenti allo stesso periodo. Sono quasi tutti datati
con precisione e riguardanti lo stesso argomento. In questi due cicli di
conferenze infatti Balducci affronta i problemi aperti dalle trasformazioni
di costume legate al progresso. Al centro di queste trattazione si trova
il dibattito antropologico e filosofico sulla necessità di cambiare
completamente le strutture sociali che hanno governato l'umanità
fin dalla rivoluzione neolitica. Balducci parte dalla constatazione di
una perdita di punti di riferimento, a cominciare dalla concezione della
storia: l'emergere delle storie nascoste e di popoli nuovi rende necessario
un ripensamento globale del passato in virtù della unificazione
dell'umanità e dell'emergere di quelle culture finora nascoste.
Egli sottolinea le potenzialità aperte alla realizzazione dell'uomo
dall'emergere di alcune caratteristiche che fino al secolo scorso era possibile
considerare solo come pure potenzialità; anche la crisi delle religioni
tradizionali è letta come la possibilità di una lettura universale
della fede, come la liberazione, soprattutto per il cristianesimo, dalle
compromissioni con le culture di appartenenza. Balducci invita soprattutto
a superare l'idea di dominio, anche nel caso del rapporto tra l'uomo e
la natura, per farsi carico della responsabilità nei confronti dei
più deboli. In continuità con questo discorso, l'idea di
interdipendenza che viene applicata ai rapporti tra i popoli (superamento
dello Stato nazione fino alla creazione di una "cosmopoli" i cui unici
orizzonti siano il Villaggio e la totalità) e tra gli individui
(il riconoscimento dell'Altro in ogni contesto). Sugli stessi principi
Balducci basa la proposta di fondare l'unità europea sul progetto
di una casa comune, aperta a tutti popoli, luogo di incontro tra le diverse
culture e di promozione dei diritti umani, del disarmo e della protezione
dell'ambiente. Anche riguardo alla scienza viene sottolineato il punto
di svolta costituito dal passaggio della soglia atomica (l'unità
sistemica dell'universo, l'irreversibilità dei fenomeni, il carattere
costruttivo della conoscenza) e la nascita di quello che viene definito
come un "ecumenismo creaturale". Gli ultimi due documenti non appartengono
allo stesso gruppo (sono privi di riferimenti specifici) ma trattano gli
stessi argomenti: il futuro dell'umanità in relazione alla crisi
della cultura dell'egemonia, la convivenza delle diverse culture, il rapporto
tra l'Europa ed i paesi arabi.
4/1 "Primo ciclo: La realtà
dell'utopia" cc. 33 (6 documenti)
Ciclo di conferenze svoltosi tra
novembre 1988 e maggio 1989.
4/2 "Secondo ciclo: Immagini del
futuro" cc. 45 (10 documenti)
Ciclo di conferenze svoltosi tra
ottobre 1989 e maggio 1990, più due documenti privi di riferimenti.
5 "Schemi conferenze: temi attuali"
cc. 118 (V)
Contiene 33 documenti databili tra
il 1989 ed il 1992, senza alcuna divisione interna. Si tratta degli ultimi
documenti scritti da Balducci prima della morte, tutti concentrati intorno
ad un unico argomento: la possibilità di un futuro per la specie
umana nonostante i rischi di annullamento legati ai disastri ambientali
ed alla guerra atomica. Il tema della pace e della necessità di
porre le premesse per una convivenza dei popoli e delle culture pervade
tutti i dattiloscritti30.
I più recenti (corrispondenti ai primi del fascicolo perché
questo era l'ordine lasciato dall'autore) pongono in particolare rilievo
il ruolo possibile in questo processo per l'Europa (crocevia tra nord e
sud e tra oriente ed occidente, luogo di possibile nascita di una nuova
democrazia): l'occasione è data dal cinquecentenario della scoperta
dell'America, visto da Balducci come l'anniversario di una sopraffazione
perpetuata nei secoli da parte della cultura occidentale su tutte le altre
culture, dall'Islam alla tradizione india. La scoperta dell'Altro, non
solo nelle relazioni tra individui ma anche nei rapporti tra le culture,
viene considerata come un punto di partenza per la creazione di una nuova
soggettività: in particolare l'altro dell'occidente è individuato
nei paesi del sud del mondo, nei poveri che premono alle frontiere per
partecipare delle ricchezze dei paesi industrializzati e verso i quali
si esprime l'aggressività della nostra cultura attraverso il razzismo
e l'etnocentrismo. Balducci cerca in questi documenti di rivoltare la prospettiva
comune riguardo al problema della sicurezza, sostenendo l'impossibilità
di garantirsi la sopravvivenza dal chiuso degli interessi nazionalistici,
in cui si rischia piuttosto di giungere a forme di "accerchiamento". Per
questo auspica una riforma delle Nazioni Unite nel senso di una maggiore
garanzia per i paesi poveri e la creazione di un nuovo ordine economico
internazionale fondato sulla giustizia.
In questo cammino, come riferimento
possibile per la fondazione di una mentalità di accoglienza, viene
individuata la Chiesa in quanto istituzione, in bilico tra la fedeltà
al proprio passato ed al proprio legame con la cultura occidentale, a causa
della quale rischia di soccombere, e la fedeltà alla profezia di
Cristo, per la quale è necessaria una trasformazione strutturale
ma che è l'unica fonte di speranza. Balducci rivolge un simile appello
anche ai partiti della sinistra affinché divengano promotori di
una nuova politica che tenga conto dei diritti dei popoli (interdipendenza)
e pongano quindi le premesse per una vera cultura di pace. I documenti
precedenti (come data di elaborazione ma non come ordine) riguardano gli
stessi temi ma sono incentrati soprattutto in relazione alla guerra del
golfo: nell'89 molti discorsi prevedono questa guerra e ne individuano
le cause nell'aggressività e nella prepotenza delle potenze occidentali.
La guerra è letta sempre
come una sconfitta della ragione che si contrappone alla possibilità
di fondare un'Europa dei popoli come proponeva Gorbaciov. Alla fine del
1990 Balducci traccia un riassunto di quanto appena successo nel golfo
Persico ed indica l'Iraq come il punto debole per la costruzione della
pace in Europa, presentando il rischio legato al maturare di una situazione
esplosiva (sia per le possibili guerre che per il rischio del terrorismo
internazionale) e invita l'occidente a relativizzare il proprio ruolo aprendosi
alle culture altre. L'esplosione del conflitto è letta come una
veloce retromarcia rispetto ad un lungo cammino cominciato nel 1945 (Carta
Atlantica, Carta dell'ONU, dichiarazione di decolonizzazione, carta di
Helsinki) per il prevalere di una visione ideologica dei rapporti (la demonizzazione
dell'Islam): Balducci mette in evidenza la sconfitta del diritto internazionale,
l'incapacità dell'Europa e l'ipocrisia dell'Italia nella gestione
del conflitto. Anche in questo caso l'autore sottolinea il ruolo importante
che la Chiesa ha il dovere di assumersi per uscire da questo vizio ideologico,
e propone una prospettiva più internazionale nell'affrontare le
questioni sul tappeto.
II. "ECOSTAMPA" (VI, VII)
Si tratta di ritagli e fotocopie
di articoli in cui viene nominato o intervistato Balducci. La sezione è
composta da due fascicoli, corrispondenti alle filze in cui Balducci aveva
diviso il materiale. A parte, come si è detto, alcuni articoli dello
stesso Balducci, il resto dei documenti è legato all'attività
pubblica del padre scolopio: resoconti di conferenze e partecipazione a
convegni, di trasmissioni televisive, di prese di posizione pubblica, interviste,
critiche, ecc. La quantità dei documenti aumenta in corrispondenza
di episodi particolari, come il processo subito per aver difeso un obiettore
di coscienza, e consente di seguire dettagliatamente molti avvenimenti.
1 "Articoli copia" cc. 287
(VI)
Il titolo originale apposto da Balducci
alla filza era "Articoli copia 1977". Il fascicolo contiene 168 tra ritagli
di giornale e fotocopie (ed anche qualche dattiloscritto e qualche biglietto
di accompagnamento). Gli articoli sono quasi sempre datati e risalgono
al periodo tra il 1987 ed il 1990, quasi ovunque sono presenti anche l'autore
ed il giornale o rivista di riferimento. In questi documenti Balducci è
di solito l'oggetto e non l'autore dello scritto: molti articoli sono recensioni,
resoconti di conferenze o inviti, commenti a prese di posizione in occasioni
particolari. Da notare la vastità e la varietà degli argomenti
su cui lo scolopio veniva intervistato, che in questi anni non si limitano
ad avvenimenti ecclesiali o culturali, ma comprendono una vasta gamma di
problemi ed interessi, comprese le partite di calcio in occasione dei mondiali
'90 e gli esami di maturità. Naturalmente una maggiore quantità
di articoli è legata ai temi intorno a cui lo scolopio svolgeva
in questi anni la propria attività: come nella sezione precedente,
anche da questo materiale emerge il tema della pace come il nucleo di tutti
gli interessi del religioso. Si riflette in questi ritagli la sua frenetica
attività pubblica, soprattutto in occasione della crisi del golfo
sfociata nella guerra nel gennaio del 1991: la presenza continua di Balducci
in tutta Italia per proclamare le ragioni della pace spiega anche il numero
minore di documenti relativi agli stessi anni che si nota nella sezione
precedente. Per quanto riguarda il periodo antecedente al '91, l'archivio
mette in luce la varietà di temi affrontati e di luoghi in cui Balducci
viene invitato a parlare: al centro di molti dibattiti, il padre scolopio
è spesso citato per affrontare i temi più scottanti dell'attualità
(oltre alla pace, la fame nel mondo, il ruolo degli intellettuali nella
politica, il terrorismo internazionale, l'Europa dell'est, l'atteggiamento
dei cristiani rispetto alla pace ed alla politica, l'obiezione di coscienza,
la dichiarazione dei diritti dell'uomo, l'ecumenismo) ed anche temi specifici
(la presenza del crocifisso negli uffici pubblici, il diavolo e le sette
sataniche, i viaggi del papa, l'anniversario della morte di Che Guevara,
il disastro di Chernobyl, il sinodo dei vescovi, commenti a volumi o articoli
e film, il ventennale della fondazione di "Testimonianze", il profeta David
Lazzaretti, l'AIDS).
2 "Ecostampa fino al 1977"
cc. 506 (VII)
Contiene 436 articoli legati all'attività
pubblica di padre Balducci, a partire dagli anni '50 fino al 1970. Sono
suddivisi in ordine cronologico decrescente, in dieci gruppi, più
o meno consistenti. Per la maggior parte si tratta di recensioni, resoconti
di conferenze o inviti, tranne che per gli anni '63 e '64, in cui prevalgono
i documenti relativi al processo subito per un articolo in veniva difesa
la scelta compiuta dal primo obiettore di coscienza cattolico. Si trovano
qui anche numerosi articoli legati ai fatti del Concilio ed ai suoi protagonisti.
Tra i documenti meno recenti qualcuno è dello stesso Balducci.
2/1 38 articoli del 1970 e 1971
Resoconti di attività pubbliche
di Balducci, recensioni di articoli e volumi, commenti ad alcune prese
di posizione riguardo alla Chiesa italiana, interviste su temi di attualità
ecclesiale, l'elezione di Balducci ad assistente degli Scolopi a Firenze
nel 1970, commenti ad un articolo di Balducci che invitava le parrocchie
ad una celebrazione penitenziale per l'anniversario della presa di Porta
Pia, un articolo è un violento attacco a Balducci che viene accusato
di evasione fiscale.
2/2 13 articoli del 1969
La maggioranza di questi documenti
si occupa della vicenda dell'Isolotto, occasione in cui Balducci cercò
di mediare tra la parrocchia ribelle e le gerarchie ecclesiali; sporadici
altri articoli di resoconto di interventi pubblici.
2/3 20 articoli del 1968
Commenti e resoconti di conferenze
di Balducci, una lettera di Silone al Corriere della Sera" in cui è
espresso apprezzamento per Balducci e La Pira, varie recensioni, alcuni
resoconti di una manifestazione studentesca a Trento organizzata contro
un predicatore quaresimale leggendo davanti alla Chiesa brani tratti da
scritti di Balducci.
2/4 48 articoli del 1967
Soprattutto resoconti di interventi
di Balducci a conferenze e convegni sul rinnovamento della Chiesa dopo
il Concilio ed in occasione dell'enciclica Populorum Progressio, molti
resoconti del convegno di "Testimonianze" e di un convegno sull'ecumenismo
organizzato dall'università cattolica, alcune recensioni ai volumi
Papa Giovanni e La pietra in cammino, alcune critiche al dilagare di idee
progressiste nella Chiesa da parte di giornali conservatori, commenti alla
decisione del sacerdote di partecipare ad una marcia della pace organizzata
da Danilo Dolci.
2/5 52 articoli del 1966
Commenti e interviste a proposito
di un'intervista estorta a La Pira da "Il borghese" che creò una
serie di incidenti politici: tra questi una lettera di Balducci a "L'Avvenire
d'Italia" in cui esplicita le proprie opinioni. Resoconti del primo convegno
di "Testimonianze", recensioni ai volumi Mistero di Dio mistero dell'uomo
e Tempo di liturgia, resoconti di conferenze tenute da Balducci sul rinnovamento
ecclesiale, alcuni attacchi alle posizioni di Balducci da parte di giornali
conservatori uno dei quali lo paragona a Mussolini, commenti alla decisione
del padre scolopio di lasciare la direzione di "Testimonianze" nel luglio
'66 ed alle vicende correlate a questa scelta, alcuni interventi sull'alluvione
di Firenze.
2/6 94 articoli del 1965
Interviste e resoconti di conferenze
tenute da Balducci in tutta Italia sul rinnovamento ecclesiale, sul ruolo
del laicato, su Papa Giovanni e sui rapporti della Chiesa con il mondo
moderno, commenti ai cicli di trasmissioni televisive "Le stagioni di Dio"
e "Il tempo dello Spirito", molte critiche per alcune opinioni espresse
contro il conservatorismo ecclesiale in occasione di un omelia su papa
Giovanni in cui la Chiesa pregiovannea veniva accusata di essere corresponsabile
dell'eccidio nazista, denunce contro Balducci ed altri progressisti accusati
di minacce e di minare le fondamenta della fede soprattutto per la difesa
dell'obiezione di coscienza. Alcuni articoli sono recensioni ai volumi
Papa
Giovanni e Perché i preti non si sposano e ad altri scritti
di Balducci.
2/7 62 articoli del 1964
Molti articoli sono recensioni ai
volumi Cristianesimo e cristianità, Papa Giovanni, Per una nuova
cristianità e L'esperienza religiosa ed al ciclo di trasmissioni
televisive "Le stagioni di Dio", altri sono interviste e resoconti di conferenze
su temi ecclesiali e sono legate soprattutto al Concilio ed alla figura
di papa Roncalli oltre che a temi di attualità come il voto dei
cattolici. Un ruolo preminente hanno gli articoli che fanno seguito alla
sentenza della Corte di Cassazione con cui Balducci fu condannato per aver
difeso l'obiezione di coscienza.
2/8 87 articoli del 1963
La maggior parte di questi articoli
è legata al processo, tra questi alcuni trattano di una frase pronunciata
da La Pira in difesa di Balducci per il quale ricevette una denunzia, si
trovano però anche resoconti di conferenze a carattere religioso
e sociale e recensioni ai volumi Cristianesimo e cristianità
e Perché i preti non si sposano?.
2/9 9 articoli degli anni 1960-62
Resoconti di conferenze tenute da
Balducci su temi vari e recensioni del volume Concordanze spirituali.
2/10 12 articoli degli anni 1950-60
Questo gruppo di articoli comprende
tutti pezzi il cui autore è Balducci: tra questi una lettera del
1950 al direttore del giornale "L'Ultima" sul valore del metodo Ogino Knauss
per limitare le nascite e vari articoli su temi e personaggi come Benedetto
Croce, papa Pio IX, l'ateismo, Santafiora, il significato della resurrezione,
il giansenismo, il futuro del cattolicesimo, il rapporto tra cristianesimo
e arte, il rapporto tra storia e incarnazione, le tentazioni di Cristo.
III. "LIBRI IN COMMERCIO E FUORI
COMMERCIO" (VIII, IX)
Si tratta di tre fascicoli contenenti
i documenti relativi ad alcune pubblicazioni di Balducci (bolle di accompagnamento,
contratti con le case editrici, ecc).
1 "Libri in commercio" cc.
203 (VIII)
Contiene documenti su alcuni volumi
pubblicati tra il 1975 ed il 1987: in particolare la corrispondenza con
gli editori (in alcuni casi a partire dai primi contatti fino alla gestione
dei diritti d'autore), le bolle di accompagnamento dei volumi e i resoconti
delle vendite. I documenti sono suddivisi in undici sottofascicoli in base
al volume cui fanno riferimento. Tali divisioni rispecchiano l'ordine lasciato
da Balducci, per questo vi sono alcune ripetizioni ed alcuni accorpamenti
apparentemente non logici.
1/1 "Cittadini del mondo", (scritto con Pierluigi Onorato e pubblicato da Principato nel 1981) e "La pace, realismo di un'utopia" (scritto con Lodovico Grassi e pubblicato da Principato nel 1983), 14 documenti. Oltre ai documenti usuali è conservata la fotocopia di un verbale di un consiglio di classe in cui doveva esser presa la decisione se adottare o meno il testo di Balducci e Onorato come manuale di educazione civica.
1/2 "Il Vangelo della pace" (due volumi, Borla, 1986 e 1987), 1 documento
1/3 "Storia del pensiero umano" (Cremonese, 1986), 5 documenti.
1/4 "Il cerchio che si chiude" (Marietti, 1986), 3 documenti.
1/5 "L'uomo planetario" (Camunia,
1985), 23 documenti
Contiene anche molti biglietti di
ringraziamento da parte delle persone che avevano ricevuto in omaggio il
volume. Si trovano in questo fascicolo anche alcuni commenti ed alcune
note scritte di rimando dall'autore.
1/6 "Pensieri di pace" (Cittadella, 1985), 8 documenti
1/7 "Il Vangelo della pace" (Borla,
1986), 30 documenti
Nella corrispondenza la casa editrice
pone problemi di opportunità e chiede modifiche al manoscritto dicendosi
"sospetta e sorvegliata" da parte delle gerarchie vaticane. Inoltre sono
conservate qui le copie di molte lettere scritte da Balducci a coloro che
collaborarono alla stesura del volume (contenente una serie di interviste).
1/8 "La pace, realismo di un'utopia"
(Principato, 1983), 10 documenti
Contiene anche alcune recensioni
al volume.
1/9 "Cittadini del mondo" (Principato,
1981), 14 documenti
Contiene anche copia della corrispondenza
tra Pierluigi Onorato ed un professore di Taranto riguardante alcuni appunti
fatti dal professore al volume.
1/10 "Il mandorlo ed il fuoco" (pubblicato da Borla nel 1979), 19 documenti
1/11 "Fede dalla fede" (Cittadella,
1975), e "La nueva identitad cristiana" (traduzione di La fede dalla fede,
pubblicata da Sal terrae nel 1977), 4 documenti
2 "Libri fuori commercio" cc.
68 (IX)
Come il precedente, questo fascicolo,
relativo agli anni 1979-1984 e intitolato da Balducci "Libri fuori commercio",
contiene corrispondenza tra Balducci ed i suoi editori a proposito dei
saggi pubblicati. Si tratta soprattutto di lettere inviate dagli editori
in occasione dell'uscita dal circuito commerciale di alcuni libri, per
chiedere all'autore se vuole rilevarne le copie invendute e delle relative
risposte di Balducci. È suddiviso in tre sottofascicoli.
2/1 "Cittadini del mondo", 11 documenti.
2/2 "Il terzo millennio", 29 documenti.
Contiene anche documentazione relativa
all'assegnazione del premio "Città di Montesilvano".
2/3 Saggi vari tra cui alcune prefazioni
scritte da Balducci per libri di amici e conoscenti.
3 "Storia del pensiero umano"
cc. 94 (X)
Contiene tutta la documentazione
riguardante la stesura e l'edizione del manuale di filosofia per i licei
che Balducci pubblicò con l'editrice Cremonese nel 1986. I 36 documenti
di questo fascicolo sono soprattutto carteggi tra l'editore e l'autore,
bolle di accompagnamento e fatture, recensioni e lettere di amici e professori
per complimentarsi o dare suggerimenti. Inoltre si trovano alcuni schemi,
i primi indici per la compilazione dei tre volumi e vari appunti. Infine
alcune raccolte di appunti sull'insegnamento della storia della filosofia.
Tutti i documenti risalgono al periodo tra il 1979 ed il 1987, cioè
tra quando avvennero i primi contatti tra autore ed editore e la pubblicazione
dei volumi.
IV. "ANTOLOGIA" (XI-XIII)
In tre contenitori (corrispondenti
ai tre fascicoli) Balducci aveva raccolto fotocopie e ritagli tratti da
libri e giornali e contenenti piccoli brani di autori vari, spesso usati
come citazioni negli ultimi volumi pubblicati. Non sempre è possibile
chiarire l'origine precisa dei brani, né il loro effettivo utilizzo,
mentre alcune volte è possibile ricostruire esattamente il percorso
seguito da Balducci nel loro uso, perché i brani corrispondono alle
note di un volume specifico.
1 "Il futuro della terra" cc.
92 (XI)
Il fascicolo è composto da
68 documenti (fotocopie di giornali e libri, ritagli e collage di ritagli),
contenenti brani da diversi autori, soprattutto contemporanei, incentrati
sul problema della sopravvivenza dell'umanità al rischio nucleare
e sulla possibilità di costruire un futuro diverso. Per la maggior
parte questi brani costituiscono suggestioni e prese di posizione rispetto
ai grandi temi dell'attualità ed in particolare rispetto a quelli
che Balducci considerava i grandi rischi e le grandi speranze dei tempi
moderni, negli ultimi anni della sua vita: la possibilità/necessità
che l'umanità trovasse un nuovo ordine su cui basare la propria
convivenza, che rigettasse completamente ogni forma di violenza, al fine
di scongiurare i grandi rischi dell'era atomica e per ottenere dal progresso
i massimi vantaggi per tutto il creato. Il fascicolo non contiene alcuna
divisione interna ed i brani appaiono giustapposti con una certa casualità.
La maggior parte di essi trova corrispondenza con le note e le citazioni
degli ultimi volumi scritti da Balducci (Le tribù della terra:
orizzonte 2000, Edizioni Cultura della pace, 1991; La terra del
tramonto, Edizioni Cultura della pace, 1992; Montezuma scopre l'Europa,
Edizioni Cultura della pace, 1992). Tra gli autori citati soprattutto scienziati
e storici della scienza, teologi, psicoanalisti, filosofi, politici e politologi,
storici. Molti di questi brani sono chiosati a mano da Balducci con numeri
e scritte. L'origine dei brani è spesso riportata con precisione,
ma a volte si ricostruisce solo, e con un certo margine di attendibilità,
il nome dell'autore scritto a mano in calce.
2 "La pace e il futuro dell'uomo"
cc. 26 (XII)
Il fascicolo, identico al precedente
come composizione e disposizione, contiene 20 brani tutti databili tra
il 1986 ed il 1989 (tranne uno: la Dichiarazione universale dei diritti
dell'uomo, emanata nel 1948). I brani sono legati tra loro dall'argomento,
simile a quello del fascicolo precedente: la possibilità di trasformare
radicalmente l'aggressività umana per creare una nuova forma di
convivenza pacifica. Tra gli autori più citatati: Fritjiof Capra,
Edgar Morin, Hans Jonas, Michail Gorbaciov ed alcuni documenti ecclesiali.
Poiché la differenza tra i due fascicoli è minima, si può
desumere che queste raccolte siano coeve; la separazione potrebbe essere
legata ad un uso differente di questi brani.
Potrebbero essere dedicati ad una
pubblicazione particolare o alla preparazione di una specifica conferenza
o serie di lezioni (ancora da identificare) o ad un maggiore accento sugli
aspetti socio-politici del problema posto in questo secondo gruppo di documenti.
3 L'evoluzione ed il declino
della cultura occidentale cc. 86 (76 documenti) (XIII)
A differenza dai due fascicoli precedenti,
questo non aveva un titolo (che è stato scelto in seguito in base
agli argomenti trattati negli scritti) e presenta un maggiore ordine interno,
per cui è stato possibile suddividerlo in 16 sottofascicoli in base
agli autori dei brani. La divisione interna non è stata apposta
da Balducci ma deriva dall'ordine da lui dato alle carte. L'argomento di
tutti i brani risulta abbastanza omogeneo e differente dai due fascicoli
precedenti: l'incontro con l'Altro inteso sia come incontro tra individui
che come contatto proficuo tra culture diverse in vista della globalizzazione.
3/1 Karl Jaspers (La civiltà occidentale e la sua cultura, l'aggressività nei confronti degli altri).
3/2 E. Balducci, Anonimo, E. Lévinas, J. J. Rousseau, A. Einstein-S. Freud, P. Barcellona, R. Konetke, M. Pohlenz, F. Hegel, B. Croce, T. Mumford, Levi Strauss, C. Miquoq (argomenti dei brani: le razze e le culture umane, i compiti dell'antropologia, l'alterità, l'etnocentrismo illuministico, la funzione delle reigioni, il carteggio Freud-Einstein, diversità e modernità, la volontà di omologazione degli uomini, Aristotele e la schiavitù, il razzismo di Hegel e di Croce, le possibilità per il futuro, la molteplicità delle vie per cui si giunge a Dio).
3/3 Ernesto De Martino (la comprensione delle culture del terzo mondo).
3/4 R. Laing, U. Galimberti, D. Bonhoeffer, J. Moltmann, Indiani d'America (razionale e irrazionale nella civiltà occidentale, fede e ragione, il cristianesimo e le altre religioni, le persecuzioni degli indiani d'America).
3/5 Vittorio Lanternari (le discriminazioni nella costruzione della civiltà occidentale, spinte all'omologazione e valorizzazione delle differenze).
3/6 E. Morin, T. Todorov, Seneca, T. Merton, Anonimo (le origini dell'ecologia, la negazione dell'Altro alle origini della conquista dell'America, le origini delle inimicizie nella mancanza di rispetto, il valore della persona nel cristianesimo e nelle religioni orientali).
3/7 Martin Buber (il dialogo come rivelazione, l'essenza dell'uomo nella relazione).
3/8 Emmanuel Lévinas (il volto come origine della relazione).
3/9 J. Eccles (l'origine biologica dell'altruismo, il legame tra l'uomo e la terra, l'importanza del cervello).
3/10 R. Pannikkar, B. Schulz (il logos e la ragione, l'utopia che ci sovrasta).
3/11 Pierre Clastres (l'assolutizzazione dei valori della civiltà occidentale ed in particolare della proprietà e del lavoro).
3/12 T. de Chardin, A. Gehlen (la cosmogenesi in cui è immerso l'uomo e la necessità di prendere coscienza)
3/13 Karl Gustav Jung (definizione del sé, inconscio personale e inconscio collettivo, la formazione dell'individuo per differenziazione dalle norme collettive).
3/14 A. Rizzi, Giovanni della Croce, Lutero, K. Barth, J. Moltmann (farsi prossimo, ascendere a Dio, la mediazione di Cristo per accedere al regno di Dio, il rischio di confondere Dio con le cose terrene, la teologia della croce).
3/15 Andree Nygren (la comunione tra Dio e l'uomo)
3/16 Anonimo, S. Weil, E. Balducci,
F. Remotti, J. Eccles (il Dio persona, il significato della crocifissione,
la sofferenza per le colpe altrui in Gandhi, il marxismo in rapporto con
le diverse culture, il rischio di voler assimilare ogni alterità).
V. "ARTICOLI" (XIV-XXVII)
Questa sezione, che dovrebbe contenere
articoli e pubblicazioni scritti dal sacerdote fiorentino durante il corso
dell'attività pubblica, raccoglie in realtà anche appunti
e testi di conferenze, sovrapponendosi per genere di documenti, come si
è già accennato, alla prima sezione. Anche in questo caso
è importante sottolineare il valore di questa documentazione come
spettro dll'ampiezza degli interessi culturali di Balducci e della sua
attività pubblica in relazione al mutare della vita sociale, politica
ed ecclesiale del paese. In totale la sezione raccoglie 13 fascicoli in
cui lo stesso Balducci aveva raccolto gran parte del materiale pubblicato
ancora in suo possesso. Non si tratta di documenti omogenei come genere,
infatti mentre in alcuni fascicoli si trovano principalmente dattiloscritti
e manoscritti (anche con molte correzioni e revisioni), altri (soprattutto
i più recenti) riportano direttamente le fotocopie di quanto pubblicato
o la stessa pagina del giornale. I fascicoli hanno un ordine generalmente
cronologico, con qualche eccezione e alcuni errori. Poiché i singoli
fascicoli corrispondono senza variazioni all'ordine dato alle carte dallo
stesso Balducci, rimangono alcune imprecisioni e non sempre i titoli corrispondono
esattamente al contenuto. Inoltre, accanto agli articoli sono spesso conservate
risposte, qualche schema di conferenza, raccolte di scritti o documenti
privi di riferimenti e difficilmente databili ed identificabili. Dove possibile,
si è proceduto, nel regesto del documento, ad assegnare una data,
almeno approssimativa in base alla collocazione, ai temi trattati, alla
carta usata ecc. In questi casi è stato sempre indicato il criterio
usato.
1 "Articoli 1959-62" cc. 610
(119 documenti) (XIV-XV)
Nel fascicolo sono conservati fogli
di origine eterogenea (quasi tutti dattiloscritti), a volte precedenti
o anteriori alla data riportata nel titolo. È probabile che si tratti
del primo nucleo di documenti ordinati dallo stesso Balducci perché
nel fascicolo confluiscono documenti di carattere dissimile sia come destinazione
che per il periodo in cui furono scritti, oltre che per gli argomenti trattati.
Inoltre la maggior parte delle carte è priva di riferimenti e questo
rende particolarmente complicata una loro collocazione cronologica. Nelle
intenzioni di chi le ha raccolte (probabilmente lo stesso Balducci o qualche
collaboratore in stretto contatto con lui), il fascicolo poteva comprendere
tutte la produzione pubblica antecedente al Concilio. Nonostante l'assenza
di riferimenti specifici, infatti, argomenti sostenuti, interessi o altri
particolari permettono quasi sempre di individuare per grosse linee il
periodo in cui i gruppi di documenti sono stati stesi. I sottofascicoli
sembrano corrispondere a documenti coerenti tra loro (anche per il tipo
di carta utilizzata), probabilmente perché aventi simile destinazione
(in alcuni casi specificata). Alcuni di essi sono addirittura riuniti in
piccoli volumetti. Un piccolo gruppo di articoli (corrispondente all'ultimo
sottofascicolo) esula come argomenti e tempi dal resto e può esser
collocato intorno agli anni '70; per questi si può ipotizzare una
giustapposizione posteriore all'interno del fascicolo.
1/1 Fascicolo rilegato contenente articoli dattiloscritti per "Il Focolare" dell'anno 1952. Gli argomenti trattati sono sempre connessi alla vita di fede perché si trattava di una collaborazione fissa tra l'autore e la rivista. Balducci si occupa in essi di problemi teologici come la libertà dell'uomo o la possibilità di comunicare la fede o la presenza di Dio nell'angoscia. Inoltre egli esemplifica e chiarisce il ruolo dei sacerdoti e dei laici nella Chiesa, cercando di valorizzare il possibile impegno del laicato, ma evitando di presentare una sovrapposizione dei ruoli (il ruolo dei laici è essenzialmente individuato nell'esercizio della carità e nell'amore coniugale) per quanto riguarda il clero Balducci cerca di fornire delle risposte alle critiche popolari e di giustificarne il ruolo sociale. Infine alcuni articoli forniscono prese di posizione su temi inerenti il rapporto tra cristianesimo e modernità come gli errori delle filosofie moderne (idealismo e materialismo) e la funzione della scuola: le posizioni dello scolopio riflettono, così come altri documenti coevi e altri scritti della stessa epoca31, uno sforzo di cauta conciliazione con la modernità, spesso chiaramente delineato come apologetico e finalizzato ad evitare il rischio di un allontanamento dei giovani dalla fede cristiana.
1/2 "Lezioni del nuovo anno sociale"
Dattiloscritti privi di riferimenti,
potrebbero essere tracce per una serie di incontri tenuti al gruppo del
Cenacolo nei primi anni '50. I documenti trattano con maggiore approfondimento
dei precedenti temi di carattere teologico in rapporto alla vita dei cristiani:
il significato dell'incarnazione di Cristo (la salvezza come destino di
tutti e la necessità di trasformare i propri schemi mentali in funzione
di questa salvezza), il rapporto tra Dio e l'uomo, il cambiamento della
vita terrena per chi accetta il cristianesimo (rifiuto del conformismo,
assunzione di responsabilità nei confronti del mondo, accettazione
della natura).
1/3 "L'anima e l'esperienza religiosa"
Dattiloscritto per l'omonimo volume
(pubblicato da Borla nel 1952). I primi due capitoli corrispondono esattamente
a quanto poi pubblicato, il terzo presenta molte differenze. L'argomento
centrale è la formazione del sentimento religioso nell'uomo: le
strutture comuni alle diverse esperienze religiose, psicologia e religione
e le caratteristiche peculiari del cristianesimo rispetto alle altre grandi
religioni.
1/4 Documenti (presumibilmente articoli) riguardanti temi di vita ecclesiale, privi di riferimenti e risalenti, con molta probabilità, ai primi anni '50. I temi trattati e i termini in cui sono svolti sembrano assai simili al primo gruppo di documenti: la figura del prete nelle trasformazioni del mondo moderno, la possibilità ed i metodi per impartire un'educazione cristiana agli adolescenti ed ai giovani, la funzione della scuola per la formazione della fede e la necessità di evitare i dogmatismi per non allontanare i giovani. Esula un po' per l'argomento trattato un articolo sui poveri e sulla loro ribellione al sistema che li emargina che costituisce un invito a non perdere di vista la lezione evangelica di solidarietà nei loro confronti, anche quando si allontanano dalla Chiesa.
1/5 Serie di documenti (non posteriori al 1958) sulla vita e la vocazione dei laici cattolici. Anche in questi articoli si tratta della trasformazione del ruolo dei laici e dei preti, dell'incarnazione e della spiritualità coniugale in rapporto all'incarnazione. I termini in cui sono trattati sono sempre simili a quelli precedenti ed è per questo che si possono considerare coevi, comunque non posteriori al 1958.
1/6 "Voci per l'enciclopedia religiosa"
Dattiloscritto contenente alcune
definizioni (Futuro, Argomento storico, Soprasensibile, Sopranaturalismo),
probabilmente risalente agli anni '50. Si tratta evidentemente di una collaborazione
per un'opera collettanea da identificare.
1/7 Sottofascicolo formato da un solo dattiloscritto privo di riferimenti sulla vita dei preti e sempre databile intorno agli anni '50.
1/8 "L'esperienza della vita divina
Dattiloscritto su fogli a quadretti:
potrebbe trattarsi di una serie di lezioni sulla mistica risalenti agli
anni '50, manca ogni riferimento ad eventuali destinatari o date. Si tratta
della mistica cristiana in rapporto con le altre religioni: Balducci sostiene
la necessità di passare attraverso Cristo per arrivare ad una forma
completa di comunione con Dio e individua il fine del percorso in una conoscenza
infusa e passiva di Dio. Viene inoltre sottolineata la necessità
di distinguere tra misticismo ed alcune patologie psichiche.
1/9 "Il prete visto da un prete"
Dattiloscritto sulla vita sacerdotale,
privo di ogni riferimento esplicito databile al principio degli anni '50.
1/10 "Il sacerdote e i mali del secolo"
Serie di dattiloscritti privi di
riferimenti sulla figura del prete nel mondo contemporaneo con alcuni probabili
richiami impliciti alla vita sacerdotale e laicale (in particolare riguardo
all'Azione Cattolica) negli anni '50. Temi trattati: la scelta del celibato,
la necessità che il prete sappia confrontarsi con i propri tempi,
i rischi dovuti ad un eccesso di estremismo.
1/11 24 dattiloscritti quasi sempre identificati come articoli scritti fra la fine degli anni '60 e gli anni '70 su argomenti di carattere vario (fede, religioni, poesia, Chiesa). Gli argomenti, il linguaggio e le opinioni sostenute appaiono sensibilmente diversi rispetto ai precedenti: maggiormente critici nei confronti della tradizione, meno legati ad intenti apologetici, i documenti sono centrati sullo sforzo di proporre un cristianesimo spoglio, libero da legami con ogni potere, esplicitamente impegnato al servizio dell'uomo anche in senso politico (un articolo sulle responsabilità dei vescovi rispetto alla dittatura in Cile), in cui il primato della coscienza e le responsabilità del cristiano rispetto alla storia costituiscono l'ossatura della fede. Alcuni articoli, redatti negli anni '60, si occupano del Concilio ed usano un linguaggio più pacato ed incline al compromesso con la tradizione rispetto al tono più combattivo negli anni '70. Accanto a questi articoli si trova il testo di una conferenza sul rapporto del cristiano con la morte (relazione tenuta ad un convegno), l'introduzione ad un volume di M. L. King e quella scritta per il volume dello stesso Balducci La pietra in cammino, oltre alcune recensioni a volumi e riviste.
1/12 28 dattiloscritti originali per articoli pubblicati da "Il Giornale del Mattino" tra il 1962 ed il 1963. Si tratta per lo più di brevi meditazioni su argomenti vari o di commenti ad avvenimenti mondani ed ecclesiali (la maggior parte degli articoli descrive le aspettative e le attese rispetto al Concilio Vaticano II: la liturgia, l'uso del latino, l'ecumenismo, il rapporto con i marxisti e gli atei, la figura di Giovanni XXIII, la pace, il dialogo della Chiesa con il mondo).
1/13 4 articoli vari dattiloscritti,
privi di riferimenti probabilmente scritti tra la fine del Concilio ed
i primi anni '70 sui seguenti argomenti: il marxismo, le vicende di Raniero
La Valle, il rapporto tra fede ed ateismo.
2 "Articoli (copia). Anni '70"
cc. 581 (77 documenti) (XVI)
Questo fascicolo raccoglie documenti
abbastanza differenti sia per genere che per contenuto. Il titolo del fascicolo
è quello apposto da Balducci alla filza corrispondente, ma non rispecchia
il suo contenuto: oltre ad un certo numero di articoli, vi sono conservati
schemi di conferenze, bozze di saggi ed altri scritti difficilmente identificabili,
molti dei quali privi di ogni riferimento, alcuni risalenti ad un periodo
precedente a quello indicato. La parte più consistente è
comunque segnalata o identificabile (soprattutto in base agli argomenti
trattati) come risalente agli anni '70. La politica e la teologia della
liberazione costituiscono argomenti centrali in questo gruppo, temi intorno
a cui ruotano gli argomenti trattati: l'educazione alla libertà
dei giovani, i rischi di alienazione che comporta la modernizzazione e
la società industriale, la guerra del Vietnam, la necessità
di costruire una nuova Chiesa libera dai compromessi con il potere sia
all'esterno che al proprio interno (fondata sulla carità come motore
del superamento del dogmatismo e del razionalismo) e capace di portare
un messaggio di liberazione per gli oppressi, la conquista di una fede
liberatrice rispetto al peccato all'ingiustizia ed alla morte. Balducci
chiede in questi articoli una trasformazione sostanziale e profonda delle
strutture ecclesiali per adattarle al messaggio di cui devono farsi portatrici
(Chiesa come mezzo e non come fine): la fine della subordinazione del laicato
alla gerarchia ecclesiale e la fine dell'alleanza con la società
borghese (spesso viene citato don Milani), la distinzione tra religione
(struttura esterna destinata a concludersi) e la fedeltà ad un Dio
debole e senza violenza (fuori dal potere, dalla superstizione e dal miracolo).
In questo senso viene spiegato l'emergere di un dissenso interno alla Chiesa
come reazione all'incapacità delle gerarchie di farsi carico del
mutamento. Si possono attribuire questi articoli al periodo seguente al
Concilio, per circa un decennio, quando Balducci poneva al centro del proprio
impegno la promozione del rinnovamento interno alla Chiesa. In seguito
prevalgono toni più esplicitamente politici. Problemi come il servizio
civile, le spinte di trasformazione sociale che vengono dal terzo mondo,
la necessità di liberazione dalle ideologie borghesi, sono trattati
come problemi riguardanti il cristiano ma indipendentemente dalle reazioni
delle gerarchie ecclesiali. Un piccolo gruppo di documenti riprende i temi
dei fascicoli precedenti (l'allontanamento dei laici dalla Chiesa, l'ateismo,
i preti) e risale ad un periodo precedente (anni '50): si tratta probabilmente
di documenti confluiti casualmente nel fascicolo.
3 "Articoli '77" cc. 516 (82
documenti) (XVII)
Questo fascicolo raccoglie articoli,
schemi di conferenze, saggi risalenti agli anni '70. Spesso non sono datati,
ma la contiguità degli argomenti sostenuti li rende facilmente ascrivibili
allo stesso decennio. In particolare l'impostazione politica dei problemi
ed il riferimento continuo alla realtà circostante (terrorismo,
teologia della liberazione, personaggi significativi e riferimenti alla
cronaca) ci possono portare ad attribuire con un certo margine di sicurezza
questi scritti. All'interno del fascicolo non si trovano però divisioni
e l'ordine dei documenti appare assolutamente casuale (né cronologico,
né per argomenti). Rispetto al periodo precedente emerge anche una
pluralità di temi e di interessi legati forse alla sempre maggiore
richiesta di prendere posizione sugli argomenti più disparati, man
mano che la figura di Balducci assumeva un carattere "pubblico". La Chiesa
e la necessità che essa venga riformata sono sempre presenti negli
interessi dell'autore, ma la fiducia che tali cambiamenti possano essere
promossi dalle stesse gerarchie e dal clero, si sono affievolite: il sacerdote
parla invece spesso della possibilità che la spinta al rinnovamento
venga direttamente dal popolo di Dio. Balducci invita i fedeli a farsi
carico del messaggio di liberazione contenuto nel Vangelo, alla luce dei
nuovi valori emersi dal Concilio e dalle trasformazioni sociali (rifiuto
dei modelli borghesi, critica del potere costituito, solidarietà
con i poveri e con gli ultimi), ed a promuovere nuove forme di religiosità.
In questo senso anche la religiosità popolare è letta come
un'arma a doppio taglio: da un lato potenzialità umana pronta a
divenire una spinta forte, dall'altro strumento per mantenere l'ordine.
Per questo l'autore cerca di mettere in rilievo le novità portate
dai giovani, dalle Chiese locali, dall'ecumenismo (invito a liberarsi dalle
pastoie della burocrazia e del potere e facendosi povera con i poveri).
In molti documenti il sacerdote indica la necessità di ritrovare
l'essenza del messaggio cristiano nell'incarnazione di Cristo, il cui senso
fondamentale è visto proprio nella contrapposizione della vita alla
morte, fin da questo mondo. Molti articoli risalgono al breve periodo tra
la fine del pontificato di Paolo VI e l'ascesa al soglio di Giovanni Paolo
II e commentano proprio le figure dei due papi. Alcuni articoli si soffermano
anche su papa Luciani e sulla sua morte prematura come di una occasione
perduta per la trasformazione della Chiesa. Il giudizio su Woityla è
ancora, in questi primi tempi informe e si limita all'augurio che sia capace
di liberare la Chiesa dalla identificazione con la cultura occidentale.
Tra i molti altri temi trattati in questi scritti, la modernità
e le sue sfide, sia scientifiche che filosofiche, e la necessità
di proporre una nuova educazione ai giovani (fondata sul coraggio dell'utopia),
sono temi centrali. Accanto a questi altri temi di attualità come
l'obiezione di coscienza, l'emergere di nuovi gruppi religiosi cristiani
e no (in particolare Comunione e Liberazione come movimento che maschera
l'adesione profonda ai valori borghesi proponendosi come alternativo ad
essi e usando un metodo che non corrisponde alla libertà evangelica),
il terrorismo e l'uccisione di Aldo Moro, la funzione dei preti nella società
emergente, la paura del futuro che emerge negli anni '70 rispetto alla
speranza del decennio precedente. Altri documenti sono recensioni a volumi
sugli argomenti più disparati (poesie, saggi, racconti di fantascienza)
o commemorazioni di personaggi significativi: Giorgio La Pira, Mario Rossi,
don Primo Mazzolari, don Milani, Ernesto Ragionieri, Roger Garaudy, Lelio
Basso.
4 "Collaborazioni" cc. 269
(189 documenti) (XVIII)
Questo fascicolo raccoglie parte
della corrispondenza pubblica di Balducci, a partire dagli anni '50 fino
alla fine degli anni '70. Si tratta soprattutto di lettere da parte di
varie case editrici e riviste in merito alla pubblicazione di articoli
o saggi. La maggior parte dei documenti ha carattere burocratico e ricostruisce
l'iter di alcune collaborazioni. Alcune lettere però contengono
anche commenti, suggerimenti, opinioni, utili a ricostruire il clima storico
in cui tali rapporti prendevano forma. In particolare alcune di esse, scritte
durante o subito dopo il Concilio, costituiscono documenti di carattere
più personale e consentono di approfondire lo studio dei rapporti
che legavano Balducci ad alcuni amici occupati in posti di rilievo per
la cultura e la politica nel mondo cattolico italiano. Le lettere a padre
David Maria Turoldo, a Giancarlo Zizola, ad Ernesto Gorrieri, delineano
il contesto in cui alcune di queste collaborazioni venivano sollecitate:
le prudenze ed i timori da un lato, le speranze nelle possibilità
di trasformazione storica dall'altro. Nonostante il fascicolo non contenga
alcun testo assimilabile ad un articolo, si è ritenuto di lasciarlo
nella posizione in cui lo aveva collocato lo stesso Balducci, evidentemente
scelta per mantenere l'unità tra il contesto in cui si svolgeva
l'attività pubblica dello stesso ed i risultati di essa: si tratta
quindi di una specie di spaccato che permette di vedere dietro le quinte
dell'attività dell'intellettuale. Dalla lettura di questi documenti
emerge la quantità e la varietà di rapporti che intesseva
Balducci intorno agli anni '70, l'enorme mole di collaborazioni e lo spirito
con cui alcuni contatti venivano presi (in particolare alcune richieste
esplicite di tener conto di referenti politici o ecclesiali nella stesura
degli articoli). È significativo che queste lettere non siano state
inserite nel carteggio privato ma siano state catalogate come collaborazioni.
5 "Articoli '79-80" cc. 452
carte (64 documenti) (XIX)
Questo fascicolo contiene articoli
e saggi pubblicati da Balducci tra la fine degli anni '70 ed il 1981, con
una netta prevalenza di pubblicazioni scritte per riviste di impegno culturale
ed ecclesiale tra cui risaltano "Testimonianze", "Il Setaccio" e "Servizio
della Parola". La Chiesa e la sua riforma occupano ancora un posto centrale
tra gli argomenti trattati, pur lasciando uno spazio sempre più
ampio ad argomenti di attualità. In particolare Balducci si sofferma
sulla delusione che serpeggia nelle comunità locali a causa della
mancata trasformazione della Chiesa nel post-concilio (le contraddizione
tra una teoria "alta" ed una pratica mediocre volta a salvare lo status
quo ed i poteri esistenti). Lo scolopio sottolinea comunque il valore profetico
del Concilio ed in varie occasioni esprime l'auspicio di un cambiamento
che parta dal popolo, grazie ai nuovi valori che emergono nella società
e che permeano lentamente anche la Chiesa costringendola a confrontarsi
con la modernità. Alla Chiesa Balducci chiede che ritrovi il nucleo
liberatore del messaggio evangelico, rinunciando alle compromissioni con
la cultura dominante (una fede che sia giudizio critico su ogni cultura),
aggiornandosi sui bisogni dei poveri e degli emarginati, concentrandosi
sulla difesa dei diritti degli uomini e non di se stessa, ritrovando la
dimensione del perdono, rinunciando a quelle visioni apocalittiche del
futuro che sono conseguenza del non credere profondamente nella salvezza
portata da Cristo. Balducci chiede inoltre che la Chiesa si impegni nell'insegnamento
sulla pace e fondi su Cristo e sull'eucarestia un serio impegno nella storia.
Per questi motivi vengono condannate tutte le forme di fuga dal mondo a
favore di un impegno concreto a costruire la speranza. Questi stessi argomenti
ritornano in documenti che non si occupano esplicitamente della Chiesa
ma che cercano di proporre un progetto laico di costruzione di una nuova
razionalità fondata sulla fiducia nella vita e nel futuro contro
la cultura di morte, sul rispetto e la tolleranza, sulla solidarietà
(una politica svincolata dal capitale e dagli interessi economici), sulla
liberazione dei poveri dall'ingiustizia, sul pacifismo come stile di vita,
sulla capacità di progettare l'utopia e sulla forza della profezia
in contrapposizione alla paura della catastrofe ecologica e nucleare. Per
la fondazione di questa nuova umanità viene sottolineata la necessità
di trasformazione delle strutture familiari nel senso dell'emancipazione
femminile e giovanile. Altri temi trattati sono quelli legati alla questione
giovanile come la creazione di una scuola che assuma una funzione liberatrice
rispetto agli stereotipi culturali ( per questo fine è auspicata
la fine della contrapposizione tra scuola laica e scuola cattolica) e il
problema della diffusione delle droghe come risposta allo smarrimento sociale
e come rifiuto della cultura dei padri. Balducci annovera tra le droghe,
e cioè tra le forme di fuga da un impegno nel mondo, anche gli eccessi
nel tifo sportivo e l'erotismo esasperato proposto dai mass media.
Infine si trovano in questo fascicolo
anche documenti che accennano al problema dell'unità europea (chiedendo
che essa sia occasione perché le Chiese si impegnino per frenare
il materialismo consumista e proporre una fede che sia liberazione dell'uomo),
al conflitto israelo-palestinese, e varie commemorazioni di figure note
della vita politica ed ecclesiale italiana (Franco Basaglia, don Milani,
don Giulio Bevilacqua, S. Caterina da Siena).
6 "Articoli '81-'83" cc. 520
(104 documenti) (XX)
I documenti che si trovano in questo
fascicolo sono effettivamente saggi ed articoli risalenti ai primi anni
'80, quasi sempre corredati di data e di riferimenti precisi. La Chiesa
assume ancora un ruolo centrale tra gli argomenti trattati ed in particolare
il dibattito sulle eredità del Concilio nel suo rinnovamento. Balducci
in varie occasioni sottolinea l'incompiutezza del cammino e le occasioni
perdute soprattutto per quanto riguarda le istituzioni: è sottolineata
la necessità di cambiare profondamente il ruolo dei sacerdoti, legandoli
alle comunità locali e spogliandoli del manto sacrale di cui si
sono circondati nel corso dei secoli. Anche il papato è coinvolto
in questi sforzo di desacralizzazione attribuendogli il compito di condurre
una Chiesa che sappia mantenere il necessario equilibrio tra l'essere "pietra",
cioè punto di riferimento, e "nave", nel senso di mezzo di transizione.
Per lo scolopio questa capacità di adattarsi ai tempi nuovi, superando
se necessario lo stesso Concilio, rappresenta il punto di partenza indispensabile
per non perdere ogni capacità di incidere nel mondo circostante.
Balducci parla di adeguamento al "brivido cosmico" nel senso di ricerca
dei valori essenziali del cristianesimo spogliandolo da quelle sovrastrutture
culturali e istituzionali che lo hanno allontanato dagli uomini: il Concilio
viene presentato come l'occasione in cui può essere recuperata la
forza della profezia e la spiritualità attraverso cui attuare questo
adattamento. Il cammino da percorrere è indicato nella scelta di
una nuova povertà intesa sia come rinunzia alle ricchezze, che come
rinunzia al potere ed alla commistione con la cultura occidentale. Molte
riflessioni sono altresì dedicate a temi di carattere più
attuale come la costruzione di un'Europa fondata sulla libertà,
sulla dignità dell'uomo e sulla solidarietà con il terzo
mondo e non sugli interessi economici e sul riarmo. Questa idea di Europa
si inserisce in una riflessione sul tema della pace che tende ad ampliarsi
e ad assumere una portata sempre più onnicomprensiva: dal dibattito
sul disarmo si dipartono infatti riflessioni su temi come l'emancipazione
femminile e giovanile (passando attraverso l'auspicio della creazione di
una nuova cultura fondata sulla pari dignità di tutti gli uomini
da contrapporre all'autoritarismo) e la creazione di una cultura pacifista
nuova, umanistica, radicale, realista, erede dei valori della democrazia
e di quelli del socialismo. In questo discorso sulla contrapposizione tra
due culture (la pace e la morte) si inseriscono anche i problemi del terrorismo
(reazione alla guerra fredda ed all'assenza di risposte istituzionali ed
alla paura della catastrofe finale) e della droga (forma di autodistruzione
e incapacità di affrontare responsabilmente il futuro con le sue
minacce). Ancora legati al tema della responsabilità dell'uomo verso
il creato sono altri documenti su temi vari: la fine della contrapposizione
tra marxismo e religione, la guerra dell'Afganistan, la situazione del
Nicaragua, la crisi del laicismo e la nascita di sette fondamentaliste
cristiane, l'obiezione di coscienza, il conflitto tra Israele e Palestina
(il massacro di Sabra e Chatila), la fecondazione in vitro, le responsabilità
delle Chiese ortodosse nei rigurgiti nazionalisti dei paesi in cui si trovano,
la guerra delle Malvinas. Infine alcuni articoli si ricollegano alla propria
esperienza giovanile (i minatori del monte Amiata) o commemorano figure
significative come papa Giovanni XXIII, Jaques Maritain, don Milani, Giorgio
La Pira, Nicola Pistelli, Lucio Lombardo Radice, Erasmo da Rotterdam, don
Luigi Rosadoni, Teillard de Chardin, Giovanni Michelucci.
7 "Articoli '83-'85" cc. 451
(80 documenti) (XXI)
Questo fascicolo presenta una maggiore
precisione nella scelta dei documenti (articoli e saggi brevi) ed anche
l'ordine cronologico è rispettato con maggiore precisione. I documenti
coprono l'arco temporale che va dal 1983 al 1986 (il titolo del fascicolo
è quello originale). Il tema della pace, in tutte le sue declinazioni,
ha già assunto, in questo periodo, un ruolo preponderante su tutti
gli altri, anche se ancora trattato spesso in relazione alla Chiesa (la
scelta di vita cristiana come responsabilità nei confronti del creato)
ed al suo compito nel mondo. Balducci delinea, in varie occasioni, un proprio
concetto di pacifismo, non svincolato dalla realtà ma fondato su
principi di razionalità, in quanto unica via percorribile per la
sopravvivenza del genere umano, alla luce dei rischi nucleare ed ecologico.
Questo impegno per la pace viene considerato come l'unica tutela reale
ai valori della democrazia, minacciati dal potere della tecnologia, al
servizio dei ricchi e non della felicità dell'uomo. Per questa difficile
missione viene considerato come un particolare compito dell'Europa, in
base al quale essa si faccia carico della richiesta di giustizia dei paesi
del terzo mondo, le cui risorse sono sprecate nella follia del riarmo,
e promuova una politica internazionale nuova, rifiutando di accettare la
perdita di sovranità che comporta l'adesione al patto Atlantico.
Al movimento per la pace viene chiesto invece uno sforzo di realismo, a
partire dall'accoglimento di alcuni valori del movimento operaio (internazionalismo
e solidarietà) e attraverso l'impegno contro l'uso dell'energia
nucleare, fino alla proposizione di modelli nuovi di vita, fondati su un'idea
di uomo non aggressivo ma responsabile. Come si è detto, la Chiesa
costituisce un argomento ancora centrale negli interessi di Balducci nei
primi anni '80, anche se già non troviamo più alcuno slancio
nei confronti di una riforma, né accenni ai compiti dei pastori,
ma un forte accento sulla creazione di una teologia dal basso, partendo
dalla teologia della liberazione per arrivare al superamento delle compromissioni
tra il cristianesimo e la cultura aggressiva e violenta dell'occidente.
Le comunità di base, in particolare, sono considerate dal sacerdote
come luoghi di creazione di una nuova mentalità fondata sull'unità
del genere umano e sulla valorizzazione dell'ecumenismo. Il religioso sottolinea
spesso i nuovi valori emergenti nella società: i modelli familiari
fondati sulla solidarietà e non sulla prepotenza, la responsabilità
di ogni uomo nei confronti del mondo e della storia, l'idea che la Parola
di Cristo sia un patrimonio collettivo e l'eucarestia come atto comunitario.
Balducci considera la nascita di una nuova Chiesa a partire dal popolo
come l'unica possibilità per rendere un servizio al mondo e di sopravvivere
alla grande trasformazione dei tempi, grazie anche alla moltiplicazione
dei ministeri che potrebbe spingere anche la Chiesa ufficiale a rivedere
le proprie istituzioni. L'autore giunge così fino ad ipotizzare
la possibilità di una fede senza religione sulla base delle suggestioni
di Bonhoeffer. In questo senso vanno interpretati anche alcuni scritti
di critica nei confronti del partito cattolico e di movimenti ecclesiali
come Comunione e Liberazione per l'incapacità dimostrata nel cogliere
i segni dei tempi e le novità aperte dal Concilio.
In qualche modo legato ai due temi
precedenti è il tema della tolleranza come requisito indispensabile
all'uomo del futuro: un'occasione per trattare questo tema (tre articoli)
è data dalla conversione dal comunismo al cristianesimo e poi all'islamismo
(senza abiura delle precedenti scelte) di Roger Garaudy. Gli stessi filoni
di interesse emergono anche in scritti in cui venivano trattati argomenti
più specificatamente delineati (conferenze su argomenti specifici)
come l'apertura del museo del minatore sul monte Amiata, il digiuno del
ministro degli esteri del Nicaragua, l'uso del computer ed il rapporto
tra potere e cultura, i compaesani fucilati dai nazisti nel 1944, la strage
del treno di Bologna (1984), il cristianesimo in Marx, il passaggio della
cometa di Halley, l'assassinio di Indira Gandhi, gli omicidi del mostro
di Firenze, l'impegno per la pace dei terroristi in carcere, il ricordo
di personaggi famosi come mons. Romero e Lucio Lombardo Radice.
8 "Articoli '86-'88" cc. 420
carte (92 articoli) (XXII)
Il fascicolo 8 contiene una raccolta
di articoli, commemorazioni, introduzioni a saggi, della seconda metà
degli anni '80 (dal 1989 al 1986, in ordine cronologico decrescente), quasi
sempre datati e con riferimenti specifici. In questi anni gli interessi
di Balducci sono concentrati intorno al Movimento per la pace ed all'impegno
per il disarmo; questo si riflette nel prevalere degli interventi dedicati
a questo tema rispetto a tutti gli altri filoni di interesse: anche trattazioni
apparentemente dissimili tendono a convergere sullo stesso orizzonte di
lettura come riferimento politico onnicomprensivo. La pace, come unico
punto d'arrivo possibile per la sopravvivenza umana, costituisce ormai
per l'autore uno scopo a cui sottoporre tutto l'impegno sociale, un fine
a cui subordinare tutti gli argomenti ed i temi fino ad allora trattati.
Infatti non si tratta solo di un tema declinato politicamente, ma di un
ideale di palingenesi umana: la fine, con l'attraversamento della soglia
atomica (data la possibilità per l'uomo di provocare la distruzione
dell'intero pianeta), di una cultura che viene definita "sistemica"32.
Secondo Balducci questa conclusione deve portare l'umanità ad una
trasformazione totale che comporta la fine della guerra come mezzo di risoluzione
dei conflitti e la nascita di una nuova razionalità. Alla base della
nuova umanità potrebbe essere il Vangelo come una "grammatica generativa",
ma è necessario che ad esso si aggiunga anche il contributo di tutte
le grandi religioni e del pensiero laico. Su questa proposta, l'intellettuale
fa riferimento al carteggio tra Freud ed Einstein come a un manifesto laico
per il futuro. La lettura degli avvenimenti politici contemporanei porta
Balducci a porre un particolare accento sulla costruzione dell'Europa,
così come proposta dal leader russo Gorbaciov: il futuro della regione
viene presentato come possibilità di costruire un trait d'union
con i paesi poveri del sud del mondo al fine di promuovere una nuova casa
comune. In molte occasioni viene ribadito il dovere per ogni cittadino
e per gli intellettuali in particolare di opporsi al riarmo (utile solo
ai conservatori ed al grande capitale) ed alla costruzione, avviata in
quegli anni con una collaborazione tra Italia e Stati Uniti, dello scudo
stellare, e chiede di fondare un nuovo impegno basato sulla redistribuzione
delle risorse tra i poveri ed i ricchi del mondo. Questo impegno è
per Balducci l'unica risposta possibile all'angoscia collettiva riguardo
al futuro che coinvolge soprattutto i giovani, considerata come la vera
causa dei suicidi, della droga e del terrorismo. Il tema del terrorismo
in particolare torna in molti articoli per sottolineare il ruolo assunto
dagli ex-eversori nell'elaborazione del dibattito intorno al tema della
riforma carceraria: il sacerdote giudica positivamente la capacità,
mostrata da molti di essi a trasformare, a partire dallo stesso desiderio
di cambiamento, l'impulso di morte che li aveva spinti alle loro scelte
estreme in un impegno per la vita espresso nella partecipazione al movimento
per la pace. Al futuro del mondo e della specie umana viene subordinata,
nei documenti di questi anni, anche ogni lettura della Chiesa e della religione
cristiana. Balducci arriva a chiedere ad essa di liberarsi del tutto del
proprio ruolo di "religio societatis" e di ogni forma di potere culturale,
per essere libera di annunziare una fede liberatrice e di portare un modello
veramente conforme all'ideale evangelico (Gesù come prototipo dell'uomo
libero da ogni forma di violenza interiore). Molti articoli leggono l'incontro
interreligioso di Assisi, voluto da Giovanni Paolo II nel 1983, come il
primo passo in questo senso ed invitano ad un ecumenismo totale come occasione
perché ogni fede ritrovi la propria vocazione e ogni religione rinunzi
a salvare se stessa. Nello stesso tempo vengono fortemente criticate tutte
quelle occasioni in cui la Chiesa cattolica ha subordinato gli ideali alla
sopravvivenza delle proprie istituzioni: è il caso del viaggio dello
stesso papa in Cile (l'incontro con il dittatore Pinochet, segno di incapacità
di annunziare il Vangelo ai poveri), della diffidenza nei confronti della
teologia della liberazione (segno della nevrosi profonda che attraversa
la cristianità occidentale, incapace di cogliere la profezia dei
tempi) o dell'incapacità di cogliere la sfida lanciata dai preti
operai. Le istituzioni ecclesiali vengono così invitate ad acquisire
maggiore consapevolezza delle proprie paure ed a rinunciare al compromesso
con i poteri forti che governano il mondo, in particolare riguardo a temi
come l'energia nucleare. Nei confronti di Giovanni Paolo II molte critiche
sono legate alla constatazione di un'incapacità di vivere profondamente
il dramma dei grandi conflitti tra poveri e ricchi, ma in varie occasioni
viene sottolineata positivamente la scelta di cominciare a chiedere perdono
per gli errori compiuti dalla Chiesa nel corso dei secoli (ad esempio in
occasione della visita alla sinagoga di Roma).
Altri documenti trattano di temi
legati all'attualità o ad occasioni particolari come la mafia, la
protesta di piazza Tienammen in Cina, la vita delle città moderne
(Firenze in particolare) ed il loro futuro, la storia del monte Amiata.
Infine alcuni brani sono dedicati ad anniversari o commemorazioni di protagonisti
diversi della vita pubblica del paese: Marx, La Pira, Fidel Castro, Olof
Palme, Giampaolo Meucci, Claudio Napoleoni, Agnese Baggio, Martin Luther
King, Paolo VI, Giovanni XXIII, Aldo Capitini, Carlo Cassola, don Milani,
Renato Guttuso.
9 "Articoli '87-'89" cc. 213
(150 documenti) (XXIII)
Questo fascicolo, in cui sono raccolti
articoli a partire dal 1983 fino al 1989, presenta in buona parte una sovrapposizione
cronologica con i due fascicoli precedenti e soprattutto con l'ottavo,
anche se non si tratta di copie degli stessi documenti. La differenza di
fondo consiste nel fatto che i fascicoli precedenti contengono soprattutto
dattiloscritti e brutte copie, mentre questo raccoglie fotocopie prese
direttamente dai giornali in cui furono pubblicate; inoltre in questo caso
si tratta soprattutto di brevi articoli, mentre i documenti precedenti
erano spesso lunghe riflessioni. La sovrapposizione vera e propria riguarda
solo pochi articoli per i quali nel fascicolo precedente troviamo una prima
stesura (anche con correzioni a margine) e qui la versione definitiva.
L'accento è posto sul problema della pace e della costruzione di
un nuovo modello di umana razionalità fondato sulla tolleranza e
sul rispetto reciproco. Questo fascicolo però riporta anche le opinioni
del sacerdote su temi di attualità, sollecitate dagli eventi quotidiani.
Balducci si occupa ad esempio dell'esecuzione del dittatore rumeno Causescu,
dell'abbassamento della natalità in Italia, dei problemi legati
all'intolleranza verso gli immigrati a Firenze, della condanna a morte
di Salman Rushdie, del crollo del muro di Berlino (sottolineando come la
fine dell'ideologia comunista debba lasciare in eredità alla sinistra
i valori dell'internazionalismo), del diffondersi delle città denuclearizzate,
della decisione della Corte d'appello statunitense di dichiarare legittima
la condanna a morte di minorenni e minorati mentali, della discussione
intorno alla costruzione di un tempio ad Auschwitz, del doping, della legge
Gozzini, dell'incontro tra Gorbaciov ed il cardinal Casaroli, del conflitto
tra Israele e Palestina, degli scontri in Irlanda del nord, della possibilità
di costituire in Italia un esercito di volontari (invitando piuttosto a
riformare l'esercito nel senso di un addestramento di tutta la popolazione
ad affrontare i rischi ecologici ed alla difesa non violenta), del rapporto
scienza-fede, dell'assegnazione del premio Nobel a Nelson Mandela, della
costruzione di una base nucleare a Piacenza, della possibilità (prospettata
da alcuni scienziati attraverso i mass media) di dar vita ad un ibrido
tra uomo e scimmia, grazie alle manipolazioni genetiche. A questi temi
di attualità, trattati sempre in occasione di eventi specifici o
dell'apertura di dibattiti pubblici, Balducci affianca alcuni articoli
sulla situazione ecclesiale, in particolare alcune critiche al papa Giovanni
Paolo II per aver improntato i propri viaggi ad un rapporto con le istituzioni,
perdendo l'occasione di cercare un rapporto vero con la gente. Inoltre
critica in varie occasioni il maschilismo della Chiesa (soprattutto in
occasione della scelta della Chiesa anglicana di aprire il sacerdozio alle
donne) ed i gruppi come Comunione e Liberazione per la resistenza opposta
alle novità. Sempre legati a questi temi anche alcuni articoli sull'insegnamento
della religione nelle scuole e sul superamento del partito cattolico in
Italia. Infine ai personaggi ricordati nei fascicoli precedenti si affiancano
articoli riguardanti le figure di don Primo Mazzolari, Sakharov, Paolo
VI e Gandhi.
10 "Amici di Papa Giovanni"
cc. 98 (36 documenti) (XXIV)
Il fascicolo contiene documenti
che riguardano l'Induismo, l'Islamismo e il Buddismo, oltre a un documento
sulla città di Firenze. Sono divisi in 4 sottofascicoli in base
all'argomento trattato, rispettando una divisione operata dallo stesso
Balducci all'interno dei contenitori originali (anche il titolo è
quello apposto dal sacerdote al contenitore). Si tratta forse di schemi
di conferenze rielaborati per la pubblicazione perché all'inizio
di ogni sottofascicolo si trova una data di spedizione. Il titolo potrebbe
indicare il nome del gruppo per il quale le conferenze erano state in origine
preparate. Le tre religioni sono esaminate in brevi articoli (12 per l'Induismo,
10 per il Buddismo e 14 per l'Islamismo), in cui vengono prese in considerazioni
le origini, l'evoluzione storica, la diffusione, il pensiero, le principali
correnti ed il rapporto con il mondo moderno e con il cristianesimo. In
particolare vengono messi in evidenza i tratti comuni a tutte le religioni,
la presenza di correnti più tolleranti e propense all'integrazione
e le possibilità di una convivenza pacifica e di un proficuo scambio
culturale tra queste religioni, il cristianesimo e la cultura occidentale
in genere.
10/1 "L'induismo" cc. 31 (12 documenti)
Dalle origini dell'induismo a brevi
cenni di storia dell'India fino ai nostri giorni ed alla figura di Gandhi
(il recupero della tradizione per il rifiuto consapevole della violenza
insita nella cultura occidentale).
10/2 "La crisi della città"
cc. 3
Un solo documento del 1988 completamente
separato dal resto del fascicolo, sulla crisi delle città moderne
e sulla città di Firenze: la necessità che una nuova cultura
della solidarietà restituisca uno spessore alle città moderne,
portandole a valorizzare gli apporti delle culture esterne.
10/3 "Il Buddismo" cc. 21 (10 documenti)
La vita di Gotamo Siddharta, le
basi del buddismo, le quattro verità, le trasformazioni del buddismo
nella storia, grande e piccolo veicolo, la diffusione del buddismo e le
diverse scuole, il buddismo oggi, le diverse versioni del buddismo in alcune
parti del mondo (Cina, Giappone, Tibet, Indocina, India, Europa e paesi
occidentali).
10/4 "L'islamismo" cc. 39 (14 documenti)
Le origini, la storia di Maometto
e lo svilupparsi delle diverse correnti islamiche, l'Islam e la modernità,
l'integrismo, l'Islam come strumento di unità nei paesi islamici
(risposta alla subordinazione all'occidente), Islam e sud del mondo, gli
sforzi per una laicizzazione dell'Islam perché esso diventi promotore
di una rivoluzione culturale che liberi l'uomo dalla schiavitù alla
produzione.
11 "Articoli '88-'89" cc. 443
carte (92 documenti) (XXV)
I documenti di questo fascicolo
sono dattiloscritti stesi a partire dal 1984 (soprattutto articoli per
riviste con qualche prefazione e recensione), ma la maggior parte di essi
risale al 1989 e 1990: costituiscono dunque il proseguimento del fascicolo
8. I temi trattati sono ancora una volta quelli legati alle possibilità
di costruire un futuro diverso per l'umanità. Queste riflessioni
riguardano l'impegno ormai totalizzante di Balducci all'interno del movimento
per la pace ed una sua visione "sistemica" della realtà. All'idea
di costruzione di una nuova cultura è subordinata tutta la lettura
dell'attualità: dalle grandi trasformazioni del secolo fino agli
eventi quotidiani, dalla politica internazionale ai sinodi delle Chiese
locali. L'autore propone un modello nuovo di sviluppo culturale, fondato
sulla tolleranza e sulla pace, al fine di superare la prepotenza e la violenza
che la supremazia della cultura occidentale ha portato nello sviluppo dell'umanità.
L'occasione per questa grande rivoluzione, secondo gli scritti di Balducci,
è data dal punto di non ritorno a cui ci ha portato il progresso
tecnologico (rischi nucleare e ambientale, fine della fiducia in un modello
di sviluppo indefinito, povertà estrema dei paesi del terzo mondo
e rischio di una loro rivolta), dalle nuove opportunità aperte dalle
comunicazioni e dall'immigrazione e dalla fine del comunismo e dall'avvento
di Gorbaciov. La crisi dell'ideologia comunista è analizzata in
numerose occasioni come un possibile punto di partenza per l'assimilazione
degli aspetti positivi di quella tradizione (liberazione degli oppressi,
internazionalismo) all'interno della nuova cultura planetaria che deve
nascere. Queste riflessioni vengono applicate sia all'Europa nascente (Balducci
si fa promotore delle proposte di Gorbaciov per una casa comune), che alla
situazione italiana, in particolare in occasione del convegno del Partito
Comunista Italiano a Bologna che segnò la sua trasformazione in
Partito Democratico della Sinistra. L'autore di questi articoli pone in
rilievo come la divisione del mondo creatasi con la guerra fredda abbia
lasciato il posto ad una lacerazione più profonda, quella tra paesi
poveri e paesi ricchi, da affrontare con nuovi mezzi (l'inadeguatezza dei
vecchi stati nazione e la necessità di organi sovranazionali) e
con diversa mentalità. A questo problema Balducci collega anche
lo sviluppo dell'energia nucleare, sostenendone la pericolosità
anche in relazione alla difficoltà di controllo sulle scorie che
si avrebbero in paesi instabili e poveri: l'energia atomica è dunque
criticata come un ulteriore strumento di creazione di divario tra nord
e sud del mondo. Al suo posto è auspicato lo svilupparsi di tecnologie
"pulite". A simili conclusioni si giunge a proposito delle basi missilistiche,
fonte di perdita di sovranità sul territorio e di rischi per la
popolazione. Pur essendo relativamente rari gli articoli sulla Chiesa presenti
in questo fascicolo, essi riflettono la stessa idea di fondo: la richiesta
di un impegno per la costruzione di questa nuova cultura sia al livello
centrale che locale. In particolare alcuni articoli cercano di porre in
evidenza la nascita di nuovi germogli di democrazia all'interno della Chiesa
(i sinodi, le comunità di base, la teologia della liberazione) e
di spingere le gerarchie a superare ogni legame con la mentalità
di potere del passato (emblematico l'impegno per il superamento del maschilismo
ecclesiale rappresentato dall'esclusione della donne dall'area della sacralità).
Un argomento nuovo, trattato in alcuni articoli, rispetto agli interessi
precedenti, appare l'interesse per la natura e per gli animali: a partire
da San Francesco, il rispetto per gli animali e per il loro ambiente viene
letto come simbolo della rinuncia ad esercitare il potere e fonte di un
nuovo possibile rapporto con Dio e con noi stessi. Vari articoli sono dedicati
a situazioni contingenti come un intervento del presidente Cossiga contro
padre Pintacuda, la procreazione responsabile e la limitazione delle nascite
nel terzo mondo (Balducci sostiene l'inammissibilità di una richiesta
di limitazione che non sia legata ad una condivisione delle risorse del
pianeta), la situazione del popolo Saharawi, l'occupazione delle università
italiane all'inizio del 1990, l'avvicinarsi del cinquecentenario della
scoperta dell'America, la situazione delle carceri e dei manicomi. Ancora
una volta alcuni articoli sono dedicati a commemorazioni di personalità
della vita politica sociale ed ecclesiale, in particolare: La Pira, Claudio
Napoleoni, Giovanni XXIII, Erasmo da Rotterdam, Sant'Agostino, Jan Palach,
David Lazzaretti.
12 "Articoli giornali 1990-91"
cc. 169 carte (136 documenti) (XXVI)
Il fascicolo contiene fotocopie
di articoli scritti dallo stesso Balducci o interviste da lui rilasciate,
il resoconto di alcuni dibattiti e varie risposte ad articoli pubblicati
da diversi quotidiani; fa eccezione il primo documento: una testimonianza
scritta della Chiesa evangelico-luterana sull'obiezione di coscienza. Poiché
tali documenti sono datati, nella quasi totalità sono stati ordinati
in ordine cronologico (già presente al momento dell'organizzazione
del fascicolo) e suddivisi in seguito in quattro fascicoli in base all'ordine
trovato.
12/1 Documenti precedenti al 1990
(cinque in totale a partire dal 1982).
Il primo fascicolo contiene documenti
di carattere generale sui conflitti dell'epoca moderna e sulla pace.
12/2 Articoli 1990 (57 in totale)
Per quanto riguarda gli articoli
del secondo fascicolo, si trova, in parte, una sovrapposizione con il fascicolo
precedente ed alcuni articoli sono copie dei precedenti. Vi è poi
una totale continuità di argomenti. Balducci si occupa in queste
pagine delle occupazioni universitarie, del rinnovamento del Partito Comunista
Italiano, di vari episodi di intolleranza e razzismo soprattutto a Firenze
(inserendoli in un quadro di ingiustizie mondiali e proponendo come unica
soluzione possibile la fondazione di un nuovo sistema di rapporti umani
ed internazionali fondati sul "biocentrismo" e non sull'aggressività),
degli eccessi del tifo calcistico, della situazione del popolo Saharawi,
della legge sulle tossicodipendenze (sostenendo come la droga, in quanto
prodotto dell'aggressività sociale, non possa essere risolta con
un inasprimento del regime di polizia), del potere dei mezzi di informazione,
di alcuni casi di suicidio (fra cui quello di Bruno Bettelheim), dell'impossibilità
di considerare finito il terrorismo fino a che non siano risolti i nodi
sociali da cui esso era nato, di uomini come Moravia, La Pira e Lucio Lombardo
Radice. A cavallo tra i due fascicoli si colloca una serie di articoli
sulla guerra del Golfo: è possibile, grazie a questi documenti,
una ricostruzione puntuale dell'evoluzione del pensiero dell'autore fin
dalle prime avvisaglie di conflitto (settembre 1990). Balducci nota e sottolinea
l'evolversi di una situazione difficile, evidenziando fin dall'inizio gli
errori fatti dalla NATO nell'opporre solo la forza ai contrasti nascenti:
propone invece una conferenza che tratti tutta la questione mediorientale
come un solo problema per non estrapolare la questione irachena. Fin dai
primi articoli viene sottolineata la possibilità di un intervento
risolutivo dell'Europa a patto di svincolarsi dagli Stati Uniti e di ascoltare
gli inviti di Gorbaciov a fondare la propria unità sulla solidarietà
e sul concetto di "casa comune". Con l'inasprirsi dei contrasti e fino
allo scoppio della guerra vera e propria, gli articoli di Balducci si fanno
sempre più accorati nella richiesta di percorrere vie più
razionali di quelle delle armi, che possano veramente risolvere i problemi:
l'autore si rivolge ai governi, perché non si facciano trascinare
contro il volere dei popoli e delle costituzioni nazionali, ma si appella
anche al movimento per la pace perché abbandoni il velleitarismo
e l'astrattismo e si faccia promotore di un'idea di pace fondata sulla
ragione (la guerra come falsa soluzione, mai giusta per la sproporzione
delle forze in campo, per il mancato impegno nel seguire percorsi alternativi
e per il paradosso creato dal rischio atomico). Balducci individua anche
il movimento operaio, in quanto erede dell'internazionalismo, come un interlocutore
possibile per questo impegno mentre si rammarica dell'incapacità
dimostrata dall'ONU di promuovere una diversa soluzione. Egli pone inoltre
in risalto il ruolo simbolico assunto dall'Islam dopo la fine della guerra
fredda, di rappresentare l'Altro dell'occidente, i popoli del sud del mondo
che chiedono di emergere. Viene invece apprezzato lo sforzo fatto dal papa
e dalla Chiesa di mantenersi coerente in questa occasione, continuando
ad appellarsi ai popoli per fermare la guerra.
12/3 Articoli 1991 (72)Alcuni articoli scritti dopo la fine del conflitto (fino a maggio del 1991) ripetono quanto già detto per constatare il fallimento delle trattative e per ribadire la necessità di una soluzione che coinvolga nell'esame della crisi anche altri problemi come quello dei Curdi. In molti casi l'autore chide che vengano regolarmente processati gli Stati Uniti per i crimini di guerra compiuti durante il conflitto. Balducci poi, in occasione del Natale, invita a ricordare la povertà in cui sprofonda il popolo iracheno in seguito all'embargo e chiede di aiutare i popoli indipendentemente chi li governa. Ancora il tema della pace e del ruolo dell'Europa campeggia al centro degli interessi di Balducci negli articoli scritti nella seconda metà del 1991, quando al conflitto del Golfo si sostituisce il problema delle divisioni in Jugoslavia. Solo pochi articoli si possono ricollegare invece al ruolo sacerdotale di Balducci: quasi nessuno sulla Chiesa come istituzione (a parte i pochi che difendono le posizioni del papa sulla pace) e pochi di più sul Vangelo, in cui si sottolinea la forza profetica della parola di Dio quando viene usata per promuovere la pace, la giustizia e la solidarietà. Altri argomenti sporadicamente trattati nel terzo fascicolo sono l'immigrazione, la perdita di valori della sinistra europea ed il suo dovere di fare da baluardo all'espandersi del razzismo, il caso Dario Luhmann (un bambino conteso tra la famiglia adottiva e quella di origine), don Zeno, Giovanni Michelucci ed il presidente della Germania dell'est Honecker.
12/4 Documenti privi di data.
13 "Articoli 1992" (XXVII)
Il fascicolo raccoglie le fotocopie
di 23 articoli: gli ultimi scritti di padre Balducci prima della morte
improvvisa in un incidente stradale. Al centro degli interessi in questo
ultimo periodo è il tema dell'immigrazione con le sue conseguenza
per il mondo industrializzato: Balducci in numerose occasioni stigmatizza
i comportamenti razzisti e gli episodi di violenza che si verificavano
in Italia in quel periodo, ma contemporaneamente invita a costruire una
nuova cultura dell'accoglienza, senza la quale la violenza sarebbe destinata
a riemergere. Questi articoli si propongono di mettere in luce l'apporto
culturale e l'occasione di scambio fornita dalla presenza massiccia di
gruppi etnici diversi, inoltre pone in luce l'utilità di queste
forze nuove per un popolo che va invecchiando. Legata a questi argomenti
troviamo una forte critica agli accordi di Maastricht e di Schengen mentre
è espressa una cocente delusione per le basi su cui si sta fondando
l'unità europea: la constatazione del fallimento del sogno di Gorbaciov
(come sottolineato nei fascicoli precedenti) di un'Europa accogliente,
casa comune dei popoli, ponte tra il nord ed il sud del mondo. Insieme
ai postumi della guerra del Golfo (rispetto alla quale è ripetuta
la richiesta di un processo almeno per i crimini palesi commessi dagli
americani), questa evoluzione politica è letta come il triste presagio
di un futuro di conflitti e di confini tra i paesi poveri e quelli ricchi.
Il pessimismo che traspare da molte pagine si lega anche alla morte di
padre David Maria Turoldo, amico di lunga data: Balducci ne ricorda la
figura come quella di un profeta inascoltato, di un testimone scomodo della
parola di Dio. La morte di Turoldo lascia in lui l'ombra di una delusione
per una Chiesa che pare non averlo compreso. Una nota più ottimistica
invece riguarda altri aspetti della situazione ecclesiale: il viaggio in
Senegal del papa con la richiesta di perdono per la partecipazione alla
tratta degli schiavi, viene infatti letto come un segno positivo di lungimiranza
(capacità che, sottolinea Balducci, pare mancare alla sinistra europea).
ARCHIVIO PUBBLICO
Carte residuali
di Monica Galfré
La documentazione compresa in questa
seconda parte è estremamente disomogenea: vi si riscontrano estratti
e fotocopie di editi (articoli, saggi, prefazioni, presentazioni), testi
o semplici tracce di conferenze inedite, versioni dattiloscritte con correzioni
di testi poi pubblicati, bozze, lettere pubbliche, fotografie, inviti a
conferenze, programmi di convegni, e soprattutto un'ingente raccolta di
articoli estratti da quotidiani e periodici, sistemati da Balducci stesso
in cartelline fornite di titolo. La raccolta di articoli frammisti a stralci
di opere letterarie (anche classici) dà conto dell'interdisciplinarietà
della riflessione e del lavoro di Balducci33.
VI. PUBBLICAZIONI ED ALTRO
MATERIALE A STAMPA DAL 1948 AL 1992
Questa sezione costituisce una raccolta
di saggi e articoli di Balducci pubblicati su volumi collettanei, riviste
o quotidiani dal 1948 fino alla morte. In maggioranza si tratta di fotocopie
dei pezzi interi - anche se talvolta è presente solo la prima pagina
-, cui si uniscono molti estratti e qualche rara bozza corretta da Balducci.
Si rilevano svariati doppioni ed interventi per volumi o riviste straniere
(soprattutto spagnole, portoghesi e francesi). L'originario disordine di
questa sezione fa presumere che i materiali in essa confluiti rappresentassero
la parte rimasta esclusa dal cosiddetto Archivio Pubblico, dove Balducci
aveva raccolto un'antologia dei suoi scritti secondo precisi criteri, anche
se molti documenti sono presenti sia nell'una che nell'altra. Malgrado
l'incompletezza, l'insieme di questa sezione mostra la vastità e
la ricchezza tematica della bibliografia degli scritti di Balducci, mentre
la divisione in fascicoli cronologici indica come le collaborazioni alle
riviste mutino in rapporto all'evoluzione della riflessione e delle posizioni
pubbliche, dando prova di un progressivo allargamento di orizzonti.
1 1948-65 cc. 165 e 8 estratti
c. 74)
Si tratta di 28 documenti, tra saggi
compresi in volumi collettanei e articoli pubblicati sulle riviste "Pietà
e lettere", "L'assistente ecclesiastico", "Iustitia", "La civiltà
cattolica", "Città nuova", "Humanitas", "Orientamenti pastorali",
"Regno", "Quaderni di corea". Prevalgono temi teologici ed ecclesiastici,
che intorno al 1963 sembrano abbandonare l'iniziale tono apologetico focalizzandosi
su una lettura di più ampio respiro sia dell'evento conciliare che
del pontificato di papa Giovanni XXIII.
2 1966-70 cc. 106, 8 libretti
promanuscripto c. 268 e 18 estratti c. 269
Sono 22 documenti, tra saggi su
volumi e articoli pubblicati su "Corsia dei servi", "Humanitas", "Cronache
dell'i.d.i", "Studi francescani", "Testimonianze", "Quaderni del gruppo
concilio", cui si aggiungono 8 presentazioni a volumi della collana "Theologia
publica" edita dalla casa editrice Queriniana, e 8 libretti promanuscripto.
Appaiono dominanti i temi ecclesiologici, all'interno dei quali sono ricomprese
la questione della Chiesa locale e le tormentate vicende del caso fiorentino.
3 1971-74 cc. 329 e 2 estratti
c. 61
Si tratta di 22 documenti comprendenti
saggi su volumi e articoli apparsi su "I quaderni di Sicilia domani", "Iglesia
viva", "Studi francescani", "Toscana Acli", "Via verità e vita",
alcuni dei quali in lingua portoghese e spagnola; i temi teologici e gli
interventi di esegesi pastorale si collocano nell'ambito di una riflessione
generale sul rapporto tra Chiesa e società contemporanea.
5 1980-84 cc. 181 e 1 estratto
c. 7
Si tratta di un gruppo di articoli
pubblicati su "Il lavoratore lombardo", "Sindacato 80", "Se mai", "Quaderni
di vita pastorale", "Missione oggi", "Quaderni della Balzana", "Rinascita",
"La Nazione", "Segni dei tempi", "Servitium", "Echange", "l'Unità",
"Rivista di liturgia pastorale", "Rocca", "Acli Como", "La discussione",
"Quaderni della Fondazione Giuseppe Corazzin", "Analecta calasanctiana",
"Protagonisti" (Istituto storico bellunese della resistenza), "Réflexion",
"Siamo la Chiesa", cui si aggiunge 1 ciclostilato.
6 1985-89 cc. 298 e 1 estratto
c. 15
Articoli pubblicati su: "Almanacco
1985", "Servizio della parola", "Siamo la Chiesa", "Note di pastorale giovanile",
"Tracce", "Politica internazionale", "Sidic", "Amiata storia e territorio",
"L'actualité religieuse dans le monde", "Salute e territorio", "Aretusa",
"Giano", "Bozze 89", "Servizio della parola", "Riforma della scuola", "Analecta
calasanctiana", "End", "l'Unità".
8 Articoli su quotidiani 1958-1965
cc. 395
Contiene gli articoli pubblicati
su "Il Giornale del mattino", su cui dal 1958 al 1965 Balducci tenne una
rubrica domenicale intitolata prima "I giorni e il verbo" e poi "Le cronache
dell'anima", sull' "Avvenire d'Italia" nel corso del 1962, 1963, e 1965,
e la fotocopia di A distanza di un secolo, pubblicato sull' "Osservatore
romano" il 23 ottobre 1962.
9 Pubblicazioni promanuscripto
Cfr. A. Cecconi, Bibliografia. Scritti
di Ernesto Balducci, in A. Cecconi (a cura di), Ernesto Balducci. Cinquant'anni
di attività, Firenze, Chiari, 1996, pp. 283-292.
VII. TESTI DI CONFERENZE 1963-1991
Si tratta in realtà di una
sezione composita, in cui i primi tre fascicoli, contenenti i testi di
conferenze destinate alla sola esposizione orale e quindi inedite, si uniscono
alla raccolta dei programmi stampati degli interventi pubblici di Balducci
dal 1954 al 1985, ai testi di molte delle sue omelie del periodo 1971-1991,
e alle sue agende personali 1977-1991. Nei primi tre fascicoli sono presenti
molti doppioni dei documenti conservati tra le Carte ordinate, e nei successivi,
che pure raccolgono una documentazione ingente, non è difficile
trovare testi già pubblicati, insieme a materiale di scarto. Se
l'impressione prevalente che se ne riceve è di disomogeneità
e di incompletezza, l'interesse di questa sezione risiede nel suo insieme,
grazie al quale è possibile ricostruire l'evoluzione dell'iter balducciano
da un'angolazione più interna di quella fornita dalle Carte ordinate.
2 Conferenze 1973-1974 cc.
48
Entrambe le conferenze degli anni
'70 raccolte in questo piccolo fascicolo sviluppano una riflessione sulla
presenza nel mondo della Chiesa rinnovata dal Concilio, ora pienamente
inserita all'interno delle dinamiche storiche e della società concreta,
e sembrano volerne tracciare un primo bilancio, allargando allo stesso
tempo le basi per un incontro tra realtà cattoliche e laiche. Rapporto
tra fede e lotta di classe Convegno di studio, 25 aprile 1973 organizzato
dalle A.C.L.I. di Vicenza. Relatore: Padre E. Balducci, . Con Risposta
agli interventi del dibattito; Nelle lotte, nelle crisi: cristiani nel
caso italiano. Como, 28 marzo 1979, incontri teologici organizzati
dalle A.C.L.I. comasche (con una lettera di Renzo Salvi per accordi sulla
pubblicazione).
4 Conferenze senza data cc.
106
Si tratta di 9 documenti di argomento
vario, dalla Chiesa postconciliare alla violenza nel Terzo mondo e sui
bambini, dalla pace alla malattia mentale nella società contemporanea.
5 "Depliants-Locandine di
conferenze" cc. 269 1954-1985
Contiene programmi e inviti a conferenze
e convegni tenuti da Balducci, e fornisce così informazioni preziose
sulla sua fitta agenda di conferenziere, che altrimenti sarebbe andata
in gran parte perduta. I disparati impegni di Balducci, di cui dà
conto questa raccolta, restituiscono uno dei tratti caratteristici della
sua attività pubblica, la disomogeneità del livello dei destinatari
e degli interlocutori: gli appuntamenti spaziano dalle conferenze tenute
al "Chiostro Nuovo" agli incontri organizzati dal mensile di astrologia
"Astra", dai dibattiti con illustri rappresentanti del mondo della cultura
e dell'università, a quelli più modesti dei piccoli centri
ricreativi locali o dei quartieri.
7 Agende
Contiene 17 agendine personali (4
grandi e 13 piccole) del periodo compreso tra il 1977 e il 1990, e un piccolo
album di fotografie, tra le quali si riconosce quella della tomba di Don
Milani a Barbiana.
VIII. LA CULTURA DELLA PACE.
1981-1992
Questa sezione completa e integra
la documentazione presente in archivio sulla riflessione e sull'impegno
pubblico di Balducci a favore della pace, che raggiunge il suo apice proprio
nel biennio precedente la sua morte. La documentazione in essa raccolta,
di carattere prevalentemente residuale, è contraddistinta dalla
massiccia presenza di materiale di ricerca, tra cui articoli e saggi tratti
da periodici, utilizzati da Balducci per la preparazione di alcuni lavori
di cui talvolta è presente qualche stesura con correzioni. All'interno
di questa sezione, incentrata sul tema della pace, è stata data
una connotazione forte a interessi ricompresi nella tematica principale
ma dotati di una loro specificità, cui corrispondono altrettanti
sottoinsiemi articolati su più livelli. Per dare loro il necessario
risalto ho ritenuto utile descriverli affiancando alle sigle alfanumeriche
i titoli tematici suggeriti direttamente o indirettamente dagli interessi
di Balducci. La sezione si configura così come un vasto nucleo documentario,
ordinato in modo tale da poter seguire le evoluzioni della riflessione
balducciana e le interdipendenze tematiche che la caratterizzano.
1/2 La pace. Realismo di un'utopia
1983-1989 cc. 74
Contiene materiale presumibilmente
per la preparazione della II edizione del 1985: corrispondenza con la casa
editrice sul progetto di un'appendice al volume; materiale vario, tra cui
Manifesto dei teologi III mondo (1976), Intervista al cappellano militare
negli squadroni di bombardieri di Hiroshima e Nagasaki ("Notiziario MIR",
aprile 1983), scritti di Mao e Sturzo; copia madre del libro stesso integrata
con ritagli di giornale sulla teologia della liberazione ("Comunità"
giugno/luglio 1984, "Il secolo XIX", "Repubblica"); materiale vario (ritagli
di giornali, saggi fotocopiati) di preparazione al volume, con particolare
attenzione all'argomento "guerra", oltre alla recensione di L. Cortesi
a La pace. Realismo di un'utopia ("Belfagor", 228, 30 novembre 1983) e
di G. Giorello al manuale di storia e filosofia per i licei di E. Balducci,
Storia del pensiero umano (Città di Castello, Ed. Cremonese, 1986)
sul "Corriere della sera", 24 aprile 1989.
1/3 Don Milani 1988-90 cc. 124 e
alcuni numeri di riviste varie
Contiene: materiale relativo alle
giornate di studio organizzate dal Comune di Calenzano sulla figura di
Don Milani, A trent'anni da "Esperienze pastorali"(16-17 dicembre 1988),
tra cui un fascicoletto di fotocopie contenente alcune vecchie recensioni
di Esperienze pastorali scritte da Balducci su "Testimonianze", da Arfè
su "Il ponte" e da A. Perego su "Civiltà cattolica"; materiale sulla
partecipazione di Balducci alla manifestazione per Don Milani svoltasi
nel 1990 in una scuola elementare di Prato intitolata allo stesso Milani,
tra cui i lavori dei bambini delle V su Milani; materiale vario su Don
Milani formato da articoli, opuscoli e numeri completi di riviste: il numero
del 1981 del "2° Informe del Centro de F.P. agraria Lorenzo Milani
- Salamanca", il numero di giugno-luglio 1987 di "Riforma della scuola",
un dossier anonimo su don Milani, intervento inedito di G. Martirani dal
titolo Don Milani e la pedagogia dell'educazione alla pace, un opuscolo
pro-manuscripto curato dal Circolo ACLI di Sesto S. Giovanni e dalla CISL
della zona di Sesto S. Giovanni (dic. 1987), nn. 3862, 3863, 3864 - 9,
10, 11 luglio 1987 di "Adista, con informazioni sul convegno di Vicchio
(27-28 giugno 1987); rassegna stampa sul convegno Don Lorenzo Milani a
vent'anni dalla morte 1967-1987 (da "Il sole-24 ore", "Il tempo", "Il giorno");
fotocopie di un intervento dattiloscritto di Balducci, Attualità
e inattualità di Don Milani, per il convegno Don Milani tra memoria
e profezia a 15 anni dalla morte (6-29 ottobre 1982), organizzato dal Gruppo
biblico padri Betarramiti Albiate.
1/4 "Civica" 1986-1991
1/4b "Razzismo per civica" 1990 cc.
57
Contiene: richiesta a Balducci di
un articolo sul razzismo per la rivista "Religione e scuola" (si tratta
del dossier per l'aggiornamento culturale dal titolo Il razzismo con antologia
di testi e indicazioni bibliografiche, pubblicato nel numero del novembre
1990 e contenuto nel fascicolo); una stesura con numerose correzioni di
uno scritto di Balducci dal titolo Le razze umane, che è presumibilmente
una versione dell'articolo sopra citato.
1/4c 1989-92 cc. 93
Contiene: progetto del manuale scolastico
di educazione civica di M. Aziani e P. Mazzi, inviato a Balducci per una
consulenza da un'imprecisata casa editrice interessata alla sua pubblicazione;
il programma del Corso di aggiornamento "Educarsi per educare alla pace",
organizzato per l'anno scolastico 1991/92 dal circolo ARCI di Sesto Fiorentino.
2/2 Gandhi 1988-92 cc. 56 e 1 opuscolo
(pp. 18)
Contiene: materiale vario, tra cui
ritagli di giornali da "l'Unità", "Bozze", "Appunti", per la preparazione
di una II edizione della biografia Gandhi (la II edizione è del
1990; del 1992 è la II ristampa identica alla precedente); varie
stesure, con correzioni, di una Cronistoria della vita di Gandhi; materiale
vario su Gandhi, e fotocopie di libri, tra cui molti articoli di periodici
("L'Indice", "Le Monde", "l'Unità").
2/3 San Francesco d'Assisi 1989-
92 cc. 15 e 2 opuscoli (32 pp.)
Contiene materiale vario relativo
all'omonimo libro (1989) e alle sue nuove edizioni del 1990 e 1992: il
cap. XI dello stesso libro tradotto in francese (novembre 1991); un opuscoletto
contro la vivisezione che disegna S. Francesco come protettore degli animali
(Regards chrétiens sur les animaux); un dattiloscritto intitolato
San
Francesco d'Assisi; una presentazione del volume (pp. 4).
3 La svolta antropologica
3/1b "Vangelo come alternativa" cc.
9
Contiene ritagli da giornali imprecisati
raggruppati da Balducci con questo titolo, tra cui L. Alvarez Verdes, Dinamica
liberatrice del messaggio cristiano di pace.
3/1c Marxismo 1983 cc. 105 e riviste
intere
Contiene schema di intervento (senza
titolo, ma si tratta di una discussione sul ruolo del marxismo nella società
contemporanea) alla tavola rotonda del ciclo "Discutendo di Marx", organizzato
dal PCI (coordinamento comunale Riccione con il patrocinio Istituto Gramsci
E. Romagna) per il centenario della morte del filosofo, ottobre-dicembre
1983; articoli di giornali vari su Marx e il marxismo; rassegna stampa
sul convegno; num. del 4 marzo 1983 de "Il contemporaneo" (inserto di "Rinascita")
e Lo scienziato Karl Marx, speciale sul centenario de "l'Unità"
(supplemento al numero del 27 febbraio 1983).
3/1d Terrorismo/contestazione cc.
30 e 2 opuscoli (pp. 120)
Contiene: 2 fotocopie di articoli
sulla durezza della magistratura nei confronti del terrorismo di sinistra
(uno di R. Rossanda, "Il manifesto", 10 febbraio 1989, uno di Balducci,
"Secolo XIX" 20 maggio 1987); S. Hansen-J. Jensen, Il libretto rosso
degli studenti, Firenze, Guaraldi, 1973; fotocopia di Procura Generale
della Repubblica presso la Corte di Appello di Roma, Ricorso contro l'escarcerazione
disposta dal Tribunale di Roma di G. B. Miagostovic, accusato di appartenenza
alle B.R.(1981).
3/2 "L'Uomo planetario" 1985
cc. 128
3/3b Santa Fiora 1987-1992 cc. 311,
numeri di riviste e opuscoli vari
Contiene: numerosi documenti sulla
progettazione e sulla nascita della rivista "Amiata. Storia e territorio"
(1987), tra cui la corrispondenza di Balducci con L. Niccolai, ideatore
dell'iniziativa, una pubblicazione dal titolo Santa Fiora in vecchie immagini
a cura del circolo "L'ambiente" (Santa Fiora 1988), appunti sulla storia
di Santa Fiora, il n. 3 (novembre 1988) della rivista in questione, 2 opuscoli
sulla storia di Santa Fiora (1987); Amministrazione comunale Abbadia S.
Salvatore, Il Parco-museo delle miniere dell'Amiata (stato di attuazione
e prospettive), novembre 1988. E. Balducci, Vita all'acetilene,
"l'Unità", fotocopia s.d., cc. 11; R. Curcio, David Lazzaretti
e il divino specchio, 1988: uno scritto pervenuto alla rivista "Amiata.
Storia e territorio" grazie alla mediazione di Balducci, unito alla lettera
di protesta (7 agosto 1989) spedita da Niccolai al direttore dell'"Espresso",
che aveva accusato Curcio di essersi occupato di Lazzeretti a fini politici,
e di avervi voluto vedere un precursore delle BR; progetto di Lucio Niccolai
di una guida di Santa Fiora e di una rivista dedicata alla Toscana meridionale
dal titolo "Terre", per la quale egli richiede la collaborazione di Balducci
(1992); Campiglia marittima. Percorsi storici e turistici ad uso di
viaggiatori attenti, S. Giovanni, Editoriale Tosca, 1990.
3/4 "La realtà dell'utopia"
1988-1989 cc. 112
Contiene le bozze di pubblicazione
delle 7 conversazioni raccolte sotto l'omonimo titolo, tenute nell'ambito
di una iniziativa promossa dal "Coordinamento dei gruppi ecclesiali" di
Roma nel 1988-89 (la versione dattiloscritta è inserita fra le Carte
ordinate).
3/5 "Europa" 1988-1991 cc. 117 e
opuscoli vari
Contiene materiale di lavoro: Presidenza
del Consiglio dei ministri Dipartimento per l'informazione e l'editoria,
Carta
di Parigi per una nuova Europa, 21 novembre 1990, Dichiarazione di
22 stati, 19 novembre 1990; E. Balducci, La paideia europea nei prossimi
anni (bozze), 2 copie; gruppo di articoli inseriti in una copertina
di plastica su cui è scritto "DA LEGGERE" ("Le Monde", "Corriere
della sera", "l'Unità", "Notes et documents", "Problemi del socialismo");
articoli del 1989 di F. Feher (1991), di Sachs, Aboliamo la corsa allo
sviluppo, di P. Sweezy, Marxismo e rivoluzione cento anni dopo
(Monthly review, marzo-aprile 1983); articoli sull'impegno dei cattolici
per l'Europa: XLI Settimana sociale (1991) e Dichiarazione del consiglio
episcopale permanente (1989) in 3 opuscoletti; E. Morin, L'agonie yougoslave,
"Le Monde", 6 febbraio 1992; articoli sull'addio di Gorbaciov; ritagli
di giornali raggruppati in due fascicoletti, "La filosofia di Helsinkj"
("Il regno", "l'Unità") e "Europa" ("Servizio della parola", "Le
monde", "l'Unità", "Paideia").
3/6 Ritagli di giornale e altra documentazione (seconda metà anni '80), riconducibili alla ricerca della nuova etica implicita nella svolta antropologica.
3/6b "La rivoluzione non violenza
tra memoria e prospettiva" cc. 28.
Ritagli da "Repubblica", "l'Unità",
"Le monde", "Attualità studi e ricerche".
4/1b L'alterità
Contiene: raccolta di articoli tratti
da "l'Unità" e articoli dattiloscritti di Balducci per "Avvenimenti",
"Secolo XIX", "Jesus", "Amerindia", "Centro doc", "Nord/sud" (cc. 156,
8 opuscoli interi); ritagli di giornale sull'emancipazione della donna,
sul "Problema epistemologico" ("Le monde", "l'Unità", "Il regno",
"Libri", cc. 31), sugli omosessuali, sulle diverse religioni, su "La coscienza
dei diritti" (ritagli da "l'Unità", "Le monde", scritti di T. Adorno,
un opuscolo pubblicato per iniziativa della città di Boves -scuola
di pace, Pace e diritti umani, dispensa per anno scolastico 1990-1991,
cc. 16), sulla dialettica Nord/Sud del mondo, sull'"Equilibrio ecologico"
e sulla "Sfida ecologica" ("l'Unità", "Repubblica", "Le monde",
cc. 52); fascicoletto sul "Marocco", 1987-1992 (materiale vario edito e
inedito sul problema del rispetto dei diritti dell'uomo in Marocco, insieme
a una lettera di Silvio Pampiglione, prof. di parassitologia all'università
di Bologna, che si fa promotore di un'iniziativa a favore del Marocco,
e a un appello di un gruppo di intellettuali (cc. 192), fotocopie di Le
livre blanc sur les droits de l'homme au Maroc, études et documentation
internationales ligue des droits de l'homme (pp. 79), articoli sul Marocco
tratti da "Paese sera", "Le monde", "Panorama"; M. Diouri, Realites marocaines,
L'Armattan, Jaca Book, 1987; ritaglio di "Le Monde" (28 marzo 1992); un
altro fascicolo contiene un dattiloscritto dal titolo Modernizzazione o
Occidentalizzazione o Annullamento? Appunti per una storia del pensiero
Giapponese "Moderno", e molte lettere di persone comuni che chiedono l'ascolto
di Balducci sui vari argomenti (cc. 155).
4/2 Guerra del Golfo
Contiene: articoli di Balducci e
di altri sulla guerra del Golfo, sulla guerra in generale e sul ruolo dei
cappellani militari, sui compiti dell'Onu di fronte alla nuova congiuntura
internazionale, sulla minaccia atomica ("Repubblica", "Le monde", e altri
imprecisati (cc. 181), 1 estratto di "Rassegna di teologia" (pp. 23), il
numero 2 di "Adista dossier": La sfidadella pace i vescovi degli Stati
Uniti sulle armi nucleari e il disarmo (pp. 55).
4/3 Cinquecentenario e controcinquecentenario
della scoperta dell'America cc. 53, riviste e fascicoli tratti da "Famiglia
cristiana" e "Amanecer".
Contiene: "Riforma della scuola"
(Balducci fa parte del comitato di consulenza), 1992, n. 4; "Lettera internazionale
31", 1992, n. 31. E. Plenel, Voyage avec Colombo: serie di articoli luglio-agosto-settembre
1991, "Le Monde"; articoli vari su "Le Monde", "l'Unità", "Avvenimenti"
(1991); stralci di testo indiano del Messico (XVII sec.) contro l'arrivo
dell'Occidente pubblicato su una rivista imprecisata, su cui Balducci ha
scritto a mano: "Fascicolo sulle religioni etniche"; materiale sulle diverse
etnie presenti sul continente americano prima dell'arrivo di Colombo e
sui popoli del Terzo Mondo (stralci di riviste imprecisate); progetto della
collana "Caravelle" delle ECP.
4/5 Calendario degli impegni per
la pace 1991-1992
Contiene: numerosissime richieste
a Balducci di interventi sulla pace, insieme a molte tracce di conferenze
(cc.134), 1 opuscolo pp. 99, il libro di G. Loy, Quelli dell'Europa accanto,
Sassari-Cagliari, Edes, 1990, con dedica dell'autore; richiesta di un contributo
sul razzismo per la rivista di un quartiere di Genova diretta da Aldo Zotti
(4 marzo 1992), il numero di febbraio 1992 della rivista "Il centro stoico"
(cc. 25); richiesta e versione dattiloscritta della voce Universalismo
redatta da Balducci per "Alfazeta" (8 cc.); articoli e richiesta di collaborazione
fissa per "Rocca" (cc. 171); fotocopie di S. Andres, Il romanzo della bibbia,
Firenze, Nardi, 1992 (prima edizione italiana) e corrispondenza tra la
casa editrice Nardi e Balducci (1992), cui è richiesto di presentare
a Firenze il libro (cc. 221); scritti, poesie e lettere di persone comuni
sulla pace, sul PCI, sulla democrazia, sull'antisemitismo (cc. 64); contenitore
di ritagli di giornale ordinati per tematiche: 1) "Materiale"; 2) "Declino
o nuovo inizio"; 3) "Homo duplex"; 4) "La rivoluzione della memoria"; 5)
"La scienza a un punto di svolta"; 6) "L'agonia delle religioni"; 7) "Dalla
teocrazia alla profezia"; 8) "L'età della nonviolenza"; 9) "La cultura
planetaria"; 10) "La nuova alleanza"; 11) "Ecumenismo creaturale"; 12)
"La comunità mondiale" (cc. 14).
4/6 Fogli dal tavolo 1992
4/6b Contiene collezione di "Le Monde 1991-92" (quasi completo il primo trimestre 1992), con alcune copie del "Secolo XIX" e de "l'Unità" del primo trimestre 1992.