
Il turismo responsabile vuole costruire un nuovo modo di viaggiare la cui prima caratteristica sia la consapevolezza delle proprie azioni e delle conseguenze che possono provocare in società così diverse dalle nostre, e delle realtà dei paesi di destinazione (a livello sociale, culturale, economico e ambientale). Esso si fonda quindi su un codice etico e di comportamento, che tutte le organizzazioni che promuovono tale tipo di viaggio più o meno propongono:
- Non casualità . Il primo passo da parte degli organizzatori è quello di cercare un contatto con un gruppo formato dai residenti del luogo, estranei all'industria turistica: persone che hanno qualcosa di significativo da proporre in termini esistenziali e che hanno a cuore le sorti del proprio paese. Gli organizzatori dovranno essere attenti alla valutazione del gruppo d'appoggio: pur nell'ambito della tradizione del luogo, queste comunità dovrebbero lavorare per finalità accettabili e vivere secondo basi di giustizia e uguaglianza.
- Preparazione del viaggio . prima del viaggio vi sarà una preparazione preliminare volta ad ottenere dinamiche positive nel gruppo e con gli ospitanti. Vi saranno dei colloqui per capire chi è adatto ad un certo tipo di viaggio. Si eviteranno così persone che desiderino una camera doppia e confortevole in un villaggio nepalese. Oltre a capire ciò l'accompagnatore occidentale è prima di tutto un referente culturale che già conosce il paese di destinazione ed è mosso da una motivazione adeguata.
- Turismo come approfondimento multidisciplinare . Un turismo intelligente implica esplorazioni in numerosi campi dell'esistenza e dello scibile, dall'antropologia, all'etnologia, dal naturalismo alla cooperazione, dalla politica al gioco fino alle manifestazioni artistiche; significa interesse per la realtà umana cui si viene a contatto, significa osservare la realtà sociale e politica, la diversità tra le classi sociali del paese che stiamo visitando.
- Equità sul piano economico . Nel turismo responsabile verso sud andranno scelti servizi che possano finanziare le piccole comunità che ci hanno accolto. Significa quindi lasciare la maggior quantità possibile di denaro nel paese di destinazione invece che alle grandi multinazionali occidentali. Non si utilizzano cioè servizi e strutture legate alla grande industria turistica se non per quanto riguarda il volo nel paese di destinazione.
- Rispetto per l'ambiente . Ricordando che il turismo di massa a contribuito a provocare enormi danni in questi paesi quali deforestazione, desertificazione e oltraggio paesaggistico, è bene considerare il rispetto per l'ambiente è uno dei punti cardine di un viaggio consapevole.
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Poche destinazioni approfondite. Se il tempo disponibile per una vacanza è sempre poco
diventa necessario scegliere poche destinazioni, costruite su rapporti veri, piuttosto che molte
che in quei pochi giorni diventano un
mordi e fuggi.
La maggior parte dell'industria turistica mondiale si concentra nel nord ricco del pianeta e nei paesi poveri e poco potenti il controllo di questo business è in mano al capitale europeo e nordamericano. Il fenomeno turismo che fin dalla sua nascita risulta essere un'ottima macchina di profitto per le aziende occidentali, è anche fonte di una serie di problemi nei paesi del Sud, a livello ambientale, socioculturale ed economico. Basti pensare a come intere popolazioni sono state sgomberate dai loro paesi per costruire le infrastrutture turistiche, a come vengono utilizzate le già scarse forniture idriche usate per gli hotel, a come habitat naturali spiagge e foreste vengano trasformati in strutture d'accoglienza.
Ben si comprende allora la cura con cui i turisti e la popolazione locale vengono attentamente tenuti separati; i grandi alberghi e i villaggi turistici sono sempre lontani dalle realtà di questi paesi, come a voler ricreare il mondo dal quale siamo venuti, con tutti i comfort e le sicurezze lasciate.
Anche le elite al potere nei paesi del Sud del mondo fanno la loro parte nell'alimentare il fenomeno. Infatti accanto alla partecipazione di investitori locali, i governi attingono spesso ai fondi pubblici per spingere uno sviluppo turistico che verrà poi gestito da corporation esterne. I soldi indirizzati alle infrastrutture turistiche sono soldi tolti alla sanità, alla scuola e persino all'agricoltura.
Il turismo responsabile tenta di sfuggire alle contraddizioni di questi circuiti di massa
dandosi un codice di misure concrete e fondate su un'etica diversa da quella del solo profitto. Il
turista responsabile infatti dovrà essere ben consapevole della realtà e dell'ambiente che andrà a
conoscere, allo scopo avere un'autentica e rispettosa esperienza di un mondo ben diverso dal
proprio.
Nel 1967 mentre l' OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) lancia l'anno internazionale del turismo si cominciano a sentire formulazioni critiche da parte delle chiese a proposito dell'impatto del turismo su popoli e nazioni. Negli anni settanta durante la Consultazione internazionale sul Turismo all'accademia evangelica di Tutzing in Germania, che riunisce il Consiglio Mondiale delle Chiese, prende forma e consistenza la critica al fenomeno sino a che nel 1973, sempre in Germania lo Stato e la Chiesa Evangelica cooperano affinchè vi sia una formazione per gli operatori che accompagneranno i turisti verso destinazioni lontane e per istituire un apposito dipartimento che si occupi di monitorare il fenomeno. Durante questi anni la critica al fenomeno si diffonde sempre di più e nei vari paesi occidentali nascono riviste che da una parte denunciano il fenomeno dall'altra cominciano a teorizzare un nuovo tipo di turismo che sia attento all'impatto ambientale e socioculturale dei paesi di destinazione.
Nel 1980 in risposta alla conferenza dell'OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo) a Manila, viene indetta la Conferenza Cristiana d'Asia che denuncerà il ruolo delle multinazionali nel settore sollevando anche la questione del turismo sessuale.
Nel 1984 in Thailandia si svolge la terza conferenza globale di quello che ormai è un movimento di protesta contro il turismo di massa, durante la quale, finalmente emerge la speranza e la volontà di costruire un turismo realmente diverso.
Dalla conferenza del 1986 in Germania, nella quale per la prima volta si invitano gli abitanti dei paesi visitati dal turismo, esce il rapporto BRUNTLAND in cui compare il concetto di Sostenibilità dello sviluppo, che influenzerà anche il turismo fino ad oggi.
Oltre ai momenti più ufficiali nei quali viene fatto presente l'entità del fenomeno e oltre al lavoro in tal senso delle chiese di vari paesi del mondo (soprattutto quelle del sud vicine alla Teologia della liberazione) vi sono gruppi di attivisti composti da individui di tutto il mondo laici e non che compiono azioni e che sviluppano la ricerca, l'opera di sensibilizzazione, la denuncia delle storture del turismo. Operano fondamentalmente sul proprio territorio, solitamente a livello nazionale. In Italia questi gruppi sono presenti ormai da anni e il primo passo a livello più ampio avviene nel 1993 all'incontro annuale di TEN in Olanda quando RAM, agenzia di cooperazione italiana, aderisce al network europeo di critica ed azione al turismo internazionale impegnandosi a coordinare gruppi che nel nostro paese vogliano dedicare attenzione al fenomeno. Primo tassello, la nascita di un centro di ricerca e la formazione di accompagnatori che conducano viaggi responsabili nei paesi del Sud del mondo. A Milano si tiene un primo seminario sull'argomento.
Il 23 novembre 1997a Verona undici associazioni impegnate a vario titolo sul fronte del turismo
hanno sottoscritto un documento denominato "Turismo responsabile: Carta d'identità per viaggi
Sostenibili".
Non esiste una legge in materia; ma attraverso i seguenti documenti è possibile individuare nelle linee guida, i valori generali che si vogliono trasmettere:
- Carta di Lanzarote, 27/28 aprile 1995
- Agenda 21 dell'ONU, 14/6/1992
- Manifesto del movimento tedesco " Tourism with Insight"
- Tourism Bill of Rights and Tourist Code (OMT (Organizzazione Mondiale del Turismo), maggio 1997)
- Montreal Declaration, 1997
- Verona, 23 novembre 1997. Viene sottoscritto il documento denominato "Turismo Responsabile:
Carta d'Identità per viaggi sostenibili.
In antitesi al turismo consueto si pongono da anni soggetti grandi e piccoli, agenzie di viaggio e associazioni hanno cercato di catalizzare gruppi per viaggi non organizzati con formule battezzate come autogestito o avventura.
Nouvelles Frontieres è tuttora considerata una di queste agenzie. Sbarcata in Italia ormai da un ventennio ed impostasi nella vendita dei soli biglietti aerei ai prezzi più abbordabili, ha poi diversificato la propria offerta proponendo accanto al solo volo pacchetti in tutte le salse: volo e una serie di servizi a terra, con circuiti per gruppi autogestiti nell'ottica dell'avventura. In tale caso non si può parlare di alternative o di etica differente.
Avventure nel mondo è un fenomeno turistico ormai storico in Italia. Esso propone viaggi al di fuori dei circuiti del turismo classico all'insegna di una ricerca d' esperienza avventurosa. I gruppi si gestiscono in modo autonomo e sono solitamente accompagnati da un operatore che non è obbligato a conoscere il paese di destinazione. Questo tipo di turismo si può definire alternativo ma solo limitatamente. Quello che manca in questo tipo di viaggio è l'attivazione di modalità sistematiche volte al rispetto delle culture locali o degli ambienti naturali. Tutto è lasciato al caso, al senso di responsabilità dei singoli.
Per quanto riguarda infine il turismo responsabile in Italia esiste dal maggio del 1998 l'Associazione Italiana Turismo Responsabile (AITR) che riunisce le undici associazioni che hanno sottoscritto a Verona la "Carta d'identità per viaggi sostenibili". In questo caso possiamo veramente parlare di turismo alternativo, riuscendo a coniugare accanto alla libertà di chi lo attua, una sua dimensione etica, garantendo una comunicazione costruttiva con la gente del posto e contemporaneamente la prevenzione di fenomeni chiaramente negativi.
L'elenco sopracitato non è da ritenersi esaustivo, ma è suscettibile di
integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno comunicarci ulteriori indirizzi di
enti ed associazioni operanti secondo i canoni della sostenibilità nella tematica in
questione.
www.cts.it/index.cfm?module=static&page=w&s=TurismoResponsabile
www.cric.it/Turismo_Responsabile/turismo_responsabile.htm
www.vagabondo.net/index.php/articles/Turismo_Responsabile
www.geocities.com/TheTropics/Paradise/2568/
www.milanoin.it/utilita/turismo/turismo_1.htm
www.guidavacanze.it/turismo_responsabile_pa_163.htm
www.osservatorioturismo.it/index.asp
www.terre.it/catalogo/index.php?id_publisher=1&id_category=2&id_topic=6
www.incontrofraipopoli.it/turismo/turismo.php
www.insenegal.org/23Turismo/TurismoResponsabile01.htm
viaggeria.lycos.it/mondo/cdv/consiglio.asp?id=844
www.coopi.org/it/cosafacciamo/index.php?art=24
www.vagabondando.it/peru/TurismoResponsabile.asp
www.cissprg.org/turismo_responsabile.html
L'elenco sopracitato non è da ritenersi esaustivo, ma è suscettibile di
integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno comunicarci ulteriori indirizzi di
enti ed associazioni operanti secondo i canoni della sostenibilità nella tematica in
questione.
L'elenco sopracitato non è da ritenersi esaustivo, ma è suscettibile di
integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno comunicarci ulteriori indirizzi di
enti ed associazioni operanti secondo i canoni della sostenibilità nella tematica in
questione.
http://www.boscaglia.it (newsletter "camminareinforma")
http://www.csslegambiente.org/
L'elenco sopracitato non è da ritenersi esaustivo, ma è suscettibile di integrazioni: si ringraziano cittadini ed utenti che vorranno comunicarci ulteriori indirizzi di enti ed associazioni operanti secondo i canoni della sostenibilità nella tematica in questione.
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