Leggere per non dimenticare - Anna Benedetti

 

1 dicembre 2006

Monika Bulaj e Paolo Rumiz

Gerusalemme perduta
(Frassinelli, 2005)



Anna Benedetti, Paolo Rumiz, Monika Bulaj


Fra gli studenti erano presenti ragazzi del V Ginnasio, sez A del Liceo Classico Dante che hanno partecipato al lavoro di gruppo sulla lettura del libro guidato dalla professoressa Luisa Sineo

Cfr. domande allegate: 

Dal suo libro emerge il grande distacco delle religioni cristiane occidentali da quelle orientali. Secondo lei questo rapporto potrà essere ricucito in futuro, o le cose non cambieranno particolarmente, ma al contrario la religiosità d’occidente si distaccherà ancor più da quella d’oriente? (Alessandro Masi)

Qual è stato il luogo che ha visitato in cui ha trovato più difficoltà a descrivere ciò che vedeva? (Corrado Ingenito)

Poiché si nota un certo dispiacere da parte sua nel lasciare l’Oriente alla fine del viaggio, vorrei sapere quali sono la città i cibi o il popolo che le è piaciuto di più e che le è dispiaciuto di più lasciare? (Carolina Buzio)

Qual è stata la città in cui ha notato più miseria e povertà? (Corrado Ingenito)

Quale scambio è avvenuto nel contatto con la gente? (Guido Borgheresi)

Come ha potuto realizzare questo viaggio dal punto di vista organizzativo? (Karim Fahmy Attia)

Ritiene che nonostante le differenze fra oriente e occidente,riusciremo a trovare un punto di incontro oppure almeno noi avremo meno pregiudizi nei loro confronti?  (Pilla Lucrezia)

Quali luoghi l’hanno colpita maggiormente? (Mazzolini Guglielmo)

Lei, cosa ne pensa della futura e probabile entrata della Turchia nell’Unione Europea?  
Non le sembra un paradosso che un paese il quale bussa alla porta dell’Europa e che è già membro della NATO abbia un clima di tolleranza religiosa verso i cristiani molto inferiore rispetto a quello della Siria, considerata uno “stato canaglia” e fornitrice di armi ai gruppi fondamentalisti? (Giovanni Millotti)

Perchè ha ritenuto necessario incominciare il suo viaggio dall’Italia? (Niccolò Becucci e Francesca Lachi )

Pensa che ci sia una possibilità di recupero di una spiritualità vera in Occidente? (Eugenia Lavorini)

Vorrei sapere se ha trovato qualche persona particolarmente interessante, con cui rimarrà in contatto (Gabriele Pineider ) 

Mi chiedevo, visto che l’attuale clima religioso e politico in Medio-Oriente non corrisponde a ciò che ci si aspetterebbe da una terra forgiata dalle tre grandi religioni, come secondo lei si potrebbe migliorare la situazione. (Martin Miscia)

Quali sono state le sue sensazioni durante il suo ritorno in Italia dopo le “avventure” affrontate? Cosa l’ha impressionato di più dell’architettura orientale? Cosa l’ha impressionato di più fra le tradizioni delle popolazioni che ha incontrato? (Bianca Grisolia e Giulia Fantappiè)

In quale paese ha avuto una peggiore accoglienza? Ripeterebbe il viaggio spingendosi oltre Gerusalemme? Ritiene gli ambienti naturali che ha visto più intatti di quelli Italiani? Ritiene migliore la cucina orientale, o quella occidentale?  (Lodovico Giuseppe Mangiavacchi, Pietro Coffari)

Se potesse tornare indietro, visiterebbe il Monte Athos? Che lingua/e ha usato principalmente, quando ha lasciato l’Italia?
(Alessandro Morelli)

Di tutte le tappe percorse nel viaggio, quale gli è rimasta più impressa? Quale è stato il primo impatto alla vista di Gerusalemme? (Francesco Bernardoni)

Il Dio dei cristiani d’Occidente è il Dio dei musulmani nella percezione quotidiana della gente? Nel corso del viaggio, quali particolari luoghi, situazioni o incontri l’hanno emozionata di più? (Niccolò Carli)

Qual è il popolo che ha ritenuto il più caloroso e accogliente? (Leonardo Stella)

Quanto pensa sia grande il patrimonio culturale che si perderebbe se la cristianità orientale decadesse completamente? (Sofia Tapinassi e Laura Nardo)

 



Monika Bulaj commenta il viaggio attraverso le bellissime foto


Un ebreo in un quartiere tradizionalista di Mea Sharim, Gerusalemme

Gli autori dopo la presentazione pomeridiana del loro libro nella Biblioteca Comunale Centrale hanno partecipato alle ore 21.00 ad una riflessione intorno al rapporto tra Oriente ed Occidente, sul cammino della fede e della civiltà, tra cristianesimo, ebraismo ed islamismo, verso una città simbolo come Gerusalemme, nel suggestivo spazio della Moschea di Firenze. 

 

Rassegna stampa

Il Corriere di Firenze: La Gerusalemme perduta di Bulaj e Rumiz...
(Ludovico Franco - 1 dicembre 2006)
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la Repubblica: Rumiz e gli ultimi cristiano d'Oriente...
(1 dicembre 2006)
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L'Unità: Paolo Rumiz e il suo viaggio tra le religioni che si cercano ...
(Renzo Cassigoli - 1 dicembre 2006)
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