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    COMUNICATO STAMPA

    Firenze, 26 novembre 2007

    DE ZORDO, NOCENTINI, PIERI, PAPE, ROTONDARO, PETTINI, MARZULLO: «POLEMICA STRUMENTALE SULLE CONTESTAZIONI AL CORTEO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE»

    Questo il testo dell'intervento dei consiglieri Ornella De Zordo (Unaltracittà/Unaltromondo), Anna Nocentini, Leonardo Pieri e Mbaye Diaw (Rifondazione Comunista), Nicola Rotondaro, Lorenzo Marzullo e Luca Pettini (Comunisti Italiani): «Abbiamo votato contro l'ordine del giorno presentato dalle consigliere Checcucci (AN) e Giocoli (FI) e emendato da Agostini (PD) che si focalizza sulla contestazioni avvenute alle parlamentari e chiede di esprimere loro solidarietà. La manifestazione del 24 novembre contro la violenza sulle donne e contro ogni razzismo è stata un grande momento di mobilitazione che ha visto sfilare pił di 100.000 donne per la difesa dell'autodeterminazione e dei diritti, contro una cultura misogina che ancora vede le donne oggetto di violenza fisica, sessuale, psichica. Una manifestazione autorganizzata, che non ha voluto finanziamenti da partiti, sindacati o grandi associazioni nazionali, ma è nata dal lavoro di singole, collettivi e gruppi di donne che si sono riunite in assemblee nazionali e in moltissime realtà territoriali. C'è stata una richiesta esplicita a non avere nel corteo né bandiere di partito né esponenti politici; l'invito non è stato accolto e alcune parlamentari e ministre sono intervenute al corteo: la contestazione, su cui la stampa si è soffermata, è nata dal fatto che la 7 intendeva intervistare le parlamentari invece che dare la parola alle partecipanti al corteo. Ancora una volta, a fronte di una grande partecipazione popolare ad una manifestazione contro la violenza e per i diritti, una parte delle forze politiche ha preferito soffermarsi su episodi di dissenso anziché cogliere le richieste urgenti che provenivano dalla manifestazione. L'ordine del giorno approvato non contiene una sola parola di apprezzamento per la riuscita della manifestazione e di impegno del Comune di Firenze per venire incontro alle richieste delle partecipanti. Con atti come questi si acuisce la distanza tra le istituzioni e la cittadinanza attiva e per questo non abbiamo dato il nostro voto favorevole».