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COMUNICATO STAMPA
Firenze,
Questo
il testo dell'intervento di Anna Nocentini, capogruppo di
Rifondazione Comunista:
«L'odierna seduta della
Commissione urbanistica impone qualche riflessione.
Il diritto
dei Consiglieri di esercitare controllo sugli atti
dell'Amministrazione è previsto per legge che passi attraverso
interrogazioni circostanziate, domande di attualità ecc.;
ritengo pertanto una trappola, un uso strumentale del lavoro di una
Commissione consiliare la richiesta della destra di programmare
lavori di indagine sui progetti presentati da una società.
Il
problema della densificazione, della trasformazione di destinazione
d'uso è reale in città, e deve essere affrontato
attraverso modifiche degli strumenti urbanistici, modifiche che
possano anche confliggere con gli interessi non di una sola ma di
molte società di progettazione e costruzione, per garantire ai
cittadini condizioni di vivibilità della città.
Ma
com'era evidente fin dalla prima richiesta del consigliere Donzelli,
vicepresidente della stessa Commissione, non era questo il suo
interesse, ma piuttosto quello di provocare una risposta negativa ad
una sua richiesta insostenibile sul piano formale (perché non
ha chiesto una commissione di inchiesta?) anche perché, come è
noto, su alcuni atti della Quadra srl sta lavorando la magistratura.
Sconcerta come la maggioranza fosse presente al gran completo
stamani in Commissione: qual è l'utilità di impegnare
una intera seduta della Commissione urbanistica per spiegare queste
cose al consigliere? Qual è il senso di coinvolgere l'intera
Commissione sul tema della programmazione dei lavori della stessa,
quando questa è prerogativa del presidente?
E perché
la Commissione non è stata coinvolta su richieste che
Rifondazione Comunista ha sollevato da molti mesi?
Avevamo
chiesto di programmare una seduta per approfondire in maniera seria e
trasparente le ipotesi su Castello, prima che il futuro di questa
area diventasse oggetto delle diverse fantasie presenti e future dei
vari membri del PD.
Abbiamo chiesto di discutere sulle
convenzioni urbanistiche che vengono stipulate fra l'Amministrazione
e i privati, a partire da quella sul recupero di via Faenza.
Abbiamo
chiesto che le petizioni popolari, con debita raccolta di firme,
siano portate in Commissione e poi in Consiglio come previsto dal
Regolamento Comunale: tutte richieste senza risposta.
E' lecito
chiedersi se quella adottata sia una pratica di benevolenza o l'onda
lunga di un dialogo che il PD non riesce a interrompere con il
Governo Berlusconi».