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COMUNICATO STAMPA
Firenze, 12 gennaio 2008
DELIBERA SERVIZIO IDRICO, NOCENTINI (RIFONDAZIONE): «AFFIDABILITÀ DI ACEA DA METTERE IN DISCUSSIONE E DA VERIFICARE, PRIMA DI OGNI ULTERIORE RAPPORTO»
«L'affidabilità di Acea
in merito a strategia imprenditoriale e correttezza nelle procedure di gara per
la gestione del servizio idrico è quanto meno da mettere in discussione e da
verificare, prima di ogni ulteriore rapporto». E'quanto ha dichiarato la
capogruppo di Rifondazione Comunista Anna Nocentini ricordando che «il 22
novembre 2007 l'autorità garante della concorrenza e del mercato ha comminato ad
ACEA una multa di 8.300.000 di euro e a Suez Environnement una multa di
3.000.000 di euro per aver posto in essere "un'intesa restrittiva della
concorrenza" infrazione considerata "molto grave"».
«Le 66 pagine di
motivazione della sentenza - ha aggiunto l'esponente dell'opposizione - aiutano
a capire chi e per quale fine vengono operate le scelte fondamentali nella
gestione del servizio idrico. Evidenziamo alcuni punti. Nel marzo del 2003 un
documento che circola fra i dirigenti di Suez, utile a comprendere i rapporti
fra le due Società, recita: "il gruppo Suez possiede l'1,9% di Acea. Suez
potrebbe nominare a novembre un amministratore con il 3% del capitale. (.)
Obiettivo: utilizzare Acea come "braccio armato" di Suez per l'acqua in Italia".
Dello stesso periodo il rapporto della direzione studi e progetti di Suez nel
quale si legge, con riferimento alle gestioni degli ATO in cui Suez ed Acea sono
già presenti, la prospettiva di "messa in comune delle partecipazioni di Acea e
Suez in Toscana, comprese Arezzo e Acque Toscane, in seno a un'impresa comune ad
hoc "NewCo Toscana"».
«Infine - ha proseguito Anna Nocentini - l'antitrust
afferma che l'accordo fra Acea e Suez "è stato volto a mantenere ed aumentare il
rispettivo potere di mercato secondo criteri di mera strategia imprenditoriale e
non di maggiore efficienza industriale. Al proposito, particolarmente chiaro
risulta un documento aggiornato al 2006, in cui la costituzione di un'impresa
comune per la gestione delle rispettive attività toscane di Suez ed Acea viene
ricondotta a obiettivi puramente strategici quali la definizione delle politiche
delle parti in Toscana nel settore dell'acqua e della depurazione, il
coordinamento e responsabilità gerarchica sui manager locali delle società
operative o ancora la definizione di una politica comune di voto nei consigli di
amministrazione". Da questi parziali riferimenti si può dedurre anzitutto che
l'ipotesi di dare vita ad un soggetto forte, italiano, capace di reggere le
sfide del mercato internazionale, si scontra con la realtà degli accordi,
segreti, già in essere fra Suez ed Acea la quale ottiene da Suez di essere
"totalmente libera nel Lazio", condividendo, invece, con la multinazionale
francese le possibilità sul resto del territorio italiano».
«Inoltre - ha
sottolineato la capogruppo di Rifondazione - il percorso di fusione dei soggetti
gestori degli ATO 2, 3 e 6, previsto nel protocollo firmato tra i sindaci
Domenici, Fontanelli e Veltroni il 24 novembre 2007, che dovrebbe portare alla
costituzione di una nuova società operativa dal nome NewCo, nemmeno il nome ci
fanno scegliere, deriva dall'ipotesi studiata da Suez nel 2003. L'accordo fra
Acea e Suez si è caratterizzato per "mera strategia imprenditoriale" ovvero
nell'interesse esclusivo delle aziende e "non di maggiore efficienza
industriale" ovvero nell'interesse di un migliore servizio basato su economie di
scala, sinergie d'impresa ecc». (fn)