Comune di Firenze
Gruppi Consiliari

Rifondazione Comunista

Palazzo Vecchio
Tel. 276.8586 - 276.8245
Fax 276.8246

  • E-mail: gruppo.rifondazione@comune.firenze.it
  • Sito nazionale: http://www.rifondazione.it
  • Federazione di Firenze: http://www.rifondazione.it/firenze

    I comunicati stampa del gruppo sono inseriti nel sito del comune di firenze: www.comune.firenze.it e si trovano cliccando consiglio/gruppi(scorrere fino a rifondazione)
    E mail gruppo: gruppo.rifondazione@comune.fi.it
     
      Ufficio Stampa - Comune di Firenze
    Palazzo Vecchio - P.za Signoria, 1 - 50122 Firenze
    Tel. 055 276 8075 - Fax 055 276 8282 

    COMUNICATO STAMPA

    Firenze, 3 dicembre 2007

    REFERENDUM INCENERITORE, DE ZORDO E NOCENTINI: «HANNO VINTO LA SALUTE E LA POLITICA CHE METTE AL CENTRO LA PERSONA E L'AMBIENTE»

    Questo il testo dell'intervento di Ornella De Zordo, capogruppo di Unaltracittà/Unaltromondo, e di Anna Nocentini, capogruppo di Rifondazione Comunista:

    «Lo straordinario risultato del referendum di Campi Bisenzio deve rimettere in discussione le politiche inceneritoriste delle amministrazioni toscane e in particolare del Comune di Firenze, che deve ripensare la gestione dei rifiuti potenziandone drasticamente la riduzione, la raccolta differenziata e il riciclaggio. Si rinunci a costruire nuovi inceneritori o a potenziare i vecchi e si realizzi quel 55% di raccolta differenziata e 15% di riduzione dei rifiuti a cui l'Amministrazione può destinare risorse adeguate nei prossimi bilanci.
    È importante valutare insieme i due dati che escono dalle urne. I campigiani hanno infatti difeso i loro corpi, la loro salute, anche in nome e per conto di altre popolazioni, non è un caso che al no all'inceneritore di Case Passerini (88,87%) si affianchi un no altrettanto netto al rifiuto delle politiche inceneritoriste per la gestione dei rifiuti (84,36%). La sindrome Nimby a quanto pare è frutto solo della demagogia di qualche politico distante dal sentire comune degli abitanti che amministra.
    Hanno perso gli interessi economici che stanno dietro agli obsoleti termovalorizzatori e ha vinto la salute delle persone, la cultura figlia di una modernità che rispetta la natura e definisce un modello di sviluppo basato sulla riduzione, il riciclo e il recupero dei rifiuti.
    Un plauso grande va alle tante persone, uomini e donne, che organizzati in comitati e movimenti dal basso hanno saputo riaprire sul territorio un dibattito culturalmente alto e ricco di ragioni. Hanno saputo ricostruire una politica moderna, fondata su informazioni corrette e non su falsità e strumentalizzazioni di sorta».